13 luglio 2008

Un pratico DDS con interfaccia USB

Ancora una novità dall'ormai fiorente filone della sintesi di frequenza, un aspetto fondamentale della sperimentazione SDR. Un team anglo-tedesco-olandese di radioamatori costituito da Tom DG8SAQ (autore del circuito originale apparso sul magazine Funkamateur.de), Alan M0PUB, Guido PE1NNZ, Steve G0XAR e Jan G0BBL, - la squadra del progetto QRP2000, un transceiver radioamatoriale a bassissima potenza proposto una decina d'anni fa - ha messo a punto degli economici kit per realizzare un DDS basato sul chip programmabile Si570 della Silicon Labs. L'interfacciamento con il computer viene realizzato con un controller Atmel ATTiny 45. La schedina, disponibile per meno di 30 euro può essere ordinata via Internet e tra le applicazioni c'è anche il SoftRock, piccolo front end SDR che grazie a questo DDS diventa "full band" cioè può sintonizzare in un ampio spettro di frequenze. I costruttori parlano di una capacità di generare segnali da 3,5 a 160 MHz. Tutti i dettagli, incluso il software di controllo da pc, sul sito Sdr-kits.net

2 commenti:

Maurizio ha detto...

sarebbe carino se ci fosse anche un kit per realizzare un sdr standalone, portatile, senza bisogno di pc.
Tutti quelli che ho visto in giro richiedono il pc, ma oggi con gli FPGA dovrebbe essere possibile realizzarne uno standalone, capace di ricevere anche le modulazioni digitali.

Andrea ha detto...

Si sta andando in quella direzione, per certi versi è l'approccio di Giuliano Carmignani. Che però risolve solo il problema del controllo di frequenza. Demodulazione e filtraggio restano pc based. Anche perché implementare in FPGA tutta quella logica non sarebbe un'impresa da poco. Phil Covington parla per esempio di estendere al filtraggio le funzionalità DDS implementate in FPGA. Forse il compromesso ottimale è l'approccio embedded, con i processi stile Atom di Intel. Il problema è che entrando in un dominio così "industriale" i progetti amatoriali non riescono a stare al passo. E per un progetto industriale ci vogliono obiettivi di ritorno sugli investimenti che il nostro mercato non riuscirebbe a soddisfare.