28 dicembre 2008

Antenne, confini, ponti sul Reno e sapore di cervelat

Il portale Swissinfo (che ha preso il posto di una stazione radio a onde corte) parla della chiusura definitiva (?) oggi 28 dicembre, dell'impianto elvetico in onde medie di Beromünster. Un altro traliccio di ferro da smantellare, o da riconvertire (il regolatore elvetico sta studiando le dichiarazioni di interesse per eventuali licenze di operatore) dopo quello, a noi vicino, di Monteceneri. Non perdetevi la raccolta di immagini nell'Album allestito per l'occasione sullo stesso portale. Ne pubblico qui una, con l'antenna sorvegliata, durante la guerra, da una sentinella svizzera armata fino ai denti (del resto, anche i miei nonni polacchi lanciavano la cavalleria all'assalto dei panzer con la croce uncinata). Mi ha ricordato l'immagine di un amico di famiglia, Hanno Caprez, con cui mio padre aveva fraternizzato negli anni in cui studiava a Basilea. Hanno, medievalista che lavorava all'archivio storico della Ciba Geigy se n'è andato da tanto tempo e poteva davvero essere il protagonista di una novella di Friedrich Glauser. Aveva in tasca tre passaporti diversi in una città di confine, Basel, dove la linea tra neutralità e inferno era diventata molto incerta. Mio padre raccontava ridendo che negli anni immediatamente successivi alla fine dell'inferno, Hanno conservava ancora in un armadio - come hanno continuato a fare per decenni i cittadini svizzeri in servizio militare permanente - il moschetto utilizzato fino a poco tempo prima nelle sue ore di corvée per il pattugliamento di non so più quale ponte vicino al Reno. Se lo aveste conosciuto, sapreste che Hanno, su quel ponte, aveva ben poco da opporre a un eventuale colonna corazzata del Reich.
Quando sono andato a trovarli io, quasi 30 anni fa, Hanno e sua moglie Lizbeth abitavano ancora a Basel, nella Elsässerstraße, la strada che porta in Alsazia. Il tram faceva e fa ancora capolinea a cento metri dal confine francese, un po' come succede a Ginevra, con il quartiere di Carouge. In Svizzera si può andare all'estero col tram.
Il trasmettitore di Beromünster è parte del passato di persone e storie che come Hanno non tornano più. Anche l'idea di riassegnarlo a un'altra emittente, o di trasformarlo in un museo open air forse è anacronistica, assurdamente nostalgica. Tutto scorre e si evolve e la radio, che sa raccontare così bene il presente, si dovrà pure adeguare. Per un traliccio di ferro che scompare dalla linea dell'orizzonte restano i ricordi e il sapore dell'insalata di cervelat preparata da Lizbeth per i suoi giovani amici "interrailer" italiani, nella casa di confine di Elsässerstraße.

Radio Beromünster: tace una voce gloriosa

Il 28 dicembre sarà definitivamente spento il trasmettitore radio di Beromünster (cantone di Lucerna): un evento storico, poiché segna praticamente la fine dell'era delle onde medie in Svizzera
Dopo lo spegnimento dell'impianto di Beromünster, nella Confederazione resterà in funzione soltanto quello di Sottens (cantone di Vaud), che trasmette ancora alcuni programmi musicali su onde medie. In Ticino, il ripetitore del Monte Ceneri ha cessato il proprio servizio lo scorso 30 giugno.
La maggior parte dei primi ascoltatori dei programmi su onde medie in lingua tedesca, diffusi da Beromünster, è ora anziana. I loro ricordi riportano alla memoria un'epoca lontana.
«Non avevamo una radio», racconta a swissinfo un anziano svizzerotedesco incontrato in una casa di riposo. Negli anni Trenta possederne una era un fatto piuttosto raro. Inoltre, aggiunge, «non c'era tempo per ascoltare i programmi, visto che dovevamo lavorare».

La voce della Svizzera libera

Le trasmissioni diffuse dal trasmettitore di Beromünster assumono un'importanza particolare durante la seconda guerra mondiale: «Ogni giorno ascoltavamo con trepidazione le notizie, per sapere se la Svizzera sarebbe stata invasa dai nazisti. Avevamo tutti molta paura», ricorda una signora.
Le trasmissioni di Radio Berümunster – in particolare la rubrica «Cronache dal mondo» del professor Jean Rudolf von Salis – erano molto apprezzate anche in Germania, dove venivano ascoltate segretamente poiché costituivano una fonte d'informazione indipendente.
Molti ospiti della casa di riposo affermano però di ricordare ben poco dei programmi giornalieri di Radio Berümunster. All'epoca, parecchi ascoltatori non sapevano d'altronde nemmeno situare geograficamente la località in questione. Anche l'espressione «onde medie» sembra costituire per loro un concetto astratto.
Educazione popolare
Dopo la seconda guerra mondiale e durante la guerra fredda, le trasmissioni di Radio Beromünster tornano a indirizzarsi prevalentemente al pubblico elvetico. Nel corso degli anni Cinquanta, i programmi sono caratterizzati da un marcato tono patriotico.
In particolare, vengono diffusi gli adattamenti radiofonici di alcune celebri opere di Jeremias Gotthelf, come «Ueli der Knecht» («Ueli il servo»), «Ueli der Pächter» («Ueli il mezzadro») e « Annebäbi Jowäger». Nonostante le critiche provenienti da certi intellettuali – lo scrittore Walter Muschg accusò Radio Beromünster di avere travisato il senso delle opere di Gottehelf – il successo presso il pubblico fu veramente notevole.

Rock'n'Roll snobbato

Radio Beromünster attribuisce ai propri programmi un'impostazione conservatrice: il Rock'n'Roll e i Beatles sono quasi completamente ignorati, così come la cultura giovanile di quel periodo. Peter Stähli, collaboratore della Direzione generale della società svizzera di radiotelevisione, ha studiato la rivista dei programmi radiofonici di quegli anni. Sabato 8 febbraio 1964 Radio Beromünster consacra un quarto d'ora ai Beatles, tra le 13 e le 13.15. Accanto alla celebre immagine del quartetto di Liverpool che scavalca un muretto, una frase ironica: «I Beatles ballano sulle rovine. Cittadini, proteggete le vostre orecchie!».
Da Radio Beromünster alla DRS

Nel 1967 – le donne svizzere non beneficiavano ancora del diritto di voto – Radio Beromünster cambia nome e diventa «Schweizer Radio DRS» (radio svizzera di lingua tedesca e retoromancia).
A partire da quel periodo, la radio diventa sempre più un media d'intrattenimento, che accompagna gli ascoltatori sul lavoro, nel tempo libero e durante gli spostamenti in automobile.
Nonostante la nuova denominazione, l'emittente fatica a rinnovarsi: non è infatti evidente passare dallo Jodlerclub di Oberhofen ai Led Zeppellin, ossia dalla tradizione tipicamente elvetica alle nuove tendenze internazionali. La situazione muterà però negli anni Ottanta, con l'introduzione dei programmi tematici. Di che si tratta?

La nuova onda

Oltre ai contenuti e al nome, nel panorama radiofonico svizzero cambiano anche le modalità di trasmissione. A partire dagli anni Sessanta, infatti, le onde medie subiscono la concorrenza dei programmi a onde ultracorte, che garantiscono una migliore qualità d'ascolto.
Inoltre, la diffusione su onde ultracorte risulta disturbata da radio straniere, che utilizzano quasi la medesima frequenza. Durante le ore serali, per esempio, le interferenze causate da un'emittente algerina disturbano le ricezione da parte degli ascoltatori elvetici. Ciononostante, il pubblico resta a lungo fedele alle onde medie, mostrandosi reticente al cambiamento.
Per convincere il pubblico a cambiare frequenza, la DRS organizza una campagna a tappeto. La giovane e bionda attrice Birgit Steinegger diventa la «fata delle onde ultracorte» e percorre tutta la Confederazione per convincere gli ascoltatori a spostare la manopola sulle nuove frequenze.
Comunque fedeli
Nel 1996, l'avventura delle onde medie volge definitivamente al termine. La DRS smette infatti di trasmettere le sue emissioni principali dall'antenna di Beromünster. Tuttavia, viene garantito uno speciale programma musicale («DRS Musikwelle») su onde medie per il pubblico degli irriducibili.
Grazie a «DRS Musikwelle», afferma il moderatore Jörg Stoller, «abbiamo riportato i nostri ascoltatori più anziani nella loro patria radiofonica. Da noi, si sentono a casa».
Una patria radiofonica che riunisce ancora oggi circa 160'000 appassionati della musica su onde corte. Questi fedelissimi saranno però presto confrontati a un cambiamento radicale, ossia il passaggio alla radio digitale. Stavolta, a convincerli non ci sarà una bionda fata, ma l'attore Walter Andreas Müller.

swissinfo, Urs Maurer
(traduzione e adattamento, Andrea Clementi)


Il canton Lucerna saluta il suo trasmettitore radio.
RADIODIFFUSIONE IN SVIZZERA

Utilizzata esclusivamente dai militari durante la prima guerra mondiale, la tecnologia radiofonica è diventata popolare nella Confederazione a partire al 1923, data della diffusione – a Zurigo – della partita di calcio Svizzera-Uruguay. Nel 1930, in tutto il paese vi erano già 100'000 apparecchi radio. Un anno più tardi, le radio regionali svizzere si uniscono in seno alla Società svizzera di radiotelevisione. Le antenne di Beromünster (cantone di Lucerna) e Sottens (cantone di Vaud) entrano in servizio nel 1931 (costo: 1,7 milioni di franchi), quella del Monte Ceneri (Ticino) nel 1933.
L'impianto del Monte Ceneri è stato spento il 30 giugno 2008, quello di Beromünster cesserà la sua attività il 28 dicembre, segnando de facto la fine delle onde medie in Svizzera. Delle tre antenne storiche, resta in funzione solo quella di Sottens, che trasmette programmi musicali.

MONUMENTO STORICO

L'impianto di Beromünster (che sorge in realtà sul territorio del comune di Gunzwil) comprende un'antenna principale altra 215 metri, un'antenna di riserva di 125 e un edificio per le installazioni tecniche. La Ssr avrebbe voluto continuare a utilizzare l'antenna – che appartiene a Swisscom – fino al 2015, ma il cantone di Lucerna ne ha imposto un radicale rinnovamento, giudicato però troppo oneroso. Secondo la Commissione federale dei monumenti storici, l'antenna costituisce un monumento d'importanza nazionale che deve pertanto essere conservato. Dal canto suo, il cantone di Lucerna l'inserirà nella lista degli edifici meritevoli di protezione.

SITI CORRELATI
  • Schweizer Radio DRS (in tedesco) (http://www.drs.ch/www/de/drs.html)
  • Storia della radio in Svizzera (DRS, in tedesco) (http://www.drs.ch/www/de/drs/ueber-uns/unternehmen/radiogeschichte.html)
  • Stazione radio di Beromünster (pdf, in tedesco; sito della SSR) (http://www.srgbern.ch/text/de/pdf/Factsheet_Geschichte_Landessender_Beromuenster.pdf)
  • Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR idée suisse) (http://www.srg.ch/1.0.html?&changeLang=set&L=2)


3 commenti:

Roberto ha detto...

Mah Andrea, tutto sembra evolversi a favore della Rete e la stessa radio a quanto sembra, diventa un ricordo del passato? Ho tuttavia un pensiero, non accantoniamola del tutto: al contrario della Rete (che si appoggia a strutture "proprietarie" nel senso vero del termine), la radio sfrutta delle risorse che dopotutto sono ancora fenomeni naturali - la propagazione, la riflessione ionosferica ecc.
Non si sa mai che nel futuro non ci si debba di nuovo affidare, per comunicare tra di noi, all'antica invenzione di Marconi!

mariu ha detto...

Forse non sono molto in tema, ma alcuni nomi, alcuni link, sono evocativi, al punto da indurre a rischiare l'off topic.

Sfortuna di Friederich Glauser
2002

Spero mi perdonerete

Andrea ha detto...

In questa locanda di peccatori amiamo solo gli imperdonabili.