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26 giugno 2013

Ham Radio 2013: Elad sorprende con il transceiver stand alone FDM DUO

L'Italia dell'eccellenza nel software defined radio per applicazioni radioamatoriali tornerà a far parlare di sé alla fiera di Friedrichshafen, sul lago di Costanza. Ad Ham Radio 2013 dal 28 al 30 giugno, allo stand del suo distributore Woodbox Radio, Elad presenta infatti l'ultima evoluzione della sua nuova piattaforma SDR "FDM" con il modello FDM DUO, un ricetrasmettitore che può funzionare sia da dispositivo software defined autonomo sia in connessione con il PC. Le caratteristiche del ricevitore di FDM DUO ricalcano quelle del piccolo FDM-S1, un apparecchio a conversione diretta che oggi arriva alla notevole capacità di campionamento di oltre 6 MHz grazie al downconverter implementato su FPGA. In trasmissione, un ADC e un controller ARM pilota lo stadio di modulazione DSP e upconversion, fino a uno stadio di filtraggio e potenza finale (circa 5 watt). La grande novità è data appunto dalla completa autonomia e indipendenza dal personal computer. FDM DUO è un ricevitore completamente digitale che integra una speciale scheda audio/DAC per poter fare a meno della capacità di elaborazione del computer esterno. L'unica radicale differenza rispetto al DSP PC-based, è che con FDM DUO la porzione di banda esplorabile intorno alla frequenza centrale sintonizzabile in continuo è pari a 192 kHz, equivalenti alla larghezza di banda della scheda audio integrata. L'hardware di questa scheda è probabilmente lo stesso adottato in un'altra novità Elad presentata in Germania, il modello ELF-19 proposto per il monitoraggio delle frequenze comprese tra le ELF e la parte bassa delle LF, fino a 80 kHz. 
Una volta connesso al computer, FDM DUO si comporta in ricezione come un FDM-S1, con una ampia gamma di modi demodulabili e con una banda base registrabile a 6144 MHz di sample rate, per coprire in pratica tutte le onde lunghe, medie e qualcosa in più. Una prima descrizione preliminare è contenuta in questo pdf ma ancora non si sa nulla del prezzo, che però potrebbe essere molto aggressivo. Altre novità comprendono, insieme alla scheda-ricevitore ELF-19, nuove aggiunte alla famiglia di downconverter PDC-V1, che diventa autoalimentata e quindi completamente portatile, e nuovi accessori di antenna per controllo remoto. In più c'è una sorpresa assoluta, "conRadio", che ha tutta l'aria di un sistema per la remotizzazione dei ricevitori. 
Con tutte queste novità Elad sembra lanciare un messaggio preciso alla comunità internazionale, disorientata dalla staticità della piattaforma Microtelecom Perseus, autentico pioniere del software defined radio per applicazioni MF/HF. Perseus resta un ottimo prodotto, ma dopo l'uscita del software client/server per la remotizzazione dell'ascolto, la sua evoluzione appare, almeno per il momento, sostanzialmente congelata. Elad, evidentemente, cerca di raccoglierne  la testimonianza, anche se non sarà facile superare l'asticella fissata dal genio di Nico Palermo. Potrebbe anche succedere che gli annunci di Elad stimolino nel suo grande concorrente italiano la voglia di tornare a mordere. Ma nel frattempo Franco Milan merita un bravo! per essere riuscito a costruire un portafoglio di soluzioni ampio, di altissimo livello e dall'ottimo rapporto prezzo/prestazioni. Sono convinto che Ham Radio porterà a un adeguato riconoscimento internazionale. 

22 aprile 2013

Phonesat, gli smartphone in orbita della NASA fanno il record del satellite low cost

In genere la prima battuta che viene in mente pensando all'informatica necessaria per il controllo delle missioni spaziali è che il modulo LEM è sbarcato sulla luna nel 1969 con a bordo una potenza computazionale infinitesima rispetto agli smartphone che molti di noi portano in tasca oggi. Ieri la NASA ha messo in orbita una missione che mette alla prova il potenziale di questa affermazione: dalla Wallops Island Flight Facility in Virginia sono infatti partiti, a bordo di un vettore Antares di Orbital Science Corp, i primi tre "phonesat", nanosatelliti costruiti proprio con uno smartphone e un po' di elettronica RF in più. La comunità dei radioamatori è chiamata a partecipare direttamente al successo della missione attraverso il sito Phonesat.org. Per tutti la frequenza da sorvegliare è di 437.425 MHz con nominativo KJ6KRW. Le trasmissioni avvengono in packet radio con il classico protocollo AX-25 in modulazione AFSK a 1200 bps (un po' come l'ACARS VHF di cui si parla nel post precedente).
Lo scopo è proprio quello di dimostrare la fattibilità di una tecnologia satellitare basata su componenti commerciali a bassissimo costo. All'annuncio della missione il sito Geek.com aveva calcolato che il costo di un phonesat si aggira intorno ai 3.500 dollari, una bazzecola. La stessa NASA, descrivendo l'architettura dei suoi "telefonini spaziali", precisa che per il Phonesat 1.0 è stato scelto un Nexus One HTC, mentre il Phonesat 2.0 monta addirittura (!) un Nexus S della Samsung. Con una attrezzatura così a buon mercato si possono pensare progetti di sorveglianza a terra, misurazioni eliofisiche, esplorazione di satelliti naturali e pianeti riducendo in modo significativo sia i costi, sia le complessità di gestione delle missioni. 


NASA Successfully Launches Three Smartphone Satellites
WASHINGTON -- Three smartphones destined to become low-cost satellites rode to space Sunday aboard the maiden flight of Orbital Science Corp.'s Antares rocket from NASA's Wallops Island Flight Facility in Virginia. The trio of "PhoneSats" is operating in orbit, and may prove to be the lowest-cost satellites ever flown in space. The goal of NASA's PhoneSat mission is to determine whether a consumer-grade smartphone can be used as the main flight avionics of a capable, yet very inexpensive, satellite. 
Transmissions from all three PhoneSats have been received at multiple ground stations on Earth, indicating they are operating normally. The PhoneSat team at the Ames Research Center in Moffett Field, Calif., will continue to monitor the satellites in the coming days. The satellites are expected to remain in orbit for as long as two weeks. "It's always great to see a space technology mission make it to orbit -- the high frontier is the ultimate testing ground for new and innovative space technologies of the future," said Michael Gazarik, NASA's associate administrator for space technology in Washington. 
"Smartphones offer a wealth of potential capabilities for flying small, low-cost, powerful satellites for atmospheric or Earth science, communications, or other space-born applications. They also may open space to a whole new generation of commercial, academic and citizen-space users." Satellites consisting mainly of the smartphones will send information about their health via radio back to Earth in an effort to demonstrate they can work as satellites in space. The spacecraft also will attempt to take pictures of Earth using their cameras. Amateur radio operators around the world can participate in the mission by monitoring transmissions and retrieving image data from the three satellites. Large images will be transmitted in small chunks and will be reconstructed through a distributed ground station network. More information can found at: 
http://www.phonesat.org
NASA's off-the-shelf PhoneSats already have many of the systems needed for a satellite, including fast processors, versatile operating systems, multiple miniature sensors, high-resolution cameras, GPS receivers and several radios. NASA engineers kept the total cost of the components for the three prototype satellites in the PhoneSat project between $3,500 and $7,000 by using primarily commercial hardware and keeping the design and mission objectives to a minimum. The hardware for this mission is the Google-HTC Nexus One smartphone running the Android operating system. 
NASA added items a satellite needs that the smartphones do not have -- a larger, external lithium-ion battery bank and a more powerful radio for messages it sends from space. The smartphone's ability to send and receive calls and text messages has been disabled. 
Each smartphone is housed in a standard cubesat structure, measuring about 4 inches square. The smartphone acts as the satellite's onboard computer. Its sensors are used for attitude determination and its camera for Earth observation. 
For more about information about NASA's Small Spacecraft Technology Program and the PhoneSat mission, visit: 
http://www.nasa.gov/smallsats
The PhoneSat mission is a technology demonstration project developed through the agency's Small Spacecraft Technology Program, part of NASA's Space Technology Mission Directorate. The directorate is innovating, developing, testing and flying hardware for use in future science and exploration missions. NASA's technology investments provide cutting-edge solutions for our nation's future. 

03 maggio 2012

I radioamatori ricordano Clansman la "radio delle Falklands"

Il mestiere del radioamatore e del radioascoltatore ha anche una forte componente di salvaguardia della memoria tecnologica, industriale, culturale del mezzo radiofonico. E' molto diffusa in questa estesa comunità l'abitudine di ricorrere ad apparati d'epoca, magari dopo impegnativi lavori di restauro. Chris Diemoz, radio-onnivoro "par excellence", si è fatto a sua volta mordere dal tarlo della radio vintage e mi segnala una manifestazione radioamatoriale che si svolgerà domenica nel Suffolk, nel quadro dei numerosi eventi che in questo periodo i sudditi di sua Maestà (60 anni di regno quest'anno) dedicano al trentennale della spedizione militare nelle Isole Falklands.
Quello della riconquista dell'arcipelago conteso, invaso nell'aprile del 1982 dalle forze armate argentine, è ancora oggi un esempio di operazione "impossibile" ma riuscita. Per quanto nella morsa di una spietata dittatura militare, l'Argentina non poteva certo essere considerata una grande potenza armata. Ma le isole Falklands (Malvinas per gli invasori) sono quanto di più "lontano da tutto" si possa immaginare nell'oceano Atlantico e rivaleggiano con le isole dello sconfinato Pacifico, con in più l'ingrediente imprevedibile della bisbetica meteorologia dell'autunno australe.
L'evento che i radioamatori British allestiscono presso il museo dell'aria della Suffolk Aviation Heritage Society nell'ex base RAF/USAF di Foxhall Martlesham Heath, dove ancora adesso si possono vedere i tralicci della rete di comunicazione troposferica che negli anni 70 costituiva un backbone di comunicazione strategico per le forze NATO, vuole ricordare una specie di "dodicesimo giocatore" nel campo della squadra militare britannica: la linea di apparecchi ricetrasmittenti "Clansman" che era appena stata sviluppata con una commessa a fornitori come Racal e Plessey e praticamente debuttò sulle spalle dei paracadutisti intervenuti a Port Stanley. Progettati negli anni '70, gli apparecchi Clansman erano considerati il non plus ultra delle radiocomunicazioni tattiche. Per la prima volta le trupe potevano far leva su accorgimenti come la singola banda laterale, o la modulazione di frequenza a banda stretta, che facilitavano le comunicazioni e aumentavano comprensibilità e distanze coperte. Introdotte ufficialmente sulla fine di quel decennio (le Falklands furono un battesimo del fuoco), le ricetrasmittenti hanno resistito in servizio fino al 2010 dopo che da qualche anno le forze britanniche erano gradualmente passate alla serie digitale Bowman, piena di diavolerie come la trasmissione frequency-hopping. Un passaggio che tuttavia sollevò parecchie proteste a causa dei tanti malfunzionamenti segnalati. I detrattori delle nuove radio - tra i cui fornitori ci siamo anche noi italiani con Selex Elsag - scherzarono sul nome degli apparati, affermando che Bowman stesse per "better off with map and Nokia" (meglio tenersi cartina e cellulare).
La linea Clansman comprendeva impianti ricetrasmittenti per stazioni "base" e da campo, in versione portatile o veicolare. Credo che Chris sia orgoglioso proprietario di un modello PRC 320, un ricetrasmettitore che opera tra i 2 e i 30 MHz in passi di 100 Hz, con una potenza massima di 30 W (solo USB, anche se esistevano specifiche versioni del 320 in LSB). I radioamatori di Foxhall utilizzeranno invece modelli base RT322 da 250-watt sulle bande in HF e due modelli "Clansman" RT353 VHF per le bande VHF dei 4 e dei 6 metri (50 e 70 MHz). Per la trasmissione verranno utilizzati i tralicci delle vecchie antenne NATO. Poi, tutt'intorno saranno attivi modelli RT320 HF e RT352 VHF con le antenne previste dalla linea Clansman per le operazioni sul campo. Le frequenze saranno decise in base alle condizioni propagative, ma i canali da sorvegliare sono i 3.615MHz in AM e i 7.1875MHz in USB (un modo per riconoscere subito le trasmissioni, perché la convenzione per i radioamatori sui 7 MHz è di usare la LSB), o i 51.75MHz sui 6m e i 70.475MHz sui 4 entrambe in FM. La postazione avrà l'identificativo GB2CRF e dovrebbe essere in funzione dalle 10 alle 15 UTC del 6 maggio.

12 aprile 2012

Il radio-pendolo di Frantisek. L'incredibile segnale orario dalla Cechia

Il mondo degli sperimentatori della radio è una riserva infinita di sorprese. Sto ascoltando quello che senza tema di smentita posso definire il più incredibile segnale orario del mondo. Lo trasmette un radioamatore della Repubblica Ceca, Frantisek Pubal, e non viene generato con un classico orologio atomico bensì con vero e proprio orologio a pendolo a sua volta costituito da una barra di quarzo fuso. La sigla identificativa del segnale orario è OK0EPB (OK è il codice radio della Repubblica Ceca) e la frequenza utilizzata è cambiata da qualche giorno. Partito lo scorso novembre su una frequenza intorno ai 5.250 kHz, oggi OK0EPB trasmette su 7.039,4 kHz, nella banda radioamatoriale dei 40 metri.


Nel filmato potete ascoltare in modo abbastanza netto gli impulsi di tempo corrispondenti ai secondi (il tono più prolungato marca il secondo zero). Subito dopo si sente l'identificativo OK0EPB in codice morse seguito da altri impulsi, l'indicazione della frequenza di risonanza dello strato ionosferico F2 (un parametro importante per valutare le condizioni di propagazione) e dopo qualche altro secondo la frase "next minute is" seguita dall'indicazione del minuto che scoccherà sul tono prolungato. Nella seconda parte del video i due valori, sempre variabili, sono rispettivamente "5.8" e "40". La ricezione è avvenuta qui in semicentro a Milano, su 7.039,4 alle 21.40 UTC. L'ultima volta che ho ascoltato un segnale orario "di riferimento" proveniente da quelle parti la Cechia aveva da poco smesso di chiamarsi Cecoslovacchia e si apprestava a chiudere (era il 1995) la sua stazione di tempo e frequenza campione, attiva sui 2.500 kHz, con identificativo OMA. Secondo le informazioni di archizio OMA trasmetteva con un kilowatt. Credo che OK0EPB operi con un solo watt.
Sul sito allestito da Frantisek trovate alcune informazioni relative al set up e ai livelli di precisione di questo inedito generatore di tempo, la cui meccanica, secondo il costruttore, si basa su un "sistema di Froment". Gustave Froment fu uno dei primi a costruire un motore elettrico. Non è che si capisca granché ma Pubal ha realizzato un filmato YouTube sul suo originalissimo radio-orologio:


17 febbraio 2012

WRC-12, Ginevra approva i 472-479 ham radio e dà il via al digitale nelle marittime VHF

Con le ultime formalità e le firme degli accordi ratificati si concludono oggi a Ginevra i lavori della World Radiocommunication Conference 2012, che ha visto tremila partecipanti da 165 nazioni delle 193 che compongono l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni più un centinaio di osservatori dalle 700 aziende del settore privato e gli organismi internazionali.
Qui di seguito i punti salienti della discussione in agenda e delle decisioni in materia di regolamentazione dello spettro radiotelevisivo. Osservo solo quello relativo alla banda marittima VHF, oggi molto utilizzata per le comunicazioni portuali e marittime, in fonia e AIS. La WRC-12 prevede di dare ulteriore spazio in questa banda alle tecnologie di comunicazione digitale.
Nella lista, presa dal comunicato stampa di oggi dell'ITU, manca il particolare del punto 1.23 in agenda, riferito a una nuova allocazione di 15 kHz in banda MF (300-3.000 kHz) da riservare alle comunicazioni radioamatoriali. Il punto è stato parzialmente approvato e i radioamatori avranno la possibilità (la regolamentazione definitiva spetta ovviamente ai singoli organismi nazionali) di utilizzare una porzione di 7 kHz compresa tra le frequenze di 472 e 479 kHz per contatti con potenze massime di 1 Watt EIRP, con la possibilità di concedere fino a 5 W alle stazioni poste a non meno di 800 km dai confini della nazioni che intendono tutelare meglio l'uso di queste frequenze per i sistemi di radionavigazione. Una prima lista di queste nazioni è stata messa in calce al documento finale e questo significa per esempio che Algeria, Cina, Russia, Iraq, Giordania, Qatar, non avranno radioamatori operativi su 472-479. A quanto ne so anche in Italia siamo piuttosto lenti a recepire queste novità e i radioamatori locali ne risulteranno penalizzati (anche se a quanto ricordo non ci sono radiofari italiani sopra i 470 kHz).

Key WRC-12 highlights:

Spectrum for International Mobile Telecommunications (IMT)
In addition to the use of the 790-862 MHz in Regions 1 and 3, WRC-12 considered further spectrum allocations to the mobile service, including International Mobile Telecommunications (IMT) to facilitate the development of terrestrial mobile broadband applications in the frequency band 694 – 790 MHz. This issue has been placed on the WRC-15 Agenda together with the need to consider additional spectrum allocations for the mobile service.

Increase efficiency in the use of the spectrum/orbit resource
In addition to the clarification of the notion of bringing into use of satellite network frequency assignments (satellite deployed and maintained at the notified orbital position for a continuous period of ninety days), WRC-12 also mandated the ITU Radiocommunication Bureau to initiate enquiries to administrations to provide information on the movement of satellites. Improved due diligence information, including more detail information on the identity of the spacecraft used for the operation of the frequency assignments was also agreed to foster the long term access and development of the Broadcasting Satellite Service (BSS) in the 21-4-22 GHz band in Regions 1 and 3. WRC-12 improved the satellite coordination by reducing the coordination arc in parts of the most congested spectrum and agreed to look into the possibility of further reductions.

Early warning, disaster mitigation and relief operations
With reference to emergency telecommunications, WRC-12 addressed the application of new technologies, such as IMT and intelligent transport systems (ITS) to support or supplement advanced public protection and disaster relief applications.
WRC-12 instructed ITU-R to continue studying aspects of radiocommunications and ICT that are relevant to early warning, disaster mitigation and relief operations and encouraged administrations to consider using identified frequency bands when undertaking their national planning for the purposes of achieving regionally harmonized frequency bands or ranges for advanced public protection and disaster relief solutions.

Earth observation’s societal and economic value recognized
WRC-12 focused on “The importance of Earth observation radiocommunication applications” in collecting and exchanging Earth observation data to maintain and improve the accuracy of weather forecasts, which contribute to the protection of life and preservation of property around the world. The Conference reaffirmed that Earth observation applications have considerable societal and economic value and urged administrations to protect the Earth observation systems in the related frequency bands.

Meteorological-satellite service gets more bandwidth
Non-geostationary satellites are an important part of the space-based Global Observing System and WRC-12 allocated additional spectrum to the meteorological-satellite service.
Satellite remote passive sensing
WRC-12 updated spectrum use aimed at the future of Earth observation applications with the development of passive sensors flying on meteorological and environmental satellites to monitor water vapour and oxygen spectral lines, which are needed for ice cloud and precipitation measurements and for storm monitoring and climate studies.

Oceanographic radars get support
WRC-12 adopted the relevant protection levels for interference caused by oceanographic radars. These radars operate using ground-waves that propagate over the sea to measure coastal sea surface conditions in support of environmental, oceanographic, meteorological, climatological, maritime and disaster mitigation operations and for the surveillance of coastal pollution, fisheries management, search and rescue, beach erosion, and maritime navigation.

Maritime services
Maritime communication requirements to support safety systems for ships and ports
WRC-12 addressed maritime communication requirements to support safety systems for ships and port operations. The conference included new provisions in the Radio Regulations to improve satellite detection of automatic information systems using VHF channels.

Transmitting frequencies in the VHF maritime mobile band
The conference also considered the use of new technologies in the maritime service needed to the “Table of transmitting frequencies in the VHF maritime mobile band”, which defines the channel numbering for maritime VHF communications based on 25 kHz channel spacing as well as where digital technologies could be deployed.

Aeronautical services
WRC-12 decided that necessary spectrum would be available for the introduction of applications and concepts in air traffic management that can support data links carrying safety-critical aviation information. These systems will enhance aeronautical communications capability and – in conjunction with more precise navigational capabilities – allow flight routing to be more efficient, resulting in fewer delays, shorter flight times on average, lower fuel costs and reduced CO² emissions. ITU-R will continue to study any compatibility issues between the broadcasting service and aeronautical mobile (route) service in the band 108–117.975 MHz that may arise from the introduction of digital sound broadcasting systems.

Aviation safety
The growth in the aviation industry calls for expanded capacity of mobile communication links that can operate over the horizon. WRC-12 decided that notifying administrations of mobile-satellite service networks shall accommodate the spectrum needed for distress, urgency and safety communications of the global maritime distress and safety system (GMDSS) and for the aeronautical mobile-satellite (route) service communications.

Aeronautical mobile (route) service
Aeronautical mobile (route) service systems are critical for various air traffic and flight safety communications. Some of the communication systems, such as traffic information, automatic dependent surveillance-broadcast, and flight information provide easily accessible air traffic information to multiple air traffic managers at the same time, allowing for more efficient use of airspace. The allocation of the frequency band 960−1164 MHz to the aeronautical mobile (route) service is intended to support the introduction of applications and concepts in air traffic management which are data intensive and which could support data links that carry safety critical aeronautical data.

Aeronautical mobile to protect other primary services in 37−38 GHz band
A number of countries are deploying space research service earth station receivers in the band 37−38 GHz to support manned near-Earth missions and deep-space missions. WRC-12 decided to exclude the aeronautical component of this mobile service allocation to ensure proper protection of existing and planned space research and mobile services.

Aerospace surveillance
WRC-12 addressed the lack of spectrum available for aerospace surveillance and tracking the launch and manoeuvring of spacecraft and provided an additional allocation in the frequency band 154−156 MHz to the radiolocation service in some countries.

18 gennaio 2012

OPERA, nuovo modo digitale Ham Radio per contatti a bassa potenza

La comunità radioamatoriale sta sperimentando, sembra con successo, l'ennesima modalità trasmissiva digitale ottimizzata per la comunicazione a lunga distanza a bassissima potenza. Il nuovo protocollo si chiama OPERA e a differenza di tanti altri non prevede la modulazione dell'onda portante: è a tutti gli effetti una modalità on-off keying, come il codice Morse (CW, continous wave) ma senza codice Morse. L'idea generale di Opera è venuta a un radioamatore inglese, Graham Brown, G0NBD ma la codifica vera e propria è stata messa a punto da un altro radioamatore, lo spagnolo José Ros, EA5HVK, già autore del modo digitale Ros, per gestire il quale è stato sviluppato il software RosModem. Ecco qualche dettaglio sul funzionamento di OPERA fornito dalla RSGB, l'associazione radioamatoriale britannica.

The OPERA mode was envisaged by Graham G0NBD, as a way of providing data operations for stations who had only the capability of CW operation, to date, all data modes required the modulation of the transmitted carrier, either by frequency, phase or amplitude changes. This was to only use off/on keying.
Outlining the idea to Jose Ros, EA5HVK author of the now established ROS Data mode, Jose Ros, after some email exchange’s, in turn took on the coding of the mode, using DSP techniques he had refined during the development of the ROS data mode and produced a complete windows compatible Tx/Rx package with internet spotting and chat facility, with com-port keying and audio tx drive. Far exceeding the original ‘idea’!

Al momento non si conosce molto altro ma il software per la trasmissione e la ricezione con OPERA si può prelevare dal sito già citato. In più è stato creato un gruppo su Yahoo che ha già più di 300 iscritti. OPERA è stato sviluppato per le trasmissioni nelle bande amatoriali dei 136 e 500 kHz, ma c'è chi lo sta utilizzando anche sui 30 metri. Si tratta di una modalità analoga alla telegrafia a banda stretta (QRSS) e in linea teorica dovrebbe consentire prestazioni analoghe anche al modo "WSPR": in pratica è possibile ricevere segnali estremamente deboli sepolti da una montagna di rumore. So che Andrea Borgnino (l'immagine della videata è sua) e Aldo Moroni hanno effettuato delle prove, senza ricavarne impressioni entusiastiche. Ma forse Ros riuscirà a ottimizzare ulteriormente la sua nuova creatura.


09 novembre 2011

EeTimes: i radioamatori del XXI secolo guardano anche al passato

Sulle riviste professionali del circuito EeTimes e Electronics Design News compare un lungo articolo di Doug Grant, K1DG, sul mondo dei radioamatori e dei loro progetti di elettronica. Il bello è che accanto alle apparecchiature di ultima generazione e alto costo, molte delle quali ormai basate su sofisticate tecniche DSP e SDR, ecco citate alcuni progetti per autocostruttori di piccoli dispositivi "QRP", la sigla radioamatoriale che identifica le potenze trasmissive più basse. Tra i vari esempi lo straordinario "DereLicht", un trasmettitore telegrafico da un Watt e mezzo per la banda degli 80 metri realizzato con i componenti rubati a una piccola lampadina a basso consumo (più un quarzo e quattro condensatori aggiuntivi), il progetto open hardware OpenQRP e una sfilza di progetti circuitali per realizzare, sempre con pochissimi componenti, ricevitori "rigenerativi" (riportati sulla pagina di Charles Kitchin, N1TEV) . Il minimalismo, in elettronica, rimane l'approccio più divertente e appagante.
Ham radio in the 21st century

Ham radio today differs greatly from that of past years, but it still offers a fascinating way to explore electronics. Here’s a look at how it has changed and what it has to offer both old hands and newcomers alike.

Doug Grant, K1DG -- EDN, November 3, 2011

The US amateur-licensing process no longer requires knowledge of Morse code—historically, a major impediment for many individuals.
The signal-processing capabilities of a sound-card-equipped PC that connects to an HF single-sideband or a VHF FM transceiver have driven the emergence of new modes.
Most high-performance HF and VHF transceivers now use digital-signal-processing technology for at least some of the modulation, demodulation, and filtering functions.
Ham operators have always been enthusiastic tinkerers, often building their equipment from discarded pieces of consumer electronics they find in their neighborhoods.
Ham radio brings new aspects to other hobbies, such as mountaintop hiking and orienteering.
Many of today’s experienced engineers got their start in electronics through amateur, or “ham,” radio. (Many theories exist over the origin of the term “ham radio,” but there is no consensus.) Over the years, however, the demands of these engineers’ work, families, and communities took precedence, and many hams lost interest and let their licenses lapse. Meanwhile, with the rise of personal communications and Internet connectivity in homes, many young engineers never needed ham radio as a way to explore electronics. They’ve missed the opportunity that this fascinating hobby presents.

23 agosto 2011

Modi digitali ham radio: il PSK31 per Android e iPad


Non mi sembra abbia ancora ricevuto la visibilità che merita, ma vi consiglio di dare subito un'occhiata a DroidPSK, una applicazione per Android, che implementa su smartphone e tablet basati sull'ambiente Google un terminale per la comunicazione radioamatoriale in PSK31, uno dei sistemi di trasmissione digitale più diffusi per la sua robustezza in caso di interferenza, rumore e evanescenza in onde corte. Rilasciata a luglio da Wolfgang Phillipps, W8DA, proprietario di Wolphi LLC, DroidPSK è in grado di decodificare il PSK anche attraverso il microfono dello smartphone (non ho provato personalmente questa app non avendo sottomano in questo momento un telefonino Android, ma le recensioni sembrano tutte molto positive). Del resto il filmato You Tube mi pare molto eloquente:



Sull'Android Market l'app costa solo 3 euro e 48, un prezzo tutto sommato accettabile per un programma che può essere utilizzato anche per la sola ricezione di questa modalità. Lo stesso sviluppatore propone una app per la decodifica del codice Morse e una che implementa un versatile filtro audio DSP programmabile.
Questa è solo una delle prime applicazioni che sfruttano le notevoli potenzialità a livello di DSP delle attuali piattaforme hardware per smartphone a scopi specificatamente radioamatoriali. Il bello è che non è l'unica e certo non sarà l'ultima. Sono molto lieto di inserirmi con questo post in un recente dibattito aperto dalla lista di utilizzatori di Perseus - il ricevitore software defined italiano - a proposito della scarsità di applicazioni SDR per l'ambiente Macintosh. Sono intervenuto nella discussione per sottolineare che se è vero che nella nicchia degli utenti radioamatoriali la piattaforma predominante continua a essere Windows, le cose stanno rapidamente cambiando.
Per non deludere i lettori che continuano a preferire il sistema iOS di Apple iPhone/iPad ecco quindi un equivalente di DroidPSK sviluppato per iOS. Un doppio motivo di orgoglio perché lo sviluppatore è un radioamatore italiano, Luca Facchinetti, IW2NDH. La sua app I-PSK31, aggiornata alla versione 1.3 compatibile anche per iPad, è un gioiellino da 2 euro e 99 che riceve e trasmette in B/QPSK31 (il suo "concorrente" americano Black Cat System, un marchio molto noto agli appassionati di modi radioamatoriali digitali che usano il Mac, propone anch'esso una app per iOS, PSK31, ma supporta unicamente la trasmissione). Luca è molto più bravo: oltre a questo modem software per PSK31 ha sviluppato anche IRTTY2 per la modalità RTTY (170 Hz, 45 baud) nonché il decoder Morse MorseDec e una app solo per Iphone Multimode, che combina il modem PSK31 e la ricetrasmissione RTTY.
La maestria del radioamatore-programmatore italiano ha colpito anche Kristen McIntyre, K6WX, radioamatore e ingegnere alla Apple in California, che ha presentato I-PSK31 addirittura allo SLAC di Stanford, nel corso di un evento dedicato alle tecnologie digitali per l'ham radio:



DroidPSK e I-PSK31 rafforzano le mie convinzioni sul brillante futuro delle applicazioni DSP/SDR per le due piattaforme mobili di riferimento. Il predominio di Windows in questo settore non potrà durare molto a lungo.

22 gennaio 2011

NanoSail, un successo per il satellite tascabile NASA

Di breve durata ma molto positiva l'esperienza del microsatellite NanoSail-D, una scatola cilindrica di qualche decina di centimetri di lunghezza sganciata in orbita da un altro satellite, a sua volta lanciato nel novembre scorso da una base NASA dell'Alaska. L'obiettivo della missione consisteva nel dimostrare la possibilità di mettere in orbita nanosatelliti autonomi utilizzando microsatelliti FASTSAT-HSV (Fast Affordable Science and Technology Satellite - Huntsville). NanoSail, una delle sei missioni a bordo del FAST, doveva dispiegare una speciale vela solare di dieci metri di diametro, lungo quattro pali telescopici espulsi a crociera dal veicolo. Per altri dettagli sulle missioni orbitali basate su satelliti di piccole dimensioni, rapidi da costruire e a basso impatto sui detriti spaziali, seguite questo link.
Nelle ore previste per l'eiezione di NanoSail dal FAST, la NASA ha chiesto l'aiuto della comunità dei radioamatori per localizzare il satellite, equipaggiato con sistemi di comunicazioni UHF e S-Band, grazie al suo radiofaro su 437,27 MHz. Ecco il filmato della ricezione della telemetria del satellite effettuata dal radioamatore olandese PA3GUO Henk Hamoen. Per la ricezione è stato utilizzato un front end SDR FuneCube Dongle, a sua volta basato su un interessante chip per ricevitori DAB/DMB/DVB della Elonics, il software SDR Winrad. Per la telemetria potrebbe essere stato utilizzato il software di decodifica del radioamatore tedesco Mike Rupprecht, DK3WN, che sul NanoSail-D ha realizzato una bellissima pagina informativa.



Gli ultimi segnali da NanoSail-D (l'identificatore corretto è D2 perché una prima versione di NanoSail è andata perduta nel 2008 per un difetto del razzo vettore Falcon-1 usato per la missione FAST) sono arrivati ieri, dopo circa tre giorni di operazioni dal dispiegamento della vela. La batteria è andata esaurendosi rapidamente dopo l'accensione delle comunicazioni in S-Band.

04 ottobre 2010

Codec2, la voce (digitale) dei radioamatori diventa open

Si è tenuta a fine settembre a Vancouver la Digital Communications Conference ARRL/TAPR (Tucson Amateur Packet Radio) l'annuale convegno sull'ham radio digitale, organizzato da un club radioamatoriale tra i primi a contribuire alla nascita dell'interesse nei confronti della software defined radio in questo ambito.
Tra i diversi temi in discussione - oltre a una interessante ricetrasmittente SDR costruita intorno a un nucleo DSP completamente "embedded" (cioè indipendente dal pc) l'SDR-Cube di George Heron, N2APB e Juha Niinikoski, OH2NLT e a un aggiornamento del protocollo di posta elettronica in HF ad alta efficienza WinMor (già integrato nella rete di email via radio gestita dai radioamatori, Winlink2000) - quello della voce digitale, ossia le codifiche e gli algoritmi di compressione che in futuro potrebbero sostituire la trasmissione analogica della voce sulle frequenze radioamatoriali HF/VHF. A Washington in particolare si è discusso di Codec2, un progetto open source per definire un codec di voce digitale aperto e forse più efficiente del proprietario AMBE Advanced Multi-Band Excitation) che è alla base del sistema D*Star, studiato dai radioamatori giapponesi ma di fatto utilizzato solo nei ricetrasmettitori e controller Icom (oltre a una serie di adattatori "home brewed" sviluppati per connettere ai controller digitali Icom ricetrasmettitori di altre marche). Nelle intenzioni dei suoi due primi promotori Bruce Perens, K6BP e David Rowe, VK5DGR, Codec2 dovrebbe spalancare la strada a una nuova generazione di apparati per la trasmissione radioamatoriale digitale, superando i limiti di AMBE che oggi è strettamente controllato dalla Digital Voice Systems, che blinda persino i chip di controllo, i "vocoder", usati da Icom per i suoi apparati D*Star. Sul sito dell'australiano Rowe si trovano molti approfondimenti su Codec2, basato su un algoritmo di codifica del parlato ad armoniche di sinusoidi, inventato al MIT di Boston e studiato da Rowe per la sua tesi di dottorato.


07 aprile 2010

NPR: i radioamatori nell'era di Twitter

Il programma All Things Considered di National Public Radio si è occupato di radioamatori "ai tempi di Twitter", parlando di un hobby dato per spacciato ma che in realtà (complice anche la decisione di abolire l'esame di radiotelegrafia Morse come requisito per la licenza completa) è addirittura in aumento rispetto al passato. Peccato che i giornalisti di NPR si lascino sfuggire completamente l'aspetto della sperimentazione, che colloca oggi, anche se in una nicchia, la comunità dei radiomatori alla frontiera delle comunicazioni digitali.
Se andate ad ascoltare o leggere la trascrizione del programma, trovate un link interessante a un'altra trasmissione NPR dedicata alla trasmissione di messaggi testuali nel sottosuolo, su frequenze VLF. Viene citato un giovanissimo inventore che ha realizzato questo sistema pensando ad applicazioni come le comunicazioni di soccorso o i contatti tra squadre di ricercatori di diverse discipline. Alexander Kendrick ha stabilito con il suo dispositivo un record di profondità, ricevendo segnali a 300 metri sotto la superficie e meritandosi una citazione su Engadget e soprattutto un viaggio al CERN di Ginevra. Qui trovate un paper sulla sua Underground Radio II.
Ham Radio Growing In The Age Of Twitter
by MATT SEPIC

Only a few years ago, blogs listed ham radio alongside 35 mm film and VHS tape as technologies slated to disappear.
They were wrong.
Nearly 700,000 Americans have ham radio licenses — up 60 percent from 1981, a generation ago. And the number is growing.
Ham radio will never have the sex appeal of the iPhone, but it does have a certain nerd appeal, says Allen Weiner, an analyst at the technology research firm Gartner.
"If it creates its own experience, that's really what's key here," he says. "If it just emulates an experience that you can get online, it's not going to grow."
Newcomers to ham radio include Helen Schlarman, 89, who has a compact, two-way radio in her home in suburban St. Louis. She looks up a friend across town by pushing the talk button, announcing the letters and numbers of his call sign (W-0-S-J-S), and then announcing her own (W-0-A-K-I).
Steve Schmitz's voice crackles through Schlarman's radio.
"Hi Helen, how you doing, W-0-S-J-S?" he says, ending his response with his own call letters.
Many "hams," as they're known, hang postcards from global contacts on their walls, the way hunters show off deer antlers, but Schlarman's chats are mostly local. She says this hobby is perfect for an outgoing person who spends a lot of time inside.
"It's a different community," she says. "There [are] no stereotypes of age; it's just talking and sharing and enjoying."
Until recently, ham radio was declining as older operators died. Then the Federal Communications Commission phased out the Morse code test that many saw as a stumbling block to getting a license. Last year more than 30,000 new applicants signed up to become ham radio operators, according to Maria Somma, an official with the American Radio Relay League.
At a ham radio convention near St. Louis, the crowd swapping antenna parts and other equipment is mostly male, and over 50. But 15-year-old Jonathan Dunn is attending along with his father. He says Facebook and texting are fun, but making friends using a $200 radio that doesn't come with monthly fees is more rewarding.
"With ham radio you can talk to new people, all kinds of ages, races, and it's just amazing what a little radio can do. Because no matter where you're at, if you have the right stuff and the right power you can talk to anyone," he says.
Jonathan's dad, Steve Dunn, says the polite chitchat between ham radio operators is good for teenagers. "If young people have the opportunity to communicate with a wide range of people, that instills a certain amount of confidence in their ability to carry on the lost art of small talk," he says.
Even the most die-hard hams concede that amateur radio will never be a mainstream hobby. With smart phones and other devices, people are more plugged in to the Internet than before. But people are still discovering the joy of communicating with a technology that's existed for nearly a century.

20 marzo 2010

Record di distanza per ricezioni sotto i 9 kHz

I radioamatori tedeschi stanno sperimentando la trasmissione su una frequenza talmente da bassa da richiedere mezzi propagativi un po' particolari. Per esempio il nostro intero pianeta! La frequenza è quella "radionaturale" dei 9 kHz e qualche giorno fa, il 15 marzo, è stato stabilito un record di distanza quando il segnale di Stefan Schaefer DK7FC con una potenza efficace di appena 1,7 milliWatt su 8,97 kHz, è stato ricevuto in Gran Bretagna da Paul Nicholson, a 830 km di distanza in modalità QRSS120 (in precedenza erano stati stabiliti contatti a meno di 20 km). L'antenna utilizzata da Stefan era un filo verticale di 100 metri teso grazie a un aquilone e alimentato con un impianto da 250 Watt. A queste frequenze un'antenna non può essere molto efficiente, da qui la drastica riduzione in termini di potenza effettiva irradiata.
Tra le diverse pagine dedicate a quello che i radioamatori definiscono a volte "Earth Mode" o "Earth Current", posso segnalare Communicating through the ground, accessibile anche sul più ampio portale dell'autore, Roger Lapthorn G3XBM, che dà la notizia del record sul suo blog. Roger propone anche un VLF converter per ricevere questi segnali su un ricevitore a onde corte, ma bisogna ricordare che per questo spettro non occorre una radio, basta collegare una antenna agli ingressi di una scheda audio di buona qualità nel computer e utilizzare un analizzatore di spettro, possibilmente - suggerisce Alberto Di Bene - utilizzando anche «un preamplificatore a basso rumore, basato su un IC con densità di rumore dell'ordine di 1 nV/sqrt(Hz)».
La pagina in cui lo stesso Stefan descrive il suo esperimento con l'aquilone è invece questa, le fotografie sono molto interessanti, soprattutto i particolari sulle bobine di risonanza utilizzate per allungare elettricamente la lunghezza dell'antenna: circa 2 chilometri di filo avvolti intorno a un fusto di plastica da 200 litri.
Altre reference sono quelle di Markus Vester DF6NM, Holger Kinzer DK8KW. Secondo Roger, anche il regolatore britannico OFCOM potrebbe concedere ai radioamatori locali una Notice of Variation simile a quella già concessa per le operazione tra 501 e 504 kHz, per consentire ufficialmente l'uso di frequenze sotto ai 9 kHz, oggi utilizzate anche dal Met Office del Regno Unito. Qui, infine, sul sito di Lionel Loudet dedicato alle Sudden Ionospheric Disturbances, trovate anche un breve elenco di segnali nella banda VLF. I fenomeni ionosferici SID, legati ai brillamenti solari, determinano improvvise "interruzioni di servizio" nella ricezione in onde corte e medie, ma contemporaneamente rafforzano la propagazione in VLF: ecco perché monitorando l'andamento dei segnali in questa banda è possibile misurare anche le SID. Uno dei siti Web più affascinanti in materia è quello di Peter Wilhelm Schnoor, da Kiel. Lo trovate su questo indirizzo. Volendo potete cimentarvi in questo monitoraggio utilizzando uno dei ricevitori proposti da due progetti educativi (SID e AWESOME) dello Stanford Solar Center che coinvolgono le scuole americane nel sorvegliamento dei fenomeni SID. Tutte le informazioni si trovano qui: http://solar-center.stanford.edu/SID/.

15 marzo 2010

Radiofari QRP, il progetto di Ross KB1KGA

Nella mia rapsodica catalogazione di progetti interessanti per radioamatori e DXer ho già avuto modo di parlare di diversi trasmettitori per attività QRP (trasmissione a bassissima potenza) e radiofari propagativi. Ma quello messo a punto da Ross Keatinge KB1KGA, neozelandese residente negli USA, è un vero capolavoro di semplicità, anche per la pulizia del blog che ospita i minuziosi dettagli della realizzazione. Il progetto di Ross utilizza un DDS (sintetizzatore digitale di RF) e su un microcontrollore programmabile che gestisce l'output dei segnali generando le forme d'onda richieste. In genere è il tipico allestimento utilizzato dai radioamatori che "operano" un radiofaro a bassa potenza.
Il dispositivo realizzato si basa su una basetta DDS-60 della Midnight Design Solutions in collaborazione con American QRP Club (la si può ordinare in kit o già montata e testata) e su un microcontrollore Arduino, un hardware/software open source sviluppato da un italiano, Massimo Benzi, che ha utilizzato il chip ATmega 328. Per ottimizzare gli spazi e sfruttare alloggiamenti di dimensioni ridotte Ross ha scelto la Really Bare Bones Board di Modern Device e una piccola interfaccia verso la porta USB del computer, che serve a programmare il tutto. Una manciata di componenti, un codificatore della Mouser, qualche pulsante e un display LCD completano il tutto. Davvero semplice e lineare.
In futuro Ross conta di esplorare le possibilità di implementare il controllo di sistemi di trasmissione più avanzati come WSPR, solitamente gestiti via PC, continuando a sfruttare le capacità di Arduino.
Ecco tutti i link ai componenti necessari per l'assemblaggio.

19 febbraio 2010

ROS modem: salti di frequenza, spettro diffuso,

Un nuovo modo digitale radioamatoriale è stato messo a punto da José Alberto Nieto Ros. Battezzato semplicemente ROS, la modalità utilizza una tecnica di modulazione Frequency Hopping Spread Shopping e occupa quindi uno spettro piuttosto ampio di 2.250 Hz. Sono possibili due modalità a 16 e 1 Baud (simboli al secondo). In queste ore i primi radioamatori stanno testando il software che gestisce questa nuova modalità digitale, capace di rendere intelleggibili i segnali a -35dB di rapporto segnale rumore. Sono tecniche che servono per stabilire connessioni a potenza molto bassa o in condizioni di forte variabilità propagativa. Sul sito di José Alberto trovate il software, la guida utente e un interessante approfondimento sull'FHSS.

30 dicembre 2009

Le radioavventure di Knut, eroe in guerra e sul Kon Tiki

Il giorno di Natale è scomparso Knut Haugland, ultimo superstite della famosa spedizione del Kon Tiki organizzata nel 1947 da Thor Heyerdahl nonché eroe della lotta partigiana in Norvegia. Il Daily Telegraph ha dedicato a questo personaggio un bellissimo necrologio. Haugland, che a bordo della zattera in balsa che attraversà quattromila miglia nautiche di Pacifico da Callao alle isole dei Mari del Sud era per così dire ufficiale delle comunicazioni, si guadagnò un bel po' di decorazioni con le sue azioni di commando, dopo essersi formato prima della guerra come addetto alle radiocomunicazioni militari. Alle missioni dei partigiani norvegesi contribuirono in modo determinante gli apparecchi radio costruiti dalla Hovding Radiofabrik di Oslo.
Insieme all'articolo del Telegraph vi suggerisco la lettura di un testo in francese e inglese sul ricevitore Olga, utilizzato dai partigiani in Norvegia, e un resoconto del viaggio del Kon Tiki raccontato attraverso i collegamenti radioamatoriali con l'imbarcazione, salpata con l'obiettivo di dimostrare la teoria di Heyerdahl della colonizzazione delle isole del Pacifico a partire dal Sud America (teoria dimostrata poi insostenibile dall'analisi del DNA mitocondriale). A bordo, insieme a Haugland, c'era Torstein Raaby, altro ex partigiano e operatore radio. La stazione del Kon Tiki era contrassegnata dal call LI2B.

Knut Haugland

Knut Haugland, the Norwegian commando and explorer who died on Christmas Day aged 92, took part in two of the most adventurous and celebrated exploits of the last century – a daring raid on a suspected Nazi atomic weapons plant in war, and Thor Heyerdahl's Kon-Tiki expedition in peace.

Haugland, who was the last survivor of the six-man Kon-Tiki crew, had met Heyerdahl in 1944 at a special forces training camp in England, and was selected to join the expedition on the basis of the experience he acquired during the conflict as a radio operator.
(…)
Knut Magne Haugland was born on September 23 1917 at Rjukan in the Norwegian province of Telemark. After qualifying as a military radio operator, in 1940 he saw action against the Germans near Narvik as part of the Norwegian campaign.
After the Germans had overrun his country, Haugland found work in the Hovding Radiofabrik in Oslo, where he started covert work in the Norwegian resistance movement, but in August 1941 he was briefly arrested by Quislings, escaped and fled via Sweden to England.
Haugland joined the so-called Norwegian Independent Company, formed to carry out commando raids in occupied Norway, which became one of the most decorated military forces during the Second World War.
He was selected by the Special Operations Executive (SOE) to train with three others for Operation Grouse, the raid on a hydroelectric power station near his hometown where the Allies suspected that heavy water, a key component in the atomic weapons process, was being produced in order to build a Nazi atom bomb.
(…)
Haugland hid on Hardangervidda for two months before going to Oslo to train radio operators for the Norwegian resistance. Despite being known to the Gestapo, he twice used the clandestine sea crossing known as "the Shetland bus" to reach Scotland. In autumn 1943 he visited London for supplies and training in new code techniques and returned by parachute.
In November 1943 he was arrested, only to escape, and his luck and courage held firm again the following year, when, on April 1, one of his transmitters, hidden inside a chimney at the Oslo Maternity Hospital, was located by direction-finding techniques. "The whole building was surrounded by German soldiers with machine-gun posts in front of every single door," Heyerdahl wrote later. "The head of the Gestapo was standing in the courtyard waiting for Knut to be carried down.

(continua)

29 giugno 2009

Corrispondenza dalla fiera di Friedrichshafen

Andrea Borgnino mi ha inviato questa corrispondenza dalla fiera radioamatoriale di Friedrichshafen, conclusasi nel weekend. A questo indirizzo trovate anche una ricca galleria fotografica realizzata dallo stesso Andrea.

Anche quest’anno ho visitato con piacere la fiera Hamradio 2009 di Friedrichshafen e cercherò di riassumere in questo articolo le novità presentate nel mercato radio amatoriale e del radio ascolto. Dal punto di vista delle “radio” e più degli apparati quest’anno la fiera tedesca non ha offerto novità ma si è solo potuto vedere dal vivo apparati che erano già stati presentati in America a Dayton o che erano già apparsi nella pubblicità sulle riviste specializzate. Per essere più precisi ci riferiamo al ricetrasmettitore Hf IC-7600 della Icom e ai due nuovi apparati D-Star Vhf-Uhf ID-E880 e ID-80. Anche in casa Yaesu le novità facevano riferimento ad apparati per le bande Vhf-Uhf già visti a Dayton e più precisamente i veicolari FT-7900, FT-2900 e FT-1900 e i palmari FT-250 e FT 270. Per quanto riguarda la Kenwood niente di nuovo sotto il sole (e la pioggia) di Friedrichshafen solo un manifesto che annuncia un nuovo apparato Hf per il 2010. Le vere novità di questa fiera arrivano invece dal settore della “potenza” e cioè degli amplificatori lineari per le Hf. Il prodotto più atteso è stato di sicuro il nostrano Expert 2K-FA , un lineare completamente a stato solido ad a gestione automatica da 2K per HF e 50 mhz dal peso ridotto (20 kg) e con maggior funzioni rispetto al suo fratello minore da 1 kw (da segnalare i 6 ingressi d’antenna, l’accordatore automatico che si può remotizzare sul tetto e la compatibilità con le antenne SteppIR). Si è fatto molto notare anche il nuovo prodotto della OmPower, l’amplificatore OM3500A capace di ben 3.5 kw di potenza grazie ad un valvola tetrodo GU78B. Per chiudere con gli amplificatori vale la pena segnalare i due nuovi modelli da 600-700 watt a stato solido proposti dalla vicentina Rf-Power. Per quanto riguarda invece il mondo “digitale” in Fiera è stato possibile vedere per la prima volta il nuovo rtx-hf Flex-3000 della Flexradio che è diventato il nuovo apparato entry-level per chi si vuole avvicinare alle HF in modalità Sdr. Per chi vuole ascoltare in digitale è stato presentato un nuovo progetto italiano il PMSDR un ricevitore HF Sdr, realizzato da IW3AUT e venduto in kit con un prezzo contenuto. Il ricevitore è dotato di filtri di banda e richiede per l’utilizzo un pc con Usb e scheda audio. Da segnalare poi una una serie di utili accessori presentati in fiera per il ricevitore Hf Sdr Perseus come il Tmate presentato da Beppe IK3VIG di WoodBoxRadio, un utilissimo controller Usb che permette di comandare le radio Sdr come se si usasse un normale Vfo o il convertitore DCM-2 della Ssb Elettronic che ci permette di ricevere le Vhf (144-148 mhz) in SDR nella banda 28-32 mhz. In due stand era presente per la prima volta sul mercato europeo il nuovo ricevitore Grundig Satellit 750 (Tecsun S-2000) che non sembra aver entusiasmato chi lo ha potuto provare. Sempre in ferie ho avuto la possibilità di incontrare due ingegneri della AOR che mi hanno confermato che stanno lavorando al nuovo ricevitore HF AOR 7070 (il successore dell’AOR 7030) ma ad oggi non c’è ancora una data prevista per la commercializzazione di questo prodotto. Per quanto riguarda invece gli accordatori automatici si è notata la presenza per il secondo anno consecutivo dei cinesi della CG Radio che presentavano i loro prodotti (tra cui la nuova interfaccia per modi digitali Sb2000) e la comparsa di una nuova società come la tedesca H2 che offre un costoso accordatore remoto realizzato per le alte potenze (1.5 kw) in Hf. Anche l’italiana RigCase ha esposto per la prima volta negli stand della fiera tedesca i suoi box “a prova di bomba” per il trasporto di radio e accessori in tutta sicurezza. Da notare invece la completa assenza dell’enorme stand della tedesca Hilberling che presentava quest’anno il suo trasmettitore Hf PT-8000 soltanto su un anonimo manifesto che segnalava che la radio viene distribuita oggi anche dalla Telefunken. Nello stand della Spiderbeam si poteva invece ammirare il nuovo mast in vetroresina da 26 metri che nonostante il prezzo decisamente alto potrebbe offrire nuove opportunità alle spedizioni e alle stazioni contest per la banda dei 160 metri. Sempre per restare in tema di antenne l’oggetto più “desiderato” del padiglione A1 della fiera è stato di sicuro l’enorme traliccio della giapponese Luso da ben 44 metri completamente motorizzato e a quanto sembra acquistato da un radioamatore italiano. Per concludere la rassegna delle novità non bisogna dimenticare i nuovi modelli di paddle e tasti verticali presentati da Piero Begali I2RTF che rappresentavano il top dei prodotti per gli appassionati di radiotelegrafia.



10 aprile 2009

iDuino, come ti controllo il radiofaro

Ted Doty AA5CK ha realizzato una interessante pagina dedicata ai suoi esperimenti sul microcontrollo dei radiofari amatoriali per la banda dei 30 metri (10.140 kHz). Come accennavo in un post recente, Ted ha cominciato a utilizzare un clone di Arduino chiamato iDuino e ha scoperto che la programmazione sembra essere molto facile. Sulla sua pagina ha pubblicato diversi "sketch", i brevi listati in un linguaggio che sta a metà tra l'assembler e l'alto livello. Tutti programmini capaci di gestire iDuino in modo da fargli trasmettere la sequenza morse per l'identificazione del radiofaro. Sono stati utilizzati diversi modi, dal CW/QRSS classico alle varianti di morse a due toni che consentono di trasmettere un maggior numero di informazioni sfruttando una ampiezza di banda solo marginalmente più estesa. Il radiofaro sperimentale di Ted utilizza iDuino come "keyer" cioè come sequenziatore morse, mentre la trasmissione è affettuata con un semplice oscillatore amplificato realizzato con un kit di montaggio della Nightfire Electronic che costa solo 7 dollari. Il kit di iduino già assemblato costa invece 23 dollari da Fundamental Logic.

07 aprile 2009

WSPR sussurri di autocostruzione


Nella comunità radioamatoriale è sempre più diffuso l'interesse nei confronti del sistema di trasmissione digitale a bassissima potenza WSPR (pronunciato "whisper"), una modulazione numerica a banda stretta inventata addirittura da un premio Nobel per la fisica, K1JT, Joe Taylor. Si tratta di una modalità di ricetrasmissione non sorvegliata, basata su software, utilizzata da un network di stazioni-faro che offrono l'opportunità di studiare l'andamento della propagazione. La gamma di frequenze più comuneè quella dei 30 metri, intorno ai 10.140 kHz. Ieri ho letto con grande interesse l'intervento di Paolo Cravero, grande esperto di telegrafia lentissima (QRSS), sul suo blog a proposito di un accorgimento per la trasmissione WSPR "senza computer". In sostituzione del setup classico costituito da un computer con il programma di Joe Taylor e della sua scheda audio collegata a un trasmettitore, Paolo sta studiando il modo di servirsi di un player MP3 che rimandi in loop continuo, verso il trasmettitore l'audio della banda base del segnale WSPR preregistrato. Grazie a questa idea sarebbe possibile realizzare radiofari amatoriali del tutto autonomi, che non necessitano di controllo a microprocessore o di computer più evoluti. WSPR tuttavia è una modalità che richiede dei livelli di sincronia abbastanza elevati, mentre i player mp3 introducono degli inevitabili ritardi nella riproduzione audio in loop, quindi Paolo sta studiando come confezionare la registrazione, quanti intervalli di latenza inserire o rimuovere, con lo scopo di ottenere un loop capace di funzionare abbastanza a lungo (prima di far perdere la sincronia al software di ricezione).
Paolo afferma di aver avuto questa idea stimolato dalla lettura di SoldersmokeBlog, il diario di un radioamatore americano di stanza a Roma (credo che sia in diplomazia), Bill Meara N2CQR. Bill ha creato un'autentica piazza virtuale per autocostruttori della radio con i suoi siti che comprendono lo spazio dedicato ai progetti, Gadgeteer, il già citato blog SolderSmoke, un negozio online di merchandising in tema (magliette, mugs, cappelli) e un archivio di podcast che hanno per protagonisti Bill e numerosi ospiti che discutono di elettronica radioamatoriale e argomenti vari (ci sono già più di cento episodi). In un recente post Bill parla di un bellissimo progetto per un ricetrasmettitore modulare WSPR quarzato sui 30 metri messo a punto da un altro radioamatore americano, Gene Marcus W3PM. Il progetto del WSPR Transceiver di Gene si trova in questo documento pdf molto dettagliato. Sull'ultima edizione del podcast di Soldersmoke si parla anche di un altro approccio alla codifica WSPR, basata in questo caso sui microcontroller della famiglia Arduino. Non conoscete Arduino? E' un progetto di microntrollori open source davvero affascinante. Il progetto WSPR di cui parla Bill utilizza un clone di Arduino chiamato iDuino, la cui descrizione (con tanto di shop online) si trova qui. Magari su questo argomento ci torniamo un'altra volta.

06 dicembre 2008

Kenwood e AvMap, APRS satellitare al Motorshow

Nell'edizione 2008 del Motorshow attualmente in corso a Bologna, Kenwood e AvMap, specialista italiano in cartografia digitale e sistemi di navigazione GPS, presentano una soluzione dedicata ai radioamatori operativi sul servizio APRS. Il car navigator Geosat 5 Blu APRS è la prima soluzione di questo tipo compatibile con i ricetrasmettitori radioamatoriali Kenwood, tra cui il nuovo TM-D710E.

AvMap e Kenwood insieme per presentare in Italia il primo sistema GPS interamente dedicato ai radioamatori

- Il nuovo Geosat 5 Blu APRS in anteprima presso lo stand AvMap al Motor Show di Bologna
- Uno strumento utile e prezioso anche nelle operazioni di soccorso

AvMap, unico player italiano conosciuto a livello mondiale nel mercato della navigazione satellitare, presenta in anteprima italiana il Geosat 5 Blu APRS, la prima soluzione GPS dedicata ai radioamatori compatibile con gli apparecchi APRS di Kenwood, tra cui il nuovo ricetrasmettitore TM-D710E.
La partnership tra AvMap e Kenwood è nata nel 2004 negli Stati Uniti con Kenwood North America, e a seguito dei molteplici successi ottenuti si è rapidamente estesa in tutta Europa a partire dalla Germania e dal Regno Unito. AvMap con questa soluzione raggiunge una nicchia di mercato con esigenze specifiche, fornendo ai radioamatori un prodotto professionale e personalizzato. Questo è reso possibile dalla struttura dell’azienda stessa, che cura internamente ogni step produttivo, dalla progettazione alla realizzazione di ogni singolo sistema GPS sia dal lato hardware che da quello software, potendolo quindi adattare ad ogni esigenza.
Il Geosat 5 Blu APRS è un navigatore portatile specifico per i radioamatori, tanto che è divenuto la soluzione APRS per eccellenza. Se collegato a un apparato Kenwood TM-D710E, Geosat 5 si comporta sia come GPS che come display. Geosat 5 trasmette le informazioni GPS al ricetrasmettitore e visualizza sullo schermo a colori da 5’’ i Beacons APRS che la TM-D710 sta ricevendo. I Beacons, sia fissi che in movimento, vengono mostrati con le icone APRS standard.
Il software di Geosat 5 Blu APRS, inoltre, è dotato di una particolare opzione, “intercetta l’obiettivo”, che lo rende prezioso durante le operazioni di soccorso. Il navigatore, infatti, può essere impostato per navigare in direzione di un contatto APRS in movimento, ed è in grado di ricalcolare automaticamente e autonomamente il cambiamento di posizione. La modalità “tactical” permette anche di selezionare un contatto APRS in movimento per controllare oltre al call sign e alla posizione, anche la sua velocità, direzione e altitudine.
Per soddisfare le caratteristiche di portabilità presenti in ogni prodotto AvMap, il Geosat 5 Blu APRS è dotato di un’entrata audio video, della tecnologia Bluetooth integrata per le chiamate in vivavoce, e delle mappe europee Tele Atlas, che lo rendono un GPS utilizzabile sia per le applicazioni APRS che per la navigazione classica.
Sarà possibile vedere il Geosat 5 Blu APRS in anteprima in Italia al Motor Show di Bologna allo stand AvMap (stand 18 padiglione 25).

19 ottobre 2008

Il turista spaziale, radioamatore, trasmette verso terra

Christian, di nuovo a casa sua dopo una piccola deviazione di percorso (bentornato), mi ha scritto chiedendomi tra l'altro: ma perché proprio su Radiopassioni non si parla di Richard Garriott? Per chi non leggesse i giornali Garriott è il nuovo "turista spaziale" partito qualche giorno fa, a bordo di un vettore russo, per raggiungere la Stazione Spaziale. Ma non ho problemi nel rispondere alla domanda di Chris. Il fatto che io sia rimasto fermo un paio di giorni per l'ennesimo disco crashato (la seconda volta in un mese e ancora durante un aggiornamento software con la procedura automatica di Mac OS X Leopard, un durissimo colpo per uno zelota della vera fede quale io sono) sarebbe solo una scusa. La realtà è che non sapevo, forse perché i giornali "normali" non lo dicono, che Garriott fosse un attivo radioamatore (W5KWQ) che in queste ore trasmette a più non posso sulle frequenze VHF del veicolo orbitante. Non solo, Richard è addirittura figlio del primo radioamatore nello spazio, Owen Garriott (W5LFL) un fisico specializzato in studi sulla ionosfera che stabilì il primo collegamento (QSO) amatoriale nel 1983, 25 anni fa, a bordo dello Space Lab sullo shuttle Columbia.
Dopo essermi letto certi particolari biografici su Wikipedia, sono andato sul sito della ARRL, l'American Radio League e soprattutto sul sito dell'ARISS, Amateur Radio on the ISS per avere anche i dettagli sul tipo di trasmissioni che sarà possibile ricevere per qualche giorno ancora (il ritorno a terra di Richard è previsto per giovedì). Con il suo call e con quello della stazione spaziale, NA1SS, Richard trasmette in fonia ma anche in slow scan television (SSTV) sul downlink a 145.8 MHz in VHF (tra l'altro si ricevono segnali con equipaggiamenti molto modesti). L'immagine che vedete qui a destra è stata "scattata" proprio da Chris.
Garriott è noto soprattutto nell'industria dei videogiochi, per le sue virtù di programmatore e inventore di titoli molto famosi. Il sito Richard in space racconta in questi giorni le sue avventure spaziali.
Richard Garriott, W5KWQ, Gets Busy from Space
Richard Garriott, W5KWQ, is following in the footsteps of his father astronaut Owen Garriott, W5LFL, as he plans to make Amateur Radio contacts from space.

Richard Garriott, W5KWQ, took off for the International Space Station (ISS) on Sunday, October 12, becoming the sixth private citizen to fly with the Russian Federal Space Agency (RKA) for a short-term mission on the ISS. Not two hours after he arrived on the ISS on October 14, Garriott was making ham radio contacts, just as his father, Owen Garriott, W5LFL --the first ham to make QSOs from space -- did in 1983. Richard is scheduled to return to Earth on Thursday, October 23.
Amateur Radio on the International Space Station (ARISS) International Chairman Frank Bauer, KA3HDO, said that not only did Richard start making QSOs almost immediately after docking to the ISS, he also started SSTV operations. "We have had a number of image uploads on the [ARISS Web] site by hams from all around the world. A volunteer ARISS team is working 24/7 during Richard's flight to review these images, to understand how the SSTV operations are progressing and to include some of these images on the Gallery pages [on the ARISS Web site]. All uploaded images have been archived and are being reviewed." Bauer asked hams to continue to upload these images, as they help the ARISS team analyze and redirect the SSTV operations. He also said that a blog providing the latest ARISS information for Richard's expedition is available.
"Richard is really not supporting SSTV uplinks during his short duration mission," Bauer said. "The downlink is on the normal ARISS VHF downlink, 145.80 kHz." For general voice contacts, Bauer recommends the regular general voice frequencies: 145.80 for the downlink and 144.49 in Region 2 (Americas) and 145.20 for Region 1 (Europe, Africa, Middle East) and Region 3 (Australia, Asia) for the uplink. "Richard and Mike Fincke, KE5AIT, have been on the air on voice since shortly after docking [on Tuesday]," Bauer said.
"Richard is great!" said ARRL ARISS Program Manager Rosalie White, K1STO. "First he wanted to do a QSO with the mayor of his hometown -- Austin, Texas -- then he asked us to sponsor an Austin school QSO. He got the mayor to bring kids into the mayor's office for the QSO! Last I heard, several busloads of kids were being brought to the mayor's digs. And right after that QSO, he thrills hams with more QSOs. We've gotten several notes from hams who talked to Richard saying they had talked to his dad years ago, too. Pretty cool!"
Richard also chose the Budbrooke Primary School in Warwick is England to make QSOs with. "The QSO will enhance their technology and ham radio studies. ARISS Vice Chairman Gaston Bertels, ON4WF, in Belgium is mentoring this school," White said.
Richard has also scheduled a QSO with two groups who are in the ARISS queue: Pinehurst Elementary School in Ashland, Oregon, and the National Planetarium in Kuala Lumpur, Malaysia. The teacher at the Oregon school is leading the ham radio presentations and space-related lessons; John Spasojevich, AG9D, of Indiana is mentoring this school. The planetarium QSO will be coordinated by ARISS volunteer Sangat Singh, 9M2SS, using the planetarium's club call sign 9M2SS. Part of the planetarium's Space Challenge educational activities, the QSO is scheduled on the day Richard is required to pack his belongings for his return to Earth. If he becomes too occupied with packing and other required duties, Mike Fincke, KE5AIT, the commander of Expedition 18, could assist with the QSO.
Because Jamboree on the Air (JOTA) takes place on while Richard is on the ISS, he hopes to hook up on the air with Scouts. "Past experience shows that scouts love talking to hams in space," White said. "The ARISS Team feels the most important aspect of Richard's mission is to pique students' interest in science and technology through the ARISS QSOs."
Bauer explained that Richard Garriott's flight on the ISS is "a part of history. Some of you have asked why Richard is using his call sign for some QSOs and SSTV contacts, instead of the ISS station call signs. There is a long and proud history that is attached to the Garriotts. This includes ham radio in space and their personal call signs. Twenty-five years ago, Richard's father, Owen Garriott, W5LFL, initiated the first ham radio contacts from space on the STS-9 SAREX mission. Richard, W5KWQ, is following in his father's footsteps, using the ARISS ham radio system extensively on his first flight. Richard's call sign is actually his grandfather's original call sign. So you can see that this mission touches three generations of ham radio and two generations of ham radio in space!"

ARISS Flight Update
October 15, 2008

It was quite an exciting day for ARISS yesterday with the Expedition 18 crew docking and the start up of Richard Garriott's ham radio activities. Here are some updates and plans for ARISS during Richard's flight.
Richard, W5KWQ, fired up the radio and started SSTV operations just a couple of hours after docking. Prior to flight, Richard planned to support a slide show mode using the SpaceCam software and the SSTV interface box at the beginning of his flight. This is what you saw yesterday. Richard downlinked a number of SSTV images using Martin 1, a higher quality but longer transmit SSTV mode. The Russian team, led by Sergey Samburov, RV3DR, had requested testing several high quality image modes during Richard's flight, so don't be surprised if you see Martin 1 or other high resolution SSTV modes during Richard's flight. We asked Richard to move to the default Robot 36 mode for the time being and to space out the images once every 3 minutes to reduce the radio transmit duty cycle. Richard confirmed that he will support this. He also has transitioned to the VC-H1 as this will allow Richard to use the computer to support his Earth ops and still support SSTV.
We have over 300 image uploads on the Gallery site by hams all around the world! The ARISS team appreciates your volunteer support through all the SSTV images that have been uploaded. A volunteer ARISS team is working 24/7 during Richard's flight to review these images, to understand how the SSTV operations is progressing, and to include some of these images on the Gallery pages. ALL the images you have uploaded have been archived and are being reviewed. Please continue to upload these images as they help the ARISS team analyze and redirect the SSTV operations. You are welome to upload these through the gallery page:

http://www.amsat.com/ARISS_SSTV/

We also have a blog available that provides the latest ARISS information for this expedition. That blog is located at:

http://www.ariss-sstv.blogspot.com/

You can also reach these sites through the ARISS website:

http://www.ariss.org

Some other information:

SSTV uplink/downlink: Richard is really not supporting SSTV uplinks during his short duration mission. The downlink is on the normal ARISS VHF downlink, 145.80.
General Voice Contacts: Use the regular general voice frequencies. 145.80 downlink. Uplinks are 144.49 in Region 2 (Americas) and 145.20 for Region 1 (Europe, Africa, Middle East) and Region 3 (Australia, Asia). Richard and Mike Fincke, KE5AIT, have been on the air on voice since shortly after docking yesterday.
Sleep Period Activity: We have asked the crew to turn packet on during sleep periods. Our intent is to keep SSTV active during their work day. The rationale for this is that we are having some issues with the software based (SpaceCam) SSTV system occasionally keeping the radio keyed down after an image transmission. And we have a limited set of Russian batteries available during Richard's flight for the VC-H1.
Additional SSTV Information: The computer-based SSTV can also support SSTV picture taking using a USB camera. We don't anticipate Richard using this as his primary SSTV operations for his mission will be with the VC-H1. The USB camera was checked out over the weekend by the Expedition 17 crew, where they took photos of themselves and downlinked these to the ham community.