16 novembre 2011

ACE-High, i ponti radio troposferici della Guerra Fredda finiscono su Repubblica

Un grande pezzo, con numerose foto, quello scritto da Enrico Mingori sulla cronaca parmense di Repubblica a proposito del museo "open air" che i radioamatori sono riusciti a realizzare sul Monte del Giogo, nel territorio comunale di Comano, Massa Carrara. La postazione del Giogo è stata per anni uno dei nodi del network di radiocomunicazione troposferica della NATO, una dorsale di ripetitori in altura che consentiva di trasmettere dati e voce dalla Turchia alla Norvegia, sfruttando gli effetti dello scattering, diffusione, troposferica (la storia di questo sistema, ACE-HIGH, è raccontata da Paolo Romanini su Tecnologia&Difesa del settembre 2009). In questo modo, immagino, era possibile comunicare su distanze ragguardevoli utilizzando un numero inferiore di ponti radio rispetto a una propagazione puramente line of sight.
Sul Giogo sono rimaste due coppie di paraboloidi di grandi dimensioni, puntate verso sud (la Tolfa) e ovest (Nizza). Abbandonata da anni, la postazione è stata presa in carico dai radioamatori di Parma, membri del Gruppo Microonde Scatter Monte del Giogo, che hanno in parte restaurato antenne e edifici, montando nuovi impianti radioamatoriali e installando un piccolo museo di apparati militari, senza ricevere alcun sostegno da parte delle pubbliche istituzioni (anzi, l'articolo di Repubblica, scovato da Andrea Borgnino, ricorda molto opportunamente la beffa della spiacevole "corrispondenza giornalistica" trasmessa qualche anno fa da Striscia la Notizia, che aveva mandato un "inviato" su un luogo definito "in rovina", senza neppure curarsi di approfondire la storia dell'intervento - già in corso da anni - del Gruppo).

I radioamatori che hanno trasformato 
l'ex base Nato in un museo

Un gruppo di parmigiani dal 2005 hanno in concessione la stazione radio sulla cima del Monte del Giogo, tra Parma e Massa, utilizzata dagli americani durante la Guerra fredda. "Nessuna istituzione ci ha mai dato un soldo per rimettere a nuovo questo posto: è tutto frutto della nostra passione

di ENRICO MINGORI

All'ingresso, inchiodato alle robuste sbarre di metallo della cancellata, c'è un cartello: "Zona pericolosa". Il filo spinato corre minaccioso lungo l'intero perimetro dell'area, una telecamera accesa 24 ore su 24 registra qualsiasi movimento avvenga nei pressi dell'entrata. Già sul ciglio della stradina ripida e sconnessa che porta all'ingresso una scritta avvertiva: "Vietato l'ingresso". Ma disobbedendo si arriva a questo sbarramento in ferro dai tratti sinistri, sul quale si infrange il sentiero asfaltato che porta al cocuzzolo della montagna.
Siamo sulla cima del Monte del Giogo, Appennino tosco-emiliano, 1.500 metri sul livello del mare. Regione Toscana, provincia di Massa Carrara, Comune di Comano. Una manciata di chilometri più giù si parla, e si produce, il parmigiano. Parma è ad un'ora di macchina, ma sono pochi, in città, a sapere che la Guerra Fredda è passata anche da questa vetta della Lunigiana, silenziosa solo in apparenza. Dall'altra parte del cancello sorge l'ex base Nato "Livorno", una tra le più importanti stazioni radio dell'Alleanza Atlantica ai tempi della contrapposizione tra i due Blocchi. Dal 1958, per oltre trent'anni, questo complesso da 20mila metri quadrati ha fatto da ponte a comunicazioni chiave sulla sorveglianza dei confini con i Paesi aderenti al Patto di Varsavia. Kennedy, Kruscev, Regan, Gorbaciov: le loro voci, e quelle dei loro generali, sono transitate anche da qui. Poi, un giorno, dall'altra parte dell'Oceano arrivò l'ordine di chiudere il presidio per far spazio ai collegamenti satellitari. Era un gelido mattino dell'inverno 1995, il Muro di Berlino era crollato da più di un lustro e i militari addetti alle apparecchiature radio lasciarono il Giogo per sempre.
Da allora sono passati quasi 17 anni, ma le due coppie di antenne paraboloidi da 20 metri di diametro ciascuna sono ancora lì, sulla punta estrema del monte, a guardare da vicino il cielo e rapire gli occhi di chi entra nella base per la prima volta: enormi orecchie dell'Europa filo-americana, simbolo monumentale della civiltà delle telecomunicazioni. Due puntano verso la stazione francese di Nizza, due verso quella romana della Tolfa. C'è anche un traliccio, alto circa 25 metri, con altri due paraboloidi, più piccoli, che comunicavano con il presidio bresciano di Dosso dei Galli. Dalla Norvegia alla Turchia, erano 49 in tutto le stazioni europee rientranti nel Network Nato denominato "Ace High Troposcatter" (basato cioè sulla diffusione di onde elettromagnetiche nella Troposfera).

Ee ecco un interessante servizio video realizzato da ARI Padova. Dell'impianto esistono anche le fotografie scattate da Andrea. Qui invece trovate un bellissimo mashup di Google Maps con le postazioni di ACE e altri network militari. Il sito è raggiungibile da Comano o, provenendo dalla provincia di Parma, da una deviazione al Passo di Lagastrello dalla provinciale 665.


The Sun Today, l'attività solare non influisce sui terremoti

Una delle teorie cospirazioniste più popolari riguarda la possibilità di scatenare devastanti terremoti intervenendo sulla "cavità" (un importante concetto nella fisica delle radiazioni) tra ionosfera e suolo con bombardamenti elettromagnetici a frequenze estremamente basse. Nel mirino dei complottisti c'è per esempio l'impianto HAARP che in Alaska effettua una serie di sperimentazioni sullo strato di plasma atmosferico, anche - a quanto si sa - con scopi militari, per studiare tecniche di "potenziamento" delle radiocomunicazioni. Analizzando la questione con un minimo di buon senso è facile rendersi conto che la semplice correlazione tra attività sismica e i cosiddetti "precursori" osservati nelle bande RF a bassa frequenza non può autorizzarci a pensare che valga anche la correlazione inversa. Se enormi masse di terreno possono provocare perturbazioni nel campo elettromagnetico, il fenomeno contrario appare francamente improponibile: non posso perturbare il campo e ottenere dei terremoti.
Il sito The Sun Today, curato da alcuni ricercatori della NASA, ha pubblicato recentemente un articolo che nega ogni correlazione tra terremoti e brillamenti solari. L'attività sul nostro astro è ovviamente legata a quello che succede nella ionosfera, ma i grafici pubblicati da The Sun Today dimostrano oltre ogni dubbio che le curve sono del tutto indipendenti, il sole "brilla" per conto suo e al massimo, oltre a condizionare la propagazione dei segnali radio e a influire negativamente sui satelliti artificiali e persino sulle reti dell'alta tensione, può scatenare il suggestivo fenomeno delle aurore boreali e australi. Che per fortuna non fa alcuna vittima.

First let us pose the science question we wish to answer: do solar flares cause earthquakes? Note that this is more specific than asking ‘is there a relationship between solar activity and earthquakes?’. First of all, solar activity can mean flares, or coronal mass ejections, or bursts of solar wind. Here I will focus only on flares, but do bear in mind that flares and CMEs often occur in tandem. Secondly, we are asking if flares CAUSE earthquakes; not whether a LACK of flares cause earthquakes. If flares do indeed cause earthquakes then we would expect to see a positive correlation between flares occurring and earthquakes occurring. If a lack of flares cause earthquakes, then we would expect a negative (or anti-) correlation.
For this experiment I have downloaded data from all known earthquakes from 1980 to the present day. This data is publicly available from the United States Geological Survey website (USGS). Here I must point out that I am not a seismologist – I have merely gathered together the dates and magnitudes of all known earthquakes greater than 4 on the Richter scale from the past 30 years. A list of all the solar flares from the last 30 years is also available from NOAA’s National Geophysical Data Center (NGDC). Below is the plot I made which shows the occurrence rate of both solar flares (in blue) and earthquakes (in red). (Anyone with a basic understanding of Excel, a little curiosity, and a bit of patience, can try this for themselves.) You can see that solar flares come and go with each solar cycle (approximately every 11 years), whereas earthquakes appear to occur continuously, with no obvious pattern.

15 novembre 2011

La radio internazionale targata USA conquista 106 milioni di audience

BBG, l'organo che gestisce la programmazione delle stazioni radiotelevisive finanziate dal Governo americano ha pubblicato i suoi dati di audience. Su scala mondiale, i programmi di VOA, Radio RFE/RL, Radio Sawa e altri raggiungono ormai 187 milioni di persone. Strabiliante il dato relativo alla radio: 106 milioni di ascoltatori, contro i 10 che utilizzano Internet. I risultati sono stati ottenuti in un arco di tempo piuttosto lungo, cinque anni, attraverso 172mila interviste in una ottantina di nazioni.
Come si vede la radio rappresenta il mezzo principe dell'offerta BBG, che raggiunge anche una audience di 97 milioni di telespettatori. Come si sa, una discreta percentuale di questa offerta radiofonica oggi viaggia sulle onde corte, che però vengono percepite come un medium troppo costoso e desueto. In effetti molti programmi viaggiano ormai sulle frequenze FM frutto di accordi con emittenti e gruppi editoriali locali e il piano di rinnovamento recentemente introdotto dal Board of Governors prevede un ridimensionamento dell'intero comparto onde corte.

BBG Broadcasts Reach Record Audiences

(WASHINGTON, D.C.—November 15, 2011) U.S. government funded international broadcasters reached an estimated 187 million people every week in 2011, an increase of 22 million from last year's figure, according to new audience data being made public by the Broadcasting Board of Governors.

“We are pleased that people the world over are responding in unprecedented numbers to our high-quality journalism and active audience engagement,” said BBG Chairman Walter Isaacson. “The ability of our broadcasters to inform, engage and connect audiences through traditional and social media alike lie behind these impressive results and will be essential to driving future audience reach and impact.”

The record numbers, released in the BBG Performance and Accountability Report (PAR), measure the combined audience of the Voice of America (VOA), Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), Radio and TV Martí, Radio Free Asia (RFA) and the Middle East Broadcasting Networks (Alhurra TV and Radio Sawa). The report details impact on audiences around the globe including people in the world’s most repressive media and political environments.

The BBG’s PAR follows on the heels of BBG’s latest strategic plan, Impact through Innovation and Integration, which sets an over-arching objective of making BBG the world’s leading international news agency working to foster freedom and democracy with the goal of reaching 216 million people weekly by 2016.

This year there were significant audience increases in Afghanistan, where RFE/RL and VOA together reach 75% of adults weekly; in Egypt, where Alhurra TV doubled its weekly audience to 15% in tandem with the Arab Spring; and in Indonesia, where VOA’s aggressive affiliate strategy has boosted weekly audiences to some 38 million adults.

Audiences in many other strategically relevant countries held strong. In Nigeria, VOA retains its position as a news source of record with 23 million weekly listeners. In Burma, VOA and RFA reach 26% and 24% of adults, respectively, amounting to a weekly audience of 10 million.

Audience declines took place notably in Iran, where the government continues aggressive jamming of every BBG transmission platform, including satellite uplink jamming; and Pakistan, where the media market is increasingly fragmented and use of radio is declining.

While radio remains the BBG’s number one media platform, reaching 106 million people per week, television’s growth puts it 97 million people. The Internet audience was approximately 10 million, with the largest online audiences measured in Iraq, Russia, Indonesia, Egypt and Iran.

· Download 2011 Performance and Accountability Report (PDF)

· BBG 2011 Audience Overview (PDF)

· BBG Research Methodology (PDF)



The Broadcasting Board of Governors is an independent federal agency, supervising all U.S. government-supported, civilian international broadcasting, whose mission is inform, engage and connect people around the world in support of freedom and democracy. BBG broadcasts reach an audience of 187 million in more than 100 countries. BBG networks include the Voice of America, Radio Free Europe/Radio Liberty, the Middle East Broadcasting Networks (Alhurra TV and Radio Sawa), Radio Free Asia, and the Office of Cuba Broadcasting (Radio and TV Martí).

Polvere di plasma. La luna e la sua (finora) inspiegabile ionosfera



L'interesse degli ascoltatori delle onde corte nei confronti di trasmissioni radiofoniche lontane e spesso difficili da captare poggia - come sappiamo oggi - sull'esistenza di uno strato di gas altamente ionizzato della nostra atmosfera, un guscio di plasma a circa un centinaio di chilometri di quota che può riflettere i segnali radio. Questo gas viene generato dall'effetto distruttivo della radiazione solare sulle molecole dell'atmosfera ed è una caratteristica dei pianeti simili alla terra. Per esempio esiste una ionosfera su marte e ne abbiamo addirittura una mappa, creata nel 2007 con le ionosonde a bordo della sonda Mars Express.
Senza atmosfera, vien fatto di pensare, non ci può essere ionosfera. Niente guscio di gas, niente ionosfera. Invece no, come direbbe Lucarelli. Negli anni 70 due sonde sovietiche, Luna 19 e Luna 22 volando nella loro orbita lunare, osservarono con certezza la presenza di una ionosfera e analoghe osservazioni furono confermate da altre missioni americane. Uno studio dei radioastronomi di Medicina e Noto pubblicato nel 2008 ha osservato la ionosfera lunare grazie alle occultazioni, il fenomeno per cui un astro o un pianeta nascondono momentaneamente un altro oggetto (nel caso di questo studio uno degli oggetti occultati fu la sonda Venus Express).
Questa ionosfera lunare non è una gran cosa, si parla di un migliaio di elettroni per centimetro cubo (lo strato più denso della nostra, quello siglato F, è mille volte più denso). Ma anche così nessuno finora è riuscito a capire come diavolo potesse sussistere. Per la verità non è che la luna l'atmosfera non ce l'abbia proprio, tra impatti di meteoriti e decadimento radioattivo un po' di gas viene spremuto anche dal nostro satellite naturale, generando una "sottospecie" di atmosfera che gli scienziati chiamano exosfera. Un guscio talmente tenue che se lo confrontiamo con l'aria che respiriamo arriveremmo a una densità inferiore per fattore di 10 alla 17. Praticamente nulla e comunque del tutto insufficiente per giustificare una ionosfera di gas.
Il mistero è durato per quarant'anni, fino a quando un giovane scienziato del Goddard Center, Tim Stubbs, andandosi a rileggere le osservazioni degli astronauti dell'Apollo (che avevano avvistato strani aloni all'orizzonte lunare), ha formulato una ipotesi che sembra molto plausibile. La ionosfera lunare sarebbe formata da particelle di polvere (una materia prima molto abbondante sulla superficie della luna) ionizzate dagli stessi meccanismi che generano il plasma di gas delle ionosfere convenzionali. Le teorie di Stubbs potranno essere verificate molto presto, perché la luna è già stata raggiunta dalla sonda ARTEMIS, mentre nel 2013 partirà - proprio per andare a studiare la exosfera lunare - la missione LADEE. E' affascinante pensare che due eventuali basi lunari in futuro potrebbero comunicare tra loro con le onde corte, anche per il momento nessuno sa come potrebbe comportarsi questo particolare strato ionizzato. Ecco qui un breve documentario realizzato dalla NASA, che ha pubblicato anche questo articolo:




14 novembre 2011

ITN, sensori e radiocomunicazioni al servizio di un traffico più smart

Parte mercoledì 16 novembre al Lingotto di Torino l'appuntamento con il salone ITN, dedicato come al solito alla telematica veicolare, la gestione intelligente del traffico e l'infotainment. Molti i motivi di interesse nei confronti di tecnologie che si basano su infrastrutture di radiocomunicazione terrestri e satellitare, ma anche su standard e sensori RF per il trasporto "prossimale" di informazioni (vehicle-to-vehicle communication, sistemi di prevenzione degli incidenti e così via). Ecco i due convegni che mi paiono più stimolanti


TELEMATICS AND NAVIGATION

La telematica, la navigazione satellitare, l’infomobilità e i servizi di localizzazione

Una fotografia attuale e aggiornata delle dinamiche di un mercato in rapida e costante evoluzione, sempre più importante nella ripresa e sviluppo del Paese: scenari di mercato, trend, opportunità, investimenti e sistemi di finanziamento all’innovazione, player del mercato, applicazioni e servizi.

Chairman: Michael Sandrock, Chairman, TelematicsPro eV

9:00 Registrazione

9:30 Apertura lavori

9:45
“The implementation of the harmonised interoperable EU-wide eCall in Europe”
Pierpaolo Tona, Project Officer of the European Commission, unit "ICT for Transport" of the Directorate General for Information Society and Media

10:05
“ITS for Connected Mobility”
Rasmus Lindholm, Head of Partnership Services & Communication at ERTICO, ITS Europe

10:25
“L’automotive e i benefici dei servizi globali di connettività gestita M2M – Automotive and managed global M2M connectivity services benefits”
Marco Canesi, Sales & Marketing Manager M2M – Italy, Vodafone

10:55
"Information on Mobility: an End to End Approach"
Antonio Romano, Senior independent advisor in the ICT market

11:15 Coffee break

11:45

“Intelligent Transport Systems - More Mobility and more Traffic Safety” Thomas Kuhn, Senior Manager Advanced Technologies Infotainment & Connectivity, Continental Automotive

12:05

“Have crowd-sourcing and free routing breached the barriers to entry to the navigation fortress” Michael L. Sena, President, Michael L. Sena Consulting

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Giovedì 17 novembre 2011 ore 14:30 -16:30 sala Forlanini - OVAL

ON-BOARD TELEMATICS AND CAR SENSOR

L'evoluzione delle tecnologie e l'integrazione con le reti di telecomunicazione

La telematica di bordo, i sistemi di navigazione e le comunicazioni digitali senza fili per lo sviluppo di applicazioni automotive di nuova generazione.

L’evoluzione delle tecnologie e l’integrazione con le reti di telecomunicazioni sono fondamentali per il segmento di mercato dell’auto. E la proposta di un veicolo intelligente richiede un’interazione tra diversi player, dai produttori, ai dealer ai network di assistenza.

Panoramica delle tecnologie, applicazioni e opportunità di business: dalle piattaforme telematiche ai sistemi di navigazione e servizi satellitari professionali e consumer, con un focus su test software, interfacce di programmazione, sensori, antenne, terminali, ricetrasmettitori mobili, telecontrollo e accessori.

Chairman: Francesco Lilli, Centro Ricerche Fiat, ATA member

14:30 Apertura dei Lavori

14:45
“Gli strumenti per lo studio delle comunicazioni nelle reti veicolari”
Daniele Brevi, Responsabile del laboratorio Broadband Wireless Access (BWA), Istituto Superiore Mario Boella

15:05
“SafeTRIP: Una piattaforma aperta per servizi ITS su reti ibride satellitari/terrrestri" Sabino Titomanlio, M.B.I. Business development and innovation director Membro del Core Group of the SafeTRIP consortium

15:35
“In Vehicle Infotainment and Open Source”
Luca Fogli, Responsabile Laboratorio Infotainment per l'unità di business Automotive, Intecs

16:05
“Controllo dei movimenti oculari e performances di guida”
Giorgio Guidetti, Direttore dell'U.O.s. di Audio-Vestibologia dell'azienda USL di Modena presso l'Ospedale Ramazzini di Carpi

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Venerdì 18 novembre 2011 ore 9:30 - 13:00 sala Forlanini - OVAL

TELEMATICS AND INFRASTRUCTURES

Programmi telematici e infrastrutturali, strategie territoriali e innovazioni tecnologiche

Telematica, navigazione satellitare e localizzazione, tecnologie chiave di una società mobile e mercato con un notevole potenziale di crescita.

Approfondimento sui progetti per la gestione “intelligente” di territori e di infrastrutture, dalla progettazione di applicazioni che rendono le infrastrutture reattive alle sollecitazioni esterne, a quelle per ottenere informazioni intelligenti dai territori.

Chairman: Elena Comelli, Giornalista

9:00 Registrazione

9:30 Apertura dei Lavori

SALUTO DI BENVENUTO:

9:45 Bartolomeo Giachino, Sottosegretario Ministero Infrastrutture e Trasporti

10:00 Barbara Bonino, Assessore Regionale ai Trasporti, alle Infrastrutture, alla Mobilità e alla Logistica

10:15
“Verso il recepimento della Direttiva ITS in Italia: opportunità e prospettive nazionali”
Rossella Panero, Presidente, TTS Itala

10:30
“Dalle infrastrutture alla banda larga: il sistema camerale per lo sviluppo competitivo del territorio”
Antonello Fontanili, Direttore Uniontrasporti

10:45

“UIRNet: i servizi ed il modello di sviluppo del mercato”

Rodolfo de Dominicis, Presidente e Amministratore Delegato, UIRNet

11:00
“Viabilità 2.0 - L'infomobilità dalla mappa stradale cartacea a Twitter”
Giuseppe Scanni, Direttore Centrale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali, ANAS

11:15 Coffee break

11:35

“Dai Dati alle App”

Gianluca Di Pasquale, Senior Advisor, Between, Esperto mercato Smart City

11:50
“Traffico: Inizia la rivoluzione!”
Claudio Clausi, Vice President Sales Europe e Middle East, Tom Tom Licensing Business Unit

12:10
“Il Traffic Operation Centre della Regione Piemonte: sfida tecnologica ed organizzativa”
Matteo Antoniola, Sviluppo del Business, 5T

12:25
“Infrastrutture “smart” per città “smart”: la convergenza delle reti al servizio del territorio”
Massimiliano Veltroni, Direttore Business Unit Sicurezza, Selex Elsag e Amministratore Delegato, Selex Service Management

12:40
"Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la mobilità pubblica"
Michele Ieradi, Esperto di ITS applicati alla progettazione e realizzazione di servizi di Infomobilità per il cittadino (Trasporto Pubblico e sostenibile)

11 novembre 2011

Messaggi fluttuanti, la nuova musica di Annie si ispira alla vecchia radio di guerra

Un altro compositore affascinato dai suoni non sempre gradevoli ma musicalmente etimbricamente complessi, mai banali che escono (anche nell'immaginario collettivo) dagli altoparlanti delle radio. Radio vecchie, possibilmente, quelle delle musichette distorte, dei proclami gracchianti, dei mille disturbi e fruscii e brusche cadute di intensità.
Questa volta è una compositrice, viene da New York e si chiama Annie Gosfield. La sua discografica include già un titolo, uscito tre o quattro anni fa, che gli amanti della radio d'epoca non potranno fare a meno di apprezzare: Lost signals and drifting satellites, interpretato dal violino di George Kentros ma contrassegnato, nello sfondo, anche dal tenue bip bip che le registrazioni amatoriali dello Sputnik hanno reso celebre.
La Gosfield, dice il Telegraph, sta per iniziare una nuova tournée europea. Il 23 novembre, a Dartington ci sarà la prima di un nuovo lavoro che sembra essere stato composto da un marconista: Floating messages and fading frequencies. Con lei, in un tour che si concluderà a Liverpool, la danese Athelas Sinfonietta. raggruppamento orchestrale specializzato nella musica del XX secolo. E' importante il rimando alla Danimarca perché come la Gosfield ha raccontato al quotidiano britannico, l'ispirazione per Floating messages viene dalle sue relazioni con un anziano insegnante di piano che a New York le raccontava delle sue esperienze nella Resistenza europea. Annie ha rivolto le sue ricerche alla storia, alle modalità scelte dai raggruppamenti partigiani per comunicare, specie in Danimarca e Francia. Secondo l'autrice, parte dei messaggi scambiati venivano veicolati, sottoforma di codice, attraverso i programmi delle emittenti ufficiali, in modo che potessero essere ascoltati con mezzi normali. Lo sappiamo bene anche noi italiani, con i famosissimi messaggi personali di Radio Londra. Anche i francesi avevano i loro messages personnels. Questo, sottolinea però la Gosfield, non significa che la sua musica possa essere considerata descrittiva, d'ambientazione. Al contrario, il concetto stesso di codifica viene trasferito sui piani della notazione e della strumentazione, con in più l'innesto di contributi al campionatore, che saranno sostanzialmente improvvisati sullo sfondo di una partitura perfettamente definita e affidata alla piccola orchestra danese. Non mancheranno certamente i crepitanti rumori e le sequenze Morse che tutti noi continuiamo ad associare alla radio al tempo di guerra.

10 novembre 2011

AEF, critiche e sforamenti di spesa rischiano di costar care alle onde corte di France Internationale


Contestazioni sul nuovo assetto centralizzato e aspre critiche alla governance e alla spesa fuori controllo di Audiovisuel extérieur de la France mettono improvvisamente in pericolo le attività in onde corte di un altro grande broadcaster internazionale: Radio France Internationale.
Oltre a RFI, il gruppo AEF concentra dall'inizio del 2009 la programmazione di France 24, TV5 Monde e di Radio Montecarlo Doualiya, la sezione araba di RFI, una specie di Radio Sawa francese. In questi giorni è successo che la deputata socialista Martine Martinel ha reso pubblico un rapporto del tutto sfavorevole alla riforma che ha messo sotto le potenti mani di Alain de Pouzilhac, manager della pubblicità prestato alla dirigenza televisiva, le sorti di tre emittenti e mezza. Per la Martinel sarebbe molto più sensato raggruppare "per mestiere" i canali televisivi sotto la gestione di France Television e di RFI sotto Radio France. Poi è arrivato il colpo di maglio dell'IGF, l'Inspection Générale des Finances, che ha fatto le pulci sulla gestione finanziaria della società pubblica.
Tra sprechi, sovrapposizioni e sovradimensionamenti l'AEF, ha concluso l'IGF, ha un pesante margine di rischio, più di 55 milioni di euro, nel suo budget relativo al triennio 2011-2013. Inoltre l'AEF, che si fa coprire per almeno un terzo dallo Stato francese, spende i soldi in modo ingiustificato e non sfrutta a sufficienze le possibili sinergie tra i suoi diversi organismi.
L'IGF arriva a suggerire qualche misura di contenimento di questi costi (ma perché non cacciano de Pouzilhac, con quel nome da moschettiere?): ridurre le trasmissioni in onde corte e medie di RFI. Purtroppo il file PDF con il rapporto originale dell'organismo di controllo finanziario risulta danneggiato e non leggibile, ma i giornali che lo hanno ricevuto parlano anche di una tabella che mette a confronto le spese pazze dell'AEF con quelle di analoghi broadcaster europei. 368 milioni annui contro i 362 di BBC Global o i 286 di Deutsche Welle e tutto questo per mantenere un numero di redazioni estere inferiore, 13 contro i 28 dei tedeschi e i 27 degli inglesi (bisogna capire se le cifre si riferiscono al passato o tengono conto degli ultimi tagli). L'ente ha già dovuto attraversare un momentaccio proprio un anno fa, quando la sua direttrice generale, la giornalista televisiva Christine Ockrent, è stata travolta dall'accusa di aver creato una rete di spionaggio interna per accedere a documenti riservati e alla posta dei colleghi. Nel maggio scorso, la Ockrent è stata costretta a rassegnare le dimissioni.

09 novembre 2011

EeTimes: i radioamatori del XXI secolo guardano anche al passato

Sulle riviste professionali del circuito EeTimes e Electronics Design News compare un lungo articolo di Doug Grant, K1DG, sul mondo dei radioamatori e dei loro progetti di elettronica. Il bello è che accanto alle apparecchiature di ultima generazione e alto costo, molte delle quali ormai basate su sofisticate tecniche DSP e SDR, ecco citate alcuni progetti per autocostruttori di piccoli dispositivi "QRP", la sigla radioamatoriale che identifica le potenze trasmissive più basse. Tra i vari esempi lo straordinario "DereLicht", un trasmettitore telegrafico da un Watt e mezzo per la banda degli 80 metri realizzato con i componenti rubati a una piccola lampadina a basso consumo (più un quarzo e quattro condensatori aggiuntivi), il progetto open hardware OpenQRP e una sfilza di progetti circuitali per realizzare, sempre con pochissimi componenti, ricevitori "rigenerativi" (riportati sulla pagina di Charles Kitchin, N1TEV) . Il minimalismo, in elettronica, rimane l'approccio più divertente e appagante.
Ham radio in the 21st century

Ham radio today differs greatly from that of past years, but it still offers a fascinating way to explore electronics. Here’s a look at how it has changed and what it has to offer both old hands and newcomers alike.

Doug Grant, K1DG -- EDN, November 3, 2011

The US amateur-licensing process no longer requires knowledge of Morse code—historically, a major impediment for many individuals.
The signal-processing capabilities of a sound-card-equipped PC that connects to an HF single-sideband or a VHF FM transceiver have driven the emergence of new modes.
Most high-performance HF and VHF transceivers now use digital-signal-processing technology for at least some of the modulation, demodulation, and filtering functions.
Ham operators have always been enthusiastic tinkerers, often building their equipment from discarded pieces of consumer electronics they find in their neighborhoods.
Ham radio brings new aspects to other hobbies, such as mountaintop hiking and orienteering.
Many of today’s experienced engineers got their start in electronics through amateur, or “ham,” radio. (Many theories exist over the origin of the term “ham radio,” but there is no consensus.) Over the years, however, the demands of these engineers’ work, families, and communities took precedence, and many hams lost interest and let their licenses lapse. Meanwhile, with the rise of personal communications and Internet connectivity in homes, many young engineers never needed ham radio as a way to explore electronics. They’ve missed the opportunity that this fascinating hobby presents.

04 novembre 2011

Dopo 12 anni MediaCorp Singapore spegne il DAB: obsoleto

Per quanto possa risultare attraente una tecnologia come la radio digitale DAB, specie nella sua ultima veste con codifica audio migliorata, è anche perfettamente inutile nascondersi dietro un dito e non riconoscere che quella che alla fine degli anni Novanta poteva sembrare la soluzione ideale per prendere prima o poi il posto dell'FM deve essere contestualizzata in modo del tutto diverso. Quindici anni fa il DAB era anche la sola alternativa prevedibile, oggi è solo una delle tante possibilità di distribuire audio in formato digitale. E se proprio vogliamo dirla tutta è anche poco conveniente sul piano infrastrutturale. Volenti o nolenti la radio oggi è presente via etere in FM e in rete a protocollo IP, dove tra l'altro il mezzo radiofonico trova una sponda e un canale di interattività del tutto inattesi ma molto utili per restare attaccati alla propria audience.
Devono essere queste le considerazioni che hanno spinto il management di MediaCorp di Singapore ad ammettere che il Re DAB è ormai nudo come mamma l'aveva fatto troppo tempo fa. Dal primo di dicembre 2011, tra poche settimane, il servizio DAB che MediaCorp aveva lanciato nello Stato estremorientale di Singapore nel 1999 smetterà di esistere e il personale addetto verrà impiegato in altro modo. In dodici anni il DAB non è riuscito a conquistare un'infima parte del seguito che hanno oggi tra gli abitanti del piccolo territorio in terra asiatica - poco meno di 700 km quadrati, d'accordo, ma oltre 5 milioni di abitanti con un reddito procapite invidiabile - la combinata radio FM e radio via Internet, in particolare quella che si può ascoltare con lo smartphone grazie ad app come MeRadio. Qualche anno fa Singapore aveva anche smantellato la sua rete domestica e cinese sulle onde corte, anche lì per mancanza di seguito. Il comunicato ufficiale sottolinea che MediaCorp deve canalizzare le proprie risorse là dove c'è crescita di interesse e in questo momento il DAB viene percepito come non meno obsoleto della vecchia radio analogica in modulazione di ampiezza.
Dite che è ingenuo mettere a confronto la situazione di una Nazione tanto piccola e casi come quelli dell'Australia e della Germania, dove invece il DAB viene lanciato o ri-lanciato? O è ingenuo chi pensa che le due situazioni siano diverse?

Digital Audio Broadcasting service to stop transmission

Singapore, 1 November 2011 – MediaCorp will discontinue its Digital Audio Broadcasting (DAB) service with effect from 1 December 2011.

MediaCorp launched a DAB service in Singapore in November 1999 and was the first broadcaster in South East Asia to offer digital radio. Back then, DAB was widely seen as the “replacement technology” for FM radio; however, the effectiveness and reach of DAB has diminished over time with advances in technology which has widened the receptivity of radio through online streaming as well as mobile phone apps. Listeners now have a wide range of convenient access to radio alongside the FM services, which continue to provide excellent coverage and listenership in Singapore.
Since the launch of the service some 12 years ago, the growth in listenership on MediaCorp’s DAB service has remained stagnant. On the other hand, the rapid growth in the number of listeners through online streaming and phone app MeRadio has shown that these platforms are serving the listeners more effectively than the DAB platform.
As a commercial outfit, MediaCorp needs to channel resources where the growth engines are. Having carefully evaluated the viability of the service, the decision has been made to discontinue the service. MediaCorp will re-deploy all its DAB staff to other operations.

La programmazione nazionale di Clear Channel abbatte il mito della radiofonia locale USA


Incalzato dall'ibiquità di servizi come la radio satellitare e le piattaforme musicali in streaming via Internet, sta tramontando il mito americano dela radio urbana e rurale o comunque locale. Un mito condizionato storicamente da una tecnologia che ottanta anni fa non consentiva la messa in rete dei programmi radiofonici e che ha resistito sul piano culturale anche quando le tecnologie erano perfettamente disponibili.
La radio americana localistica soffre - e gli altri media se ne accorgono, qui un pezzo molto critico apparso sul portale FoxNews - davanti a fenomeni come Sirius XM, che copre dal cielo l'intero territorio americano e risulta molto appetibile per gli abbonati paganti e le grandi aziende inserzioniste. Ma soffre anche per colpa di un'altra forma di ubiquità, rivolta non al territorio ma all'insieme dei suoi individui. Pandora e la musica in streaming raggiunge tutti e a tutti è capace di dare qualcosa di molto specifico, personalizzato. E' il paradosso di una forma di radiofonia iper-localizzata ma disponibile ovunque, un modello che la radio locale non può imitare visto che via etere sarebbe impossibile accendere una stazione radio pro capite.
Ancora una volta Clear Channel, proprietario di centinaia di stazioni urbane USA, è al centro di questa profonda trasformazione. In queste settimane l'operatore radiofonico ha preso importanti decisioni, prima licenziando personale e animatori in molte stazioni attive nei mercati pubblicitari più piccoli, poi annunciando la nomina di una squadra nazionale di "responsabili di formato", un "brand management team" che si occuperà della programmazione diffusa a livello nazionale dall'intero network basandosi sulle decisioni di un ristretto gruppo di personalità esperte dei diversi formati musicali e dell'immagine del brand Clear Channel. La parola d'ordine, in ogni caso, è "national programming" (nella foto il responsabile a livello corporate, Darren Davis), concetto che la radio americana fatica ancora ad abbracciate. Potenziata anche l'offerta di iHeart Radio, la piattaforma in streaming che Clear Channel ha schierato in risposta a Pandora. Anche questa sarà una piattaforma sempre più unitaria e nazionale nella distribuzione e sempre più aperta alla personalizzazione sul singolo ascoltatore in virtù dei nuovi strumenti tecnologici di relazione offerti dai social media.
Come andrà a finire per la radiofonia locale? L'accesso alle risorse finanziarie, ovvero agli investimenti pubblicitari, sarà sempre più difficoltoso, ma l'unico modo per sopravvivere è riuscire a fare incontrare gli ultimi residui del localismo: comunità dei cittadini-consumatori da un lato e nelle attività economiche specifiche delle aree metropolitane. Sarà una partita molto difficile perché la radiofonia urbana sta perdendo colpi anche in ambiti fondamentali come l'informazione locale e quella sul traffico automobilistico, anche qui incalzata dai social media e dalle tecnologie di car navigation e traffic information.
Riporto qui il comunicato relativo al nuovo Brand Management Team di Clear Channel perché credo sia una lettura interessante per i nostri network radiofonici nazionali.

Clear Channel Radio Announces New Brand Management Team

New Team Will Be Part of Clear Channel’s National Programming Platforms
Kelly Doherty Named Director of Imaging for National Programming Platforms
New York, NY – November 3, 2011 – Clear Channel Radio, the leading media company in America with a greater reach in the U.S. than any radio or television company, today announced 24 appointments to its new Brand Management Team, a part of its new National Programming Platforms; and the appointment of Kelly Doherty as Director of Imaging. All positions are effective immediately.
Tom Poleman, recently appointed President of National Programing Platforms leads the division, which focuses on developing on-air and digital programming content as well as live events that will leverage Clear Channel’s 850 stations and websites and iHeartRadio for listeners, advertisers and strategic partners.
The new Brand Management Team, which consists of a Brand Manager and Brand Coordinator for each format, will serve as Clear Channel’s in-house format experts. The team will help manage the highly effective Premium Choice Network, which imports and exports programming innovation and excellence from region to region, market to market and station to station providing the highest quality research, talent and programming otherwise unavailable. The team will also be available to consult with select stations and to assist Clear Channel’s Senior Vice Presidents of Programming as needed throughout the country, and will gather and share format-specific content, information and resources throughout the field. Other responsibilities will include the development of format-specific contest opportunities and involvement in research and major marketing initiatives executed within their respective formats. Darren Davis, Senior Vice President and General Manager of National Programming Platforms will lead the Brand Management Team.
“The collective expertise of this team is unmatched. I’m excited to have them play a lead role in all facets of leveraging our national on-air, digital and special event content,” said Tom Poleman.
“Our Brand Managers are an unprecedented team of the top-performing format experts chosen because of their track record of ratings success, their reputation both inside and outside of Clear Channel and feedback from managers throughout our organization. They will offer a level of expertise, experience and talent to Clear Channel that is unavailable anywhere else.” said Davis.
Brand Management Team appointments include:
Mainstream AC (Adult Contemporary)
Brand Manager: Chris Conley
Brand Coordinator: Rob Miller

Hot AC
Brand Manager: Tony Coles
Brand Coordinator: Brian Check

Classic Hits / Oldies
Brand Manager: Bill Cahill
Brand Coordinator: Keith Abrams
Mainstream CHR (Contemporary Hit Radio)
Brand Manager: John Ivey
Brand Coordinator: Alex Tear
Rhythmic CHR
Brand Manager: Cat Collins
Brand Coordinator: Dylan Sprague
Country
Brand Manager: Clay Hunnicutt
Brand Coordinator Country: Doug Montgomery
Brand Coordinator Classic Country: Chad Heritage

Active Rock / Alt
Brand Manager: Brad Hardin
Brand Coordinator Active: Chris Williams
Brand Coordinator Alt: Julie Pilat
Classic Rock
Brand Manager: Eric Wellman
Brand Coordinator: Joe Bonadonna
Spanish
Brand Manager: Jim Lawson
Urban / Urban AC
Brand Manager: Doc Wynter
Brand Coordinator Urban: Kris Kelley
Brand Coordinator UAC: Derrick Brown
Talk
Brand Manager: Darryl Parks
Brand Coordinator: Ken Charles
Also today, Clear Channel named Kelly Doherty (Kelly, Kelly, Kelly) Director of Imaging for the National Programming Platforms. Doherty, previously Imaging Director for KIIS-FM, KYSR FM and Ryan Seacrest programming (AT40/On Air/Entertainment Edge) in Los Angeles, will expand her responsibilities and will oversee Clear Channel’s creative imaging efforts including the representation for national programming, products, promotions such as the new Artist Integration Program and large contest and events including the iHeartRadio Music Festival.