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24 agosto 2010

Android e radio, la lista di Roberto

In "Loving Radio & Smartphones?", Roberto Del Bianco tratteggia sul suo sito personale Casamia.org un breve excursus sulle "app" le applicazioni di carattere radioamatoriale per sistema operativo Android. Il piccolo catalogo di Roberto - uno che conosce bene la questione per l'esperienza accumulata a partire dal protocollo X.25 - serve anche a fare il punto sulle direzioni finora imboccate dagli sviluppatori. Le piattaforme "smart" come Android, iOS, Windows Phone, le prossime iterazioni di Unix/Linux per cellulari, come il nuovo sistema MeeGo, o Maemo, più i "vecchi" Symbian o Blackberry, sono sicuramente destinati ad assumere una importanza crescente nel mondo radioamatoriale e in quello del radioascolto più tecnico e del monitoraggio di segnali radiofonici non-vocali. Non solo i dispositivi smart dentro alle nostre tasche diventano più numerosi. Sono soprattutto le loro capacità hardware a svilupparsi a dismisura, i loro microprocessori sono sempre più piccoli, più "ascetici" dal punto di vista della potenza elettrica e della dissipazione termica e ogni giorno più potenti dal punto di vista della elaborazione numerica.
Tutto quello che radioamatori e ascoltatori hanno visto finora in termini di calcolo e analisi di antenne, propagazione, circuiti elettronici, condizioni geofisiche, di trattamento numerico di sistemi di comunicazione testuale e grafica e soprattutto di Software Defined Radio, è stato costruito su sistemi operativi non molto più evoluti del DOS, linguaggi di generazione non recentissima come l'assembler, il C, Java, e processori che solo per l'SDR hanno cominciato a muoversi oltre determinati livelli di potenza. Con dispositivi smart di nuova generazione, la generazione di iPad, iPhone e Android, ci sarà un inevitabile cambiamento. A patto che l'interesse nei confronti delle applicazioni specializzate resti vivo anche nella nuova generazione dei radioamatori-programmatori.

20 ottobre 2009

CompareMyRadio aiuta a scegliere la musica


Sarà la forte vocazione tecnologica che contraddistingue l'India del 2000 ma da quando il gruppo indiano ha rilevato in Gran Bretagna la licenza radiofonica che fu del marchio Margin trasformandolo in Absolute Radio, le novità tecnologiche si moltiplicano e sono tutte molto interessanti. Solo in questo mese d'ottobre sono due e riguardano un nuovo canale DAB, Dabbl, che funziona secondo il principio del palinsesto costruito con i voti via Web degli ascoltatori, e da pochi giorni il servizio CompareMyRadio che può davvero servire come modello di uno strumento per facilitare la scelta e l'empowerment del singolo nella selezione dei contenuti musicali preferiti. CompareMyRadio cattura la programmazione musicale di venti canali radiofonici del Regno Unito e vi costruisce delle statistiche che consentono all'utente di individuare il canale più in linea con i propri gusti, contando il numero di brani trasmessi, l'indice di variabilità del palinsesto, le eventuali sovrapposizioni con le playlist delle altre stazioni, la classifica di brani e cantanti più gettonati. Insomma tutto quello che serve a farsi un'idea anche grafica dell'impronta artistico-musicale di un programma. L'utente può anche individuare la stazione in base ai cantanti preferiti scoprendo quali dei venti canali (ma la lista è destinata ad aumentare), li mette in onda con maggior frequenza. Gli algoritmi di CompareMyRadio si basano sui metadati di tipo "now playing" trasmessi dalle emittenti e permette anche di farsi un'idea di quali strumenti potremmo avere se le stazioni radio utilizzassero Internet per distribuire in formato XML il contenuto dei loro palinsesti. Ma questo è un altro discorso. Tutto il software di Dabbl e CompareMyRadio è stato sviluppato in-house da Absolute attraverso il suo laboratorio One Golden Square Labs. Un esempio da imitare anche qui? Non saprei dirvi se i palinsesti musicali dei network italiani sono altrettanto differenziabili ma potrebbero farci un pensierino, no?

07 marzo 2009

Fresh Hot Radio, alla fonte della musica "Web-nativa"

Non so quanto il buon Francesco Delucia avesse approfondito la questione prima di spedirmi il link a un nuovo sito Web musicale segnalato l'altro giorno su ReadWriteWeb. Mi sembra però di capire che c'è parecchia carne al fuoco in Fresh Hot Radio, il sito appena lanciato da Lucas Gonze. FHT è un player musicale online la cui filosofia si basa, per ammissione stessa del suo creatore, sul tradizionale modello della radio terrestre. In pratica lo "accendi" e non devi far altro che ascoltare. Un po' come Pandora ma senza alcun processo di scelta da parte di chi ascolta: Zero option experience, come scrive l'autore. Stiamo entrando nel complicato terreno della musica in rete, un terreno di cui diventa sempre più difficile tracciare una mappa perché i contorni cambiamo e franano ogni secondo e dove diventa sempre più urgente l'affermarsi di modalità, strumenti software e interfacce capaci di mettere in contatto i musicisti con il loro pubblico potenziale.
Innanzitutto, chi è Lucas Gonze? Programmatore dello Yahoo Player, inventore dello standard per la condivisione delle playlist online XSPF (Shareable Playlist Format o "spiff") e autore tra le altre cose di un bookmarklet chiamato PlayTwitter (vedremo dopo di che si tratta), Gonze si definisce un musicista e un "filosofo" della musica "nativa" del Web, quella che sui CD non ci finisce neppure, quella segnalata sui siti delle band emergenti. La musica dei contenuti free, open, creative commons, quella che non si capisce bene come possa essere finanziata ma che c'è è basta, perché ormai ci aspettiamo di trovarla su Pandora, Last.fm, sulle community a modello misto (pubblicità e microprezzo) tipo la nuovissima Lala.com. Fresh Hot Radio somiglia a una radio perché la selezione dei brani, della playlist, avviene manualmente, come se un deejay lavorasse per noi. Gonze setaccia i siti Web dei musicisti, raccoglie le segnalazioni. Un po' come fanno Twisten.fm (di cui ho appena parlato) o altri servizi riferibili a Twitter, che ho scoperto solo approfondendo i retroscena dell'attività di Lucas Gonze.
Prendiamo per esempio playTweets, il "canale" di Twitter allestito dal programmatore e musicista Ty White. Oppure Song.ly, una estensione di Firefox che serve per trasmettere direttamente sul vostro feed di Twitter il link a un file MP3. Oppure ancora Tweettj.com, Twiturm, 8Tracks... Una lista non esaustiva di questi ibridi twitter-musicali si trova in questo post del blog Dork Muffin Con il suo playTwitter Gonze ha costruito un piccolo tool in Javascript per facilitare l'ascolto della musica condivisa su Twitter attraverso playTweets e Song.ly, includendo anche il riconoscimento degli indirizzi Web accorciati con Tra.kz, un servizio di URL shortening orientato ai file musicali. Premendo sulla dicitura playTweeter integrata nella vostra barra dei bookmark, la pagina di Twitter si anima con l'aggiunta di un pulsante play accanto a ciascuna URL che fa riferimento a un file MP3 o a un nome accorciato da Song.ly o Tra.kz. Ogni singolo link viene riprodotto immediatamente, attraverso il player di Yahoo, senza dover lasciare Twitter o effettuare il download.
Con Fresh Hot Radio Gonze estende ulteriormente il suo concetto di semplificazione. L'ascoltatore non deve fare nessuno sforzo, i brani musicali arrivano direttamente, in sequenza casuale, sulla homepage. L'unica fatica è l'eventuale click sull'icona che permette di scaricare il brano sul disco. Ecco come lo stesso Gonze spiega il funzionamento della sua idea in un post sul blog di Creative Commons.org (che di suo ha realizzato la community di musica gratuita ccMixter):


Hey CC guys, this is a note to announce that my new app is live.

The app:
http://freshhotradio.com

The FAQ:
http://freshhotradio.com/help

What’s special about this is that it’s a mainstream-friendly experience oriented towards casual listeners, but the content is from web-based sources like bulletin boards for musicians to get technical advice on their mixes.
It is deliberate that this is a zero-option experience, unlike Pandora. The experience is modeled after terrestrial radio. You go there and the music just starts, which makes it easier to use and less of a distraction.
Notice that this project has a lot in common with Webjay: it’s about new music, not hits. The content is legal. The curation has a strong identity and voice. The hosting is all deep links. There is an incentive to click through to the song host on whatever web site it came from, and from there to explore the fringes of the music web. You can always download the song. The song is always MP3. The experience is about the browser.
And at the same time, the form is completely different. This is not a social site, and it’s not about listener curation. It is brutally simple — one player page, one playlist, and a static page of documentation.
One way to think of this is Techmeme for music. It’s a single point of entry for the sprawl of web-based music. Another way to think of it is as a netlabel, along similar lines as RCRD LBL. Or maybe it’s a blog crossed with a webcast. Dunno.
It’s important that a lot — but not all — of this music is Creative Commons. What I’m doing to advance the cause is to create an application model that can bring totally unknown CC music to mainstream listeners without having the listeners feel like they’re eating nasty vegetables just for the sake of some abstract good. *But* I’m not slicing the whole problem from the licensing angle but rather than from angle of the originating culture. CC is important because of the ways that it leads to thriving creator communities. And as you’d expect there’s music from Mixter in the new site.

06 marzo 2009

Danmark Radio e WDR, due modi per accedere ai canali

Un breve reportage compilato da Praga da James Cridland sul suo blog ci regala una panoramica delle presentazioni della prima giornata di Multimedia Meets Radio, la conferenza sulla crossmedialità radiofonica organizzata dall'EBU (potete seguire in diretta l'evento sul blog curato da Andrea B. e sul canale Twitter aperto ieri). Tutte interessanti, ma tra quelle più degne di nota a mio parere c'è il nuovo player che la radio danese sta per lanciare nei prossimi giorni, dopo una fase di beta testing. L'idea è quella di consentire un ascolto sempre più personalizzato, attraverso una semplice interfaccia ai canali nazionali e regionali e a una scelta di una quindicina di canali tematici disponibili su DAB o solo via Internet. L'ascoltatore di DR Radio potrà programmare l'ascolto dei programmi preferiti e il player si sintonizzerà automaticamente all'ora giusta, interrompendo la sintonia di un canale selezionato manualmente.
A Praga è stato riproposto anche il Player/Recorder di West Deutscher Rundfunk di cui avevo parlato anch'io. Studiato per aggirare le limitazioni relative ai diritti di ritrasmissione e podcasting che impedirebbero a WDR di avere una offerta d'archivio più ricca, il player consente di allestire un proprio archivio trasferendo sul computer personale - dove si possono conservara copie individuali delle registrazioni - i programmi preferiti.
Dal blog di James:

(...)Two more neat things in the final session of the day (”delivering innovative services”). First Henrik Heide, Editor of Danish Radio, showed off their new personalised radio player which goes live in a few weeks. DR offers a bunch of music stations (about 15 from memory), and the idea is that you listen to those non-stop music stations… until one of your favourite programmes is on the air, in which case the non-stop music station gracefully fades out, and it’s replaced with the live radio programme. Once your favourite programme has finished, it fades your music stream back up again. Really nicely done, and looking suspiciously like the BBC’s new ‘global visual language’ (not that there’s anything wrong with that).
And then it was the turn of Gerhard Zienczyk, Head of International Relations for the German radio broadcaster WDR. They have a problem - they don’t have all the music rights that they need to offer every radio programme on-demand. And they certainly can’t supply their programmes for download onto your iPhone. So… they’ve a novel way round it - they get you to record the programmes yourself. The WDR Radio Recorder is a free download from their site, which records WDR radio services (based on the download of an EPG). This records the 128k MP3 stream; imports the resulting full programme into your iTunes, and lets you get the entire thing in a DRM-free file which you can then listen to on your iPhone out and about. A clever (and visually beautiful) way around a legal licensing issue. Neatly done.

18 febbraio 2009

Dall'analogico al digitale con i tool della FCC. E senza.


Cosa vuol dire avere, una gestione razionale dello spettro delle radiofrequenze? Ci pensavo ieri guardando la pagina che la FCC americana ha messo a disposizione degli utenti che vogliono informarsi sul passaggio dalla televisione terrestre analogica a quella sempre terrestre ma digitale. Proprio come da noi, anche se i sistemi adottati sono diversi. E come da noi lo switchover televisivo preoccupa gli amministratori americani. Una delle prime mosse di Obama è stata quella di far slittare leggermente la data dello spegnimento degli impianti analogici. Una transizione che da noi comincia a creare un autentico allarme, perché le famiglie non hanno i decoder, il segnale non è abbastanza intenso o diffuso, insomma si rischia che per molte famiglie italiane quello digitale sia una switchoff non uno switchover (leggetevi le cronache su Newsline).
Quali strumenti ha messo a disposizione la FCC? Per esempio un motore di ricerca che visualizza in pochi secondi la lista delle stazioni televisive ricevibili in una qualsiasi località americana, con una mappa di Google che visualizza la posizione degli impianti e un elenco ordinato per fasce di intensità del segnale (forte, moderata, debole, assente) e volendo il close up con il valore di soglia in decibel di questi segnali e con una mappa "gain/loss" che indica la direzione verso cui si concentra maggiormente il segnale. Un tool che qui sarebbe impensabile e che invece negli Stati Uniti è possibile con un po' di normalissimo software e un database di dati tecnici perfettamente gestito.
Una gestione moderna, scientifica delle risorse spettrali, un database di frequenze studiate, assegnate, controllate, ricontrollate e persino tolte a chi non si comporta bene, implica l'esistenza di strumenti come questo e di tanti altri che oggi si trovano sul Web. Come l'interfaccia tra il database FCC e il programma Google Earth realizzata dalla società di consulenza Cavell Mertz & Associates sul sito FCCinfo.com. Provate a scaricare da questo sito il file KMZ, apritelo con Google Earth, attivate il layer e vedrete visualizzata sulla cartina fisica degli Stati Uniti tutte le stazioni radio e tv, i ponti ripetitori, i relay, le antenne.
Noi in Italia strumenti così non ce li avremo mai, perché non avremo mai un registro all'altezza del database FCC. Noi siamo ancora qui con gli elenchi compilati dagli appassionati, con le frequenze che passano di mano in mano insieme alle mazzette di denaro (probabilmente nero), senza alcuna considerazione sugli effetti che questi passaggi finiranno per avere sugli apparecchi radio e televisivi in casa della gente. Che non sa neppure che cosa potrà ricevere in tv dopo che avranno spento gli impianti analogici. Una cosa mi fa un estremo piacere. Che quello più inguaiato di tutti, a lungo andare, potrebbe essere proprio quello che con la tv analogica terrestre ha conquistato, spesso violando le poche regole esistenti, una ricchezza e un potere rischiosissimi per l'intera collettività. Anche se dopo quello che è successo in Sardegna una vocina maligna mi sussurra che potrebbe uscirne fuori incolume, ancora una volta. Che forse, ormai, la frittata è fatta e la tv analogica non serve davvero più.

16 febbraio 2009

Autonomy, motori di ricerca per archivi sonori

Un altro comunicato stampa che mi ha incuriosito in questi giorni viene da Autonomy, una societa britannica fondata da un gruppo di matematci di Cambridge ed è specializzata nei motori di ricerca semantici. Una ricerca basata cioè su algoritmi di tipo non booleaiano ma baynesiano, capaci di affrontare il contenuto in chiave analogica, analizzandone il senso. Il nuovo prodotto di Autonomy è rivolto in particolare ai contenuti audio e alle applicazioni in cui il computer deve analizzare materiali audio di archivio, riconoscere l'identità dei parlanti e individuare termini e contesti precisi. Sembra che questo tipo di applicazioni sia sempre più richiesto tra le grandi aziende quotate americane, perché le autorità di Borsa impongono a queste aziende di archiviare non solo i messaggi di mail ma anche le telefonate e le conversazioni. E' sugli archivi audio che la piattaforma Autonomy eDiscovery è in grado di lavorare, estraendo appunto anche da centinaia di ore di conversazione determinati concetti espressi da chi parla e il timbro di voce dei singoli individui.
Il campo di applicazione delle soluzioni Autonomy è tipicamente aziendale, ma la possibilità di effettuare una ricerca diretta in un archivio di informazioni non strutturate come può essere un deposito multimediale di contenuti audio e video (alla AT&T, per esempio, lavorano su sistemi in grado di classificare automaticamente i notiziari televisivi, in base al riconoscimento di personaggi e situazioni) apre la strada a nuove opportunità di fruizione dei contenuti archiviati dagli enti radiotelevisivi. Quanto possano essere efficaci questi strumenti in un contesto di larga scala come potrebbe essere il sito Web di una emittente che funga da interfaccia a un archivio storico digitalizzato è ancora difficile dirlo. Anche perché non sono poi così numerosi gli esempi di archivi digitali estesi e consolidati. In molte situazioni i materiali sonori della radio - tanto per focalizzarci sul nostro orticello - sono per evidenti questioni storiche tuttora custoditi su supporti analogici, mentre cominciano a fiorire i progetti di digitalizzazione di archivi multimediali pubblici o privati (organizzazioni tipo Istituto Luce o le varie fonoteche nazionali, tanto per intendersi). Siamo ancora all'inizio ma strumenti software come questo di Autonomy giocheranno sicuramente un ruolo

Autonomy unveils most advanced audio EDISCOVERY for end-to-end ediscovery solution

Reduces Volume of Audio Recordings Requiring Review by 95 Percent; Saving Costs and Improving Investigators’ Confidence

Cambridge, UK and San Francisco, Calif. – Feb. 2, 2009 – Autonomy Corporation plc (LSE: AU. or AU.L), a global leader in infrastructure software for the enterprise, today unveiled the world’s most advanced audio eDiscovery solution that is integrated into the company’s end-to-end eDiscovery solution. Users of the Autonomy’s solution have reported a 95 percent reduction in the volume of audio recordings requiring review, significantly reducing eDiscovery costs while simultaneously boosting investigators’ confidence. This is achieved due to Autonomy’s unique ability to automatically understand the concepts and identify speakers in hundreds of hours of audio recordings, as well as its ability to link audio with other data types, including email.
Today, audio has become one of the most common forms of evidence requested by the United States Securities and Exchange Commission (SEC), with legacy audio processing costing organizations 80 percent more per gigabyte than email. Recent regulations, such as the SEC 17a (4) in the United States and the FSA COBS 11.8 in the United Kingdom requiring that all content formats, including audio, be captured and maintained for compliance purposes are prompting global organizations to embrace Autonomy’s Meaning-Based Computing for an end-to-end eDiscovery process.
Unlike legacy eDiscovery methods for audio, which are difficult to use, time-consuming and costly with the results often failing to meet the court’s expectations, Autonomy fully integrates this traditionally untapped asset into all phases of the investigative process, saving costs and reducing risks of legal penalty for organizations. As the leading eDiscovery software & service provider, Autonomy utilizes a fundamentally different approach to eDiscovery and legal review by simplifying, unifying and delivering high quality results across all content formats. Autonomy provides a single platform for understanding and processing all digital information. Only Autonomy can perform keyword and conceptual search, speech analytics, advanced visual analysis, redaction and all aspects of the legal review and production process on all electronic forms, formats and languages in a single unified environment. This results in significantly faster, more relevant and lower cost for eDiscovery.
“The current economic environment has brought eDiscovery to the forefront with investigators increasingly looking for potentially incriminating evidence in previously overlooked formats, such as audio and video,” commented Mike Sullivan, CEO of Autonomy ZANTAZ. “Autonomy’s Audio eDiscovery allows legal teams to quickly evaluate audio assets and prioritize review, resulting in substantial cost-savings and providing organizations with a distinct advantage in and out of court.”

Autonomy’s Audio eDiscovery solution offers unique capabilities, including:

  • Adjustable search confidence – Autonomy’s Confidence Bar allows the investigator to easily expand or tighten the focus of each search, a clear advantage when seeking the unknown needle in a haystack or following a known data trail.
  • Advanced audio redaction with redaction type and annotation – This Autonomy exclusive ability for legal teams to perform their own audio redactions in a manner virtually identical to text redactions will save countless hours and reduce costs significantly
  • Speaker identification – Eliminates the costly and protracted process of contracting lawyers to listen to hundreds of hours of audio to identity files containing specific speakers.
  • EDD capabilities for all major call center systems – Many call recording system utilize proprietary formats requiring a pre-processing step to reassemble the audio and associated meta and TAPI data to the original state. The Autonomy EDD process automates this step and provides complete documentation of the process.
  • Message Tracer, Clustering, and Find Similar – Help investigators put audio into context with other content, connecting custodians and improving understanding of the flow of information.
  • Phonetic, word spotting & conceptual searching - By automatically selecting the appropriate search technology for each task, the need for audio expertise is eliminated, search consistency is improved and the overall process is streamlined, reducing resource requirements and costs.

Please visit www.autonomy.com/ediscovery, for more information.

About Autonomy
Autonomy Corporation plc, a global leader in infrastructure software for the enterprise, is spearheading the meaning-based computing movement and was recently ranked by IDC as the clear market share leader in enterprise search with market share nearly double that of its nearest competitor. Autonomy's technology allows computers to harness the full richness of human information, forming a conceptual and contextual understanding of any piece of electronic data including unstructured information, be it text, email, voice or video. Autonomy's software powers the full spectrum of mission-critical enterprise applications including information access technology, pan-enterprise search, information governance, end-to-end eDiscovery and archiving, records management, business process management, customer interaction solutions, and video and audio analysis, and is recognized by industry analysts as the clear leader in enterprise search.

28 dicembre 2008

Nel SoundStudio, registrazioni e editing audio su Mac

Un altro tool per podcaster equipaggiati con Mac si chiama SoundStudio e l'ho visto menzionato da "fabiox" sul forum della RAI dedicato allo scambio di informazioni sui programmi registrati.
SoundStudio è un editor musicale che permette di registrare, editare con molti effetti e mixare l'audio di diverse fonti. L'impianto mi sembra molto simile a quello di Audacity, senza le complicazioni che caratterizzano quella del programma open source. Peccato che SoundStudio, sviluppato da una piccola softwarehouse di Brooklyn, New York, sia piuttosto costoso (90 dollari). Si può risparmiare qualcosa acquistando uno degli altri programmi dello stesso sviluppatore, FreeVerse. Per esempio quello per la grafica vettoriale, LineForm, che sembra davvero molto interessante. Niente da eccepire invece, sull'eleganza della grafica e del sito Web che ospita il catalogo, comprendente anche una applicazione per iPhone.
FreeVerse fa anche un regalino molto utile ai visitatori del suo sito, una mini-app, Think, la cui funzione è celare alla vista le finestre applicative che possono distrarvi quando lavorate intensamente in una specifica finestra. Think getta letteralmente un pietoso sipario nero (o di un colore e di un livello di trasparenza programmabili) sull'intero sfondo che circonda la finestra che, come direbbe Di Pietro, state "attenzionando" (ragazzi, che nausea e questa è l'opposizione che dovrebbe salvarci...) in quel momento.

17 ottobre 2008

Tutte le onde medie USA su Google Earth

Quella che vedete qui sotto è la schermata di Google Earth con il "layer" di informazioni archiviate nel file .kmz realizzato da George Magiros, radioamatore e DXer newyorkese, partendo dal database della FCC con tutte le stazioni radio in onde medie degli Stati Uniti. Un lavoro davvero superbo perché permette di visualizzare la posizione geografica delle emittenti e, dove disponibili, i dati sul pattern di antenna (qui a destra, con una stazione del Michigan che può essere ricevuta in Italia in condizioni propagative davvero estreme), per avere un'idea della direzione che può prendere il segnale o le direzioni del tutto "chiuse". Con Google Earth è facile calcolare i possibili percorsi propagativi e le distanze tra emittente e postazione di ascolto.
Ho appena chiesto a George il permesso di mettere a disposizione dei lettori di Radiopassioni il suo file e lui, gentilissimo, acconsentito, dicendo tra l'altro che è molto contento di sapere che questo strumento grafico può facilitare l'ascolto e l'identificazione delle stazioni lontane. Per scaricare il file cliccate qui.
George, thanks a lot for your outstanding job and your kind authorization, the Italian DX community's going to greatly appreciate this visualization/identification tool.


12 ottobre 2008

iPhone fa da oscilloscopio, presto l'SDR sul telefonino?




Per una Channel 4 che in Gran Bretagna rinuncia ai suoi progetti di radio digitale gettando nel generale sconforto i fautori del DAB, uno sviluppatore di software per Macintosh - molto chiacchiarato in questi giorni nei gruppi dedicati alla discussioni sul software defined radio - rilancia (come se ce ne fosse bisogno) il telefonino come vero concorrente da battere nella corsa verso l'idea di "ricevitore universale". Faber Acoustical è una azienda specializzata in software di trattamento del segnale per Macintosh, i suoi oscilloscopi e spettrometri per piattaforma Mac OS X hanno conquistato una certa popolarità perché relativamente economici e molto eleganti. Tra l'altro sono tra i pochi prodotti commerciali in grado di soddisfare, nell'ambito della comunità radiantistica, le esigenze degli appassionati di monitoraggio di segnali "visuali", tipicamente i radiofari, che sul Mac non trovano moltissimo.
Ora Faber (si chiama così perché il proprietario si chiama Benjamin Faber) Acoustical ha adattato tre sue applicazioni, SignalScope, SignalSuite e ora anche SoundMeter, un sofisticato fonometro, alla piattaforma iPhone. Per poche decine di dollari, il "supertelefonino" Apple si trasforma in un oscilloscopio/spettrometro capace di analizzare in tempo reale le forme d'onda fino alle frequenze audio. Giustamente gli esperti di SDR si sono già messi a fare quattro conti sulla capacità computazionale di questi smartphone e sulla possibilità di utilizzare questi dispositivi al posto di un ingombrante personal computer per gestire la nuova generazione di radio basati su software. Guardando la demo salvata sul sito di Faber Acoustical sembra che di potenza ce ne sia parecchia, almeno su iPhone.


30 settembre 2008

Radionomy supera i mille canali Webcast free


Yves Baudechon, responsabile marketing della startup belga Radionomy mi ha gentilmente inviato un aggiornamento sulla piattaforma per il Webcasting segnalata lo scorso anno qui su RP (merci, Yves, pour ces nouveaux renseignements). Radionomy ospita già un migliaio di Web radio a carattere tematico e l'elenco dovrebbe arrivare a 4.000 canali entro fine anno. Sarebbero addirittura 18 mila i candidati beta tester alla creazione di una stazione con Radio Manager, il software di streaming messo a punto da Radionomy. La società è stata creata da Gilles Bindels, Cédric van Kan e, appunto, Yves Baudechon, dopo una prima esperienza con una startup dedicata al mail marketing (poi ceduta a Belgacom Skynet) e dopo l'incontro con Alexandre Saboudjian, appassionato di radio che ha lavorato su progetti Voip e su servizi per la distribuzione di contenuti musicali nei punti vendita. I capitali - Radionomy conta di raccogliere tra i 3 e i 5 milioni di Euro - vengono a titolo personale da Christophe Salanon, ideatore dell'agenzia matrimoniale su Internet Meetic, e dai fondi eValue (tedesco) e Peak Capital (olandese).
Ascolto e trasmissione sono free (Radionomy pensa persino di coprire lei i costi dei diritti d'autore) e il modello di business basato sul revenue sharing pubblicitario in funzione dell'audience. A oggi Radionomy è presente in Belgio, Francia e tra breve nel Regno Unito, ma le sue ambizioni sono rivolte all'Europa e il portale è già predisposto per l'attivazione della sezione italiana. Devo dire che gli amici belgi dimostrano di avere parecchio coraggio, ma la loro piattaforma è ariosa ed elegante e la scelta dei contenuti sembra molto ampia. Ecco un saggio dei canali oggi disponibili:

Sur Radionomy, on trouve :

Des radios de régions

• comme Radionimoise ou Estacweb, la radio 100% troyenne ou encore Actu@Metz Radio sur l'actu à Metz

Des radios dédiées à une communauté

• Radio Mbindane : une radio associative dont l'objectif est de proposer un large éventail de musique Africaine.
• Antille-dom-station : une radio avec une programmation 100% musique antillaise
• Kol 26 : avec une programmation inspirée du meilleur de la musique hassidique.
• canal-croatie : la webradio de la communauté franco-croate.
• Adloun : une radio de la communauté Adlounienne (Liban) rythmée par les mélodies du moyen orient.

Des radios événementielles, dédiées par exemple à des festivals musicaux ou au Festival de Cannes de la Publicité

• Beur FM Fête le ramadan : une radio dédiée au Ramadan 2008.
• Radio Geekchic : la webradio officielle des soirées Geekchic, le lieu de rencontre privilégié des acteurs du web français.

Des radios dédiées à un style musical, créée par des passionnés

• Radio Country Family créée par les clubs du Languedoc Roussillon amateurs de musique Country
• RadioCinema : exclusivement consacrée aux musiques de film.
• France80 : centrée autour de la French Touch des années 80.
• Thundercelt : une webradio qui passe essentiellement de la musique Celtique.
• Radio Orlovi avec uniquement de la musique des pays des Balkans.
• MetalRock06 : La webradio du webzine metalrock06.com, avec une programmation consacrée à l’actu du métal et du rock.
• Medieval K-Os : avec une Programmation Médiévale Fantastique.
• Hip-hop Radio : comme son nom le laisse pressentir, cette radio consacre sa programmation à la musique hip-hop.
• Webacrunck Radio : propose de découvrir le son puissant et le rythme rapide de la Crunk.
• Rock&Rock : tout l'univers du rock ! Composée essentiellement d'oeuvres en provenance directe des meilleurs labels indépendants.
• LYbertY : une webradio dédiée aux artistes et groupes musicaux indépendants et autoproduits. A la découverte des nouveaux talents !

ou dédiées à un artiste ou à un groupe

• Get Back : une radio consacrée aux Beatles ou M-B-C-Radio consacrée à Paul McCartney.
• PriscillangeLive : la première WebRadio du FanSite de Priscilla
• RadioEquinoxe dédiée à Jean Michel Jarre, à ses fans et aux musiques électroniques
• U2 Zoo Station : est une radio d’un fan club du groupe irlandais : U2.
• LaradiodeJohnny : une radio consacrée à Johnny Hallyday.
• TokioHotelLive : une radio de fans du groupe de musique Tokio Hotel.

Des radios consacrées à un centre d’intérêt précis

• CanalPc avec un contenu dédié à l’informatique,
• Vinopop pour les passionnés de tous les Vins et du Pop - Rock !
• MaxiF1 : avec des news sur tous les sports mécaniques avec une priorité sur la Formule 1.
• Radio poker toute l'actu du monde du Poker ou Tout sur le poker.com la radio du site www.tout-sur-le-poker.com
• Belsport : La radio au service du sport régional belge, des clubs, des athlètes, des spectateurs.
• Horoscoperadio : propose d´écouter son horoscope et des histoires mystérieuses sur un fond musical soft et très relaxant.
• Canal Santé : consacrée aux infos et chroniques santé.

Des radios liées à une communauté virtuelle

• uTopia Radio : la radio des fans du jeu Warcraft ou FMEurope : la radio des fans du jeu Football Manager,
• Habbo Radio : une voix de la communauté virtuelle pour ados Habbo

Ou liées à des communautés bien réelles

• Vie scolaire : une radio dédiée à l’actualité de la vie scolaire en France
• Malherbe FM : consacrée au Stade Malherbe de Caen.
• Radio gay open, radio d’une communauté gay ou Rainbow Webradio la radio gay 100% dancefloor ou encore Generation Gays
• Radio RWA : la Radio du site portail WA donnant des informations sur l'Algérie.
• Kabylie24 : Webradio amazighe - Musique et news de kabylie et de la diaspora amazighe dans le monde.
• Yulbiz Radio: La radio des événements Yulbiz, le rendez-vous des bloggers, des geeks et du rock.

Elles peuvent même être créées par l’artiste lui-même

• Menelik l’a fait en créant sa radio appelée BORDELICIOUS
• Pecb FM : la radio de la chorale des Petits Ecoliers Chantants de Bondy.

Ou enfin être dédiée à un site web ou blog particulier…

23 settembre 2008

Albrecht: una chiavetta USB per ricevere il DAB+ e il DMB


Francesco, da Roma, uno dei miei lettori più competenti in materia di radio digitale e incomprensibilmente fedeli, mi scrive con toni piuttosto entusiastici - e conoscendolo significa che ciò di cui parla è valido - a proposito di un nuovo prodotto Albrecht per la ricezione del DAB e del DMB. Non è un ricevitore stand alone, ma una chiavetta USB con software Windows allegato di quelle che oggi vanno per la maggiore per la ricezione del DVB-T. In compenso costa pochissimo ed è compatibile con i codec audio AAC+ del DAB+. Francesco riferisce di aver scoperto una quarantina di servizi nella banda III romana. Purtroppo, solo pochissimi canali trasmettono la celestiale voce di Santa Cecilia Bartoli (giovedì 25 all'omonimo conservatorio per un recital ispirato ai 200 anni dalla nascita di Maria Malibran).

Ti avevo detto, ai primi di settembre, che il mio MR2704 aveva "scoperto" DAB a Roma, ma poi dopo un po' RAI Auditorium non "suonava" piu', era apparso pero' FD+ , segno del passaggio a DAB+.
Non ho resistito e ho acquistato via Internet in Germania (su www.neuner.de)
un delizioso "Neuer portabler USB-Empfänger für DMB-/DAB- und Internetradio" la Albrecht DR 403 (il fattore di forma è una delle solite chiavette USB ormai piuttosto diffuse per la ricezione del DVB-T).
Solita roba di Taiwan rimarchiata , ma con qualità... Tedesca. Antenne e cavi super per 90,89 euro, compreso spedizione ed IVA, arrivato in una settimana stamane.
Funziona perfettamente, ho finalmente riascoltato RAI Auditorium (ma trasmesso a soli 64 Kb/s ! in aac+). Sull'ensemble 6A ClubDAB-RAIway (probabilmente frutto dei recenti accordi tra pubblico e pirvato) oltre Radio Maria, Radio Radicale c'erano tutte le radio RAI in DAB , FD4 e FD5 in DAB+ e TV-RAIuno in DMB a 220 kbps (gatta ci cova, la solita m...di TV in agguato!)
Il DR403 registra e si puo' risentire con comodo.
Mi sembra un bel prodotto! Software V1.1 solo sotto Windows sembra proprio non male! Inoltre funziona anche come InternetRadio, ho ascoltato Swiss Classique
via Internet a ben 128 Kb/s AAC+ (... la Svizzeraaa... e' una nazion... !) La lista di InternetRadio aveva oltre 4000 entries!
Ho trovato un altro paio di ensenble DAB a Roma, con cose miste, evidentemente si stanno agitando, per ora, in molti, in via "sperimentale", EuroDAB (c'era RadioVaticana) e CDdab... In totale una 40 di "services".
Le qualita' degli audio non erano granché, suoni molto metallici, evidentemente non stanno codificando ancora "bene", oppure tutti sordastri o amanti della musica metallara, non del "bel canto! A Roma a S.Cecilia ci sono diversi concerti di "bel canto" questo settembre, arriva anche Cecilia Bartoli il 25 settembre (con un'orchestra svizzera!) per un concerto dedicato ai 200 anni dalla nascita di Maria Malibran.

12 giugno 2008

BBC Topics, indice (automatico) degli argomenti

La novità del mercoledì sul sito della BBC (ieri me l'ero persa, forse ci saranno due novità del giovedì, una del venerdì e tre o quattro nel finesettimana, quando c'è più tempo per sformare idee) si chiama Topics. Come dice il nome è una pagina che propone diversi "argomenti", a scelta tra una selezione di personaggi, luoghi, soggetti. Ah, beh, se la novità è tutta qui, vi sento già dire. Anch'io se avessi una redazione di un milione di giornalisti metterei sul mio sito un magnifico indice analitico...
Think again, Topics non è una pagina statica aggiornata periodicamente da una redazione. E' un sofisticato Web services realizzato in modo completamente dinamico, mettendo insieme i contenuti di tutti i siti della BBC che parlano di un particolare Topic. Alla base di tutto c'è un middleware identificato con l'acronimo PAL, Page Assembly Layer, una specie di evoluto CMS sviluppato appositamente in PHP. Non finisce qui, perché PAL non lavora da solo: ha una specie di assistente in quello che la BBC chiama router di "moduli informativi" (chessò, quando si parla di una nazione un modulo potrebbe essere quello delle previsioni del tempo per quella nazione, o una scheda sulla sua struttura politica), basato su un software, Cocoon, sviluppato da Apache, quella dei Web server. Il tutto attinge a un framework basato sul formato Atom.
Ecco la concisa spiegazione di che cosa è Topics:

The bbc.co.uk/topics project aims to bring together content from across the BBC, showing you the most relevant content we have to offer on a range of specific topics. We've just a small sample of topics to begin with, but we'll be adding many more soon. Find out more or send us feedback on the service or topics you'd like to see added. For more information read our Topics post on the BBC Internet Blog

Ho appena letto la lunga descrizione scritta da Stephen Betts (insieme all'annuncio ufficiale della disponibilità della pagina) e vedo che l'autore "lamenta" il fatto che ancora questo servizio - rilasciato oggi in versione beta - è privo della necessaria unitarietà. Sembra che addirittura sia stato realizzato con pezzi scritti in diversi linguaggi. Che ineleganza. Per il futuro (immagino che sia per la prossima settimana) la BBC promette di unificare il tutto per renderlo più gestibile da parte di chi i contenuti li produce. Come che sia, per quanto ancora scarno ed essenziale - o forse proprio perché scarno ed essenziale - Topics mi sembra paurosamente efficace. Di fatto avete davanti una semplice lista di personaggi, o di nazioni, ma in un secondo PAL e Cocoon riescono a generare, per ciacun topic, una nuova pagina con filmati, schede, grafici e fotografie. Ho cliccato su Italia e ho trovato di tutto, dalle ultime notizie sullo scandalo della clinica Santa Rita a Milano a un profilo del "nuovo" primo ministro. E alla fine un link alla pagina della BBC che offre un corso di italiano multimediale online. Tutto questo viene assemblato da stupide macchine, via software.

07 giugno 2008

SoundIndex. La "Top 1000" del supercomputer

Che noia. Ecco un altro software sul sito della BBC. Voglio dire, ecco un altro servizio intelligente, ben progettato, ben realizzato, ben interfacciato, bello da vedere e da usare e "a great value for your money" considerando che anche questo exploit viene finanziato con i soldi dei contribuenti. Questa volta parliamo di SoundIndex, un "crawler" molto particolare che esplora i principali depositi musicali di Internet (iTunes, Last.fm, Bebo, YouTube, MySpace ecc, ecc) e cerca di "capire" i gusti musicali del momento, generando da solo una hitpared virtuale di band e cantanti più ascoltati, visualizzandola poi attraverso una accattivante interfaccia sviluppata da NovaRising specialista britannica di IPTV. Non una hitparade qualsiasi ma una lista delle Top Thousand, mille e non più mille tra le musiche preferite dai giovani costruita con algoritmi software, una rivoluzione rispetto alle storiche "chart" di dischi messe insieme contando il numero di pezzi venduti. SoundIndex, che è ancora in beta e finora ha ricevuto pochissima visibilità fuori dalla blogosfera, va a tastare il polso della musica che piace, non quella che viene acquistata (figuriamoci con quali condizionamenti). Ovviamente, associata c'è anche una componente social, MyIndex, che permette di affinare le proprie classifiche personali e di scambiare pareri con la comunità. Ma vi rendete conto?
Il software di esplorazione gira su Semantic Super Computing di IBM. Ecco la spiegazione fornita dalla producer del servizio Beth Garrod, che come se non bastasse è uno di quei pezzi di figliola con i quali vorresti fare tutto fuorché parlare di software.

The Sound Index is a massive index of the hottest bands and tracks that are being talked about on the internet right now.
Every six hours the Sound Index crawls some of the biggest music sites on the internet - Bebo, MySpace, Last.FM, iTunes, Google and YouTube - to find out what people are writing about, listening to, watching, downloading and logging on to. It then counts and analyses this data to make an instant list of the most popular 1000 artists and tracks on the web. The more blog mentions, comments, plays, downloads and profile views an artist or track has, the higher up the Sound Index they are. So, the Sound Index is a music buzz index controlled entirely by the public.
As we know which artists are being enjoyed by which people, not only can you can filter the Sound Index to reflect the sites you use the most, or your favourite music styles, you can also tailor it to represent the views of people of different ages and locations.
All the demographic data we collect and use is entirely anonymous, so we can never attribute any age or location data to any specific person. So, if you are a user of any of these sites, you don't need to worry that the Sound Index has any information about you. However, if you are concerned, or want more details, please contact us at soundindex (at) bbc (dot) co (dot) uk.
You can also watch some of the newest bands hottest new tracks on Sound, the music show on BBC every Saturday.
The Sound Index is currently in a public service beta phase, with data sources being finalised. During this beta phase we shall also be implementing and tweaking the data currently in the Index, and investigating a weighting system, to allow the more active forms of interaction to contribute more heavily to the Index.
IBM's Semantic Super Computing is used to crawl and analyse our partners' sites. The Sound Index is then produced and rendered by NovaRising.

Ieri sull'Internet Blog della BBC è apparso questo post del responsabile tecnologico di SoundSwitch, Geoffrey Goodwin, che parla diffusamente dei principi ispiratori dell'algoritmo usato per creare questo indice di popolarità, basato anche sui commenti dei partecipanti ai siti di social networking.
Io sono sempre più esterrefatto e comincio a domandarmi se un giorno la BBC riuscirà a produrre qualcosa di che proprio non funziona.

The Sound Index is not meant to be a definitive chart (like a sales chart). Rather it's a gauge of who and what is currently driving conversation and interaction about music online. It's a great tool for music discovery, and to find out who's currently hot in the music world of teenagers. However, we have taken steps to ensure that our data collection is as accurate as possible, and have implemented an algorithm to help us create the most editorially relevant and robust Index.
The Sound Index is currently in a 4 month beta stage, so that (among other things) the technical, editorial and cost implications of various algorithm options can be assessed.
After viewing an Index of based on the raw data we felt an algorithm was needed to allow all the sources to contribute to the Index, and for all forms on activity on the internet - plays, comments and downloads - to affect the rankings. Without an algorithm the large volumes of the more dominant forms of interaction - mainly plays and downloads - drowned out the smaller numbers of comments, which we felt were important to reflect in the Index.
Therefore, my team has developed the following algorithm, which I feel gives an editorially relevant and justified chart, without any bespoke manipulation or input, meaning that the Sound Index can be viewed as an accurate gauge of online buzz.
For each type of interaction (play, comment, download) all the data for each artist for each individual site has been added. Then each artist is given a score depending on how popular they are on each site. This score is directly related to how many artists are on that site. For example, if there were 200 artists from MySpace, the number 1 artist (with the most counts) would have a score of 200, whereas if they had the least, they would have a score of 1.
We didn't want sites with massive amounts of only one type of data totally dominate the Sound Index. So each type of data - play, download, comment - is limited to make up a set proportion of each artist's popularity. This is determined by how many different sources there are for each type of data. So, if there were ten sources in total made up of five play counts, three download and two comments, we would multiply the ranks from each source in the following way- 5/10 for counts, 3/10 for downloads and 2/10 for comments.
These figures from each type of activity from each site for each artist multiplied by this fixed proportion are then added together, to give a total buzz score, which is used to create the Sound Index. The same method is applied separately for individual tracks. We have also put in processes with our data collection methods to reduce the impact of gaming. Our partner IBM have implemented spam filtering, porn filtering, multiple post detection and MusicBrainz verification to help the data be as clean as possible.
The Sound Index is a project based on trialing new technology. I think that in its current form it's been successful in achieving an exciting way of discovering which bands and artists are creating the most buzz. We are not using it to define any charts or create any definitive lists. Anything editorial around the Sound Index should not use it as an absolute measure - it's a gauge of what is hot. It's a great example of innovation and collaboration with major music sites. We're still learning about what the Sound Index can do.

02 giugno 2008

Virgin UK entra nella "commentosfera". Ma SMG esce.


E ora che Virgin UK è stata ceduta e il marchio rischia di sparire per un po', che ne sarà dell'accordo con coComment? Vediamo di procedere con ordine. Il 21 maggio, un comunicato stampa annuncia al mondo che Virgin Radio UK ha adottato la piattaforma di discussione su Web coComment. L'idea è fornire ai frequentatori del sito della stazione radio uno strumento in più per commentare e discutere la musica preferita. coComment, sviluppato da una società svizzera, fa parte della nuova generazione di Web software che fanno leva sulla grande popolarità dei blog e delle discussioni che si scatenano tra gli autori dei post e i loro lettori. Nel caso dei blog più popolari - non il mio, quindi - la "commentosfera" diventa spesso ancora più interessante della blogosfera stessa. Sul mezzo partecipativo per eccellenza la discussione è l'anima di tutto.
coComment, spiega Mashable appartiene alla recente covata di piattaforme che comprende prodotti come Disqus (pronunciato dis-cass), SezWho (ses-hu, come in says who), Intense Debate e la nuova creatura di Loic Le Meur chiamata Seesmic, un software che permette di postare commenti sottoforma di brevi flash video. Un Twitter con Webcam, insomma. Integrando questi strumenti in un sito o su un blog, lo scambio di commenti finisce per assumere vita propria, quasi generando un prodotto editoriale a se stante. Invece di restare rinchiusi nei siti di appartenenza, i commenti entrano in un collettore che i commentatori stessi potranno seguire con un meccanismo non troppo diverso da un aggregatore di feed. Se sto commentando su due o più siti, posso sorvegliare da un unico punto di osservazione tutte le conversazioni. coComment funziona come una extension di Firefox e cattura i commenti mentre vengono immessi nei vari contesti di appartenenza, per poi raccoglierli sul sito della comunità dei commentatori. Altri prodotti, come Disqus, si integrano piuttosto all'interno dei blog, offrendo però la possibilità più estese dei normali commanti previsti da Blogger, WordPress e compagni, per esempio con goodies tipo i thread nei commenti (alla Slashdot.org, per intenderci).
Non mi stupisce che a Virgin Radio abbiano avuto l'idea di adottare una di queste tecnologie: intorno a una stazione radio è facile "fare" comunità e fidelizzare il pubblico. La conversazione tra commentatori può anche diventare un duplice strumento informativo. Per gli ascoltatori, che attraverso i commenti possono ricevere nuove ispirazioni musicali; e per i direttori artistici che troveranno sicuramente nuovi spunti per una offerta ancora più in linea con i gusti musicali del loro target.
La cosa meno chiara (bisognerebbe discuterne) è che cosa succederà adesso, dopo la cessione agli indiani di TIML. Mi viene anche il sospetto che l'accordo con coComment sia dovuto a qualche scambio di favori tra Web master e programmatori: perché una SMG in clima da svendita di fine stagione avrebbe dovuto pensare alle strategie Web? Nel comunicato si legge che Virgin conta 4 milioni e mezzo di ascoltatori al mese e il Guardian sostiene che il sito Web della stazione attira mezzo milione di persone nello stesso periodo. La comunità di coComment assomma invece a 3 milioni e mezzo di persone/mese e Virgin puntava, attraverso questa partnership di offrire i commenti sul proprio sito a una audience ancora più estesa. Forse la cosa continuerà ad avere senso anche con i proprietari nuovi. Bisognerà vedere se decideranno di fare gli indiani o se si uniranno alla conversazione.
coComment Powers Virgin Radio

2008-05-22

Virgin Radio selects coComment to power conversations, host all online comments

SAN FRANCISCO, CA - May 21, 2008, 12.01am GMT - Today, coComment, the leading platform for managing, powering and researching discovering, tracking and sharing great conversations online, announced a partnership with the UK's favourite national rock and pop station Virgin Radio (www.virginradio.co.uk), a part of Scottish Media Group: SMG.L coCommment will power conversations on Virgin Radio's award-winning site enabling the station's 4.5 million monthly listeners to bring radio discussions online and keep these conversations alive, well after the broadcast has ended.
'User comment and opinion allows us to interact with our listeners on an ongoing basis and this partnership with coComment will help us to do so in the most effective way,' said Andy Grumbridge, Virgin Radio's Digital Media Director. 'With this partnership we aim to offer the comments and opinions of Virgin Radio audiences to a wider audience and, in encouraging responses, attract new visitors to virginradio.co.uk.'
Matt Colebourne, CEO of coComment commented: 'With over 14 million conversations and 3.5 million uniques, coComment is driving online conversation. This partnership with Virgin Radio further extends our market share and brings together two market leaders who want to make it as easy as possible for consumers to participate in great conversations online.'

About coComment:
Founded in 2007, coComment is the leading provider of comment and blog access, aggregation and tracking technology. The company enables better conversations on the web by providing users the ability to centralize, track and share comments anywhere online. Through integration with major media companies and publishing platforms, coComment increases the visibility and exposure of comments to a greater user base of active commenters, bloggers and the public - creating more interesting user experiences, driving users to the commenting sites and linking conversations with a community. coComment is headquartered in Geneva, Switzerland. More information can be found at: www.coComment.com

ABOUT VIRGIN RADIO:
Tune into Virgin Radio on 105.8FM in London, 1215AM nationwide, on Virgin TV - channel 915, Freeview, DAB digital radio and via the internet at www.virginradio.co.uk to hear the best music from the biggest acts in the world, such as Snow Patrol, Kaiser Chiefs, The Killers, The Fratellis, classics from music legends such as Queen, Oasis, The Rolling Stones and David Bowie, as well as new music from artists such as Arctic Monkeys, Hard Fi, Plain White T's and Amy Macdonald.