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13 ottobre 2012

Lingo iMini, DAB e FM per iPhone/iPad in pochi grammi on the go

Sono rimasto in sospeso per diverso tempo con la recensione di un dispositivo per la ricezione della radio digitale DAB/DAB+ (e FM con RDS) su iPhone/iPad che ho acquistato per corrispondenzatTT e ho avuto modo di provare in diverse Dlocation durante le mie trasferte, iItalia e in Svizzera. Si tratta di un piccolo ricevitore per 30-pin connector prodotto dalla taiwanese Lingo e battezzato iMini. Mi è costato 60 euro inclusa la spedizione postale e l'ho ordinato direttamente da sito Web britannico del costruttore, all'indirizzo http://www.lingodab.co.uk/product_imini.php (sul fondo della pagina si trova un pulsante per il pagamento tramite Paypal). Non ho effettuato l'ordine così alla cieca, ho prima cercato un contatto mail e ho ricevuto una cortese risposta da Tinna Chen, che mi ha spiegato come il prezzo indicato sul sito includesse le spese e mi ha persino chiesto (avevo ovviamente indicato il mio interesse per una recensione di iMini) se poteva interessarmi provare anche la radiolina tascabile DAB Lingo iJoy, che mi è puntualmente arrivata e che recensirò la prossima volta. Non credo che al momento sia possibile ordinare iMini in altro modo in Italia. Sul sito lingodab.co.uk è riportata una lista di distributori in diverse Nazioni asiatiche e europee, ma l'Italia non c'è.

In ogni caso iMini e iJoy sono arrivati senza dazio nella loro busta al mio indirizzo di Milano e le confezioni erano intatte. Il dispositivo per iPhone è poco più grande di un normale connettore, è piatto e pesa pochissimo. L'uso di iMini su smartphone e tablet iOS richiede l'installazione della app Lingo DAB Go! Prelevabile gratuitamente su App Store. L'ascolto richiede l'auricolare da inserire nella presa audio di iMini e il file fa anche da antenna, sia per il DAB, sia per l'FM. Con DAB Go! potete effettuare una scansione dello spettro DAB in banda III (niente banda L, ma le frequenze, si sa, sono a rischio) oppure sintonizzare manualmente le stazioni FM e persino accedere alle radio su Internet attraverso il database di canali Shoutcast, che comprende anche diverse emittenti italiane.

La ricezione radio è integrata dalla decodifica de tipici metadati della radio digitale (DLS e slide show per il DAB) e dell'RDS per l'FM analogico. Quest'ultimo richiede un segnale abbastanza intenso e consente di visualizzare il nome della stazione, il tipo di programma e il radiotext. La sensibilità di iMini mi sembra molto buona in FM e il passo di sintonia è di 50 kHz. Naturalmente il problema è la mancanza di una vera e propria antenna, ma considerando che questa è una soluzione rivolta espressamente all'ascolto in mobilità, o come sottofondo mentre si utilizza iPhone o iPad per fare altre cose (l'autonomia della sorgente audio consente di mettere in primo piano altrenapplicazioni), direi che l'efficienza del piccolo ricevitore è più che accettabile. La qualità del suono, da fonti analogiche o digitali, è anzi ottima (peccato per il noise ground che mi sembra un po' più elevato del solito, specie per l'ascolto della musica classica) e la selettività dell'FM migliore di molti apparecchi tradizionali.

Nello specifico del DAB, iMini effettua una prima scansione memorizzando sul dispositivo (!) le liste dei multipli ricevibili. Giunti in una località diversa, una nuova scansione non rimuove i nomi memorizzati ma ne aggiunge altri in calce all'elenco. In questo modo la lista finale conterrà dei duplicati, ma per chi viaggia c'è la possibilità di ritrovare le stazioni già scansite e per me questa opportunità è interessante. Le stazioni preferite possono essere salvate con un semplice tap in una lista a parte. Un'altra funzione utile è la visualizzazione di tutte le informazioni sulle caratteristiche delle stazioni di un determinato multiplex, inclusi frequenza di ricezione, bit e sample rate, nome dell'ensemble, tipo di programma, nome del brano trasmesso (sempre che i metadati siano disponibili).

L'applicazione DAB Go! offre qualche interessante aggancio per gli appassionati di social network. Un link diretto a Facebook e Twitter permette di condividere attraverso il profilo personale i nomi delle stazioni ascoltate. Dall'interno della app si può accedere anche a You Tube, ai file mp3 del telefono o del tablet e a un orologio che visualizza anche il meteo della località in cui ci si trova.

Nel complesso, Lingo iMini è un dispositivo soddisfacente, non economico ma nemmeno troppo costoso. Mi sembranche possa dare il suo meglio a chi lo utilizzi nel corso delle trasferte di lavoro o in vacanza, situazioni in cui con le sue dimensioni assolutamente ridotte può supplire all'assenza di un chip per la ricezione della radio nell'iPhone e può sostituire una radiolina più ingombrante. Lingo produce anche una versione solo FM di iMini, un ricevitore DAB integrato in una batteria aggiuntiva per iPhone (il dispositivo si chiama iRis), il ricevitore da taschino iJoy e il nuovo iVy, un ricevitore FM/DAB grande come un lettore mp3 e gestibile via Bluetooth, sia da dispositivi iOS, sia da Android, con la possibilità di ricevere via Bluetooth brani da altri apparati. Per una prova di iJoy restate sintonizzati su questo blog. Ho messo insieme alcune foto e videate prese durante la mia prova di iMini e per non occupare spazio qui le ho caricate su questa cartella condivisa su Dropbox

 

 

 

 

 

 

 

 

17 luglio 2012

ELF/VLF: tre app per iPad come visual radio dei fenomeni radio naturali

Volevo segnalare qualche applicazione iOs a costo molto contenuto (o addirittura free) da destinare all'acquisizione e l'analisi dei segnali in banda audio. Con gli opportuni accorgimenti, acquisendo cioè variazioni di tensione elettrica e non di pressione dell'aria, questi programmi possono essere utilizzati per ricevere e visualizzare segnali naturali e precursori sismici in banda ELF/VLF ma anche per la visualizzazione di radiofari e altri modi digitali ricevuti via radio.
Il programma gratuito si chiama SpectrumView, funziona su iPhone e iPad e permette di impostare una banda di campionamento fino a 24 kHz (48 kHz di frequenza di acquisizione) e risoluzioni FFT fino a 4096 punti. Lo sviluppatore si chiama OxfordWaveResearch. Il secondo è Spectogram Pro (2,39 euro), un software messo a punto da Dominik Seibold, autore anche di alcune applicazioni fotografiche per iPad/iPhone e di un curiosissimo programma per la trasmissione acustica delle immagini, Acoustic Picture Transmitter Pro (0,99 euro) (APT è una specie di fax che campiona le immagini con la trasformata di Fourier, le converte in audio e ricostruisce l'immagine ricevuta con l'altoparlante di un secondo iPhone, un giochetto di scarsa utilità ma divertente). Spectrogram offre più opportunità di personalizzazione ma sostanzialmente lavora come SpectrumView.
E infine abbiamo Voice Analyzer (1,59 euro o free in versione Lite) della polacca Dexus. Si tratta di una applicazione rivolta in particolare ai cantanti che vogliano rendersi visivamente conto del cosiddetto "formante", il picco di intensità che nei segnali acustici spettralmente complessi tende a formarsi intorno alle frequenze fondamentali. Come gli altri due il programma visualizza il segnale vocale nei domini del tempo e delle frequenze, ma solo nella versione a pagamento permette di impostare i parametri di acquisizione e di calcolare i formanti.
In che modo queste app possono servire a chi desidera monitorare i segnali radio a frequenza molto bassa? Semplicemente intervenendo sul tipo di informazione acquisita. Se invece di misurare la variazione di pressione con il microfono incorporato utilizziamo l'ingresso line-in per misurare le variazioni di tensione, iPhone si trasforma in una "visual radio" per segnali sotto i 24 kHz. La cosa comporta l'acquisto di opportuni accessori o la realizzazione di piccoli circuiti di adattamento che permettano di seguire le uniche due strade percorribili per immettere un segnale analogico in un dispositivo privo di una porta "line-in" come l'iPad. Una strada è la presa per auricolari, che dispone di un "quarto polo" collegato al microfono (segnali mono). Purtroppo un semplice jack a quattro poli potrebbe non bastare perché se l'impedenza della linea non è quella di un microfono acustico, l'acquisizione va a monte. Su Internet si trovano dei semplici circuiti di adattamento (per esempio questo).
Una via più performante è il dock connector di iPad, dove esistono due line di ingresso per i canali stereofonici, con un problema di accessibilità. Se uno non vuole spendere troppi soldi con prodotti dedicati come iO Dock di Alesis, una soluzione elegante è un piccolo ADC/DAC come iMic di Griffin e un adattatore USB-Dock Connector come il Camera Kit della stessa Apple. La spesa complessiva è abbastanza contenuta, qualche decina di euro, ma il risultato assicurato.
Il terzo campo d'azione, se lo scopo è quello di ricevere gli elusivi segnali collegati ai fenomeni naturali e le trasmissioni che ancora occupano la porzione di spettro sotto i 30 kHz, è la sperimentazione delle antenne più opportune. Anche qui ci sono diverse strade percorribili, ma ne ho identificate due, proposte sul sito Vlf.it da Marco Bruno e Renato Romero. Si tratta dei progetti LNVA (low noise voltage amplifier)"24_20" (descritto in questo pdf) e EasyLoop, una antenna di una quarantina di spire circolari su un diametro di 75 cm. Come è facile intuire la prima antenna amplificata è sensibile al campo elettrico, la seconda a quello magnetico.

20 maggio 2012

HD Radio (e FM analogica) per iPhone: buona qualità ma scarso interesse

Se avete un iPhone o un iPod, viaggiate negli Stati Uniti per lavoro (o per svago) e vi piace ascoltare la radio, potrebbe essere divertente acquistare per pochi dollari su eBay un giocattolino con cui è possibile farsi un'idea di come funziona HD Radio, il sistema di radio digitale che da qualche anno Ibiquity cerca - con parziale successo - di diffondere nella piazza radiofonica USA. Si tratta di un piccolo ricevitore compatibile sia con l'FM analogica sia con il digitale di HD Radio e controllabile da iPhone/iPod prodotto per "Gigaware", uno dei brand del gruppo Radioshack, la famosa catena di negozi di elettronica e consumer electronics. Gigaware Navigation Controller è un "dongle" per la porta docking di iPhone e pur essendo un ricevitore autonomo, con una propria presa per cuffia, viene alimentato dallo smartphone e va usato in abbinamento con la HD Radio App che si può prelevare gratuitamente sull'iTunes Store (anche nella versione italiana). Il fatto di poter ricevere l'FM con RDS può essere considerato comunque un vantaggio per un utente iPhone (notoriamente refrattario alla ricezione radio integrata), ma c'è un problema non indifferente: il dispositivo Gigaware è molto funzionale ma il passo di sintonia da 200 kHz è preimpostato sulle frequenze americane, a partire dagli 88,1 MHz e sui successivi decimali dispari. Qui in Europa, con il passo a 100 kHz, si rischia di essere fuori frequenza una volta su due.
In attesa di poterlo provare oltre-Atlantico, mi sono accontentato di qualche prova limitata alle frequenze FM locali e anche in questo caso ho potuto rendermi conto della qualità della componentistica che Ibiquity è riuscita a mettere a punto per la sua modulazione ibrida. Il ricevitore, di forma quadrata, è più o meno grande come un iPod Shuffle, ma offre una resa audio davvero convincente.
Una volta caricata la HD Radio App e inserito il Controller nella porta dell'iPhone lo schermo visualizza una interfaccia grafica anche lei abbastanza simile alla rotella dell'iPod: facendola girare si comanda la sintonia della radio (la frequenza può essere impostata anche agendo sul pulsante fisico del dispositivo). Sempre sullo schermo dell'iPhone compariranno le informazioni RDS (nel caso dell'FM analogica). Quando il segnale sintonizzato è digitale vengono visualizzate anche le informazioni sui canali addizionali previsti dal sistema Ibiquity. Il ricevitore Gigaware è inoltre compatibile con il tagging di HD Radio, la funzione che consente di applicare un segnalibro virtuale ai brani musicali ascoltati e di acquistarli in seguito su iTunes. Il tagging avviene anche da un pulsante soft dell'interfaccia grafica della HD Radio App, la quale consente inoltre di inviare via mail, Facebook e Twitter, le informazioni sulle stazioni ascoltate.
Come ho già detto la qualità di ascolto è di ottimo livello, il piccolo Controller appare nettamente superiore ad analoghi dispositivi analogici di dimesioni così ridotte. La sensazione è che il merito sia dei componenti che Ibiquity è riuscita a immettere sul mercato. La radio digitale targata HD Radio funziona straordinariamente bene, almeno sul piano dell'ascolto, della qualità e dell'ergonomia dei terminali utente. Ciò nonostante, il livelli di adozione sono ancora molto deludenti, la digitalizzazione delle stazioni AM è praticamente un flop e i negozi nel complesso hanno venduto pochi apparecchi. Gigaware Navigation Controller ha fatto il suo debutto nel 2009 e allora costava 80 dollari. Oggi su eBay lo potete trovare per 10 o 20 ed è diventato piuttosto difficile trovare ricevitori HD Radio nuovi, nonostante le ottimistiche affermazioni del sito Ibiquity che riporta un lungo catalogo di marche compatibili. Bastano pochi click per rendersi conto che spesso gli apparecchi non sono acquistabili. Portatili, radio da tavolo, componenti Hi-Fi a prezzo basso sono di scarsa reperibilità: ormai sembra che i costruttori siano molto poco interessati a servirsi degli ottimi chip Ibiquity. Per acquistare un apparecchio HD Radio non resta che rivolgersi al mercato dell'usato o del discount.
Che prospettive ci sono per la radio digitale negli USA e nelle altre nazioni, incluso il Messico, che hanno manifestato interesse in questa tecnologia? Uno studio di un consulente specializzato nel mercato automotive, J.D. Powers, rileva ancora un forte interesse da parte degli automobilisti: HD Radio è la tecnologia più citata dai nuovi acquirenti di un'auto, ancora prima di novità come i radar anticollisione . Forse la cosa ha più senso di quanto sembri, visto che in esterno la ricezione del segnale digitale sembra essere più agevole, mentre all'interno delle case i ricevitori finiscono spesso per doversi agganciare ai segnali analogici e questo non è certo in incentivo all'acquisto. Se i chip per la radio digitale verranno integrati a bordo delle nuove automobili o nelle autoradio per l'after market, HD Radio potrebbe ancora avere delle chance, ma è lecito nutrire qualche dubbio. Per la radio digitale, almeno degli Stati Uniti, è davvero molto dura, anche se la tecnologia funziona, in apparenza, molto bene.

04 ottobre 2011

Riproposto il tormentone della radio per iPhone (fa anche rima)



Mancano meno di due ore all'evento organizzato da Apple Computer per la possibile presentazione di un nuovo iPhone (la conferenza è prevista per le 10 del mattino in California e la stampa europea è stata invitata a seguirla in diretta via satellite all'Apple Store di Covent Garden a Londra). Come per tutte le altre presentazioni dopo la prima edizione del prodotto si è scatenata la gara delle previsioni e molte di queste riguardano l'aggiunta di un ricevitore radio FM (alcuni parlano addirittura di radio satellitare, un'ipotesi che a me pare poco verosimile).
Tre le voci più autorevoli quella del portale T3, che rilancia aggiornandola la notizia, apparsa a fine 2010, di un brevetto chiesto da Apple per una tecnologia di mappatura radiofonica che consentirebbe agli utenti iPhone di cercare l'emittente più vicina e con miglior segnale attraverso una interfaccia geografica. L'abstract del brevetto numero 20100304702 del 2 dicembre 2010 recita così:

Operating a radio receiver can include identifying a set of stations that broadcast a radio program using different frequencies or different transmission protocols at substantially the same time. Broadcast signal strength, or some other signal quality metric, of broadcast signals from the stations can be evaluated, and the radio receiver can be tuned to one of the stations in the set of stations based on the evaluation.

I disegni annessi alla domanda di brevetto mostrano in effetti una interfaccia grafica che visualizza le antenne radio più vicine alla posizione corrente dell'ascoltatore. Secondo molte altre fonti l'iPhone racchiude da tempo la possibilità di implementare una funzione di ricezione dell'FM grazie al chipset Broadcom utilizzato per l'interfaccia Wi-Fi. Resta da dimostrare che una funzione simile abbia senso, anche dal punto di vista dell'economia complessiva delle batterie. Certamente, una sezione radio in iPhone, magari compatibile con un sistema come RadioDNS, aprirebbe la strada a molte applicazioni ibride. Non parliamo poi di un ricevitore abilitato alla ricezione in banda L delle infrastrutture di terra della radio digitale satellitare, o con le frequenze del DAB o, negli USA, dell'FM digitale di HD Radio. Apple aveva già preso la decisione di integrare un ricevitore FM nel suo iPod Nano, ma nelle versioni successive del prodotto questa funzione non è stata ripresa. Può essere una semplice conseguenza della miniaturizzazione, o il segno che la radio è definitivamente uscita dalla dieta mediatica del consumatore multimediale profilato da Apple. Ma se così fosse, perché presentare una simile domanda di brevetto? Solo per cautelarsi da possibili concorrenti alla caccia di funzionalità alternative? A questo punto lo sapremo molto presto.

26 settembre 2011

Hype Machine Radio, la sapienza dei blog musicali diventa Web radio app

Se Music Mine è una guida alla musica emergente curata dai DJ professionisti della stazione indipendente KCRW, Hype Machine segue un approccio diverso, anche se il risultato è lo stesso: trasformare una informazione di tipo viral-sociale in un innovativo canale radiofonico musicale che raggiunge i suoi ascoltatori attraverso Internet. Hype Machine è un aggregatore di blog musicali fondato nel 2005 da Anthony Volodkin, uno studente del newyorkese Hunter College. Una risorsa composta da oltre 1.500 fonti autorevoli che genera automaticamente un flusso continuo di brani segnalati da altrettanti blogger specializzati. In pratica una stazione radio virtuale animata da 1.500 DJ.
Dopo una lunga attesa ora l'interfaccia di Hype Machine è stata trasformata in una app, Hype Machine Radio, per iPhone, purtroppo proposta a pagamento (questo vuol dire che non l'ho ancora provata). La app conserva tutte le funzioni che permettono di ascoltare e giudicare (a beneficio di altri lettori dell'aggregatore) i brani più interessanti. Secondo Evolver.fm, un osservatorio molto avanzato delle nuove formule di consumo musicale, Hype è una Pandora Radio basata sulle raccomandazioni degli intenditori più che sulle sensazioni di una community. Un indubbio plus della versione app di Hype Machine è la possibilità di ascoltare i brani anche in assenza di connessione mobile a Internet (Wi-Fi o 3G). Questa funzione però è disponibile solo per gli ascoltatori nel Regno Unito, evidentemente per gli accordi sui diritti musicali.
Hype Machine in effetti ha stretto un accordo con la berlinese SoundCloud per la distribuzione della sua musica su questa piattaforma di condivisione audio. Grazie a questo accordo, tra l'altro, le case discografiche e i gruppi che mettono in circolazione la loro musica attraverso i blog aggregati su Hype Machine, possono disporre di preziose statistiche in tempo reale. SoundCloud serve ad Hype Machine anche per ospitare uno show webradiofonico che mensilmente propone una selezione dei brani migliori.

24 settembre 2011

Lingo iMini, un dongle FM e DAB+ per iPhone/iPad



Dopo iRis, il guscio-batteria che trasforma l'iPhone in un recevitore DAB+, Lingo introduce iMini DABGo, un dongle per il connettore di iPhone 4 e iPad che svolge la stessa funzione ed è accompagnato da una suite di app DAB GO! che finalmente permette di gestire l'ascolto di radio terrestri FM e DAB/DAB+ e Web radio, oltre che accedere a file mp3 e You Tube. Il prezzo del dispositivo varia tra i 72 e gli 89 franchi in Svizzera. E' un vero peccato che l'Italia sia così lontana, forse irrimediabilmente lontana, da una strategia DAB effettivamente percorribile. Purtroppo la crisi economica in cui versiamo, la scarsa regolamentazione del mercato radiofonico e - diciamolo - la miopia di molti operatori del settore, ci costringono a privarci di una infrastruttura alternativa all'FM in grado sicuramente di creare nuovi spazi di opportunità per l'evoluzione ibrida di questo mezzo. Amen.



19 febbraio 2011

GEAR4, radio Internet/DAB/FM comandata via iPhone


Gear4, brand dell'inglese Disruptive Limited, ha realizzato una Internet/FM/DAB radio basata su chipset Frontier Silicon nell'ambito di una gamma di prodotti che comprende già tre modelli con funzioni diversificate. La HouseParty AirWave include la sintonia DAB, FM-RDS e Web radio e con le sue casse stereofoniche integrate funge da docking station per l'iPod. Ma l'aspetto innovativo, che contrassegna un trend sempre più diffuso di interazione tra dispositivi di elettronica di consumo e dispositivi pc/smartphone, riguarda la applicazione per iPhone che funziona da telecomando Wi-Fi e visualizza, sullo schermo del telefonino Apple, anche le informazioni testuali trasmesse dalle stazioni, come i titoli dei brani e il tipo di programa. Questa particolarità funziona anche in FM-RDS.
HouseParty AirWave costa 150 sterline.

GEAR4 launches the HouseParty AirWave Internet Radio featuring Frontier Silicon’s Apple iPhone Remote Control App

The GEAR4 AirWave App gives consumers a rich user interface that remotely controls their HouseParty AirWave docking speaker over a Wi-Fi network.

London - 17th February, 2011: Frontier Silicon, the leading supplier of digital radio and network audio technology, and GEAR4, an iPod and iPhone audio brand with an emphasis on innovative design, have partnered to develop an Apple app to enable the remote control of the wide range of the features contained in the HouseParty Airwave.
As well as operating as an iPhone/iPod dock, the HouseParty AirWave is a fully featured digital radio and wireless network streaming device. Via the internet radio feature it can wirelessly access over 11,000 live internet radio stations and podcasts from round the world. A UPnP network playback feature allows the user to wirelessly playback music from a server on their home network. It also has crystal clear DAB reception with DLS messages displayed on the unit’s clear white on blue 128x64 pixel display.
To give full control of all these features the HouseParty AirWave can be used with an intuitive iPhone or iPod Touch app. The App accesses the HouseParty AirWave via Wi-Fi and allows the user to tune the radio (internet, DAB or FM), browse their home MP3 collection, see album art and select music to listen to on the HouseParty AirWave from the comfort of an armchair.

The GEAR4 HouseParty AirWave Product features:
  • Internet radio - Listen to over 11,000 live radio stations or podcasts from around the world
  • Free app-based remote control – Simply remove your iPhone / iPod touch from the dock to use as a remote control
  • DAB digital radio – Great audio quality and access to DAB only extra content and live artist, song, sports results, weather, news headlines coupled with more listening choice
  • FM radio with RDS technology – View live artist and song title information on your iPhone screen
  • Music streaming from a media storage centre
  • Charging of iPod / iPhone
  • Line-in port for use with other music players
  • 2x 10W speaker for a powerful listening experience
The AirWave remote control application is available immediately from the Apple iTunes store. Follow this link to the iTunes GEAR4 AirWave wireless device remote control or go to your iTunes search bar and type ‘GEAR4 AirWave remote control’

24 gennaio 2011

Lingo iRis per iPhone, la batteria extra con FM/DAB!

I più nomadi tra gli utenti di iPhone finiscono spesso per acquistare una batteria supplementare che estende la normale autonomia del loro smartphone. Grazie a Lingo il "battery pack" funge anche da ricevitore FM/DAB. Lo sviluppatore - credo taiwanese - che avrebbe già annunciato in passato accessori per abilitare alla ricezione DAB gli smartphone e le tavolette Apple (non so con quale reale impatto sul mercato), ora starebbe per lanciare un prodotto chiamato iRis. L'aspetto è quello di una custodia per iPhone 4 un po' più spessa del solito. Sul dorso, oltre alla batteria, iRis integra i circuiti per la ricezione dei programmi radiofonici FM/DAB e include l'inevitabile app per il controllo della sintonia. iRis supporta anche la funzione slideshow prevista per il DAB. Il costo sembra piuttosto interessante: 80 dollari. Sembra che il target di riferimento sia il mercato europeo, la pagina Web raggiungibile fin d'ora riporta un numero telefonico britannico. Le prime recensioni del prodotto sono già apparse su alcuni siti specializzati, ma non ci sono molte specifiche tecniche. Soprattutto non è dato sapere se i lDAB di iRis è in versione "+" o no.

11 dicembre 2010

Brevetti Apple: in arrivo un super "radio iPhone"?

Un brevetto appena ottenuto da Apple e rivelato dal blog Patentyapple sembra diradare una volta per tutte le incertezza sulla presenza - finora nascosta - di un chip in grado di ricevere le trasmissioni FM dentro all'iPhone. Il brevetto "firmato" da Freddy Anzures, Henry Mason e Lucas Newman e marcato con il numero 20100304702 parla di un sistema in grado di analizzare lo spettro radiofonico (AM FM e satellitare viene detto esplicitamente senza specificare ulteriormente le modulazioni) intorno al dispositivo e di tracciare una mappa delle stazioni radio disponibili.
A new patent application from Apple was published yesterday by the US Patent and Trademark Office which covers Apple's intentions of finally bringing radio to the iPhone via AM, FM and Satellite signals. Apple being Apple, we could always expect something different, and in this case they're thinking of introducing us to a unique radio station mapping function that acts as an alternative to a straight scrolling list of radio stations. This could actually be very handy when you're on the road as opposed to being at home where a list is just fine. On the road, instead of using your in-vehicle radio roaming feature to find new stations, the proposed iPhone radio station mapping app would simply layout the stations visually for you to choose from - all at one time. It's a quick and easier solution. Apple's patent also hints of releasing a radio peripheral card for MacBooks.
I dispositivi smart Apple, iPhone e iPad sembrano dunque sempre più vicini all'idea di terminale radio universale, anche se il brevetto non permette ancora di essere sicuri di ciò che Apple ha veramente in testa quanto a compatibilità con le modulazioni analogiche e digitali esistenti. Il famoso chip Broadcom da tempo segnalato all'interno del supertelefonino della Mela è in grado di ricevere solo trasmissioni FM e finora Apple ha puntato solo sull'FM/RDS nelle sue "escursioni" radiofoniche con gli iPod Nano. Ma oggi la radio è anche digitale, nella duplice declinazione terrestre e satellitare e un iPhone capace di dominare anche questi contenuti insieme ai canali della Internet Radio è il sogno della universalità dei contenuti audio crossmediali, del modello ibrido broadcast più broadband, che diventa realtà. Immaginate di avere un ricevitore per l'AM/FM analogica, per HD Radio, per il DAB+ in banda III e L e, nella banda L satellitare, per servizi pay come Sirius XM. Forse un simile dispositivo è ancora troppo avveniristico, ma i tutti i segnali ci dicono che si sta andando in quella direzione. E forse non dovremo aspettare molto a lungo.



24 novembre 2010

Assurdo: Apple Store esclude le radio app "non collettive"

La cosa ha del clamoroso. Apple avrebbe deciso di non accettare più programmini per la ricezione di singole stazioni radio sul suo application store. Niente più singoli canali radiofonici su iPhone! Una emittente locale americana non affiliata a un grande gruppo, per esempio, non sarebbe più in grado di offrire ai suoi ascoltatori una app personalizzata per la fruizione dei suoi programmi.
Sono venuto a conoscenza di questo incredibile fatto da una fonte molto bene informata sui retroscena del mondo Apple, l'amico Fabio Zambelli editore e autore di SetteB.it, uno dei migliori magazine online Mac-oriented sulla piazza. Con grande piacere l'ho rivisto ieri alla conferenza stampa di Diego Piacentini per il lancio di Amazon.it e abbiamo anche parlato di radio perché con Fabio e altri colleghi osservavo che il ruolo di Amazon potrebbe essere molto importante per la promozione degli apparecchi radio DAB in Italia (in effetti ci sono già diversi modelli sulla filiale italiana dello store anche se temo si tratti di versioni britanniche non ancora aggiornate al DAB+).
Qualche ora fa Fabio mi scrive per dirmi che di lì a poco avrebbe pubblicato una notizia sull'incredibile decisione dell'App Store. Il suo post è molto bene informato e cita una fonte tedesca, iFun, che a sua volta ha ripreso la notizia comunicata Radiomag Online, una rivista telematica che cito spesso (Fabio mi ha dato un buco solenne!).
All'origine di questa vicenda c'è l'intervento su Radiomag da parte di James Barcus di DigitalJukebox, una piccola softwarehouse che sviluppa applicazioni radiofoniche. Da sei mesi a questa parte Barcus ha sviluppato decine di app per altrettante stazioni. Il 10 novembre Barcus, mentre era in attesa dell'approvazione delle ultime app caricate, James riceve una risposta dai responsabili dell'App Store: le applicazioni sono state respinte poiché secondo lo Store "non verranno più accettate applicazioni che consentono di ricevere lo stream di una sola stazione, d'ora in poi le app dovranno essere in grado di ricevere centinaia di flussi, altrimenti verranno considerate spam.» L'email contiene anche un paragone francamente offensivo: le app a canale singolo sono equiparate a quelle goliardiche "FART app", applicazioni-scherzo che generano il suono di un peto. La radio è solo robaccia.
Barcus non può credere ai suoi occhi e si rivolge a Steve Jobs in persona, che come avvenuto anche nel recente passato risponde direttamente: ci spiace, abbiamo deciso così. iFun ha successivamente aggiunto una precisazione di un'altra testata tedesca, Radioszene, dove viene citata la dichiarazione con cui Mikko Linnamäki il capo finlandese della società tedesca Liquid Air Lab, creatrice del player radiofonico Spodtronic per telefonini Nokia e nota sviluppatrice di radio app, rilancia la notizia e propone un modo di aggirare l'ostacolo: confezionare app in HTML5 ed evitare così il meccanismo di approvazione dello Store, visto che HTML5 può essere distribuito liberamente ed eseguito direttamente nello schermo di iPhone. Liquid Air Lab ha messo a punto un sistema, Myappstudio per creare app istantanee a partire da una pagina Facebook.



Linnamäki ha preparato un efficace grafico che visualizza le principali app nelle hit parade dell'App Store inglese: senza le app delle singole stazioni radio ci sarebbero decine di buchi.
Ricordo che c'è un nuovo sviluppatore italiano, Radio Touch, che sta scommettendo molto su una tecnologia che passa proprio attraverso le app per smartphone come veicolo di contenuti addizionali per tutte le stazioni radio. Essere esclusi dallo Store sarebbe il colmo per questa startup.
La perplessità di SetteB.it è forte ma io resto basito. Le applicazioni per iPhone sono al centro delle strategie crossmediali di moltissime stazioni americane, che attraverso iPhone cercano di affrontare il calo di interesse da parte di ascoltatori, soprattutto i più giovani, e degli inserzionisti pubblicitari. Le statistiche confermano che gli smartphone grazie ai singoli stream stanno diventando un temibile concorrente di radio e autoradio. Togliere a una emittente questa opportunità può tradursi in un grave danno di immagine. E che dire delle decine di stazioni radio pubbliche che hanno una offerta limitata? Anche la app della nostra RAI mette in stream meno di dieci stazioni. Verranno rimosse anche loro?
Il sistema operativo Android sta già superando le vendite di iOs negli Stati Uniti e in Asia. La stupidità della politica di controllo che Apple sta esercitando sul suo ecosistema lascia completamente senza parole. Una cosa è contestare una tecnologia come Flash per le sue potenziali instabilità tecniche. Tutt'altro è stare a sindacare su quante stazioni radio si possono ascoltare con una applicazione. Ma come, Apple protegge tutto quello che nasce nelle sue fucine e una povera stazione radio deve rassegnarsi ad annegare i suoi contenuti in aggregatori per nulla fidelizzanti?

20 novembre 2010

CBC for iPad, più di 100 mila brani CBC3 gratis

Poche settimane fa l'emittente pubblica canadese CBC ha rilasciato la sua applicazione per iPad (e iPhone) e secondo il sito di CBC3, il canale musicale disponibile solo su Internet, lo strumento "ridefinisce il modo di erogare il servizio radiofonico ai canadesi". Oltre ai canali via etere, tramite l'applicazione sono disponibili gli oltre quattromila podcast generati dai programmi seriali della CBC. Ma è soprattutto l'aspetto musicale legato alle produzioni di CBC3 a essere in primo piano. I contenuti del canale Web, focalizzato sulla produzione musicale canadese, vengono trasferiti completamente sul tablet Apple, con estese funzioni di interazione e condivisione sui social network. Sullo schermo dell'iPad vengono visualizzati le 23 mila pagine personali di artisti e gruppi e qualcosa come 105 mila tra brani e playlist, tutti gratuiti. Non male in effetti come ridefinizione.



Get the New CBC iPad App, Change Your Life
Posted by John Paolozzi on Nov 04, 2010


I've just been playing with CBC's new iPad App, and if you'll permit me to toot our own horn, it feels like one of those moments where we've just built something that could radically change how CBC delivers our service to Canadians.
Into this itty-bitty little box we've packed CBC Radio One, 2 & 3, AND CBC.ca – all of it. Listen to any of CBC One or 2's streams for your area, or for any area you just happen to think is pretty cool. Grab any of CBC's 4,000+ podcast episodes to listen to while cruising through the vastness that is CBC.ca. And access all of CBC3, including the blog, 23,000+ artist pages, AND all of the 105,000+ tracks and playlists, which are now available for you to listen to wherever you might be.

25 ottobre 2010

iSDR, iPhone diventa un ricevitore software defined

Un interessante spunto per i (pochi) radioamatori Mac-oriented che mi leggono arriva dal gruppo di discussione dedicato al progetto HPSDR, il framework per un ricetrasmettitore modulare "software defined". Tutto nasce da un messaggio che riporta il post apparso qualche mese fa sul blog di Faber Acoustical, sviluppatore di applicazioni iPhone/iPad per il trattamento dei segnali audio, che affronta la questione di come far arrivare questi segnali dentro a dispositivi Apple (presa microfono mono dell'iPhone? O piuttosto come suggerisce Faber Acoustical un adattatore USB "Camera Connection Kit" per l'iPad?). Un radioamatore canadese riporta a questo punto l'esistenza di una applicazione iPhone in grado di elaborare i segnali I/Q generati da un front end per radiofrequenza come il SoftRock. Non ne avevo ancora sentito parlare ma in effetti iSDR, di Digital Confections, disponibile, per giunta gratuitamente, sullo Store di iTunes, sembrerebbe un piccolo gioiello di trattamento digitale del segnale, in grado in pratica di fare il lavoro di un software come WinRad senza il pc.
L'app in questione è stata pensata per ricevitori SDR come il SoftRock e necessita di un segnale analogico I/Q che può essere immesso nell'iPhone attraverso la presa microfono o con un adattatore stereo per la presa "docking". A quel punto iSDR può esplorare tutti i segnali presenti in una finestra tarata sulla frequenza centrale del dispositivo I/Q utilizzato. E qui ci sarebbe parecchio da dire perché quali possibilità ci sono per chi al posto di un ricevitore monobanda com'era originariamente il SoftRock, volesse utilizzare un front end a frequenza programmabile? In effetti i dispositivi touch Apple sono piuttosto carenti da questo punto di vista: controllare un dispositivo USB senza una vera porta USB integrata, dovendo quindi ricorrere ad adattori, è sempre un po' macchinoso. Ma la potenza elaborativa dei processori utilizzati a bordo dell'iPad - e l'avvento di app come iSDR lo
dimostra - fa ben sperare molto bene per il futuro, non solo per lo sviluppo di prodotti radioamatoriali di dimensioni ridottissime, ma anche per l'intero mercato consumer di ricevitori "universali", capaci di sintonizzarsi su trasmissioni analogiche o digitali grazie a una capacità di trattamento del segnale implementata sostanzialmente a livello software e quindi molto flessibile.
Questa visione risulta ulteriorment e rafforzata da un'altra novità di questi giorni. Spulciando i primi messaggi del forum aperto sul sito di Digital Confections, ho appreso che sta per essere rilasciata un'altra variante del SoftRock, questa volta orientata a frequenze superiori ai 50 MHz. Nell'ambito del FunCube Satellite Project britannico - un microsatellite messo in orbita per collegamenti radioamatoriali - è stata messa a punto la FunCube Dongle, una chiavetta USB poco più grande di un memory stick che al suo interno accoglie un front end SDR in grado di essere sintonizzato tra i 60 e i 1.700 MHz. La chiavetta servirà per sperimentare nuove modalità di collegamento con il satellite FunCube, utilizzando un semplice computer portatile e un software SDR (per esempio iSDR?). Una prima versione Base del "Dongle" verrà commercializzata già impostata su una singola frequenza di centro banda, ma tra qualche mese, a quanto leggo sul blog del progetto, sarà disponibile una versione Pro con sintonia continua. Come per il SoftRock, una volta sintonizzato il "Dongle" sulla sua frequenza centrale (compresa tra i 60 e i 1700 MHz) si potranno demodulare ogni sorta di segnali presenti in una finestra di circa 80-100 kHz di banda. In teoria, oltre le trasmissioni NFM con un software SDR opportuno si potrebbero ascoltare anche segnali WFM .
Non so prevedere quando, ma prima o poi vedremo nascere applicazioni e prodotti capaci di sfruttare la potenza della nuova generazione di dispositivi smartphone e tablet (non c'è solo la piattaforma Apple ma anche tutto il mondo Android, come insegna Galaxy Samsung) perapplicazioni radio impensabili anche solo un paio di anni fa.

25 giugno 2010

Clamoroso hand effect azzoppa l'antenna dell'iPhone4

I radioamatori lo chiamano "effetto mano" e succede con tutte le radio. Basta toccare una manopola o lo chassis con una mano e gli effetti capacitivi indotti possono determinare un calo o un innalzamento dell'intensità di segnale ricevuto. Ma l'effetto mano riscontrato nei primi giorni di commercializzazione sul nuovissimo Apple iPhone 4 rischia di provocare un disastro. YouTube si sta popolando di filmati che dimostrano come sia sufficiente impugnare lo smartphone con la mano sinistra per determinare una netta diminuzione del campo elettrico indotto. Tanto netta da causare la caduta delle conversazioni. Per ovviare all'inconveniente è opportuno utlizzare un guscio di gomma. Ma dal punto di vista industriale potrebbe essere un bel problema riprogettare board e antenna e modificare di conseguenza le linee di produzione. Che succede adesso?

18 giugno 2010

Un futuro di radio digitale (Ibiquity) per Apple?


Una richiesta di brevetto appena depositata da Apple fa esplicito riferimento alla radio digitale Ibiquity, HD Radio, come sistema in grado di trasmettere metadati che possono consentire di implementare servizi di ricerca e gestione di contenuti trasmessi via radio. La "patent application" si intitola "Digital Radio Tagging Using an RF Tuner Accessory" e menziona per la verità anche l'RDS della FM analogica. Qui il riferimento al testo completo della richiesta, numero depositata allo USPTO. Naturalmente nella blogosfera si è scatenata una tempesta di illazioni che danno per scontata la presenza di un ricevitore HD Radio nei prossimi iPod e iPhone 5. Questa la nota pubblicata da Apple Insider, che giustamente ricorda la collaborazione tra Apple e Ibiquity per il tagging di brani trasmessi via HD Radio e acquistabili sull'iTune Store.

Apple exploring HD Radio for future iPods, iPhones

By Neil Hughes

The addition of an HD Radio receiver to future handheld devices from Apple could allow users the ability to scan and search through live radio content without having to channel flip.

A new patent application from Apple this week centers around HD Radio, a trademarked wireless radio format owned by iBiquity, which allows both AM and FM radio stations to simulcast digital and analog audio within the same channel. The application suggests that future handsets from Apple, such as the iPod or iPhone, could embrace HD Radio technology to allow users greater flexibility when listening to broadcast media.
Entitled "Digital Radio Tagging Using an RF Tuner Accessory," the application states that users could use a handheld device to scan all stations, or only for stations delivering high-quality digital audio content. Collecting a list of digital stations and the accompanying "raw digital data" broadcast with them would allow users to scan and search stations based on the content that is currently playing, or a number of other factors included in the data.
"Enhanced metadata and searching can provide the listener the ability to refine station choices without having to listen at length to any particular station, and further can facilitate tagging broadcast tracks for subsequent access and/or purchase," the application reads.
With respect to tagging and purchasing tracks, Apple already offers a similar feature on its most recent iPod nano, which features a built-in FM radio. The iPod nano's iTunes Tagging feature allows users to tag songs they like when they hear them on the radio. Songs can then be previewed and purchased from iTunes when synced with a computer.
But Apple's new portables could go beyond FM with an HD Radio tuner, allowing full integration with HD Radio -- a feature that has been rumored for some time. The system describes both an external radio receiver, wirelessly transmitting audio and data to the portable device. It also suggests that such data could be shared with a stereo system in a vehicle.
Last November, The Wall Street Journal reported that Apple was in talks with iBiquity to bring HD Radio to future models of the iPhone and iPod touch. At the time, the trademark holder released the Gigaware HD Radio Receiver, a hardware accessory that -- along with a free App Store application -- allows users to listen to HD Radio broadcasts of local stations.
Apple and iBiquity partnered in 2007 to bring the iTunes Tagging feature to devices that receive the broadcast medium. Like with tagging on the iPod nano, iTunes Tagging with HD Radio allows users to "tag" songs they hear for a later purchase via the iTunes Store.
HD Radio was one of Microsoft's main selling points of the Zune HD, the portable media player that the Redmond, Wash., software giant hoped to position against Apple's industry leading iPod touch.

Non resta che attendere gli sviluppi. Il brevetto menziona in realtà anche i metadati trasmessi via RDS e quasi mi fa pensare che Apple abbia letto con attenzione la proposta di RadioDNS. Quando lo scorso anno è stato annunciato l'iPod Nano con avanzate funzioni di tagging abbinate al tuner FM (analogico) integrato, avevo fatto osservare la scelta da parte di Apple di supportare una tecnologia meno recente rispetto a HD Radio, utilizzata invece per il nuovo player Microsoft ZuneHD (che non mi risulta aver avuto soverchio successo). Naturalmente, la presenza di HD Radio in un dispositivo venduto in milioni di pezzi rappresenterebbe un formidabile incentivo per i broadcaster americani nel continuare a dispiegare una tecnologia finora ampiamente snobbata dal grosso degli ascoltatori. All'inizio del 2010, la FCC ha tra l'altro autorizzato le emittenti ad aumentare la potenza della componente numerica del segnale ibrido HD Radio in FM, per ovviare ai problemi di scarsa ricevibilità all'interno degli spazi chiusi. Più recentemente, alcune stazioni in AM hanno invece lamentato problemi di interferenza che stanno spingendo diverse emittenti a rinunciare a HD Radio in onde medie. Era una tendenza prevedibile, considerando che in AM il vantaggio qualitativo del segnale digitale è molto più discutibile. In FM, invece, un sostegno indiretto da parte di Apple potrebbe determinare un punto di svolta. Soprattutto dopo la decisione da parte di AT&T, operatore esclusivo di iPhone negli Stati Uniti, di abolire le tariffe flat senza limitazione sul volume di dati scaricabili, limite che potrebbe rendere alquanto costoso l'ascolto di stazioni radio in streaming sull'infrastruttura mobile. Il brevetto depositato da Apple sembra proprio una risposta a questa decisione e potrebbe rilanciare il concetto di terminale ibrido in un contesto di convergenza di infrastrutture e linguaggi.

09 giugno 2010

Apple iPhone 4, ancora senza radio FM


In calce a un commento di CNet sulle funzionalità che ancora non sono state implementante sull'iPhone 4 annunciato lunedì, i lettori della testata online (la feature non era stata citata nel pezzo) segnalano che ancora una volta lo smartphone Apple non ha attivato la ricezione della radio FM, che pure secondo molte indiscrezioni sarebbe disponibile integrata nel chip Broadcom che assicura la connettività Wi-Fi. Lo afferma una nota di Radio Business Report riportando alcuni commenti e affermando che con la ricezione FM l'iPhone sarebbe ancora più utile nelle situazioni di emergenza o di sospensione del servizio cellulare.
Una spiegazione plausibile di questa esclusione (la radio FM dopo tutto è stata inserita, almeno in un modello, tra le peculiarità della famiglia iPod) sta nella stretta relazione tra iPhone e l'operatore esclusivista americano, AT&T. Qualche giorno fa At&t ha annunciato un radicale cambiamento nella sua politica tariffaria, con la abolizione del flat rate "senza limiti di volume dati". Finora gli abbonati iPhone di AT&T pagavano un somma fissa mensile per la connessione a Internet, ma a differenza di quanto avviene normalmente con i nostri operatori questa connessione non prevedeva alcuna soglia massima di download mensile. Cosa che ovviamente favorisce moltissimo l'ascolto della radio online, considerando che i flussi streaming finiscono per esaurire rapidamente la franchigia di una soglia di "enne" gigabyte scaricabili. Finora con i piani di abbonamento AT&T l'ascolto della radio via rete 3G era praticamente equiparabile all'ascolto in FM. RadioSurvivor si è occupato della cosa e io ne ho scritto altrove senza pensare che in effetti poteva interessare anche quei pochi lettori di RP.
AT&T ha deciso dunque di applicare il concetto del download limitato, con prezzi piuttosto salati tra l'altro. Se iPhone 4 avesse attivato il suo tuner FM, questo limite sarebbe perfettamente aggirabile. L'unico freno riguarderebbe l'ascolto di servizi come Pandora, che non deve aver accolto con favore la decisione di AT&T. Per ora è nell'interesse di Apple favorire il suo partner di infrastruttura, ma chissà che in futuro così come iPod Nano, anche iPhone non decida di esplorare, attraverso la radio FM, nuove modalità di fruizione di musica e servizi.

18 maggio 2010

iPhone App di Radio RAI, boom dei podcast

Sembra che il lancio dell'applicazione per l'ascolto su Apple iPhone dei programmi Radio RAI abbia avuto una immediata ripercussione sulla popolarità del servizio podcast dell'emittente pubblica. Rispetto alla media della settimane che hanno preceduto l'uscita della app, la differenza riscontrata è di circa 75 mila podcast settimanali in più. E' un dato che mi sembra molto significativo. La radio non lineare di Radio RAI ha sempre sofferto, in termini di volumi di ascolto, per gli evidenti difetti di una interfaccia poco accattivante. Le cose sono migliorate con la creazione del nuovo portale Rai.tv, ma sono rimaste le magagne di uno strumento che non viene gestito con la necessaria puntualità. Il podcast di molte trasmissioni, inclusa la seguitissima lettura ad alta voce di grandi romanzi su RadioTre, risulta spesso non aggiornato, alcuni contenuti risultano non disponibili per vincoli normativi (diritti d'autore) che funzionano a singhiozzo, escludendo qualcosa e autorizzandone altre, senza apparente continuità. Del resto tutta la sezione radiofonica del portale della RAI continua a presentare, a dispetto dei recenti restyling, grosse pecche di uniformità. Programmi importanti non hanno uno spazio Web adeguato ai tempi, mancano le schede in sincronia con i palinsesti. E non parliamo della vessatissima questione dei forum di discussione, rimasti in una desolante e annerità metà del guado dopo che i responsabili hanno deciso la migrazione dalla vecchia interfaccia della Community Rai (bloccata alle nuove iscrizioni, nonostante diversi forum continuino a funzionare col vecchio regime), al nuovo luttuoso spazio che dovrebbe ospitare le opinioni dei cittadini abbonati RAI sulle trasmissioni e su temi di rilevanza sociale. Moltissimi utenti di questo spazio lamentano la scarsa leggibilità, la difficile accessibilità (in barba alla Legge Stanca), ma nessuno fa niente.
Ora basta una app ben azzeccata, con una interfaccia molto immediata, per un dispositivo che piace e di colpo la radio non lineare registra percentuali di crescita a doppia cifra. Mi sembra come dicevo molto indicativo. E mi sembra anche urgentissimo che RaiNet affronti il problema della presenza Web della nostra emittenza pubblica, prendendo a esempio la ricchezza e la completezza riservata ad altre emittenti dell'Unione Europea. Date un'occhiata all'incredibile brand unity dei siti di Radio France, alla quantità di informazioni fornite, con grande tempestività, per ciascun programma, alle funzioni di riascolto in streaming e in podcast (che spesso consentono di riascoltare il programma che vi siete perso a una settimana, quando non a un mese dalla trasmissione). Radio France tra l'altro lo fa su molti più programmi radiofonici, molto più "densi" dei nostri.
Il Web, fisso o mobile che sia, è una occasione formidabile, qualcuno dovrebbe farlo capire ai vertici RAI. A meno che non ci sia qualcuno che ritiene la radio un mezzo morto e sepolto perché non può mostrare le tette delle veline e le tronfie facce dei governanti.

17 maggio 2010

BBC Listener, il meglio della Beeb a pagamento


Paghereste 12 dollari e 99 al trimestre per ricevere, attraverso il vostro iPhone, il meglio della programmazione di BBC Radio in una accattivante interfaccia multimediale? BBC Worldwide è convinta di sì e forse ha qualche buon motivo per esserlo. BBC Listener, la nuova iPhone app, per il momento è rilasciata solo per Stati Uniti e Canada. Il sito ufficiale, dove potete visualizzare un bel promo(vorrei potervi linkare il video che hanno messo su Youtube, ma non lo fanno vedere agli IP italiani), precisa che presto sarà disponibile per altre nazioni. Qualcosa mi dice che non avranno troppa fretta nei confronti del nostro...
Quello che è certo è che continuare a proporre alle nazioni avanzate qualcosa di diverso da un intelligente abbinamento tra FM convenzionale e Internet, costringendo editori e pubblico a buttar via fiumi di denaro in improbabili infrastrutture RF broadcast numeriche sta sempre più assomigliando a un madornale errore, a una decisione ammazza-radio. Qualcuno dovrebbe dirlo ad autorità di garanzia e governi che continuano a parlare di switchover della radio analogica. Fermiamoli prima che sia tardi, affermiamo una volta per tutte che la radio FM va corretta, potenziata e magari affiancata da una tecnologia non del tutto invasiva come il DAB+. Ma che proporre la radio digitale come tecnologia esclusiva è assurdo.

10 maggio 2010

New York Times: Internet contro autoradio


Lungo pezzo sul New York Times di qualche giorno fa per analizzare le prospettive per la "ricezione" della Internet radio a bordo dell'automobile, grazie allo straordinario sviluppo delle infrastrutture radiomobili 3g (in attesa che Lte, mantenga le promesse fatte da WiMax in termini di capillare disponibilità di larga banda mobile). Riporto qui le conclusioni, basate anche su quanto hanno da dire gli editori radiofonici. L'autore dell'articolo John Quain, è di quelli che ritengono addirittura possibile il calo di interesse nei confronti della pay radio di Sirius XM. Il nemico da battere, secondo Quain, si chiama Pandora, che musicalmente sta diventando una autentica potenza.
Annunciata anche la prossima uscita dell'applicazione per iPhone di Livio Radio, la società che ha prodotto per conto di NPR un ricevitore "connesso" con Pandora integrato. A proposito di applicazioni radiofoniche per iPhone, sto provando con il mio nuovo iPod Touch un po' di soluzioni e mi sembra di aver individuato un agguerrito concorrente di WunderRadio: si chiama TuneIn Radio, la produce Synsion Radio Technology, utilizza il database di Radio Time e costa un euro e 59 centesimi.

Will the Internet Kill Traditional Car Radio?
By JOHN R. QUAIN
Published: May 6, 2010

(...)

Of course, traditional radio broadcasters have heard the drumbeat of mobile apps. They have responded with their own apps, streaming live broadcasts from thousands of stations to handsets and through them, to cars.
“We’re not trying to dictate where people connect to us,” says Evan Harrison, an executive vice president of Clear Channel Radio. “We need to be everywhere.”
So the company has a popular app of its own called iheartradio. It’s a virtual tuner that allows listeners to choose streams from Clear Channel’s network of over 750 AM and FM stations nationwide. According to Mr. Harrison, the online streams have added 15 percent more listeners to the company’s total audience.
“We are only too well aware of the technology,” says Fred Jacobs, president of Jacobs Media, a 27-year-old radio consulting firm. In a little over a year and a half, Mr. Jacobs has seen a land rush in radio apps. His firm has responded by creating more than 130 iPhone apps for individual radio stations and programs across the country. The separate apps, which the company said have been downloaded by more than 2.5 million listeners, cover stations and shows including C-SPAN Radio, “Loveline With Dr. Drew” and KDRY Christian Radio. Mr. Jacobs says these free applications often include extra features, like photos, and could offer new forms of advertising on a phone or dashboard screen.
“It’s a way for radio to get its portable mojo back,” he says.
Software developers also sense the opportunity. Livio Radio is about to introduce a $4.99 iPhone app that turns the handset into a digital tuner capable of pulling in music from 42,000 AM/FM and Internet-only stations. The company has designed its software to make it easier for drivers to scan stations with a swipe of a finger, although I still had trouble squinting at the iPhone screen.
So is the death of traditional radio ineluctable?
Joe Kennedy, chief executive of Pandora, says he thinks there will be a gradual migration in the car to services like Pandora, but he also says he believes it will not become a mainstream service until all new cars feature systems that can tap into apps. On the other hand, one player in this game of digital musical chairs may soon end up without a seat: Sirius XM Radio. Its satellite radio service is based on a monthly subscription model that few music fans may feel compelled to pay for, given the wider variety of genres available free on the Internet.
Ultimately, the incursion of Internet-based music services and radio station streams may be less about annihilating yet another business model than it is about breaking down barriers. For the first time, small local stations will be able to reach an entire driving nation, so some broadcasters may see their audiences swell as more listeners find them on Internet-connected car radios. In the end, it may simply be a case of radio is dead, long live radio.

29 aprile 2010

Socillo, presto 2 Web radio RAI con materiali d'archivio

Diecimila download nel primo giorno, primo posto in classifica tra la app italiane scaricate da iTunes Store. Il player per iPhone di RadioRAI realizzato dalla milanese Neo Network (società Magnolia e dunque controllata oggi da De Agostini Group attraverso la divisione Zodiak Entertainment), anche se è sicuramente perfettibile e priva delle estensioni previste per il futuro. Oggi TGR Neapolis ha trasmesso questa intervista con Bruno Socillo, il responsabile della radiofonia Rai. Che annuncia, a proposito dei ricchi archivi storici della nostra emittente, il prossimo lancio di due Web radio tematiche basate appunto su contenuti del passato.



28 aprile 2010

Radio RAI in tasca: dirette e podcast su Apple iPhone

Grande attesa questa mattina in viale Mazzini per il lancio della applicazione iPhone (scaricabile qui) di Radio RAI, anticipata sulle pagine di questi giornali. Tutti i palinsesti della radio, l'ascolto dei canali in diretta, le schede dei programmi e naturalmente l'accesso alla radio on demand, "non lineare" come si dice dei podcast. Alla piattaforma Apple faranno seguito altri sistemi operativi mobili "smart".
La popolarità dei podcast RAI sfiora il milione e mezzo di download mensili (marzo 2010) ma la gestione di questo aspetto del sito RAI (ecco per esempio la nuova pagina dei podcast di Radio 3) lascia spazio ad ampi margini di miglioramento. Il podcast di diverse trasmissioni non viene aggiornato con regolarità, per programmi molto popolari (un nome tra tutti, Ad Alta Voce, la lettura di grandi romanzi affidata a grandi attori, così apprezzata dagli ascoltatori di Radio 3 e dai non vedenti) ci sono anche problemi di diritti che nessuno ancora ha risolto definitivamente (non è facile, lo ammetto) ma che ostacolano la libera fruizione di questa essenziale modalità alternativa di ascolto. Chissà che questo non sia un primo passo per una definitiva soluzione al problema. E chissà che iPhone, la radiolina a transistor delle nuove generazioni - con buona pace dei fan della radio numerica DRM+ che si ostinano a considerarlo "un telefono" - non possa diventare il grimaldello per accedere all'infinito scrigno dei tesori d'archivio della nostra radiofonia.

Tutta la radio in tasca: l’applicazione Iphone di RadioRai

La direzione Radio Rai in collaborazione con Raitrade ha sviluppato e lanciato un applicazione Iphone che permette a tutti i possessori dello smartphone Apple di poter ascoltare e interagire con i programma di RadioRai. Questa iniziativa viene presentata nel corso di una conferenza stampa alle ore 10 nella sede Rai di Via Asiago dal direttore di RadioRai Bruno Socillo e dall’amministratore delegato di Raitrade Carlo Nardello alla presenza dell’onorevole Paolo Romani viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni.
L’applicazione, denominata “Tutta la radio in tasca”, è disponibile gratuitamente e dà la possibilità di far accedere agli utenti a tutti i contenuti di Radio1, Radio2, Radio3 e Isoradio in completa mobilità. Questa applicazione, disponibile ora solo per la piattaforma Apple e a breve anche per gli altri smartphones, permette di raggiungere un nuovo pubblico, sia in Italia che all’estero, abituato ad utilizzare questi terminali evoluti che permettono di rimanere connessi ad internet e poter ascoltare il proprio canale di RadioRai preferito in piena libertà di movimento e creandosi, utilizzando il podcast, il proprio palinsesto personalizzato. E’ infatti possibile ascoltare i canali radio in diretta streaming, consultare il palinsesto e le schede di ogni singolo programma e visualizzare video e immagini relative al mondo di RadioRai e scaricare le proprie trasmissioni preferite in podcast. Inoltre attraverso l’applicazione è possibile interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai.
Con questa applicazione il servizio pubblico di RadioRai offre i suoi contenuti nel mondo delle applicazioni smartphone attraendo un nuovo pubblico che usa sempre di più questi terminali per ascoltare la radio o per cercare notizie e approfondimenti.
Quest’iniziativa si va ad inserire nella complessa offerta multimediale di Radio Rai costituita dal portale Internet www.radio.rai.it e da otto sottoportali che permettono di fruire online i contenuti dei nostri canali che generano un traffico di oltre tredici milioni di pagine viste al mese (dato di Marzo 2010 – Fonte Site Census Nielsen). Tutti i programmi delle tre reti e di Gr Parlamento sono disponibili anche in podcast per l’ascolto su lettori portatili mp3 o sul computer e la fruizione di questa tipologia di radio “on demand” ha superato ampiamente il milione di download al mese (1.453.000 download nel mese di Marzo 2010).