16 gennaio 2008

Si riunisce il tavolo Agcom sulla radio digitale

Repubblica e Sole 24 Ore di oggi hanno discusso di radio digitale dopo l'uscita, oggi, del seguente comunicato stampa Agcom:
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a conclusione della consultazione pubblica sulla fornitura di servizi radiofonici in tecnica digitale mediante i nuovi standard disponibili, ha deciso di costituire un tavolo tecnico al quale prenderanno parte il Ministero delle comunicazioni, le concessionarie del servizio pubblico e le associazioni rappresentative delle emittenti radiofoniche private.
Nel tavolo tecnico saranno valutati i risultati delle sperimentazioni sui nuovi standard trasmissivi della radio digitale al fine di pervenire alla definizione dei necessari adeguamenti regolamentari, in base ai principi di pluralismo, concorrenza e innovazione tecnologica, per una rapida transizione al digitale anche del settore radiofonico.
Ho sott'occhio solo l'articolo di Repubblica che tanto per cambiare non dice assoutamente niente (non è colpa di Repubblica è che proprio non c'è molto da dire). Non si parla di standard utilizzati e visto che sono almeno tre, senza contare il DAB-S e il DAB-SH, trovo la cosa un po' strana. Il titolo "parte la sperimentazione", è la solita fotocopia. La radio digitale la stiamo sperimentando da anni, "partono" in media due progetti all'anno. Il problema è che non si sa dove arrivino. Sto cercando di capire come sono andate le cose con il "tavolo di esperti" che dovrebbe essere stato costituito oggi a Napoli. Staremo a sentire, anche perché le fonti che conosco io mi parlano di grandi sommovimenti che non riguardano solo gli attuali test DMB/DAB/DAB+ di RAIWay, Eurodab, ClubDab e C.R.Dab (a proposito, ho praticamente pronte le prove dell'iRiver B20 ormai in grado di ascoltare anche il DAB+, devo solo metterle giù). Ci sono progetti che riguarderebbero anche l'uso della famosa porzione in Banda L, che in Italia è stata assegnata ufficialmente anni fa senza che mai nessuno facesse richiesta di una licenza.
Intanto andate sul sito Agcom e prelevate il file con gli esiti della consultazione pubblica sulla radio digitale che l'authority aveva bandito nel novembre del 2006. Non cercate date di pubblicazione, bisogna andare a scoprirle con Acrobat. Il documento è molto più recente di quanto credessi e reca la data del 15 novembre scorso. Contiene una descrizione dettagliata dei sistemi di modulazione, delle frequenze assegnabili, della normativa di riferimento. Insomma un buon punto di partenza per una discussione.

1 commento:

Andrea Russo ha detto...

A mio avviso è preoccupante la frase

"per una rapida transizione al digitale anche del settore radiofonico"

Dai burocrati e dai commerciali non mi aspetto niente di buono.
Saranno gli ascoltatori, che sono veri 'clienti' della radio, che decreteranno il successo od il fallimento della radio digitale, ad esempio nel caso in cui il segnale non garantirà continuità di ascolto o se gli apparecchi saranno troppo costosi.
La preoccupazione è quella di una non scelta nel caso in cui il digitale sia imposto 'per legge' attraverso switch off, ed in questo caso di un vero abbandono dell'ascolto della radio. Ma in questo caso cosa si farà durante le lunghe code per il rientro a casa terminato l'orario di lavoro?