20 febbraio 2008

Europa, onde corte addio. India, radio sul cellulare

Ecco un altro commento di Jonathan Marks sull'onda emotiva scatenata dalla chiusura delle frequenze in onde corte BBC per l'Europa. Questa volta il commento ha origine dalla lettura di un articolo che potete trovare sia sul New York Times (grazie a Fabio Zambelli di SetteB.it per la segnalazione) sia sull'International Herald Tribune, in cui vengono intervistati Marks e Andy Sennit.
Ma ecco quello che Marks ha aggiunto al discorso fatto ieri:
Face the facts guys, radio has become too wrapped up in its own routine and has not woken up to the fact that great content must be findable/searchable. The worst human interface ever is the old SW radio dial with a 1000 stations crammed into a few mm's marked as the 49 metre band. DRM's mistake was not being ready to pick up where SW analogue radio left off, i.e. not only with transmissions but a range of interesting programmes and cheap sets in the shops. It is a different story for parts of Africa, though even there the growth of FM is eating into traditional SW audiences. That's because local radio does local languages, adding information gleaned from international networks or grabbed from the web.
Un piccolo retroscena. Quello della radio "ricercabile" è un argomento molto caro a Jonathan. Lo aveva ribadito nel suo intervento al Prix Italia di Venezia, due anni fa. Io non sono così certo che l'EPG radiofonico sia una priorità come per la televisione, ma certo aiuterebbe.
Forse state seguendo la discussione sul DRM in seguito al mio post sulla BBC, dove erano apparsi i primi commenti del consulente olandese. Abbiamo parlato tra l'altro dei problemi infrastrutturali in nazioni del terzo mondo, dove secondo alcuni le onde corte digitali potrebbero avere molto più senso che da noi (qui in Europa, sosteneva Marks, il DRM ha fin troppe alternative). Io sono reduce da un incontro, a Barcellona, con il capo di uno degli operatori GSM indiani e mi permetto di avanzare qualche dubbio sulla visione di un terzo mondo infrastrutturalmente così arretrato... E infatti adesso ho appena letto, sul The Economic Times di New Delhi, una notiziola che dice:
Geodesic, Idea launch Idea Radio

19 Feb, 2008

MUMBAI: Mumbai-based Geodesic Information has joined hands with leading mobile services operator Idea Cellular to launch a mobile internet radio service.
Idea Radio, which is built on Geodesic's Mundu Radio technology, enables the customers to seamlessly tune into a range of entertainment channels without the need to carry a separate device or to be within the limited range of FM radio stations, the company said in a press release on Tuesday.
Customers can access the service through their GPRS- enabled mobile handsets and can subscribe to the service, the release added. Idea Cellular has licenses to operate in 13 circles in the country and has a customer base of over 22 million.
Allora. C'è un operatore indiano, Idea Cellular, con 22 milioni di abbonati (in Europa sarebbe un operatore primario) che lancia un servizio di mobile radio GPRS basato su una tecnologia di una softwarehouse di Mumbay, con uffici a Santa Clara, in California (la città di Intel). permette di accedere a un "range of entertainment channels without the need to carry a separate device or to be within the limited range of FM radio stations".
DRM, anybody?

2 commenti:

maurizio ha detto...

yes :-) http://mt-shortwave.blogspot.com/2007/01/all-india-radio-to-begin-drm_23.html
Quello cui fai riferimento mi sembra l'annuncio di una iniziativa
futura (sul sito dell'operatore non ne parla) e che sara' certamente a pagamento, mentre il DRM e' qui adesso e gratis. AIR dopo l'insuccesso del DAB ha fatto test in questi anni e in
questi giorni http://mt-shortwave.blogspot.com/2008/02/all-india-radio-continues-drm-testing.html
come a Devon, Villebon, Kaiserslautern, Australia, Cina ... tutti miopi o corrotti da Transradio ?
Io guarderei il presente invece che il futuro remoto, in precedenza hai detto che WiMAX e LTE
renderanno inutile la radio digitale anche qui, del WiMAX l'unica cosa certa e' che se e quando
ci sara' lo pagheremo (e io non avro' voglia di pagare per collegarmi ad Internet per ascoltare
la radio, la ascolto gia' adesso, bene e gratis), e LTE e' "still in development".

Andrea ha detto...

Divertente: quello dell'operatore indiano sarebbe un future plan? Dove ho già sentito parlare di fantastici piani futuri? Per caso dai fautori del DRM? All India Radio è un'altra che ha ricevuto un bel regalo. Mentre un miliardo di indiani ascolta le stazioni commerciali FM, in pieno boom nell'ultimo anno. Ormai abbiamo capito che sul DRM la pensiamo in modo un po' diverso. L'unica cosa che potrebbe farmi cambiare idea è l'arrivo sul mercato di cinquanta modelli di radio DRM da meno di 100 dollari, cosa che tra parentesi non sembra essere servito a granché al povero HD Radio, bellamente ignorato da qualcosa come duecento milioni di persone. Un paio di osservazioni. Il "gratis" non esiste, ci sono contenuti finanziati direttamente da chi li consuma e ci sono contenuti finanziati indirettamente con altre cose. La programmazione in onde corte è finanziata dai contribuenti. E infatti è in via di estinzione per ragioni finanziare ancor più che tecnologiche.
Sul fatto che il DRM sia qui, adesso, mi sono già espresso. Il DRM non è radio, è un bel giocattolo per chi ha un personal computer potente e per i pochissimi acquirenti di un unico modello di apparecchio di costo certamente fuori mercato per un indiano. Il quale indiano può procurarsi per molto meno un telefonino Sony Ericsson con FM integrata (adesso mi verrai a dire che il successo dell'FM in India verrà presto oscurato dall'astro nascente del DRM+, immagino). Oppure potrà acquistare un piano GPRS per ascoltare decine di migliaia di flussi Internet. Certo che il WiMax (che arriverà prima del DRM+, stai pur sicuro) si paga. Anche Internet la paghi. Ma via Internet puoi sintonizzarti su un'offerta mediatica circa quattro ordini di grandezza più variegata del DRM. E LTE e WiMax renderanno tale offerta molto più ubiqua. Possibile che sia così difficile capire che stiamo parlando di tecnologie accessibili già oggi a centinaia di milioni di persone? Possiamo stare qui a discutere per sempre, tediando oltre misura i nostri lettori. Ma sono pronto a scommettere che quando avremo finito di discutere il DRM sarà ancora più minoritario di oggi. Personalmente mi fermo qui, ho veramente detto tutto quello che avevo da dire, ma tutti i vostri commenti sono e saranno benvenuti.