02 febbraio 2012

FFT e SODA, ancora più veloce la trasformata di Fourier

In occasione di SODA 2012, il simposio sugli algoritmi discreti della ACM-SIAM un team di ricercatori del MIT ha presentato una versione ottimizzata di una precedente versione "sparsa" dell'algoritmo FFT, o Fast Fourier Transform. La procedura consente di modellare l'andamento di un segnale nel tempo attraverso le sue principali componenti frequenziali. Un'onda sinusoidale pura ha una unica componente, la sua frequenza fondamentale, ma anche i segnali più complicati e variabili possono essere "frantumati" in una serie di valori discreti, di coefficienti assegnati alle singole frequenze che lo compongono. In questo modo manipolare l'informazione originaria diventa molto più facile, ma ovviamente richiede del tempo di calcolo.
Introducendo delle approssimazioni rispetto all'FFT originale (sviluppato negli anni 60 da James Cooley e John Tukey), questo nuovo algoritmo permette di ridurre di parecchio i tempi di esecuzione di una trasformata di Fourier - la tecnica fondamentale per il trattamento numerico di un segnale analogico (analisi, compressione, filtraggio) - o viceversa consente di utilizzare risorse di calcolo meno impegnative. Per i matematici del MIT il guadagno può essere cospicuo, addirittura di un fattore dieci. E' ancora presto per capire quali potranno essere i risvolti pratici di questa scoperta, ma considerando che la trasformata veloce è uno dei capisaldi di tutti i programmi per la software defined radio potrebbe esserci una ricaduta positiva, per esempio con software di demodulazione e filtraggio ancora più efficienti o rapidi.
Per i più versati in matematica ecco un articolo da iProgrammer che spiega meglio le caratteristiche del nuovo algoritmo. Qui invece ci sono i link alla pagina Web del gruppo di ricercatori del MIT e ai loro articoli

Haitham Hassanieh, Piotr Indyk ,Dina Katabi, and Eric Price. PDF

Nearly Optimal Sparse Fourier Transform (la versione appena presentata al SODA)
Haitham Hassanieh, Piotr Indyk ,Dina Katabi, and Eric Price. PDF On ArXiv


(...)The basic idea of the FFT is to simply use the divide and conquer strategy. If the size of the data vector n is factorable, n=n1n2 say, then you can compute a Fourier transform on n1 elements and then on n2 elements and put the result together to give you the full result. If n is highly factorable, you can repeat the division down to just sets of two data points. This is the FFT and you can show that it takes time proportional to nlogn, which is a big improvement over n2 for large n. You can also construct similar algorithms even if n isn't highly composite and FFT algorithms exist even if n is prime.
Until recently the FFT was the best you could do in general, but it still isn't known if it is an optimal algorithm. It is obvious that a theoretical lower bound for complexity is n as you have to compute n Fourier coefficients. However, if the frequency spectrum if sparse, i.e. there are only k non-zero frequencies, then you could hope for an algorithm that has complexity proportional to k.
Now a research group at MIT has demonstrated an algorithm that takes klogn time. The algorithm takes a data vector with n elements and returns the k largest Fourier components - which is exactly what you want in the case of most compression and approximate signal manipulation algorithms.
If you are hoping for an elegant algorithm that exploits the symmetry of the situation, using a modified butterfly say, this is not the case. The ideas and implementation is based on using filters to divide the bandwidth up into bins so that each bin contains at most one of the significant frequencies. The filters (Gaussian and Dolph-Chebyshev) are constructed in a clever way so that they overlap in just the right way to make sure that you don't miss a significant component. After this, a divisive search is used to isolate the regions that contain the significant Fourier coefficients. The resulting transform is only an approximation to the true transform, but the accuracy can be quantified.
Many signals are sparse, and if they aren't the compression algorithms that manipulate them assume that they are. In other words, a k-sparse approximate algorithm is good enough for many practical applications.
What this means is that, using this sort of approach. you could implement faster MP3 or MP4 style compression or use a much less powerful processor.
The important point about this new algorithm is that, even if k approaches n, the algorithm can be shown to be about as good as a conventional FFT.
(...)

Digital Radio Summit, il punto sulla radio digitale e ibrida a Ginevra

In previsione della Radio Week che si terrà dal 13 al 17 febbraio a Ginevra, Mike Mullane, dell'EBU, mi ha inviato in anteprima la copia di uno studio sulla radio digitale in Europa che potete trovare adesso sul sito dell'Unione radiofonica europea. Nazione per nazione (ma qualche assenza, come la Svizzera o la Francia), vengono analizzate le prospettive per la radiofonia numerica, con un intervento di Luigi Maria Alberti di RAIway per l'Italia, che annuncia per il 2012 l'assegnamento delle frequenze DAB ai vari consorzi (chissà...).
Intanto appaiono sempre più irrealistiche le prospettive di parziale (ma sostanziale, visto che sono coinvolti i network nazionali) spegnimento della radio analogica nel Regno Unito. La percentuale dell'ascolto digitale continuano a essere attestate sotto il 30%, lontane dal superamento della soglia del 50% fissato come obiettivo di minima per lo switchoff. Secondo il Telegraph, il ministro della cultura britannico Ed Vaizey ha precisato che l'eventuale spegnimento sarà una "decisione dei consumatori", facendo intuire che per il momento la radio analogica non verrà spenta. Del resto la radio digitale fatica a farsi strada anche negli Stati Uniti dove un recente studio certifica per l'ennesima volta la scarsissima consapevolezza che gli americani nutrono nei confronti del sistema HD Radio di Ibiquity, malgrado le notizie confortanti che arrivano dal fronte dei produttori di silicio e di ricevitori relativamente alla copertura di segmenti di mercato importanti come l'autoradio.
In Europa la radio digitale si impone dove i numeri sono compatibili con un sistema che richiede importanti cambiamenti infrastrutturali e sul mercato dei terminali. Svizzera e Norvegia, per esempio, credono nella radio digitale perché a dispetto di territori di una certa estensione gli abitanti sono poco numerosi e molto concentrati nelle aree urbanizzate.
Tutti questi temi verranno affrontati nel corso della Radio Week, che prevede il Digital Radio Summit 2012 e l'evento (gratuito) RadioHack 2012 che avrà luogo il 13 e 14 febbraio (qui il programma) con un focus sulla radio ibrida.

Lentus e inesorabile, la trasmissione digitale amatoriale sfida il rumore impossibile

Festina lente, "procedi con passo lento" dicevano gli antichi. E Patrick Lindecker, F6CTE, autore di MultiPSK, uno dei programmi radioamatoriali più diffusi per la ricetrasmissione in uno dei tanti modi digitali utilizzati tanto nelle comunicazioni amatoriali come in quelle civili e militari, ha deciso di camminare lentissimo per raggiungere il nobile obiettivo di comunicare via radio anche in condizioni estreme di rumore e bassa potenza utilizzata. Nasce così, a pochi giorni di distanza da "Opera" il nuovo modo digitale Lentus, basato su una modulazione di frequenza "M-aria" a 32 simboli da 5 bit. Ispirato al modo digitale JT-65, sviluppato anch'esso per consentire di stabilire un contatto anche in pessime condizioni (in realtà JT-65 è pensato per i radioamatori che comunicano tra loro facendo rimbalzare i segnali sulla superficie lunare), Lentus è molto più lento. Un messaggio dura 273,1 secondi, pari a 40 simboli da 32768 campioni audio per una durata di 6,827 secondi. Scendendo ancora più in dettaglio Lentus ha un baud rate (symbol rate) di 0,1465, pari appunto a 6,827 per trasmettere un simbolo di 5 bit. La modulazione avviene trasmettendo 32 toni spaziati di 0,7325 Hz una finestra larga 23 Hz. A ogni stato corrisponde quindi un valore esprimibile con 5 bit binari.
Nel pacchetto di 40 simboli i primi 9 trasportano toni di sincronizzazione che servono al ricevitore per centrare esattamente la finestra dei 32 toni. Segue un "payload" di 31 simboli con le informazioni trasmesse pari a una stringa di 75 bit codificata in Reed Solomon, pari a 13 caratteri alfanumerici che possono essere liberi o formattati in una gabbia predefinita dall'autore. Lentus support due modalità, il QSO (la comunicazione a due vie) o il beacon o faro, la trasmissione di un identificativo che può servire per analisi propagative. Possibile anche una modalità repeater in cui la stazione ritrasmette esattamente quello che ha ricevuto da un'altra stazione.
Il tutto si basa sull'estrema precisione dei tempi (nell'ordine dei 100 mS) che scandiscono la trasmissione dei messaggi di 5 minuti e delle frequenze su cui sono tarati i ricetrasmettitori e le schede audio dei computer che si occupano della codifica e decodifica dei segnali. Patrick prescrive l'uso di time server su Internet per la sincronizzazione temporale e di specifiche procedure per la taratura di apparati ricetrasmittenti e la calibrazione delle schede. Se tutto funziona correttamente Lentus è in grado di comunicare a livelli di Signal to Noise ratio molto, molto bassi, addirittura -34 dB in una finestra di rumore di 3 kHz. Gli apparati vanno sintonizzati in USB con uno shift di 1 kHz rispetto alle frequenze consigliate per i collegamenti, che sono le seguenti: 134,8, 1837,0, 3589,0, 7037,5, 10141,5, 14074,0 KHz. Il software è in grado di fare tutto da solo, la codifica riesce a stabilire un contatto anche se in cuffia non si ascolta nessun tono discernibile e nessuna traccia si distingue nell'analisi visuale.
Lentus è stato implementato nella attuale versione di MultiPSK, la 4.20.1 e può essere scaricato qui. Una spiegazione dettagliata del suo funzionamento si trova in un file .doc in lingua inglese accluso al software ma se leggete anche il francese potete trovare molte spiegazioni e dettagli sui primi QSO effettuati con Lentus sul sito di Henri Zacchini F6BAZ. Trovate anche i primi dettagli sull'uso di Lentus in Italia sul sito dell'immancabile Andrea Borgnino, il più attento divulgatore di queste materie nella comunità ham radio.
Se invece vi interessa approfondire la questione delle modulazioni digitali (ASK, FSK, PSK, QAM), un approfondimento molto importante se volete capire bene il significato di "simbolo" e modulazione "M-aria", potrete trovare in rete parecchi tutorial. Molto ben fatti perché concisi e ricchi di esempi comprensibili quelli di National Instruments, come Digital Modulation Fundamentals (altri ne trovate qui e qui con una eccellente spiegazione sul Wi-Fi e le tecniche che possono essere utilizzate per raggiungere capacità di trasporto sempre più elevate con Internet senza-fili). Un manuale molto completo ma più complesso è All about modulation, sul sito Complextoreal.com. Il manuale è suddiviso in due parti e questi sono gli indirizzi: Parte 1 e Parte 2. Una presentazione molto esaustiva e compatta è Principles of digital modulation di Mike Fitton di Toshiba Research Europe e infine segnalo anche le dispense in lingua inglese del professor Roberto Garello, del corso di Trasmissione numerica al Politecnico di Milano, integrate da un eserciziario.

FDM-S1, nuovo ricevitore SDR italiano


Lo produce la friulana Elad, un marchio che molti ricordano dai tempi, ormai abbastanza lontani, della prima generazione di ricevitori SDR a near zero IF. Il nuovo FDM-S1 si basa sul concetto di conversione diretta implementata in FPGA e ha scelto la strada del prezzo molto aggressivo. Il ricevitore dovrebbe uscire a marzo ma è già in pre-ordine sul sito WoodBox Radio al prezzo speciale di 399 euro. Ecco le specifiche della parte hardware:

- Campionatore ADC 14bit - 61,44MHz
- Campionamento diretto da 80kHz - 30MHz
- Ingresso adatto fino a 200MHz per Undersampling*
- USB 2.0 (Dati e alimentazione)
- Uscita su USB a 192kHz I&Q
- Alimentato direttamente dalla USB del PC
- Adatto come panoramico di IF di RTX
- Porta EXT/IO per accessori esterni
- E' possibile usare ricevitori multipli
- Attenuatore da 20dB inseribile
- Filtro Passa Basso a 30Mhz escludibile

* Richiede filtri d'ingresso opzionali

Una caratteristica interessante è la possibilità di ricevere fino a 200 MHz in modalità undersampling (che richiede però l'uso di filtri per sopprimere le immagini). FDM-S1 sarà accompagnato da un suo software di trattamento, l'SW1, ma funziona anche con Winrad, i suoi vari derivati e con Studio1, il software SDR annunciato da Sandro Sfregola (che però è ancora in fase di perfezionamento).















LOFAR il radiotelescopio "diffuso" che ascolta l'FM

Inizierà il suo lavoro con una mappatura completa del cielo a frequenze normalmente inaccessibili ai normali radiotelescopi, lunghezze d'onda comprese tra i 2 e 10 metri, quelle che normalmente interessano tutti noi. Si parla infatti di frequenze che partono dal limite estremo delle onde corte e arrivano fino alla banda III televisiva o del DAB, dove i radioastronomi e gli studiosi di cosmologia possono studiare - grazie all'interazione tra particelle cosmiche e molecole dei primi strati atmosferici - i primordi dell'universo, le giovani galassie, le pulsar. Sarà possibile anche scoprire nuovi pianeti extrasolari "ascoltando" le loro aurore boreali.
Partono così le attività del LOFAR Low Frequency Array, un progetto olandese (ne ho già parlato quattro anni fa, quando era stato lanciato ufficialmente) che sfrutta decine di migliaia di economiche antenne a bassa (30-80 Mhz) e alta (100-240 MHz) in location sparse in Olanda (36 stazioni), Germania, Francia, Svezia, Regno Unito e in futuro Polonia, tutte unite tra loro da una rete in fibra ottica. L'obiettivo è andare a pieno regime entro la fine dell'anno. La mappa "total sky" sarà la prima di questo tipo e verrà tracciata con l'aiuto di sofisticati algoritmi che coordinano una ricezione "parcellizzata" ricostruendo i segnali di tutte quelle antenne via software, ma anche correggendo le informazioni raccolto tenendo conto dell'effetto delle interferenze terrestri e della variabilità della ionosfera. L'equivalente di un radiotelescopio del diametro di 12 campi di calcio, con una risoluzione impensabile.

International LOFAR radio telescope kicks off all-sky survey
31/01/2012

World's most complex radio telescope begins its first low frequency survey of the sky, as it prepares to open its doors to the international astronomy community this year.
Scientists from the International LOFAR Telescope (ILT) today announced the kick-off of the project's first all-sky survey at low radio frequencies and its first open call for observing proposals from the international astronomical community. LOFAR, the Low Frequency Array, is an innovative radio telescope built in the Netherlands and across northern Europe. LOFAR will make the still largely unexplored low-frequency radio sky accessible to astronomers for the first time. It will search for the first stars and black holes in the universe, hunt for cosmic radio bursts, pulsars, and ultra-high energy cosmic particles, study the sun and planets, and explore cosmic magnetic fields.
The project will complete its hardware construction phase in 2012 and open its doors for researchers from all over the world. Early science results from the commissioning phase of LOFAR were presented at the American Astronomical Society meeting in Austin, Texas.
The first major observing project of LOFAR will be the Multi-frequency Snapshot Sky Survey (MSSS). The survey will ultimately yield the most accurate catalogue of radio sources ever produced at these very long radio wavelengths. Designed to observe light at radio wavelengths from 2 to 20 meters, LOFAR can observe multiple, large areas of the sky simultaneously. This means it can survey the radio sky faster. "With LOFAR, we can systematically explore the low-frequency radio sky like never before and see, for example, powerful black holes throughout the entire universe." says MSSS Project Leader, Dr. George Heald. This initial survey is expected to take several months to complete, although final processing of the data will likely take longer. Much deeper, follow-up surveys are also planned.
When it opens later this year to the science community, LOFAR will already offer some unique capabilities to radio astronomers. LOFAR is a fully digital radio telescope that uses fiber optic cables to connect more than 20,000 low-cost antennas via the internet into a single large telescope. These antennas are grouped together into 48 separate stations distributed over the northeastern part of the Netherlands as well as in Germany, France, the UK, and Sweden. Funding for additional stations has also recently been approved in Poland. Signals from these stations are combined using an IBM BlueGene/P supercomputer to create a telescope with a collecting area of 12 football fields and a resolution equivalent to a telescope 1,000 km in diameter. The combination of many antennas and large effective size gives LOFAR unprecedented sensitivity and resolving power at long radio wavelengths.
The first science team within the LOFAR project counting on this increased sensitivity to achieve their scientific goals is the Epoch of Reionization (EoR) project, led by Prof. Ger de Bruyn. The EoR team hopes to detect extremely feeble signals from the highly redshifted neutral hydrogen 21cm emission line produced during the earliest phase of the Universe before the first stars and galaxies formed. LOFAR's large collecting area makes it uniquely suited to detect these extremely faint signals. According to Prof. de Bruyn, "Detection of signals from highly redshifted neutral hydrogen, emitted during the childhood years of the Universe, would be a watershed moment in cosmology." If the EoR observation detection proves successful, the results will reveal detailed information on the first stars and galaxies born in the universe. Several pilot observations by the EoR team have already yielded some of the deepest LOFAR images yet, and the most sensitive ever at these wavelengths. Even deeper observations are planned for the coming year to push closer to the required detection sensitivity of the EoR signal itself.
Low-frequency radio imaging is particularly challenging due to the Earth's variable ionosphere and interference from man-made radio transmitters, such as FM radio stations. "The first phase of commissioning has demonstrated that a fully digital telescope can overcome these obstacles, which have plagued low-frequency astronomy for so long.", says Heino Falcke, chair of the International LOFAR Telescope (ILT). "After ten years of hard work on this project, it is fantastic to see that it actually works."
LOFAR's unique capabilities are already proving useful for researchers studying pulsars, the highly magnetized and rapidly rotating neutron stars formed during the gravitational collapse of a massive star following a supernova. Many of these objects give off brief but intense bursts of radio emission lasting in some cases only millionths of a second. LOFARs sensitivity and highly accurate clocks make it possible to study pulsars over the lowest 4 octaves of the observable radio spectrum all at once. When combined with data from other radio telescopes operating at shorter wavelengths, LOFAR observations can isolate the origin of pulsar's radio emission to within 100km above the magnetic poles of the star. LOFAR's large field of view will also be used to perform efficient surveys to study known pulsars and detect new ones.
LOFAR will offer its unique scientific capabilities to the astronomical community starting in May with the announcement of its first open call for observing projects. A fraction of the available observing time for the coming year will be allocated to a number of Key Science Projects with the remaining time available for open-sky observing projects. "LOFAR really is the most versatile radio telescope in the world. When we open the doors in May, this amazing new facility will be available to any scientist in the world to use.", said LOFAR Project Scientist, Dr. Michael Wise.
International LOFAR Telescope Operations are coordinated by ASTRON, the Netherlands Institute for Radio Astronomy, on behalf of a consortium consisting of the Netherlands, Germany, France, the UK, and Sweden. Many of the technological solutions developed for LOFAR, in particular the calibration of phased-arrays as well as large-scale data transport and processing, will be highly relevant for future radio telescope projects such as the Square Kilometer Array (SKA). The SKA is a 1.5 billion euro, global science project to build the world's largest and most sensitive radio telescope over the next decade. LOFAR represents the first of several SKA technology pathfinder projects to come online.

Settanta anni fa, la voce di un'America in guerra

Era il primo febbraio del 1942, gli Stati Uniti erano in guerra da poche settimane. Quel giorno gli ascoltatori in Germania potevano sintonizzarsi per la prima volta su un programma della Voice of America, "qui parla una (proprio così, "una") voce dall'America. Un'America in guerra". Furono queste le prime parole di una emittente che ha celebrat il suo settantesimo anniversario. Allora VOA trasmetteva anche in italiano e in francese, i suoi segnali da Washington arrivavano a Londra dove venivano ripetuti verso un'Europa in fiamme.
Ieri, in una riunione con i giornalisti dell'emittente, l'attuale direttore - il 28esimo - David Ensor ha assicurato che la stazione governativa continuerà a essere una "linea vitale" per società chiuse come l'Iran e altre nazioni. Settanta anni fa gli annunciatori tedeschi fecero una promessa che Ensor stesso ha ribadito: le notizie possono essere buone o cattive, la missione della VOA resta quella di dire sempre la verità, mentre l'America continua, purtroppo, a essere una nazione coinvolta nelle guerre.
Come avete letto su questo blog Voice America intende rinnovarsi in un contesto di multimedialità, rinunciando sempre più al medium che l'aveva vista nascere, le onde corte. Che continueranno a essere utilizzate per le aree dove non è facile arrivare in altro modo.
Buon compleanno, voce dell'America, con l'augurio di essere davvero sempre veritiera.

Addressing VOA journalists at the agency’s Washington headquarters, Ensor pointed to a television news show for Burma that began airing in January, a popular video blog that has been viewed more than 7 million times in China, expanded TV broadcasts to Iran, and new health programs on radio in Africa. He also described plans for a Russian language TV program that will harness popular social media programs to make citizen journalists and the audience a key part of the show.
Ensor said the one-time cold war broadcaster is “as relevant today as it was February 1st, 1942,” the date of the first shortwave radio broadcast to Germany.”
Created by the U.S. government in the opening days of World War Two, the Voice of America has evolved into a global multi-media organization, broadcasting balanced and comprehensive news in 43 languages to an estimated weekly audience of 141 million.
The first shortwave radio transmission, spoken in German just weeks after the Japanese attack on Pearl Harbor, began with the words “Here speaks a voice from America.” The broadcast went on to promise, “The news may be good. The news may be bad. We shall tell you the truth.” Ensor, the 28th Voice of America director, says the agency continues to be guided by those words.
VOA radio remains highly popular in many markets, including Somalia, parts of Pakistan and Haiti. Ensor says the agency is moving forward with new television and Internet programs that target countries like Iran, where the government restricts the free flow of information.
VOA programs are delivered on satellite, cable TV, mobile, shortwave, FM, medium wave, the Internet, and on a network of about 1,200 affiliate stations around the world. In addition to more than 1,100 employees in Washington, VOA works with contract journalists in trouble spots around the world. Last month the Taliban claimed responsibility for the murder of a reporter working for VOA in Pakistan.

01 febbraio 2012

Sdrsharp, nuovo applicativo per Funcube



Non si ferma mai la fabbrica globale di applicazioni SDR (software defined radio) che permettono di interfacciare il proprio computer con uno o più dei numerosi front end, commerciali e hobbystici che implementano avanzati algoritmi di trattamento numerico del segnale per sostituire oscillatori, mixer, stadi di rilevazione, filtri e gli altri "blocchi" di una radio tradizionale. Uno dei programmi più recenti si chiama Sdrsharp, altrimenti noto come SDR#, un nome ispirato al linguaggio che il programmatore Youssef Touil dichiara di aver utilizzato, il C#. Sdrsharp è un programma solo Windows e permette di demodulare i segnali ricevuti con frontend Softrock, Funcube Dongle e FifiSDR. Youssef è basato in F
rancia ma da quanto mi pare di capire le sue origini sono marocchine, una bella dimostrazione di multiculturalità delle community della radio definita dal software. Sorgenti e eseguibili si possono scaricare sul nuovo sito Sdrsharp.com che è andato a sostituire il repository originale su Google Code. Youssef lavora sul suo codice dall'estate scorsa.
Altre novità riguardano l'applicativo SDR, Digiradio, basato sul codice originale di Alberto Di Bene (Winrad) e proposto qualche tempo fa da Roberto Borri (I1YRB) e Alberto Perotti. La versione 1.2 è stata rilasciata ieri e viene definita molto più stabile rispetto alle prime release.
Lo stesso Alberto Di Bene, rimasto un po' in disparte dopo aver rilasciato in public domain il codice di Winrad, è tornato al lavoro su un nuovo progetto SDR per il Funcube Dongle, un dispositivo SDR per le frequenze VHF-UHF. Per adesso si conosce solo il nome temporaneo, FunSDR, e Alberto ha diffuso qualche videata:

Verosimilmente le prime versioni di FunSDR saranno disponibili a breve.
Funcube nel frattempo è sempre più popolare tra i DXer e i radioamatori che prediligono le frequenze molto elevate. Questo piccolo frontend per porta USB, dotato di un tuner digitale a larga banda (tanto che per utilizzarlo in genere è opportuno dotarlo di filtro bloccante per il segmento 88-108 MHz, a meno che non sia proprio questo segmento il target da monitorare), viene utilizzato per il monitoraggio delle radiosonde e dei nanosatelliti amatoriali, i "cubesat". Ma c'è anche chi lo raccomanda per applicazioni di radioastronomia non professionale, come dimostra questo whitepaper della British Astronomical Association intitolato "An SDR Radio Telescope"

31 gennaio 2012

Pure ONE Series II, tre modelli per la ricezione DAB più evoluta

Una delle ultime produzioni di casa Pure è la kitchen radio ONE Elite Series II, che arriva adesso anche in Italia. Per Radiopassioni ho avuto l'opportunità di provarla in anteprima, ecco le mie impressioni. Leggera e molto elegante nella sua veste nera e con l'ormai classico materiale serico-gommoso che aumenta notevolmente la "presa" sullo chassis esterno rispetto alla solita plastica liscia e sporchevole, la ONE Elite si presenta come un ottimo apparecchio da tavola, da alimentare con l'adattatore AC/DC fornito o con il battery pack opzionale. Niente da dire sulla sensibilità del ricevitore, compatibile con FM e DAB: l'ascolto delle stazioni digitali DAB è possibile anche all'interno delle abitazioni e lontano dalle finestre. La Elite consente anche di fungere da altoparlante per ingressi audio analogici (lettori mp3 e così via).
Due o tre le caratteristiche proprie delle emissioni digitali che la ONE Elite (Series II, la distinzione è importante rispetto alla prima versione di questo modello in virtù dell'aggiunta di diverse novità) permette di sfruttare al meglio. Intanto per il DAB è stata implementato l'IntelliText per il DAB e il textSCAN per l'RDS. Agendo sulla manopola centrale di volume/impostazioni è possibile accedere alla funzione di menu IntelliText, un servizio di radiotext evoluto che alcune stazioni DAB implementano per fornire agli ascoltatori informazioni testuali mirate. IntelliText sta alle normali info che scorrono sul display di ONE Elite, come il Televideo sta alle scritte del "sottopancia" televisivo (quelle tipiche dei telegiornali, per intendersi): le notizie vengono ordinate per categorie e possono essere visualizzate attraverso semplici sottomenu a scorrimento. Sarebbe un'ottima cosa da implementare anche qui, magari per pubblicare le notizie dei giornali radio, o gli elenchi dei brani musicali di un album. TextSCAN invece funziona con il normale Radio Text dell'RDS e permette di ovviare al problema di una riga di visualizzazione forzosamente breve: sempre ruotando la manopola del volume di ONE Elite, si può percorrere l'intera stringa di caratteri in scorrimento, "ripescando" quelli che ormai non risultano più visivili.
Ma le due funzionalità più interessanti per chi ascolta sono certamente Listen Later e ReVU. Con la prima è possibile impostare sulla ONE Elite una fascia oraria e una stazione (digitale) da memorizzare, in modo da non perdersi un programma anche quando non saremmo in grado di seguirlo in diretta. La memoria di registrazione dura tra i 45 e i 180 minuti a seconda del bit rate della stazione che si vuole riascoltare ed è possibile impostare la funzione in modo da registare i programmi periodici, proprio come per un registratore della tv.
Con ReVU il buffer di memoria viene attivato invece nel corso dell'ascolto live, quando è possibile sospendere la ricezione per qualche minuto e riprenderla esattamente nello stesso punto. ReVU funziona anche da time machine per ripetere un contenuto già ascoltato e salvato nel buffer di memoria. In funzione della qualità del segnale la durata di questo intervallo di riascolto può essere di circa 15 minuti, il tempo per rispondere a una telefonata, o per risentire una notizia o il nome di brano musicale. Sul display dell'apparecchio (vedi fotografia) compare l'indicazione del tempo trascorso dall'istante in cui è stato sospeso l'ascolto live.
Ancora una volta Pure dimostra di essere un passo avanti nell'offerta di radio consumer di ultima generazione. Ergonomia, robustezza e soprattutto bel suono.
Forse l'unico appunto da muovere riguarda il prezzo, che con 199,99 euro di prezzo suggerito mi sembra un po' sproporzionato per un ricevitore solo "on air" (questo modello Pure non riceve le stazioni via Web). Va detto che le stesse funzionalità Listen Later e ReVU sono integrate a bordo di un'altra novità Pure, la ONE Classic Series II che costa invece 99,99 euro. Un apparecchio ancora più economico ma privo di buffer di memoria incorporato è la ONE Mini Series II, a 79,99 euro. Tutti questi apparecchi vengono forniti con manualistica in italiano e sono certificati dal bollino di conformità ARD al DAB+ italiano, in particolare per la ricezione delle emittenti digitali in banda L oltre che in VHF.

IFPI, quasi 13,5 milioni di abbonati alla musica in streaming nel mondo

Con un certo anticipo sulla normale data di pubblicazione del suo report annuale IFPI, l'associazione mondiale dei fonografici (gli editori dei dischi) ha rilasciato l'edizione 2012 del Digital Music Report. E' la solita bella brochure di 32 pagine piena di dati sul mercato mondiale della musica liquida, le iniziative per lo streaming e il download di brani musicali e la lotta alla pirateria. Nel 2011 il mercato della musica digitale ha superato quota 5 miliardi di dollari, arriva a coprire il 32% delle revenues musicali (in altre parole c'è molta più musica digitale che film, giornali e libri digitali) e IFPI annuncia con un certo entusiasmo la forte crescita (+65%) degli abbonati a servizi come Deezer o Rara, le grandi discoteche di brani ascoltabili senza limiti di tempo in streaming in cambio di un modesto fee mensile. Nel mondo ci sono ormai più di 13 milioni di abbonati e le prospettive di ulteriore crescita sono ottime considerando che solo nel 2011 siamo passati da 23 a 58 nazioni in cui è possibile accedere a un servizio del genere.
Ecco, proprio a questo proposito vorrei fare una piccola osservazione. Il Report si occupa moltissimo di pirateria e applaude sia all'approvazione di normative come la recente ACTA o l'Hadopi in Francia, sottolineano come in nazioni come la Francia e la Nuova Zelanda (ma viene citata anche l'Italia del dopo-chiusura di Pirate Bay), le severe leggi che sanzionano pesantemente il P2P e il download non autorizzati, hanno determinato un aumento di fatturati. In realtà io mi permetto di dubitare che, come scrive IFPI, in Francia la legge Hadopi (che introduce, lo ricordo, un meccanismo punitivo graduale, che parte da semplici ammonizioni e può arrivare a salate multe e guai giudiziari assortiti) ha determinato un aumento del 23% delle entrate. Aumento, sostiene IFPI, che senza Hadopi non ci sarebbe stato. In mancanza di una controprova vera e propria mi sembrano proiezioni non realistiche.
Ho infatti la personale sensazione che il pubblico sarebbe più che disposto a versare modeste cifre per abbonarsi a servizi musicali in streaming. Il vero problema è che fuori dagli Stati Uniti e da un pugno di nazioni europee certi servizi faticano molto ad arrivare. I fatturati aumentano perché questo è un settore sempre più maturo, in cui la gente comune comincia a percepire i vantaggi di un servizio pay ricco di contenuti e bravo a farsi vedere in rete. Esattamente come l'eventuale sbarco di Netflix determinerebbe un forte interesse nei confronti del noleggio online di video. Potrei tuttavia sbagliarmi.
Ecco i link per i vari download: il Digital Music Report 2012 completo, la sintesi delle key figures e il famoso studio sugli effetti positivi delle normative antipirateria sui fatturati. Ricordo anche che la nostra FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, l'anno scorso ha pubblicato la versione italiana del DMR e in teoria dovrebbe farlo anche quest'anno.

Pronto al lancio il picosatellite SDR made in Galicia

E' già pronto sul suo pad di lancio in Guyana Francese il nuovo "trasportasatelliti" dell'ESA, Vega, la cui prima missione partirà intorno al 9 febbraio con a bordo nove progetti satellitari. Una di queste è un progetto spagnolo, anzi galiziano e appartiene alla classe dei "cubesat" radioamatoriali. Xatcobeo nasce da una collaborazione tra l'Università di Vigo e INTA l'agenzia aerospaziale spagnola. Lo scopo della missione è sperimentare nello spazio le capacità di una software defined radio.
A bordo della missione Vega VV01 ci saranno altri sei cubesats e due satelliti più grandi LARES e ALMASat-1. Dei sette cubesat complessivi due sono italiani, e-st@r (del Politecnico di Torino, utilizzato per una demo di un sistema di determinazione della postura 3D) e UniCubeSat GG (de La Sapienza di Roma, destinato a studiare il gradiente di gravità). Secondo Amsat, Xatcobeo avrà un beacon a 145.94 MHz. Ecco un breve filmato che ha il "picosatellite" per protagonista: