23 settembre 2010

Insignia HD1 HD Radio/FM: la radio digitale è tascabile

L'anno scorso avevo dato notizia di un ricevitore portatile americano compatibile con l'FM (con RDS) e con il sistema di radio digitale HD Radio. Oggi questo ricevitore, l'Insignia HD1 si trova su eBay a prezzi praticamente stracciati. Christian Diemoz - che ringrazio confidando in tante altre recensioni - lo ha acquistato e lo ha provato per noi. Da ciò che emerge dalle sue osservazioni viene una conferma della qualità dei chipset sviluppati per HD Radio (un punto molto interessante alla luce delle difficoltà che l'industria sta incontrando nel supportare altri sistemi di radio digitale). Non ci sono molte probabilità che questa modulazione venga adottata sul nostro continente, tanto meno in Italia, ma se viaggiate negli Stati Uniti forse potreste prenderlo in considerazione. Il vero "neo": il passo di sintonia a 200 kHz, uniformato alla conformazione della banda FM americana. Un limite che qui in Europa esclude l'ascolto "centrato" di parecchie frequenze. Un vero peccato, perché le doti di questo ricevitorino...


Non sempre si arriva sulle novità in tempo reale. Del ricevitore portatile HD1 di Insignia, Radiopassioni aveva già parlato oltre un anno fa, nel luglio 2009. Peraltro, il progetto - avveniristico nel tentare di lanciare, attraverso la divulgazione massiva di un “terminale leggero” (ed a prezzo contenuto), lo standard radiofonico ad alta definizione (audio in qualità cd) - sembrava scarsamente appetibile dalla prospettiva italiana.
Per carità, non che accadimenti recenti abbiano modificato radicalmente la situazione. Il naufragio di uno dei pochi tentativi di attivazione di HD radio in Europa (in Svizzera, di cui si è detto in questo articolo) costituisce una bara di cemento per l’ennesimo standard digitale rimasto sulla pista di decollo, ma la curiosità del radioappassionato è più longeva dell’emivita di una sostanza radioattiva e la disponibilità di un “ultralight” dotato di lettura rds si palesava quale fattore attrattivo non considerato inizialmente.
Oggi come oggi, su Ebay, le quotazioni dell’Insignia HD1 sono decisamente basse. Lo si può avere a casa propria, in versione “refurbished” (viene eliminato solo l’imballo originale, ma il contenuto dello stesso è completo e nuovo), con 28 dollari. Malgrado la modesta entità della cifra e la dicitura “gift” sulla dichiarazione doganale, yours truly si è visto applicare un conteggio IVA per un totale di 10.14 Euro. Nulla, comunque, da rendere insostenibile il prezzo finale (considerato anche il favorevole cambio momentaneo del dollaro americano).
Il primo impatto è positivo, vista la dotazione molto completa: oltre al ricevitore, all’acquirente vengono forniti un cavo USB per ricaricare la batteria (interna e non sostituibile dall’utente, da 840 mAh, al Litio), gli auricolari (con jack standard da 3,5 mm stereo), una “strip” in tela con chiusura a velcro da indossare sul braccio (utile per l’ascolto a mani libere, durante attività come il jogging) e il manuale inglese. La dimensione del ricevitore è davvero contenuta (52.4 x 78 x 15.9 mm): si veda l’immagine fotografica in cui compare accanto ad una comune penna a sfera).
Tali considerazioni positive si specchiano nell’essenzialità dei comandi. Sul fronte dell’HD1 sono presenti solo sei pulsanti, tre per lato del display. Sulla destra, quello di accensione/spegnimento (prima di tutto, procedere a caricare la batteria, poiché fornita scarica) e i due che servono a muoversi tra le dieci frequenze memorizzabili. Sulla sinistra, i due utili ad esplorare lo spettro ricevibile dall’HD1 (87.5-107.9 MHz) e quello che apre le porte del menù.
Da quest’ultimo, l’utente può gestire funzioni relativei al contrasto e all’illuminazione del display LCD (128 x 128 pixels, fullcolor), alle modalità di ricerca delle stazioni, nonché ottenere le informazioni sulla versione del (blindatissimo) firmware implementato nel terminale e, se necessario per vari motivi, ripristinare le impostazioni di fabbrica del ricevitore. Infine, sotto il display si trovano i due pulsanti per la lanciare la ricerca delle stazioni (verso il margine superiore, o inferiore, dello spettro) e un terzo, con funzione di “enter” per le opzioni del menù.
La sensazione di un apparato “user friendly” è confermata al momento dell’accensione. Al di là delle opzioni di memorizzazione e ricerca, andare a zonzo in libertà per la banda FM è davvero semplice. E’ in questa fase che, tuttavia, si palesa il primo e maggiore limite dell’HD1. Essendo concepito per il mercato USA, il ricevitore applica la canalizzazione di quel Paese e presenta uno step a 200 kHz. Un muro che, dalle nostre parti, taglia fuori una quantità tutt’altro che indifferente di frequenze.
Però, la pienezza e nitidezza dell’ascolto (sia in cuffia, sia collegando l’Insignia ad una cassa, come nel video a margine) compensano, almeno in parte, tale limite. Altrettanto fa l’rds, concepito su due righe: una dedicata all’Id della stazione (senza, però, visualizzazione del PI code), l’altra al “Radiotext” (alcune stazioni lo usano, ad esempio, per offrire il titolo del brano trasmesso in quel momento). Il riconoscimento delle emittenti è rapido e l’unico limite, specie per quanto riguarda il messaggio variabile, è dato dal display di piccole dimensioni, che rende obbligato e pressoché istantaneo lo scrolling del testo.
Il volume può essere regolato tramite un comando a rotella sul lato destro del ricevitore (mentre sull’opposto si trova la presa USB per il caricamento) e anche questo fa dell’HD1 un’ottima soluzione per l’ascolto in movimento. Volendo spingere all’estremo la fantasia, cosa in cui i radioappassionati non sono secondi a nessuno, l’idea di un utilizzo per FM DXing è da abbandonare pressoché aprioristicamente. La canalizzazione dell’apparato, unita all’assenza di prese esterne di antenna, rende necessario un quasi miracolo. Però, non si può escludere che, specie in condizioni di forte tropo, se il canale libero è tra quelli rilevabili dall’HD1, qualche sorpresa possa verificarsi (esistono dei precedenti in merito, dalle nostre coste). L’antenna interna appare infatti piuttosto sensibile, dal momento che tenendo in mano il ricevitore e spostandolo si possono notare, nelle stazioni meno forti, variazioni di segnale. Quindi, chissà.
Concludendo, per i suoi poco più di trenta Euro di prezzo, per l’rds su una radio che sta in un palmo di mano, per la nitidezza di ascolto garantita, l’HD1 - fatti i salvi i limiti ampiamente sottolineati – è in grado di offrire un’esperienza FM divertente e positiva, specie se in mobilità. Non è poco, considerando che i presupposti della sua nascita (l’HD radio) erano ben diversi.
(Christian Diemoz)


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non posso fare altro che confermare quanto scrive Christian, in quanto è arrivato anche a me, e ne sono entusiasta. Peccato per i 200khz di "passo". Cmq per la cronaca a me la dogana ha calcolato 12.00 euro....

Christian ha detto...

"Anonimo" ha ragione. Quello che ho scritto nel pezzo è il valore dell'IVA, calcolato all'atto dell'importazione. Dopodiché, sulla bolletta figuravano spese per la "presentazione in Dogana" e, se le mie meningi non sono in disfacimento, anche qualcosa di bolli... Totale, in effetti, dalle parti dei 12 Euro.