16 dicembre 2011

Spotify e le altre, industria musicale e radiofoniche a un punto di svolta

Lo sbarco in Italia di Rara.com, nuovo servizio di streaming musicale legale in abbonamento, l'imminente (a quanto si sapeva avrebbe dovuto arrivare da noi il 15 dicembre) arrivo di un pioniere del genere come la francese Deezer e l'ormai probabile debutto di Spotify, ci devono far riflettere - e in fretta - sui cambiamenti radicali che modelli tradizionali come la radiofonia essenzialmente musicale e l'intera "industria" della musica registrata dovranno prima o poi affrontare seriamente.
Su Spotify, che da novembre è disponibile oltre che negli USA, Svezia, UK e Francia anche in diverse nazioni europee, Scandinavia, Austria, Svizzera e Olanda comprese (in Norvegia c'è un servizio molto simile chiamato Wimp, ne accennerò tra poco), si concentra l'attenzione di molte testate tecnologiche a causa della autentica raffica di annunci che caratterizza l'operatore anglo-svedese più o meno dallo scorso settembre, da quando cioè sono stati presentati gli ambiziosi piani di integrazione con Facebook e tutte le estensioni "social" che consentono agli utenti di Spotify - quelli che attivano un account oggi sono addirittura obbligati ad avere anche una identità su Facebook - di accedere alle playlist musicali dei loro amici e a condividere le proprie.
Proprio in questi giorni sono state annunciate per esempio importanti novità relative alla funzione radio di Spotify che finora somigliava molto a quella che troviamo su Pandora o LastFM. Ricordiamo che Spotify nasce essenzialmente come grande archivio di brani musicali che l'abbonato può consultare in autonomia. La radio integrata nel servizio consente invece di consumare musica in una modalità più radiofonica, cioè senza scegliere direttamente i brani ma affidandosi ai motori di raccomandazione di un canale radio in grado di proporre autonomamente pezzi che dovrebbero incontrare, almeno in teoria, i gusti dei loro ascoltatori, sulla base delle passate abitudini di ascolto o su criteri appunto condivisi con la cerchia dei propri amici.
Oggi Spotify sta riscrivendo le sue modalità e l'interfaccia del suo "player". Una delle novità più importanti è per esempio l'arrivo delle "app" integrabili all'interno della piattaforma (una delle prime è proprio quella di LastFM, un motore di "scoperta" di nuova musica su basi social). Un'altra novità è la radio rivista e corretta. Gli algoritmi di raccomandazione sono stati rivisti completamente, scrive Spotify sul suo blog ufficiale ed è stata introdotta (occorre naturalmente essere iscritti e scaricare la nuova versione del software Spotify per Win o Mac) una funzione che permette di "saltare" senza alcun limite i brani automatici che non piacciono all'ascoltatore. E' una differenza importante rispetto a Pandora, che permette sì di saltare un brano ma non oltre un certo limite numerico. Gli esperti ci spiegano che questa differenza è legata ai diversi modelli di licensing applicati. Pandora con le case discografiche ha accordi simili a quelli sottoscritti dalle Web radio, che impongono limiti precisi all'autonomia decisionale dell'ascoltatore finale. Spotify, nata con obiettivi diversi, ha invece stipulato accordi che consentono agli abbonati di scegliere quello che vogliono ascoltare e questa capacità viene conservata anche quando si tratta di seguire la musica proposta dagli algoritmi di raccomandazione. A differenza di Pandora, Spotify punta a diventare quindi una radio autenticamente personalizzabile.
Quale che sia il modello, la radiofonia tradizionale dovrà in qualche modo adeguarsi. Oggi la radio nazionale svedese Sverige Radio, ha annunciato un accordo con Spotify e con Wimp, che per un anno ospiteranno tra i loro contenuti quelli dei canali radiofonici nazionali della SR. Inizialmente l'offerta si concentra sull'intrattenimento del canale P3 (simile al nostro Radio 2), ma ci sono anche programmi musicali. E' molto istruttivo leggere le dichiarazioni della vicepresidente di Sverige Radio, Cilla Benko. Ormai, dice la Benko, non sono i nostri ascoltatori a venire da noi, siamo noi che dobbiamo andar loro incontro sulle altre piattaforme. Spotify in Svezia ha una audience complessiva del 50%, uno svedese su due ha utilizzato il servizio. Ma nella fascia 16-25 anni la percentuale è bulgara più che svedese: l'86%. Una emittente pubblica che vuole farsi ascoltare non può più limitarsi alla modulazione di frequenza, o all'ancora incerto DAB.
Di Spotify e di industria musicale nello specifico parla anche Gizmodo UK, con un bellissimo pezzo di Bulent Yusuf. Yusuf qualche giorno fa ha partecipato a Londra a un incontro con Sony, Universal e Omnifone, la piattaforma di distribuzione di contenuti che guarda caso è proprio quella utilizzata da Rara.com. Un incontro, conclude il corrispondente di Gizmodo, che mostra chiaramente come il futuro del consumo musicale è online (e molto probabilmente all'interno della connected car). Ma che al tempo stesso il principale nemico dei servizi come Spotify è, paradossalmente, il modello che in questo momento vincola commercialmente tali servizi. Se andiamo a vedere rapporti sulla musica digitale come quello pubblicato annualmente dall'IFPI i brand "alla Spotify" - lo streaming legale, gratis o a pagamento - sono centinaia e nessuno si aspetta che riescano a sopravvivere tutti. Ma le difficoltà per loro nascono soprattutto dai mille vincoli e regole che le case discografiche principali, cioè la cosiddetta industria della musica, continuano a imporre a questi servizi. Un sistema soffocante che oltretutto i governi continuano ad avallare legiferando in materia di copyright con orwelliana miopia (vedi il caso recentissimo della proposta di legge americana SOPA che per salvaguardare i diritti d'autore e combattere la pirateria è pronta a servirsi di una vera e propria censura di Stato, come in Birmania).
Ciò che Spotify ci insegna con le sue innovazioni tecnologiche, le integrazioni con i social network, le app, i sistemi di raccomandazione uniti all'autonomia degli ascoltatori è che la produzione e il consumo della musica sono alla caccia di modelli nuovi e prima o poi riusciranno a imporli (produrre musica non è costoso come girare un film di Hollywood e gli attuali equilibrio di potere finanziario non sono altrettanto fondamentali). Sta all'industria radiofonica e a quella musicale decidere di diventare compatibili con i futuri nuovi modelli o esercitare fino all'ultimo una smania di controllo che potrebbe rivelarsi suicida, oltre che "infanticida".

15 dicembre 2011

Dalla storia della radio nel nazismo una lezione che spegne gli altoparlanti dell'odio

Proprio mentre si cerca timidamente di avviare una doverosa discussione sulle conseguenze dello spazio che abbiamo dato (colpevolmente, a mio parere) in Italia ai discorsi apertamente xenofobi di una politica che non riesce a pensare prima di parlare e soprattutto a cultori e nostalgici dell'ideologia nazista, forse vale la pena riaprire i libri di storia, soffermarsi sugli strumenti utilizzati da quella ideologia per consolidare il suo potere attraverso un metodico condizionamento di una folla il cui consenso finì per essere sapientemente trasformato in una macchina distruttrice. Pensare che certe conseguenze del fanatismo siano irripetibili sarebbe una pericolosa illusione. Su scale quantitative a volte minori vediamo ogni giorno nel mondo i tangibili effetti del fanatismo e della sospensione di ogni giudizio. Purtroppo quando ci sono di mezzo vite innocenti (e come se non bastasse emarginate) sul piano qualitativo l'Italietta dei delitti a sfondo razzista non è troppo diversa dal Terzo Reich.
Il ruolo che la radio ebbe nella costruzione del consenso nazista è un dato di fatto ormai acquisito dagli storici. Leggo sulla mailing list del Group des recherches et d'études sur la radio che una studiosa francese, Muriel Favre, già autrice di diversi articoli sull'argomento, discuterà all'università di Paris Ouest Nanterre La Défense una tesi di dottorato intitolata "Les cérémonies radiophoniques du IIIe Reich". La Favre interveniva sulla questione anche in un suo saggio del 2004 apparso sulla rivista Les temps des médias con il titolo (ispirato a un dipinto del pittore tedesco Paul Mathias Padua, in cui veniva raffigurata una famiglia contadina assorta nel discorso di Hitler diffuso dal Volksempfänger, la "radio del popolo") Quand le Führer parle : le public des cérémonies radiophoniques du nazisme:

Retransmises en direct à la radio, les grandes cérémonies du IIIe Reich furent des événements médiatiques au plein sens du terme. Le plus souvent, les Allemands en suivirent la diffusion dans le cadre d’écoutes collectives obligatoires organisées dans les usines et les bureaux ou sur des places publiques aménagées pour l’occasion. Cette forme d’écoute particulière participait de la politique d’endoctrinement du régime nazi ; elle avait notamment pour but de renforcer chez les participants le sentiment d’appartenir à une « communauté nationale » unitaire et conquérante. Il est toutefois difficile d’estimer quels en furent véritablement les effets.

Oggi la radio non è più uno strumento propagandistico altrettanto efficace, ma le forme di "ascolto collettivo" e soprattutto acritico che ritroviamo nei comizi di certi partiti e raggruppamenti, nella retorica nazionalistica su identità culturali abilmente amplificate o inventate di sana pianta, conservano nel moderno contesto massmediatico della televisione e di Internet la temibile impronta del veleno di cui ci parla Muriel Favre. Contro quel veleno l'unico antidoto possibile è il pensiero razionale, il dialogo, la tolleranza: armi non letali ma capaci di spegnere gli altoparlanti dell'odio.

Solar Orbiter, nel 2017 mai così vicino al sole

Il Solar Terrestrial Center of Excellence belga, una delle mie fonti informative sull'attività solare misurata da osservatori europei, ha portato a termine un restyling della sua periodica newsletter a periodicità circa settimanale. Oggi la pubblicazione si presenta come una piccola rivista con articoli e fotografie. La neswletter è accessibile dal sito dove è possibile anche consultare l'archivio e si può visualizzare nel browser o in formato PDF. Uno dei primi articoli riguarda la missione Solar Orbiter, scelta recentemente dall'ESA insieme a Euclid (la missione che studierà la materia oscura) per caratterizzare i piani esplorativi dell'Ente spaziale europeo nel decennio 2015-2025. Il Solar Orbiter dovrebbe essere lanciato da un vettore Atlas della NASA nel 2017 con l'obiettivo di inserire in una orbita solare mai tanto ravvicinata (0,22 UA al perielio) una sonda in grado di visualizzare i poli del nostro astro e soprattutto di studiarne l'atmosfera e le emissioni di vento solare. Un piano molto ambizioso che utilizzerà strumenti di assoluta avanguardia come l'Extreme Ultraviolet Imager, una suite di tre telescopi EUV trasportati a bordo della sonda, insieme a tanti altri laboratori di misura. Sempre a proposito di dati solari, un'altra risorsa europea è il portale continentale di meteorologia spaziale.

14 dicembre 2011

OFCOM, tornano a crescere i fatturati globali della radio, Italia virtuosa sulla radio ibrida


Nel 2010 il mercato globale della radiofonia mostra segni di rimbalzo nei suoi valori complessivi. Dopo i cali del 2008 e 2009, lo scorso anno registra infatti una ripresa del 5% per un valore di 29 miliardi di sterline misurato dalla consueta ricerca Communications Market Report, che il regolatore britannico OFCOM propone da sei anni a questa parte andando ad analizzare i fatturati di telefonia, tv, radio/audio e Internet (più un quinto spaccato dedicato al pricing dei servizi) in 17 nazioni: UK, Francia, Germania, Italia, USA, Canada, Giappone, Australia, Spagna, Olanda, Svezia, Irlanda, Polonia, Brasile, Russia, India e Cina. Il report completo si può scaricare a questo indirizzo.
I dati che riguardano la radio sono disponibili come sezione a parte e oltre a certificare la ripresa degli investimenti nel settore tracciano il ritratto di un mezzo ancora molto diffuso (il 75% dei consumatori in Francia e il 74% in Italia ascolta la radio regolarmente) ed è sempre più ibridizzato. Per una volta è l'Italia ad avere il primato del download o dell'ascolto di contenuti audio attraverso Internet in casa (46% dei rispondenti, contro il 38% della moderna Gran Bretagna) e se si tratta di utilizzare il Web in mobilità per l'ascolto di brani MP3 e podcast o per l'ascolto dell'FM sul cellulare siamo bravi quanto i tedeschi e più degli inglesi.



Lightsquared contro tutti: la futura rete mobile 4G interferisce con il GPS?

Per una volta a essere preoccupati delle possibili interferenze radio non sono quei facironosi nostalgici dei radioamatori, attaccati a un'idea di radiofonia che non esiste più. Negli Stati Uniti si sta riscaldando sempre di più la polemica sui futuri servizi broadband di quarta generazione "LTE" dell'operatore Lightsquared, che ha ricevuto dalla FCC l'autorizzazione a servirsi di due blocchi di 34 MHz situati nella banda satellitare "L" (secondo la classificazione della IEEE), corrispondenti a due finestre tra 1525 e 1559 e 1626.5 e 1660.5 MHz. La prima di queste due finestre è adiacente al blocco, centrato intorno ai 1575 MHz utilizzato dal sistema satellitare di radioposizionamento GPS.
La situazione è complicata da una circostanza. In origine Lightsquared aveva ottenuto una licenza da operatore di telecomunicazioni mobili satellitari. In seguito l'azienda è stata autorizzata a servirsi delle stesse frequenze per realizzare una rete ibrida terrestre-satellitare. L'obiettivo dichiarato è di dare agli americani una copertura broadband mobile sull'intero territorio nazionale (Lightsquared in realtà non offrirà i suoi servizi direttamente agli abbonati, ma agirà da operatore "wholesale", un grossista di banda che avrà rapporti d'affari con altri operatori retail). Uno scopo quanto mai nobile, se non fosse per i fondati timori delle interferenze prodotta da antenne non più orbitali bensì terrestri proprio sulle frequenze utilizzate da milioni di ricevitori GPS integrati a bordo di telefonini, tablet, navigatori per l'auto.
Che problema c'è - si dirà - se il segnale di Lightsquared si ferma più di 15 MHz sotto il canale utilizzato dai deboli satelliti di radioposizionamento? La difficoltà è legata al tipo di componentistica usata per questi ricevitori, i cui filtri di ingresso potrebbero non reggere adeguatamente alla presenza di campi elettromagnetici molto intensi così adiacenti alle frequenze di ricezione. Tali campi potrebbero avere un effetto "bloccante" come si dice in gergo e finirebbero per compromettere il buon funzionamento di un Tom Tom che si trovasse a passare nelle vicinanze di una stazione base Lightsquared.
La faccenda è piuttosto seria perché dal GPS dipendono servizi utilizzati da milioni di persone e un'intera industria di componenti e dispositivi. Questa industria si è consorziata per dar vita a un movimento "anti-Lightsquared" che si è rivolto alla FCC e al Parlamento americano e i cui documenti sono a disposizione del pubblico attraverso il sito Web "Save Our GPS". Questo movimento - guidato da imprese come Garmin, ma anche da linee aeree e società di trasporti - afferma di avere accumulato prove sufficienti sulla pericolosità della futura rete mobile. Molto recentemente l'agenzia oceanografica americana, la NOAA, ha pubblicato una ricerca molto pessimista sulle conseguenze negative che la futura rete wireless a larga banda avrà sui sistemi meteorologici attualmente in funzione.
A sua volta Lightsquared, che nel novembre del 2010 ha già messo in orbita geostazionaria il satellite SkyTerra 1, risponde con una serie di contro-studi che dimostrerebbero la possibilità di utilizzare delle tecniche di "mitigazione" basati su una riduzione delle frequenze e dei livelli di potenza impegnati, nonché sull'adozione di specifiche modifiche da apportare alle antenne e ai moduli di ricezione GPS. Lightsquared si chiede inoltre il perché di tutta questa indignazione da parte dell'industria della radionavigazione. Le licenze FCC sono state assegnate da anni, sostiene l'operatore, da anni i costruttori di componenti GPS sapevano che in futuro i loro sistemi di ricezione avrebbero dovuto affrontare la questione delle interferenze da parte di servizi ancora in divinire. Se era possibile costruire ricevitori più selettivi e immuni dai disturbi, perché non è stato fatto prima? L'azienda ha inoltre messo in dubbio l'attendibilità delle misurazioni effettuati dai suoi "avversari".
Difficile capire come finirà la disputa, ma se nel campo del GPS la posta in gioco è molto alta, anche per una società come Lightsquared l'impegno economico non è trascurabile. Senza contare l'aumento di domanda di nuovi servizi di connessione a Internet in mobilità e la necessità di venire in qualche modo incontro a tale richiesta.

13 dicembre 2011

Imminente il debutto italiano di Deezer, pioniere dello streaming

Grazie alle segnalazioni di Fabio Bossi e Gigi Beltrame posso segnalarvi anche l'imminente arrivo in Italia di un altro servizio musicale in streaming, quello offerto dal lontano 2007 dalla società francese Deezer, tra le primissime a sperimentare la formula degli accordi per la diffusione di musica in abbonamento senza download, in un'epoca in cui altre iniziative francesi incontrarono parecchie difficoltà legali. Deezer è riuscito a superare gli ostacoli attraverso una politica di accordi ed era finora disponibile in Francia, Belgio e UK, dopo aver introdotto il modello pay nel 2009. In occasione dell'evento parigino LeWeb, a fine novembre, ha annunciato un piano di espansione globale che entro il giugno 2012 lo porterà a coprire qualcosa come 200 nazioni e territori con la rimarchevole eccezione di Stati Uniti e Giappone. Secondo TechCrunch Europe la data di lancio in Italia è il 14 dicembre.

Currently available in France, Belgium and the UK, Deezer says it will debut in a number of territories around the world every week starting the 8th of December. From the press release:

- December 8th, 2011: Ireland, The Netherlands

- By December 31st, 2011: Rest of Europe: 45 countries including Spain (Dec. 13th), Italy (Dec. 14th), Germany (Dec. 15th) & Russia (Dec.16th)

- By January 31st, 2012: Canada and Latin America (38 countries)

- By February 28th, 2012: Australasia and Africa (41 countries)

- By June 30th, 2012: Rest of the world (115 countries)

Deezer will be available in each of those territories with custom pricing schemes, in a total of 12 languages and 13 currencies. The company will partner with local telcos to boost its distribution power. Its deep integration and partnership with Facebook will also help in that regard.

Prevista anche una collaborazione con Facebook per offrire agli artisti nuovi strumenti di promozione e interazione con il pubblico. Come Rara.com, Deezer sarà presente anche sui dispositivi mobili, con il vantaggio di poter offrire sin d'ora la compatibilità con Apple iOS per chi utilizza iPhone e iPad. Anche le funzioni social sembrano essere ancora più evolute. A questo punto immagino che Spotify dovrà rispondere in qualche modo.

La musica "on the cloud" (in abbonamento) di Rara.com

Debutta in queste ore anche in Italia (e in 15 altre nazioni) un nuovo servizio musicale in streaming. Rara.com viene lanciato dalla società britannica Rara Media Group ed è esplicitamente rivolto a una fascia di consumatori finora abituati ad accedere ai tradizionali contenuti musicali su Cd ma interessati a sperimentare una modalità "on the cloud". Un concorrente (coraggioso, è il caso di dirlo) di Spotify che però ha deciso di non finanziare il servizio con pubblicità e banner. Rara.com è infatti un servizio a pagamento, tariffato mensilmente a un prezzo rigorosamente flat: l'abbonato può ascoltare tutta la musica che vuole e può sospendere il servizio quando crede.
Rara Media afferma di aver analizzato a lungo il mercato della musica digitale online, rilevando un forte potenziale di espansione. L'idea è convincere il maggior numero di potenziali abbonati in un bacino quantificabile in quel 70% di navigatori che secondo le ricerche Rara/ICM non hanno acquistato un brano musicale digitale negli ultimi sei mesi.
Grazie agli accordi con le principali etichette discografiche (Universal, Sony, EMI e Warner) è stata creata una collezione di oltre dieci milioni di brani con cui costruire le proprie playlist personalizzate, un repertorio molto esteso che comprende diversi generi e non privilegia per forza le ultime novità, ma cerca di accontentare anche i gusti più nostalgici.
Per stimolare la scoperta di nuovi musicisti sono però previste le "stazioni" tematiche di Radio Rara, un flusso integrato nella finestra di accesso al servizio in cui vengono proposte canzoni di generi diversi. C'è anche spazio per i contenuti "curati" attraverso il meccanismo delle "Great Playlist": selezioni di brani per ogni occasione, affidate ai redattori di Rara Media.
Con Rara.com non vengono effettuati download, l'esperienza di ascolto è puramente cloud-based. Solo per l'ascolto con smartphone e tablet android è prevista una modalità "off-line" per l'accesso alla musica anche in assenza di connessione: in questo caso la musica viene custodita in una
cache a bordo della scheda di memoria del telefonino. Per il momento l'ascolto mobile è supportato solo in ambiente Android (altri ambienti sono in fase di implementazione), mentre sui personal computer è sufficiente un qualsiasi browser abilitato a Adobe Flash. Per il momento Rara.com non utilizza HTML5. Non mancano naturalmente aspetti più social, come la possibilità di condividere via Facebook le canzoni ascoltate al momento e di contrassegnare i brani preferiti.
Ma veniamo ai costi. Per i primi tre mesi di abbonamento è stata attivata una promozione che prevede il versamento di soli 99 centesimi di euro al mese (1,99 euro per l'ascolto mobile con la specifica app Android). Al termine del periodo di lancio di tre mesi gli abbonati dovranno corrispondere 4,99 euro/mese per l'ascolto da pc o 9,99 euro per l'ascolto mobile. Gli amici dell'ufficio stampa di Rara in Italia mi hanno dato l'opportunità di offrire ai primi dieci lettori che mi scriveranno un bonus per un mese di abbonamento gratuito a Rara.com: inviate come sempre le vostre mail a radiopassioni (at) gmail (dot) com e buona fortuna.

12 dicembre 2011

Winradio Excelsior, la corazzata SDR

Cominciano ad arrivare le prime recensioni e i primi esempi di utilizzo dell'ultimo ricevitore SDR a conversione diretta dell'australiana Winradio. Dopo il "general purpose" e abbordabile (intorno ai 1.000 dollari) Excalibur ecco il potente "surveillance receiver" Excelsior, siglato G39DDC, in versione esterna o per bus PCI. Pià che un ricevitore un potente scanner capace di coprire, grazie a un front-end tradizionale ad upconversion, uno spettro in ricezione compreso tra i 9 kHz e i 3,5 GHz. Excelsior ha una velocità di scansione paurosa: può esplorare una finestra di un GHz in un secondo. E' dotato di doppia conversione diretta, per cui può funzionare come un doppio ricevitore virtuale, uno capace di registrare in tempo reale una porzione di 4 MHz di spettro, l'altro "fermo" a una finestra di registrazione di "soli" 2 MHz. In più è un grado di visualizzare 16 Mhz di spettro panoramico real time. Il prezzo dovrebbe essere superiore ai 4.000 dollari. Ecco un primo filmato dell'interfaccia di ricezione realizzato dal solito Nils Schiffhauer. La frequenza scelta da Nils, i 5990 kHz di Radio Senado dal Brasile suona più che altro come un segnale di resa di un hobby che sforna strumenti così evoluti in un momento di vistoso e irreversibile declino nel numero di emittenti locali in onde corte.


(North) Korean Central Television in streaming su Web

Il nostro bravo Chris Diemoz - ormai definitivamente approdato alla world class della saggistica globale impegnata a studiare quella particolare forma di public diplomacy che si articola attraverso l'attività dei broadcaster internazionali - ha ripreso l'altro giorno una notizia apparsa su Northkoreatech.org, un informatissimo blog (ne avevo parlato qualche mese fa) che studia le tecnologie e i media della Corea del Nord, forse la realtà geopolitica più impenetrabile della storia. L'autore di questo eccezionale diario della paranoia asiatica, Martyn Williams, segnala dal BBC Monitoring Servicel'attivazione di un server, probabilmente localizzato in Corea del Sud e riferibile all'emittente Unification Broadcasting, che diffonde in streaming Web, riprendendolo dal satellite, il canale televisivo ufficiale della Korean Central Television. Il flusso si può raggiungere facilmente con VLC puntando il mediaplayer open source all'indirizzo: http://112.170.78.145:50000/chosun. Williams consiglia saggiamente di affrettarsi: secondo la legge sudcoreana uno che decide di mettere su un server del genere rischia la fucilazione perpetua. Per il momento lo stream funziona, ma occorre sintonizzarsi dopo le 17 ora di Pyongyang se si vuole sperare di vedere qualche ameno reportage di Kim Jong Il impegnato a visitare fabbriche e dispensare buoni consigli a orchestrali e addetti alle postazioni missilistiche (spesso le figure professionali coincidono). Nelle ore "vuote" il server trasmesse delle interessantissime barre colorate che secondo me sono ancora più divertenti.
Nell'attesa che il pomeriggio televisivo nordcoreano riprenda, potete ingannare il tempo con una lettura molto piùà istruttiva di cui ci rende conto lo stesso Northkoreatech. Pochi mesi fa Reporters sans frontières aveva pubblicato un report investigativo sulla Corea del Nord intitolato Frontiers of Censorship. Si tratta di un follow up a un rapporto apparso nel 2004 e dedicato alla connivenza tra il mestiere del giornalismo e il granitico regime di Pyongyang. Nel nuovo studio trovate molti dettagli anche sulle emittenti propagandistiche che agiscono in Corea del Sud. Per saperne di più potete procurarvi "Comrades and Strangers" l'eccezionale diario di Michael Harrold, cittadino britannico che nel 1987 accettò di andare a lavorare in Corea del Nord come consulente alle traduzioni in inglese della propaganda ufficiale.

White spaces USA, parte la sperimentazione dei database per lo spettro dinamico

Radio TechCheck, la newsletter della National Association of Broadcasters americana, aggiorna i suoi lettori sull'andamento della sperimentazione della tecnologia di allocazione dinamica delle risorse frequenziali attualmente in corso negli USA, dove si attende una nuova generazione di dispositivi in grado di utilizzare le radiofrequenze in banda televisiva sulla base del principio dei cosiddetti white spaces, canali localmente non occupati. L'accesso da parte dei dispositivi avverrà sulla base delle informazioni continuamente aggiornate di appositi database che verranno messi a disposizione da parte di un gruppo di operatori certificati. All'inizio di novembre si è conclusa la prima fase di test del software messo a disposizione da questi operatori, con le prime prove di Spectrum Bridge (ecco la notizia sul suo blog).
Ora è la volta della società Telcordia, il cui database GIS può essere sperimentato da tutti anche via Internet. Per ogni località individuabile su una mappa di Google, vengono fornite le situazioni di occupazione spettrale e un potente motore grafico permette di visualizzare il dettaglio delle "contour map" per i vari segnali televisivi in banda VHF/UHF. Ecco il link dove potrete fare tutte le vostre prove: https://prism.telcordia.com/tvws/home/trial.
Tutte le stazioni radiotelevisive americane sono invitate a prendere parte a questo test perché la tecnica dei white spaces sarà utilizzata anche per i radiomicrofoni UHF pesantemente utilizzati dall'industria mediatica per notiziari, reportage e concerti live. Ma può essere un esercizio molto utile anche qui in Europa, considerando che i white spaces sono già stati studiati in Gran Bretagna e l'assegnamento dinamico delle frequenze potrebbe benissimo diventare una regola comunitaria una volta che la tecnologia dovesse prendere piede e fosse adottata dai costruttori di dispositivi, incluse le base station Wi-Fi.

FCC Announces Start of Telcordia Database Trial

The FCC took another step forward in implementing TV White Spaces (TVWS) with the initiation of the 45-day public trial of Telcordia Technologies Inc.'s TV database system on December 7, 2011. (See http://hraunfoss.fcc.gov/edocs_public/attachmatch/DA-11-1956A1.pdf.)
Telcordia is one of ten entities that the FCC has tentatively approved to be TV White Space Database Administrators, and is the second to receive FCC approval to begin a 45-day public test period for its database. (The other operators include Airity Inc. [formerly WSdb LLC], Comsearch, Frequency Finder Inc., Google, Key Bridge Global LLC, LS Telcom AG [formerly KB Enterprises LLC and LS Telcom], Microsoft Corporation, Neustar Inc., and Spectrum Bridge Inc.)
The first database tested was Spectrum Bridge's, which was completed on November 2, 2011. It is now expected that the FCC may soon move forward with some approval of Spectrum Bridge's database for public use, along with authorization of one or more TV band devices. Meanwhile, the FCC's Office of Engineering and Technology (OET) has stated that it has examined Telcordia's database system and found it ready for its turn at testing by the public.
By way of background, the FCC's Part 15 TV White Space rules (47 C.F.R. § 15.701 et seq.) require that unlicensed TV band devices contact an FCC-authorized database system to obtain a list of channels that are available for its operation (i.e., channels not occupied by authorized radio services and that conform to interference protection criteria stated in the White Space rules) at its specific geographic location. The database will then return a list of the channels available to the device in its reported location. As part of its authorization process for TV band database systems, the FCC stated that each database will be subject to a public trial period of not less than 45 days, to ensure that the database is providing accurate results before it is allowed to be made available for regular public use.
The current 45-day limited trial is intended to allow the public to access and test Telcordia's database system, to ensure that the database correctly identifies channels that are available for unlicensed devices that operate in the TV band. The testing process is also intended to verify that the database properly registers all facilities that are entitled to protection, such as licensed wireless microphones and other low power auxiliary operations, and that all such authorized services and registered facilities are provided the appropriate protection as specified in the rules.
Protected services include broadcast television stations (including full power, Class A and LPTV stations and translators), fixed broadcast auxiliary service (BAS) links (regular licensed and temporary), receive sites (and received channels) of TV translators, LPTV, Class A TV and multichannel video programming distributors (MVPDs), private land mobile radio service and commercial mobile radio service operations, offshore radio telephone service operations, radio astronomy operations at specific sites, and low power auxiliary service operations (principally, licensed and certain approved unlicensed wireless microphone venue sites).
For most of these services, the necessary protection data will either be extracted by Telcordia from the Commission's databases or is specified in the rules. Operators of such services or channels do not need to take any action to obtain protection from TV band devices. Database operators are obliged to permanently enter this data into their databases themselves. The major exceptions, however, are MVPD receive sites, translator receive sites, sites where licensed wireless microphones and other low power auxiliary devices are used, and approved unlicensed wireless microphone venues. Operators of these facilities must register their sites and the expected time period of use in one of the approved databases in order to obtain protection from interference by unlicensed TVWS devices. Long-term temporary registrations, such as those for wireless microphones at a studio or remote site, need to be renewed and re-entered annually. Each database operator will in turn share registration data it receives with all other approved database operators
Note that because licensed wireless microphones are included in this process, all broadcasters (i.e., both TV and radio stations) should be aware of and take part in this process. (See Radio TechCheck, June 20, 2011 here.)
The Telcordia system uses Google maps and allows the user to scroll to any location on the map, as well as enter specific locations or coordinates. The system also provides a contour-mapping view of protected services, and allows a user to view only the contours of selected channels.
The FCC encourages all interested parties to test the database and provide appropriate feedback to Telcordia. The database can be accessed at https://prism.telcordia.com/tvws/home/trial.
Users are encouraged to report any inaccuracies or other issues with any aspect of the database system to Telcordia through the response facility on the trial's website. Telcordia will respond to such reports with an explanation and notification of any responsive actions it may take, as appropriate. During the trial, Telcordia may apply any corrective measures it determines are needed, and will advise participants of any such changes through the trial's website.
NAB Technology also encourages all broadcasters to test the database. This will enable NAB to better prepare an industry response to Telcordia's trial and required final report. The FCC is encouraging participants to test the following elements of the database's user interface:

  • the channel availability calculator
  • the MVPD receive site (cable headend and satellite receive site) registration utility
  • the broadcast auxiliary temporary receive site registration utility
  • the fixed TVWS device registration utility
  • the wireless microphone registration utility
Users are encouraged to report any inaccuracies or other issues with any aspect of the database system to Telcordia through the response facility on the trial's website. Telcordia will respond to such reports with an explanation and notification of any responsive actions it may take, as appropriate. During the trial, Telcordia may apply any corrective measures it determines are needed, and will advise participants of any such changes through the trial's website.