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05 luglio 2019

DAB su "piccola scala" per centinaia di nuove emittenti no profit in UK


Proprio mentre nel Parlamento europeo si insedia la rappresentanza britannica più ostile all'UE, il regolatore Ofcom annuncia un piano per la migrazione digitale di centinaia di emittenti locali che fa leva proprio sullo standard Eureka 147 messo a punto a livello europeo. Il nuovo meccanismo di licensing prevede anche un apposito iter legislativo che andrà a modificare alcune parti del Broadcasting Act e delle norme che oggi controllano l'assegnamento delle licenze relative ai multiplex DAB nazionali e regionali. Tutto si basa su una versione "light" della tecnologia DAB studiata da un esperto dello stesso Ofcom, Rashid Mustapha. Nel corso degli ultimi anni il ricercatore ha sviluppato una ricetta per un DAB su piccola scala e a basso costo, sfruttando il software open source messo a disposizione dal Canadian Communications Research Centre, dall'associazione Open Digital Radio e i moduli SDR della Ettus Research (maggiori dettagli su questo documento) . Tra il 2015 e il 2016 Ofcom ha condotto una sperimentazione in una decina di aree identificate all'interno del territorio nazionale. Una settantina di emittenti hanno partecipato a queste prove che il report finale, pubblicato nel settembre del 2016, definisce più che soddisfacenti. 

Se tutto andrà come previsto Ofcom annuncerà entro quest'anno i risultati di una indagine conoscitiva effettuata attraverso la consultazione lanciata in questi giorni e nel 2020 potrebbero partire le prime autorizzazioni, con una formula diversa dalle licenze "nazionali", "commerciali" e "comunitarie" che caratterizzano i network e le singole emittenti AM/FM o i programmi trasmessi dai tradizionali multiplex DAB. Lo "small-scale DAB" sarà riservato a soggetti no-profit, che dovranno reinvestire i propri utili per sostenere i propri progetti. Gli impianti non dovranno interferire con il DAB convenzionale ma limitarsi a utilizzare potenze molto ridotte, nell'ordine di 100 watts, in modo da creare zone di copertura molto circoscritte, in funzione della presenza nella stessa area di multiplex nazionali o regionali. 

19 novembre 2015

Ascolto radiofonico in UK: è quasi pari tra radio analogica e digitale


Il Regno Unito è abbastanza vicino a quella soglia di sostanziale pareggio tra ascolto tradizionale, "analogico" della radio e ascolto effettuato attraverso una piattaforma digitale (tra radio DAB, televisori Dtv/sat e Internet). La radio analogica è ancora maggioritaria nel terzo trimestre 2015, ma di poco: del 50,4% secondo il sesto Digital Radio Report appena rilasciato da Ofcom. A fronte di 576 emittenti AM/FM attive in Gran Bretagna, ci sono 283 stazioni sul DAB, che però è in costante crescita (anche se nell'ultimo trimestre la vendita di nuovi apparecchi ha subito per la prima volta un calo, forse anche dovuto al non marginale problema della vecchia codifica DAB/Musicam ancora utilizzata da quelle parti). Quasi tre persone su dieci affermano di ascolare prevalentemente la radio sul DAB, che ha una copertura superiore all'85% sulle strade e nei centri urbani. Notizie incoraggianti per il DAB arrivano anche sul fronte dell'ascolto a bordo dell'auto: mentre il 75% dei nuovi modelli viene venduto già equipaggiato col DAB, tre guidatori su dieci dicono di avere a bordo una radio digitale. Nel complesso, l'ascolto della radio su piattaforme digital è al 41,9%, ormai prossimo alle soglie che autorizzerebbero, a breve-medio termine, un definitivo passaggio al digitale almeno per i network nazionali e le principali stazioni. Le possibili conseguenze in Europa di una Gran Bretagna con la radio "full digital" sono però incerte, come incerto il destino della Gran Bretagna in Europa.

17 aprile 2015

Prospettive digitali: la Norvegia spegne l'FM tra venti mesi. Ma l'Italia esita ancora

Ma la radio digitale, che fine ha fatto? Mentre la Norvegia annuncia il piano definitivo per lo switchoff dell'FM analogica a partire dal primo gennaio 2017 (più avanti nel corso del 2015 verranno comunicati i criteri per la definizione delle emittenti locali che saranno autorizzate a proseguire le trasmissioni in FM insieme alle misure per favorire l'inserimento del maggior numero possibile di piccole stazioni nei multiplex DAB), in Italia e altre nazioni sembra che l'interesse nei confronti dello stesso DAB sia meno vivace. In occasione di Radiodays Europe ho percepito da parte degli operatori di tutto il mondo la crescente convinzione che la radio sia diventata digitale - e soprattutto "social" - indipendentemente dalla tecnologia adottata per diffonderne i contenuti. Nell'area espositiva un piccolo stand era dedicato al sistema americano HD Radio e ho potuto scambiare qualche impressione con il responsabile marketing di Ibiquity, la società che promuove negli Stati Uniti il digitale ibrido. Sono oltre 2000 le stazioni ad averlo adottato, il grosso concentrato tra le emittenti in FM. Il digitale sulle medie non ha preso altrettanto piede e anche se è possibile che un certo stimolo derivi dalla decisione di autorizzare le trasmissioni "all digitale", che permettono di ottenere un segnale più corposo senza dover sacrificare niente per la trasmissione delle portanti analogiche, al salone NAB Show in corso proprio in questi giorni a Las Vegas il messaggio degli operatori è abbastanza chiaro: l'unico orizzonte possibile per le 4 o 5 mila stazioni AM degli USA è la migrazione all'FM analogica. E forse da qui al digitale HD Radio. Gli stessi rappresentanti Ibiquity confermano che tra ricevitori stand alone e autoradio, ormai il parco di apparecchi compatibili ha superato i 20 milioni di unità.

Allo stand c'era qualche esempio piuttosto interessante, sia della nuova linea di ricevitori "private label" SPARC di cui Ibiquity ha iniziato la commercializzazione online. Queste radio ibride HD Radio/FM possono in teoria servire ad alimentare i mercati extra-USA che Ibiquity vuole conquistare, come il Messico o il Brasile. Ma all'evento milanese ho visto anche un esemplare molto curioso di telefonino "feature phone" (il gergo di settore per telefono per definire il cellulare non-smart) con integrato un chip HD Radio/FM. Il telefonino aveva il marchio BeatBoy e, mi è stato detto, verrà commercializzato nelle Filippine, dove Ibiquity sta sperimentando le sue emissioni fin dal 2005. Come sempre, è molto difficile fare previsioni, perché è sempre più chiaro che la radiofonia in generale, FM o digitale che sia, ha un unico vero avversario che si chiama mobile Internet. Per il momento valgono ancora le analisi di costo che valutano ancora vantaggioso il modello broadcast rispetto al broadband, almeno nella trasmissione verso bacini di pubblico molto estesi o popolati. Ma nel confronto tra mondo analogico e digitale, lo sappiamo molto bene, le dinamiche di costo sono le prime a cambiare. Staremo a vedere.


E il DAB+ all'italiana? Tra RadioCity Milano e Radiodays ho avuto modo di parlare anche con gli amici di Digital Radio Italia e li ho trovati ancora più ottimisti del solito. La copertura, su iniziativa soprattutto dei consorzi commerciali, sta crescendo. Nelle province dove l'offerta DAB+ è più completa le vendite dei ricevitori sono incoraggianti e soprattutto il mercato automotive pare essere in pieno boom (in effetti Fiat-Chrysler vanta, per la Fiat 500L equipaggiata con DAB un aumento considerevole dei volumi venduti, con percentuali superiori al 500% col segno più). Il problema è che in queste analisi è sempre complicato stabilire la reale distanza tra il potenziale di vendita che possiamo desumere dai cataloghi dei costruttori e il concreto sell-out di automobili che sono davvero in grado di ricevere le trasmissioni DAB+ a bordo. A Milano ho sentito parlare di cifre, a cinque zeri, che francamente mi sembrano leggermene azzardate. Nel 2014, senza contare il segmento car radio, la base installata era stimata in 100 mila apparecchi, probabilmente non tutti DAB+. Quest'anno si prevede di superare nel complesso le 400 mila unità. Anche facendo la tara dell'entusiasmo che contraddistingue tutti i consorzi nati per promuovere qualcosa, i numeri cominciano a essere interessanti. Non si capisce perché Radio RAI e Raiway non spingano a tavoletta sull'acceleratore. Tanto più che a giudicare dagli studi, per esempio di GFK, gli italiani sembrano molto sensibili all'argomento connected car e alla possibilità di accedere a contenuti multimediali in auto attraverso connessioni radiomobili. Il mondo della radio digitale in Italia sta segliendo, sul piano infrastrutturale, una politica troppo attendista. I costruttori di automobili, praticamente tutti già dotati di proprie piattaforme connected car, Apple e ovviamente i maggiori operatori con il 4G, non esiteranno un minuto a rubare il mercato sotto il naso di operatori radiofonici troppo conservatori. Ma l'unico modo per sfondare, in mancanza di una politica di switchoff della radio analogica su scala europea, è stimolare l'interesse nei confronti del DAB con contenuti esclusivi: calcio, intrattenimento, infotraffico... A me sembra un principio così elementare, ma è possibile che il cretino sia io.

Torniamo però alla Norvegia, dove politica e organi tecnici hanno deciso il destino della radio FM con inesorabile, nordica precisione. Il documento da cui parte tutto, Norwegian proposal on the digitizaton of radio, del 2011, si può scaricare in lingua inglese. Il 16 aprile il Ministero della cultura ha annunciato ufficialmente il piano di implementazione del passaggio definito quattro anni fa. Eccolo in questa tabella di sintesi pubblicata da Radio.no:



L'authority norvegese aveva già annunciato il 24 febbraio il raggiungimento delle soglie di copertura minime definite nel 2011 per autorizzare lo spegnimento della radio FM. In quella data aveva anche precisato che entro il 2015 sarebbero stati resi noti i criteri che autorizzavano le emittenti molto piccole a mantenere una presenza in FM a causa evidentemente dei costi e delle difficoltà nel accomodare tutte queste emittenti in un multiplex digitale. Sulla base delle esperienze maturate tra Regno Unito, Norvegia e Svizzera (ma non dimentichamo che anche Svezia, Olanda, Danimarca e altri si stanno orientando verso lo spegnimento dell'FM), l'Unione dei broadcaster europei EBU ha preparato un "digital radio kit" per illustrare questo epocale passaggio alle aspiranti nazioni digitali. Invito gli operatori delle radio ma soprattutto il Governo, il Parlamento, il Ministero dello sviluppo economico e AGCOM a scaricare e leggere l'istruttivo documento. Non è difficile.


30 ottobre 2014

A Roma (4-5 novembre) tutto il mondo della radio digitale: Pure sale a bordo dell'automobile.


A Roma il 4 e 5 novembre si tiene l'edizione 2014 della "General Assembly" del WorldDMB Forum, la conferenza mondiale della radio digitale. Il nutrito programma prevede due appuntamenti davvero sostanziosi nella giornata del 5, quando i partecipanti all'evento faranno il punto sulle prospettive di mercato in italia e sul futuro "senza FM" delle nazioni che stanno per decidere o hanno già fissato un percorso di definitivo passaggio alle infrastrutture radiofoniche numeriche (Norvegia, UK, Svizzera) o in cui lo standard DAB, Digital Audio Broadcasting, sta avendo particolare successo (Australia, Danimarca, Germania). L'appuntamento è al Crowne Plaza St. Peter's Hotel sull'Appia Antica.
Non mancheranno gli annunci dell'industria dei ricevitori, con un occhio particolare al tema del digital car radio. La britannica Pure presenterà Highway H250S e Highway H270SB – due avanzate autoradio 1 DIN caratterizzate da un sintonizzatore che, oltre a ricevere il segnale AM ed FM, riceve anche la DigitalRadio a standard DAB e DAB+. Entrambi i modelli Pure offrono un’ottima qualità del suono e dispongono di una porta USB per collegare iPod/iPhone e altri dispositivi per la riproduzione di playlist. Highway H270SB offre in più la connessione Bluetooth sia per lo streaming della musica che per telefonare. Highway H250S e Highway H270SB dispongono dell’innovativa funzione “Service following”: in caso di perdita di segnale, un utente all’ascolto di una stazione DAB verrà risintonizzato automaticamente sulla medesima stazione radio, con la migliore ricezione disponibile o, in alternativa, su una stazione radio digitale simile (se l’informazione è trasmessa dall’emittente). Qualora la stessa stazione (o simili) non fosse disponibile in modalità DAB, Highway tenterà di trovare la stessa stazione in modalità  FM. Ritornando in un’area dove questa stazione è di nuovo disponibile in DAB, Highway passerà automaticamente dall’FM al Digitale. 
Pure disponeva già di una soluzione pensata per tutte quelle autovetture ove la sostituzione dell’autoradio (1 DIN) non è possibile perché la radio è completamente integrata all’interno del veicolo. Le autoradio Pure Highway H250S e H270B si aggiungono infatti al convertitore esterno Highway 300D, da tempo inserito nei canali degli accessori after market.
Sarà presente anche il brand italiano Brionvega, noto per i suoi prodotti DAB di fascia alta e dai tratti inconfondibilmente vintage. Con la sua radio.cubo modello ts 522 D+Bluetooth, Brionvega ha creato un nuovo modo di gestire e ascoltare la musica combinando uno dei design rediofonici storicamente più distintivi e il futuro delle tecnologie DAB/DAB+ e Bluetooth.

20 agosto 2014

DAB Player e Linrad (sotto Linux) le alternative per l'ascolto SDR hi-fi

Diversi mesi fa avevo segnalato al mio amico F.M. - grande esperto di applicazioni SDR e appassionato di musica classica ascoltata in hi-fi su DAB - la disponibilità di un nuovo software tedesco per la decodifica del DAB+ su chiavette di tipo "RTL" (marca Noxon ma più in generale per tutti i modelli basati su chip RTL2832). Si tratta del programma Windows "DAB Player" sviluppato da Andreas Gsinn e lo avevo visto segnalato su questo forum. Dopo qualche tempo, poco prima dell'estate, F. mi manda questo messaggio, con diverse schermate allegate.

"Sono tornato su questa missiva cui avevo risposto senza particolari approfondimenti. 
Indirizzo corretto:
 
Intanto... Info in Tedesco, programma con label in  tedesco, francese, polacco, non ancora inglese o Italiano ! Credo che giri solo (binario)  su Windows moderno ( >=7 ). Io ho provato con il mio Windows7 Home su PC lentissimo, un NetBook di quelli che non fanno più della Sony di tre anni fa basato su CPU AMD E-350, solo uno zinzino più veloce di  un DualAtom !pagato nemmeno 400 euro (a quei tempi). Un portatile di oggi, media potenza e costo (un i5 terza o quarta generazione) ,  andrà 5-10 volte più veloce
DAB Player mi sembra un programma eccezionale, e dovrebbe persino migliorare! Dà (quasi) tutte le informazioni che uno potrebbe desiderare per il DAB+ Registra , le registrazioni si riascoltano bene con VLC (sotto Windows)! Poi, alla fine,  ho attivato sullo stesso PC (stesso luogo ed antenna) anche la pennetta Mirics3100 con software Mirics. Ho potuto vedere che alcune informazioni sono quasi uguali (SNR specialmente). Mirics dà però solo lo spettro e BER (è un programma sperimentale, quello ufficiale. Si limita a riprodurre soltanto. Finestre in white sulla sinistra, quelle di Gsinn in blu): 
 
Si capisce  che i trasmettitori DAB+ attuali a Roma debbono aumentare la potenza, che è troppo bassa! I software (entrambi) vanno benissimo, decodificano con SNR ordine 5-6  e richiedono pochissima CPU. Evidentemente "sanno bene" come decodificare il DAB+ e con algoritmi ottimizzati (virtù che non è del software SDR-J,  anche se il suo pregio è di essere open source: per lui l'SNR dovrebbe essere almeno >= 12 per una eccellente ricezione). In ogni caso... Le pennette RTL2832U sono state il miglior mio  investimento in radioriceventi! "

F.M. mi ha poi inoltrato altre videate dedicate a DAB Player:















Qualche giorno dopo mi arriva un nuovo messaggio di F, questa volta dedicato all'FM ricevuta in SDR con la chiavetta Mirics in ambiente Linux grazie a una nuova release di Linrad:

"Come sai posseggo una pennetta USB con il tuner Mirics  ed interfaccia Mirics (80 euro da Mirics) da oltre un anno. Ha da alcuni mesi  il supporto di base Linux,  attraverso un driver specifico. Ebbene ora esiste  un programma applicativo in Linux Linrad-04. (ultima versione fine marzo 2014 [oggi Linrad è arrivato alla 04.01 del luglio 2014]) che la supporta. Senza capire bene  su come settare i parametri  sono riuscito comunque  a farla funzionare con Linrad. Leif Albrink, l'autore di Linrad, appartiene alla categoria di coloro che non ti  vendono il pesce ma ti insegnano a pescare. Lo capisco, ma come docente no è molto divulgativo e Linrad non è molto diffuso o utilizzato.
In WBFM la pennetta Mirics funziona quasi come EladS1 in sensibilità ed ha uno span maggiore !
Guarda i  due attach  (però con PC potente, i livelli sono del 30% di CPU su un core di un intel i7-quadcore 3.4GHz seconda generazione): 
 























Cercherò di approfondire, anche se non è banale, troppi parametri da scegliere e GUI non proprio ovvia anche se terribilmente completa. Comunque, la conclusione è che con le pennette ormai si fa ormai quasi tutto, DAB+/FM etc etc! Io mi sono interessato alle pennette Mirics perchè qualcuno aveva aperto il FuncubePro+ e ha visto il tuner Mirics1001 e mi son detto, perchè non provare? In effetti, a posteriori, il software proprietario Windows Mirics FM/DAB+ funzionava benissimo, quindi soldi ben spesi (ma allora non esisteva il software DAB/DAB+ di Andreas Gsinn su pennette RT2832U, veramente perfetto!) Io un po' so programmare ancora, ma solo sotto Unix/Linux, senza supporto Linux non so come procedere. Peccato che quelli del  CSP di Torino non diano supporto ad Elad, ma forse è Elad a non volere Linux fra le scatole)
L'autore olandese di SDR-J ha giocato molto poco con Mirics, il suo software non funziona bene. invece Linrad va incredibilmente bene, ne sono meravigliato."

14 marzo 2014

Per il DAB a Bolzano, RAS sceglie un modello Noxon pensato per gli ascoltatori non vedenti

Lunedì 17 alle 10 presso il centro ciechi San Raffaele di Bolzano l'ente radiotelevisivo pubblico dell'Alto Adige presenta l'apparecchio radio DAB Noxon Journaline, e la sua tecnologia text to speech che "legge" a beneficio degli ascoltatori non vedenti il contenuto del display e del radiotext. 

La presentazione dell'apparecchio rivolto alla comunità dei ciechi, una categoria da sempre appassionata dei programmi della radio, verrà effettuata da Martha  Stocker, l'assessore alle politiche sociali. Journaline funziona in modo molto ingegnoso: basta prelevare un software dal sito Noxon e trasferirlo su una chiavetta USB da inserire nella relativa presa sull'apparecchio per abilitare la funzione di text-to-speech (che immagino avvenga dall'altoparlante stesso della radio). Ecco un altro vantaggio della radiofonia digitale che potrebbe essere trasferito anche nell'ambito del normale ascolto FM. Non è specificato, ma credo che Noxon Journaline (di cui esiste una versione Mobile) possa annunciare il testo sul display anche nel caso della ricezione in FM/RDS con la quale è compatibile.


Quello che per la stragrande maggioranza delle persone rappresenta una comodità, ovvero la radio digitale con tastatura touch, per i ciechi è un ostacolo. La RAS ha dunque deciso di adattare un sistema utilizzabile in maniera semplice anche dai non vedenti sudtirolesi, che sarà presentato lunedì 17 marzo dall'assessore Martha Stocker.
La radio rappresenta un mezzo fondamentale per le persone non vedenti, ma l'evoluzione tecnologica che ha portato alla nascita dei moderni apparecchi digitali con tastatura touch, rischia di complicarne in maniera radicale l'accessibilità.
Per questo motivo la RAS (Radiotelevisione Azienda Speciale), in collaborazione con l'azienda germanica "Noxon", ha adattato un apparecchio radiofonico digitale a misura di cieco. La novità verrà presentata dai vertici della RAS e dall'assessore alle politiche sociali Martha Stocker nel corso di una conferenza stampa.

20 dicembre 2013

La Gran Bretagna frena sul passaggio alla radio digitale. E in Svizzera i privati si litigano.

«Non giocheremo d'anticipo sugli ascoltatori.» Secondo John Plunkett, autorevole osservatore del settore multimediale per conto del Guardian, è questo il principio che il ministro delle comunicazioni britannico Ed Vaizey ha reso esplicito qualche giorno fa in Parlamento, durante il dibattito riguardante le decisioni sulla possibile data di spegnimento delle frequenze analogiche utilizzate dai network radiofonici del Regno Unito. La legge Digital Britain aveva fissato una data abbastanza prossima per il cosiddetto "switchover", il passaggio dalla modulazione di frequenza alla radio digitale DAB, ponendo però alcune condizioni preliminari sulle percentuali minime dell'ascolto in digitale. Queste condizioni non si sono ancora verificate, il DAB non è abbastanza diffuso in Gran Bretagna e soprattutto aumentano le pressioni da parte dei parlamentari che sostengono la causa delle emittenti locali, per le quali il DAB potrebbe essere troppo costoso e non abbastanza capillare. Il ministro si è però detto convinto che il futuro della radio sia digitale e ha annunciato piani per l'ulteriore sviluppo dell'infrastruttura e dell'offerta.
Un'altra nazione europea che al momento rappresenta una delle frontiere più avanzate per quanto concerne la diffusione della radio digitale è la Svizzera, ma anche da qui arrivano segni apparentemente contraddittori. Un forte endorsement pro-DAB+ viene da Dani Büchi, "chef" (come si dice in tedesco) di Energy Gruppe, l'editore di Radio Energy di Basel, Berna e Zurigo, il quale nel presentare la nuova stazione solo DAB+ Landlieberadio (presto verrà annunciato anche il nome di un'altra stazione ultra-giovanile) ha dichiarato ai giornalisti che a partire dal 2019, data della naturale scadenza delle vecchie concessioni alle radio private elvetiche, Energy e le altre emittenti abbandoneranno l'FM.
Ma per un Büchi intenzionato a dichiarare guerra all'FM analogica, un altro imprenditore della radio, il cui peso storico si estende fino ai nostri confini, ha reso pubblica la sua delusione nei confronti del DAB. Roger Schawinski - il visionario che nella seconda metà degli anni '70, approfittò dell'improvvisa liberalizzazione dell'etere italiano per costruire nel nostro paese un ripetitore ad alta quota in grado di coprire la città di Zurigo con Radio 24 - ha dichiarato che la sua Radio 1 [Radio Eins] smetterà di utilizzare le frequenze digitali. «Il DAB è troppo caro e troppo poco diffuso - avrebbe dichiarato, la percentuale tra chi ascolta è inferiore al 5%.» 

13 novembre 2013

Il piano "anti-DAB" delle stazioni commerciali britanniche


In margine alle dichiarazioni anti-switchover da parte di un nutrito consorzio di emittenti locali britanniche, oggi Radio Today pubblica un documento programmatico in cui lo stesso consorzio delinea alcune possibili strategie di convivenza tra radio digitale e analogica. Per esempio viene suggerito di creare delle EPG "miste" per visualizzare sui ricevitori l'intera offerta DAB e FM, o l'opportunità di non spegnere l'anaogico fino a quando le soglie di ascolto di quest'ultimo saranno scese sotto il 10% e la copertura su DAB sarà esattamente identica a quella in FM (in realtà un piano di switchover serve proprio per incentivare a estendere la copertura...). In ogni caso il report può essere prelevato qui, offre parecchi spunti interessanti e sicuramente validi per la nostra situazione. Un punto che mi ha fatto pensare è che la razionale economica che avevamo nel caso dello switchover televisivo (la cessione per altri usi delle frequenze liberate), non vale nel caso della banda AM e probabilmente neppure per gli 88-108.

12 novembre 2013

Le radio locali (e non solo) britanniche: non spegnete l'FM

La radio digitale ha probabilmente bisogno di leggi a favore di strategie di switchover per rafforzare il proprio futuro. Ma le strategie di switchover non vengono viste con favore da tutti gli operatori radiofonici. Ha fatto molta sensazione ieri in Gran Bretagna, la pubblicazione di un comunicato da parte di un consorzio di una ottantina di emittenti locali che invitano a rivedere il meccanismo che potrebbe portare allo spegnimento di buona parte della radiofonia analogica in FM da qui a qualche anno. Il 16 dicembre prossimo è atteso un intervento del ministro competente, Ed Vaizey, che dovrebbe far luce sulle decisioni del suo governo in merito allo switchover pianificato dal quadro normativo Digital Britain. In origine questo piano prevedeva un possibile spegnimento per il 2015, ma ora si parla piuttosto di 2017 o giù di lì. Un termine che molte emittenti guardano con crescente preoccupazione.
Ieri gli esponenti di tredici gruppi proprietari di stazioni locali - come UTV Media (proprietaria del network nazionale TalkSport), UKRD, Celador, Quidem, Media Sound Holdings, Q Radio Network, CN Radio e Anglian Radio - e di diverse stazioni indipendenti, hanno chiesto espressamente di interrompere il conto alla rovescia. Parliamo di quasi un centinaio di stazioni che, dice il comunicato, «rischiano di restare come naufraghi in una banda FM svuotata o di dover ridurre la loro programmazione per poter far fronte alle spese di aggiornamento al DAB.» Per come è stata definita la procedura di switchover, i canali radiofonici della BBC e dei grandi network nazionali dovrebbero effettuare obbligatoriamente il passaggio, lasciando in analogico solo le stazioni molto piccole. Ma questo significherebbe, temono quest'ultime, che gli ascoltatori finirebbero per dimenticarsi delle vecchie frequenze e con loro anche gli inserzionisti pubblicitari. Anche le reti regionali e i gruppi mediatici mostrano un certo scetticismo nei confronti della tecnologia DAB (oltretutto di prima generazione) che dovrebbe prendere piede in Gran Bretagna. La copertura del segnale non è ancora assicurata dappertutto, i costi di potenziamento dei multiplex digitali rappresentano una incognita e anche l'aspetto della ricezione in presenza di segnali troppo deboli è una questione non da poco, alle frequenze del DAB. Notoriamente la banda III delle VHF ha ospitato emittenti televisive che richiedevano antenne esterne: il DAB può risultare in questo più ostico dell'FM tradizionale.
Leggendo i pareri anti-DAB espressi dal consorzio guidato da UTV Media e riportati sui principali quotidiani e su organi di settore come Radio Today, emerge una richiesta che appare del tutto ragionevole: non prendete certe decisioni centralmente, coinvolgete in un eventuale processo di spegnimento della radio analogica, i diretti interessati. Cioè le stazioni radio e i loro ascoltatori.

07 novembre 2013

Android SDR, chiavette e smartphone sempre più complici: Wavesink demodula anche DRM+



Il panorama delle applicazioni software defined radio pensate per la ricezione attraverso le ormai mitiche chiavette USB commerciali, compatibili con lo standard DVB-T, si arricchisce con l'avvento delle prime soluzioni per piattaforma Android. Ci si può chiedere il perché di tutte queste complicazioni, visto che una chiavetta DVB-T è quasi sempre accompagnata dal software che consente la ricezione di trasmissioni televisive e radiofoniche dell'FM analogica, spesso anche DAB. La risposta sta nella versatilità di queste applicazioni nate nel contesto della ricerca radioamatoriale e soprattutto nella possibilità di integrare la funzione di monitoraggio di una vasta tipologia di segnali radio VHF-UHF su piattaforme non Windows. Con l'SDR per Android il vostro smartphone - di solito già equipaggiato con un chip per la ricezione dell'FM - diventa un ricevitore molto più completo, capace per esempio di visualizzare lo spettro delle frequenze e di demodulare anche stazioni non convenzionali, incluse le radiosonde meteorologiche.


Il mio corrispondente romano F. (preferisce l'incognito) è uno sperimentatore agguerrito di queste combinazioni e mi ha appena inviato un piccolo resoconto delle prove effettuate con un tablet Asus Nexus da 7 pollici, un cavetto USB da 4 euro e una delle varie marche di chiavette equipaggiate con un chip RTL2832, quello che le applicazioni SDR riescono a "ingannare" per disporre ala fine del segnale in radio frequenza "grezzo" e poter effettuare una demodulazione alternativa. F. mi riferisce di aver provato le versioni demo di app SDR presenti su GooglePlay. Per una volta non sono app gratuite, ma i loro autori non chiedono somme stratosferiche, con al massimo 10 euro (e altri 10 o 15 per la "pennetta") lo smartphone si trasforma in uno scanner VHF-UHF molto sofisticato. Una delle app provate da F. si chiama SDR Touch e abbiamo già avuto modo di parlarne qui. L'altra è più recente e per certi versi molto più interessante perché permette di demodulare FM-RDS, DAB+ e addirittura il sistema digitale DRM+. Quest'ultimo oggi non viene utilizzato se non in situazioni molto sperimentali e in test limitati, ma anche questo sarebbe un ottimo motivo per procurarsene una copia. La app si chiama Wavesink ed è stata sviluppata dalla tedesca Feilen&Stolz, una piccola società specializzata in soluzioni per la radio digitale Digital Radio Mondiale. Wavesink supporta al momento la ricezione FM-RDS, DAB+ e DRM+ e il suo sviluppatore intende rilasciare anche le versioni per Windows, MacOS, iOS e Linux. 


23 aprile 2013

SiLab annuncia il suo chip unico: un solo componente per FM, DAB e HD Radio (e forse DRM)

L'attesa è stata lunga rispetto alla disponibilità di standard e iniziative sul fronte della trasmissione, ma oggi anche nell'industria dei componenti e dei moduli per la fabbricazione dei ricevitori cominciano ad aprirsi prospettive estremamente interessanti per la radio digitale. Prospettive che potrebbero riaprire un discorso di mercato per sistemi di trasmissione come HD Radio e persino per lo stesso Digital Radio Mondiale 30, pensato per la trasmissione numerica in onde medie e corte. SiliconLabs ha appena annunciato la prima famiglia di singoli chip in grado di offrire, per la radio analogica e per quella digitale, l'inattesa opportunità di risolvere tutto - acquisizione della radiofrequenza, trattamento della banda base e trattamento audio, più altre funzioni di trattamento come quello delle informazioni RDS nell'FM analogica - su un unico "die". Un solo componente per fare tutto o quasi. La nuova famiglia porta il numero si serie Si468x e i primi tre prodotti sono siglati Si4682, Si4684 e Si4688, rispettivamente in grado di gestire la ricezione di segnali FM/HD Radio, FM/DAB/DAB+ (profili 1 e 2 WorldDMB) e - sarebbe a mia conoscenza una prima mondiale - FM/HD Radio/DAB/DAB+. SiLabs sembra quindi avere centrato l'obiettivo del "chip unico" che l'Unione dei broadcaster europei aveva prefissato come fattore indispensabile per una possibile transizione su vasta scala verso la radio digitale. 
L'aspetto interessante è che la stessa SiLabs include per la sua nuova famiglia di chip la compatibilità con il DRM30 ed è quindi possibile che prossimamente avremo dei chip ibridi per la realizzazione di radio portatili a onde corte analogiche e digitali. Oltre all'occupazione di spazio anche i consumi di queste soluzioni sono particolarmente bassi.


Silicon Labs' new Si468x FM digital radios receivers are the industry's first single-die antenna-input-to-audio-output receiver ICs developed for the global portable and consumer electronics markets.The new family of receivers leverages software-defined radio to support HD Radio™ and DAB/DAB+ for a wide range of portable and home audio products, from price-sensitive clock and tabletop radios to high-end multimedia devices with displays such as mobile phones, tablets and personal navigation devices. The new receivers directly address the consumer digital radio market by providing an advanced, single-die solution that reduces system complexity, bill of materials (BOM) count, size and power consumption without compromising RF performance.
Leveraging Silicon Labs’ proven low-IF digital receiver architecture, the Si468x family delivers superior RF performance compared to existing solutions.
• Supports auto-calibrated digital tuning and FM seek functionality based on multiple signal quality and band parameters
• Provides flexible audio processing features including noise blanking, configurable FM soft mute, FM de-emphasis and FM hi-cut filtering 
• Offers the smallest footprint and lowest power consumption of any other on the market (less than 60 mW in analog FM mode and less than 95 mW in HD Radio and DAB/DAB+ modes)

Ulteriori dettagli si trovano nel comunicato stampa esteso reperibile qui. Ma che dire del prezzo? Secondo il comunicato il prezzo per i chip della famiglia Si468x partono dai 5,62 dollari per quantitativi di 10.000 pezzi. E' stata predisposta anche una evaluation board al prezzo di 500$. A questi livelli è facile aspettarsi ricevitori consumer compatibili con tutti i sistemi adoattati in Europa, Stati Uniti e Australasia, a prezzi estremamente competitivi.

21 aprile 2013

Chiavette RTL-SDR, dall'Olanda software DAB potenziato

Ottime notizie dall'Olanda per i possessori di chiavette USB predisposte per la ricezione del DVB- T o del DAB-T (molte chiavette sono dotate di software per ricevere la radio digitale). Jan van Katwijk ha messo a punto due nuovi prodotti sulla base della sua piattaforma per la ricezione dell'FM analogica. Uno è un ricevitore DAB/DAB+ con molte funzionalità da esplorare. L'altro è una versione "wideband" del software FM-receiver (che tra l'altro presto verrà rilasciato in versione 4.2). Questa versione è in grado di sfruttare l'intera larghezza di banda degli stadi RF delle chiavette per visualizzare una porzione di spettro di 3,2 MHz. 
Il nuovo DAB receiver può essere gratuitamente prelevato a questo indirizzo. Come al solito, il codice è disponibile in due edizioni, un eseguibile per Windows e il source per Linux. E come sempre Jan ha realizzato un conciso ma dettagliatissimo manuale utente in inglese

18 gennaio 2013

Francia: le magnifiche 106 del primo DAB+. Vistosa assenza di Radio France

L'autorità audiovisiva francese, il CSA, ha pubblicato oggi la lista dei 106 editori radiofonici che saranno i primi a trasmettere nella nuova infrastruttura di radio digitale DAB+ che prenderà il via in questi mesi nelle tre aree metropolitane di Parigi (dove saranno attivi ben 7 multiplex), Marsiglia e Nizza. Secondo il CSA il prossimo passo che impegna i 106 editori riguarda la scelta dell'operateur de multiplex, cioè della società che materialmente realizzerà e gestira il multiplex di appartenenza. Alla fine del 2011 lo stesso CSA aveva lanciato un appello alle candidature di questi operatori, ma al momento non sono riuscito a identificare le società che hanno risposto o che in seguito sono state selezionate. Ogni stazione avrà due mesi di tempo per comunicare la decisione sull'operatore prescelto e se il CSA dovesse avere qualche obiezione, verrebbero concessi - così vuole la legge - altri due mesi per scegliersi un altro operatore.
La lista completa con l'allocazione dei vari multiplex si può scaricare con questo pdf dal sito CSA. Vi prego di notare un risvolto che non è di poco conto. A questo primo lancio ufficiale di una tecnologia di distribuzione che in Francia ha avuto un percorso molto accidentato, con diverse brusche inversioni di rotta, parteciperanno solo emittenti commerciali e non ci saranno neppure network privati importanti come Europe1, RMC o NRJ, la cui assenza è non meno vistosa di quella dei canali di Radio France. La radio pubblica e molti network primari non hanno mai nascosto le loro perplessità nei confronti del DAB+. Con il DAB+, insomma, la radio francese torna a un passato che ancora non conosceva monopoli e enti pubblici.

Online e pubblicamente accessibile il Catasto Agcom delle frequenze digitali italiane

Agcom ha finalmente aperto al pubblico la consultazione online del Catasto delle frequenze digitali italiane, sia televisive, sia radiofoniche. I dati per la radio DAB non mi sembrano il massimo dell'aggiornamento ma si spera che il catasto riesca a stare al passo della reale evoluzione degli impianti. C'è anche una funzione di visualizzazione su mappa. L'indirizzo è il seguente, non occorrono registrazioni o password.

(grazie a Monitor-Tv, Giorgio Guana)

04 novembre 2012

FIAMM, una antenna con DAB integrato per l'upgrade dell'autoradio

Con una certa sorpresa ho trovato sulla newsletter dell'associazione francese per la promozione della radio numerica la descrizione di un prodotto del gruppo FIAMM, la società vicentina famosa per la produzione di accumulatori per automobile. Il catalogo prodotti FIAMM vanta anche accessori come le antenne radio da installare sulle vetture e proprio a questo filone appartiene una novità per la ricezione della radio digitale a bordo dell'auto che l'azienda ha presentato in Germania al salone Automechanika 2012 di Francoforte (e che immagino verrà riproposta in occasione del Motorshow). 
Il modello SM10 ha la forma e la funzione di un'antenna da installare sul tetto dell'auto, ma al suo interno racchiude anche l'elettronica che la trasforma in un ricevitore DAB/DAB+/DMB. L'audio viene  estratto e portato fino all'ingresso AUX dell'autoradio o dell'impianto hi-fi di bordo, mentre il controllo della ricezione si effettua, tramite Bluetooth, con uno smartphone. L'idea insomma è più o meno in linea con quella messa in pratica per l'adattatore car radio presentato qualche tempo fa dalla Pure: rendere possibile la ricezione del DAB anche per coloro che in auto hanno un impianto di ricezione tradizionale. L'antenna SM10 (una versione SM11 include anche la ricezione GPS) non richiede complesse installazioni, secondo la brochure pubblicata da Bureau DR France basta mezz'ora per fissare l'antenna e portare all'interno dell'abitacolo e alle batterie i cavi. 
La sintonia Bluetooth può essere effettuata con app compatibili con i maggiori sistemi operativi. Forse la gestione via smartphone può essere più complicata rispetto alla soluzione adottata da Pure, che prevede un piccolo dispositivo con display da montare sul cruscotto, ma è abbastanza chiara l'intenzione di FIAMM di venire incontro - sopratutto nei mercati dell'Europa centrale e del Regno Unito, dove la radio digitale DAB sta crescendo molto, alle esigenze di chi è interessato alla ricezione digitale ma non vuole sobbarcarsi i costi della sostituzione completa dell'autoradio. In attesa che la componentistica DAB venga adottata già a livello di dispositivi integrati a   bordo, il "metodo" degli adattatori potrebbe essere una alternativa valida. Ancora non si conoscono i costi al pubblico dell'antenna con ricevitore DAB incorporato, ma leggendo il comunicato stampa è verosimile una fascia di prezzo accessibile: 

FIAMM SM10 Antenna 
Con FIAMM la tecnologia digitale entra in auto. La migrazione dalle tradizionali radio analogiche a quelle digitali (DAB), rende necessario un “upgrade” dei sistemi presenti nelle attuali vetture ed un aggiornamento dell‟impianto audio, comporterebbe costi importanti. FIAMM, con SM10 Antenna, consentirà di poter ascoltare le frequenze radio digitali (DAB) a fronte di un investimento molto più contenuto rispetto ad un tradizionale ricevitore digitale. La nuova antenna pilotata tramite il bluetooth di uno smartphone, e facilmente installabile sul tetto della vettura, sarà in grado di ricevere il segnale e di inviarlo direttamente all’autoradio originale. Una soluzione veloce, efficace e soprattutto economica.

13 ottobre 2012

Lingo iMini, DAB e FM per iPhone/iPad in pochi grammi on the go

Sono rimasto in sospeso per diverso tempo con la recensione di un dispositivo per la ricezione della radio digitale DAB/DAB+ (e FM con RDS) su iPhone/iPad che ho acquistato per corrispondenzatTT e ho avuto modo di provare in diverse Dlocation durante le mie trasferte, iItalia e in Svizzera. Si tratta di un piccolo ricevitore per 30-pin connector prodotto dalla taiwanese Lingo e battezzato iMini. Mi è costato 60 euro inclusa la spedizione postale e l'ho ordinato direttamente da sito Web britannico del costruttore, all'indirizzo http://www.lingodab.co.uk/product_imini.php (sul fondo della pagina si trova un pulsante per il pagamento tramite Paypal). Non ho effettuato l'ordine così alla cieca, ho prima cercato un contatto mail e ho ricevuto una cortese risposta da Tinna Chen, che mi ha spiegato come il prezzo indicato sul sito includesse le spese e mi ha persino chiesto (avevo ovviamente indicato il mio interesse per una recensione di iMini) se poteva interessarmi provare anche la radiolina tascabile DAB Lingo iJoy, che mi è puntualmente arrivata e che recensirò la prossima volta. Non credo che al momento sia possibile ordinare iMini in altro modo in Italia. Sul sito lingodab.co.uk è riportata una lista di distributori in diverse Nazioni asiatiche e europee, ma l'Italia non c'è.

In ogni caso iMini e iJoy sono arrivati senza dazio nella loro busta al mio indirizzo di Milano e le confezioni erano intatte. Il dispositivo per iPhone è poco più grande di un normale connettore, è piatto e pesa pochissimo. L'uso di iMini su smartphone e tablet iOS richiede l'installazione della app Lingo DAB Go! Prelevabile gratuitamente su App Store. L'ascolto richiede l'auricolare da inserire nella presa audio di iMini e il file fa anche da antenna, sia per il DAB, sia per l'FM. Con DAB Go! potete effettuare una scansione dello spettro DAB in banda III (niente banda L, ma le frequenze, si sa, sono a rischio) oppure sintonizzare manualmente le stazioni FM e persino accedere alle radio su Internet attraverso il database di canali Shoutcast, che comprende anche diverse emittenti italiane.

La ricezione radio è integrata dalla decodifica de tipici metadati della radio digitale (DLS e slide show per il DAB) e dell'RDS per l'FM analogico. Quest'ultimo richiede un segnale abbastanza intenso e consente di visualizzare il nome della stazione, il tipo di programma e il radiotext. La sensibilità di iMini mi sembra molto buona in FM e il passo di sintonia è di 50 kHz. Naturalmente il problema è la mancanza di una vera e propria antenna, ma considerando che questa è una soluzione rivolta espressamente all'ascolto in mobilità, o come sottofondo mentre si utilizza iPhone o iPad per fare altre cose (l'autonomia della sorgente audio consente di mettere in primo piano altrenapplicazioni), direi che l'efficienza del piccolo ricevitore è più che accettabile. La qualità del suono, da fonti analogiche o digitali, è anzi ottima (peccato per il noise ground che mi sembra un po' più elevato del solito, specie per l'ascolto della musica classica) e la selettività dell'FM migliore di molti apparecchi tradizionali.

Nello specifico del DAB, iMini effettua una prima scansione memorizzando sul dispositivo (!) le liste dei multipli ricevibili. Giunti in una località diversa, una nuova scansione non rimuove i nomi memorizzati ma ne aggiunge altri in calce all'elenco. In questo modo la lista finale conterrà dei duplicati, ma per chi viaggia c'è la possibilità di ritrovare le stazioni già scansite e per me questa opportunità è interessante. Le stazioni preferite possono essere salvate con un semplice tap in una lista a parte. Un'altra funzione utile è la visualizzazione di tutte le informazioni sulle caratteristiche delle stazioni di un determinato multiplex, inclusi frequenza di ricezione, bit e sample rate, nome dell'ensemble, tipo di programma, nome del brano trasmesso (sempre che i metadati siano disponibili).

L'applicazione DAB Go! offre qualche interessante aggancio per gli appassionati di social network. Un link diretto a Facebook e Twitter permette di condividere attraverso il profilo personale i nomi delle stazioni ascoltate. Dall'interno della app si può accedere anche a You Tube, ai file mp3 del telefono o del tablet e a un orologio che visualizza anche il meteo della località in cui ci si trova.

Nel complesso, Lingo iMini è un dispositivo soddisfacente, non economico ma nemmeno troppo costoso. Mi sembranche possa dare il suo meglio a chi lo utilizzi nel corso delle trasferte di lavoro o in vacanza, situazioni in cui con le sue dimensioni assolutamente ridotte può supplire all'assenza di un chip per la ricezione della radio nell'iPhone e può sostituire una radiolina più ingombrante. Lingo produce anche una versione solo FM di iMini, un ricevitore DAB integrato in una batteria aggiuntiva per iPhone (il dispositivo si chiama iRis), il ricevitore da taschino iJoy e il nuovo iVy, un ricevitore FM/DAB grande come un lettore mp3 e gestibile via Bluetooth, sia da dispositivi iOS, sia da Android, con la possibilità di ricevere via Bluetooth brani da altri apparati. Per una prova di iJoy restate sintonizzati su questo blog. Ho messo insieme alcune foto e videate prese durante la mia prova di iMini e per non occupare spazio qui le ho caricate su questa cartella condivisa su Dropbox

 

 

 

 

 

 

 

 

03 settembre 2012

Radio digitale DAB, il punto in 30 nazioni firmato WorldDMB

Fresca di stampa elettronica per i tipi della WorldDMB, l'associazione che promuove a livello industriale, normativo e commerciale gli standard della "famiglia" DAB per la radio digitale, arriva la consueta edizione del Global Digital Radio Broadcasting Update 2012. Una quarantina di pagine che fanno il punto della radio digitale "della banda III" nelle nazioni che l'hanno adottata o la stanno sperimentando (eternamente, in Italia).
I lettori assidui di questo blog non troveranno novità sostanziali, ma la guida può essere utile per ricercatori, tecnici e ascoltatori interessati al futuro della radio. Rimando in particolare alle schede per Regno Unito e Norvegia, dove la possibilità che la radiofonia analogica in modulazione di frequenza venga spenta in modo parziale o definitivo è più concreta. Leggendo in questi giorni le aspre (e fondate) critiche rivolte, almeno in Italia, alla televisione digitale che ha preso il posto di quella analogica, penso che l'eventuale switchoff della radio che conosciamo meriti un approccio un po' più meditato.

01 settembre 2012

HD Radio all-digital? Perplessità negli USA. Il DRM abbandona IFA, che parla solo DAB

La National Association of Broadcasters americana starebbe pensando di lanciare una iniziativa per promuovere sulle onde medie la sperimentazione della radio digitale basata su un impiego completamente numerico del sistema ibrido Ibiquity, che oggi viene utilizzato per trasmettere simultaneamente una componente numerica e una analogica del segnale. L'obiettivo di questi test sarebbe quello di affermare la maggiore robustezza del segnale all-digital (agli effetti di una maggiore copertura anche in onde medie) e di limitare al tempo stesso il problema delle interferenze recate alle stazioni che operano alle frequenze limitrofe. Un segnale ibrido IBOC (in band-on channel) del sistema HD Radio occupa un totale di 30 kHz perché la componente digitale deve essere collocata ai lati dello spettro analogico. Sopprimendo quest'ultimo l'occupazione è di 20 kHz.
Qualche test all digital su scala temporale limitata è già stato effettuato nel 2012 e i suoi risultati sono stati pubblicati in questo report. Ora però l'idea consiste nell'operare stazioni puramente digitali su archi di tempo abbastanza estesi. In pratica Ibiquity/HD Radio propone di dimenticare la natura ibrida di questo sistema (natura che ha reso possibile la sua adozione da parte di stazioni che non hanno dovuto rinunciare alle loro audience solo-analogiche) e di sfruttare la maggior efficienza della trasmissione all-digital per "rilanciare" un medium, lo spettro "AM", che ha perso molta della sua originaria importanza. Una scommessa azzardata perché i test costringerebbero le stazioni AM coinvolte a farsi ascoltare solo dagli acquirenti di un ricevitore digitale e negli USA finora questi acquirenti sono stati molto pochi. Se fossimo in un ospedale e le onde medie fossero un paziente sarebbe la classica cura "alla va o la spacca". Se la cura funziona il paziente guarisce, se non funziona il paziente muore. Niente di quello che è accaduto nel mondo alla radio digitale in generale fa pensare che le probabilità di successo siano molto consistenti.
Leggendo i commenti alla notizia pubblicata in origine su Radio World leggo che di fronte alla proposta di una HD Radio non più ibrida c'è anche chi si chiede se a questo punto non sarebbe il caso di sperimentare negli Stati Uniti, sulle onde medie, un sistema come il DRM. Forse i giornalisti americani non sono molto preparati sul sostanziale flop di uno standard che proprio quest'anno è stato abbandonato da diversi broadcaster nelle onde corte e che ha perso anche nelle onde medie europee parecchie, se non tutte, delle già poche stazioni sperimentali. Mi sembra abbastanza indicativo il fatto che alla fiera berlinese IFA quest'anno non ci sia traccia di una presenza del DRM Consortium o di eventuali fabbricanti di chipset e ricevitori, mentre si annuncia una presenza molto marginale del DRM all'IBC di Amsterdam. All'IFA si parla praticamente solo di radio digitale DAB dove tra gli highlights troviamo un annuncio Frontier Silicon e Mediabroadcast sul TPEG, il sistema di informazione sul traffico basato appunto sulla radio digitale DAB.
Tornando a HD Radio, entro quest'anno dovrebbero partire i piani di adozione del sistema IBOC in Messico, dove IMER, Istituto Mexicano de la radio, quello che tanti anni fa gestiva sulle onde corte il servizio internazionale di La Voz de Mexico (oggi ascoltabile solo su Internet). Ironia della sorte, i piani di dispiegamento di HD Radio prevedono che il canale internazionale diventi uno dei canali digitali secondari sulla frequenza di 105.7 di IMER a Città del Messico dove nove frequenze FM complessive dovrebbero accendere il multicasting analogico-digitale entro questo dicembre.

10 luglio 2012

DAB in auto, Fiat parte con la nuova 500/L

Ufficialmente annunciata dalla Fiat la nuova 500/L, attesa per l'autunno. Dovrebbe montare il sistema di infotainment e navigazione Uconnect, utilizzato dalle Chrysler, e tra le varie opzioni dovrebbe esserci anche la ricezione DAB, almeno secondo questo comunicato Fiat. Al salone di Ginevra Fiat e Continental avevano presentato un analogo sistema, ma non si riesce a capire del tutto se Uconnect e Continental siano la stessa cosa. Si stanno comunque cominciando a muovere le acque per quanto concerne la possibilità di ascoltare la radio digitale a bordo delle autovetture. Peccato che - con la sola eccezione della promessa "sperimentazione" nel trentino da avviare entro quest'anno - le acque del DAB italiano siano paurosamente stagnanti e che in questo quadro congiunturale probabilmente la cosa sia destinata a durare per un bel po'.

22 giugno 2012

Bose Wave Music System III, una radio (FM/DAB) per orecchie esigenti

Bose ha aggiunto il DAB/DAB+ alle sorgenti audio usufruibili attraverso la sua personalissima linea di ricevitori e integrati Hi-Fi "Bose Wave Systems", la Wave Radio III e il Wave Music System III (con lettore CD), rispettivamente disponibili al prezzo indicativo di € 499.95 e € 699.95. Un kit di connessione all'iPhone consente di utilizzare lo smartphone Apple come sorgente sonora, accedendo anche alla musica in streaming e ai canali radiofonici di Internet, ma a differenza di altri apparati di questa classe la Wave Radio III non è una Internet radio stand alone.
Ho avuto la possibilità di provare il Wave Music System (analoghe le caratteristiche dello stadio radiofonico) ed ecco una breve recensione che spero possa risultare utile. Tutto, in questo modello di ricevitore da tavolo, inclusa la confezione del dispositivo in una robusta scatola con inserti anti urto in polistirolo, denota un approccio orientato alla massima qualità. Tirata fuori dalla sua scatola, il System sorprende innanzitutto per il suo peso. Non abbiamo a che fare con la tipica apparecchiatura da mass market, Bose si rivolge decisamente a una utenza che privilegia l'affidabilità. Bose è soprattutto famosa per la capacità di progettazione dei suoi sistemi di diffusione. Anche in altri segmenti, riesci sempre a combinare la massima resa sonora, anche in termini di potenza, con dimensioni estremamente contenute. Senza contare l'abilità nello studiare modalità di produzione di un suono che acquista una straordinaria spazialità anche quando il costruttore non ricorre alle tipiche installazioni con sistemi di altoparlante multipli.
Wave Music System III, in questo senso, non è da meno, l'effetto dell'audio stereofonico è decisamente una tacca sopra altri modelli di radio "Hi-Fi" provati recentemente. Persino con la normale FM, il suono è privo di fruscii ed estremamente pieno e convincente, ricco di una dinamica che forse gli stessi broadcaster non sono più abituati a sfruttare, impegnati come sono a comprimere digitalmente lo spettro audio e a schiacciare tutte le sue componenti di volume su livelli eccessivi. All'interno dell'apparecchio, si trovano due guide d'onda a serpentina che plasmano il suono creando un effetto analogo a quello di trasduttori decisamente più voluminosi. La presenza di questi particolari costruttivi giustifica il peso che è decisamente superiore a quello di altri apparecchi di questo tipo. Questa è una radio decisamente seria. Il design è molto particolare, potrebbe non piacere a tutti (è molto funzionale al design interno dei diffusori), ma è quanto mai sobrio e elegante. La radio è disponibile in grigio antracite e in bianco platino.
Non esistono pulsanti di controllo sul Wave System, a parte il sensore a sfioramento per l'accensione e lo stand/by. La sintonia e la scelta di bande/sorgenti (presente un ingresso aux) avviene attraverso il telecomando fornito. I leggibili led verdi visualizzano le informazioni di radiotext del sistema FM/RDS e del DAB. Inoltre sul retro sono integrati i connettori aux, cuffia, due prese d'antenna FM/DAB separate (viene fornito un dipolo filare tagliato per la banda III del DAB con jack mono micro e un adattatore jack/presa d'antenna TV/FM) e una presa per accessori BoseLink come il dock iPhone o l'inerfaccia Bluetooth per la ricezione di streaming wireless da smartphone e altri apparecchi.
Il giudizio finale sul Bose Wave Music System III è molto positivo. Si tratta però di un apparecchio per orecchie esigenti e vale come sempre l'avvertenza di verificare con cura le possibilità di ricezione della radio digitale DAB nell'area del possibile acquirente. Da un altro punto di vista, si potrebbe dire che una maggiore diffusione di dispositivi di questa classe sul mercato costituirebbe un ottimo incentivo a sviluppare e promuovere la radio digitale. Ma bisogna anche sottolineare come il DAB+ rappresenti sì una nuova opzione interessante, che tuttavia nulla toglie al grande potenziale della ricezione FM stereofonica analogica. Con questo apparecchio l'FM ha una resa decisamente superiore a quella del DAB con la vecchia codifica Musicam.