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14 dicembre 2011

Lightsquared contro tutti: la futura rete mobile 4G interferisce con il GPS?

Per una volta a essere preoccupati delle possibili interferenze radio non sono quei facironosi nostalgici dei radioamatori, attaccati a un'idea di radiofonia che non esiste più. Negli Stati Uniti si sta riscaldando sempre di più la polemica sui futuri servizi broadband di quarta generazione "LTE" dell'operatore Lightsquared, che ha ricevuto dalla FCC l'autorizzazione a servirsi di due blocchi di 34 MHz situati nella banda satellitare "L" (secondo la classificazione della IEEE), corrispondenti a due finestre tra 1525 e 1559 e 1626.5 e 1660.5 MHz. La prima di queste due finestre è adiacente al blocco, centrato intorno ai 1575 MHz utilizzato dal sistema satellitare di radioposizionamento GPS.
La situazione è complicata da una circostanza. In origine Lightsquared aveva ottenuto una licenza da operatore di telecomunicazioni mobili satellitari. In seguito l'azienda è stata autorizzata a servirsi delle stesse frequenze per realizzare una rete ibrida terrestre-satellitare. L'obiettivo dichiarato è di dare agli americani una copertura broadband mobile sull'intero territorio nazionale (Lightsquared in realtà non offrirà i suoi servizi direttamente agli abbonati, ma agirà da operatore "wholesale", un grossista di banda che avrà rapporti d'affari con altri operatori retail). Uno scopo quanto mai nobile, se non fosse per i fondati timori delle interferenze prodotta da antenne non più orbitali bensì terrestri proprio sulle frequenze utilizzate da milioni di ricevitori GPS integrati a bordo di telefonini, tablet, navigatori per l'auto.
Che problema c'è - si dirà - se il segnale di Lightsquared si ferma più di 15 MHz sotto il canale utilizzato dai deboli satelliti di radioposizionamento? La difficoltà è legata al tipo di componentistica usata per questi ricevitori, i cui filtri di ingresso potrebbero non reggere adeguatamente alla presenza di campi elettromagnetici molto intensi così adiacenti alle frequenze di ricezione. Tali campi potrebbero avere un effetto "bloccante" come si dice in gergo e finirebbero per compromettere il buon funzionamento di un Tom Tom che si trovasse a passare nelle vicinanze di una stazione base Lightsquared.
La faccenda è piuttosto seria perché dal GPS dipendono servizi utilizzati da milioni di persone e un'intera industria di componenti e dispositivi. Questa industria si è consorziata per dar vita a un movimento "anti-Lightsquared" che si è rivolto alla FCC e al Parlamento americano e i cui documenti sono a disposizione del pubblico attraverso il sito Web "Save Our GPS". Questo movimento - guidato da imprese come Garmin, ma anche da linee aeree e società di trasporti - afferma di avere accumulato prove sufficienti sulla pericolosità della futura rete mobile. Molto recentemente l'agenzia oceanografica americana, la NOAA, ha pubblicato una ricerca molto pessimista sulle conseguenze negative che la futura rete wireless a larga banda avrà sui sistemi meteorologici attualmente in funzione.
A sua volta Lightsquared, che nel novembre del 2010 ha già messo in orbita geostazionaria il satellite SkyTerra 1, risponde con una serie di contro-studi che dimostrerebbero la possibilità di utilizzare delle tecniche di "mitigazione" basati su una riduzione delle frequenze e dei livelli di potenza impegnati, nonché sull'adozione di specifiche modifiche da apportare alle antenne e ai moduli di ricezione GPS. Lightsquared si chiede inoltre il perché di tutta questa indignazione da parte dell'industria della radionavigazione. Le licenze FCC sono state assegnate da anni, sostiene l'operatore, da anni i costruttori di componenti GPS sapevano che in futuro i loro sistemi di ricezione avrebbero dovuto affrontare la questione delle interferenze da parte di servizi ancora in divinire. Se era possibile costruire ricevitori più selettivi e immuni dai disturbi, perché non è stato fatto prima? L'azienda ha inoltre messo in dubbio l'attendibilità delle misurazioni effettuati dai suoi "avversari".
Difficile capire come finirà la disputa, ma se nel campo del GPS la posta in gioco è molto alta, anche per una società come Lightsquared l'impegno economico non è trascurabile. Senza contare l'aumento di domanda di nuovi servizi di connessione a Internet in mobilità e la necessità di venire in qualche modo incontro a tale richiesta.

21 settembre 2011

Arbitron, nell'auto la radio è ancora regina

Arbitron, che negli Stati Uniti misura le audience radiofoniche, ha appena pubblicato un interessante studio svolto in collaborazione con Edison Research e Scarborough Research su un campione di 1.500 automobilisti. Obiettivo dell'indagine, effettuata lo scorso luglio, era individuare le offerte mediatiche "in car" preferite da chi guida l'auto o viaggia a bordo di essa. Una analoga inchiesta era stata condotta nel 2003 ed è divertente osservare l'esplosiva crescita della "biodiversità" con cui il vincitore di allora e di oggi - la radio in onde medie e modulazione di frequenza - viene messo a confronto. Rispetto a otto anni fa la radio è sicuramente in calo, ma mantiene il primo posto nella classifica dei media più utilizzati. Ma se nel 2003 era in corsa contro il lettore CD, il cellulare e poco altro, oggi la radio è solo una tra sedici alternative individuate da Arbitron. Non stupisce troppo vedere che la concorrenza ha eroso dodici punti percentuali secchi di popolarità: nel 2003 la radio era il medium primario per il 96% di guidatori e passeggeri; nel 2011 lo è per l'84%. I 12 punti persi sono andati tutti a vantaggio dei lettori di Cd, vetusti ma primari per il 68% dei consumatori mediatici, contro il 56% del 2003. Dopo i due leader, una pletora di dispositivi e servizi che vede in discreta posizione un nuovo arrivato come la radio satellitare di Sirius XM (8%) e persino gli streaming musicali (ricevuti via cellulare) di Pandora (un lusinghiero 6%). Solo il 2% ascolta primariamente la radio digitale terrestre di HD Radio, segno che la tecnologia non riesce proprio a fare breccia.
La radio convenzionale perde colpi soprattutto tra i giovani e tra i rispondenti che affermano di non essere semplici "utenti", ma veri e propri "innamorati" delle loro tecnologie preferite. Qui la classifica si rovescia in modo quasi speculare. L'amore per il mezzo riguarda in primo luogo la radio satellitare, poi l'audio mp3 e al terzo posto gli audiolibri, un "genere" che qui in Italia non riesce a prendere piede. Molto buono il posizionamento di HD Radio, amata dal 37% dei rispondenti. Forse il dato più significativo è quello che riguarda il mezzo considerato essenziale, irrinunciabile. In una domanda da cose da conservare sull'isola deserta, emerge che solo il 51% delle persone si terrebbe la radio se dovesse rinunciare a tutti i mezzi tranne uno. Nel 2003 però erano il 71%.
Per rimediare alle cifre che denunciano una perdita di consensi Arbitron deve inventarsi un "indice di passione". Moltiplicando la percentuale ottenuta con la domanda sui mezzi preferiti (alta per la radio) per quella che riguarda invece le tecnologie più amate (dove la radio si comporta proprio male), si individuano gli utenti più "appassionati". In questo modo la radio risulta ovviamente il mezzo con la più alta percentuale di utenti appassionati (il 23%), seguita da Cd e lettori mp3.
Insomma, come tutti i sondaggi anche questo sembra un po' pilotato dal committente (la conclusione per esempio è che fare pubblicità sulla radio conviene moltissimo), ma è sempre interessante osservare l'andamento di certe tendenze. Lo studio, intitolato "The Road Ahead", si può scaricare a questo indirizzo. L'interesse riguarda anche le strategie di Arbitron, che sta sempre più potenziando i suoi strumenti analitici per adattarsi ai nuovi stili di vita mobili. L'ascolto della radio in automobile non è certo una novità, ma al di là dell'auto i nostri consumi mediatici avvengono sempre più in contesti esterni all'abitazione, dove in genere è più facile far intervenire gli strumenti di misura. A fine luglio, Arbitron ha annunciato l'acquisto di una azienda specializzata finlandese, Zokem, che sviluppa soluzioni di misurazione destinate a rilevare l'audience dei dispositivi mobili. Oggi questa azienda si chiama Arbitron Mobile e a differenza della casa madre è basata in Europa, dove ha già acquisito diversi clienti. Un passo importante per un brand molto americano che potrebbe andare a caccia di nuove opportunità anche in nazioni come la nostra (e ne abbiamo bisogno).

ZOKEM IS NOW ARBITRON MOBILE
July 28, 2011

Finnish research & technology company becomes new Arbitron division;
Expands Arbitron technology portfolio and global footprint

Helsinki, Finland; July 28, 2011 – Arbitron Inc., (NYSE: ARB) announced today that it has acquired Zokem Oy, a Finland-based mobile audience measurement and analytics firm for a payment of approximately $11.7 million in cash at closing with possible additional incremental cash payments through 2014 of up to $12 million based on future financial performance.
Zokem provides custom and syndicated mobile research panels, plug-and-play mobile media measurement tools and software building blocks for mobile device tracking to the leading companies in the marketing research, wireless, Internet, media and marketing industries.
Through its proprietary and passive mobile application, Zokem customers can track and interpret consumer use of mobile devices and media. The technology also provides information on network performance and effectiveness of mobile ad campaigns. Zokem currently operates panels in 14 global markets and has relationships with a number of the largest mobile industry participants around the world.
Zokem will operate as Arbitron Mobile, a new division of Arbitron Inc., which will be led by Dr. Hannu Verkasalo, Zokem founder and CEO, and will report to Sean Creamer, executive vice president, U.S. Media Services for Arbitron.
“To better position themselves in the global mobile marketplace, advertisers, content providers and mobile operators are more eager than ever to understand how consumers are using mobile devices,” said William T. Kerr, president and chief executive officer, Arbitron Inc. “The acquisition of Zokem enhances our capabilities in the mobile audience measurement arena and provides Arbitron with valuable new resources for our growing cross-platform initiatives.”
“Arbitron’s expertise in survey methodology, its currency panels for media measurement and its established sales channels are a tremendous complement to Zokem’s mobile technology, mobile expertise and international footprint. We will be in a strong position to capitalize on these assets while continuing to work with our existing partners,” said Hannu Verkasalo, founder and chief executive officer, Zokem Oy. “We are already delivering unique and valuable insights to advertisers and media buyers around the world who want a better understanding of how consumers rely on their mobile devices and services. Arbitron Mobile is now better positioned to enhance and expand these insights. For Zokem’s management, employees, customers and investors, this acquisition is a welcome step forward”.

About Zokem

Zokem is a market leader in next-generation mobile analytics, offering a 360˚ view of the mobile consumer through passive on-device measurements. With 10 years of experience from the field, Zokem has been growing due to rapid adoption of mobile devices such as smartphones and tablets with an accompanying shift of ad dollars to mobile advertising. Zokem conducts custom research projects for product development, consumer insights and benchmarking purposes and operates opt-in mobile research panels in 14 major markets globally. Zokem partners with the top firms in the field, including China Mobile and Nokia Siemens Networks, to interpret the world’s fast growing mass medium – mobile. Zokem has offices in Espoo, Finland as well as sales representatives in London, Paris, New York City and Singapore.

27 aprile 2011

Enspert Identity, tablet Android con radio DAB/DMB


L'IDGA, il gruppo che promuove a livello internazionale l'adozione della famiglia di standard per la radio e tv digitale mobile DMB (in teoria utilizzati anche in Italia, almeno su scala sperimentale) ed è presieduto da un norvegese dell'ente radiotelevisivo di stato NRK, sta collaborando con un produttore coreano di tablet pc Enspert, per lanciare una nuova generazione di tavolette Android che integreranno la funzionalità di ricezione DMB/DAB. Tavolette che avranno le ormai tipiche dimensioni di sistemi come Samsung Galaxy o del leader di mercato iPad e che potranno fungere da terminali multimediali ibridi, perfetti per sfruttare in mobilità il nuovo concetto di televisione "connessa" capace di abbinare contenuti broadcast alla interattività e alle applicazioni di Internet. Per ora non ci sono veri e propri annunci di prodotto, ma è già stato scelto il nome, "Identity" (cliccate per il sito). IDAG e Enspert hanno anche fatto circolare un paio di fotografie. Sui tablet Enspert non so dire granché sul piano tecnico, ma la gentile signorina della foto sembra avere in mano argomenti molto convincenti.

Tablets with DMB/DAB to New Markets

OSLO/SEOUL MARCH 21, 2011

International DMB Advancement Group (IDAG) and tablet maker Enspert have partnered to bring Android tablets with built in DMB, DAB and DAB+ to market on four continents.

“Enspert’s devices do more than other tablets, they also include radio and TV. That opens up for innovative combinations between broadcasting and the Internet and will give the best of two worlds,” said Gunnar Garfors. He is President of IDAG and CEO of NMTV, one of the members.
Enspert is the second biggest tablet maker in Korea, and it’s first tablet has outsold Apple’s iPad. The cooperation involves four models branded Identity, with screen sizes ranging from 7 to 9 inches and processors from 1GHz.
“This is a good opportunity to introduce our unique devices to new markets. Our products boast versatile functions that will introduce exciting business models and services that many users require,” said Mr. Sang Soo Lee, President of Enspert.
The tablets are produced in Korea and will be distributed in countries such as Australia, Germany, Netherlands, Norway, South Africa and Vietnam.
IDAG works to promote TV, radio and data services via DMB, DAB and DAB+ but also combined with Internet driven functionality via 3G and WLAN. The group is content and business driven and focuses on devices, technical solutions and business models.

28 gennaio 2010

iPad, nuovo campione per il testo e la parola?

Era inevitabile che il settore della radiofonia americana cominciasse subito a interrogarsi sul possibile impatto di iPad sul mezzo radiofonico. Il primo commento che mi è capitato di leggere questa mattina è di Taylor on Radio Info, una newsletter che mi stupisce sempre per la sua lucidità. Un altro, più ampio e articolato, è quelo di Radio Survivor. Secondo i primi esperti chiamati a dare un giudizio, iPad non sarà affatto un nemico della radio ma potrebbe anzi ampliare le possibilità di fornire contenuti e servizi paralleli, anche grazie alla compatibilità con le applicazioni per iPhone, alcune delle quali già di orientamento radiofonico. E' il modello di iTunes che si impone e si allarga, si legge sulla newsletter specializzata. La prima vittima di iTunes è stata l'industria discografica, che ha visto sfumare il concetto di "album" a favore della "traccia" singola, venduta a 99 cent. Adesso la finestra di opportunità della microtransazione si apre anche per i giornali, che trovano in iPad un'alleato-nemico comunque interessante da affrontare. Con il suo schermo più simile alla metafora del foglio di carta che al monitor televisivo, iPad potrebbe favorire un tipo di informazione e intrattenimento nuovamente basato sul testo, sul "segno" statico. E niente impedisce di pensare alle possibilità di immergere questi segni in un ambiente sonoro piuttosto che visual-televisivo. Per quanto definito il televisore possa essere, nel suo schermo l'informazione testuale non vincerà mai. Ma con iPad la parola, l'aspetto tipografico, risulta enormemente potenziato dall'alta definizione e dalla qualità.
Nel corso della presentazione di Steve Jobs, quando si è parlato di iBooks sul grande schermo dello Yerba Buena è stato proiettato il confronto tra Kindle e iPad nella visualizzazione della pagina di un libro. E' stato un confronto spietato: per quanto sofisticata e leggibile, l'inchiostro elettronico di Kindle (che è un prodotto di enorme successo e continuerà a esserlo) è apparso assolutamente inferiore alla pagina in formato ePub degli Apple iBooks. Posso sbagliarmi perché la mia impressione è legata a fotografie che possono aver falsato la mia percezione. Ma credo che Apple, nel suo iper-realismo, sia riuscita ancora una volta ad azzeccare meglio la metafora dell'eBook rispetto a una Amazon che ha - giustamente - voluto creare qualcosa che avesse un'identità specifica, qualcosa che sapesse anche differenziarsi dal libro vero. Bezos vuole comunicare che il libro può abbandonare la carta. Jobs ci dice che il libro può vivere su iPad in un modo molto simile a quanto accade sulla carta, ma con tanti vantaggi in più. Credo che sia una strategia migliore. E soprattutto credo che sia una strategia che finalmente, dopo almeno vent'anni di forte prevalenza della componente visuale-iconica, premia il testo, la parola. Che può essere scritta o parlata, che in ogni caso si presta facilmente a mescolarsi con il suono e la parola della radio. Su questo ultimo punto il nuovo dispositivo Apple lascia aperta una grande incognita: il sistema operativo continua a non essere multitasking, non è quindi certo che si possa fare dello streaming in background alla trasmissione di informazioni di contorno. Credo tuttavia che possa davvero cambiare qualcosa, come è sempre successo quando Apple ha azzeccato i suoi magici slanci di creatività tecnologica. Se questo prodotto non si rivelerà meno apprezzato del previsto (ci sono a mio parere degli svantaggi, a incominciare da quella che a me pare una portabilità assai incerta: come ci porteremo dietro iPad?), ci saranno spazi di miglioramento ed evoluzione, come per tutti i devices ad alta tecnologia. Se la radio come metafora avrà qualcosa da dire, finirà per dirla.


The secret behind Apple’s iPad is iTunes.

That’s the same system that first bedazzled and then dismayed record industry executives, who realized they’d lost control of pricing and watched the traditional and profitable “album” concept fade with the ability to buy single tracks for 99 cents. Now the publishing businesses hope they’ve learned the hard lessons of the music biz and don’t give up as much control to the alluring new iPad. They hope it can help rescue newspapers, and give magazines and books added life through a new distribution channel – iTunes to the iPad. The gizmo also provides an enhanced experience for TV shows and movies sold through iTunes. Paying just $499 for the basic model (without 3G cell phone access) suggests that Apple can afford to make very little profit on the hardware, but will make out on the software – newspapers, magazines, books, TV, movies. And look out, Amazon Kindle, with your monochromatic screen – the iPad is in glorious color, with a real touch screen like its older brother the iPhone. Its importance to radio? Thought you’d never ask.
The iPad is “another great way for radio stations to distribute content on an elevated platform.” That’s consultant Paul Jacobs of Jacobs Media, who tells T-R-I there’s a lot for radio to like (and not much to fear) from Steve Jobs’ announcement. He says “it elevates the game, but it’s not a game changer.” Here’s his logic – “Unlike how the iPod changed mp3 players and the iPhone changed cell phones, this device opens up a new category between the iPhone and desktops.” He predicts there won’t be “any large impact on media, like radio. It’s not a threat, nor an enhancement.” For those broadcasters who have already invested in iPhone apps, yesterday’s news from Steve Jobs was good – the existing apps should run on the iPad, too. Jacobs says the price is a pleasant surprise ($499 for the basic model, up to $829 for 64 gigabytes of memory and connection to a 3G cell phone, with AT&T charging another 30 bucks a month). Paul’s bottom line – “it’s like the iPod Touch on steroids…bigger, faster, cooler.”

21 dicembre 2009

La strategia mobile "universale" di NPR. La radio 3.0?

La National Public Radio annuncia il suo nuovo portale mobile e la cosa mi induce a proporvi questa analisi di fine anno dedicata all'evoluzione del modello radio. Guardate che è lunga, ma vorrei leggere i commenti di chi riesce ad arrivare fino in fondo. Seguo da tempo sufficiente il settore delle comunicazioni mobili per avere una prospettiva abbastanza ampia sulle varie fasi di passaggio da una "generazione" di standard alla successiva. E sono quindi in grado di valutare con una certa cognizione di causa l'innegabile successo di quello che viene genericamente definito il "Web mobile". Un successo tardivo se si vuole, ma solido e secondo me duraturo. Il ritardo è dovuto a un cumulo di fattori, primo tra tutti la cecità dimostrata dagli operatori nell'applicare alla trasmissione di dati sul telefonino tariffe completamente insensate. Ora che le tariffe sono abbordabili e gli smartphone o comunque i telefonini con browser costano molto poco, appare del tutto evidente che se in mobilità Internet interessa molto, il video non è altrettanto apprezzato. Per venderci lo standard UMTS ci avevano detto che la videochiamata avrebbe cambiato il mondo. Niente di meno vero. Poi è stata la volta della tv, con lo standard DVB-H. Altro imbarazzante flop.
L'audio della radiofonia, invece, sembra funzionare benissimo a bordo del telefonino. E lo sforzo fatto da molte singoli emittenti e organizzazioni più grandi per portare i loro contenuti audio sul cellulare, magari arricchendolo di informazioni testuali e grafiche, comincia a insegnarci parecchio anche sul funzionamento di Internet più in generale. Ho trovato molto interessante il progetto del nuovo portale mobile di National Public Radio, l'organizzazione radiofonica finanziata con il denaro pubblico in una nazione dove la radio commerciale è predominante. Andato online il 9 dicembre, Mobile NPR è stato sviluppato con l'aiuto di Conmio una società finlandese specializzata nel sviluppo di siti Web per la mobilità. Vi riporto il testo dei comunicati ufficiali di NPR (che con l'occasione ha annunciato anche l'imminente lancio della versione per telefoni Android dopo quella per iPhone) e della stessa Conmio. Ma per l'approfondimento sulle motivazioni vi rimando alla lettura del blog NPR Inside, dove si illustra molto bene il problema da affrontare per un Web costretto ad attarsi a decine di modelli di telefonino diversi e a diversi software e modalità di rappresentazione. La guerra dei browser è tornata moltiplicata per dieci, chi vuole pubblicare i suoi contenuti per raggiungere milioni di navigatori lontani dalle loro comode scrivanie in casa o in ufficio, deve trovare il giusto compromesso per riuscire ad assicurare per tutti un certo livello di servizio, dal telefonino di fascia medio-bassa allo smartphone più evoluto. Nel caso di NPR l'obiettivo della collaborazione con Conmio era proprio quello di raggiungere questo difficile equilibrio. Puntando un normale telefonino Java su m.npr.org, l'interfaccia assomiglia molto alla celebre videata dell'applicazione NPR per iPhone e anche gli stream audio saranno gli stessi.
L'applicazione per iPhone è stata prelevata solo nel primo da un milione di persone. NPR calcola che sono persone che trascorrono non meno di 15 minuti al giorno sul sito mobile. Un impiego talmente massiccio che i responsabili prevedono una diminuzione dei volumi di podcast scaricati dal Web tradizionale. Da queste considerazioni mi pare di vedere emergere un quadro complesso e secondo me trascurato. Gli utenti di smartphone molto evoluti come iPhone e Android, stanno diventando molto evoluti anch'essi: stanno trasformando il loro telefonino intelligente in un apparecchio radio diverso, che non assomiglia per niente né alla radio che conosciamo tutta né a quella che - si dice - sarebbe possibile grazie ai sistemi di radio digitale. Non so se è chiaro dove sto andando a parare: con il boom della mobilità di Internet e del suo ruolo come piattaforma radiofonica, l'intera questione del confronto tra modello broascast e unicast, viene rimessa in discussione
Ci vorrà ancora molto tempo, il "modello broadcast" continuerà a essere vantaggioso, anche in termini economici. Una unica antenna capace di distribuire lo stesso contenuto a milioni di persone avrà sempre la sua fondamentale importanza. Al tempo stesso, crescerà l'importanza di un sistema di distribuzione fondamentalmente diverso, basato su antenne di tipo unicast a larghissima banda. Il sito NPR serve secondo Conmio un bacino di 27,5 milioni di persone, di nuovi "ascoltatori" della radio. Quelli che parlano di digitalizzazione del modello broadcast su scala mondiale, farebbero bene a ricordare che la radio "vale" a livello mondiale meno di 27 miliardi di sterline, diciamo circa 30 miliardi di euro. La telefonia nel suo complesso, vale in 12 nazioni avanzate contemplate dal recente studio OFCOM sui mercati internazionali delle comunicazioni, 374 miliardi di sterline. Nonostante la crisi, sulle infrastrutture mobili si continua a investire per il passaggio dal 3G al 4G/LTE. L'obiettivo è rendere possibile connessioni da 100 megabit al secondo di picco, illuminando i bacini di utenza in modo da consentire che tali capacità siano accessibili a milioni di abbonati. La radio vissuta attraverso questa infrastruttura è un'esperienza radicalmente diversa, anche rispetto a quello che abbiamo visto finora sul Web. La radio 3.0: può essere ascoltata in real time, programmata in differita, scaricata sottoforma di podcast o di archivio, letta, partecipata. Tutto questo ha sicuramente un costo per il singolo ascoltatore, ma è un costo che la ricchezza della nuova esperienza può giustificare. E soprattutto è un modello concreto, standardizzato, industrializzato, non solo futuribile.

NPR EXPANDS MOBILE OFFERINGS; UNVEILS NEW MOBILE WEB AND ANDROID APP

NEW MOBILE WEB OFFERS HUNDREDS MORE LOCAL STATION PROGRAMS, IMPROVED NAVIGATION, AUDIO; ANDROID APP TO OFFER BACKGROUNDING FEATURE, EXTENSIVE NPR TOPICS OF THE DAY

Washington, D.C.; December 8, 2009 – Today NPR announced two major mobile launches -- a redesigned and expanded mobile NPR.org for users of web-enabled devices, and an NPR News app for Android, to be available soon. The Android app, named "NPR News," has completed the development phase and will be available to Android users later this month.
The new NPR Mobile Web offers easy access to hundreds of live and on-demand NPR and NPR station programs, and offers a greatly improved user experience for all mobile devices. The new Mobile Web is modeled on many of the attributes of the NPR News app for iPhone and iPod Touch and offers a similar look and feel. Mobile users can go to www.m.npr.org on their mobile device to access NPR.org content.
"We've seen a nearly ten-fold increase in our mobile traffic since the launch of our iPhone app earlier this year, said Kinsey Wilson, senior vice president and general manager, NPR Digital Media. "With the redesign of our mobile web site and the launch of the Android app we’re now able to bring that superior experience to a much wider audience."
Android is an open-source mobile operating system that has emerged as a strong competitor in the mobile space. Currently T-mobile, Sprint and Verizon support Android devices.
NPR was introduced to Android, an open source platform from the Open Handset AllianceTM, when GoogleTM employee, developer and avid NPR fan Michael Frederick approached NPR’s Mobile team with an offer to build an NPR app. Because Google employees are allowed to donate 20% of their time to any one project, Frederick offered to build an NPR mobile app for Android. NPR’s app for Android will be available soon for download in Android MarketTM.

Highlights of the new NPR Mobile Web:

· New Station Search Feature. The site will allow users to search for stations by zip code, call letters, or city/state. Users will also be able to "favorite" or bookmark multiple stations.

· Higher quality audio experience. Users can stream the audio links on the site from within their device's browser (rather than just "click to call"). The result is superior audio quality as well as availability in a wider range of audio formats: AAC, MP3, WMA, 3gp, and RM. Blackberry users can now play audio on the site within their browsers.

· More station audio. All the audio links available through the iPhone app will be available on the new NPR Mobile Web site: station live streams, podcasts, RSS feeds, and newscasts. A "device detect" feature will ensure that only audio links compatible with the particular device are displayed. Station logos will appear at the top of all screens that display station-specific content.

· Station newscasts. Station newscasts will continue to be available via the new NPR Mobile Web.

Highlights of the NPR News app for Android:

· Backgrounding. The NPR News app for Android allows backgrounding, so that users can click to listen to audio and then toggle between applications as the audio is playing. It also uses open source code, allowing developers to iterate and improve the app in the future.

· Listen and Read. Allows users to listen to programs and read news at the same time.

· Extensive Topics section. News section showcases NPR’s top 10-20 topics of the day ranging from Science to Books to World News.

· NPR station listening choices. Easy to find and bookmark more than 600 favorite NPR stations and hundreds of station on-demand streams. Live station streaming to launch in Spring 2010.

· Playlist. Bookmark favorite programs to play later.

Conmio, a software and services company specializing in mobile platforms, provided NPR with a device-specific layout, design and software platform. The Finland-based company also consulted with NPR on how to deploy audio to the broadest range of devices for NPR’s new Mobile Web.
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Finnish Conmio Powers US Public Radio’s New Mobile Web

– Relaunched service delivers improved on-the-go access to USA’s largest public radio network with an audience of 28 million

December 9th, 2009 (Helsinki, Finland)—Finnish-based mobile technology company Conmio has provided the software platform, design and audio services for the new mobile platform of USA’s National Public Radio (NPR). Serving a growing audience of 27.5 million Americans each week, NPR’s redesigned and expanded site delivers a much improved user experience, including better audio, navigation and interactive tools.
Conmio is the technology partner for a number of media, telecommunication and brand sites, providing turnkey software solutions for mobile services creation and management in the U.S. and abroad.
“As consumers rely more and more on their mobile devices for accessing news, information and entertainment, it is critical that the technology delivers the best user experience also with rich media,” said Tero Hämäläinen, CEO of Conmio. “Known for its innovative, thought- provoking programming, NPR continues to set the standard for radio. We are pleased they turned to Conmio to extend that same level of technology innovation and quality to their mobile offerings.”
The Conmio-enabled technology is customized and adaptable for each online service provider’s IT- environments. The ManaGate software offers mobile service management and device detection frameworks for optimizing mobile user experience and service usability. For NPR Mobile Web, these features ensure smooth mobile audio experience for all audio compatible web enabled mobile devices.

14 ottobre 2008

Huggers (BBC), "il miglior servizio digitale del mondo"

Erik Huggers, l'olandese (con 9 anni di esperienza in Microsoft) recentemente nominato a capo della sezione Future Media and Technology della BBC si confessa sull'Internet Blog della Beeb e in una lunga intervista al Guardian, in cui Huggers rivela che il suo obiettivo non è fare della BBC qualcosa di rilevante nell'era digitale ma creare il miglior servizio mediatico digitale aperto del mondo. Ora, non fraintendetemi, io quando vedo il termine "aperto" utilzzato da chi ha passato in Microsoft nove anni della sua carriera ormai ho il traduttore automatico. Aperto significa in sostanza "per Windows". E infatti su iPlayer, il terminale software che permette di accedere, su Internet e ormai su diversi dispositivi mobili, ai contenuti digitali della BBC, ci sono state parecchie polemiche in questi mesi, relative soprattutto alla disponibilità della sola versione Windows del programma e all'uso di determinati sistemi di protezione dei contenuti. Adesso che iPlayer sta uscendo in versione per dispositivi mobili, l'attenzione degli osservatori è concetrata sulle specifiche che la BBC ha scelto per proteggere i propri contenuti sui palmari e gli smartphone. Si tratta delle specifiche OMA, una alleanza "aperta" ma molto condizionata dalla presenza di membri fondatori come Microsoft (per la verità non solo Microsoft, non manca per esempio la presenza di Symbian che recentemente è diventato un progetto open source).
In ogni caso i contributi di Huggers sono entrambi molto interessanti. Così come il post immediatamente precedente del BBC Internet Blog, firmato da Matthew Postgate, "controller" di BBC Mobile. Il post di Matthew è pieno di link che impiegherei troppo a riportare qui. Andate a vedervi l'originale.
BBC iPlayer Mobile Downloads & DRM

Mobile BBC iPlayer has been around in various forms since March on the iPhone and iPod touch.
It's proved very popular, yet we've always been aware that by only offering streaming, it misses out on one of the key use cases of mobile and portable devices - offline playback of programmes on planes, trains etc.
The Nokia N96 is the first device we've come across that really ticks all the boxes in terms of having all the features and capabilities we need to offer this: it's got a powerful browser, 3G and WLAN support and, crucially, it supports the OMA DRM 2 specification.
The BBC only has rights to make TV programmes available in iPlayer for a limited number of days after the original broadcast - so, when we provide downloadable programmes, we have to use DRM (Digital Rights Management) technology which ensures that the programme is only available to users on the phone for the allowed number of days.
OMA DRM 2 is such a DRM solution. It was designed a few years ago by the Open Mobile Alliance (the main mobile industry group that creates such things) and has been emerging in phones for the last year or so, now including the Nokia N96.
Until now, it's largely only the mobile operators that have been using it, but in order to provide the download experience we want to offer, we've decided to license the technology and build the server systems necessary to package and distribute our programmes in the OMA DRM 2 format.
As well as enabling us to provide downloadable programmes to the N96, the OMA DRM 2 system is available on a growing number of handsets, and so we expect our investment here to help enable us to provide mobile BBC iPlayer on a range of mobiles.
In order to build the necessary DRM servers, the BBC has taken licenses from three companies: CoreMedia, who provided us with a software development kit which allowed us to build the system in a few short weeks; Intertrust, which is a leading inventor and patent owner of technology in the OMA DRM 2 specification and CMLA (Content Management License Administrator), which is the leading Certificate Authority (CA) and "Root Of Trust" for the OMA DRM 2 system. I think this last one warrants a little more explanation.
On a technical level, the OMA DRM 2 system uses a certificate system similar to that used in SSL and other secure communication systems to identify the various parties involved in the download of DRM content to a phone (device model, device manufacturer, content distributor, CA etc).
The certificates provided by CMLA are preinstalled on the phones and integrated with our server system, and this allows each party to identify each other and confirm that the certificate is genuine and issued by CMLA - and, crucially, the server and phone are able to check the other party's certificates status with CMLA to determine whether the certificate is still trusted. This is the essence of "trust" in a DRM system.
The content creators and owners "trust" CMLA to manage the certificate status of devices and service providers like us so that, should a device implementation become compromised, or a service provider go "bad", they can be taken out of the system easily and without any explicit action by any other party (e.g. the BBC).
There is a lot more subtlety, complexity and technical detail underneath the surface in this topic. Interested readers will find more detail on the internet.


09 ottobre 2008

BBC, motore di ricerca potenziato e iPlyer sui mobili

Davvero notevole il motore di ricerca dei programmi radiotelevisivi della BBC, appena potenziato e rivisto. Per ogni parola chiave ora vengono elencati i programmi che si possono consultare con l'iPlayer, il lettore universale per l'accesso via Internet ai contenuti del broadcaster pubblico britannico, e le informazioni di corredo, le notizie, i riassunti degli episodi delle serie... Una miniera di informazioni in un pratico format aggregato. Da provare (qui a fianco riporto la videata della ricerca delle parole "Silvio Berlusconi".)

Take a look at the latest version of the BBC's search service.
For the first time, relevant BBC TV and radio programmes are included in your search results alongside news articles, other BBC web pages and links to external websites.
About a third of the most popular searches on the BBC seach engine are for programmes. While selected programme websites have always been available in search, you will now find two new types of results:

• programmes that you can watch or listen to in BBC iPlayer
• and episode pages for all programmes broadcast on radio or television in the last eighteen months (since we began /programmes our new approach to publishing programme information).

Most of these episode pages will not let you watch or listen to programmes, but you can read about that episode's storyline and cast, and in the future these pages will contain richer information including clips, like this.
The search results pages have also taken on the new BBC style and we are experimenting with new ways of displaying the results. I think it looks great - let us know your thoughts.
I am going to post about this in more depth in a couple of weeks - once we have some performance figures and feedback.
This is the first of a series of planned improvements to search in the next few months, so any observations from you are very welcome indeed.
And for anyone who wants a more in-depth view of how BBC site search works, one of our senior software engineers, Andy Webb, will be posting in a couple of days.
Un'altra novità riguarda l'iPlayer stesso che da oggi si apre ancora di più al mondo dei dispositivi palmari (telefonini e lettori multimendiali vari). Adesso iPlayer può funzionare anche sui dispositivi che supportano il sistema di protezione dei contenuti di Microsoft. Non si tratta in questo caso di accesso realtime perché questi lettori in genere non hanno connettività Internet, ma adesso gli spettatori potranno scaricare i loro contenuti preferiti e guardarseli successivamente.
As part of our ongoing mission to make BBC iPlayer available on more devices, I'm pleased to announce that BBC iPlayer TV programmes can now be downloaded to portable media players that are able to support Windows Media-protected content.
Of course, BBC radio downloads and podcasts have been portable to different devices for sometime - just point your device to bbc.co.uk/podcasts and you'll get a version for iPod/iPhone, for Sony PSP and for some Nokia phones. But this is the first time that you can play BBC iPlayer TV programmes on a range of portable media devices.
So far, we've tested BBC iPlayer on:
• Sony Walkman E and S series
• Archos 605 WIFI and Internet Media Tablet
• Philips GoGear 52xx series
• Samsung YP-P2 and YP-Q1
• Nokia N96
See full list of devices on which iPlayer is available.
These devices do not have internet connectivity, so we're talking about a download rather than a streaming experience. What both these devices have in common is that they support Windows Media Protected playback - that is, they support Windows DRM for portable devices, which allows us to make our programmes available for download on them.

06 marzo 2007

ESA: radio digitale dal satellite in pensione

Grazie a Hirschler.net, il blog sulla radio digitale, ho avuto modo di recuperare una notizia che mi era completamente sfuggita. Era comparsa sul sito della BBC a metà febbraio e si riferiva a una presentazione avvenuta a fine gennaio in Olanda, dove l'Agenzia Spaziale Europea ESA ha presentato un progetto denominato Ku-Band Multimedia for Cars. Si tratta di un'ambiziosa ricerca sulla fattibilità di una rete satellitare per avanzati servizi multimediali e radiofonici rivolti al pubblico degli automobilisti europei, su modello di analoghe reti satellitari americane o del progetto Worldspace. Con due fondamentali differenze. Innanzitutto il progetto mira a utilizzare gli attuali satelliti televisivi geostazionari in banda Ku (non in banda L), in particolare quelli che stanno arrivando alla fine del loro ciclo di vita e non possono più garantire una stabilità sufficiente per la ricezione con parabole fisse. I partner tecnologici dell'ESA stanno studiando modalità e antenne speciali per rendere possibile la ricezione anche in queste condizioni.
La seconda particolarità è che i servizi proposti non sarebbero propriamente in streaming. Invece di trasmettere un programma in tempo reale, i satelliti servirebbero a diffondere file multimediali da conservare nella memoria cache dei ricevitori veicolari. Una volta "ricomposta", questa trasmissione in differita può essere ascoltata a piacimento dagli automobilisti. Perché questa apparente complicazione? Perché la radio in differita consentirebbe di fare a meno della rete di "gap fillers" terrestri, i trasmettitori a bassa potenza che nel caso di reti come Sirius o Worldspace servono per illuminare le zone non coperte dal cielo, come gallerie e sottopassaggi, ed evitare i buchi nella ricezione. Sul sito dell'ESA si trovano molte informazioni e grafici. Parte del materiale richiede una password d'accesso che potete provare a richiedere, ma la documentazione aperta è già molto esaustiva. Qui per esempio c'è una descrizione molto completa. Secondo l'ESA il sistema, oltre che più economico visto che permetterebbe di risparmiare sul lancio di nuovi satelliti, risulterebbe avere una efficienza analoga a quella delle reti satellitari in banda L. Viene prevista anche la possibilità di servirsi di reti GPRS/UMTS come canali di ritorno per l'interattività Da qui a ipotizzare una possibile entrata in funzione dei futuri servizi, tuttavia, ce ne corre. Stiamo parlando ancora di prototipi, di sistemi che devono ancora essere testati su scala più estesa. E che forse, chissà, probabilmente non vedremo mai.