14 ottobre 2008

La radio al Festival della Creatività di Firenze



Tra il 23 e il 26 ottobre, la Fortezza da Basso ospiterà la terza edizione del Festival della Creatività. C'è spazio per incontri, installazioni, concerti direttamente riferibili o ispirati alla radio (il titolo dell'edizione 2008 è Visioni, Viaggi, Scoperte, quindi siamo sicuramente in tema. Domenica 26 ottobre, in particolare, nell'ambito di freeQuencies, si tiene un convegno cui dovrei prendere parte come "uditore". Non so bene quale ruolo sia, ma Tiziano Bonini, coordinatore dell'intero percorso sul tema delal radio e della libera informazione, che mi aveva gentilmente contattato proponendomi originariamente la moderazione di un altro convegno saltato per motivi organizzativi, teneva comunque a una mia presenza. Il convegno sulla radio e la libertà di espressione, alle 16.30 di domenica 26 è intitolato The Revolution will not be televised (la rivoluzione non sarà teletrasmessa) e sarà animato da personaggi interessanti come Veran Matic, di radio B92 di Belgrado e Salvo Vitale, che con Peppino Impastato era a Radio Aut (prima che la mafia ci mettesse il tritolo).
Qui di seguito riporto il dettagliato programma del percorso freeQuencies, così come è stato pubblicato sul sito ufficiale della manifestazione fiorentina.

Dal 23 al 26 ottobre il Festival della Creatività propone [freeQuencies], un percorso articolato di eventi, installazioni e incontri sul tema delle radio e della libera informazione.

[freeQuencies] è strutturato in tre sezioni:

It was

Articolata nelle sezioni Mostra e Drammaradio, “It was” racconta il ruolo della radio come mezzo prediletto, da sempre, per rispondere a repressioni mediatiche, dittature e conflitti. Attraverso l’etere sono passate notizie, proclami e opinioni senza censure. Del resto, è impossibile bloccare un’onda nell’aria, dalle registrazioni della Seconda Guerra Mondiale, passando per il ‘68 e il ‘77 con Radio Alice, fino ai giorni nostri, con la coerenza editoriale di Radio Popolare. Un ampio spazio sarà dedicato all’ Italian service della BBC durante la Seconda Guerra Mondiale, meglio conosciuto come ‘Radio Londra’, di cui verranno presentate cinque registrazioni, concesse in esclusiva dalla BBC World Service (media partner del festival) per il Festival della Creatività.
Drammaradio prevede invece la diffusione audio, in lingua originale, di alcuni capolavori trasmessi via etere che hanno fatto la storia della radio (War of the worlds di Orson Welles, 1938, Polveriera, 23 ottobre, ore 22; Pour en finir avec le jugement de dieu di Antonine Artaud, 1947, Polveriera, 24 ottobre, ore 22; Words and Music di Samuel Beckett, 1961, Polveriera, 26 ottobre, ore 22.

It is

Questa sezione presenta la storia dagli anni precedenti la Seconda guerra mondiale ad oggi raccontata attraverso la voce impostata e i toni pacati del BBC world Service, nell’anno delle celebrazioni per i 75 anni di servizio. Lo spazio BBC World Service si troverà all’interno della mostra nel padiglione Spadolini interrato.
“The Revolution will not be televised”(La Rivoluzione non verrà trasmessa in tv, come cantava nel 1971 il poeta e artista afroamericano Gil Scott Heron) sarà invece una tavola rotonda sul tema dell’indipendenza e della resistenza via etere, attraverso le parole di chi era al microfono mentre la radio veniva chiusa, occupata, sgomberata. Ospite d’onore Veran Matic (Radio B92, Belgrado); parteciperanno anche Salvo Vitale (Radio Aut), Lorenzo Galeazzi (Radio Gap), Danilo De Biasio (Radio Popolare) e molti altri. La conferenza sarà curata da Tiziano Bonini, ricercatore dell’Università Iulm di Milano e docente di storia della radio, e avrà luogo nella sala conferenze del Padiglione Spadolini interrato il giorno 26 Ottobre alle ore 16,30.

It will be

“Puntata zero” prevede uno spazio fisico alla Polveriera e uno nell’etere: le frequenze di Novaradio verranno occupate da artisti del suono, musicisti e presentatori, attori teatrali, danzatori, pensatori e intellettuali, trasformandole in un vero e proprio laboratorio creativo, con l’obiettivo di capitalizzare il risultato per la creazione di nuovi format radiofonici. Venerdì 24 ottobre sarà Massimo Carozzi di ZimmerFrei a proporre un live set presentato dalle voci del programma 4’33” di Novaradio. Sabato 25 ottobre sarà invece la volta di un ensemble d’eccezione con Massimo Conti, Carlos Finger, Federico Bacci, Jimmy Gelli e Professor Carbonio.
Revolutionary Sound è invece una “chiamata pubblica per lavori sonori” incentrati sull’argomento della mostra: Radio Papesse, unica radio legata ad un museo di arte contemporanea in Italia – ha invitato radio producers, musicisti e sperimentatori a presentare composizioni e opere audio sul tema della rivoluzione. A completare la presenza di Radio Papesse, che allestirà una postazione nello stand di [freeQuencies], sarà un incontro il 26 ottobre alle 14:30 (Polveriera) dal titolo Sound Art e Archivi Sonori. Una sessione d’ascolto con Marco Parente (che interverrà con estratti da “Il Rumore dei Libri” e dall’archivio sonoro Elytra) e il critico musicale Daniela Cascella.

In collaborazione con: BBC World Service, Arci Firenze, Radio Popolare, Radio Papesse, Novaradio Città Futura, Reporter sans frontiere, Stampa Alternativa, Shake Edizioni, Drm (www.drm.org), Associazione Peppino Impastato – Casa Memoria – Museo de la Palabra y de la imagen (El Salvador), Radio Unam (Messico)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Radio e libertà d'espressione.
In due momenti, nel '68 e nel '77 c'erano delle radio "libere" che trasmettevano, in diretta.
Nei loro archivi si trovano alcune cose, per chi avesse voglia di farci un giro:
Radio Città del Capo - radio Alice
Radio Popolare
La memoria dei "vinti"?

Andrea ha detto...

Molto vero. Eravamo abituati a vincitori che si preoccupavano di riscrivere la storia. Quelli che abbiamo davanti non ne hanno neppure i mezzi e si limitano a cercare di rimuoverla. Se potete, cercate di procurarvi il libro dei trent'anni di Radio Popolare (che a ben guardare è il libro dei trent'anni di molti di noi). A Firenze, per chi ne avesse l'occasione, interverrà anche Danilo de Biasio, che conosce molto bene quel coacervo di adiocassette che costituisce l'archivio dell'emittente. Un caos creativo che avrebbe bisogno di un intervento professionistico. Danilo si era lamentato con me della difficoltà di individuare corsi di laurea in storia disponibili a dare una mano. La memoria, sconfitta o vittoriosa che sia, è sempre più fuori moda. Mi viene in mente la storiella del distratto che disseminava la casa di bigliettini con scritto ricordati di ricordare...