03 luglio 2008

Ezra Pound alla radio, sperimentazioni e propaganda fascista

In questi giorni le cronache registrano negli Stati Uniti un curioso anniversario letterario. Quello del poeta Ezra Pound che il primo luglio del 1958, dopo essere stato dimesso dall'ospedale psichiatrico federale in cui era stato rinchiuso per il suo pesante coinvolgimento nella macchina propagandistica fascista durante la guerra, si reca a visitare a Rutherford nel New Jersey, il suo amico poeta William Carlos Williams. Williams, insieme a Robert Frost, William Faulkner e Ernest Hemingway aveva fatto pressioni presso la giustizia americana, che alla fine aveva deciso di liberare Pound motivando il rilascio con l'impossibilità, da parte del controverso poeta, di affrontare lucidamente un processo. Pound era stato autorizzato a chiedere un visto per ritornare nella sua amata Italia. Da Rutherford Pound raggiunse la vicina New York dove il due luglio si imbarcò per Genova con l'idea di raggiungere la figlia a Merano.
Alla breve visita fatta all'amico di Rutherford, il giornale South Bergenite dedica una rievocazione dello storico locale Rod Leith, secondo il quale l'ex detenuto psichiatrico non fu accolto benissimo dalla moglie del poeta Williams. Diciotto anni prima, scrive Leith, Florence Williams era tornata a casa raccontando al marito di aver parlato con uno degli impiegati della sua banca, ascoltatore delle onde corte. Questo impiegato aveva intercettato uno dei 120 discorsi che Pound fece dai microfoni di Roma Radio a cavallo tra 1941 e '42 e in questo discorso aveva fatto esplicito riferimento al suo amico Williams.
La produzione propagandistica di Pound fu il motivo diretto per il suo arresto da parte dei partigiani italiani, che consegnarono il poeta alle truppe alleate. Fu nel campo di prigionia di Coltano, il luogo della famosa stazione intercontinentale marconiana, che Pound iniziò a comporre i suoi Canti Pisani. Anche se Wikipedia sostiene che quelle trasmissioni, troppo deboli, forse non raggiunsero nemmeno gli Stati Uniti (ma l'articolo del South Bergenite sembra fornire una eloquente "QSL", una conferma di ricezione), gli infiammati interventi di Pound contro il Presidente Roosevelt e i banchieri ebrei, suoi bersagli preferiti, furono registrati dal Foreign Broadcast Monitoring Service americano e furono successivamente trascritti in un libro apparso dopo la morte di Pound "Ezra Pund Speaking": Radio Speeches of World War II, il cui contenuto si può trovare su Internet a questo indirizzo.
Un bellissimo saggio di Richard Sieburth sulle pagine che la University of Pennsylvania dedica all'ex alunno Ezra Pound, "The Sound of Pound: A listener's Guide", offre un'ampia panoramica sulle complesse relazioni tra il poeta e il mezzo radiofonico. Pound era rimasto affascinato molto presto dall'invenzione di Marconi e come scrive Sieburth era intimamente convinto che la rivoluzione sovietica non ci sarebbe mai stata senza la radio - unico mezzo che i servizi segreti zaristi non potevano controllare del tutto - utilizzata da Lenin per i suoi discorsi.
Nel 2002, per i tipi della MIT Press, Margaret Fisher ha pubblicato un saggio intitolato "Ezra Pound's Radio Operas", in cui vengono analizzati i lavori che Pound aveva realizzato per la BBC negli anni 20, utilizzando tecniche compositive che preconizzavano la successiva musica elettronica. Erano vere e proprie opere musicali radiofoniche che Pound aveva composto sugli antichi poeti François Villon e Cavalcanti. Non posso non citare alcune fonti utili per chi volesse ascoltare le composizioni letterario-musicali di Pound curate proprio dalla Fisher (che ha studiato in Italia con una borsa di studio Fullbright). La casa discografica Other Minds ha per esempio pubblicato un CD, Ego Scriptor Cantilenae, The Music of Ezra Pound, facilmente reperible sul sito dell'editore musicale. Ego Scriptor, qui recensito all'epoca (2003) dal New York Times, contiene alcuni brani dell'opera "Cavalcanti".

Fifty since Ezra Pound's visit

Editor’s note: The following article was submitted by Rod Leith, Rutherford’s borough historian. It was 50 years ago on June 28 when Ezra Pound spent a week in Rutherford with his friend Williams Carlos Williams.

Ezra Pound, the genius poet and cultural iconocast who shocked and disturbed Americans with his pro-Fascist broadcasts during World War II, paid a very private visit to Rutherford 50 years ago, staying at the 9 Ridge Road residence of his life-long friend, William Carlos Williams.
Just several weeks before, Pound had been released from a Washington, D.C. mental hospital, where he’d been held without trial for 13 years on United States charges of treason. Following groundswell support and lobbying by literary figures like William Faulkner, Ernest Hemingway, Robert Frost, and Williams, the charges were dismissed when Pound was declared incompetent to stand trial. He was permitted to seek a visa to enter Italy.
Pound and an entourage –his wife, Dorothy; attorney David Horton and wife; and Pound’s literary assistant, Marcella Spann, came to Rutherford and stayed at the Williams’ home, June 28 to June 30. Two days later, the then 72-year-old Pound and his wife left New York on an Italian liner en route to Genoa. He planned to live out his life at the Merano, Italian estate of his daughter, Mary, the wife of the noted Egyptologist, Prince Boris de Rachewiltz. A week later, Pound was ranting again when he reached Naples, greeting reporters with a Fascist salute.
No American could have been more disturbed by Pound’s broadcast rantings, against everyone from Franklin Roosevelt to the Jews, than Florence "Floss" Williams, who reported being "happy and relieved" when the Pounds left her home that hot June day in 1958. Seventeen years earlier, Flossie had raced home on a July morning to tell her husband that a Rutherford bank employee had listened to one of Pound’s broadcasts – via shortwave radio connection to Radio Rome. Between his innocuous musings and superlatives for the dictator, Benito Mussolini, Pound interjected, "As my friend Doc Williams of New Jersey would say..." Floss feared for her husband. And Williams just grew more incensed with his old college chum.
So why did Rutherford’s native poet extend a welcome to Pound? Among his most personal admissions, Williams would say things like, "I can’t write about Ezra Pound with any sort of composure." Their relationship was complex and sometimes inexplicable. Pound could be an intellectual bully. The kind that takes over the living room couch just when you’re trying to impress a convert, William said.
But to Williams, Pound was like a poet-brother who could give him a clear and truthful response. Even when Pound remained in a cell at St. Elizabeth’s Hospital, Williams sent him a draft advance copy of his memorial essay on the poet Wallace Stevens, published in the January 1956 issue of Poetry. To Williams, Pound was "one of the most competent poets in our language." And to that kind of standard, Williams was fiercely loyal.
Despite his self-imposed silence, Pound, who died in 1972, sent a condolence message received at 9 Ridge Road following Williams’ March 4, 1963 death. Pound’s cable from Italy was brief, but revealing: "For you he bore with me sixty years. I shall never find another poet friend like him."

- This article on Ezra Pound and William Carlos Williams is based on research including the correspondence of Williams and Pound, as well as articles from The New York Times; William Carlos Williams, A New World Naked; The Autobiography of William Carlos Williams; The Letters of Denise Levertov & William Carlos Williams; and The Early Politics and Poetics of William Carlos Williams.


1 commento:

Andrea ha detto...

Con l'oculatezza di un critico letterario di vaglia, Riccardo Borelli (abilissimo costruttore elettronico e antico cacciatore di segnali esotici) mi fa giustamente osservare il parallelo tra la storia di Ezra Pound (e naturalmente quella del celebre propagandista Lord Haw-Haw, di cui ho scritto più volte) e il personaggio di Howard Campbell, protagonista del romanzo di Kurt VOnnegut Jr. "Mother NIght" (Madre Notte), da cui è stato tratto anche un film con NIck Nolte. Campbell è un figlio di americani che al precipitare del nazismo decide di rimanere nella Germania dopo l'espatrio dei genitori e imbocca una controversa carriera di propagandista radiofonico, tutta giocata sul filo dell'incertezza tra bieco tradimento e sottile doppio gioco. In questa critica che ho trovato su Internet il tema viene approfondito in modo molto stimolante. Grazie Riccardo!