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03 febbraio 2017

UK: Ofcom rinnova per altri cinque anni le licenze commerciali analogiche. Ma quasi sicuramente sarà l'ultima volta.


Il regolatore inglese Ofcom ha appena rilasciato i documenti relativi alla revisione della procedura di valutazione dei costi per licenze concesse a operatori di reti nazionali analogiche. Raggiungendo una conclusione che può aggiungere un utile elemento alla discussione oggi in corso sulle licenze che verranno rilasciate in Italia. Nel Regno Unito sono attualmente in essere tre licenze commerciali per la radio analogica a livello nazionale. I titolari sono tre: Absolute Radio, Classic FM e Talk Sport. Tutte e tre le licenze scadono nel 2018 ma un emendamento del Braodcast Act prevede la possibilità di rinnovarle per altri cinque anni. Si trattava insomma di capire se i metodi valutativi adottati finora erano efficaci o se bisognasse variare i prezzi che fino a questo momento erano di 10 mila sterline all'anno a rete (Absolute opera su alcune frequenze FM, Londra inclusa e alcune in AM in diverse location; Talk Radio dispone di una rete AM che si articola a livello nazionale su un paio di frequenze; la musicale Classic FM opera, come dice il nome, in modulazione di frequenza).  Ofcom si è chiesta soprattutto se avesse senso aprire il mercato a un nuovo entrante, ma le valutazioni fatte hanno portato a escludere questa possibilità: licenza a parte, un nuovo entrante sarebbe costretto ad affrontare costi iniziali che il potenziale di mercato di una rete analogica non riuscirebbe mai a coprire. La radio analogica, scrive Ofcom, perde continuamente ascoltatori a favore del digitale, per la modulazione di ampiezza in particolare questo implica da un lato un progressivo aumento del costo per ascoltatore (se tengo acceso lo stesso impianto che prima serviva 5000 persone e oggi ne serve 2.500, i miei costi/ascoltatore raddoppiano), dall'altro una diminuzione del valore e di conseguenza dei fatturati pubblicitari.


L'esito di questa analisi ha portato Ofcom ha riconfermare il costo di 10 mila sterline annuo a rete e a confermare l'azzeramento del versamento dei cosiddetti PQR, percentage of qualified revenue, la percentuale sui ricavi che un titolare di licenza dovrebbe assicurare allo Stato che rilascia tale licenza. Ovviamente, anche un PQR a valore zero testimonia la forte svalutazione percepita nei confronti della radiofonia analogica.  Ora Classic e Absolute avranno rispettivamente un mese e due mesi di tempo per accettare le nouve condizioni e rinnovare per altri cinque anni il diritto a trasmettere. Per Talk Sport le rivalutazioni sono ancora allo studio, ma per il momento nulla lascia a presagire che la licenza non verrà rinnovata. Che cosa succederà nel 2023? Certezze non ve ne sono, ma è praticamente scontata una totale dismissione delle onde medie analogiche (forse con la possibile eccezione delle low power AM?) mentre per l'FM era sostanzialmente previsto che avvenisse com ein Norvegia, switch-off a favore della radio digitale DAB.

08 novembre 2015

La Finlandia assegna 18 nuove licenze. Una anche per una stazione sulle onde medie

Sorpresa, sorpresa. L'agenzia regolatrice finnica Viestintävirasto (FiCoRa) ha assegnato 18 licenze valide fino alla fine dellì'anno 2019. ad altrettante stazioni radio in 30 località finlandesi. Le frequenze in gioco non sono solo in modulazione di frequenza. Insieme a 36 frequenze FM, FiCoRa a ha infatti destinato una frequenza in onde medie, i 729 kHz, a Pispalan Radioyhdistys una associazione di Tampere che trasmette musica nostalgica. In origine le frequenze in onde medie da assegnare erano quattro.
New radio programming licences granted for several applicants
(Published 05.11.2015)
FICORA has granted 18 new programming licences for analogue radio broadcasting operations in 30 different localities in Finland.
In the application round for radio programming licences that ended at the end of August, 94 new frequencies and four frequency blocks for analogue FM radio broadcasting as well as four frequencies for AM radio broadcasting were available for application. The programming licences granted by FICORA cover 36 of the FM frequencies and one of the AM frequencies that were available for application. Furthermore, frequencies are allocated to Yleisradio's YLE Puhe network in Alajärvi and Kankaanpää. There were no applications for 16 frequencies, and the applications for the rest were transferred to the Government for decision because of insufficient availability of frequencies.
Two thirds of the programming licences granted by FICORA concern completely new frequency blocks. These programming licences for new frequency blocks were granted to Pispalan Radioyhdistys ry, Alueradiot Sastamala Oy, Love FM Oy, Kaimax Media Oy, Kevyt Kanava Oy and Mediatakojat Oy.
Roughly a third of the new programming licences were connected to previously granted programming licences, as requested by the applicants, by incorporating the granted frequencies into existing frequency blocks. Programming licences for extension of coverage were granted to Nordic Palvelut Oy, Kristillinen Media Oy, Oy Suomen Uutisradio Ab, Järviradio Oy, NRJ Finland Oy, Kevyt Kanava Oy and Suomen Lähiradiot Oy.
Radio broadcasting on frequencies subject to the programming licences must be started within six months of the first date of the licence period. The programming licences expire at the end of 2019.
Radio Pispalan sul proprio sito fa sapere che i 729 verranno attivati il più presto possibile, specificando di voler utilizzare i suoi nuovi canali per diffondere due programmazioni separate. L'elenco completo delle licenze e frequenze assegnate le troverete su questo pdf. Saranno da valutare le opportunità di ascolto notturno dalle nostre parti.

Licenze onde medie: RP partecipa alla consultazione Agcom

Aldo Fontanarosa su Repubblica scomoda Antonio de Curtis in arte Totò, scomparso mezzo secolo fa, per celebrare il "ritorno della radio" per giunta a onde medie. Fonte della leggenda sul Totò radioascoltatore notturno è lo stesso Principe della risata, a colloquio con un altro mostro sacro, Oriana Fallaci. In un'intervista del 1963 Totò raccontava:

«Nulla e tante cose. Ora le spiego. La servitù va a dormire alle 11. Franca, mia moglie, resta con me fino alle 2: mi parla, mi legge i giornali perché come lei sa io son mezzo cieco... Poi anche lei va a dormire e io resto solo. Giro per la casa, sto seduto, penso, io penso molto, mi affaccio alla finestra, vado in cucina a controllare che il gas sia chiuso, che le valvole della luce elettrica siano a posto, spengo le cicche perché ho sempre paura dell’incendio, vuoto i portacenere perché non sopporto l’odore delle cicche... E poi, siccome ho una radio che prende tutte le stazioni e in più la radio marina, mi metto lì e mi sento tutti i discorsi che si fanno le navi, i telegrammi dei pescherecci, «Partito da Gibilterra, caricato 6 quintali di banane», e ci trovo l’ alba. Ridicolo, eh? Una scena da uomo ridicolo.»

Torniamo insomma a parlare di una radio favolistica e fasulla, che come viene raccontata non esiste più, che alla maggior parte di noi risulterebbe comprensibile come la diligenza al posto del treno a levitazione magnetica: in mancanza di meglio la diligenza a qualcosa serviva, ma nessuno si sognerebbe mai di ripristinarla su larga scala. Insomma una radio che suona patetica e ridicola, proprio come il Totò narrato da Totò.
La faccenda del presunto "ritorno" delle onde medie in Italia desta le stesse perplessità. L'articolo di Aldo nel suo svolgimento successivo è ottimo e ben documentato. Soprattutto dà il giusto merito a Giorgio Marsiglio, l'esperto di normative che con le sue richieste in sede europea ha di fatto scatenato un iter che ha portato al recepimento, in Italia, di regole che sanciscono la fine del monopolio della RAI sulle medie. Fontanarosa cita le numerose (non così tante però) emittenti che negli ultimi due o tre anni hanno trasmesso  in assenza di autorizzazione e il suo pezzo parla persino dei problemi di ricezione legati ai rumori elettrici. Dice anche che in Italia Radio RAI dispone ancora di 12 impianti, ma non si dice che questi impianti verranno sicuramente spenti, più prima che poi. Non si fa parola di un declino massiccio, della Germania e della Francia che cancellano i loro impianti AM, del Nord Europa che li ha spenti da anni, della Russia che di colpo abbandona onde medie e corte, delle 5 mila stazioni AM americane che soffrono per mancanza di ascolti e sponsor pubblicitari, che vogliono chiudere o migrare in fm.
Del resto non è colpa di Fontanarosa. La bozza di regolamentazione su cui pochi giorni fa Agcom ha aperto la consultazione, a proposito di licenze parla soltanto di investimenti, di progetti di ampio respiro, di tecniche (digitali) alternative. Peccato che ovunque nel mondo enti pubblici e operatori commerciali abbandonano la modulazione d'ampiezza mentre le famose modulazioni numeriche  sono ferme al palo dal giorno zero (HD Radio negli USA) o nate quasi morte (il DRM europeo). Quest'ultimo non è mai andato al di là di qualche modulatore venduto (con un po' di marketing lubrificante) dai veri inventori dello standard: le aziende che ancora costruiscono trasmettitori per le onde medie. Ricevitori commerciali DRM non ne esistono, di componentistica ce n'è più che altro nei data sheet e le varie "sperimentazioni" sono finite, nella generale indifferenza, da anni. I fautori del DRM si attaccano ai nuovi trasmettitori acquistati da All India Radio per ammodernare la rete AM, ma anche in India sono state mosse critiche a una tecnologia che tuttora non può contare su un mercato di ricevitori a basso costo in grado di soddisfare le richieste di decine di milioni di ascoltatori.
A mio parere rimane, per le onde medie, un unico spazio di opportunità e Agcom lo ha drammaticamente ignorato. Le nuove licenze si devono vendere (a caro prezzo?), punto. Nessuno sembra prendere in considerazione  l'idea di spalancare le onde medie al mondo dell'attivismo, dell'emittenza comunitaria e associativa, della cultura. Tiziano Bonini, docente allo IULM, e grande studioso dei modello dei broadcaster pubblici, di financing e economia partecipativa, l'altro giorno mi ha scritto: «come possiamo fare per convincere Agcom a lasciare gratuitamente una frequenza AM a disposizione delle università e del terzo settore?». Io gli ho risposto che mi sembra velleitario puntare tutto sul presunto valore commerciale delle onde medie (valore in cui non crede più nessuno) e non pensarle invece come un possibile laboratorio di sperimentazione e come piattaforma aperta allo scambio di idee e alla diffusione di contenuti, per la visibilità di tante iniziative che potrebbero sfruttare una radiofonia su scala locale. Pensiamo ai gruppi etnici nelle città, alle associazioni di volontariato, alle scuole inferiori, ai teatri, ai musei, ai siti archeologici, alla miriade di realtà che potrebbero occupare l'etere, così come hanno fatto col Web, ma con una tecnologia più leggera e a costo molto contenuto, sia per chi trasmette, sia per chi riceve. 
Alla fine con Tiziano si è deciso di partecipare, con tutte queste considerazioni, alla consultazione promossa da Agcom sul tema della regolamentazione dell'accesso alle onde medie. Abbiamo unito anche i riferimenti ad alcuni esempi di regolamentazione delle licenze di tipo comunitario vigente in nazioni come il Regno Unito, Gli Stati Uniti, la stessa Svizzera (così avanti sul piano della radio digitale DAB+). Vediamo come andrà a finire. Intanto, chi voglia approfondire sulle modalità di concessione non commerciale di frequenze AM, FM e persino DAB può guardare, per esempio qui:

USA

The Local Community Radio Act is an act of broadcast law in the United States, explicitly authorizing the Federal Communications Commission (FCC) to license local low-power broadcasting in the FM broadcast band (LPFM). After five years and four versions, it passed the U.S. Congress in 2010, granting equal protection to community radio stations with regard to translator and booster stations. All three types of stations remain secondary to full-power radio stations, which are typically owned by major corporations and nonprofits. (Previously, this second-class status was only a part of FCC regulation, rather than law.) 

The Local Community Radio Act of 2010 (based upon legislation originally introduced in 2005) was signed into law by President Barack Obama on January 4, 2011 as Pub.L. 111–371, after passage in the House on December 17, 2010, and the U.S. Senate on December 18, 2010. In a statement after the bill became law, Federal Communications Commission Chair Julius Genachowski said, "Low power FM stations are small, but they make a giant contribution to local community programming. This important law eliminates the unnecessary restrictions that kept these local stations off the air in cities and towns across the country." The Act states the following: The Federal Communications Commission, when licensing new FM translator stations, FM booster stations, and low-power FM stations, shall ensure that-- (1) licenses are available to FM translator stations, FM booster stations, and low-power FM stations; (2) such decisions are made based on the needs of the local community; and (3) FM translator stations, FM booster stations, and low-power FM stations remain equal in status and secondary to existing and modified full-service FM stations. In General- The Federal Communications Commission shall modify its rules to eliminate third-adjacent minimum distance separation requirements between-- (1) low-power FM stations; and (2) full-service FM stations, FM translator stations, and FM booster stations.

UK


6.2 There are three types of long term restricted service licence (RSL).
Low-powered AM (LPAM) licences are available throughout the UK, except within the area enclosed by the M25 London orbital motorway, and allow for freely-radiating transmission on the AM waveband at a usual maximum radiated power of up to 1 watt.
Low-powered FM (LPFM) licences are generally available in pre-defined, sparsely populated, areas of England, Wales and Scotland (see map at Annex 1). At Ofcom’s discretion FM may also be available in areas where there has been no short-term RSL (SRSL) activity over a long period (normally three years or more). LPFMs allow for freely-radiating transmission on the FM (VHF) waveband at a usual maximum radiated power of 50 mW, however up to 500 mW of radiated power may be available depending on the coverage required. (This will be considered on a case by case basis. See paragraphs 6.5 and 10.2 for further information.)
Induction loop (IL) licences are available throughout the UK, and allow for limited coverage, usually within selected buildings only, on the AM waveband.

Svizzera



19 febbraio 2015

Licenze in onde medie: è arrivato il momento di farsi sentire

Ricevo da Giorgio Marsiglio un commento relativo alla proposta di variazione che il Governo, su mandato europeo, dovrebbe apportare alla normativa che regola l'assegnazione delle frequenze broadcast in Italia. Nella proposta

c'è una esplicita, anche se parziale apertura alla possibilità di assegnare licenze nello spettro delle onde medie, includendo le richieste da parte di nuovi entranti.
Ecco il commento di Giorgio, che con le sue iniziative e interrogazioni presso gli organi europei ha sicuramente influito su questi cambiamenti del quadro normativo.

«Su quella che è senz’altro un’apertura, sia pur timida, delle onde medie a privati possiamo intanto
osservare quanto segue:

• le onde medie vengono ancora considerate una risorsa scarsa, per utilizzare le quali sarà necessario 
partecipare ad una gara per ottenere la concessione in uso di una frequenza

• beneficiari potranno essere anche (ma non esclusivamente) i soggetti nuovi entranti

• non viene fatta distinzione tra tecnica analogica e tecnica digitale

• permane un occhio di riguardo verso la RAI, nonostante il progressivo abbandono delle onde medie da 
parte della stessa

• manca una data entro la quale l’AGCOM dovrà fissare i criteri e le modalità di assegnazione.

Adesso la proposta governativa, dopo il parere della conferenza Stato-Regioni, dovrà affrontare il  percorso parlamentare, lungo il quale sarà necessario vigilare e, per chi potrà farlo, intervenire per ottenere qualche miglioramento e, soprattutto, una data certa per l’ingresso dei soggetti privati nelle onde medie. 
E’ il momento di far sentire la propria voce, sia in Parlamento che presso i mezzi di comunicazione.
Una cosa comunque è sicura: chi già trasmette continui a farlo!»

Personalmente sono molto d'accordo con queste esortazioni, sarebbe ora di farsi sentire con progetti editoriali concreti, che coinvolgano anche l'associazionismo, il volontariato, gli istituti scolastici superiori. I pionieri della liberalizzazione delle onde medie che hanno acceso i primi "timidi" impianti in questi anni, hanno dato un contributo fondamentale, ma adesso è arrivato il momento di dare qualche prova in più della validità delle loro intenzioni. Purtroppo il contesto economico non è dei più indicati per nuove iniziative nel campo, siano esse commerciali o no profit. Ma le onde medie restano una ottima opportunità per dar vita a contenuti e servizi innovativi e comunitari. Vedrei bene in prima linea le università italiane: che cosa aspettano le Web radio di ateneo ad attivarsi?

08 maggio 2014

Spagna, nuova legge sulle telecomunicazioni: autodichiarazione per i radioamatori, vita dura per i pirati radiotv. Le autorità potranno ricorrere al jamming

In uno Slideshare lo studio legale Diez y Romeo Abogados illustra le novità introdotte dalla nuova legge spagnola sulle telecomunicazioni (approvata a fine aprile) nella parte che regolamenta le attività radiotelevisive.  Da quello che mi sembra di capire per i radioamatori viene eliminata la licenza: per iniziare le proprie attività sulle bande assegnate basterà una autodichiarazione di responsabilità. Per i pirati radiotelevisivi invece si assiste a un forte inasprimento della capacità identificativa, dissuasiva e sanzionatoria. Sono previsti sequestri, forti multe, multe estese ai proprieatri degli stabili dove si esercita l'attività e persino la possibilità, per le autorità, di coprire le trasmissioni con il jamming. In Spagna sembra che il numero di emittenti non autorizzate sia molto cresciuto ultimamente e il governo aveva promesso di intervenire.


19 settembre 2013

Il network FM Guerrilla sospeso dall'authority rumena: violazione della normativa o politica?

Vicenda molto intricata in Romania dove la stampa riferisce che Radio Guerrilla, network progressista (almeno dal punto di vista musicale), dovrà cessare le trasmissioni in FM (credo una trentina di frequenze) per una violazione della legge che impedisce il trasferimento diretto di una licenza da un proprietario all'altro. Il titolare di Guerrilla, Realitatea Media, è in difficoltà economiche e l'azionista di riferimento, Cozmin Gusa - un laureato in fisica prestato al giornalismo e alla politica, ex deputato, fuoriuscito dal Partito Democratico per fondare una sua lista autonoma - sostiene di aver ceduto Guerrilla e il canale televiso The Money Channel rispettando la legge fallimentare rumena. Il problema, ha denunciato Gusa a Reporter Virtual accusando esplicitamente la presidente dell'authority CNA Laura Georgescu (l'organo che ha deciso la sospensione) di atteggiamento ostile, è tutto politico. Dal canto loro, i dirigenti di Guerrilla hanno dichiarato sul loro profilo Facebook di essere intenzionati a proseguire li loro progetto editoriale. "Abbiamo rispettato la legge e rispetteremo la decisione del CNA, ma torneremo a chiedere una licenza", si legge sulla pagina.  Una vicenda piuttosto intricata, anche perché il rumeno non è certo leggibile come una lingua latina e Google non riesce a tradurre tutte le sfumature. La cosa è curiosa perché Guerrilla, se non ricordo male, ha fatto parte del piccolo gruppo di emittenti che in Europa ha sperimentato il sistema di radio digitale HD Radio. Cercherò di approfondire.

05 aprile 2011

OFCOM: iniziative contro i pirati e per nuove radio comunitarie. Ma bugie su Powerline

Molti ascoltatori che risiedono nei quartieri settentrionali di Londra riferiscono di un radiomessaggio "di pubblico interesse" trasmesso sulla frequenza di 87,7 MHz in FM e rivolto ai potenziali pirati radiofonici e al loro pubblico. Nel messaggio, diffuso direttamente all'OFCOM, il regolatore britannico, una voce femminile professionale ricorda quali sono le pene per chi trasmette illegalmente e quali rischi comporta l'indebita interferenza ai servizi pubblici e invita a consultare il sito licensing.ofcom.org.uk per avere informazioni su come ottenere una licenza legale per la trasmissione in FM (nel Regno Unito ci sono diverse opportunità per le emittenti comunitarie, low power o legate a particolari eventi culturali, sportivi o fieristici).


Sono stati espressi dei dubbi sulla vera origine di un messaggio ma entrando nel sito OFCOM si scopre che anche questa trasmissione ha la sua regolare licenza temporanea, valida dal 4 al 15 aprile e designata come Public Information Broadcast. C'è inoltre una coincidenza rilevante: il primo aprile (non è un pesce) il regolatore ha annunciato una iniziativa per la concessione di un nuovo round di licenze per radio comunitarie in sette regioni della Gran Bretagna. Oggi ci sono 228 radio comunitarie a corto raggio in funzione nel Regno Unito e OFCOM afferma di aver lanciato il nuovo piano di concessione dopo aver ricevuto non meno di 270 richieste di informazioni da parte di individui e organizzazioni. Il testo del messaggio trasmesso in queste ore via radio sembra proprio rivolto anche a questi potenziali licenziatari.
Se però OFCOM esorta a rispettare le regole sulla trasmissione in banda FM, lo stesso regolatore è incappato in un brutto passo falso sul tema del "Powerline", la tecnologia utilizzata dai dispositivi che permettono di realizzare piccole reti informatiche domestiche utilizzando i cavi dell'impianto elettrico. Su iniziativa dei radioamatori britannici, in particolare di Peter Walker (G0RSQ) l'Information Commissioner's Office, autorithy indipendente a tutela della libertà e della trasparenza dell'informazione, ha costretto l'OFCOM a divulgare un documento che certificava il mancato superamento delle prove di compatibilità elettromagnetica da parte di alcuni dispositivi powerline. Il documento risaliva al 2008 ma l'OFCOM lo aveva tenuto nascosto, sostenendo pubblicamente che la Powerline Ethernet non dava problemi di interferenze. Chiunque ascolti la radio seriamente, in onde medie e corte, sa che non è così: gli apparati Powerline sono una vera peste e sommergono di rumori ad ampio spettro tutte le frequenze tra 3 e 30 MHz. La notizia della decisione dell'ICO è apparsa anche su The Register ma i dettagli e i riferimenti alla documentazione oggi accessibile si trovano sul sito Ban Power Line Technology.


31 ottobre 2008

Radio private elvetiche, ecco gli esclusi dalle licenze

Ecco le decisioni del DATEC elvetico sull'attribuzione delle nuove licenze per stazioni radiotelevisive commerciali. Pubblico qui l'estratto dal comunicato del regolatore UFCOM, rimandandovi al testo completo per le notizie riguardanti la televisione. Nel testa a testa più serrato, quello per la regione di Zurigo, Radio Energy ha dovuto cedere il passo a Radio 24 e Zürichsee, mentre RMC Züri/Music First di Giuseppe Scaglione strappa la licenza di Radio 1 di Schawinski, anche se Radio 1 puà continuare a trasmettere grazie alla licenza ottenuta nella regione confinante di Zurigo-Glarona.

Concessioni radio e TV regionali: il DATEC attribuisce le 21 concessioni contese

Berna, 31.10.2008 - Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni DATEC ha rilasciato le 14 concessioni per radio OUC e le 7 concessioni per TV regionali contese tra più candidati. Nel caso di due concessioni radio e di due concessioni per TV regionali la scelta è caduta su nuove emittenti, a scapito dei concessionari precedenti. Contro le decisioni è possibile inoltrare ricorso presso il Tribunale amministrativo federale.
Il DATEC ha attribuito il secondo gruppo di concessioni alle radio che trasmettono sulle onde ultracorte (OUC) e alle televisioni regionali. Esse riguardano le 15 zone di copertura che avevano suscitato l'interesse di due o più candidati. Dopo il rilascio, il 7 luglio 2008, di quelle concessioni per cui era stata presentata un'unica candidatura (27 concessioni radio e 6 concessioni televisive), questa delibera chiude la procedura di attribuzione.

[...]

2 Radio

Mancata riconferma per un'emittente radiofonica del Lemano e una di Zurigo
In cinque delle 15 zone di copertura radio OUC sono state confermate le emittenti già titolari di una concessione. A Radio Cité di Ginevra, emittente complementare non commerciale, e Radio Grischa per la Svizzera sud orientale sono state nuovamente attribuite due concessioni con partecipazione al canone. Nelle tre regioni per cui sono previste altrettante concessioni senza partecipazione al canone, Arc FM nell'Arco giurassiano (di proprietà di Pierre Steulet, azionista principale di BNJ FM, emittente nata dalla fusione di Radio Fréquence Jura, RTN e Radio Jura Bernois), Radio Argovia nell'omonimo Cantone nonché Basel 1 e Radio Basilisk nella regione di Basilea hanno mantenuto la loro concessione.
Parallelamente, due delle emittenti precedentemente titolari di una concessione l'hanno persa a vantaggio di nuove emittenti. Nell'Arco lemanico, dove le concessioni senza partecipazione al canone da assegnare erano quattro, sono state riconfermate Radio Lac, Radio Lausanne FM e Rouge FM. La quarta concessione è rilasciata a Buzz FM (Stéphane Barbier-Mueller, Maurice Felix) e non più all'attuale titolare One FM (Overshop Holding SA). Nella regione di Zurigo tre candidati erano in lizza per un'unica concessione senza partecipazione al canone. RMC Züri (Music First Network SA di Giuseppe Scaglione) strappa la concessione a Radio 1 (ex Radio Tropic, da ottobre 2007 di proprietà di Roger Schawinski), che tuttavia ha ottenuto una concessione per la regione Zurigo-Glarona e può dunque continuare a diffondere. Per quanto riguarda le altre due concessioni senza partecipazione al canone per la regione Zurigo-Glarona non si segnalano cambiamenti: Radio 24 e Radio Zürichsee si aggiudicano nuovamente una concessione. Radio Energy (al 51% Ringier SA) si ritrova invece a mani vuote.

2.1 Arc lémanique

L'offerta informativa di Buzz FM è maggiore di quella di One FM

Le candidature di Radio Lac, Rouge FM e Lausanne FM sono state giudicate le migliori, anche se per motivi diversi: le prime due hanno previsto prestazioni informative convincenti, mentre Lausanne FM si è distinta per le ottime condizioni di lavoro e l'offerta nel campo della formazione e del perfezionamento. Dal punto di vista dei fattori input, il valore delle indicazioni fornite da One FM non è inferiore all'offerta di Lausanne FM; è tuttavia nei fattori output che emergono lacune rispetto alle altre candidature. Il formato fortemente orientato all'intrattenimento di One FM dà poco spazio alle prestazioni informative, contrariamente a quanto richiesto nella pubblica gara. Buzz FM è quindi stata preferita a One FM, poiché presenta una programmazione innovativa incentrata su trasmissioni di tipo informativo. Nessuna chance per Léman Local Radio, candidatasi con un programma in lingua inglese.
2.2 Zurigo-Glarona

Forte sostegno a Radio 1

Radio 24 e Radio Zürichsee hanno inoltrato dossier di candidatura molto validi e tra i cinque candidati sono risultate chiaramente le migliori. Nel caso della terza concessione, la candidatura di Music First Network SA è stata automaticamente esclusa, essendo questa emittente già titolare di due concessioni (Jugendradio Music First e RMC Züri). Ai sensi della LRTV, infatti, un'azienda non può ottenere più di due concessioni radiofoniche. Tra le restanti Radio Energy e Radio 1 la scelta è stata ardua: Radio Energy è risultata migliore in termini di input, Radio 1 in termini di output. Radio 1 ha infine ottenuto la concessione soprattutto grazie all'elevata credibilità editoriale e al forte sostegno emerso in occasione dell'indagine conoscitiva. Anche se le due candidature fossero state giudicate oggettivamente di pari valore, il criterio imposto dalla legge, secondo cui la preferenza è data all'azienda indipendente, avrebbe giocato a favore di Radio 1 e contro Radio Energy, di proprietà della Ringier SA.

[...]

20 ottobre 2008

Dispositivi "white spaces": la FCC pronta ad approvarli

Potrebbe essere uno dei primi esempi reali, applicati di radio cognitiva. Si discute da parecchio negli Stati Uniti se autorizzare o meno l'uso non licenziato di dispositivi radio in grado di utilizzare le frequenze negli "spazi vuoti" i white spaces, tra i canali televisivi occupati dalle stazioni televisive digitali terrestri nella banda UHF. Oggi questa banda viene utilizzata anche dai broadcaster e da altri organismi (per esempio sportivi) per i collegamenti dei microfoni professionali senza-fili. E sono proprio questi ultimi player a nutrire grande diffidenza nei confronti di un utilizzo alternativo basato su tecnologie di "sensing", di rilevamento automatico. Il dispositivo non licenziato dovrebbe esplorare la banda televisiva, individuare gli "spazi vuoti" di una determinata area e autoconfigurarsi per la trasmissione e la ricezione in quegli spazi. I broadcaster sono addirittura inviperiti per il possibile ingresso di utenti non licenziati in un dominio superregolato come quello televisivo.
Qualche giorno fa il capo della FCC Kevin Martin ha ufficialmente sponsorizzato le istanze dei fautori di questi dispositivi, rappresentati dalla Wireless Innovation Alliance. Martin ha convocato una seduta che voterà sulla proposta il prossimo 4 novembre, mentre la FCC ha già reso noto un approfondito studio di fattibilità (trovate tutti i riferimenti nei link raccolti qui sotto dalla società di consulenza di Robert Gonsett, alla cui newsletter ho già attinto parecchio in passato. Io aggiungo la documentazione che ho trovato sul sito della Wireless Innovation Alliance, con un comunicato stampa riassuntivo e un riferimento al dettaglio delle richieste presentate alla FCC, e un pezzo della Associated Press che fa la cronaca delle dichiarazioni di questi giorni.
Tanto per essere chiari, dietro la WIA e la White Spaces Coalition, che propongono l'uso di questi dispositivi intelligenti e chiedono il permesso di condividere la banda con l'industria della televisione, ci sono aziendine come Microsoft. Tra gli oppositori, invece, segnalerei la Maximum Service Television Association, che da almeno due anni ripete che i dispositivi "unlicensed" in questa porzione di spettro sarebbero una jattura.
i risultati dello studio della FCC sono immediatamente diventati controversi. A quanto si legge il regolatore si dice soddisfatto dei primi test sulla capacità di rilevare le frequenze occupate, ma i critici ribattono che le percentuali di errore sono ancora elevate e che le interferenze potranno essere molto dannose. La WIA propone di rafforzare tali capacità con l'uso di tecnologie apposite, per esempio imponendo agli apparati utilizzati oggi, come i radiomicrofoni, l'uso di veri e propri "radiofari" in grado di segnalare la loro presenza in banda. Nessuno ha mai detto che la cognitive radio sia una cosa facile, ma forse ci si può almeno provare.
White Space Devices

o The FCC'S Office of Engineering and Technology has released a report on tests of prototype white space devices. Radio World synopsis followed by FCC executive summary:
http://www.radioworld.com/pages/s.0100/t.15991.html
http://hraunfoss.fcc.gov/edocs_public/attachmatch/DA-08-2243A2.doc

o FCC Chairman Martin's recently announced plan to allow unlicensed wireless computer devices in unoccupied portions of the TV broadcast spectrum (the so-called white spaces) has drawn heavy fire from AMST's president David Donovan:
http://www.tvnewsday.com/articles/2008/10/15/daily.19/

o White spaces vote reportedly scheduled for Nov 4:
http://www.broadcastingcable.com/article/CA6605731.html?desc=topstory
http://tinyurl.com/WhiteSpacesVote (WSJ subscription required)

***

White Space Supporters Propose Solution for Wireless Mic Industry

WASHINGTON D.C. – The Wireless Innovation Alliance (WIA) today announced its support for a compromise proposed by the White Space Coalition to ensure the protection of wireless microphones. The compromise, outlined today in a letter to the Federal Communications Commission (Available here), would employ both protection beacons and the capability to sense and avoid wireless microphones. The “belt-and-suspenders” concept of a combined beacon/sensing protection for wireless microphones had been previously proposed by Shure, the leading manufacturer of wireless microphones. The Coalition’s letter specifically proposes a way for the Commission to: (1) ensure extraordinary protection for legal wireless microphones, (2) address the open secret that most wireless microphone use in the TV bands is illegal, and (3) recognize that the use of wireless microphones by churches and other socially important users should be legalized.
“White space supporters are aware and sympathetic of the Commission’s difficult task of balancing the benefits of innovation with the legitimate concerns of incumbents,” Ed Thomas, Senior Policy Advisor and spokesperson for the Coalition said. “It has been our long held belief that balance is in the best interest of everyone involved and is simply a matter of adopting the right technological solution. Today’s proposal is that solution.”
“WIA, our partners, and supporters of white space technology in general have every interest in ensuring the continued operations of legitimate wireless microphone users,” Brian Peters, a spokesperson for the Wireless Innovation Alliance said. “A beaconing design would alleviate any concerns the Commission or the Microphone Industry Coalition (MIC) would have regarding the continued development of white space technology, and should be embraced as soon as possible. WIA is committed to working with any and all of the interested stakeholders to find reasonable solutions that can move this important process forward.”
Today’s submission also proposed that the Commission include, for the first time, most churches, Broadway theatres, and other organizations for which the Commission determines the use of wireless microphones is in the public interest, in the Agency’s list of permissible license holders in the TV band. Today most wireless microphones use in the TV band violates FCC rules.

About the Wireless Innovation Alliance:
The WIA includes more than 15 organizations, representing the technology industry, consumer and public interest groups, and educational and technical organizations. The Alliance also enjoys strong bipartisan support from a growing number of Congressional Members committed to actively working to create opportunity and enable innovation in the U.S. The goal of the Alliance is to work closely with policymakers to craft rules of the road that will realize the opportunity of TV White spaces, which lie vacant in as much as 75% in some areas of the country.
For more information about the Wireless Innovation Alliance, please visit us at: http://www.wirelessinnovationalliance.com.

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FCC chair eyes fallow TV airwaves for broadband

Wednesday October 15
By Joelle Tessler, AP Technology Writer

Federal Communications Commission pushes plan to use unused TV spectrum to deliver broadband

WASHINGTON (AP) -- The chairman of the Federal Communications Commission on Wednesday proposed opening up unused portions of the television airwaves known as "white spaces" to deliver wireless broadband service.
The proposal by FCC chief Kevin Martin appeals to public interest groups and many of the nation's biggest technology companies, including Google Inc. and Microsoft Corp., which hope it will bring affordable high-speed Internet connections to more Americans.
"No one should ever underestimate the potential that new technologies and innovations may bring to society," Martin said in a statement.
His plan could run into opposition from the nation's big television broadcasters, which have argued that the use of the fallow spectrum to deliver wireless Internet services could disrupt their over-the-air signals. The National Association of Broadcasters had no immediate comment.
Shure Inc., a manufacturer of wireless microphones, has also raised concerns about interference with audio systems at concerts and sporting events.
Martin issued his proposal ahead of the official release of a technical report by FCC engineers concluding that potential interference could be eliminated with the use of wireless transmitter devices that rely on spectrum-sensing and "geo-location" technologies to detect and avoid nearby broadcast signals.
Martin, one of three Republicans on the five-member FCC, circulated his proposal to his colleagues ahead of a Nov. 4 vote on the plan. He wants to allow the use of white spaces to provide broadband following the upcoming transition from analog to digital TV broadcasting in February, which will free up additional wireless spectrum. That space could be used to deliver high-speed Internet connections as well as improved communications networks to connect police officers, fire fighters and other emergency responders.
Supporters of the plan say the vacant spaces between television channels are particularly well suited to providing broadband since they can penetrate walls, carry a great deal of data and reach a wide geographic area.
"Freeing up these powerful airwaves will create a boom in innovative technologies and expand the opportunities for citizens to communicate with one another and the rest of the world," said Ben Scott, policy director for the advocacy group Free Press.
Scott Blake Harris, counsel to the White Spaces Coalition, added that harnessing white spaces will create a multibillion market for advanced wireless devices to transmit and receive signals, including laptops, personal digital assistants and set-top boxes. Members of the White Spaces Coalition include Microsoft, Google, Dell Inc., Hewlett-Packard Co. and Phillips Electronics.
Martin's white spaces proposal is one of several in which he is pushing to use wireless technology to bring affordable broadband to parts of the country that lack high-speed Internet. He also wants to require telecommunications carriers to use the Universal Service fund, which subsidizes phone service in underserved areas, to invest in broadband.
And he is backing a plan to auction off airwaves to a bidder that agrees to offer a free, national wireless Internet service. That proposal has run into opposition from several large wireless carriers, including T-Mobile, which warn that it could interfere with their own broadband services that rely on adjacent spectrum. But in a separate technical report released late last week, FCC engineers found that technical safeguards would prevent interference.

19 ottobre 2008

Licenza di innovare. OFCOM premia lo spettro "creativo"

Un bell'esempio di pragmatismo, quello del regolatore inglese OFCOM. La notizia, che viene da un bollettino radioamatoriale, si riferisce a un bando molto particolare: quello per le idee su servizi wireless commerciali innovativi che in base alle normative attuali non troverebbero un inquadramento specifico. Una sorta di licenza "per l'innovazione" che renderebbe possibile, scrive OFCOM, l'uso innovativo dello spettro radio. Le frequenze da assegnare alle licenze speciali potrebbero essere individaute secondo il regolatore inglese all'interno di finestre oggi gestite da organismi pubblici come il Ministero della difesa. Come dire: avete in mente un servizio radio "vendibile" ma talmente innovativo da non essere classificabile in base alle tipologie di licenza oggi in vigore? Allora voi cominciate con l'implementare il servizio, poi vedremo di adeguare ex post le nostre regole.
Un bel modo per adattarsi a una realtà tecnologica ed economica in perenne divenire con normative che fanno sempre più fatica a stare al passo. A legiferare prima si sbaglia? Proviamo a farlo dopo, a patto che prima ci si muova sempre in un ambito controllabile (in questo caso in porzioni di spettro già assegnate e gestite). Avete commenti da fare o idee da sottoporre? L'OFCOM le raccoglierà fino al 18 dicembre. Per scaricare la documentazione, ecco la pagina del sito del regolatore.
Innovative uses of spectrum

Consultation published: 09|10|2008 Consultation closes: 18|12|2008

1.1 In recent years, we have been approached by a number of organisations that wish to launch innovative commercial wireless services using spectrum for which there are no existing suitable licences. Existing processes already allow organisations to access spectrum for non-operational use, in particular for testing and development purposes. Organisations also have the ability to negotiate with existing licensees to use spectrum that is liberalised and tradable. This document considers the general approach that we propose to take when licensing commercial use of non-liberalised and non-tradable spectrum for which there are no existing suitable licences.

1.2 We are already doing a number of things to encourage innovative uses of spectrum. For example, we are in the middle of a programme of open, transparent and non-discriminatory awards that are releasing spectrum on a service- and technology-neutral basis. We are reducing the restrictions imposed by existing licence classes and encouraging market forces by introducing spectrum trading. And we are working with the Government to improve the efficiency of its spectrum use.

1.3 Once complete, these actions will have fostered a market-led approach to spectrum access. However, for now, licensing use that does not fit within an existing licence class requires us to consult on and create a new bespoke product. This is time-consuming and may not always be proportionate – when a user wishes to carry out a commercial trial or launch a new service rapidly, for example. So we are proposing to create a new type of licence to accommodate these requests. This “innovation licence” is designed to suit uses of spectrum that can benefit from access with more flexibility than a non-operational licence. We expect that it will often be used as an interim measure to allow organisations to launch commercial services more rapidly than would otherwise be possible. We expect that organisations using innovation licences will often wish to migrate to use spectrum licences that offer greater security of tenure and rights to protection from interference. As such, we would expect that innovation licences will often only be needed for a short period of time. Although, as explained below we are proposing that in general the licence has an indefinite duration, although licensees would need to accept short security of tenure and limited protection from interference.

1.4 Initially, we are proposing that innovation licences are only available in spectrum managed by public bodies (e.g. the Ministry of Defence – MOD). This may be extended to other bands in the future, although we would not expect to introduce innovation licences for spectrum that has already been liberalised and tradable.

1.5 Table 1 summarises the key features we are proposing for the innovation licence (which we would formally term a Spectrum Access: Non-Protected licence). Those relating to licence term, revocation and protection from interference are particularly important for this licence product.


15 ottobre 2008

Beromünster chiude, le onde medie svizzere no?

La Svizzera si appresta a chiudere l'impianto in onde medie di Beromünster entro fine anno ma il regolatore, come scrivevo giorni fa, ha già avviato una indagine conoscitiva sulla possibilità di concedere licenze a broadcaster privati. Il Tages Anzeiger (volevate che non lo riportassi con una foto così) rivela che i primi interessamenti sarebbero già stati manifestati: il giornale elvetico ha parlato con Tony Johnston, di ERadio, un progetto di emittente in lingua inglese che punterebbe a coprire un'ampia parte della Confederazione.
Avendo visto come sono finite le cose per Big L, l'emittente radio satellitare britannica che utilizzava i 1395 kHz olandesi per coprire il sud dell'Inghilterra (ed è annegata nei debiti), francamente non so che potenziali di mercato ci possano essere in Europa, per impianti in onde medie così potenti. Ma steremo a vedere. Il regolatore UFCOM si è dato tutto ottobre per saggiare i potenziali interessati al rilancio delle onde medie smantellate dall'emittente pubblica.
Radio Beromünster ist tot - es lebe die Mittelwelle
Von David Vonplon. Aktualisiert am 15.10.2008

Die SRG schaltet Ende Jahr Radio Beromünster ab. Die Verbreitung über die Mittelwelle gilt als veraltet und teuer. Trotzdem buhlen mehrere Stationen um die freie Frequenz. Das Mittelwellen-Radio könnte bald eine Renaissance erfahren.

Der Bund sucht nach Interessenten für vier freie Mittelwelle-Frequenzen. Das Bundesamt für Kommunikation (Bakom) bevorzugt ein nationales Programm, zeigt sich aber auch gegenüber einem regionalen Radiosender offen. Wenn der Sender Beromünster Ende Jahr seinen Betrieb einstellt, wird nur noch eine von fünf Mittelwelle-Frequenzen genutzt. Auf dieser sende die SRG ihr Radioprogramm Option musique.
Vergangenes Wochenende verabschiedete sich die SRG mit einem grossen Nostalgiefest von Radio Beromünster. Mit der Abschaltung des Landessenders Ende Jahr neigt sich die Epoche der Mittelwellensender seinem Ende zu - könnte man zumindest meinen. In Tat und Wahrheit arbeitet der Bund nämlich bereits an der Wiederbelebung der vermeintlich längst überholten Technologie.
So lässt das Bakom derzeit prüfen, ob ein Bedürfnis nach der Mittelwelle als Verbreitungsmedium gibt. Man reibt sich die Augen: Wurde Radio Beromünster nicht stillgelegt, weil die Mittelwelle als Verbreitungskanal zu teuer und nicht mehr zeitgemäss ist? Werden die Mittelwellensender der SRG nicht auch eingestellt, um der Digitalisierung des Mediums Vorschub zu leisten? Das Bundesamt für Kommunikation begründet sein Handeln mit der grossen Nachfrage: «Bei uns sind mehrere konkrete Anfragen für die Frequenzen eingegangen», sagt Bakom-Sprecher Bernhard Bürki auf Anfrage von Tagesanzeiger.ch/Newsnetz, «wir rechnen mit einem Interesse von privaten Radio-Anbietern aus dem Inland».
Unter den Interessen ist ein neuer englischsprachiger Sender namens ERadio, wie Recherchen von Tagesanzeiger.ch/Newsnetz ergeben haben. «Wir bewerben uns um eine Mittelwellen-Konzession und werden auf Sendung gehen, sobald wir vom Bakom grünes Licht erhalten haben», erklärt Tony Johnston, der den Sender ins Leben rufen will. Er hofft, mit ERadio in der Deutschweiz auf Sendung zu gehen – am besten in Partnerschaft mit einem grossen Schweizer Medienhaus.
Im besten Fall könnte sein Sender bereits Anfang 2009 über den Äther gehen, hofft der Radiomann. Das Bakom schliesst eine Bedürfnisabklärung Ende Oktober ab. Finden sich weniger Interessenten als Frequenzen zur Verfügung stehen, wird ERadio die Frequenz direkt vergeben.

01 ottobre 2008

Francia, licenze DMB: chiusa la raccolta, digitale nel 2009

La cassetta in cui imbucare le richieste per le future licenze della radio digitale in Francia si è chiusa oggi e il CSA francese si è riservato un congruo periodo (fino a fine febbraio 2009) per decidere sui progetti da accogliere. La radio digitale potrebbe partire, si dice, entro natale 2009, ma in barba a tutte le discussioni sul digital divide (in nazioni dove la banda larga è capillarmente diffusa), si prospetta l'ipotesi di una rete a copertura molto limitata: il 30% del territorio. Assisteremo così al paradosso di un sistema digitale che, alle soglie del 2010 (non so se rendo l'idea), non sarà accessibile in molte città e cittadine importanti. Città e cittadine che probabilmente non hanno nessuna difficoltà nel sottoscrivere un bell'abbonamento a Internet via Adsl. RadioActu ci racconta dei diversi progetti DMB dei gruppi radiofonici pubblico e privati, tra cui RTL, NRJ e tutti i più importanti.
Notizie piuttosto imbarazzanti arrivano invece da due operatori che avevano aderito al progetto di rilancio delle onde medie che anni fa era partito in Francia con la concessione di diverse frequenze ex-pubbliche alle radio private. Dario Monferini mi ha girato dallo stesso RadioActu la notizia della chiusura, su 1575 kHz nella regione parigina, delle trasmissioni di Radio Nouveaux Talents. L'impianto era stato attivato nel marzo del 2004 e smette (ma chissà che non sia già stato spento da mesi) perché, dice la proprietà, il CSA è stato lento nell'approvare l'uso del DRM sulle onde medie. Certo che è stato lento, dico io, visto che di ricevitori in negozio non se ne trovano. Contemporaneamente, Radio Littoral pubblica oggi un comunicato in cui si precisa che l'emittente ha deciso di non partecipare alle gare per il DMB e che anche lei attende da parte del CSA una decisione sulla regolamentazione del DRM (sperimentati da Littoral in Bretagna nel febbraio di quest'anno).
Se il buon giorno della radio digitale si vede dal mattino del suo 30% di copertura, delle radio che spengono per mancanza di prospettive e di un'altra che a fatica riesce a restare in analogico...
01/10/2008
Radio numérique - Les ambitions des opérateurs

Alors que ce mercredi 1er octobre a été fixé par le CSA comme date limite de dépôt des dossiers de candidature sur la radio numérique, les grands groupes entendent profiter de cette opportunité pour développer de nouvelles stations. RadioActu fait le point sur ces nouvelles ambitions.

Reportée en mai dernier par le CSA à la demande des opérateurs de radio, la date limite de dépôt des dossiers de candidature sur la future radio numérique avait été fixée au 1er octobre 2008. S'il est pour l'heure difficile de savoir combien de dossiers ont été déposés auprès du CSA, la plupart des grands groupes ont dévoilé leurs ambitions et leurs projets sur le numérique. Une chose est certaine : l'offre radiophonique ne se traduira pas par un enrichissement spectaculaire, en particulier dans les grandes agglomérations. D'autant que l'AM, dont la numérisation est pourtant rendue possible par la norme DRM adoptée par le gouvernement, a été totalement exclue de l'appel aux candidatures du CSA. Par ailleurs, la portée de cet appel, qui concerne seulement une petite vingtaine d'agglomérations, soit environ 30% de la population française, est jugée insuffisante par de nombreux observateurs pour initialiser rapidement la montée en puissance de la radio numérique, qui va nécessiter un renouvellement complet du parc de récepteurs actuels, incompatibles avec la réception numérique. Concernant la diffusion, les opérateurs devront supporter les coûts d'une double diffusion analogique-numérique pendant plusieurs années. Ce coût est évalué à environ 2 millions d'euros par an pour un réseau national. Si les grands groupes supporteront sans difficulté ces coûts supplémentaires, il n'en va pas de même pour les opérateurs régionaux et locaux, et en particulier pour les stations du secteur associatif. Ces dernières attendent depuis près d'un an l'annonce de mesures spécifiques de financement concrètes, pourtant promises par le gouvernement.
Quoiqu'il en soit, on attend à minima une duplication intégrale de l'actuelle bande FM sur la radio numérique. A Paris, où le CSA espère pouvoir autoriser 62 radios numériques, la radio numérique ne devrait pas permettre l'émergence de nouveaux programmes. Tous les grands groupes ont donc fait acte de candidature pour leurs stations actuelles dont elles espèrent à terme compléter leur couverture du territoire, et entendent développer de nouveaux réseaux. Ainsi, le groupe NextRadioTV dirigé par Alain Weill, souhaite développer une nouvelle radio entièrement dédiée à l'économie et une station thématique consacrée au sport, un des piliers actuels de l'audience de RMC. De son côté, Radio Classique a indiqué avoir déposé trois dossiers auprès du CSA. Le premier concerne l'actuelle Radio Classique, les deux autres concernent deux projets de stations thématiques : Easy Classique et Intégrale Classique. La première sera destinée à un jeune public, avec une vocation "à la fois divertissante et pédagogique", reposant sur "la convivialité et l'accessibilité". La seconde diffusera un programme composé d'oeuvres classiques diffusées en intégralité et sans interruption. Elle entend proposer à ses auditeurs "un contenu riche, précis, complet, au service de leur culture et de leur passion", complété par des données associées.
Le groupe RTL, outre sa station généraliste RTL et ses deux stations musicales RTL2 et Fun Radio, a déposé un projet de station thématique. Baptisée Radio 128, cette nouvelle station se définit comme "jeune et urbaine à dominante de contenus". Elle proposera notamment de l'information, des concerts, du divertissement et des émissions de libre antenne, et accordera une place importante aux nouveaux talents et à la création française, a indiqué Jérôme Fouqueray, directeur général de Fun Radio et RTL2. Le groupe RTL entend également développer sur la radio numérique sa webradio sportive, RTL-L'Equipe. NRJ GroupLe groupe NRJ, présent en FM avec 4 réseaux nationaux (NRJ, Nostalgie, Rire & Chansons et Chérie FM) et sur le net avec plusieurs webradios, devrait être candidat à l'attribution de fréquences sur la radio numérique pour trois nouvelles stations, déclinaisons thématiques de ses stations actuelles. Chez Lagardère, qui contrôle les stations Europe 1, Virgin Radio, RFM et Europe 1 Sport, on entend développer la couverture de cette dernière. Acquise par le groupe Lagardère au printemps dernier, Europe 1 Sport diffuse ses programmes en FM sur l'Ile-de-France. Le groupe Lagardère souhaite également mettre en place deux autres projets, avec une station d'information en continu, Europe 1 Tout Info, ainsi que Virgin Radio 100% Rock français, déclinaison thématique de Virgin Radio. D'autre part, selon le quotidien Les Echos, le groupe TF1 entend profiter de l'opportunité de la radio numérique pour diversifier ses activités. Après la prise en régie du GIE Les Indépendants en juin dernier, le groupe s'est porté candidat pour trois stations, dont une radio d'information s'appuyant sur la chaîne LCI.
Le groupe Orbus de Pierre Bellanger, ne développera pas de projets spécifiques à la radio numérique. Selon Satellifax, le groupe a déposé un dossier pour Skyrock et un dossier pour sa station thématique parisienne Chante France. Toujours selon Satellifax, Radio France n'entend pas développer de nouvelles stations, pour "une question de moyens". Radio France, qui a pourtant mis en place plusieurs stations thématiques sur Internet, souhaite avant tout développer la couverture de ses stations actuelles (France Inter, France Info, FIP, Le Mouv', France Bleu, France Culture, et France Musique) et ne jouera donc pas un rôle moteur dans le développement de l'offre de programmes sur la radio numérique. TSF Jazz Le groupe Nova Press pour sa part, a déposé des dossiers pour Radio Nova et la station thématique TSF Jazz sur l'ensemble des zones concernées par l'appel aux candidatures. De même, La Radio de la Mer a annoncé en août dernier son intention de se porter candidate sur la radio numérique. Enfin, seul nouvel entrant déclaré : Goom Radio, le portail de wevradios thématiques lancé il y a quelques jours par Roberto Ciurleo et Emmanuel Jayr, deux anciens de NRJ. Bénéficiant du soutien d'investisseurs, Goom Radio s'est porté candidate pour l'exploitation de trois programmes thématiques nationaux. Par ailleurs, les groupes régionaux n'ont pas fait connaître leurs projets de développement sur la radio numérique. En tout état de cause, ces candidatures représentent d'ores et déjà plus d'une quarantaine de fréquences, sans compter que les stations FM locales et régionales actuelles seront automatiquement autorisées sur la radio numérique. Les capacités de la future radio numérique, notamment au regard de la norme adoptée par la France, ne permettront pas d'accueillir la totalité de ces nouveaux projets, réduisant d'autant l'attractivité de l'offre pour les auditeurs.

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Le groupe Bolloré a mis un terme à la diffusion en ondes moyennes de Radio Nouveaux Talents (RNT), après quatre années d'existence en région parisienne.

Radio Nouveaux Talents (RNT) aura donc cessé d'émettre comme elle avait débuté sa diffusion, en mars 2004 : dans la plus grande discrétion. Lancée par le groupe Bolloré, la station diffusait ses programmes en ondes moyennes sur 1575 AM en région parisienne. RNT était l'une des dernières stations privées françaises à diffuser en ondes moyennes à Paris. Les conditions difficiles de diffusion et de réception, en raison de la faiblesse de la puissance autorisée, le retard accumulé par le CSA en matière de migration vers une hypothétique diffusion en numérique en mode DRM, ont donc eu raison de RNT. L'aventure des ondes moyennes privées en France s'est donc soldée par un fiasco complet, conduisant des stations telles que Loisirs AM, Superloustic ou encore Ciel AM à jeter l'éponge, et ce en dépit de l'enthousiasme de Dominique Baudis, alors président du CSA, qui affirmait en janvier 2003 son attachement "à la revitalisation des ondes moyennes, une bande de fréquences abandonnée depuis plusieurs années".
Cette bande de fréquences va donc quasiment retourner à l'abandon. A l'exception de Radio France et de Radio orient, qui exploite toujours ses fréquences à Nice et à Nîmes, la bande AM est totalement désertée par les radios françaises. Le groupe Bolloré met donc un terme à ses activités radiophoniques, et ne se portera pas candidat à l'attribution de fréquences sur la future radio numérique. Pourtant, parallèlement à la mise en oeuvre de la radio numérique, la loi prévoyait la numérisation de la bande AM, selon la norme DRM. Cette possibilité n'a pas été exploitée par le CSA dans l'actuel appel aux candidatures sur la radio numérique, fermant une nouvelle fois la possibilité d'ouvrir la voie à l'arrivée de nouveaux entrants sur un marché radiophonique français qui restera encore longtemps l'apanage des grands groupes nationaux et régionaux.

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SAINT-BRIEUC - 1er octobre 2008 - 11h45

Au moment où les premiers dossiers de candidatures pour la radio numérique sont remis auprès du CSA, Littoral AM fait connaître qu'elle n'est pas candidate à la diffusion en T-DMB.

En effet, engagée depuis plusieurs années dans le développement de la radio numérique selon la norme DRM, Littoral AM souhaite attendre que le Conseil supérieur de l'audiovisuel lance un appel à candidatures pour la radio numérique selon la norme DRM.

La nature même du projet de radio régionale généraliste indépendante, développé par les porteurs du projet Littoral AM, correspond à un choix précis en ce qui concerne la norme technique retenue pour sa diffusion. Aussi, alors que la norme DRM figure dans l'arrêté « Signal » signé par Mme Albanel en décembre 2007, ainsi que dans les décrets d'application de la loi sur l'audiovisuel, Littoral AM souhaite que le CSA donne rapidement la possibilité à de nouveaux opérateurs de pouvoir diffuser en DRM, en particulier sur la bande des ondes moyennes, en ouvrant sans plus attendre un nouvel appel à candidatures. Nous rappelons que la ressource en fréquences disponibles existe pour l'onde moyenne numérique, même si elle est moindre que pour les autres bandes. Nous tenons aussi à souligner que la diffusion de la radio numérique dans les zones rurales passera inéluctablement par le DRM ; les coûts de déploiement de la norme T-DMB étant conséquents, et son calendrier de développement sur les zones non-urbaines improbable.
Il ne s'agit pas d'opposer des techniques de diffusion, mais bien plutôt d'ouvrir la voie de la convergence en proposant la diffusion de la radio numérique en multinormes, et non pas comme cela semble être le cas actuellement, en privilégiant une seule norme au détriment des autres. Il s'agit en outre de veiller à ne pas développer dans ce pays, une diffusion de la radio numérique à deux vitesses, la radio des villes et la radio des champs en quelques sorte. Alors que la France assure la Présidence de l'Union Européenne, et que ce pays est le seul à avoir avalisé par décret la norme DRM, il serait assez juste que le CSA prenne les décisions qui s'imposent et fasse du déploiement de la radio numérique un exemple pour nos voisins européens.
Fort du succès des tests de diffusion en DRM réalisés entre février et juin 2008 depuis son émetteur situé en Bretagne, Littoral AM envisage donc de poursuivre son développement, en attendant l'avis du CSA, sur un prochain appel à candidatures pour le DRM. Littoral AM entend jouer un rôle majeur dans le déploiement du DRM en France, et compte se doter de tous les moyens techniques et financiers afin d'atteindre cet objectif.



23 settembre 2008

La Svizzera pronta a bandire licenze per le onde medie

Questa volta Newsline - Massimo è la sua redazione sono leggermente più vicini alla Svizzera! - mi ha preceduto nella pubblicazione di un comunicato dell'Authority elvetica sul futuro delle onde medie nella Confederazione. Delle cinque AM frequenze assegnate dall'ITU alla Svizzera entro fine 2008, quando verrà spento anche Beromünster per incompatibilità EMC del trasmettitore, resterà solo quella di Sottens. Secondo UFCOM è stato quindi deciso di avviare una procedura di rivalutazione complessiva che porterà nel 2009 al riassegnamento di quattro frequenze. Questo non appena il Consiglio federale, cioè il Governo, emanerà le direttive sull'uso delle frequenze in onde medie così come è stato fatto nel 2007 per le VHF/UHF. A direttive stilate, si procederà a una indagine dei fabbisogni, atti a determinare il livello di domanda di eventuali concessioni. In altre parole se ci saranno editori o altri operatori interessati a utilizzare le onde medie per trasmettere. Se il livello di interesse sarà scarso non ci sarà una vera e propria gara pubblica, ma l'autorità procederà ad assegnare le licenze a richiesta. UFCOM precisa che sono sin d'ora previste licenze per trasmissioni analogiche o digitali in DRM.
Trovate comunque tutti i testi a questo indirizzo.

Futuro delle onde medie

Biel-Bienne, 23.09.2008 - L'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) sta valutando l'attuale bisogno di onde medie per la radiofonia in Svizzera. Con la messa fuori servizio del trasmettitore di Beromünster a fine dicembre 2008, infatti, quattro delle cinque frequenze su onde medie messe a disposizione nel nostro Paese rimarranno inutilizzate.
Fino a metà degli anni '70 le onde medie hanno rappresentato la principale tecnica di diffusione dei programmi radiofonici. Successivamente sono state gradualmente sostituite dalle onde ultracorte (OUC) e, da qualche tempo, anche dalla radio digitale (Digital Audio Broadcasting; DAB/DAB+). A partire dal prossimo anno verrà trasmesso su onde medie unicamente il programma radiofonico Option musique (SSR).
Qualora dalla valutazione dei bisogni emerga un forte interesse per la trasmissione di programmi radiofonici su onde medie, il prossimo anno verrà indetta una pubblica gara per l'aggiudicazione delle frequenze liberatesi; in caso di richiesta limitata, si procederà alla loro attribuzione diretta.
Tutte le cerchie interessate possono partecipare, entro il 31 ottobre 2008, alla valutazione dei bisogni avviata dall'UFCOM. Le informazioni necessarie e l'apposito questionario sono disponibili presso l'UFCOM (Divisione Radio e televisione, Rue de l'Avenir 44, 2500, Bienne) oppure cliccando sul link qui sotto:
http://www.bakom.admin.ch/themen/radio_tv/01214/02379/02380/index.html?lang=it.

01 settembre 2008

OFCOM, licenze flessibili per rilanciare il DAB non-BBC

Gli ensemble DAB delle radio commerciali non tirano affatto in Gran Bretagna. Channel 4 rimanda continuamente i suoi progetti di radio digitale sulla piattaforma Digital 2 e Global Radio, che acquisendo GCap ha ereditato un sacco di debiti con la partecipazione in Digital One, piattaforma digitale a copertura nazionale. Così, rivela il Times di Londra dopo che nelle passate settimane si era parlato di possibile fusione tra i due multiplex, OFCOM sta pensando di modificare il sistema di assegnazione di licenze, in modo da consentire alleanze più larghe e una sostanziale comproprietà tra Global e Channel 4 di due ensemble prima separati dal punto di vista del controllo. Channel 4 e i partner di minoranza inclusi Bauer Radio (proprietario di Magic FM) e UTV assumerebbero una quota del 65% di D1, mentre Global reciprocherà rilevando una quota in D2 insieme ad Arqiva, il partner infrastrutturale di Global. Per indorare la pillola e favorire Global, OFCOM consentirà inoltre a D2 una maggior flessibilità di offerta su scala nazionale e regionale. Channel 4 viene infine invitata a lanciare tre nuovi canali entro aprile 2009, ma i tempi sono molto stretti.

August 31, 2008
Ofcom plans to plug digital radio
James Ashton

MEDIA regulator Ofcom is proposing to redraw its licensing rules for digital radio to encourage Global Radio and Channel 4 to combine their efforts with the struggling technology.
The plan involves Channel 4 and its minority partners, including Magic FM owner Bauer Radio and UTV, taking a 65% stake in Digital One (D1), the loss-making nationwide transmission platform that Heart owner Global inherited on its £375m acquisition of GCap Media.
Global and Arqiva, its network partner, will take a stake in Digital Two (D2), the second platform of channels originally awarded to Channel 4 but now being mothballed.
As a sweetener, Ofcom has suggested D2 will eventually become a hybrid of national and regional transmission, allowing Global to launch a nationwide Heart station that links seamlessly with local opt-outs.
The regulator is urging Channel 4 to start up its three new radio stations on D1 by next April, to show the platform can wash its face financially. However, only E4 Radio, which is already overdue, is definitely expected to make that deadline as Channel 4 wavers due to the poor advertising outlook.
(...)

20 agosto 2008

eBay, stazioni in onde medie all'incanto

Su eBay hanno messo in vendita una stazione in onde medie americana , con impianti e licenza. Secondo gli esperti della lista IRCA si tratta della stazione WIPS di Ticonderoga (ma con studi a Crown Point), "upstate" New York, silenziosa da dicembre sui 1250 kHz a causa dei costi operativi troppo elevati. Il prezzo base dell'asta è di 95 mila dollari e l'asta si chiude venerdì. Per ora non ci sono offerte. Non so se una licenza FCC può essere trasferita senza problemi a un proprietario non americano, ma immagino che 95 mila dollari per una stazione radio completa da noi siano un prezzo conveniente. Se siete interessati, sempre su eBay è in vendita contemporaneamente un construction permit relativo a una stazione in onde medie a Little Falls, anche lei nello stato di New York. La frequenza assegnata è di 1120 kHz e il call è WKAJ. Potenza massima diurna, 1,5 kW. Il prezzo base è di soli 50 mila dollari.

09 luglio 2008

"Nuove" licenze radio in Svizzera

27 emittenti radio FM e 6 televisioni commerciali per la Svizzera, che però conferma sostanzialmente lo status quo. Almeno per ora. Il regolatore elvetico UFCOM pubblica la lista delle concessioni appena rilasciate dal suo braccio tecnico DATEC. Le 33 emittenti sono le stesse che hanno trasmesso sino a oggi in regime di esclusività nella propria zona di copertura. Una sola eccezione: la nuova Radio Stadtfilter, di Winterthur. Restano da attribuire 21 concessioni che però devono essere ancora analizzate. Il DATEC deciderà in autunno sui casi in cui una stessa area ha ricevuto due o più domande. Per vedere la lista completa delle licenze appena attribuite (dureranno 11 anni) potete andare a questo indirizzo.


Radio OUC e TV regionale: attribuite le prime concessioni

Berna, 08.07.2008 - Il DATEC ha rilasciato 27 concessioni per radio OUC e 6 concessioni per la TV regionale. Le 33 emittenti designate sono le stesse che finora hanno operato senza concorrenza all'interno delle proprie zone di copertura. Le decisioni che riguardano i casi più complessi, in cui più candidati si contendono la stessa concessione, verranno pronunciate nel corso dell'autunno.

Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha deciso in merito all'aggiudicazione delle prime 33 concessioni su un totale di 54. In un primo tempo il DATEC ha proceduto al rilascio delle concessioni (27 per radio OUC e 6 per la TV regionale) per cui, in occasione della pubblica gara svoltasi nel dicembre scorso, era stata presentata un'unica candidatura. Si tratta, con una sola eccezione, di emittenti già attive all'interno delle proprie zone di copertura. Radio Stadtfilter di Winterthur, emittente complementare non commerciale, è la sola ad aver ottenuto per la prima volta una concessione. La nuova zona di copertura assegnatale era stata definita nell'estate del 2006 dal Consiglio federale. Le concessioni così attribuite entreranno in vigore allo scadere del termine di ricorso di trenta giorni e al più tardi dopo l'estinzione delle concessioni previgenti (TV: fine 2008, radio: fine marzo 2009). Le nuove concessioni sono valide fino al 2019.

Prossima tappa

Per quanto riguarda le 21 concessioni ancora da attribuire, occorrerà operare una scelta tra i due o più candidati in lizza per la stessa concessione. Il DATEC renderà note le relative decisioni nel corso dell'autunno.



15 marzo 2008

OFCOM, all'asta le licenze sui 1452-1492 MHz

Alla fine di aprile l'OFCOM indirà l'asta per i futuri servizi di tv mobile e radio satellitare in banda L (1452-1492 MHz) in Gran Bretagna.

13|03|08
Ofcom confirms plans to release spectrum suitable for mobile television

Ofcom today confirmed details of plans to auction radio spectrum suitable for a range of services, including mobile television and satellite radio.
Ofcom also announced that the provisional deadline for applications is 10 April 2008, with the online auction likely to start at the end of April.
A number of possible uses of the 1452 - 1492 MHz band, the so-called “L-Band”, have been identified including:
mobile multimedia services including mobile TV which could be deployed using a variety of technologies;
satellite digital radio; and
broadband wireless access or high-speed internet on the move.
The release of the spectrum in the 1452 - 1492 MHz band is part of a wider programme to release around 400 MHz of prime spectrum. Other awards in this programme include the digital dividend - the spectrum that will be freed-up through the switch to digital television - and the 2.6 GHz band.
The spectrum, which is available over much of Europe, will be released on a technology and service neutral basis, allowing users the flexibility to decide what technology to use, what services to offer and to change their use of the spectrum over time. All licences will be tradable.
Ofcom’s Spectrum Policy Partner, Philip Rutnam said: “ Ofcom’s fifth award of spectrum in the L-Band is part of the process of ensuring that the UK’s valuable spectrum resource is used as efficiently as possible. This spectrum provides an opportunity for citizens and consumers to benefit from new services and greater competition.”
Il materiale di corredo che trovate sul sito è molto interessante, specie i due che riguardano le osservazioni sui servizi di banda L e le attività OFCOM correlate e l'altro sui meccanismi d'asta e le formule che determineranno i prezzi delle licenze (solo per chi mastica, e parecchio, di matematica: al terzo simbolo di sommatoria io sono andato in confusione) "Notes on determination of licence fees payable by bidders in relation to the award of the 1452 to 1492 MHz spectrum band: Schedule 6 to the Wireless Telegraphy (Licence Award) Regulations 2008"

09 gennaio 2008

Variazioni su un canone

Beh è un discorso un po' televisivo (chissà?), ma vi suggerirei una attenta lettura di quello che scrivono Roo Reynolds - autoproclamato "metaverse evangelist" autore del blog "What's Next?" - e Ashley Highfield direttore di BBC Future Media and Technology a proposito dell'annosa questione del canone televisivo ("Thoughts on tv licensing", "iPlayer doesn't require a tv license... Yet")
Reynolds, che aveva parlato di iPlayer, il software per l'accesso ai contenuti on demand della BBC, ha confessato di essersi poi trovato di fronte a una difficoltà. Sulle prime si era dichiarato molto contento di poter utilizzare questo nuovo strumento, lui che aveva rinunciato alla televisione se non come terminale per la console Wii e per la visione dei DVD. I contenuti televisivi via Internet gli sembravano molto comodi ed esentati dal pagamento del canone (license). Poi i lettori del suo blog gli avevano fatto osservare che no, nel 2004 la legge sul canone televisivo britannico era cambiata e che il pagamento della licenza era stato esteso a ogni tipo di dispositivo in grado di visualizzare un programma televisivo, computer incluso. A questo punto Reynolds si è messo a spulciare i testi dei regolamenti e ha scoperto che in effetti la legge non parla di semplice accesso ai contenuti televisivi: la licenza è un obbligo di tutti coloro che guardano o/e registrano una trasmissione live, incluso uno streaming digitale di un programma che viene in quello stesso momento diffuso in televisione. Una differenza molto sottile che però ha una conseguenza fondamentale su iPlayer. Il quale, essendo un software per il consumo di contenuti on demand residenti su un server, quindi già trasmessi o comunque non diffusi live in simulcast, è - almeno per il momento (!) del tutto esente dal pagamento di licenza. Il pagamento del canone sarà obbligatorio quando iPlayer potrà sintonizzarsi sui programmi live della BBC (in effetti lo potrà fare presto).

You do not need a television licence to watch television programmes on the current version of the BBC iPlayer.
You will need to be covered by a TV licence if and when the BBC provides a feature that enables you to watch ‘live’ TV programmes on any later version of BBC iPlayer, which has this option.

La questione, osserva Ashley Highfield, solleva un punto importante. iPlayer finirà per erodere le entrate generate dal canone?

This raises the next question: "so is the iPlayer undermining the licence fee?".
Well, the number of homes that currently have no television licence, but that do have broadband subscription is currently estimated to be infinitesimally small. The chances are if you want to watch BBC TV programmes via catch-up over the web, you are also watching some BBC programmes at other times, live or time-shifted, via a TV set, and will already have a TV licence.
If we saw, over time, that some people stopped receiving live broadcasts at all, stopped paying their licence fee, but continued to consume televison programmes, solely on-demand through the iPlayer (or other players), then we might have to consider talking to the Government about Part 4 of the Communications Act 2003 and the Communications (Television Licensing) Regulations 2004, so that they can then consider whether on-demand tv viewing might be brought within its aegis.

La risposta per adesso è "no", le abitazioni che oggi in Gran Bretagna sono connesse a larga banda la licenza la pagano perché in qualche modo non rinunciano del tutto a guardarsi la tv live. Certo che se il consumo di contenuti on demand dovesse aumentare sensibilmente spingendo la gente a rinunciare alla diretta (perché di questo si tratta), potrebbe essere inevitabile un adeguamento delle norme. Roo Reynolds si chiede per esempio se non sia il caso di spostarsi da un modello license based a uno pay per view:

I can actually imagine that a great many non-UK residents (who tend to like and respect the beeb) would indeed pay for a licence/’subscription’ or even micropayments to get access to a decent streaming and/or download service that didn’t block them. It would be an another possible model, and perhaps a more long-taily, future-looking alternative to the current system of selling content into other geographies for broadcast distribution.

A questo punto una domanda me la pongo io. Qual è il modo migliore per pagare questi benedetti contenuti digitali? Voglio dire, abbiamo lottato per anni per avere le tariffe flat per la connettività, continuiamo a guardare con estremo sospetto gli scatti alla risposta. Poi però ci piace molto l'idea della SIM prepagata, della partita in tv da acquistare con il gratta e paga. E via col pay per use.
Insomma, abbonamento o micropagamento? Io personalmente trovo gli abbonamenti una cosa fantastica. E' anche una questione di entropia, tutti questi micropagamenti e biglietti di ingresso costano un fottio di microsoldi (che messi insieme...), comportano comunque un "costo di trattamento". Senza contare un altro aspetto: il pagamento "upfront" sottoforma di licenza o abbonamento forse riduce anche il rischio delle frodi, delle copie non autorizzate, di consumo a sbafo di contenuti per i quali si dovrebbe pagare un singolo biglietto.
La mia può anche essere una questione oziosa, molto probabilmente siamo condannati al regime misto. Anche perché la medie delle persone non potrebbe cumulare troppi abbonamenti, pena la bancarotta. Dovremmo magari prevedere delle forme di rateizzazione del totale degli abbonamenti che versiamo per usufruire dei vari contenuti (di fatto la rateizzazione di una cosa inventata per pagare in una volta sola). O magari delle formule di abbonamento "composito", multiutility, per cui all'inizio dell'anno io stanzio una somma che mi permetterà di consumare dodici numeri del mensile che mi piace, cento programmi televisivi on demand, cento film, cinquecento minuti di telefonino senza scatto e almeno tre pizze al mese, anche analogiche.

22 dicembre 2007

A Berlino, 3 licenze in MW (che altrove chiudono)

In Canada diverse stazioni in onde medie stanno migrando verso l'FM e di questo passo la banda sarà quanto prima deserta. Oggi è arrivata la notizia dello spegnimento dell'ultimo trasmettitore in onde medie rimasto in funzione in Finlandia dopo la chiusura di 963 kHz: il 31 dicembre chiuderanno anche i 558 kHz attivi finora. Invece in Germania, l'autorità regolatrice \ del Berlino Brandeburgo ha deciso di mettere all'asta licenze per tre frequenze in onde medie andate in disuso: 567, 693 (oggi usata per i test in DRM di Voice of Russia oltre che ovviamente da Milano Siziano) e 1359 kHz. La data di scadenza per sottoporre le richieste è il 20 febbraio prossimo. Io devo dire che sono abbastanza scettico, in questi anni alcuni progetti commerciali su onde medie in Germania non sono andati bene. Io sono abbastanza sicuro della totale impopolarità di queste frequenze in quasi tutta Europa.

Pressemeldung vom 11.12.2007
Ausschreibung von Mittelwellenfrequenzen

Auf der Grundlage von § 21 MStV hat der Medienrat in seiner Sitzung am 7. Dezember 2007 die Ausschreibung der Mittelwellenfrequenzen 567, 693 und 1359 kHz im Umfang von täglich vierundzwanzig Stunden beschlossen.
Die Mittelwellenfrequenz 567 kHz ist vom rbb am 24. Januar 2006 aufgegeben worden. Auf der Mittelwellenfrequenz 693 MHz veranstaltet derzeit T-systems analoge und digitale Testsendungen unter Nutzung des regulär über die Mittelwellenfrequenz 603 kHz verbreiteten Programms Stimme Russlands.
Die Sendeerlaubnis der Stimme Russlands läuft am 8. April 2008 aus, der Veranstalter möchte gerne von der MW 603 kHz auf die MW 693 kHz wechseln. Wegen der unterschiedlichen Reichweiten der Frequenzen ist dies nicht ohne Ausschreibung möglich, was dem Veranstalter auch mitgeteilt worden ist.
Die beiden Frequenzen könnten kurzfristig am Standort Oranienburg nutzbar ge-macht werden. Daneben ist noch die 1359 kHz verfügbar, die mit etwas größerem Aufwand ebenfalls nutzbar gemacht werden kann.
Die Ausschlussfrist wurde auf den 20. Februar 2008, 12.00 Uhr (Eingang bei der Medien¬anstalt) festgesetzt.

31 agosto 2007

Politiche di licensing, cose da altri pianeti

Radio OUC e televisioni regionali: l'UFCOM mette a concorso 54 concessioni
Biel-Bienne, 30.08.2007 - L'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) mette a concorso concessioni per l'emittenza in Svizzera di 41 programmi radiofonici locali-regionali su OUC e di 13 programmi televisivi regionali. Le candidature possono essere inoltrate fino al 5 dicembre 2007 e le concessioni saranno rilasciate dalla primavera del 2008 dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).

Ad inizio luglio 2007, il Consiglio federale ha definito le zone di copertura delle radio OUC e delle televisioni regionali con mandato di prestazioni e stabilito il numero di concessioni. Il prossimo 4 settembre, l'UFCOM metterà dunque a concorso concessioni per l'emittenza di 41 programmi radiofonici su OUC e di 13 programmi televisivi regionali. In base al nuovo ordinamento in materia radiotelevisiva, necessita di una concessione solo chi chiede una partecipazione al canone oppure intende utilizzare le frequenze, una risorsa limitata, a condizioni preferenziali. Per le restanti stazioni radiofoniche e televisive vige un semplice obbligo di notificazione.
Avete presente Cronache marziane di Ray Bradbury? Ecco, uno finisce inevitabilmente per provare certe sensazioni di straniamento quando viene a sapere che nell'Europa civile gli Stati regolano in questo modo, con la tranquilla applicazione di una legge chiara e ben definita, la nascita di nuove stazioni radio e televisive. Osservo en passent che in base alla normativa elvetica, gli imprenditori o le associazioni no profit che diventano titolari di licenza devono assolvere anche precisi obblighi di natura sindacale. Difficile che nella Svizzera del capitalismo sfrenato il lavoratore di una stazione radio possa recarsi al mattino in redazione e scoprire, come è accaduto recentemente a Milano ai colleghi di Radio MilanInter, che l'ufficio non c'è più e che le frequenze dell'emittente sono state cedute nottetempo in un'operazione che ha molto poco a che fare con il "mercato" e somiglia piuttosto alla lotta tra clan per il controllo dei bordelli più frequentati.
Così mi sono immaginato di partire per una difficile missione spaziale. Verso il remoto pianeta Svizzera...

Oggi, nella sua spavalda esplorazione dell'universo sconosciuto della Radio, l'astronave RP affronta un viaggio mai tentato prima. Quello verso il lontanissimo pianeta Svizzera. Lo so, è un'impresa disperata. La distanza che separa la mia abitazione milanese dal confine di Chiasso è siderale, saranno oltre 50 kilometri. Ma un po' di immaginazione e soprattutto il fedele terminale collegato alla psicoragnatela a Interpolazione di Positroni (IP), forse ci permetteranno di gettare per qualche fragile picosecondo lo sguardo sulla normativa che regola, sul pianeta Svizzera, la radiofonia. Si parte.
Ecco, già l'immaginazione e le terribili distorsioni psicodimensionali della rete IP cominciano a giocare brutti scherzi. Il sito dell'UFCOM, l'autorità garante del pianeta abitato dagli El-Veh-Tsi, è leggibilissimo, in italiano, francese e tedesco. Le numerose informazioni sono ordinatissime e vengono presentate attraverso una interfaccia elegante e razionale. Dev'essere proprio una illusione psico-ottica: se con il mio terminale positronico cerco di leggere qualcosa sui siti di Agcom o del Ministero delle comunicazioni tutto appare confuso e raffazzonato, come dev'essere. Non trovi un'informazione manco a pagarla. E solo Zort sa quanto abbiamo pagato per svilupparli, questi due siti.
Navigando per le pagine del sito el-veh-tico UFCOM, subito salta all'occhio una notizia recente, che chiaramente deve essere annoverata tra le illusioni che la velocità positronica induce, attraverso un subdolo delirio, nella mente del viaggiatore. Con la vista ormai annebbiata leggo che sul pianeta Svizzera viene bandita una Pubblica Gara. Il linguaggio burocratico è comprensibile e lineare, sicuramente un altro inganno:
Visti l’articolo 45 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV) e l’articolo 43 dell’ordinanza del 9 marzo 2007 sulla radiotelevisione (ORTV), l’UFCOM mette a concorso concessioni per l’emittenza in Svizzera di 41 programmi radiofonici locali–regionali su OUC e 13 programmi televisivi regionali. Le singole zone di copertura sono definite nell’allegato 1 all’ORTV (Emittenti radiofoniche con mandato di prestazioni; zone di copertura per la diffusione nella banda OUC) e nell’allegato 2 all’ORTV (Emittenti televisive regionali con partecipazione al canone; zone di copertura).
In totale vengono messe a concorso 54 concessioni per l’emittenza di programmi in base agli allegati 1 e 2 all’ORTV:
− 12 concessioni radiofoniche e 13 concessioni televisive per emittenti private con mandato di prestazioni e partecipazione al canone, conformemente all’articolo 38 capoverso 1 lettera a LRTV
− 9 concessioni per emittenti radiofoniche complementari e senza scopo di lucro con mandato di prestazioni e partecipazione al canone, conformemente all’articolo 38 capoverso 1 lettera b LRTV.
− 20 concessioni per emittenti radiofoniche private con mandato di prestazioni senza partecipazione al canone, conformemente all’articolo 43 capoverso 1 lettera a LRTV.
Cercando di farmi strada tra le percezioni illusorie e le scarne verità che emergono dall'analisi antipositronica del documento, vengo insomma a sapere che in Svizzera dovrebbero entrare in funzione 41 nuove stazioni FM, le OUC di questo avanzato pianeta a economia agricolo-bancaria. Le stazioni potranno trasmettere in tecnologia analogica o digitale. Dodici delle nuove stazioni saranno autorizzate a percepire una quota (in ogni caso mai superiore al 50% delle spese di esercizio) dei proventi dal canone radiotelevisivo versato dai cittadini (una tassa!!!!! sul pianeta Svizzera la pressione fiscale dev'essere più insopportabile della gravità, meno male che mi trovo qui, protetto nella mia impenetrabile capsula in lega di berlusconio-briator-bossite). Solo il sapiente intervento del mio software ermeneutico mi aiuta a capire che una percentuale di questo canone viene utilizzato in Svizzera a parziale copertura dei costi che le emittenti devono sostenere per coprire aree rurali e pubblicitariamente povere. Altre venti stazioni dovranno operare senza percepire quote di canone e infine nove saranno di tipo comunitario no-profit (ma con partecipazione al canone).
Scartabellando nell'ordinatissimo (ormai non mi frega più, so che l'ordine è solo fittizio) sito UFCOM, trovo una misteriosa tabella da cui mi sembra di intuire che ogni bacino locale-regionale in cui è diviso il pianeta Svizzera potrà ospitare solo un determinato numero di stazioni. Solo due stazioni, per esempio, potranno funzionare nella regione meridionale del pianeta, che gli abitanti chiamano T-tchi 'no. Un'altra tabella spiega dettagliatamente la morfologia di questi bacini di copertura, indicando anche i comuni che dovranno ricevere il segnale in FM/OUC. La totale assurdità di questo principio mi fa capire che anche questa, ahimè, è sicuramente una illusione. Le licenze, che verranno concesse per il periodo a partire dal 2008 scadranno nel 2019 e avranno quindi una durata di dodici anni. Quante cose possono succedere in dodici anni.
Quarantun nuove stazioni radio in un pianeta solo? Così, di colpo... "Mandateci le vostre richieste (clicca qui per i moduli), leggi i requisiti, gli obblighi e il regolamento (clicca qui, qui e qui) e noi valuteremo e assegneremo in base ai pochi articoli della LRTV e alla ORTV." Ma chi credono di infinocchiare questi El-veh-tsi? Tutti sanno che se uno vuole aprire una nuova stazione deve prima costringere quella vecchia a chiudere e a cedere gli impianti, di solito pagando diversi badalucchi di dindini. Al cambio, in Svizzera, farebbero più o meno cinque triliardi di Frahn-ki, ma quelli i soldi li ricevono pure. Leggete queste poche righe, ricordando sempre che la semplicità apparente può celare una oscura menzogna.
3.2. Diritti

3.2.1. Diritto d’accesso
Le concessioni per l’emittenza di programmi radiofonici conformemente all’articolo 38 capoverso 1 e all’articolo 43 capoverso 1 lettera a LRTV conferiscono al titolare un diritto d’accesso. Dato che nella gamma OUC le concessioni di radiocomunicazione non vengono messe a concorso ma attribuite in aggiunta alle concessioni per l’emittenza di programmi, il diritto d’accesso sfocia di fatto nel diritto a una concessione di radiocomunicazione. La concessione di radiocomunicazione autorizza l’emittente a diffondere il suo programma via etere in standard analogico su frequenze OUC nella zona di copertura definita nella concessione. Inoltre, gli garantisce la possibilità di diffondere il suo programma senza variazioni anche in standard digitale su frequenze OUC; i dettagli tecnici della trasmissione sono disciplinati nella concessione di radiocomunicazione.
Le concessioni per l’emittenza di programmi televisivi conformemente all’articolo 38 capoverso 1 lettera a LRTV conferiscono al titolare il diritto a diffondere il suo programma su linea nella zona di copertura a lui assegnata (art. 59 LRTV e art. 54 ORTV). Ove espressamente previsto dall’allegato 2 all’ORTV, il titolare della concessione ottiene anche il diritto di diffondere il suo programma via etere in standard digitale.

3.2.2. Partecipazione al canone
Le concessioni di cui all’articolo 38 capoverso 1 LRTV danno diritto a una partecipazione al canone definita per la corrispondente zona di copertura (cfr. tabella allegata). Non appena la decisione sulla concessione passa in giudicato, all’emittente viene versato al massimo l’80 per cento della partecipazione al canone annua al pro rata del periodo rimanente dell’anno in corso; in seguito, tale versamento viene effettuato all’inizio di ogni anno. Il pagamento del saldo avviene sempre dopo la verifica del consuntivo presentato dall’emittente (art. 42 cpv. 1 LRTV).
La partecipazione al canone annua di un’emittente non può superare il 50 per cento dei suoi costi d’esercizio. Per le emittenti televisive quest’importo può raggiungere al massimo il 70 per cento, se l’adempimento del mandato di prestazioni nella loro zona di copertura necessita di un onere particolarmente elevato. I valori massimi validi per le singole emittenti sono fissati nelle rispettive concessioni (cfr. tabella allegata).
Il Dipartimento riesamina di regola dopo cinque anni le partecipazioni al canone dell’emittente e se del caso le fissa nuovamente (art. 39 cpv. 2 ORTV).

3.3. Obblighi
Le concessioni prevedono l’obbligo di adempiere un mandato di prestazioni specifico in materia di programmi (art. 38 cpv. 1 e art. 43 cpv. 2 LRTV) e di pagare una tassa di concessione (art. 22 LRTV). Si applicano inoltre gli obblighi generali validi per le emittenti conformemente alla LRTV e all’ORTV (notifica dei cambiamenti, statistica, rendiconto, ecc.). In casi specifici è possibile che vengano previsti oneri riguardanti l’infrastruttura tecnica per la copertura della zona di diffusione attribuita.
Basta, è giunto il momento di tornare, le finestre psico-temporali si stanno chiudendo. Addio pianeta Svizzera, ti lascio alla tua radiofonia impossibile.