Visualizzazione post con etichetta low power AM. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta low power AM. Mostra tutti i post

21 gennaio 2016

Onde medie: le regole ci sono e tutelano l'emittenza no profit e formativa!

Il 21 gennaio del 2016 entra nella storia della radiofonia italiana. Con sorprendente rapidità, AGCOM ha elaborato il testo che regola le autorizzazioni a trasmettere, in modulazione d'ampiezza o con tecniche digitali), anche sulle frequenze delle onde medie. Il documento è apparso da pochi minuti sul sito di AGCOM, e Giorgio Marsiglio - l'esperto giuridico che in pratica ha reso possibile, dopo decenni, la nuova apertura dell'etere italiano a soggetti privati - se n'è accorto subito. Un suo commento seguirà prossimamente ma da quello che mi sembra di capire, AGCOM ha dato spazio alla richiesta che arriva dai nuovi entranti e dalle emittenti a carattere comunitario, universitario e no profit. I nomi del prof. Tiziano Bonini (Università IULM) e  il mio sono inclusi nel documento raggiungibile da questo indirizzo, insieme a quelli di coloro che hanno espresso i loro desiderata durante la fase consultiva pubblica.

[...] AVUTO RIGUARDO ai contributi pervenuti in sede di consultazione e alle osservazioni formulate nel corso delle audizioni dei soggetti interessati, che hanno dato luogo, in sintesi, a quanto segue:
1. Prevedere nel regolamento che le frequenze in onde medie a modulazione di ampiezza (AM) ovvero mediante altre tecnologie innovative, siano destinate ad operatori, nuovi entranti o già presenti sul mercato, per lo svolgimento di attività radiofonica in piccoli bacini territoriali (radio di quartiere, comuni), mediante l’utilizzo di sistemi radianti ridotti e con bassa potenza di emissione (in questo senso i partecipanti hanno fornito specificazioni tecniche circa l’estensione dei bacini, la potenza degli impianti, i tipi di antenna, la percentuale di modulazione).
2. Possibilità di assegnare le frequenze in onde medie a modulazione di ampiezza (AM) ovvero mediante altre tecnologie innovative alle radio a carattere comunitario, a organizzazioni senza scopo di lucro, a istituti Universitari o equiparati per fini esclusivamente didattici, con agevolazioni sia economiche (riduzione dei contribuiti)
che amministrative.
3. Nell’ambito della selezione di cui all’articolo 5 del regolamento, prevedere una ridistribuzione dei punteggi assegnabili, favorendo la posizione dei soggetti nuovi entranti e riducendo il peso della voce potenzialità economica del soggetto richiedente;  [link diretto al documento]


L'ultimo passo di questo iter prevede che il Ministero dello Sviluppo Ecoomico individui le frequenze che possono essere assegnate anche in base alle normative internazionali, considerando che in particolare nelle ore notturne, il segnale diffuso in onde medie può dar luogo a interferenze anche a distanze cospicue. Al comma 2 dell'articolo 4 del regolamento, si legge che le frequenze dovrebbero essere annunciate entro i prossimi due mesi. In quel momento, i soggetti interessati avranno 30 giorni di tempo per sottopporre le loro richieste di autorizzazione. 
La selezione comparativa, precisa il testo della nuova normativa, avverrà in base ai seguenti punti:

a. qualità del progetto di impiego della risorsa radioelettrica (totale massimo 40 punti), tenendo conto dei seguenti parametri:
- tempi di realizzazione della singola stazione/rete;
- estensione territoriale della copertura;
- innovazione tecnologica della singola stazione/rete,
- utilizzo di tecnologie digitali;
- quantità e varietà della programmazione da veicolare, con particolare riferimento ai contenuti aventi finalità sociale o di pubblica utilità.
b. piano di investimenti previsto per realizzazione del progetto di impiego della risorsa radioelettrica (totale massimo 25 punti);
c. soggetto nuovo entrante (25 punti).
d. potenzialità economica del soggetto richiedente (totale massimo 10 punti).

10 gennaio 2016

Volete trasmettere in onde medie? Prima, leggete qui

L'instancabile Giorgio Marsiglio ha appena diffuso un breve documento che fa ulteriore chiarezza sullo stato dell'arte della normativa che ha aperto le porte anche in Italia alla trasmissione in modulazione d'ampiezza in onde medie da parte di privati. Il documento, che aggiorna e amplia il vademecum che Giorgio ha rilasciato tempo fa, è disponibile qui:


In sostanza il nostro esperto giurista invita chi intende attivare una trasmissione AM in onde medie a esercitare una certa cautela nell'attesa che AGCOM pubblichi il regolamento definitivo. Marsiglio ricorda per esempio a chi sta già trasmettendo, magari dopo aver inviato al Ministero dello Sviluppo Economico una regolare dichiarazione "SCIA" (segnalazione certificata di inizio attività), a rispettare il più possibile il limite della copertura locale del proprio segnale, impegnando quindi potenze molto basse, soprattutto in ore serali o notturne. Scrive Marsiglio al punto e) del suo nuovo documento: 

è assolutamente fondamentale che si rispetti il criterio dell’ambito locale, evitando quindi di cedere alla tentazione di alzare la potenza del proprio trasmettitore per il gusto di ricevere un rapporto di ricezione da paesi lontani o, più semplicemente, per essere ascoltati anche al di fuori del proprio bacino d’utenza: SE COSI’ NON SI FACESSE, SI RISCHIEREBBE IL SEQUESTRO DEGLI IMPIANTI E LA DENUNCIA PENALE;

Anche quando AGCOM rilascerà il suo regolamento sul futuro regime di concessione, aggiunge però lo studioso (punti h, l))

tutti (anche coloro che stanno già trasmettendo), dovranno richiedere anche la concessione;
[...]siccome il futuro regolamento non potrà modificare le norme di legge (contenute nel Codice delle comunicazioni elettroniche o nel TUSMAR), coloro che potranno richiedere tanto l’autorizzazione che la concessione per le trasmissioni in ambito locale saranno solamente i seguenti soggetti a carattere collettivo (indicati a pag. 8 del paragrafo 7 del mio vademecum):
• società di persone o di capitali o di società cooperativa che impieghi almeno due dipendenti in regola con le vigenti disposizioni in materia previdenziale (se si tratta di un’emittente di radiodiffusione sonora in ambito locale a carattere commerciale);
• associazione riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o cooperativa priva di scopo di lucro (se si tratta di un’emittente di radiodiffusione sonora a carattere comunitario);

Per chi sta trasmettendo già oggi, precisa inoltra Marsiglio riferendosi alle numerose stazioni che stanno effettuando diverse "sperimentazioni" in tutta Italia, non è affatto certo che una eventuale concessione rilasciata regolamento AGCOM alla mano autorizzi l'uso delle frequenze attualmente impegnate: in un regime di autorizzazione vero (come quello che si sta delineando per le onde medie) le frequenze vengono assegnate dal concessore, non scelte arbitrariamente dal concessionario. E conclude: «chi già trasmette continui a farlo (questo, naturalmente, solo se ha già presentato la SCIA volta al conseguimento dell’autorizzazione generale, forte del motto "Quando si tratta di radiodiffusione: pirati forse, clandestini mai!")».


07 gennaio 2016

Onde medie: Francia e Germania spengono, l'Olanda va verso il low power AM.

Grande sensazione, nell'ormai sparuta truppa di appassionati di ricezione di segnali radio lontani, per un capodanno all'insegna delle chiusura di alcuni grandi impianti in onde medie in Francia, Germania e Lussemburgo. Diverse frequenze sono diventate di colpo semi-libere, nel senso che essendo occupate da trasmettitori più deboli offrono maggiori chance di ricezione - sia in isofrequenza, sia sui canali adiacenti - di stazioni molto più distanti. Se quei pochi "DXer" si dicono tutto sommato contenti (non è così per i loro colleghi dall'altra parte dell'Atlantico, che davano la caccia proprio alle emittenti che in Europa erano considerate interferenti), i nostalgici del passato non sono per niente contenti della lenta agonia del primo medium radiofonico conosciuto (molte delle stazioni di cui stiamo parlando erano in funzione da decine e decine d'anni). Per alcuni le onde medie continuano a offrire una valida alternativa ai limiti della modulazione di frequenza, in particolare la possibilità di coprire bacini piuttosto ampi con la stessa antenna, ma anche l'inconfondibile sound ovattato ma pieno della modulazione d'ampiezza. Per la stragrande maggioranza degli ascoltatori nelle aree fortemente urbanizzate, purtroppo, non è più così: le frequenze delle onde medie sono immerse in un brodo di rumore elettrico che rischia di compromettere anche la ricezione delle potenze più significative. 
Questo non significa che per le onde medie non si debba immaginare un futuro diverso, magari più aperto alle iniziative no profit. Il modello diffusivo della radio "broadcast" - contrapposto alla geometria one-to-one della radio via Internet - è ancora molto efficace in termini di costo/contatto (per non parlare della facilità e dei costi bassi lato ricezione) e proprio il crescente disinteresse per le frequenze delle onde medie da parte dei grossi gruppi editoriali pubblici o privati che siano apre nuove prospettive di accesso per associazioni, istituzioni locali, scuole, ospedali, carceri, rappresentanti del terzo settore. Tutti soggetti oggi tagliati fuori da un etere FM sovraffollato e privo di una effettiva pianificazione. Sappiamo che Agcom, in seguito all'approvazione di una normativa che ha di fatto messo ufficialmente la parola fine sul monopolio RAI sulle onde medie, ha lanciato una consultazione rivolta ai potenziali "nuovi entranti". Ma purtroppo sappiamo anche che in Italia certi iter rischiano di durare anni, senza che si arrivi tempestivamente a regolamentazioni sensate. E nel frattempo quello che continuo a vedere monitorando le diverse iniziative sperimentali attivate sulle frequenze un tempo occupate dalle cosiddette "powehouse" europee è che - a parte qualche eccezione - il potenziale delle onde medie italiane si esaurisce con il solito loop di musica easy listening inframmezzati da scarni annunci di identificazione. La progettualità espressa quelli che dopotutto potrebbero essere i primi nuovi editori radiofonici autorizzati da 40 anni a questa parte si esaurisce al momento nel tipico approccio del "segnaposto": intanto trasmetto qualche nota, poi si vedrà. Niente di male, per carità, ma quali sarebbero le concrete prospettive delle eventuali future stazioni regolari? Nessuno lo sa: gli sperimentatori sono tutti impegnati a ripescare vecchi jingle, playlist obsolete, in una mera ripetizione del vecchio spirito di "pionieri dell'FM" che nel frattempo hanno in molti casi superato i 60 anni. Anche in questo stiamo diventando una nazione dal futuro a termine. L'ultima stazione che ho ascoltato qui a Milano città è l'emittente MusicTime, attiva probabilmente dalla cintura est del milanese, che guarda caso ha atteso il 1 gennaio 2016 per occupare i 1377 kHz lasciati liberi dalla Francia. Roberto Scaglione e Antonello Napolitano hanno censito su Ondemedieitalia.it una cinquantina di altre stazioni, alcune presenti on-air solo irregolarmente.
Intanto anche dall'Olanda arriva la notizia di una possibile apertura al Low Power AM da parte del regolatore Agentschaptelecom. Con l'avvicinarsi del limite dell'ultima estensione del regime di licenza per le onde medie, rinnovato per sei anni nel 2011, l'agenzia ha diffuso un questionario per vagliare l'opportunità di istituire una nuova classe di autorizzazioni, anche a fronte del numero sempre più ridotto di organizzazioni interessate a trasmettere in onde medie in modo convenzionale e ad alta potenza. Una licenza per stazioni a potenza molto più bassa, da autorizzare in tempi molto più rapidi e senza particolari vincoli, su una base "first come, first served". In particolare i nuovi titolari di una licenza AM non saranno tenuti ad avviare in parallelo le trasmissioni in DAB+, un vincolo pensato a suo tempo per eventuali normative di switchoff dell'analogico. In compenso potrebbero scegliere di trasmettere direttamente in digitale in onde medie. Il termine di presentazione delle risposte al questionario era l'11 dicembre scorso. Vedrete che in Olanda cominceranno a rilasciare nuove licenze quando qui saremmo ancora in fase di attenta valutazione.

08 novembre 2015

Licenze onde medie: RP partecipa alla consultazione Agcom

Aldo Fontanarosa su Repubblica scomoda Antonio de Curtis in arte Totò, scomparso mezzo secolo fa, per celebrare il "ritorno della radio" per giunta a onde medie. Fonte della leggenda sul Totò radioascoltatore notturno è lo stesso Principe della risata, a colloquio con un altro mostro sacro, Oriana Fallaci. In un'intervista del 1963 Totò raccontava:

«Nulla e tante cose. Ora le spiego. La servitù va a dormire alle 11. Franca, mia moglie, resta con me fino alle 2: mi parla, mi legge i giornali perché come lei sa io son mezzo cieco... Poi anche lei va a dormire e io resto solo. Giro per la casa, sto seduto, penso, io penso molto, mi affaccio alla finestra, vado in cucina a controllare che il gas sia chiuso, che le valvole della luce elettrica siano a posto, spengo le cicche perché ho sempre paura dell’incendio, vuoto i portacenere perché non sopporto l’odore delle cicche... E poi, siccome ho una radio che prende tutte le stazioni e in più la radio marina, mi metto lì e mi sento tutti i discorsi che si fanno le navi, i telegrammi dei pescherecci, «Partito da Gibilterra, caricato 6 quintali di banane», e ci trovo l’ alba. Ridicolo, eh? Una scena da uomo ridicolo.»

Torniamo insomma a parlare di una radio favolistica e fasulla, che come viene raccontata non esiste più, che alla maggior parte di noi risulterebbe comprensibile come la diligenza al posto del treno a levitazione magnetica: in mancanza di meglio la diligenza a qualcosa serviva, ma nessuno si sognerebbe mai di ripristinarla su larga scala. Insomma una radio che suona patetica e ridicola, proprio come il Totò narrato da Totò.
La faccenda del presunto "ritorno" delle onde medie in Italia desta le stesse perplessità. L'articolo di Aldo nel suo svolgimento successivo è ottimo e ben documentato. Soprattutto dà il giusto merito a Giorgio Marsiglio, l'esperto di normative che con le sue richieste in sede europea ha di fatto scatenato un iter che ha portato al recepimento, in Italia, di regole che sanciscono la fine del monopolio della RAI sulle medie. Fontanarosa cita le numerose (non così tante però) emittenti che negli ultimi due o tre anni hanno trasmesso  in assenza di autorizzazione e il suo pezzo parla persino dei problemi di ricezione legati ai rumori elettrici. Dice anche che in Italia Radio RAI dispone ancora di 12 impianti, ma non si dice che questi impianti verranno sicuramente spenti, più prima che poi. Non si fa parola di un declino massiccio, della Germania e della Francia che cancellano i loro impianti AM, del Nord Europa che li ha spenti da anni, della Russia che di colpo abbandona onde medie e corte, delle 5 mila stazioni AM americane che soffrono per mancanza di ascolti e sponsor pubblicitari, che vogliono chiudere o migrare in fm.
Del resto non è colpa di Fontanarosa. La bozza di regolamentazione su cui pochi giorni fa Agcom ha aperto la consultazione, a proposito di licenze parla soltanto di investimenti, di progetti di ampio respiro, di tecniche (digitali) alternative. Peccato che ovunque nel mondo enti pubblici e operatori commerciali abbandonano la modulazione d'ampiezza mentre le famose modulazioni numeriche  sono ferme al palo dal giorno zero (HD Radio negli USA) o nate quasi morte (il DRM europeo). Quest'ultimo non è mai andato al di là di qualche modulatore venduto (con un po' di marketing lubrificante) dai veri inventori dello standard: le aziende che ancora costruiscono trasmettitori per le onde medie. Ricevitori commerciali DRM non ne esistono, di componentistica ce n'è più che altro nei data sheet e le varie "sperimentazioni" sono finite, nella generale indifferenza, da anni. I fautori del DRM si attaccano ai nuovi trasmettitori acquistati da All India Radio per ammodernare la rete AM, ma anche in India sono state mosse critiche a una tecnologia che tuttora non può contare su un mercato di ricevitori a basso costo in grado di soddisfare le richieste di decine di milioni di ascoltatori.
A mio parere rimane, per le onde medie, un unico spazio di opportunità e Agcom lo ha drammaticamente ignorato. Le nuove licenze si devono vendere (a caro prezzo?), punto. Nessuno sembra prendere in considerazione  l'idea di spalancare le onde medie al mondo dell'attivismo, dell'emittenza comunitaria e associativa, della cultura. Tiziano Bonini, docente allo IULM, e grande studioso dei modello dei broadcaster pubblici, di financing e economia partecipativa, l'altro giorno mi ha scritto: «come possiamo fare per convincere Agcom a lasciare gratuitamente una frequenza AM a disposizione delle università e del terzo settore?». Io gli ho risposto che mi sembra velleitario puntare tutto sul presunto valore commerciale delle onde medie (valore in cui non crede più nessuno) e non pensarle invece come un possibile laboratorio di sperimentazione e come piattaforma aperta allo scambio di idee e alla diffusione di contenuti, per la visibilità di tante iniziative che potrebbero sfruttare una radiofonia su scala locale. Pensiamo ai gruppi etnici nelle città, alle associazioni di volontariato, alle scuole inferiori, ai teatri, ai musei, ai siti archeologici, alla miriade di realtà che potrebbero occupare l'etere, così come hanno fatto col Web, ma con una tecnologia più leggera e a costo molto contenuto, sia per chi trasmette, sia per chi riceve. 
Alla fine con Tiziano si è deciso di partecipare, con tutte queste considerazioni, alla consultazione promossa da Agcom sul tema della regolamentazione dell'accesso alle onde medie. Abbiamo unito anche i riferimenti ad alcuni esempi di regolamentazione delle licenze di tipo comunitario vigente in nazioni come il Regno Unito, Gli Stati Uniti, la stessa Svizzera (così avanti sul piano della radio digitale DAB+). Vediamo come andrà a finire. Intanto, chi voglia approfondire sulle modalità di concessione non commerciale di frequenze AM, FM e persino DAB può guardare, per esempio qui:

USA

The Local Community Radio Act is an act of broadcast law in the United States, explicitly authorizing the Federal Communications Commission (FCC) to license local low-power broadcasting in the FM broadcast band (LPFM). After five years and four versions, it passed the U.S. Congress in 2010, granting equal protection to community radio stations with regard to translator and booster stations. All three types of stations remain secondary to full-power radio stations, which are typically owned by major corporations and nonprofits. (Previously, this second-class status was only a part of FCC regulation, rather than law.) 

The Local Community Radio Act of 2010 (based upon legislation originally introduced in 2005) was signed into law by President Barack Obama on January 4, 2011 as Pub.L. 111–371, after passage in the House on December 17, 2010, and the U.S. Senate on December 18, 2010. In a statement after the bill became law, Federal Communications Commission Chair Julius Genachowski said, "Low power FM stations are small, but they make a giant contribution to local community programming. This important law eliminates the unnecessary restrictions that kept these local stations off the air in cities and towns across the country." The Act states the following: The Federal Communications Commission, when licensing new FM translator stations, FM booster stations, and low-power FM stations, shall ensure that-- (1) licenses are available to FM translator stations, FM booster stations, and low-power FM stations; (2) such decisions are made based on the needs of the local community; and (3) FM translator stations, FM booster stations, and low-power FM stations remain equal in status and secondary to existing and modified full-service FM stations. In General- The Federal Communications Commission shall modify its rules to eliminate third-adjacent minimum distance separation requirements between-- (1) low-power FM stations; and (2) full-service FM stations, FM translator stations, and FM booster stations.

UK


6.2 There are three types of long term restricted service licence (RSL).
• Low-powered AM (LPAM) licences are available throughout the UK, except within the area enclosed by the M25 London orbital motorway, and allow for freely-radiating transmission on the AM waveband at a usual maximum radiated power of up to 1 watt.
• Low-powered FM (LPFM) licences are generally available in pre-defined, sparsely populated, areas of England, Wales and Scotland (see map at Annex 1). At Ofcom’s discretion FM may also be available in areas where there has been no short-term RSL (SRSL) activity over a long period (normally three years or more). LPFMs allow for freely-radiating transmission on the FM (VHF) waveband at a usual maximum radiated power of 50 mW, however up to 500 mW of radiated power may be available depending on the coverage required. (This will be considered on a case by case basis. See paragraphs 6.5 and 10.2 for further information.)
• Induction loop (IL) licences are available throughout the UK, and allow for limited coverage, usually within selected buildings only, on the AM waveband.

Svizzera



19 febbraio 2015

Licenze in onde medie: è arrivato il momento di farsi sentire

Ricevo da Giorgio Marsiglio un commento relativo alla proposta di variazione che il Governo, su mandato europeo, dovrebbe apportare alla normativa che regola l'assegnazione delle frequenze broadcast in Italia. Nella proposta

c'è una esplicita, anche se parziale apertura alla possibilità di assegnare licenze nello spettro delle onde medie, includendo le richieste da parte di nuovi entranti.
Ecco il commento di Giorgio, che con le sue iniziative e interrogazioni presso gli organi europei ha sicuramente influito su questi cambiamenti del quadro normativo.

«Su quella che è senz’altro un’apertura, sia pur timida, delle onde medie a privati possiamo intanto
osservare quanto segue:

• le onde medie vengono ancora considerate una risorsa scarsa, per utilizzare le quali sarà necessario 
partecipare ad una gara per ottenere la concessione in uso di una frequenza

• beneficiari potranno essere anche (ma non esclusivamente) i soggetti nuovi entranti

• non viene fatta distinzione tra tecnica analogica e tecnica digitale

• permane un occhio di riguardo verso la RAI, nonostante il progressivo abbandono delle onde medie da 
parte della stessa

• manca una data entro la quale l’AGCOM dovrà fissare i criteri e le modalità di assegnazione.

Adesso la proposta governativa, dopo il parere della conferenza Stato-Regioni, dovrà affrontare il  percorso parlamentare, lungo il quale sarà necessario vigilare e, per chi potrà farlo, intervenire per ottenere qualche miglioramento e, soprattutto, una data certa per l’ingresso dei soggetti privati nelle onde medie. 
E’ il momento di far sentire la propria voce, sia in Parlamento che presso i mezzi di comunicazione.
Una cosa comunque è sicura: chi già trasmette continui a farlo!»

Personalmente sono molto d'accordo con queste esortazioni, sarebbe ora di farsi sentire con progetti editoriali concreti, che coinvolgano anche l'associazionismo, il volontariato, gli istituti scolastici superiori. I pionieri della liberalizzazione delle onde medie che hanno acceso i primi "timidi" impianti in questi anni, hanno dato un contributo fondamentale, ma adesso è arrivato il momento di dare qualche prova in più della validità delle loro intenzioni. Purtroppo il contesto economico non è dei più indicati per nuove iniziative nel campo, siano esse commerciali o no profit. Ma le onde medie restano una ottima opportunità per dar vita a contenuti e servizi innovativi e comunitari. Vedrei bene in prima linea le università italiane: che cosa aspettano le Web radio di ateneo ad attivarsi?

05 gennaio 2014

Vahon Radio 1566: direttamente dall'Olanda un modello di radiofonia associativa in onde medie

Una piccola stazione locale olandese in onde medie ci offre moltissimi spunti di riflessione, sia a proposito del diversificato panorama mediatico dei Paesi Baesi (permeato da una profonda attenzione nei confronti del sociale e della multiculturalità), sia sul sottile fascino dell'ascolto dei segnali radio a lunga distanza e dei suoi infiniti risvolti tecnici. Vahon Radio (l'acronimo corrisponde alla Vereniging Algemeen Hindoe Onderwijs Nederland, una associazione educativa della vasta comunità industana residente in Olanda e nella sua ex colonia di Suriname) diffondeva dal 2008 in modulazione di frequenza sulla rete via cavo di Den Haag (L'Aia). Qualche anno dopo, nel 2012, il regolatore olandese Agentschap Telecom autorizza Vahon FM a trasmettere anche via etere, attraverso un impianto a bassa potenza sulle onde medie. La realizzazione tecnica dell'impianto tra l'altro viene affidata dai fondatori a una associazione radioamatoriale, Veron, creata per la sperimentazione in campo radiantistico!  
La frequenza originaria di Vahon Radio corrispondeva ai 1557 kHz, ancora oggi dominata dal potente trasmettitore di Nizza di France Bleu. La distanza tra Francia e Olanda sembra notevole, ma non bisogna dimenticare che dopo il tramonto le onde medie viaggiano molto lontano: nemmeno i due moduli da 500 Watt del moderno trasmettitore Nautel di Vahon possono evitare forti interferenze. Così Vahon torna a negoziare una frequenza diversa e il regolatore decide di assegnare, a titolo sperimentale, i 1566 kHz, accordando ai responsabili tecnici della piccola emittente un periodo di quattro mesi, fino al marzo 2014. Al termine verrà fatto un bilancio e valutato il da farsi. 
Lo spostamento di 9 kHz verso il basso ha aperto una inattesa finestra di opportunità per l'ascolto di Vahon Radio anche qui in Italia. Approfittando di qualche giorno trascorso in Liguria per il Capodanno, sono riuscito a registrare sui 1566 kHz i minuti necessari per stilare un rapporto di ricezione. Qui su AudioBoo ho caricato un frammento del programma ascoltato all'una di notte, con una chiara identificazione tra un brano di musica etnica e l'altro. Come si può sentire, la rapida evanescenza sommerge quasi subito il segnale olandese in un brodo in cui si può distinguere una musichetta greca e del pop.



Dalle nostre parti interferenze su 1566 a questa distanza non sono poche. Molto forte è per esempio una emittente non autorizzata greca, probabilmente dall'area di Salonicco. Non mancano poi due stazioni locali britanniche, una delle quali, la BBC, tende a dominare quando i segnali tendono a provenire da nordovest. Il canale viene utilizzato anche per le nuove iniziative italiane (purtroppo non tutte "regolari") di stazioni low power a modulazione di ampiezza, come la vicentina Radio Kolbe. Occorre in altre parole una antenna direttiva e in grado di attenuare la propria sensibilità verso i segnali che provengono, come quello greco, da una direzione opposta ma disposta lungo lo stesso asse.
Quel che conta, tuttavia - anche alla luce della recente indagine promossa dalla nostra AGCOM tra i potenziali interessati all'uso delle frequenze in modulazione di ampiezza - è che grazie a una illuminata gestione dello spettro radiofonico come bene collettivo e a un modesto impianto che consiste in un trasmettitore da 1000 Watt e una antenna a T alta 27 metri e lunga 30, la comunità indiana olandese può disporre di un valido strumento di diffusione della propria cultura, anche musicale. Davvero un bel modello da prendere ad esempio pensando alle tante comunità di migranti che arricchiscono le nostre città contribuendo a costruire un'Italia diversa, con tante necessità informative, educative e culturali in più. Forse gli amici di AGCOM possono studiare la relazione tecnica con cui il regolatore nei Paesi Bassi ha autorizzato la diffusione in onde medie di Vahon, particolarmente istruttivi sono i grafici del documento che ho trovato sul sito della Agentschap. 
Questa qui è la cartolina QSL (rigorosamente in formato pdf "do-it-yourself", da stampare piegare e incollare!) che il verificatore ufficiale di Vahon, Koos Wijnants (membro dello storico Benelux DX Club), mi ha prontamente spedito a stretto giro di e-mail. 



22 settembre 2013

Norvegia, tra nostalgia e progettività. Nuovi test per la stazione hobbystica in AM LKB/LLE.

Dopo analoghi casi in Finlandia e Germania, anche in Norvegia, la nazione che si appresta a spegnere definitivamente le radioemittenti analogiche, FM compresa, per passare alla radio digitale, parte un progetto di radiofonia in onde corte a bassa potenza. L'origine del progetto è hobbystica e radioamatoriale, ed è basata credo in parte sull'uso di impianti vintage appartenuti alla stazione in onde medie e lunghe di Bergen della NRK, l'ente di stato norvegese, trasformato in un museo dal locale club di radioamatori.
L'anno scorso erano state effettuate delle trasmissioni sperimentali celebrative su 1314 kHz (frequenza usata non da Bergen ma da un potente impianto che copriva la Norvegia e il nord Europa anni fa). Ora però sembra che intorno alla stazione che ancora viene designata dalla storica sigla LKB, possa nascere un progetto più articolato. Svenn Martinsen, appassionato di radio pirata e organizzatore della Web radio  Northern Star in collaborazione con l'associazione Foreningen Bergen Kringkaster, avrebbe finalmente ottenuto (dopo una richiesta inoltrata già nel 2009) dalle autorità norvegesi una licenza "test e sviluppo" che consente al club di operare con un trasmettitore in onde medie e uno in onde corte.
Gli ultimi due mercoledì, l'11 e 18 settembre, sono stati svolti i primi test su 1314 kHz e 5895, con potenze molto basse, tra i 50 e gli 80 watt. Il primo test, in voce e musica, su 5895 non ero riuscito ad ascoltarlo, ma l'altro ieri, anche grazie alla tempestiva segnalazione di Chris Diemoz, ho ascoltato il segnale da Bergen, modulato in USB. La trasmissione consisteva nella semplice ripetizione del nominativo dei due impianti LKB/LLE-2 e 3 in codice Morse, isentificazione che faceva seguitonalla tipica chiamata generale delle stazioni telegrafiche, la serie "VVV" ripetuta tre volte.
Ecco un campione del segnale di LKB/LLE su 5895 ricevuto a Milano con un semplice portatile. La chiamata Morse si distingue abbastanza bene, ("vvv de lkb/lle"):



Secondo Martinsen le prove di LKB dovrebbero preludere al lancio di una stazione più regolare, anche se non sono chiari le possibili tempistiche e la regolarità delle future trasmissioni. La finnica Scandinavian Weekend Radio per esempio trasmette ogni primo sabato del mese. Probabilmente ci saranno altri test e bisognerà anche fare maggiore chiarezza sulla reale provenienza di questi segnali. Molto probabilmente le prove su 5895 sono state effettuate con un impianto che era stato utilizzato lo scorso anno per un analogo esperimento effettuato in Svezia, a Deslbo, 350 chilometri a nordest di Stoccolma, per una riunione di appassionati della radio. In quella occasione, dal 1 al 3 giugno 2012 aveva trasmesso, con una licenza temporanea, Radio Dellen International. Non si può escludere che per i test di LKB siano stati utilizzati la stessa location svedese o quanto meno lo stesso apparato.
Tutte queste attività dimostrano sicuramente il forte attaccamento alla radio ancora vivo nella comunità dei radioamatori e degli ascoltatori delle emittenti internazionali. C'è anche da aggiungere la sensazione positiva sulla disponibilità dimostrata dalle varie authority nazionali, che sembrano aperte a discutere la possibilità di aprire a un uso più generalizzato frequenze che erano un tempo appannaggio di grosse emittenti pubbliche, o addirittura di servizi di comunicazione non broadcast. Come hobbysta non posso non essere emozionato di fronte a queste nuove opportunità di dare la caccia a segnali deboli, comunque non facili da captare.
Un'altra parte di me, quella ancora convinta delle straordinarie potenzialità del mezzo radiofonico in generale e di porzioni di spettro ormai dimenticate come le onde medie e corte in particolare, si sente invece un po' perplessa. Le frequenze che un tempo erano dominate da numerosi grandi e piccoli broadcaster, emittenti religiose, locali e clandestine, oggi vede la presenza di qualche grande nazione, di alcuni organismi religiosi, una manciata di emittenti regionali o locali di nazioni in via di sviluppo e infine una pletora di programmi che vengono diffusi da enti, associazioni, partiti e gruppi che affittano la loro capacità trasmissiva da società commerciali non più pubbliche. Poi ci sono le stazioni non autorizzate, pirata, che sono sempre molto divertenti ma si comportano sempre più come i radioamatori con licenza, comunicando via Internet con i loro ascoltatori e spesso spostando la frequenze delle loro saltuarie trasmissioni in modo da favorire certe aree di ascolto sulla base delle indicazioni ricevute in tempo reale. Ripeto, tutto molto divertente e stimolante, anche perché si tratta di stazioni che usano livelli di potenza molto bassi e ascoltarle a grande distanza può essere un'impresa.
Fa molto piacere assistere al moltiplicarsi di iniziative che cercano di uscire dalla sfera della non ufficialità o della palese violazione delle leggi vigenti e conquistare una certa regolarità. Ma sarebbe bello se ci fosse una maggiore progettualità, che il modello non debba continuare per forza a essere quello della stazione pirata musicale. Lo stesso discorso vale per esempio per le varie stazioni locali in onde medie che in questi ultimi due o tre anni hanno effettuato o stanno effettuando i loro test in Italia. La situazione è più o meno la stessa: in Italia le onde medie non sono mai state autorizzate fuori dal contesto dell'ente pubblico RAI e invece proprio nelle onde medie potrebbe esserci molto spazio per associazioni, scuole, enti no profit, pubbliche amministrazioni locali. Parliamo di stazioni a bassa potenza in grado di coprire un bacino d'ascolto limitato, ma il concetto di "nicchia" dovrebbe essere solo geografico. La radiofonia è capace di portare avanti discorsi molto complessi, di impattare su aspetti sociali importanti, sulla vita dei centri urbani, delle periferie, delle persone. Io oso ancora sperare che da tutti questi esperimenti di natura hobbystica possa emergere un fenomeno molto più esteso, contenuti che valga davvero la pena di seguire, possibilmente in chiave partecipativa.

04 settembre 2013

Operatori delle onde medie, uscite allo scoperto!

Una cortese risposta via mail di un responsabile del sito Radiobops.net sottolinea come le trasmissioni su 1386 kHz in onda media "non sono autorizzate" da Radio Bops, la quale - secondo lo stesso messaggio - è solo «una piccola e amatoriale web-radio per puro piacere personale in via di sperimentazione, che dal 1 gennaio 2014 dovrebbe avere una regolare programmazione con contenuti informativi prettamente musicali in diverse lingue.» Faccio comunque i miei auguri a questa iniziativa, devo essere stato tratto in inganno dalla scritta "AM radio broadcast" che compare sulla home page dello stesso sito. In uno dei commenti al mio post di ieri leggo anche la segnalazione di una nuova emittente religiosa, ascoltata su 1368 kHz nell'area a est di Napoli, che annunciava un numero telefonico con un prefisso siciliano. Arriva anche la conferma della riattivazione dei 1404, funzionante solo nelle ore diurne su scala molto locale.
Intendiamoci, capisco perfettamente la necessità, per tutti gli sperimentatori di queste trasmissioni in AM, di mantenere un certo riserbo su un tipo di attività radiofonico che non è ancora stata ufficialmente regolamentata nei confronti degli operatori privati, commerciali o no profit che siano. Prima dell'interessamento manifestato da Agcom verso un'azione normativa (vedi la notizia della pubblica consultazione aperta alle proposte di impiego dello spettro broadcast inferiore ai 30 MHz, lanciata qualche mese fa), ricordo che c'era stata un'altra iniziativa, questa volta sanzionatoria, da parte dell'ufficio Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico. Il quale aveva inviato a questi sperimentatori lettere molto esplicite, invitandoli a cessare ogni attività trasmissiva su frequenze non autorizzate.
Forse però se dietro le stazioni locali che stanno in questo periodo popolando i canali apparentemente sempre più liberi delle onde medie c'è una vera progettualità, mi aspetto anche che i vari imprenditori, editori, associazioni, vengano allo scoperto, facendo valere le loro buone intenzioni e chiedendo all'Autorità e al governo di accelerare un processo di chiarificazione e definizione delle regole. Sono assolutamente convinto della validità del concetto di licenza "low power" anche in modulazione di ampiezza, in onde medie e corte, e credo che possa servire ad aprire spazi inattesi per un gran numero di operatori nuovi entranti e per i loro potenziali ascoltatori. Bisogna certo evitare il rischio di vedersi comminare multe e sanzioni serie, ma a mio parere è indispensabile dare maggiore concretezza a un fenomeno che non dovrebbe limitarsi al "fringe" e al semi-clandestino.

03 settembre 2013

Radio Bops, nuova arrivata sulle onde medie locali

Identificata la stazione low power che da qualche giorno sta effettuando test sulla frequenza di 1386 kHz nelle onde medie, con eccellente modulazione. Dovrebbe trattarsi, grazie a una segnalazione pervenuta tra i commenti in calce al precedente post, di Radio Bops. La stazione dispone di una pagina Web con live streaming e di una pagina Facebook. A giudicare dalla registrazione del dominio l'emittente potrebbe essere operativa dall'area di Como, ma una prima valutazione della direzionalità del segnale mi aveva fatto pensare anche a Bergamo. In ogni caso la modulazione è davvero professionale (la fotografia del profilo Facebook del resto vanta un bellissimo primo piano di un processore audio Optimod-AM della Orban) e la frequenza molto precisa. In un primo momento annunci e jingle mi avevano fatto pensare a un nome come "Radio Bar", ma Bops è decisamente compatibile. Ecco come arriva Radio Bops in questi minuti qui nel centro di Milano, facendo la dovuta tara di tutti i rumori di cui sono circondato, il segnale è piuttosto corposo (l'annuncio identificativo mi sembra tra l'altro in olandese). La copertura notturna in Liguria a quanto ho potuto verificare qualche giorno fa, risultava quasi locale. Complimenti ai tecnici di Radio Bops!



La nuova emittente è arrivata, almeno in Liguria, insieme a un'altra "storica" locale emiliana sui 1404 kHz, Radio 106 di Campogalliano. Il segnale in questo caso nell'area dello spezzino risulta essere ascoltabile in pieno giorno, anche se a un livello debolissimo. Qui trovate un esempio di ricezione, dove Campogalliano si riconosce per la musichetta folk che cerca di emergere sotto il francese di France Bleu dalla Corsica (attenuata da una antenna superloop direttiva):


31 agosto 2013

Il ritorno delle AM low power all'italiana

Sembra proprio che il fenomeno delle piccole stazioni in onde medie che in questi ultimi due anni hanno trasmesso in modo - con poche eccezioni - alquanto sperimentale e occasionale, sia tornato a imporsi all'attenzione degli hobbysti. Dopo l'avvento di una non ancor meglio localizzata Radio Azzurra su 1233, nella giornata di venerdì 30 agosto, mentre ero in Liguria, ho scoperto una nuova trasmissione di prova su 1386 kHz. Segnale molto buono, musica soul-funky, qualche raro annuncio (che suona come "Radio Bar") con slogan assortiti ("my music, my life") e dopo qualche ora di incertezza la conferma che la stazione sembra rivolta a un pubblico italiano, con un chiaro annuncio dell'ora in questa lingua. Ho catturato un piccolo campione del format di questa nuova stazione presumibilmente a bassa potenza, anche se di incerta origine (il suono potrebbe arrivare da nord o da sud) e l'ho caricato su YouTube:
Nello stesso giorno della presunta Radio Bar, ho notato che anche Radio Azzurra 1233, dopo diversi giorni di silenzio, è tornata in onda, forse con qualche watt di potenza in meno. Sarebbe interessante riuscire a fare qualche triangolazione per delimitare le due rispettive location. Ci proviamo?

20 agosto 2013

Radio Azzurra, test su 1233 kHz. Dopo Agcom, tornano a muoversi le onde medie low power?

L'apertura da parte di Agcom di un possibile fronte di interesse nei confronti di nuove iniziative radiofoniche commerciali nelle frequenze sotto i 30 MHz devono aver rinfocolato le speranze degli operatori privati che nei mesi scorsi avevano avviato diverse fase di test con impianti nelle onde medie e che si erano quasi subito scontrati con un muro di lettere di diffida fatte recapitare dagli uffici tecnici delle Comunicazioni (ricordo che in Italia la legislazione in materia di autorizzazione a trasmettere sulle onde medie non lascia troppi spazio a certe iniziative).
Nel mese di giugno, come avevo scritto, la nostra Authority aveva dato corso a una pubblica consultazione per valutare eventuali progetti e poco dopo alcune emittenti sperimentali, come Media Veneta su 1233 kHz, avevano ripreso a trasmettere. Oggi sul gruppo Facebook dell'AIR Fausto Fontana ha riportato che sulla stessa frequenza adesso è attiva, forse dalla Toscana, una nuova stazione, Radio Azzurra e Fabrizio Magrone, dalla Romagna, conferma che Radio Azzurra è perfettamente separabile da Media Veneta su 1233 con una buona antenna direttiva. La registrazione che Fabrizio mi ha mandato contiene gli annunci di entrambe le stazioni.

Il segnale è robusto anche nel daytime, segno che l'impianto è ben dimensionato. Sono curioso di provare Radio Azzurra questa sera anche da Milano, nel corso della mia estate a Favignana Media Veneta arrivava tranquillamente dopo il tramonto. Questa è una registrazione di due anni fa della stazione veneta ascoltata in Liguria:

16 giugno 2013

AGCOM apre ai privati sulle onde medie e corte. Partita la consultazione pubblica.


Abbastanza clamoroso il documento pubblicato dieci giorni fa sul sito AGCOM, in cui la nostra authority invita le persone e le organizzazioni interessate a sottoporre nuovi progetti di radiodiffusione analogica o digitale sulle frequenze delle onde medie e corte. Si tratta di una vera e propria consultazione mirata a stabilire il livello di interesse nei confronti di una porzione di spettro ormai desueta e progressivamente abbandonata dalla RAI.

Il rispondente, ove soggetto interessato ad effettuare radiodiffusioni sonore in onde medie e  corte e, comunque, in bande di frequenza inferiori a 30 MHz è invitato a fornire i dati di seguito  indicati, tenuto conto che quanto dichiarato non è da considerarsi vincolante in relazione alle  successive autorizzazioni e/o assegnazioni di diritti d’uso delle frequenze di competenza del  Ministero dello Sviluppo economico, ma è finalizzato unicamente a fornire all’Autorità elementi  tecnici per valutare il grado di interesse per la banda in argomento:
3.1) Manifestazione di interesse ad effettuare radiodiffusioni sonore in onde medie e corte e, comunque, in bande di frequenza inferiori a 30 MHz, recante denominazione, identità giuridica e sede legale dello scrivente e campo di attività con indicazione di eventuali titoli abilitativi  (autorizzazioni e diritti d’uso) già posseduti.
3.2) Breve descrizione (massimo 2 pagine) del servizio che si intende offrire, incluse:
3.2.1) indicazione della banda di frequenza che si intende utilizzare;
3.2.2) indicazione della tecnologia (analogica o digitale) che si intende utilizzare,
3.2.3) la copertura geografica di interesse;
3.2.4) la tempistica di massima del proprio piano progettuale; 

Il bando, segnalatomi da Andrea Borgnino, prevede una introduzione al tema e una serie di istruzioni per la partecipazione e l'invio delle proprie proposte alla stessa AGCOM, entro 30 giorni dalla pubblicazione sul sito (avvenuta il 6 giugno 2013). Il testo del bando è disponibile qui e adesso sono allegati due documenti (Allegato A) e (Allegato B) con le spiegazioni e le modalità.
Nel testo si fa riferimento a una prima volta - nel 1995 - in cui gli eventuali operatori erano stati invitati a manifestare il loro interesse a trasmettere sulle onde corte, ma devo ammettere che non ho memoria diretta di tutto ciò:

Il d.P.R. n. 991 del 10 luglio 1995 ha già aperto ai privati, seppure con varie limitazioni, la  possibilità di operare un servizio di radiodiffusione sonora a modulazione di ampiezza nella gamma  di frequenze delle onde corte, apertura che tuttavia ha dato come esito, a quanto risulta presso il  Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento comunicazioni, alla presentazione di un numero limitatissimo di domande e non ha condotto ad alcuna realizzazione pratica.

Non siamo evidentemente di fronte a una vera e propria apertura all'emittenza privata o comunitaria sulle frequenze inferiori ai 30 MHz, ma è un passo estremamente significativo da parte di AGCOM. Non occorre dire che adesso il testimone passa ai settori del broadcast e del volontariato, che non devono far cadere nel nulla una opportunità che Radiopassioni - tra gli altri - invoca da anni. È verosimile per esempio che le emittenti che in questi mesi hanno attivato servizi soprattutto musicali in onde medie si facciano avanti con progetti concreti. Ma mi aspetto una analoga reazione anche da parte di quanti si sono detti interessati a modelli di diffusione radiofonica low power in onde medie. È la vostra occasione, gente!

05 ottobre 2011

Radio Medjugorje, la più recente delle low power AM

Con un loop di canzoni che include un brano non propriamente "mariano" come Alejandro, ha lanciato il suo test nell'etere un'altra emittente locale in onde medie italiana. Si tratta di Radio Medjugorje Italia, opera sui 1476 kHz (un po' interferiti da Euskadi Irratia qui a Milano ma sostanzialmente liberi) da un'area che presumibilmente può essere localizzata sul lato veronese del Garda. Ecco l'annuncio registrato poco prima delle 23 ora italiana in quella che potrebbe essere la prima giornata di trasmissioni (notizia diffusa da Bclnews e ripresa per RP da Chris Diemoz):



Analizzando i domini Internet Chris è riuscito a risalire a Eliseo Mischi, un giornalista e imprenditore radiofonico del veronese che già sei anni aveva messo in piedi una stazione in onde medie (anche se sui non abituali, per noi, 1620 kHz): Radio Giovanni Paolo II. Per il momento i contenuti di Medjugorje non sembrano eccessivamente religiosi, ma chissà. Il sito cui fa riferimento l'indirizzo di mail fornito dall'emittente ospita anche un canale televisivo streaming che per il momento mi sembra inattivo. Il fenomeno delle low power (Medjugorje deve però disporre di una potenza ragguardevole se arriva così a Milano e viene riportata anche a Roma) prosegue dunque a occupare nuove frequenze, scegliendo persino spazi inediti rispetto alle passate sperimentazioni (casi sporadici di trasmissioni in onde medie si sono avvicendati fin dagli anni 80 e nel caso di Studio X di Momigno, su 1584 kHz, hanno anche dato vita ad attività continuative). Sia ben chiaro che sempre di sperimentazioni si tratta, perché in Italia nessuno ha regolamentato l'uso delle onde medie eccezion fatta per il concessionario pubblico. E sappiamo che da queste parti - a meno di non avere parecchi santi protettori - tutto quello che non è espressamente autorizzato rischia di procurare parecchi grattacapi giudiziari. Per il momento però la marea non accenna a ritirarsi.

26 settembre 2011

Media Veneta Broadcast, smentita sui 1305 kHz

Christian Diemoz ha ricevuto una conferma per la sua ricezione di Media Veneta Broadcast su 1233 kHz. L'indirizzo per scrivere i rapporti è:
mediavenetabroadcast(at)libero(dot)it

La stazione chiude la sua email-QSL affermando:
«Riguardo le notizie da Lei comunicateci, relativamente alla fq 1305 khz, fanno parte della fantasia di alcuni.»
Questo sembrerebbe smentire ufficialmente la notizia pervenuta attraverso un commento in calce a un mio post - sulla attivazione di una seconda frequenza alternativa o parallela ai 1233. Notizia che era stata ribadita da un secondo commento contenente la segnalazione, stringata ma dettagliata, di una effettiva ricezione dei test su 1305 kHz. E' inevitabile che in un fenomeno per certi versi "ruspante" (che gli operatori non si offendano) ci possano essere segnalazioni e notizie che alla fine si rivelano farlocche. Questa potrebbe essere una di quelle. Ma anche no. Aiutatemi a capire chi ha ragione e a identificare chi sta trasmettendo su 1305 kHz monitorando anche questa frequenza. Vi pregherei però di corroborare le vostre segnalazioni con una registrazione.

17 settembre 2011

Media Veneta passa da 1233 a 1305 kHz?

Un commento appena arrivato in calce al mio post sulla ricezione di Media Veneta 1233 kHz in Liguria e su altre emittenti italiane low power in onde medie attive in queste settimane, annuncia l'imminente avvio di test sulla frequenza di 1305 kHz.

07 settembre 2011

Radiomarina 1071 kHz, le prime immagini

Lo staff di Radiomarina, l'emittente che sta conducendo test sulla frequenza di 1071 kHz in onde medie, ha avuto la gentilezza di inviarmi alcune fotografie, inclusa quella di una vera e propria cartolina QSL (una splendida immagine di un faro, chissà quale?). Nella breve mail che le accompagna, i proprietari della stazione ribadiscono che le trasmissioni sono per il momento irregolari e che non è ancora possibile fornire dettagli più precisi sulla data di inizio delle trasmissioni regolari e sui format. Dalla fotografia mi sembra di capire che l'impianto, un LPB Communications AM-150, generi una potenza da 150 Watt. Una successiva mail di Radiomarina conferma che il segnale ascoltato in Liguria lo scorso sabato, alle 19 UTC corrisponde in effetti alle prove effettuate dalla stazione.



La foto con il faro lascerebbe pensare a una location nell'area del delta padano, ma naturalmente potrebbe trattarsi di una semplice immagine evocativa di un nome che potrebbe anche essere ispirato a una persona. Questo inatteso contatto mi offre l'opportunità di segnalare un indirizzo al quale inviare le vostre segnalazioni di ascolto:
radiomarina (at) wifi4all (dot) it
Un sentito ringraziamento a Radiomarina per queste ulteriori informazioni e per la conferma dell'ascolto. L'augurio è che le trasmissioni regolari possano incominciare presto e che Radiomarina e le altre emittenti in questo momento attive sulle onde medie italiane possano crescere e svilupparsi, offrendo così una interessante alternativa, "localistica", all'affollato spettro dell'FM. Da parte sua Radiopassioni è più che disponibile nel sostenere anche un percorso legislativo che favorisca in Italia la nascita di un filone associazionistico e comunitario di emittenti in onde medie a bassa potenza.