26 febbraio 2008

Ionosphere killed the DRM star

Tra computer in riparazione e grossi problemi famigliari, non avrò molto tempo di tenere aggiornato Radiopassioni in questi giorni. Quei pochi lettori affezionati mi perdoneranno, dopotutto c'è sempre un cospicuo archivio e un lungo blogroll per tenersi aggiornati.
Mi prendo qualche minuto per riportare l'estratto che Mike Barraclough ha segnalato sulla lista di discussione dedicata al DRM, Digital Radio Mondiale, prendendolo a sua volta da un report, pubblicato da MT Shortwave, del responsabile della pianificazione delle frequenze di European Gospel Radio. Si è da poco conclusa in Malaysia la periodica riunione del gruppo di coordinamento HFCC, che a livello internazionale assegna, in via ufficiosa, le frequenze in onde corte utilizzate dai vari broadcaster. Secondo il report si è parlato anche di DRM e le notizie, per i fautori di questo sistema di radio digitale, non sono incoraggianti. Sembra che ormai i broadcaster abbiano capito che il DRM rischia seriamente di non uscire mai dalla fase di test, con qualche trasmissione messa in piedi soprattutto per iniziativa del piccolo mercato di costruttori di apparati di trasmissione. Al momento nessun grosso costruttore di apparecchi riceventi ha intenzione di impegnarsi nella progettazione e nel marketing di radio DRM e come ho avuto occasione di dire in queste settimane, un sistema di radio digitale fatto solo di trasmissioni non ha praticamente senso. A meno di bruschi cambiamenti di rotta, il DRM continuerà a vivacchiare con prove che interessano pochissime persone, quasi tutte dotate di personal computer e radio modificate.
Quello che segue è il paragrafo dedicato al DRM, il testo completo del report lo trovate su http://mt-shortwave.blogspot.com/2008/02/news-from-european-gospel-radio.html

[...] Our CEO is just back from Malaysia, where we have been coordinating the next period (summer 2008) frequency allocations for all of our broadcasts at the HFCC . We usually meet twice a year at a different location with all international Shortwave broadcasters, including the BBC, VOA, FCC and many other government and private stations from all around the globe. Advance frequency coordination allows us to operate with no interference, and to be able to make quick adjustments to our schedules in case we suffer from interference from other broadcasts.
From both formal and informal discussions among participants at the HFCC, it is now clear that the proposed DRM (Digital Radio Mondiale) system, that would have converted analogue Shortwave to digital, FM like quality reception would hardly be implemented if ever on a large scale, beyond the current experimental stage. In theory, DRM would have allowed listeners in richer nations in Europe and North America to re-discover Shortwave, with a noise free reception in digital quality, using new digital receivers. To make a long story short, the main reason of the demise of DRM is the lack of receivers. After more than three years since the first experimental broadcasts in DRM, no receiver has been produced at a cost and in large numbers to be widely adopted, and there are no plans from any large manufacturer to produce such receivers now. [...]


Come prendere la notizia? Da un lato devo dire che la prospettiva di non avere più quei canali occupati dal rumore digitale (per chi ascolta con una radio analogica il digitale è rumore) mi alletta come DXer, anche se il DRM non rappresenta un grande problema sulle onde corte, dove la stazioni a copertura locale da paesi lontani sono quasi sparite. Resta da vedere che succederà della sperimentazione del sistema in onde medie. Alcuni miei lettori sono convinti che il DRM possa essere una sorta di ultima spiaggia per un medium, le onde corte, che sta rischiando l'estinzione. Ma se è davvero così è una ultima spiaggia irta di scogli e di non facile approdo. Se le onde corte sono andate in crisi, perdendo una fetta sostanziale dell'ascolto nelle aree geografiche più ricche, dove l'FM, Internet e altri mezzi sono un'alternativa più valida, è difficile che il rilancio avvenga digitalizzando trasmissioni rivolte alle zone in cui gli svantaggi del digitale sono più evidenti. Insomma, nelle zone ricche il DRM può al massimo sembrare una tecnologia ridondante e inutile. Nel terzo mondo è una tecnologia bella e impossibile. Le onde corte analogiche - e difficilmente cambierò idea al proposito - avrebbero ancora la loro ragion d'essere e il motivo è molto semplice: dal confronto con le trasmissioni digitali emerge la capacità dell'analogico di garantire, con il compromesso di un po' di evanescenza e qualche rumore, una comprensibilità generalmente migliore rispetto a un DRM che come ogni modulazione digitale che si rispetti funziona in modalità binaria, arrivando benissimo o non arrivando per niente. Tempo fa ci fu una curiosa gara tra radioamatori marconisti americani e giovani armati di telefonino per gli SMS. Il morse è risultato enormemente più efficace per trasmettere messaggi di testo a parità di tempo (e non parliamo dell'occupazione di banda). Il fatto che oggi miliardi di abbonati utilizzino gli SMS e non il morse deriva dal successo dell'industria della telefonia cellulare nel suo complesso, cioè nella disponiblità di tanti terminali utente (l'SMS è stato codificato dagli ingegneri del GSM MoU ma poi sono stati gli utenti a "scoprirlo"). Calato dall'alto in una realtà difficile il DRM non ha mai sfondato e l'industria avrà di che pentirsene perché certe risorse avrebbero potuto essere impegnate per stimolare la riscoperta delle onde corte in un contesto geopolitico di grande complessità. Avremmo potuto spingere per l'adozione del mezzo da parte dei broadcaster e muovere le leve dell'industria dei ricevitori analogici per migliorarne il design e assicurare - si può fare, direbbe Walterone nostro - buoni livelli qualitativi in ricezione. Qualcuno ha deciso di inseguire una chimera digitale per pura imitazione, perché "il resto del mondo sceglie il digitale", ma poco è stato fatto per un inseguimento sensato. C'è ancora il tempo per rimediare? Forse sì, quando c'è di mezzo il silicio uno non può mai dire, magari tra un anno un costruttore cinese ci stupirà inondando il mercato con un miliardo di radioline DRM da 50 dollari. E forse il DRM+ avrà più successo su FM rispetto al suo fratello più anziano. Ma sulle onde corte rimarrebbe una modulazione che alla fine rischia di farci ascoltare un minuto di parlato e cinque di silenzio. Contro la ionosfera, non c'è silicio che tenga.

7 commenti:

maurizio ha detto...

se i risultati in onde corte fossero
veramente di "un minuto di parlato e cinque di silenzio" anche le "pochissime persone" col pc si sarebbero gia' stufate da un pezzo, non credi ?

Andrea ha detto...

Writing off DRM seems to be done on the grounds that there are no receivers in the market. That's true. We're 12 years since the official launch of DRM in China (I made the first set of test transmission tapes when at Radio Netherlands) but still there is no one willing to take the plunge and mass produce them. And they are right to be concerned because the range of programming is not in place to make the system fly. It is also interesting that the die-hard shortwave fans seem to be relieved at any news of DRM's failure - because it means interference levels are lower on the increasingly less crowded bands. They have made a pastime of searching for weak, unusual signals.

But the argumentation goes on, saying that analogue shortwave is therefore here to stay because it is a "rather cheap way of reaching large audiences". Problem is that this is no longer the case. 100-500 kW for a single audio channel is becoming a very expensive way to share an idea - the only way for some countries, but they are definitely in the minority these days. The death of analogue shortwave has far more to do with the lack of decent programming. Compare the 49 metre band with the range of programmes on a wifi-radio or on a free to air satellite TV tuner. Just as few people watch an evening of Youtube, so shortwave has become a medium of last resort. As a former shortwave broadcaster, it is shame to say it. But the fact that this part of the dial is no longer commercially viable speaks volumes. It explains why analogue shortwave is haemorrhaging now, rather than being just the long slow fade.
Let's move on guys. Radio has this terrible user interface, sorting content by frequency. Where are are tagged interfaces for audio and the electronic programme guides? Blinkx experimented with audio and video feeds but is rightly concentrating on the video side of the business. Why? Because radio stations cannot supply them with any relevant metadata. Are you going to leave it all to iTunes? May be you are!
(http://criticaldistance.blogspot.com/2008/02/death-of-digital-radio-mondiale-as-well.html)

maurizio ha detto...

L'argomento che la radio SW sta morendo a causa della mancanza di
programmi decenti e' risibile, la programmazione che offre il BBCWS giustifica da sola l'acquisto e l'ascolto di una radio SW, il livello
della radio ad onde corte internazionale e' invece ottimo, meglio delle schifezze nostrane (anche se contengono "metadata").
Le onde corte analogiche non sono mai state molto vive perche' nessuno le ascolta, perche' si sentono da schifo, per questo e' nato il DRM,
che risolverebbe anche il problema della potenza, ma tu e Marks avete deciso a tavolino che il DRM non deve funzionare, senza ascoltarlo.
I "metadata" teneteveli pure.

Andrea ha detto...

Maurizio, se questi devono essere i toni della discussione forse e' opportuno starsene tutti tranquilli per un po' e lasciar sedimentare l'argomento.

maurizio ha detto...

aggiungo solo questo per completezza d'informazione, il responsabile di HCJB si riferisce al testo di EGR che ha originato questo thread

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I saw this posted as well when it came up on the mt-shortwave blog. It didn't square well with the report that I got from my Frequency Manager who was at the HFCC conference. So, I sent the link to the DRM consortium and they wrote to the Director of European Gospel Radio to find out where they got this information. The answer was that this is NOT the official position of the EGR. It was taken from an internal memo meant for internal use only, not publication.

In fact the article has been pulled from the mt-shortwave blog. The link given earlier no longer works.

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Andrea ha detto...

Un memo interno, "not meant for publication", un link rimosso... Cos'è, un progetto militare? Se io fossi un fan del DRM sarei ancora più preoccupato.

Andrea ha detto...

Per ulteriore completezza, il post appena citato da Maurizio (aggiungo la fonte: il gruppo di discussione DRMNA, da Doug Weber di HCJB) compare insieme a diversi altri commenti "pro" o "contro" il DRM, sull'ultimo numero di DX Listening Digest, l'8-027, appena diffuso da Glenn Hauser.