Onde medie ai giovani
Che cosa strana. Il citato pubblico giovanile segue con passione le radio private in FM. Ma forse non dispone di apparecchi radio in grado di sintonizzarsi per bene su una frequenza come 1620. In Europa, le onde medie finiscono infatti a 1602 kHz e la porzione tra 1602 e 1710 è già considerata appannaggio delle banda delle medie frequenze marittime. Negli Stati Uniti e in Oceania è stata introdotta una versione estesa delle onde medie che include appunto questi 100 kHz in più e molti ricevitori cinesi e giapponesi distribuiti sui nostri mercati riescono a coprirli. Una regola non generale: nelle case e nelle autoradio sono ancora in funzione apparecchi che oltre i 1602 non vanno. Le onde medie sono del resto ampiamente trascurate, con buona pace degli ultimi assetti normativi che prevedono (dopo che la RAI ha spento i trasmettitori OM che ripetevano il secondo e il terzo programma) un "rilancio" di queste frequenze. Rilancio un corno: forse la scomparsa di Radio 3 da trasmettitori come Milano 1368 kHz è dispiaciuta a qualche agguerrito nostalgico (e come dar loro torto davanti a uno spettro FM selvaggio che impedisce a chicchessia di ascoltare buona musica con una qualità decente), ma generalmente parlando, sono pochi a essersi accorti dello shut down. Le onde medie sono da tempo un morto che cammina e se in Europa assistiamo a casi di autentico tentativo di rilancio, come in Francia e perfino alcune nazioni dell'est, la tendenza riguarda più o meno l'intero continente.
Non voglio dire che le stazioni private o regionali non possano o non debbano trasmettere sulle onde medie. Nelle ore notturne queste frequenze consentono un netto allargamento dei bacini di ascolto e nelle ore diurne garantiscono su scala più limitata una ricezione di buon livello, soprattutto per la programmazione di tipo giornalistico e di servizio. Il fatto è che negli ultimi quarant'anni qui da noi la tendenza non è mai andata nella direzione di una vera rivalutazione e le onde medie - piaccia o meno - sono state dimenticate. Le stazioni private/pirate che da 25 anni a questa parte spuntano qui e là con velleità più o meno marcate per poi tornare a loro volta nell'oblio, dimostrano che il difetto è nel manico. Sembra, tanto per dire, che Radio Giovanni Paolo II stia trasmettendo con lo stesso impianto che nel 1981 veniva utilizzato da Radio Verona International. Impianto che da allora dev'essere rimasto in uno scantinato. Adesso i giovani dovrebbero mettersi a riascoltarlo? Auguri.









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