Niente da fare. Siamo vecchi e obsoleti.MediaCorp said in a press release on Tuesday that the effectiveness of a shortwave radio service has 'diminished over time with changing technology and media consumption habits'. While FM radio broadcast has remained strong, audiences are turning to a plethora of alternative channels for their news, such as Internet radio and the Internet, said its spokesman. More people around the region are also tuning into MediaCorp's Channel NewsAsia (International) feed for news and information on global developments with Asian perspectives and hence it is 'not optimal to continue with a full regional radio service'. The majority of RSI's listeners, particularly those from its popular Chinese service, are middle-aged and older. Although it offers a mix of infotainment and music programmes on top of its news and current affairs line-up, industry sources say RSI has been unable to attract young listeners in recent years and that could be one reason for its demise.
Ascolto, linguaggi, tecnologie, storia, geopolitica, cultura della radio: emittenti locali, internazionali e pirata • Web radio • radio digitale • streaming music • ham radio • software defined and cognitive radio • radiocomunicazioni • regolamentazione
05 giugno 2008
Singapore, chiudono le corte
Brutto colpo per i DXer delle onde corte che vedono di colpo scomparire uno dei target più interessanti finora disponibili in due bande difficili come i 49 e i 41 metri. MediaCorp ha deciso di chiudere, alla fine di luglio, le operazioni di Radio Singapore International. In onde corte RSI trasmette in quattro lingue una programmazione speciela rivolta alle nazioni del sudest asiatico. In altri orari e frequenze, MediaCorp utilizza le corte per ritrasmettere alcuni dei suoi canali domestici in FM. Non è molto chiaro se questi relay proseguiranno, ma con i tempi che corrono sono pronto a scommettere che non sarà così, tutti i trasmettitori verranno spenti e buona notte ai suonatori. Anche Singapore ci sta lasciando. Come scrive lo Straits Times comunicando la notizia,
Parte la complicata offerta DVB-H tedesca
Mentre in Francia si discute se l'uso del T-DMB come standard per la radio digtale terrestre non sia in un certo senso esagerato, per le caratteristiche di un sistema pensato soprattutto per la televisione mobile, in Germania stanno per partire le prime stazioni radiofoniche multimediali autorizzate per il DVB-H.
In Germania la situazione è un po' più complessa che altrove, anche se apparentemente ben regolamentata. Fino all'aprile di quest'anno era operativa per l'ascolto multimediale in mobilità la piattaforma T-DMB "Watcha", che è stata spenta in aprile. Al suo posto, i regolatori hanno selezionato, alla fine dell'anno scorso, un operatore DVB-H (lo standard "ufficiale" in Europa per la tv mobile) che agisce su mandato delle authority regionali tedesche. Il vincitore della licenza è Mobile 3.0, un consorzio formato da MFD Mobiles Fernsehen Deutschland, fondata nel 2005 e finora impegnata a gestire il T-DMB di Watcha, e Neva Media. Mobile 3.0 gestisce la piattaforma, ma l'infrastruttura vera e propria viene affidata a un operatore diverso su scala nazionale. In Germania, complicazione nella complicazione, si tratta di quella che un tempo era la divisione Media&Broadcast di T-Systems, del gruppo Deutsche Telekom, e oggi è semplicemente MediaBroadcast, una azienda del gruppo francese TDF, al quale T-Systems ha conferito Media&Broadcast.
Dentro Mobile 3.0 - intesa come piattaforma dei contenuti - confluiscono i programmi televisivi pubblici di ARD e ZDF, quelli commerciali come RTL Sat.1 (alcuni di questi saranno codificati) e tre canali radiofonici multimediali (visual radio) che saranno prodotti da tre diversi consorzi: Digital 5, BigMusic (BigFM) e Kick.FM, il canale che doveva trasmettere le partite di calcio della Bundesliga e che è partito proprio in questi giorni con il nome 90elf, prodotto da Regiocast Digital.
Spero che si sia capito tutto. Ho trovato anche questo riassunto sul sito Silicon.de. Al momento le aree coperte da Mobile 3.0 sono quelle metropolitane di Amburgo, Francoforte, Monaco e Hannover:
Le cose non finiscono qui, perché rimane la questione più grande: quali apparati sono disponibili per questi contenuti? Uno dei primi telefonini compatibili con il DVB-H è il Samsung SGH-P960 ma non crediate che basti questa conformità. Trattandosi a tutti gli effetti di televisione digitale, conta anche il tipo di middleware implementato per funzioni fondamentali come la guida elettronica dei programmi o la gestione dei contenuti protetti. Il P960 è uno dei primi sistemi compatibili con i due strati di middleware accettati in Europa, il DVB-CBMS (convergence of broadcast and mobile services del consorzio DVB) e OMA-BCAST (Open Mobile Alliance).
In Germania la situazione è un po' più complessa che altrove, anche se apparentemente ben regolamentata. Fino all'aprile di quest'anno era operativa per l'ascolto multimediale in mobilità la piattaforma T-DMB "Watcha", che è stata spenta in aprile. Al suo posto, i regolatori hanno selezionato, alla fine dell'anno scorso, un operatore DVB-H (lo standard "ufficiale" in Europa per la tv mobile) che agisce su mandato delle authority regionali tedesche. Il vincitore della licenza è Mobile 3.0, un consorzio formato da MFD Mobiles Fernsehen Deutschland, fondata nel 2005 e finora impegnata a gestire il T-DMB di Watcha, e Neva Media. Mobile 3.0 gestisce la piattaforma, ma l'infrastruttura vera e propria viene affidata a un operatore diverso su scala nazionale. In Germania, complicazione nella complicazione, si tratta di quella che un tempo era la divisione Media&Broadcast di T-Systems, del gruppo Deutsche Telekom, e oggi è semplicemente MediaBroadcast, una azienda del gruppo francese TDF, al quale T-Systems ha conferito Media&Broadcast.
Dentro Mobile 3.0 - intesa come piattaforma dei contenuti - confluiscono i programmi televisivi pubblici di ARD e ZDF, quelli commerciali come RTL Sat.1 (alcuni di questi saranno codificati) e tre canali radiofonici multimediali (visual radio) che saranno prodotti da tre diversi consorzi: Digital 5, BigMusic (BigFM) e Kick.FM, il canale che doveva trasmettere le partite di calcio della Bundesliga e che è partito proprio in questi giorni con il nome 90elf, prodotto da Regiocast Digital.
Spero che si sia capito tutto. Ho trovato anche questo riassunto sul sito Silicon.de. Al momento le aree coperte da Mobile 3.0 sono quelle metropolitane di Amburgo, Francoforte, Monaco e Hannover:
Mobiles DVB-H-Fernsehen gestartetQuesta invece è una intervista appena apparsa su InfoSat, testata telematica tedesca, al responsabile del consorzio Digital 5 (originariamente fondato da cinque stazioni regionali, ma se ne è aggiunta una sesta, NRW) Hans-Dieter Hillmoth. L'intervista verte sul contenuto di uno dei tre canali solo radiofonici del DVB-H, MyFun Radio, che trasmetterà uno strano format comedy/karaoke simile alla francese Rire&Chansons assemblato con le produzioni delle sei emittenti che costituiscono Digital 5. Hillmoth dice cose molto sensate.
Von: Lutz Poessneck Montag, 2. Juni 2008
Der Plattformbetreiber Mobile 3.0 hat den DVB-H-Testbetrieb in vier deutschen Großstädten begonnen – in Hamburg, München, Frankfurt und Hannover.
Hinter Mobile 3.0 stehen die Medienkonzerne Hubert Burda Media und Georg von Holtzbrinck. Fernsehen kann hierzulande auch im Standard DVB-T mobil empfangen werden, entsprechende Geräte bieten etwa T-Mobile und Vodafone an. Im Rahmen des DVB-H-Testbetriebs werden jetzt neun TV- und drei Radiosender ausgestrahlt. ARD und ZDF, das künftige Regionalprogramm Deutschland 24 sowie die drei Radiostationen bigMUSIC, MyFun Radio und 90elf werden unverschlüsselt gesendet. RTL, VOX, SAT.1, PRO 7 sowie n-tv und N24 werden hingegen verschlüsselt ausgestrahlt.
Ziel des Testbetriebs ist es, den Empfang, die Technik, die Verschlüsselung und die Handhabung des DVB-H-TV ausführlich zu prüfen. In der Testphase werden zwei Endgeräte der Hersteller Nokia und Samsung eingesetzt. Die operative Phase soll nach Abschluss des derzeit laufenden Lizenzierungsverfahrens beginnen. Aktuell haben noch nicht alle Landesmedienanstalten eine Sendelizenz an Mobile 3.0 vergeben – so dass es aus rechtlichen Gründen nicht möglich ist, zur Fußball-EM DVB-H-TV im ursprünglich geplanten Umfang anzubieten. Sobald alle Lizenzen vorliegen, werde man den weiteren Ausbau des Sendenetzes beauftragen und die Vermarktung in die Wege leiten, hieß es von Mobile 3.0.
Partner bei der technischen Realisation sind der Rundfunk-Dienstleister Media Broadcast und Nokia Siemens Networks.
Media Broadcast ist für den Aufbau des Sendenetzes zuständig. Das Unternehmen erhielt von der Bundesnetzagentur den Zuschlag für den Gesamtaufbau und anschließenden Betrieb des DVB-H-Sendenetzes in Deutschland. Nokia Siemens Networks hat das so genannte Head-End für den Testbetrieb von Mobile 3.0 errichtet. Im Head-End werden alle technischen Prozesse vor der Ausstrahlung der Programme zusammengeführt, koordiniert und umgesetzt.
„Digitalradio braucht tragfähige Geschäftsmodelle“: Erster deutscher DVB-H-Radiosender startet am 12. Juni
04.06.2008
Der erste deutsche DVB-H-Radiosender „MyFun Radio“ nimmt anlässlich des Branchenevents „Radio Day 2008“ in Kürze seinen Sendebetrieb über die DVB-H-Plattform Mobile 3.0 auf. Digitalmagazin hat mit Hans-Dieter Hillmoth, Geschäftsführer des Radiokonsortiums DIGITAL 5, das hinter MyFun Radio steht, über den neuen Sender sowie die besonderen Herausforderungen der Übertragung von Radio über DVB-H gesprochen.
Digitalmagazin: Herr Hillmoth, der erste deutsche DVB-H-Radiosender MyFun Radio startet pünktlich zum diesjährigen Radio Day am 12. Juni in Köln. Was erwartet die Hörer des neuen digitalen Senders zur Premiere?
Hillmoth: Wir starten und bieten gleich vom Start weg die besten Comedies der beteiligten sechs Radiosender - und zusätzlich Standups, Songs, Mitschnitte und aktuelle Produktionen der Künstler. Darüber hinaus gehen am Abend des 12. Juli die ersten Karaoke-Songs im deutschen Radio on Air. Seit 1. Juni läuft der Testbetrieb - in Audio und Visual Radio. Natürlich bieten wir zum Radio Day das Programm nicht „Volldampf“ sondern werden es bis Herbst weiter ausbauen - wenn Mobile 3.0 flächendeckender an den Start geht und hoffentlich mehr als die paar Handvoll Endgeräte derzeit im Markt sind. Die Moderation kommt erst dann hinzu, auch viel mehr neue Sendungen. Aber: Wir wollen unsere Zusagen einhalten, starten schon jetzt und möchten uns damit auch bei den Landesmedienanstalten bedanken - die für Radio über DVB-H gekämpft haben.
Digitalmagazin: Wie wird der Sender übertragen und wo kann MyFun Radio empfangen werden?
Hillmoth: Wir schicken unser Signal vom DIGITAL 5-Studio bei FFH vor den Toren Frankfurts zum Playout-Center von Mobile 3.0 in Wien - von dort geht’s über Satellit zunächst auf die vorhandenen wenigen DVB-H-Sender u. a. in Frankfurt. Und da kommt es tatsächlich an - wie wir natürlich bereits am Sonntag (1. Juni) getestet haben. Der Empfang ist gut, auch im Taunus gibt’s keine Störungen. Wir arbeiten derzeit stark an der optischen Gestaltung des Angebotes - mit Blick ins Studio, Wetter und News-Ticker, Comedy-Infos etc. Später kommen interaktivere Elemente hinzu, auch die Möglichkeit, Comedy zum Download zu erwerben.
Digitalmagazin: Hinter MyFun Radio steckt das Radiokonsortium DIGITAL 5 - ein Zusammenschluss der Sender Antenne Bayern, Radio FFN, Hit-Radio Antenne Niedersachsen, Radio NRW, Radio Hamburg und Radio/Tele FFH. Was sind die hauptsächlichen Ziele Ihres Konsortiums?
Hillmoth: Wir wollen als nationaler Player wahrgenommen werden. Wir sind alles starke Sender und Marken im deutschen Radiomarkt - dennoch stellen die neuen digitalen Aufgaben große finanzielle Herausforderungen an uns, die wir gemeinsam schultern wollen. Jeder Sender wird unabhängig in seinem Kern-Sendegebiet und seinem Bundesland weiter am Ausbau der Marktposition arbeiten, sicher auch digitale landesweite oder regionale Projekte angehen. National sind wir gemeinsam -so unsere Überzeugung - schlagkräftiger.
Digitalmagazin: DVB-H wurde ursprünglich als mobiler TV-Standard entwickelt - nun geht ein Radio über DVB-H ins Rennen. Wie kam es dazu?
Hillmoth: Siehe oben. Auf Druck der Landesmedienanstalten. Unsere Meinung: Radio und wir Radiomacher müssen da sein, wo der Hörer ist. Neben dem Internet und den neuen Frequenzen in Band III ist DVB-H die erste Möglichkeit für nationales digitales Radio. Wir wollen nicht nur mit-theoretisieren, wir wollen auch anpacken. Und deshalb sind wir trotz natürlich unklaren Ausgangs dabei. Digital-Radio braucht einen langen Atem. Aber Digital-Radio braucht auch tragfähige Geschäftsmodelle - die wir bisher nur in Umrissen sehen.
Digitalmagazin: Dreh- und Angelpunkt beim Start neuer Standards sind verfügbare Inhalte und eine entsprechende Zahl an Endgeräten. Welche DVB-H-Angebote sollen Ihrer Information nach demnächst folgen?
Hillmoth: Drei Radio-Angebote sind für DVB-H lizenziert. Das war’s erst mal. Wir sind stolz darauf, dass die Radio-Angebote zum Großteil wirklich neue Angebote sind - und nicht die Übertragung des Vorhandenen, wie bisher beim TV.
Digitalmagazin: Wie sieht die Verfügbarkeit von DVB-H-fähigen Endgeräten aus? Wer wird als Distributor fungieren?
Hillmoth: Gute und wichtige Frage. Aber das müssen Sie Mobile 3.0 fragen. Daran wird wohl gearbeitet...
Le cose non finiscono qui, perché rimane la questione più grande: quali apparati sono disponibili per questi contenuti? Uno dei primi telefonini compatibili con il DVB-H è il Samsung SGH-P960 ma non crediate che basti questa conformità. Trattandosi a tutti gli effetti di televisione digitale, conta anche il tipo di middleware implementato per funzioni fondamentali come la guida elettronica dei programmi o la gestione dei contenuti protetti. Il P960 è uno dei primi sistemi compatibili con i due strati di middleware accettati in Europa, il DVB-CBMS (convergence of broadcast and mobile services del consorzio DVB) e OMA-BCAST (Open Mobile Alliance).
Planet Rock si salva, RockFM no
C'erano diversi punti in comune tra Planet Rock, stazione radio DAB britannica e RockFM, stazione FM milanese. Innanzitutto la musica rock. Per entrambe, poi, era stata annunciata la chiusura. Ma una differenza c'è, e grossa. Rock FM, in effetti, ha chiuso i battenti malgrado le proteste rivolte alla proprietà il gruppo Mondadori (cioè in un certo senso il governo italiano). Planet Rock invece si è salvata e continuerà a trasmettere.
Il canale rock digitale inglese era in predicato di sparire dallo scorso febbraio, quando GCap annunciò il suo disinvestimento dal DAB della rete Digital One, con cessione delle sue quote ad Arqiva, proprietaria degli impianti di trasmissione. Con l'occasione GCap aveva fatto sapere che due canali, quelli dedicati al jazz e al rock, sarebbero stati eliminati.
Invece all'ultimo minuto è apparso un white rider, un cavaliere bianco salvatore. Il cavaliere veste i panni di Malcolm Bluemel, imprenditore e grande appassionato di rock e radiofonia. Bluemel, che oggi gestisce una società di servizi consolari e visti per passaporto, ha 55 anni e sta cercando di organizzare per agosto una "reunion" dei DJ di Radio Luxembourg. "Quando Harold Wilsono annunciò che avrebbe fatto chiudere le stazioni pirata, sono stato il primo a scendere in piazza," ha dichiarato riferendosi ai sequestri che hanno falcidiato le stazioni offshore a fine anni Sessanta. L'operazione di cessione è avvenuta a costo nominale, ma Bluemel ha ricevuto supporto e denaro da alcune star del glorioso passato del rock, tra cui Tony Iommi dei Black Sabbath e Ian Anderson dei Jethro Tull. Trovate i particolari sul sito Save Planet Rock. Missione compiuta
Il canale rock digitale inglese era in predicato di sparire dallo scorso febbraio, quando GCap annunciò il suo disinvestimento dal DAB della rete Digital One, con cessione delle sue quote ad Arqiva, proprietaria degli impianti di trasmissione. Con l'occasione GCap aveva fatto sapere che due canali, quelli dedicati al jazz e al rock, sarebbero stati eliminati.
Invece all'ultimo minuto è apparso un white rider, un cavaliere bianco salvatore. Il cavaliere veste i panni di Malcolm Bluemel, imprenditore e grande appassionato di rock e radiofonia. Bluemel, che oggi gestisce una società di servizi consolari e visti per passaporto, ha 55 anni e sta cercando di organizzare per agosto una "reunion" dei DJ di Radio Luxembourg. "Quando Harold Wilsono annunciò che avrebbe fatto chiudere le stazioni pirata, sono stato il primo a scendere in piazza," ha dichiarato riferendosi ai sequestri che hanno falcidiato le stazioni offshore a fine anni Sessanta. L'operazione di cessione è avvenuta a costo nominale, ma Bluemel ha ricevuto supporto e denaro da alcune star del glorioso passato del rock, tra cui Tony Iommi dei Black Sabbath e Ian Anderson dei Jethro Tull. Trovate i particolari sul sito Save Planet Rock. Missione compiuta
Authority India: niente spot dalla radio via sat
Molte cose stanno andando storte a Worldspace di questi tempi. Ricorderete che in India l'operatore satellitare era in attesa di una regolamentazione favorevole alla trasmissione di pubblicità dal cielo. Il TRAI, l'authority indiana, oggi ha escluso questa possibilità. Niente pubblicità via radio satellitare a pagamento, a parte due minuti all'ora di promozione degli stessi servizi satellitari. Inoltre saranno necessarie due diverse licenze (anche se un operatore potrà chiederle entrambe) per trasportare contenuti per conto di altri broadcaster e per diffondere direttamente al pubblico. Autorizzati anche i ripetitori terrestri FM dei programmi satellitari, a patto di non inserirvi programmi diffusi da terra.
Questa la corrispondenza dal giornale indiano Financial Express:
Questa la corrispondenza dal giornale indiano Financial Express:
Satellite radio to operate without commercial ads: Trai
Posted online: Thursday , June 05, 2008
Satellite radio in the country will be devoid of commercial advertisements and players will require two licences/permission to operate the business, according to the draft of the Satellite Radio policy cleared by Telecom Regulatory Authority of India (Trai) on Wednesday. On both the issues, Trai has concurred with the ministry of information and broadcasting. The regulator, in agreement with the ministry, has made a distinction between the carriage and the content services and recommended separate licence/permission for both. One type of licence is envisaged for providing the satellite radio service for carriage and broadcasting of channels, and the other mandates the player to obtain registration for satellite radio channels, which he will in turn provide to the satellite radio service operator for broadcasting. However, according to Trai, the same player can also hold both types of licences. The telecom regulator has recommended auctioning of the licences if the number of eligible applicants exceed the number of licences being offered, depending upon the availability of spectrum and satellite. The licence will be for a period of ten years initially, with provision for further extension for ten years. The licencee will have to pay an annual licence fee of 4% of the gross revenue
On not allowing advertisements, the ministry of information and broadcasting had stipulated that the satellite radio service provider will not carry any commercial advertisements on its service except two minutes per hour of promotional material about the satellite radio. Although broadcasters and FM radio had made a case for curtailing the duration of ads or not allowing ads at all for the fear of losing ad-revenue, The WorldSpace Enterprise, the existing satellite radio service operator and stakeholders from the advertisement industry had asked for advertisements to be permitted. Trai has held that the existing service is operating on a subscription revenue model without advertisements, that model shouldn't be tinkered with. WorldSpace had said that it has made significant investments of around $400 million (Rs 1,600 crore) to realise its India operations and wanted the One Time Entry Fee (OTEF) to be restricted to Rs 2.5 crore. Trai is of the view that the base value of OTEF should be raised to Rs 5 crore.
The Trai document proposes that terrestrial repeaters should be permitted but should only be allowed to re-broadcast satellite signals and not locally produced and inserted programmes. This is meant to partially address the fears of FM radio players who think of allowing repeaters. Allowing repeaters in satellite radio can launch straight competition to FM radio and at a time when we are still bleeding, we can't afford that, said a CEO of a reputed FM radio.
04 giugno 2008
Scanner e giornalisti, la Cassazione ha deciso
Ultim'ora - La Cassazione conferma la condanna. Leggete oltre.
Nell'anno 2002 la polizia fa irruzione nella redazione di un giornale telematico della provincia di Lecco, Merate Online, sequestra alcuni scanner e denuncia tre giornalisti per aver ascoltato e utilizzato per le loro cronache le trasmissioni delle forze dell'ordine. L'anno dopo i tre vengono assolti in primo grado, grazie anche alla difesa di un certo avvocato Antonio Di Pietro. Ma nel 2007, la Corte d'Appello rovescia il giudizio favorevole e lo trasforma in avverso, comminando pene piuttosto severe, una addirittura di 15 mesi di carcere. Ieri in Corte di Cassazione era atteso il giudizio definitivo su questa spiacevole vicenda. Non so come sia andata a finire, riprendo per il momento questo commento dal sito dell'editore giuridico Giuffrè segnalatomi da Andrea Borgnino. Newsline e il sito di Franco Abruzzo, ex presidente dell'ordine dei giornalisti lombardi, hanno dedicato molto spazio alla questione.
Ultim'ora - Secondo Repubblica.it (bravissima l'autrice, Oriana Liso), i tre colleghi sono stati condanati anche in Cassazione. Bella storia, complimenti davvero.
Nell'anno 2002 la polizia fa irruzione nella redazione di un giornale telematico della provincia di Lecco, Merate Online, sequestra alcuni scanner e denuncia tre giornalisti per aver ascoltato e utilizzato per le loro cronache le trasmissioni delle forze dell'ordine. L'anno dopo i tre vengono assolti in primo grado, grazie anche alla difesa di un certo avvocato Antonio Di Pietro. Ma nel 2007, la Corte d'Appello rovescia il giudizio favorevole e lo trasforma in avverso, comminando pene piuttosto severe, una addirittura di 15 mesi di carcere. Ieri in Corte di Cassazione era atteso il giudizio definitivo su questa spiacevole vicenda. Non so come sia andata a finire, riprendo per il momento questo commento dal sito dell'editore giuridico Giuffrè segnalatomi da Andrea Borgnino. Newsline e il sito di Franco Abruzzo, ex presidente dell'ordine dei giornalisti lombardi, hanno dedicato molto spazio alla questione.
I cronisti che "ascoltano" la radio della polizia in redazione. Colpevoli? E quanto?
In appello una condanna a quindici mesi e due a sei mesi di reclusione per tre redattori di un giornale telematico di Lecco. E adesso, il 3 giugno, la parola è alla Cassazione
Se i cronisti ascoltano nelle redazioni le trasmissioni in chiaro tra la centrale operativa delle Forze dell'Ordine e le radiomobili in servizio sul territorio sono perseguibili? A rispondere sarà la Corte di cassazione che il prossimo tre giugno metterà la parola fine all'affaire scanner. E sì perché tre giornalisti di "Merateonline" (giornale telematico della Provincia di Lecco), assolti dal Tribunale di Lecco, sono stati condannati dalla Corte di appello di Milano a quindici e a sei mesi di reclusione, per l'ascolto di una frequenza - non criptata e quindi ad onde libere - in uso ai Carabinieri di Merate (Lecco).
Ma facciamo un passo indietro.
La vicenda. Succede il primo agosto del 2002. C'è una piccola redazione (www.merateonline.it) che viene perquisita. All'interno dei locali e nell'auto di un giornalista vengono ritrovate 3 radioline riceventi (per le quali non è necessaria alcuna autorizzazione) e una ricetrasmittente (apparato per il quale invece è richiesto il patentino di radioamatore). La sera stessa viene contattato l'onorevole Antonio Di Pietro (Idv), ex ministro delle Infrastrutture, che difende in primo grado il direttore del quotidiano telematico. Nel 2003 il Tribunale di Lecco assolve con formula piena i tre giornalisti - un direttore e due redattori - perché il fatto non costituisce reato. Ma nel 2007 la Corte di appello meneghina, ribaltando del tutto il verdetto del primo giudice, li condanna a quindici (il direttore e un redattore) e a sei mesi (un giornalista) di reclusione.
Il radioascolto. Gli "scanner" si possono liberamente acquistare e detenere. Con il radioascolto si identifica l'hobby focalizzato sulla ricezione di segnali radio più o meno distanti, generalmente al di fuori del normale bacino di ascolto dei locali servizi di radiodiffusione. A differenza dei radioamatori, il radioascolto non ha bisogno di alcuna autorizzazione, dal momento che non viene effettuata nessuna trasmissione di segnali radio. Che non ci sia bisogno di permesso ad hoc ci è stato confermato anche da un noto rivenditore del Nord. E un altro commerciante del settore che opera nel Centro al quale abbiamo detto di avere dei problemi con i baby call ci ha addirittura consigliato di acquistare delle ricetrasmettenti.
L'ascolto: una risorsa antica. Che l'ascolto delle frequenze delle Forze dell'Ordine sia una risorsa antica nelle redazioni di cronaca lo dimostra anche la lettera che Franco Abruzzo, ex presidente dell'Ordine dei giornalisti, ha chiesto ed ottenuto che si acquisisse agli atti, nella quale si è autoaccusato di ascolto "scanner".
Bisogna fare chiarezza e trovare un punto di equilibrio tra trasparenza e riservatezza. E magari, come suggerisce l'ex Pm di Mani Pulite (vedi intervista a lato), si potrebbero anche stabilire per legge delle deroghe. "Penso, per esempio - dice Di Pietro - ai giornalisti".
La sentenza del Tribunale di Lecco. Secondo il giudice monocratico non è penalmente sanzionabile chi in possesso di radio riceventi in grado di sintonizzarsi sulle onde radio in libero uso abbia ascoltato trasmissioni non criptate. Insomma, gli imputati hanno sentito comunicazioni che per lo strumento utilizzato non erano da ritenersi segrete. Per cui, gli articoli 617, 617bis e 623 Cp tutelerebbero l'inviolabilità non di tutte le comunicazioni ma solo di quelle segrete. Segretezza che deve essere tale da escludere i terzi dalla cognizione della comunicazione.
La pronuncia d'appello. A proposito ma cosa dice la sentenza della Corte di appello di Milano? "Le comunicazioni tra la centrale operativa e le pattuglie radio-mobili della Polizia giudiziaria - sostengono i giudici d'appello - avvengono tramite onde radio omnidirezionali, su frequenze assegnate preventivamente al ministero della Difesa, che la stragrande maggioranza dei cittadini non può captare, proprio perché le apparecchiature in grado di captare tali comunicazioni non sono, ad oggi, in possesso comune dei consociati". Diverso sarebbe stato, si legge ancora nella sentenza, se le comunicazioni fossero state ascoltate attraverso i comuni apparecchi radio in possesso di ogni famiglia media. E "Allora sì, il mezzo utilizzato per le comunicazioni non sarebbe certo in grado di escludere i terzi dall'ascolto dalle comunicazioni e le stesse non avrebbero avuto il carattere della riservatezza".
Non coglie nel segno la circostanza che le radioline scanner siano liberamente acquistate e vendute in commercio. Ne sono convinti i giudici meneghini: del resto, "anche altre apparecchiature in grado di violare la privacy dei cittadini, e idonee per commettere reati di cui agli articoli 617 e ss. Cp, sono liberamente vendute in commercio (anche su Internet) ma nessuno potrebbe far discendere da ciò l'inidoneità dei mezzi utilizzati per comunicare e che quindi le conversazioni non sono riservate".
Allora, perché non vietare in toto la vendita degli "scanner"? Forse la soluzione potrebbe essere questa. Perché, ammonisce l'onorevole Antonio Di Pietro, "Lo Stato non può indurre in tentazione per poi condannare".
Il giudizio in Cassazione. La quinta sezione di Piazza Cavour martedì prossimo dovrà stabilire se è reato o meno l'ascolto delle trasmissioni in chiaro tra le Forze dell'Ordine. Non c'è spazio per alcuna incertezza anche se la fattispecie in esame per il giudice di primo grado non costituisce reato, mentre per la Corte di appello di Milano è da punire con una condanna severa.
Quello che balza agli occhi è che in un momento in cui, come ha denunciato giovedì scorso alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, viviamo una situazione di "indulto quotidiano" in cui tutti parlano ma nessuno fa, la pesante condanna ai tre giornalisti fa riflettere. E sì perché se in alcuni casi la certezza della pena che trova il consenso unanime della politica, della magistratura, dell'opinione pubblica è quanto di più incerto esista, in altri sembra intervenire in materia esemplare anche su fattispecie di reato che presentano delle contraddizioni in termini. (cri.cap)
Ultim'ora - Secondo Repubblica.it (bravissima l'autrice, Oriana Liso), i tre colleghi sono stati condanati anche in Cassazione. Bella storia, complimenti davvero.
La Cassazione ha confermato la condanna per il direttore e due redattori di Merateonline che per lavoro si sintonizzavano sulle frequenze delle forze dell'ordine
Condannati tre giornalisti ascoltavano radio della polizia
Usare le radioline scanner è una pratica diffusa non solo nei giornali
ma anche fra semplici appassionati, scrittori e sceneggiatori di film
di ORIANA LISO
MILANO - Avviso a tutte le redazioni d'Italia, ai tanti ascoltatori per hobby, agli sceneggiatori di libri e telefilm su marescialli, commissari e simili: usare le radioline scanner, quelle utilizzate per ascoltare le frequenze libere delle forze dell'ordine, è reato. Lo sanno bene il direttore e due (ora ex) giornalisti del quotidiano telematico del lecchese Merateonline: assolti in primo grado, condannati in appello, si sono visti ieri confermare la pena in Cassazione. Quindici mesi al direttore Claudio Brambilla e al redattore Fabrizio Alfano, sei mesi al collega Daniele De Salvo.
(continua)
03 giugno 2008
La voce di Claude Lévi-Strauss contro il razzismo
E' davvero di straordinario interesse il numero di Unesco Courier appena pubblicato sul sito dell'organismo culturale dell'ONU. Tutto dedicato a Claude Lévi-Strauss, l'"uomo che cambiò il ventesimo secolo", il Courier offre per la prima volta l'opportunità di ascolta la voce di Lévi-Strauss che legge il suo intervento Race and Culture, in occasione della cerimonia inaugurale dell'International Year for Action to Combat Racism and Racial Discrimination. Era il 22 marzo 1971 e da allora questo intervento è rimasto conservato negli archivi dell'Unesco e non è mai stato diffuso. Fino a oggi. Il link al file audio in formato WMA lo potete trovare direttamente qui, mentre l'accesso al numero del Courier con gli altri articoli di Lévi-Strauss e una intervista anch'essa inedita passa da questo link.Scorrere il sommario del Courier, ascoltare la voce del grande antropologo, che a novembre compirà 100 anni e che ha appena visto pubblicare una parte delle sue opere nella Pléiade, fa pensare alla siderale distanza tra il corpus sterminato del lavoro di questo scienziato sociale, tra il patrimonio accumulato dalla cultura della tolleranza a partire dalla Rivoluzione Francese e il miserevole stato, umano, culturale, politico, dell'Italia emersa dalle ultime elezioni. Non posso smettere di pensare ai volti, alle parole che ascolto queste sere in televisione, facendole scorrere sullo sfondo della mia storia personale meticcia, dei reticolati e delle celle che ho visto in Germania, in Polonia, a Trieste. Che brutto tempo, là fuori, amici miei.
La storia suona bene nei Radio Days di Sasso Marconi
Radio Days il Festival della Radio, viene organizzato anche quest'anno a Sasso Marconi. Il claim è di grande fascino. "La storia suona bene".
Per tutti i dettagli della prossima edizione (7-15 giugno) potete prelevare il programma qui.

Per tutti i dettagli della prossima edizione (7-15 giugno) potete prelevare il programma qui.

A Riva del Garda, radio a cielo aperto

Come sempre, se potete, non perdetevi Radioincontri. La manifestazione si tiene a Riva del Garda il 6 e 7 giugno. Riporto qui il programma:
Angolo che giri, radio che trovi! Per due giorni Riva si trasformerà in un autentico studio radiofonico dove le emittenti più amate pianteranno i loro mixer e microfoni e dove sarà possibile assistere di persona alla messa in onda dei programmi cult. Il tutto rigorosamente live, sia da ascoltare che, soprattutto, da vedere: un’occasione unica per interagire con chi solitamente è solo una voce e per dare un volto ai grandi della radio.
Venerdì 6 giugno
- ore 14 - 15.30, la Rocca
RADIO CAPITAL - MEGA MIXO con Mixo
On air Mixo, che esagererà perchè, come dice lui “Esagerare ed esagerata è la mia vita”.
Le emozioni più forti legate all'arte, alla cucina, alla moda, all'architettura e molto di più. E poi canzoni per giocare, amare, cucinare, spolverare e...tanta interazione con tutto il pubblico di RadioIncontri.
- ore 15.30 – 16.30, la Rocca
RADIO CAPITAL - WHATEVER con Luca De Gennaro
Duke Ellington diceva: “Esistono solo due generi di musica: quella bella e quella brutta”. Su questa massima nasce “Whatever”, programma dedicato al primo dei due generi: la musica bella. Non importa se vecchia o nuova, rock o pop, lenta o veloce, italiana o internazionale. Qui si suona “Whatever”, basta che sia buono! E si parla di dischi con leggerezza, raccontando qualcosa che faccia capire meglio a chi ascolta quello che sta ascoltando.
- ore 15.30 - 16.30, piazza Cavour
RADIO POPOLARE - LIBERI GRUPPI con Davide Facchini e Giampiero Kesten
Una trasmissione che da oltre tredici anni mette a disposizione le proprie frequenze ai gruppi emergenti di tutta Italia, disposti a misurarsi con l’etere e a mostrare in diretta il proprio talento.
Come premio la possibilità di partecipare a numerosi festival di grande rilevanza sia nazionale che internazionale.
- ore 16 – 17, piazza delle Erbe
RADIO2 - CONDOR con Luca Sofri e Matteo Bordone
“Un programma inventato, pianificato, condotto e incasinato da Luca Sofri e Matteo Bordone, con la benevolenza di Renzo Ceresa e la connivenza dei massimi vertici Rai”. Ogni giorno storie e notizie che non passano normalmente attraverso i maggiori mezzi di comunicazione italiani e commentate dai conduttori.
Sabato 7 giugno
- ore 11.30 - 12.30, piazza Cavour
RADIO POPOLARE - ONDE ROAD con Claudio Agostoni
Autostrade e mulattiere. Autostoppisti e trakker. Dogane e confini in via di dissoluzione. Periferie urbane e downtown trendaioli … Geografie fantastiche ed escursioni metafisiche.
Il programma racconta le mete, i viaggi, le esperienze di un vero e proprio giro del mondo, dando consigli, indirizzi, contatti e raccontando curiosità dai quattro angoli della Terra.
- ore 11.30 - 12.30, piazza delle Erbe
RADIO2 - VASCO DE GAMA con Dario Vergassola e David Riondino
Ogni sabato la nave di Vasco De Gama salpa dal porto di Radio2 con il suo equipaggio per una nuova avventura radiofonica. A bordo, il "mozzo" Vergassola, pungente, sottile, astuto quanto basta, accompagna un Riondino "nocchiero", sognatore e cantastorie in dolce stil novo.
Ironia e poesia, cronaca e sapere segneranno la rotta di ogni navigazione.
- ore 12 – 14, la Rocca
RADIO DEEJAY - CHIAMATE ROMA TRIUNO TRIUNO con il Trio Medusa
Un magazine a tutto tondo nel segno della spensieratezza e dell’umorismo, come solo il Trio Medusa può fare.
Rubriche, gag, scherzi, telefonate che raccontano gli aspetti più pazzi e insoliti della vita di tutti i giorni, partendo dagli aneddoti spassosi degli ascoltatori.
- ore 13.00 - 13.30, piazza delle Erbe
RADIO2 - TUTTI I COLORI DEL GIALLO con Luca Crovi, ospiti: Andrea Vitali e i SULUTUMANA
Mezz’ora interamente dedicata alla suspence e ai segreti nascosti dietro la maschera di personaggi della fiction letteraria, di celebri scrittori e di casi di cronaca reale. Viaggi nella memoria, ricostruzioni documentarie, improvvisazioni teatrali sull’insolito palcoscenico radiofonico dove gli scrittori cercano un altro mezzo d'espressione che vada al di là della pura parola scritta.
- ore 14.30 - 16.30, piazza Cavour
RADIO POPOLARE - PATCHANKA con Niccolo’ Vecchia
Tutte le novità dal mondo della melodia nel più ascoltato magazine d’informazione musicale: due ore dove protagonisti sono piccoli concerti acustici e interviste con artisti italiani e internazionali - dalle nuove scoperte ai nomi più celebrati - e dove gli ascoltatori sono guidati, spesso in anteprima assoluta, fra i suoni e le idee più interessanti di tutto il pianeta.
E su RTL 102.5 nel corso di tutta la giornata, sia venerdì che sabato, da piazza Tre Novembre IL DIARIO DEI RADIOINCONTRI: collegamenti in diretta, news e gli ospiti del festival in compagnia di Federico l’Olandese Volante, Angelo Baiguini, Paoletta & il Conte.
Il BBC Trust fa le pulci in tasca ai divi televisivi
Il BBC Trust ha diffuso un dettagliato rapporto sugli stipendi percepiti dagli annunciatori televisivi e radiofonici dell'ente pubblico britannico.
Lo trovate qui.
In Gran Bretagna invece lo scorso anno c'erano state forti polemiche quando davanti alle richieste di pubblicazione dei salari percepiti da presentatori e annunciatori, la BBC aveva risposto che i dati erano troppo sensibili dal punto di vista competitivo per essere divulgati. Il Trust è intervenuto, commissionando uno studio sul costo dei "talenti" utilizzati dall'ente. Il report non fa i singoli nomi, ma esprime cifre e giudizi anche severi. Il Telegraph pubblica diversi articoli sulla questione, da cui emerge che due popolari annunciatori radiofonici, Chris Moyles di Radio 1 e Terry Wogan percepirebbero (si tratta di voci) 630 mila e 800 mila sterline l'anno (mi chiedo quanto guadagnino i nostri DJs, immagino molto meno). Le cifre riguardanti presentatori e anchorperson televisivi, invece appaiono più in linea con le nostre e forse di parecchio inferiori se è vero che solo in 10 casi i salari superano i 2 milioni di sterline (3 milioni di euro)
Lo trovate qui.
Review of talent costsSemplicemente pazzesco. Un livello di trasparenza che in Italia facciamo fatica a capire. E che non interessa a nessuno.
2 June 2008
The BBC Trust commissioned an independent review, conducted by Oliver and Ohlbaum Associates Ltd (O&O), in November 2007 to provide an in-depth examination of the BBC's use of on-air and on-screen talent. This followed press reports about presenters' salaries during the course of 2006 which aroused industry and public concern and led some people to question the BBC's approach to the talent it employs. This debate was still live when the Trust was established as the BBC's governing body in January 2007. It was, and has remained, a topic raised by the public with Trustees during our appearances on radio phone-ins and at public meetings in all parts of the UK.
In Gran Bretagna invece lo scorso anno c'erano state forti polemiche quando davanti alle richieste di pubblicazione dei salari percepiti da presentatori e annunciatori, la BBC aveva risposto che i dati erano troppo sensibili dal punto di vista competitivo per essere divulgati. Il Trust è intervenuto, commissionando uno studio sul costo dei "talenti" utilizzati dall'ente. Il report non fa i singoli nomi, ma esprime cifre e giudizi anche severi. Il Telegraph pubblica diversi articoli sulla questione, da cui emerge che due popolari annunciatori radiofonici, Chris Moyles di Radio 1 e Terry Wogan percepirebbero (si tratta di voci) 630 mila e 800 mila sterline l'anno (mi chiedo quanto guadagnino i nostri DJs, immagino molto meno). Le cifre riguardanti presentatori e anchorperson televisivi, invece appaiono più in linea con le nostre e forse di parecchio inferiori se è vero che solo in 10 casi i salari superano i 2 milioni di sterline (3 milioni di euro)
Erotismo alla radio. La carriera di una Sbriciolina
Giorni fa mi è arrivato una strana mail da una certa Sbriciolina. Forse confusa da un blog che, lo ammetto, pecca spesso di eccessivo ermetismo, l'autrice del messaggio si offriva come provider di brevi podcast da inserire qui su Radiopassioni. Sulle prime confesso di aver pensato al solito spam. Poi Google mi ha rivelato che il personaggio di Sbriciolina esiste e sta anche conquistando una certa notorietà tra le Web radio e perfino in alcune stazioni via etere. La firma nasconde (o dice di nascondere) una studentessa dell'Università di Parma che scrive e interpreta brevi racconti a sfondo erotico tutti centrati sulle imprese e le fantasie di una coppia, Ludovica e Adamo, che nella finzione di Sbriciolina sembrano divertirsi parecchio, beati loro.
Basta fare una piccola ricerca per rendersi conto che i raccontini ammiccanti della nostra trasgressiva studentessa hanno già conquistato una certa visibilità. Ho chiesto quindi a Sbriciolina se avesse voglia di parlarmi di sé, della sua attività di autrice letteraria e radiofonica, del suo rapporto con la radio e con la psicologia (sul suo blog appaiono diversi indizi che questo sia il suo campo di studi).
Molte cose lei ha preferite non rivelarle: personalmente non condivido la leggera paranoia dei nickname su Internet ma ammetto che in questo caso l'anonimato è comprensibile e forse opportuno. Non sono un critico letterario. Come lettore trovo ostico entrare in sintonia con lo stile di Sbriciolina, ma dev'essere anche questione di età: i linguaggi del Web e delle nuove generazioni non sono i miei ed è giusto che sia così. In chiave radiofonica, invece, i racconti erotici di Lulù mi paiono più fluidi, l'autrice (che dice di prestare anche la voce recitante) sa farsi sentire in modo più convincente. Il suo è un genere rischioso, è facilissimo strafare o all'opposto annoiare, ma in voce Sbriciolina mantiene un buon equilibrio e promette di maturare ulteriormente. L'elenco di nomi in risposta alla mia richiesta sulle eventuali ispiratrici lascia intendere (a meno di internettiani inghippi, ma non penso sia il caso) una solida competenza di lettrice, che le fa onore.
Che aggiungere d'altro? Troverete una lista di riferimenti alle stazioni radio che riprendono le storie di Lulù nell'intervista che segue (alcune note tra parentesi quadre sono mie e mi sono anche preso la libertà di aggiustare le maiuscole e qualche refuso, spero di non aver vanificato una volontà (dis)ortografica sperimentale).
Sbriciolina firma un blog su Il Cannocchiale e sul sito de La Stampa si trova un Fan Club Sbriciolina sorprendentemente ben informato (il testo dell'intervista è apparso poco dopo l'arrivo delle risposte nella mia mailbox e non sono io ad averlo inoltrato...). In forma scritta i racconti vengono pubblicati nella rubrica C'eros una volta Lulù di Parma Daily.
Grazie, Sbriciolina. Spero che i percorsi che hai scelto ti conducano là dove intendi arrivare e che le eventuali deviazioni o gli incontri inattesi siano comunque piacevoli. E visto i comuni interessi operistici spero di imbattermi qualche volta in te alla Scala, piuttosto che agli Arcimboldi.
Basta fare una piccola ricerca per rendersi conto che i raccontini ammiccanti della nostra trasgressiva studentessa hanno già conquistato una certa visibilità. Ho chiesto quindi a Sbriciolina se avesse voglia di parlarmi di sé, della sua attività di autrice letteraria e radiofonica, del suo rapporto con la radio e con la psicologia (sul suo blog appaiono diversi indizi che questo sia il suo campo di studi).
Molte cose lei ha preferite non rivelarle: personalmente non condivido la leggera paranoia dei nickname su Internet ma ammetto che in questo caso l'anonimato è comprensibile e forse opportuno. Non sono un critico letterario. Come lettore trovo ostico entrare in sintonia con lo stile di Sbriciolina, ma dev'essere anche questione di età: i linguaggi del Web e delle nuove generazioni non sono i miei ed è giusto che sia così. In chiave radiofonica, invece, i racconti erotici di Lulù mi paiono più fluidi, l'autrice (che dice di prestare anche la voce recitante) sa farsi sentire in modo più convincente. Il suo è un genere rischioso, è facilissimo strafare o all'opposto annoiare, ma in voce Sbriciolina mantiene un buon equilibrio e promette di maturare ulteriormente. L'elenco di nomi in risposta alla mia richiesta sulle eventuali ispiratrici lascia intendere (a meno di internettiani inghippi, ma non penso sia il caso) una solida competenza di lettrice, che le fa onore.
Che aggiungere d'altro? Troverete una lista di riferimenti alle stazioni radio che riprendono le storie di Lulù nell'intervista che segue (alcune note tra parentesi quadre sono mie e mi sono anche preso la libertà di aggiustare le maiuscole e qualche refuso, spero di non aver vanificato una volontà (dis)ortografica sperimentale).
Sbriciolina firma un blog su Il Cannocchiale e sul sito de La Stampa si trova un Fan Club Sbriciolina sorprendentemente ben informato (il testo dell'intervista è apparso poco dopo l'arrivo delle risposte nella mia mailbox e non sono io ad averlo inoltrato...). In forma scritta i racconti vengono pubblicati nella rubrica C'eros una volta Lulù di Parma Daily.
Grazie, Sbriciolina. Spero che i percorsi che hai scelto ti conducano là dove intendi arrivare e che le eventuali deviazioni o gli incontri inattesi siano comunque piacevoli. E visto i comuni interessi operistici spero di imbattermi qualche volta in te alla Scala, piuttosto che agli Arcimboldi.
RP: Chi è Sbriciolina?
S: Sfato l'immagine anti conformista 68ina da scritrice erotica , infatti, del popolare trinomio del sesso , droga & rock and roll, mi sono scolata esclusivamente la prima dimensione "LUDICA ", quella più legale , meno problematica, socialmente accettata.
Il mio atteggiamento quindi è:
sesso: abusabile AD personAM.
droga: astenersi. Ritengo che le leggi sulle droghe debbano essere molto severe e che nessuna sostanza stupefacente sia legalizzabile ad esclusione del controllato campo medico.
rock: dato che ascoltare , non significa abusare, uso!
Insomma, in tanta rivoluzione, mi sono riformulata addosso il mito salutista da Iss (istituto superiore di sanità), in cui il fatale desiderio, la brama irrefrenabile sta dignitosa nelle proprie quattro mura, quelle umane, quelle non precarie.
Sì, sbriciolina è, più che ha.
Dice di studiare a Parma, ma viene da questa città o è in trasferta?
A Parma, per motivi universitari, ho abitato in un convitto universitario cattolico dal 2002 fino all'anno scorso .
Come e quando nasce il tuo interesse di scrittrice e per la cifra, rischiosa, dell'erotismo?
L'anno dopo , sono diventata una ingenua bloggher il cui spazio virtuale era fin troppo liberatorio, più che libertino.
Per motivi personali, solo dal 2006 , ho iniziato a filtrare e veicolare il canale.
Quindi da un diario personale a 360°, è diventato esclusivamente uno spazio di fantasiosa narrativa erotica in cui, paradossalmente, non lascio mie perle private e privatissime ai naviganti, anche perchè temo che annoierebbero inesorabilmente... seppure io sia una umana i cui segni particolari spaziano oltre al segno zodiacale della vergine! :)
Credo che la mia narrativa sia solo uno specchietto per le allodole che mi vogliono identificare con la protagonista dei miei racconti, ma si sà, ognuno crede in ciò che vuole credere. Sembrano reali? Sembro la loro controfigura (notare la metafora all’incontrario)? Sono fantasia, fantasia erotica. In adamo è racchiuso l'uomo ideale, in Ludovica l'anima di gioco.
Come hai iniziato a collaborare e oggi dove possiamo ascoltare i racconti di Lulù?
Sto collaborando a diverso grado e titolo con diverse stazioni radiofoniche , spesso nel ruolo di ospite telefonica quanto di speaker.
Radiofonicamente, ho iniziato grazie a un amico blogger Markino , speaker di Radio Veronica , spesso a buon giorno veronica gli inviavo degli sms inzuppati di un erotismo al confine labile e subdolo del umorismo, non rispettando il detto latino: " post coitum, tristi[ti]a!".
Nel frattempo ho conosciuto Dottor Fra e dj Piastrella, due empatici speaker a dir poco scoppiettanti che mi hanno adottata.
A valanga , grazie all'aiuto del mio fan club, che ha esteso la promozione dei miei scritti a macchia d'olio, mi sono state concesse altre porte e anche voci fuori dal coro.
Con quali stazioni radiofoniche, Web o via etere stai collaborando?
A oggi i racconti SU Lulù e Adamo si possono intercettare come il prezzemolo, per lo più su:
Radio veronica con dj markino e corona marco;
Radio luiss, della università di roma 3 , in aula M con dott.Fra e dj Piastrella;
Radiocittafujiko.it a Onde Libertine con Riccardo;
http://www.radioenea.net/ , dalle 23 alle 24;
http://www.radiololgiata.net/ ;
http://www.radioazzurra.it/ ;
http://www.vivalaradio.it/ , erosradio.it 3 canale ;
Radioindipendentzia
Radio prima rete
Radio Studio54Network.net
E dall'autunno prossimo su http://www.radiotrs.com/ radio TRS , nella trasmissione Punto d'Incontro
Quella che sentiamo è la tua voce?
Si, in accenti , deflessi ed esuberanze!
Sei una ascoltatrice della radio? Quali sono i tuoi gusti musicali e su quali stazioni ti sintonizzi più volentieri?
Sono una attenta ascoltatrice in generale e della radio soprattutto quando sono alla guida della mia autovettura. Sinceramente preferisco la musica poetica, tra cui Jovanotti, la classica / lirica, la leggera italiana, new age, pop, Ludovico Einaudi, dido... Ma si sà, ogni canzone, assume un significato diverso in base al contesto e alla compagnia con cui si ascolta o ancor meglio canta.
Ad esempio, quando ascolto la fisarmonica, mi ricorda i weekend della mia infanzia con mio padre. o il contrabbasso, mio zio paterno.
Ti ispiri a qualche particolare autrice del filone erotico al femminile?
Oltre al campo tecnico e specialistico del dottor Jannini, dell'università dell'Aquila.
Tra le "eroine" della contemporanea letteratura erotica mi sono spessa divertita leggere : Donna George Storey, Lisabet Sarai, Rachel Kramer Bussel, Susie Bright, Lisette Ashton , più che il connazionale Moravia. Di testi ne esistono a gogò. Poi ad ognuno l'ispirazione e la musa. Per dirla in termini psichici, Ludovica e Adamo potrebbero [essere] l'alter ego della Umanità..
Come giudichi il mezzo radiofonico, ritieni che possa prestarsi alla letteratura di genere? Non è troppo ammiccante (sempre ammesso che essere ammiccante non sia la tua precisa intenzione!)?
La audace e provocatrice Marylin Monroe sosteneva: " bene o male, basta che se ne parli!"
Il "genere" erotico, specie su Internet, è appunto molto rischioso. Può sempre de-generare in qualcos'altro ed essere, quando va bene, scambiato per il solito spam. Diciamo che non è facile distinguersi con un prodotto letterario che abbia davvero qualcosa da dire. Tu che ambizioni nutri in tal senso, quali reazioni vuoi suscitare?
Seppur vero, le parole spesso fomentano più delle azioni.
Il genere erotico è rischioso in base a chi ne parla e chi lo recepisce,
Perfino nella Bibbia, il sesso (regolamentarizzato) esiste .
Quanto nel [al?] mio libro preferito di Goffrey Miller: uomini donne e code di pavone. Ciò che esprimo per iscritto sono pure , fisiologiche e sane fantasie erotiche, fantasie che il genere umano possiede e che è normale possedere, guai se non esistessero! Parola di manuale!
Ricevi dagli ascoltatori e lettori un feedback diverso da quella miscela di vaga curiosità e noia che chiunque di noi finisce per avere nei confronti della pornografia ripetitiva e un po' scontata che circola in rete?
Desiderio di attività sessuale è: la "volontà" di realizzare concretamente. Nell’ordine delle volontarietà. Quotidianamente, amo e mi armo tanto di critiche quanto di consigli, infatti, alla fine sono proprio i radio ascoltatori e i lettori a monitorarmi.
Mi sostengono e collaborano attivamente con i miei intenti letterari.
Tanto che "volontariamente" si impegnano in prima linea a sensibilizzare altri nuovi lettori e a contrastare il pregiudizio.
Di questo non posso che esser loro riconoscente .
Sbriciolina come si comporta su Internet: frequenta le chat, o la geografia del social networking?
Sono molto determinata, la mia bussola internettiana indica solo una meta letteraria, ciò nonostante più che le chat o i softwears [software?] preferisco di gran lunga le emails, da piccola spendevo un patrimonio per i francobolli...
Sul tuo blog su Il Cannocchiale leggo parecchi appunti di sessuologia, andrologia, psicologia clinica... Sono questi i tuoi interessi specifici di studentessa a UniParma? La tua carriera di scrittrice si intreccia con tali interessi? La scrittrice Sbriciolina mira un giorno a diventare, per esempio, la sessuologa dottoressa XXX? O stai studiando tutt'altro?
Colpita e affondata. :)
Per la narrativa erotica e la sessuologia, il mio super io è solubile.
I miei pro-getti sono a favore di ciò che lascia bruciare di passione, di vita.
Anche l'erotismo a volte salva la vita!
Al di là dell'impegno universitario, scrivere erotico è una risorsa sulla quale sto scommettendo molte mie potenzialità.
Scrivere è anche vincolo seppur non necessariamente ostacolo, tanto da impegnarmi a far trasparire anche i miei valori , seppure in brevi frammenti, briciole.
Spero di evitarvi la indigestione!
Il tuo pseudonimo, perdonami, è sbarazzino (e fin qui, più che lecito) ma anche poco letterario, personalmente ho percepito un tratto di superficialità che rende un po' meno convincente la tua proposta. Immagino che il tuo anonimato sia una scelta in parte obbligata per la tua vita di studentessa, che nella tua attività di scrittrice ci sia una inevitabile componente di ironia e sano divertimento. O forse è anche una scelta legata ai concetti internettiani di identità collettiva, alla Wu Ming per intenderci. In futuro pensi di uscire allo scoperto, di metterti completamente in gioco? Insomma, che cosa vuoi fare da grande e ritieni che la radio continuerà ad avere un ruolo nella tua vita di autrice?
Con un panino tra i denti, nasce il mio goloso pseudonimo, infatti, nell'agosto 2000 a Sirmione, mia madre vedendomi una serie di briciole sul petto , teneramente mi chiamò così.
Solo con il tempo, e i miei racconti tanto frammentati quanto dettagliati, tale alias ha mostrato il suo vero valore, tanto che i burloni fan hanno questo motto : " come operative formiche, stiamo raccogliendo le sue briciole... per portarle al "forNicaio"". Per quanto riguarda la mia singola identità anagrafica, non è la mia perorazione. Preferisco essere considerata per la vera unica protagonista: la coppia lulù e adamo , prodotto della mia mente. Il futuro? Non siamo ancora al the end... Quello felice, vero??
Dei tuoi modelli nella letteratura erotica ti ho già chiesto, ma quali sono i tuoi interessi di lettrice? Vai anche al cinema, a teatro?
Dato che " Ars Longa, vita brevis...." , oltre alla sfera clinica e letteraria, gestire la mia gatta, noleggiare dvd di Benigni e Jack Nicholson, lavorare la carta pesta, d'estate amo sconfinatamente ristrutturare mobili e dedicarmi all'opera : all'Arena di Verona o all'Arcimboldi!
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