Visualizzazione post con etichetta visual radio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta visual radio. Mostra tutti i post

23 aprile 2011

Baudline, analisi spettrale multipiattaforma

Diverso tempo fa avevo scoperto - grazie agli esperimenti di ricezione di segnali radionaturali pubblicati sul sito Web di un fisico italiano, Tito Dal Canton - un programma di analisi spettrale molto interessante, chiamato Baudline Signal Analyzer. A distanza di qualche anno mi accorgo che nel frattempo Baudline è stato "portato" da Linux in ambiente Mac OS X/X11 e funziona benissimo per la ricezione di segnali fino a 40 kHz. Oltre a visualizzare Baudline offre un discreto numero di funzionalità DSP e trattandosi di un software open source potrebbe consentire anche l'implementazione di algoritmi di demodulazione, fungendo quindi da soluzione per software defined radio anche su Mac. Baudline, sviluppato dai programmatori della società di consulenza di Cupertino (dove, se no?) SigBlips può essere utilizzato anche sotto Windows. Assolutamente da prendere in considerazione per le vostre attività VLF.



05 giugno 2010

Quelli di Caterpillar dalla radio alla tv


Mancano poche ore alla messa in onda su Rai 3 (ore 14.50) di Quelli di Caterpillar, versione televisiva della famosa trasmissione di Radio 2 con Massimo Cirri e Filippo Solibello. Secondo Cirri, che ho brevemente intervistato nel corso della conferenza stampa di giovedì in Corso Sempione, non si tratta di Visual Radio ma di vera e propria tv, anche se "leggera". Però non c'è nessuna discontinuità rispetto allo spirito della trasmissione radiofonica. L'equipaggiamento di base dei nuovi radiovideoreporter di Caterpillar sarà lo zainetto della LiveU un sistema di uplink wireless che sfrutta fino a sei SIM card per agganciarsi all'infrastruttura 3G.
Per scaricare la brochure di questo sistema, sviluppato per consentire una rapida messa in onda di contenuti di tipo televisivo che necessativano un tempo di pesanti infrastrutture in microonde terrestri o satellitari, cliccate qui.
Ecco invece l'audio della conferenza stampa e dell'intervista (di un anonima collega e del sottoscritto) a Massimo Cirri, che parla anche dell'iniziativa in programma a Trieste con le radio italiane che dedicano la loro programmazione al disagio mentale:


01 giugno 2010

Nell'etere radiofonico la parola prende corpo


Si è compiuto per me un piccolo miracolo ieri, nella sala dei Filodrammatici di Milano, in occasione della "presa diretta" di Crediti d'Autore, iniziativa di IULM, Accademia dei Filodrammatici con Alberica Archinto e dell'autore e regista radiofonico Sergio Ferrentino per la promozione del radiodramma, genere ormai desueto in una Italia che da culla si sta trasformando in tomba della cultura. Come in una illuminazione ho capito di colpo la spazialità della parola teatrale, il fatto che il corpo e la posizione del corpo dell'attore, persino dei suoi organi di fonazione sulla scena hanno una forza insospettata, forse più drammaturgica della parola stessa. E allo stesso tempo i dodici attori del corso che l'Accademia ha selezionato per insegnare la non facile arte della recitazione al microfono - attori giovani ma molto bravi, incredibilmente sincronizzati con la volontà del regista Ferrentino che non a caso alla fine li ha chiamati sul proscenio con la stessa gestualità del direttore con i musicisti dell'orchestra - i dodici attori, dicevo, mi hanno fatto capire il potere mediatore del microfono della radio nel ricostruire, nel radiodramma, una spazialità virtuale ma non meno, anzi forse ancora più evocativa.
Si è trattato a pensarci meglio di un fantastico esperimento di radio visuale quello che la compagnia di Ferrentino ha organizzato lunedì 31 al Filodrammatici, per la trasmissione in diretta di Radio Tre, Rete Due della Svizzera Italiana e di diverse emittenti del circuito di Web radio universitarie Raduni.
In sala gli spettatori erano seduti come normalmente si fa per le rappresentazioni teatrali. Gli attori erano disposti sul palcoscenico, come sempre, ma il loro "vero" unico spettatore era il microfono, la scena si era trasformata per incanto nello studio insonorizzato di una emittente radiofonica. All'ingresso della sala i partecipanti all'evento hanno ricevuto una speciale radiocuffia marchiata Radio Svizzera Italiana, da indossare per poter seguire i radiodrammi rappresentati attraverso la diretta radio. A essere sincero pensavo fosse un accessorio, qualcosa di cui avrei potuto fare a meno. Pensavo che per seguire i drammi avrei potuto usare, come al solito, il nudo orecchio. Come mi sbagliavo. Solo a evento iniziato ho capito che togliendomi la cuffia le voci degli attori si trasformavano in un guazzabuglio confuso. La cuffia olofonica era il perfetto omologo del mio spesso paio d'occhiali da miope incallito.
Mettevi le cuffie ed entravi letteralmente nello spazio del racconto radiofonico, con i suoi sfondi, i suoi effetti, le voci originate da posizioni invisibili ma immediatamente percettibili. Il radiodrama si materializzava, prendeva corpo, come in un gioco di incastri multidimensionale, l'anamorfosi di un quadro, la prospettiva di una piazza monumentale. Toglievi le cuffie e senza la mediazione del microfono tutto crollava, si scioglieva come un incantesimo mal riuscito. Una esperienza mai provata, una rivisitazione in chiave teatrale del mito platonico della caverna.
Non mi soffermo troppo sul valore letterario dei racconti drammatizzati proposti da Alessia Rotondo e Marcello Ubertone ("Non vediamoci più"), Francesca Brancaccio ("Il canto della panchina"), Simone di Donna ("Il circo delle pulci") e Federico Sperindei ("Incorporeo"). Nessuna delle quattro pièces era banale, nessuna pretenziosa. Non vediamoci più era puro divertissement, il Canto della panchina quella con la trama più delicata e infantile, Il circo delle pulci la più ioneschiana e Incorporeo un thriller per molti versi patologico, inquietante. Mi sembra chiaro che l'intento, riuscitissimo, fosse dimostrare la validità di una formula, il potenziale di un genere incomprensibilmente trascurato. Autori, preparatori, attori, fonici e regista mi hanno fatto capire quanto fosse difficile e al tempo stesso naturale l'arte del teatro microfonico. C'è solo da sperare che la sfida venga raccolta, rilanciata, amplificata, ma con queste lune e la politica che ci ritroviamo è una speranza troppo flebile.
Trovata alcune foto della serata sul mio album in Picasa e naturalmente la registrazione dei quattro radiodrammi e delle interviste condotte da Oreste Bossini, riprese ieri da Radio3Suite con il prezioso aiuto di Mariù.

15 ottobre 2009

HF, i mondi misteriosi rivelati dalla visual radio


L'approccio visuale alla ricezione dei segnali radio che sta prendendo piede grazie agli strumenti della software defined radio ci permette di rivelare cose, aspetti delle radiocomunicazioni che il semplice ascolto non potrebbe neppure immaginare. Gli appassionati di segnali lontani sulle onde medie - che faticano maggiormente a superare le distanze transoceaniche - analizzano lo spettro visivamente per dimostrare che le portanti di questi segnali, la radiofrequenza non modulata, è presente nello spettro ricevuto anche quando la modulazione audio è troppo indistinta per essere udibile. Ma ci sono tante altre informazioni che riguardano sia le anomalie come i segnali che rimbalzano sulle fiancate degli aerei lasciando nello spettro strisce luminose simili alle traiettorie delle stelle cadenti; sia le speciali modulazioni usate dagli organismi civili, militari, governativi che continuano, nonostante tutto, a servirsi delle onde corte per le loro comunicazioni.
Qualche tempo fa, il radioamatore tedesco Nils Schiffhauer DK8OK, uno dei più attivi utilizzatori del ricevitore SDR Perseus, aveva pubblicato sul suo sito (l'aggiunta più recente riguarda 210 clip audio di ricezioni HF fatte con Perseus, un archivio pieno di segnali rari ed esotici) una serie di screen capture che dimostravano la presenza, nello spettro dei 19 metri, di segnali radio chiaramente modulati con tecniche di frequency hopping, un sistema di trasmissione numerico che frantuma le informazioni in tanti pezzetti e le invia in tante raffiche distribuite su frequenze diverse. I "burst" identificati da Nils hanno una durata di 40 millisecondi, separati da intervalli di 13 millisecondi. Questo tipo di modulazione viene di solito utilizzato per assicurare una maggiore riservatezza alle comunicazioni o per aumentarne l'efficienza in presenza di condizioni propagative avverse. Per ripristinare il segnale orginale bisogna evidentemente conoscere la corretta sequenza e la ciclicità dei "salti".
Per saperne di più sui sistemi di trasmissione numerica che oggi popolano le HF e le frequenze VHF e UHF terrestri e no, potete scaricare la documentazione relativa a una piattaforma software di analisi di questo tipo di segnali commercializzata dalla tedesca Rohde&Schwarz, AMMOS Automatic modular monitoring of signals, GX4xx. Una brochure di una ventina di pagine si può scaricare a questo indirizzo.

25 settembre 2009

RNC - BBC Visual Radio phase II


Dovendo spostarmi da un piano all'altro del magnifico Palazzo della Radio per seguire in un altro convegno l'intervento del responsabile del sito Web della CNN non ho fatto in tempo a parlarvi dell'ultimo intervento della giornata, qui alla Radio News Conference dell'EBU. Brett Spencer ha illustrato brevemente la cosiddetta Phase II della sperimentazione Visual Radio di BBC Radio 5 ive, canale di notizie e commenti della Beeb che si può ascoltare sui multiplex digitali del DAB, online su Internet e attraverso i trasmettitori in onde medie. Un fatto, quest'ultimo che lo stesso Spencer ha sottolineato per far osservare l'intrinseco paradosso di una macchina radiofonica capace di affiancare una sperimentazione così spinta a una tecnologia apparentemente obsoleta. La radio visuale non è la televisione e non vuole esserlo, ha giustamente precisato, ma non è neppure radio nel senso stretto del termine, della purezza e solitudine della parola. Non è chiaramente un medium che può essere distribuito fuori da un contesto completamente digitale, ma a giudicare dalle reazioni di chi ha potuto seguire, lo scorso giugno questa seconda fase di una serie di test iniziati con BBC Radio 1 nel gennaio di quest'anno e proseguiti a giugno sul Simon Mayo show di Radio 5Live (ovviamente su Interne e BBC iPlayer), la non-radio, il "Frankenstein" o il "mostro" come lo chiamano i suoi stessi ideatori, sembra essere piaciuta agli ascoltatori. Un misto di Webcam e videotext avanzato, che favorisce l'interazione - via Web, telefonino e quant'altro - con i normali contenuti audio. Brett, responsabile di "all thing digital and interactive" di Radio 5 Live può essere raggiunto su Twitter (i suoi ultimi tweet sono chiaramente da Torino). L'audio del suo intervento lo potete ascoltare qui e di seguito potete leggere il post dei BBC Radio Labs dedicato proprio alla Visual Radio Phase II



Son of the Revenge of Visual Radio
Guy Strelitz, Thursday, 4 June 2009

Since I published this post I've learnt that some elements of the trial haven't been finalised yet so I've edited the post to remove some names and dates. I'll come back with full details once they're all confirmed. In January, Visual Radio came to your PC screen. This Summer It's Phase II. It's bigger. It's better. It's still a trial but it's here for longer.
What hasn't changed is the basic architecture. It's still driven from a Ruby on Rails application in the studio. It still publishes updates with a push model via our distribution partners at Monterosa (though more on that below) and it's still rendered at your end on a Flash client. But...

It's Bigger

In January Visual Radio was available for one week Chris Moyles and Switch on Radio1 only. Phase II includes Simon Mayo on 5Live for three weeks (though not on Wednesdays), followed by 6 weeks for Moyles and Switch on Radio1, Material World on Radio 4, and the 6Music Hub Sessions. And the CPS can manage multiple programmes simultaneously.
This might sound like a simple administrative decision, but it's meant serious re-engineering of almost all the components in the software chain, and a range of new designs for the console.
More than this though, these shows could hardly be more different from each other. We've seen what Moyles does with music and chat on Visual Radio. Material World is a science and technology magazine and it'll be fascinating to see what Quentin Cooper and the production team do with the new platform.

It's in Widescreen

In Phase 1, producers were often unable to keep the right-hand-side of the console fresh - the bit that shows votes, SMS and the studio blog. Producers had compliance concerns around voting and graphs, and maintaining a blog or approving SMSes for publication turns out to be a lot of extra work in a busy studio. In Phase II, the studio can expand the left-hand-side to take over the entire Visual Radio client. This favours pretty pictures (images, studio cam and the NowPlaying feed) over the more involving reading-and-writing stuff - not our original aspiration, but this is what you find out in a trial.
We've also put screen size in the hands of the visual listener. In Phase II you can expand the Visual Radio client to fill your entire screen.

It's Mobile

Because watching the radio on your laptop just is so last-month, in Phase II you can watch the radio on your mobile! So now we've added a push feed through our new mobile distribution partner - wecomm - who are also building the mobile client for us. We'll publish more details when this becomes available next week.

It's Listening to You
Sending text messages to the studio remains incredibly popular. In Phase II you can do it for free, through the console.
We had decided that you weren't going to be able to vote through the console. Then wecomm pointed out that on mobiles this would mean having to leave the Visual Radio application to send an SMS to vote, then open the app again. Not cool. So now there's a separate feature to participate in votes directly from the mobile or the desktop client.

It Wants to Feed...

The studio team can put BBC News, Sports and Weather feeds on the right-hand-side of the console, or across the bottom of the screen.

...and It's Heeerre!

Visual Radio Phase II launched with Simon Mayo, 5Live at lunchtime on Monday. It'll be running for three weeks (but not on Wednesdays). Find it on the 5live homepage during Simon's show: 13.00 - 16.00
From mid-June we'll be visualising more programmes - from Radio 1, Radio 4 and 6Music.
We've made a monster. We think it's pretty cool.
We hope you enjoy it!

30 gennaio 2009

Dalla BBC nuovi esperimenti di Visual Radio

In questi giorni sul BBC Internet Blog si sta discutendo di visual radio, in seguito al lancio, il 12 gennaio, di un nuovo player che offre una inedita interfaccia in tempo reale sugli studi, i luoghi di produzione della radio. Non si tratta di trasformare la radio in tv, ma nell'individuare nuove chiavi di interpretazione cross-mediale per un mezzo che per certi versi non basta più a se stesso e sta cercando il modo di confluire sulla piattaforma Internet. Senza snaturarsi certo, ma evitando di sparire.
Cliccate qui per visualizzare il contributo di Tristan Ferne che spiega i dettagli tecnici, troverete tutti gli altri link. Il trial non è più in corso, ma le considerazioni dei Radio Labs sono molto interessanti.


How visual radio works

Tristan Ferne 16 Jan 09

Yasser introduced visual radio on Monday and the trial has been going on this week. There is one last chance to catch it - on Annie and Nick this Sunday night (7pm - 10pm). The technical team behind it have written this post to give some idea of how the technology driving this system works. So over to the tech team of Conor Curran, Sean O' Halpin, Chris Bowley, Duncan Robertson, Nick Humfrey, Craig Webster, Ant Smith, Terry O'Leary and Will Kinder

One of the key elements of this project was to provide the ability for the editorial team to control the user client in realtime from the studio.
We considered HTTP polling but in the end found that the only way we could achieve the low latency and scale we required was to push messages to the client. We tried and rejected XMPP, mainly due to its verbosity, and there being no decent support for pub/sub in any Ruby XMPP library.
The first solution that showed promise was Juggernaut. This works by embedding a small Flash client in the HTML page for the sole purpose of providing an XML socket connection back to the server which it bridges to javascript. The server side is written in Ruby and integrates very well with Rails. Unfortunately, our tests showed that Juggernaut cannot yet scale to the levels we required. However, it provided the inspiration for our eventual solution.
As it turns out, we were already using a very similar solution to display LiveText on our network home pages via a third-party realtime messaging service provided by Monterosa called En Masse. Putting together what we'd learned from Juggernaut with the proven scalability of En Masse, we were able to piggyback our protocol over the existing messaging channel.
When a user loads the Visual Radio console, the En Masse server opens an XMLSocket connection to the connecting client and throughout the lifetime of the connection it will push XML messages to the Flash client.
Messages are fed to the En Masse server from our back end ActiveMQ messaging system. All the back end processes are written in Ruby using our own smqueue library.
To control all this and provide the studio with the realtime control they needed, we built a Ruby on Rails web application which sends messages to the client via the messaging infrastructure. If the Radio team want to push content to all the people connected via the Visual Radio console, they will activate the specific module they want to show within the Rails admin application and a chain of events occur. At a high level, what happens is:

  • A message containing a url to a resource is put on a queue by the admin application
  • A process watching this queue, gets the message and parses it
  • A request is made back to the resource url above, which returns an XML packet
  • This XML is then posted to a server
  • This server then messages all clients connected via their XMLsocket connection
  • The client parses the XML and displays the information to the user
Now Playing Information
Whenever a track gets played on Radio 1 we receive a file from the playout system, containing the details about what was played via an HTTP POST request. This message is then put on a message queue, so that it can be archived and sent to other systems.
The track data is sent to us in a proprietary text format, created by the playout system vendor. So the first stage is to parse it into a data structure that is easier to process. This is then put back on to another message queue, again so that other systems can make use of it.
The next message queue processor looks up the artist information in MusicBrainz using the artist name and the track title for disambiguation. If it unambiguously finds a matching artist in MusicBrainz then we add this information to the message, which can then be used to fetch an image and biographical information from http://www.bbc.co.uk/music/artists/:artistid

Architecture

This may be just a trial but because it's being broadcast live we need it to be reasonably fault-tolerant. To that end we're using a high-availability Apache based web tier which proxies requests back to multiple application servers. Each application server connects to a high-availability MySQL based database tier. In the event of one of our servers failing another will automatically take over with minimal disruption of service.
To manage the high-availability web and database tiers we're using open-source software called Heartbeat. Our application servers are all Mongrels and are running Rails. Underpinning everything we use Linux running under Xen which provides efficient virtualisation of our physical hardware.
Streaming Audio and Video

The vision mix output along with the audio feed from the studio was encoded using a Flash media encoder. The On2 VP6 codec was used for the video and MP3 for the audio. This feed was streamed over an SDSL connection to the BBC's Content Delivery Network. The Flash client once launched attempts to connect to this stream hosted by the third-party.
You can read more about developing visual radio and how the Flash console works over at some of the developers' blogs.

05 giugno 2008

Parte la complicata offerta DVB-H tedesca

Mentre in Francia si discute se l'uso del T-DMB come standard per la radio digtale terrestre non sia in un certo senso esagerato, per le caratteristiche di un sistema pensato soprattutto per la televisione mobile, in Germania stanno per partire le prime stazioni radiofoniche multimediali autorizzate per il DVB-H.
In Germania la situazione è un po' più complessa che altrove, anche se apparentemente ben regolamentata. Fino all'aprile di quest'anno era operativa per l'ascolto multimediale in mobilità la piattaforma T-DMB "Watcha", che è stata spenta in aprile. Al suo posto, i regolatori hanno selezionato, alla fine dell'anno scorso, un operatore DVB-H (lo standard "ufficiale" in Europa per la tv mobile) che agisce su mandato delle authority regionali tedesche. Il vincitore della licenza è Mobile 3.0, un consorzio formato da MFD Mobiles Fernsehen Deutschland, fondata nel 2005 e finora impegnata a gestire il T-DMB di Watcha, e Neva Media. Mobile 3.0 gestisce la piattaforma, ma l'infrastruttura vera e propria viene affidata a un operatore diverso su scala nazionale. In Germania, complicazione nella complicazione, si tratta di quella che un tempo era la divisione Media&Broadcast di T-Systems, del gruppo Deutsche Telekom, e oggi è semplicemente MediaBroadcast, una azienda del gruppo francese TDF, al quale T-Systems ha conferito Media&Broadcast.
Dentro Mobile 3.0 - intesa come piattaforma dei contenuti - confluiscono i programmi televisivi pubblici di ARD e ZDF, quelli commerciali come RTL Sat.1 (alcuni di questi saranno codificati) e tre canali radiofonici multimediali (visual radio) che saranno prodotti da tre diversi consorzi: Digital 5, BigMusic (BigFM) e Kick.FM, il canale che doveva trasmettere le partite di calcio della Bundesliga e che è partito proprio in questi giorni con il nome 90elf, prodotto da Regiocast Digital.
Spero che si sia capito tutto. Ho trovato anche questo riassunto sul sito Silicon.de. Al momento le aree coperte da Mobile 3.0 sono quelle metropolitane di Amburgo, Francoforte, Monaco e Hannover:
Mobiles DVB-H-Fernsehen gestartet
Von: Lutz Poessneck Montag, 2. Juni 2008

Der Plattformbetreiber Mobile 3.0 hat den DVB-H-Testbetrieb in vier deutschen Großstädten begonnen – in Hamburg, München, Frankfurt und Hannover.

Hinter Mobile 3.0 stehen die Medienkonzerne Hubert Burda Media und Georg von Holtzbrinck. Fernsehen kann hierzulande auch im Standard DVB-T mobil empfangen werden, entsprechende Geräte bieten etwa T-Mobile und Vodafone an. Im Rahmen des DVB-H-Testbetriebs werden jetzt neun TV- und drei Radiosender ausgestrahlt. ARD und ZDF, das künftige Regionalprogramm Deutschland 24 sowie die drei Radiostationen bigMUSIC, MyFun Radio und 90elf werden unverschlüsselt gesendet. RTL, VOX, SAT.1, PRO 7 sowie n-tv und N24 werden hingegen verschlüsselt ausgestrahlt.
Ziel des Testbetriebs ist es, den Empfang, die Technik, die Verschlüsselung und die Handhabung des DVB-H-TV ausführlich zu prüfen. In der Testphase werden zwei Endgeräte der Hersteller Nokia und Samsung eingesetzt. Die operative Phase soll nach Abschluss des derzeit laufenden Lizenzierungsverfahrens beginnen. Aktuell haben noch nicht alle Landesmedienanstalten eine Sendelizenz an Mobile 3.0 vergeben – so dass es aus rechtlichen Gründen nicht möglich ist, zur Fußball-EM DVB-H-TV im ursprünglich geplanten Umfang anzubieten. Sobald alle Lizenzen vorliegen, werde man den weiteren Ausbau des Sendenetzes beauftragen und die Vermarktung in die Wege leiten, hieß es von Mobile 3.0.
Partner bei der technischen Realisation sind der Rundfunk-Dienstleister Media Broadcast und Nokia Siemens Networks.
Media Broadcast ist für den Aufbau des Sendenetzes zuständig. Das Unternehmen erhielt von der Bundesnetzagentur den Zuschlag für den Gesamtaufbau und anschließenden Betrieb des DVB-H-Sendenetzes in Deutschland. Nokia Siemens Networks hat das so genannte Head-End für den Testbetrieb von Mobile 3.0 errichtet. Im Head-End werden alle technischen Prozesse vor der Ausstrahlung der Programme zusammengeführt, koordiniert und umgesetzt.
Questa invece è una intervista appena apparsa su InfoSat, testata telematica tedesca, al responsabile del consorzio Digital 5 (originariamente fondato da cinque stazioni regionali, ma se ne è aggiunta una sesta, NRW) Hans-Dieter Hillmoth. L'intervista verte sul contenuto di uno dei tre canali solo radiofonici del DVB-H, MyFun Radio, che trasmetterà uno strano format comedy/karaoke simile alla francese Rire&Chansons assemblato con le produzioni delle sei emittenti che costituiscono Digital 5. Hillmoth dice cose molto sensate.

„Digitalradio braucht tragfähige Geschäftsmodelle“: Erster deutscher DVB-H-Radiosender startet am 12. Juni
04.06.2008

Der erste deutsche DVB-H-Radiosender „MyFun Radio“ nimmt anlässlich des Branchenevents „Radio Day 2008“ in Kürze seinen Sendebetrieb über die DVB-H-Plattform Mobile 3.0 auf. Digitalmagazin hat mit Hans-Dieter Hillmoth, Geschäftsführer des Radiokonsortiums DIGITAL 5, das hinter MyFun Radio steht, über den neuen Sender sowie die besonderen Herausforderungen der Übertragung von Radio über DVB-H gesprochen.

Digitalmagazin: Herr Hillmoth, der erste deutsche DVB-H-Radiosender MyFun Radio startet pünktlich zum diesjährigen Radio Day am 12. Juni in Köln. Was erwartet die Hörer des neuen digitalen Senders zur Premiere?

Hillmoth: Wir starten und bieten gleich vom Start weg die besten Comedies der beteiligten sechs Radiosender - und zusätzlich Standups, Songs, Mitschnitte und aktuelle Produktionen der Künstler. Darüber hinaus gehen am Abend des 12. Juli die ersten Karaoke-Songs im deutschen Radio on Air. Seit 1. Juni läuft der Testbetrieb - in Audio und Visual Radio. Natürlich bieten wir zum Radio Day das Programm nicht „Volldampf“ sondern werden es bis Herbst weiter ausbauen - wenn Mobile 3.0 flächendeckender an den Start geht und hoffentlich mehr als die paar Handvoll Endgeräte derzeit im Markt sind. Die Moderation kommt erst dann hinzu, auch viel mehr neue Sendungen. Aber: Wir wollen unsere Zusagen einhalten, starten schon jetzt und möchten uns damit auch bei den Landesmedienanstalten bedanken - die für Radio über DVB-H gekämpft haben.

Digitalmagazin: Wie wird der Sender übertragen und wo kann MyFun Radio empfangen werden?

Hillmoth: Wir schicken unser Signal vom DIGITAL 5-Studio bei FFH vor den Toren Frankfurts zum Playout-Center von Mobile 3.0 in Wien - von dort geht’s über Satellit zunächst auf die vorhandenen wenigen DVB-H-Sender u. a. in Frankfurt. Und da kommt es tatsächlich an - wie wir natürlich bereits am Sonntag (1. Juni) getestet haben. Der Empfang ist gut, auch im Taunus gibt’s keine Störungen. Wir arbeiten derzeit stark an der optischen Gestaltung des Angebotes - mit Blick ins Studio, Wetter und News-Ticker, Comedy-Infos etc. Später kommen interaktivere Elemente hinzu, auch die Möglichkeit, Comedy zum Download zu erwerben.

Digitalmagazin: Hinter MyFun Radio steckt das Radiokonsortium DIGITAL 5 - ein Zusammenschluss der Sender Antenne Bayern, Radio FFN, Hit-Radio Antenne Niedersachsen, Radio NRW, Radio Hamburg und Radio/Tele FFH. Was sind die hauptsächlichen Ziele Ihres Konsortiums?

Hillmoth: Wir wollen als nationaler Player wahrgenommen werden. Wir sind alles starke Sender und Marken im deutschen Radiomarkt - dennoch stellen die neuen digitalen Aufgaben große finanzielle Herausforderungen an uns, die wir gemeinsam schultern wollen. Jeder Sender wird unabhängig in seinem Kern-Sendegebiet und seinem Bundesland weiter am Ausbau der Marktposition arbeiten, sicher auch digitale landesweite oder regionale Projekte angehen. National sind wir gemeinsam -so unsere Überzeugung - schlagkräftiger.

Digitalmagazin: DVB-H wurde ursprünglich als mobiler TV-Standard entwickelt - nun geht ein Radio über DVB-H ins Rennen. Wie kam es dazu?

Hillmoth: Siehe oben. Auf Druck der Landesmedienanstalten. Unsere Meinung: Radio und wir Radiomacher müssen da sein, wo der Hörer ist. Neben dem Internet und den neuen Frequenzen in Band III ist DVB-H die erste Möglichkeit für nationales digitales Radio. Wir wollen nicht nur mit-theoretisieren, wir wollen auch anpacken. Und deshalb sind wir trotz natürlich unklaren Ausgangs dabei. Digital-Radio braucht einen langen Atem. Aber Digital-Radio braucht auch tragfähige Geschäftsmodelle - die wir bisher nur in Umrissen sehen.

Digitalmagazin: Dreh- und Angelpunkt beim Start neuer Standards sind verfügbare Inhalte und eine entsprechende Zahl an Endgeräten. Welche DVB-H-Angebote sollen Ihrer Information nach demnächst folgen?

Hillmoth: Drei Radio-Angebote sind für DVB-H lizenziert. Das war’s erst mal. Wir sind stolz darauf, dass die Radio-Angebote zum Großteil wirklich neue Angebote sind - und nicht die Übertragung des Vorhandenen, wie bisher beim TV.

Digitalmagazin: Wie sieht die Verfügbarkeit von DVB-H-fähigen Endgeräten aus? Wer wird als Distributor fungieren?

Hillmoth: Gute und wichtige Frage. Aber das müssen Sie Mobile 3.0 fragen. Daran wird wohl gearbeitet...

Le cose non finiscono qui, perché rimane la questione più grande: quali apparati sono disponibili per questi contenuti? Uno dei primi telefonini compatibili con il DVB-H è il Samsung SGH-P960 ma non crediate che basti questa conformità. Trattandosi a tutti gli effetti di televisione digitale, conta anche il tipo di middleware implementato per funzioni fondamentali come la guida elettronica dei programmi o la gestione dei contenuti protetti. Il P960 è uno dei primi sistemi compatibili con i due strati di middleware accettati in Europa, il DVB-CBMS (convergence of broadcast and mobile services del consorzio DVB) e OMA-BCAST (Open Mobile Alliance).

17 gennaio 2008

La buona radio si vede

Tutto da leggere l'intervento sulla visual radio (con rimando all'articolo di Spencer Kelly, presentatore del programma televisivo di tecnologie "Click") apparso ieri sul blog dei Radiolabs della BBC.

Audience expectations is one of several key factors currently driving visual radio. Andy Parfitt mentions in the article that:

young audiences expect different things to audiences that have grown up with that sharp divide between tv and radio

and this is very true, we live in a very visual culture where almost all the gadgets we buy have rich colour screens that give us feedback when we interact with the device itself and consume media through it. However, if I'm listening to the radio on my mobile and I hear a song I like there is nothing that tells me what it is, and this can be very frustrating. Its not a very satisfying user experience but visual radio is an attempt to address this situation.

Già, è molto vero. Nell'era della convergenza di fatto l'ultimo a convergere è proprio il pubblico, ancora accartocciato sulle vecchie, rigide associazioni dispositivo-servizio-contenuto. Non è più così. Il grande Eduardo poteva permettersi di fare la battuta "falla parlare col frigorifero" quando qualcuno gli passava la cornetta dicendo: "c'è la televisione al telefono".
Oggi i pronipoti di Eduardo risponderebbero: "e dove dovrebbe essere, sennò?". Qualcosa, tra radio, televisori e frigoriferi dovrà pur cambiare.


18 dicembre 2007

iRiver B20, prime sensazioni

Mi è arrivato oggi il player multimediale iRiver B20 con funzionalità di ricezione DAB/DMB. Sto effettuando le prime prove ma volevo pubblicare qui una piccola preview e una fotografia. Mi ha molto sorpreso il formato, davvero piccolo. La sintonia e la ricezione sono praticamente immediate, anche se di molti multiplex e singoli canali riconosciuti non riesco a prendere il segnale. Buffo il fatto che nelle impostazioni il B20 chiami il DAB "radio" e il DMB "tv". Quello che ricevo lascia decisamente soddisfatti, per quanto piccolo lo schermo è di ottima qualità e l'effetto tutto sommato gradevole e leggibile (sto guardando RTL 102.5 TV). Oltre al DAB/DMB, c'è una buona sezione FM.
Una stranezza riguarda la manovrabilità. Oltre ad alcuni pulsantini laterali, peraltro non troppo facili da premere con le mie dita, il B20 si manovra attraverso... Lo schermo. Il display non fa infatti corpo unico con il dispositivo ma funge in pratica da pulsante di un mouse e consente quattro tipi di "click": alto, basso, sinistra, destra. La navigazione attraverso il menu dei comandi avviene tramite questa operazione. Ingegnoso, ma il tutto finisce per conferire al B20 una sensazione di precarietà, come se lo schermo stesse per staccarsi. Non è proprio il massimo. Il prezzo dichiarato sullo store online della sezione italiana del sito di iRiver è di 209 euro.
Le mie prove si sono un po' arenate sul software. Il programma Windows (niente Mac, almeno a quanto ne sappia io al momento) non mi sembra granché, anche se sembra avere il plus interessante della possibilità di visualizzare gli stream digitali ricevuti sullo schermo del pc. Non posso dire come funziona la cosa perché la connessione USB per ora funziona in modo discontinuo. Peccato perché da quanto posso leggere sul sito di DR France, l'associazione francese per la radio numerica avrebbe messo a disposizione l'upgrade dal DAB al DAB+ appena rilasciato da iRiver. Qui a Milano diverse emittenti DAB sono contrassegnate da un "+" nell'identificatore e non possono essere decodificate. Non ho idea se questo upgrade funzioni, né se installandolo sia assicurata la retrocompatibilità col DAB convenzionale. QUel che posso dire per ora è il DMB mi sembra una gran bella tv mobile. Diversamente dai dispositivi DVB USB che ho provato, il B20 scalda molto meno e questo mi pare un bel vantaggio.

21 settembre 2007

L'ho letto sulla radio. FMeXtra goes visual

Da oggi FMeXtra è anche visual radio. Un comunicato che ho appena ricevuto da Giovanni Necchi, di Adven, la rappresentante italiana della tecnologia in grado di trasmettere stream digitali inseriti nelle sottoportanti dei segnali dell'FM analogica, spiega che nel sistema è stato appena integrato un protocollo radiotext che permette di visualizzare semplici grafici e foto a bassa risoluzione. Le dimensioni, 128x64 pixel, sono quelle dei display - per il momento in bianco e nero, sebbene siano previsti display a colori per il futuro - oggi montati sul pannello frontale dei ricevitori FMeXtra. Il sistema non è ancora ufficializzato ma i test dicono che funziona già perfettamente. Niente di spettacolare, ma sufficiente per diffondere informazioni come previsioni del tempo, grafici finanziari, piccoli banner pubblicitari. Un trucchetto carino che potrebbe risultare molto appetibile se utilizzato con un po' di fantasia. Alcuni esempi di tutte queste possibilità, sconosciute ai normali sistemi RDS (ma immagino si possa pensare di trapiantarlo nel contesto dell'FM analogica tout court, no?), sono stati condensati da Adven in un breve filmato di YouTube:


Mi pare sempre più urgente risolvere il problema della disponibilità commerciale di ricevitori FMeXtra. Quando arriveranno in negozio?

FMeXtra consente anche la trasmissioni di immagini via radio, la tecnologia, non ancora ufficialmente rilasciata, è già perfettamente funzionante.

E’ possibile trasmettere immagini o testo con risoluzione di 128 * 64 pixel, valore che permette una valida visualizzazione su display da 1-2 pollici come quelli presenti nei ricevitori radio. Le immagini digitali viaggiano nel pacchetto FMeXtra contemporaneamente al segnale audio e possono essere statiche o succedersi con cadenza definibile.
I ricevitori attualmente in commercio dispongono di display LCD mono cromatici e quindi supportano solo immagini bianco/nero, il sistema potrà essere implementato in futuro per supportare la policromia, in funzione dello sviluppo di nuovi ricevitori. Le possibilità di utilizzo sono numerose, dalla semplice presentazione statica del logo dell’emittente alla presentazioni multipagina con , ad esempio, una sequenza per le previsioni metereologiche sulle varie città o la trasmissione di pubblicità.