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18 giugno 2013

Utilissimo servizio dell'associazione Aeranti Corallo, che sul suo sito istituzionale ha messo a disposizione tutti i materiali relativi alla recente edizione del Radio-TV Forum romano. La ricca Galleria Eventi multimediale mette a disposizione in particolare gli interventi (filmati e slide) del seminario che ha analizzato il test DAB+ attualmente in corso nelle province di Trento e Bolzano. Vale decisamente la pena seguire i primi interventi (Marco Rossignoli di Aeranti, Vincenzo Lobianco di Agcom e Stefano Ciccotti) perché i relatori affrontano anche i problemi frequenziali di una radio digitale che continua - paradossalmente - a soffrire dell'impossibilità di controllare l'intero spettro VHF originariamente pensato per il DAB. Il fatto di avere la disponibilità di blocchi solo "a macchia di leopardo" (continuano per esempio a esserci difficoltà nel disporre dei blocchi 13 e 11) nuoce al libero sviluppo della radiofonia digitale in Italia, una tecnologia che ancora oggi, a switchoff televisivo analogico ormai concluso, deve contendere le sue frequenze con i militari (i caccia comunicano su frequenze molto vicine quando non sovrapposte) e operatori televisivi. Per fortuna sembrano arrivare notizie positive da un versante autorevole come il Ministero dello Sviluppo Economico. L'11 giugno - come mi segnala l'amico Giorgio Guana, country manager di Pure, tra i maggiori fornitori di ricevitori digitali - si è tenuta davanti alla commissione parlamentare IX (trasporti e telecomunicazioni). Intervenendo insieme al ministro Zanonato, il viceministro (ed ex commissario) Antonio Catricalà ha espressamente citato la radiofonia digitale nella sua relazione sulle attività nel settore da parte del Governo. Qui potete trovare l'intero PDF della relazione ma il punto che ci interessa è questo (la sottolineatura è mia): 
LA RADIOFONIA
Un discorso a parte merita la radiofonia, un mezzo “storico” vivo e vegeto, ma, di cui poco si parla.
La radiofonia è entrata nel percorso del digitale da qualche anno ed è giunto il momento per promuovere una fruizione di massa della tecnologia, anche in considerazione del fatto che è ormai disponibile su ampia scala un’offerta di contenuti e servizi non solo all’altezza di quelli diffusi con la vecchia tecnica analogica, ma per certi aspetti più moderna e avanzata. Basta pensare che esistono oggi contenuti radiofonici digitali che consentono di accompagnare l’ascolto con la visione di immagini su apparati mobili.
Il sistema Paese si sta muovendo in digitale, sarebbe incomprensibile se l’unico mezzo di comunicazione di massa a non seguire questo trend fosse la radiofonia.
Su queste basi ci si sta muovendo per promuovere un passaggio stabile alle trasmissioni radiofoniche digitali, e questo progetto è già stato avviato cominciando dal Trentino Alto Adige.
L’Italia è da sempre pioniera delle evoluzioni tecnologiche e la radiofonia ne è un esempio. Siamo tra i pochissimi Paesi in cui già oggi è disponibile un’offerta radiofonica negli standard tecnologici più evoluti, vale a dire il DAB+ e il DMB. Occorre tenere conto e valorizzare queste esperienze incentivando gli operatori che le hanno implementate a diffonderle ulteriormente, facendo sì che i benefici dell’uso di tali nuove tecnologie siano destinati all’utenza.
Il percorso per la completa digitalizzazione della radiofonia non appare particolarmente accidentato, anche in conseguenza del fatto che opportunamente si è scelto di partire affiancando il vecchio e il nuovo, cioè l’analogico e il digitale.
Sul piano della pianificazione e della gestione delle frequenze vi sono ancora alcuni punti aperti, sui quali tuttavia il Ministero e l’Autorità stanno lavorando e le prospettive di soluzione appaiono concrete e prossime.
L’intervento in questo settore, condiviso con gli operatori potrà essere incisivo, ordinato e tempestivo. Diversamente si rischierebbe di azzerare il vantaggio competitivo e il ruolo di leadership tecnologica che il Paese si è garantito nel contesto della digitalizzazione del sistema delle comunicazioni.

Qualche motivo di ottimismo forse c'è, ma perché parlo di situazione paradossale in Italia? Perché nel frattempo è ormai chiaro che l'intera Europa si sta muovendo in direzione della radio DAB+. Lo stesso Guana mi riferisce per esempio due notizie che arrivano dall'Est. e che ho cercato di approfondire L'authority slovena ha appena avviato le consultazioni per la creazione di un primo network nazionale DAB+ in sostituzione dell'attuale piattaforma DAB tradizionale che attualmente copre una parte limitata del territorio con pochi canali e la cui licenza scadrà quest'anno. Con Google è possibile tradurre abbastanza bene la notizia del bando consultivo apparsa pochi giorni fa sul sito della APEK. Seguendo il link potete arrivare facilmente alle domande cui rispondere e quali sono le modalità per la partecipazione. La sottomissione dei pareri deve avvenire entro il 3 luglio.
A quanto sembra, infine, anche la Polonia sarebbe intenzionata a implementare una infrastruttura DAB+. Lo avrebbe dichiarato il presidente dell'authority KRRIT. Nel novembre del 2011 l'organismo aveva anch'esso bandito una consultazione, specificando che nel 2013 sarebbe stato possibile partire con uno o forse due multiplex nazionali seguiti da un terzo network nel 2015. Oggi questi piani suonano un po' ottimisti ma non è inverosimile pensare a un primo network entro un anno e mezzo. In Italia rischiamo ancora una volta di arrivare nel gruppo di coda, dobbiamo risolvere una volta per tutte i problemi di gestione dello spettro e premere sull'acceleratore di una tecnologia che non potrà non stimolare la creatività degli editori attuali e l'arrivo di nuovi entranti.

10 settembre 2012

L'Unione: l'Europa ha bisogno di uno spettro radio più condiviso

Un bell'intervento di Guido Scorza, cybergiurista, a proposito di politiche di gestione dello spettro radio è apparso sul blog di Guido su Wired ed è stato ripreso da diverse altre fonti.
Tutto parte dalla raccomandazione "Promuovere l’uso condiviso delle risorse dello spettro radio nel mercato interno" che Bruxelles ha inviato agli Stati membri dell'Unione per stimolare un dibattito sulla creazione di regole comuni a favore di una gestione più condivisa e smart (nel testo si parla ovviamente di "tecnologie che migliorano la radio cognitiva, la condivisione dinamica e l’aggregazione dello spettro", ma anche di white spaces e altri concetti trattati qui sul mio blog). Al centro della raccomandazione c'è il documento "Perspectives on the value of shared spectrum access", uno studio commissionato dall'unione alla SCF Associates (ci ha lavorato anche l'amico Robert Horvitz) sui vantaggi, anche economici, che deriverebbero impiego più condiviso di risorse spettrali che sono per definizione scarse ma possono essere ottimizzate grazie a tecnologie come appunto la radio cognitiva. L'ambizione dei dirigenti europei è ovviamente quella di adeguare le normative a uno scenario di assoluto dominio delle cosiddette RadioLAN e della banda larga wireless, un tema che seguo molto da vicino per le implicazioni su un settore della radiofonia (e dell'intera industria editorial-musicale associata ai contenuti radiofonici) che si sta sempre più polarizzando tra sistemi di distribuzione tradizionali e online.
Guido Scorza alla fine si chiede se l'Italia è pronta ad accettare la sfida, a rendere più dinamici i processi decisionali e regolamentari in materia. La domanda però suona parecchio retorica e sembra anticipare una risposta negativa. In ogni caso sono documenti molto interessanti da leggere, facendo finta di vivere in un paese normale.




17 febbraio 2012

WRC-12, Ginevra approva i 472-479 ham radio e dà il via al digitale nelle marittime VHF

Con le ultime formalità e le firme degli accordi ratificati si concludono oggi a Ginevra i lavori della World Radiocommunication Conference 2012, che ha visto tremila partecipanti da 165 nazioni delle 193 che compongono l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni più un centinaio di osservatori dalle 700 aziende del settore privato e gli organismi internazionali.
Qui di seguito i punti salienti della discussione in agenda e delle decisioni in materia di regolamentazione dello spettro radiotelevisivo. Osservo solo quello relativo alla banda marittima VHF, oggi molto utilizzata per le comunicazioni portuali e marittime, in fonia e AIS. La WRC-12 prevede di dare ulteriore spazio in questa banda alle tecnologie di comunicazione digitale.
Nella lista, presa dal comunicato stampa di oggi dell'ITU, manca il particolare del punto 1.23 in agenda, riferito a una nuova allocazione di 15 kHz in banda MF (300-3.000 kHz) da riservare alle comunicazioni radioamatoriali. Il punto è stato parzialmente approvato e i radioamatori avranno la possibilità (la regolamentazione definitiva spetta ovviamente ai singoli organismi nazionali) di utilizzare una porzione di 7 kHz compresa tra le frequenze di 472 e 479 kHz per contatti con potenze massime di 1 Watt EIRP, con la possibilità di concedere fino a 5 W alle stazioni poste a non meno di 800 km dai confini della nazioni che intendono tutelare meglio l'uso di queste frequenze per i sistemi di radionavigazione. Una prima lista di queste nazioni è stata messa in calce al documento finale e questo significa per esempio che Algeria, Cina, Russia, Iraq, Giordania, Qatar, non avranno radioamatori operativi su 472-479. A quanto ne so anche in Italia siamo piuttosto lenti a recepire queste novità e i radioamatori locali ne risulteranno penalizzati (anche se a quanto ricordo non ci sono radiofari italiani sopra i 470 kHz).

Key WRC-12 highlights:

Spectrum for International Mobile Telecommunications (IMT)
In addition to the use of the 790-862 MHz in Regions 1 and 3, WRC-12 considered further spectrum allocations to the mobile service, including International Mobile Telecommunications (IMT) to facilitate the development of terrestrial mobile broadband applications in the frequency band 694 – 790 MHz. This issue has been placed on the WRC-15 Agenda together with the need to consider additional spectrum allocations for the mobile service.

Increase efficiency in the use of the spectrum/orbit resource
In addition to the clarification of the notion of bringing into use of satellite network frequency assignments (satellite deployed and maintained at the notified orbital position for a continuous period of ninety days), WRC-12 also mandated the ITU Radiocommunication Bureau to initiate enquiries to administrations to provide information on the movement of satellites. Improved due diligence information, including more detail information on the identity of the spacecraft used for the operation of the frequency assignments was also agreed to foster the long term access and development of the Broadcasting Satellite Service (BSS) in the 21-4-22 GHz band in Regions 1 and 3. WRC-12 improved the satellite coordination by reducing the coordination arc in parts of the most congested spectrum and agreed to look into the possibility of further reductions.

Early warning, disaster mitigation and relief operations
With reference to emergency telecommunications, WRC-12 addressed the application of new technologies, such as IMT and intelligent transport systems (ITS) to support or supplement advanced public protection and disaster relief applications.
WRC-12 instructed ITU-R to continue studying aspects of radiocommunications and ICT that are relevant to early warning, disaster mitigation and relief operations and encouraged administrations to consider using identified frequency bands when undertaking their national planning for the purposes of achieving regionally harmonized frequency bands or ranges for advanced public protection and disaster relief solutions.

Earth observation’s societal and economic value recognized
WRC-12 focused on “The importance of Earth observation radiocommunication applications” in collecting and exchanging Earth observation data to maintain and improve the accuracy of weather forecasts, which contribute to the protection of life and preservation of property around the world. The Conference reaffirmed that Earth observation applications have considerable societal and economic value and urged administrations to protect the Earth observation systems in the related frequency bands.

Meteorological-satellite service gets more bandwidth
Non-geostationary satellites are an important part of the space-based Global Observing System and WRC-12 allocated additional spectrum to the meteorological-satellite service.
Satellite remote passive sensing
WRC-12 updated spectrum use aimed at the future of Earth observation applications with the development of passive sensors flying on meteorological and environmental satellites to monitor water vapour and oxygen spectral lines, which are needed for ice cloud and precipitation measurements and for storm monitoring and climate studies.

Oceanographic radars get support
WRC-12 adopted the relevant protection levels for interference caused by oceanographic radars. These radars operate using ground-waves that propagate over the sea to measure coastal sea surface conditions in support of environmental, oceanographic, meteorological, climatological, maritime and disaster mitigation operations and for the surveillance of coastal pollution, fisheries management, search and rescue, beach erosion, and maritime navigation.

Maritime services
Maritime communication requirements to support safety systems for ships and ports
WRC-12 addressed maritime communication requirements to support safety systems for ships and port operations. The conference included new provisions in the Radio Regulations to improve satellite detection of automatic information systems using VHF channels.

Transmitting frequencies in the VHF maritime mobile band
The conference also considered the use of new technologies in the maritime service needed to the “Table of transmitting frequencies in the VHF maritime mobile band”, which defines the channel numbering for maritime VHF communications based on 25 kHz channel spacing as well as where digital technologies could be deployed.

Aeronautical services
WRC-12 decided that necessary spectrum would be available for the introduction of applications and concepts in air traffic management that can support data links carrying safety-critical aviation information. These systems will enhance aeronautical communications capability and – in conjunction with more precise navigational capabilities – allow flight routing to be more efficient, resulting in fewer delays, shorter flight times on average, lower fuel costs and reduced CO² emissions. ITU-R will continue to study any compatibility issues between the broadcasting service and aeronautical mobile (route) service in the band 108–117.975 MHz that may arise from the introduction of digital sound broadcasting systems.

Aviation safety
The growth in the aviation industry calls for expanded capacity of mobile communication links that can operate over the horizon. WRC-12 decided that notifying administrations of mobile-satellite service networks shall accommodate the spectrum needed for distress, urgency and safety communications of the global maritime distress and safety system (GMDSS) and for the aeronautical mobile-satellite (route) service communications.

Aeronautical mobile (route) service
Aeronautical mobile (route) service systems are critical for various air traffic and flight safety communications. Some of the communication systems, such as traffic information, automatic dependent surveillance-broadcast, and flight information provide easily accessible air traffic information to multiple air traffic managers at the same time, allowing for more efficient use of airspace. The allocation of the frequency band 960−1164 MHz to the aeronautical mobile (route) service is intended to support the introduction of applications and concepts in air traffic management which are data intensive and which could support data links that carry safety critical aeronautical data.

Aeronautical mobile to protect other primary services in 37−38 GHz band
A number of countries are deploying space research service earth station receivers in the band 37−38 GHz to support manned near-Earth missions and deep-space missions. WRC-12 decided to exclude the aeronautical component of this mobile service allocation to ensure proper protection of existing and planned space research and mobile services.

Aerospace surveillance
WRC-12 addressed the lack of spectrum available for aerospace surveillance and tracking the launch and manoeuvring of spacecraft and provided an additional allocation in the frequency band 154−156 MHz to the radiolocation service in some countries.

21 aprile 2011

Dividendo digitale in banda UHF, il caso nel Regno Unito


Mentre in Italia la questione del "tesoretto" delle frequenze UHF lasciate libere dal passaggio alla televisione digitale terrestre ha già scatenato un autentico psicodramma tra gli operatori telefonici che pretendono frequenze possibilmente gratis, i broadcastar duopolistici che sminuiscono l'importanza dei futuri servizi a larga banda mobili (chissenefrega di "falsi problemi" come il digital divide, perdinci! Come facciamo a trasmettere le nostre telepromozioni e le partite della nostra squadra in paytv?) e gli editori televisivi locali che rischiano solo di fare la fine dei capponi di Renzo.
In questi giorni mi sono arrivati un paio di documenti dell'Authority britannica, l'OFCOM, che mi piace sempre citare come esempio quando si tratta di politiche di gestione dello spettro delle radiofrequenze. Suggerirei agli amici di Agcom di andare a scaricarsi due documenti:

La pubblica consultazione avviata il 22 marzo sul futuro dei 250 MHz (!) da assegnare nelle due bande degli 800 e 2,6 GHz prevede la pubblicazione di una serie di documenti cui si aggiunge il "modello tecnico" costruito dall'OFCOM per simulare l'ipotetico rendimento di una rete LTE, pubblicato oggi. Suggerisco inoltre di scaricare anche il documento "Low-power shared access to spectrum for mobile broadband" un report di quasi 200 pagine preparato da Real Wireless.
«At this stage we are not seeking to reach a view on how the UHF spectrum should be allocated in future. Instead, we want to invite comments from stakeholders on the factors that will have a bearing on how the future use of UHF spectrum will further the interests of citizens and
consumers and what if any issues arise from this perspective,» scrive l'OFCOM. «Any decisions on any future adjustments to the allocation of the UHF spectrum would necessarily need to be taken nearer to the time when they could be implemented given the inherent uncertainty on a number of key factors such as how the market will develop or the result of international harmonisation decisions.»
E ancora: «The award of this spectrum is vital to the UK's economic and social growth. It will enable mobile operators to meet the significant growth in demand for mobile data. This is being fuelled by growth in the take up of smart phones and tablets, offering services such as video streaming, social networking and mobile gaming, as well as applications such as messaging and email. Access to this spectrum is expected to be vital to the future commercial success of existing and prospective new entrant mobile network operators.
The proposals set out in this consultation are likely to shape the future competitiveness of the mobile sector for at least the next decade. We set out in this consultation document our assessment of the impact of the distribution of spectrum on future competition in mobile markets, and our proposals for the rules that should apply, in the auction and more generally, to promote competition.»
Per riassumere: la disponibilità delle nuove frequenze da assegnare a servizi dati mobili a larga banda da parte di operatori nuovi o consolidati che siano è "vitale per la crescita economica e sociale del Regno Unito". Vista l'importanza della posta in gioco, OFCOM invita tutti gli stakeholders, le parti interessate, a sottoporre le loro osservazioni sui "fattori che andranno a impattare su come i futuri impieghi dello spettro UHF promuoverà l'interesse di cittadini e consumatori."
Come sempre mi sembra di essere capitato non sul sito di OFCOM bensì direttamente sul pianeta marte. Al posto di un regolatore, un organo di garanzia, che coordina la discussione cercando di fare chiarezza molto *prima* che il governo decida di mettere all'asta determinate frequenze (e quali), qui in Italia abbiamo il solito pollaio. Ieri per esempio il broadcaster filo- o protogovernativo Mediaset ha diffuso una pacata nota per lamentare come «nel mondo di Internet ''regna la totale assenza di regole e di controlli'' mentre nel mercato televisivo ''vi e' una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione.''». Povero nano. A parlare - evidentemente ignorando il recepimento delle normative europee sui new media da parte di un ministro che più amico del giaguaro di così non si potrebbe - è, lo avete indovinato, il presidente di Mediaset, un giovane molto dinamico e aperto alla crescita sociale e culturale degli italiani chiamato Fedele Conalonieri. In questo presunto Far West in cui la televisione commerciale italiana è costretta come in un ghetto, privata dei mezzi più elementari e di ogni spazio di crescita commerciale, «ci va di mezzo tutto ciò che è creazione intellettuale, contenuto originale, copyright.» Creazione intellettuale? Forse si riferisce al Grande Fratello. Contenuto originale? Forse intende il mercato delle vacche dei famigerati "format televisivi", tutti uguali, tutti melensi o nevrotizzanti.
Lassù sul pianeta marte, oltre la siderale distanza della Manica, al posto dei diktat incrociati, delle minacce al testosterone, degli eterni "lei non sa chi sono io" ricorrenti in una economia che capisce solo le peggiori forme di protezionismo di puro stampo dirigista sovietico, si studiano le diverse alternative, si discute, si decide tutti insieme. Da quando è iniziato il percorso che sta portando tutta Europa alla tv digitale, i marziani della perfida Albione conoscono per esempio quale sarà il futuro aspetto della loro banda UHF. Questo:


I marziani cercano di conseguenza di fare posto per tutti, negli inevitabili limiti fissati da una risorsa flessibile purtroppo non è elastica. Qui marte, a voi Agcom?

17 novembre 2010

I broadcaster USA cedono 120 MHz al broadband

120 MHz. Una porzione ragguardevole all'interno della banda UHF allocata ai broadcaster televisivi. Ma questo è l'obiettivo del governo americano e della FCC: liberare 120 MHz di spazio per far posto a nuovi servzi a larga banda mobili. Un punto a favore del partito del Broadband nella sua guerra ormai dichiarata al partito Broadcast. Tra i sistemi da adottare c'è il meccanismo dell'asta a incentivi, in cui i broadcaster che cedono le loro risorse frequenziali possono usufruire di una quota dei proventi della vendita. Ma anche tanta tecnologia che renda più facile la convivenza dei servizi e la condivisione delle frequenze. Come ho già avuto modo di segnalare la FCC organizzerà un incontro pubblico il 30 novembre, mentre Policy Tracker organizza a gennaio un seminario sulle aste frequenziali che promette di essere molto interessante.
E' una questione che Agcom farebbe bene ad approfondire in vista delle decisioni che dovremo prendere anche qui in Italia. Ci sono già molte polemiche sull'uso del "dividendo digitale", le frequenze rese libere dalla transizione al digitale televisivo terrestre, tra operatori telefonici che vogliono le risorse senza pagare troppo e televisioni (soprattutto locali) che temono di restare senza più canali su cui trasmettere. Per approfondire il tema ecco un eccellente post sul Broadcast Law Blog. Già nella stesura del regolamento richiesto dal Decreto Romani l'Agcom è stata colta in fallo con una bozza che minaccia di far pesare sui nuovi "broadband broadcaster", in particolare le micro Web Tv (ecco una posizione di Giampaolo Colletti della FEMI a proposito di questa seria questione), oneri finanziari insopportabili. Se per una volta uscissimo dal nostro provincialismo e ci mettessimo a studiare una via d'uscita partecipativa, fortemente tecnologica, al circolo vizioso di "regole" che si traducono immancabilmente in un balzello da versare nelle casse del potente decisore? Balzelli che oltretutto sembrano fatti apposta per premiare gli evasori e punire gli onesti...

12 novembre 2010

FCC: frequenze per usi "sperimentali" e "opportunistici"

Il 30 novembre la FCC americana organizza un incontro pubblico aperto alla discussione su tre proposte abbastanza rivoluzionarie in materia di gestione dello spettro frequenziale. Le mie fonti americane mi dicono che certe questioni non erano mai state trattate in modo così trasparente. La prima riguarda le possibili misure per una gestione più efficiente dello spettro televisivo VHF/UHF nella prospettiva di un impiego ottimale delle risorse liberate grazie al passaggio alla tv analogica e destinate a servizi diversi, tipicamente di tipo telefonico o di larga banda in mobilità. Si tratterebbe di gestire le nuove risorse sulla base di decisioni meno complesse rispetto ai principi della radio cognitiva, ma sulla base delle informazioni sugli spazi liberi conservate in un database, una sorta di "catasto frequenziale". Questo renderebbe le cose più semplici anche dal punto di vista tecnologico in un settore ancora molto sperimentale.
Il secondo punto riguarda una parte poco conosciuta delle regole FCC sulle cosiddette "experimental licenses" licenze temporanee chieste da istituzioni come scuole e centri di ricerca per condurre le sperimentazioni su nuove tecnologie, impegnando anche risorse generalmente assegnate ad altri a patto di non generare interferenza. L'intenzione è anche qui rendere più facile il rilascio per stimolare lo sviluppo di nuovi servizi.
Infine c'è una parte di discussione sul cosiddetto us "opportunistico" di porzioni di spettro che prevedono determinati impieghi con o senza licenza. Dagli Stati Uniti mi spiegano che non si tratta di una semplice forma di "subaffitto" da parte dei licenziatari o utenti di una determinata frequenza, queste sono forme già previste e si basano su criteri geografici (un licenziatario che dispone di una frequenza che non serve a coprire una determinata area può affittarla a un terzo). Un criterio opportunistico è invece su base temporale e prevede la possibilità di utilizzare lo spettro nei momenti in cui questo non venga impegnato e ha evidentemente a che fare anche con tecnologie di radio cognitiva. Questo è un punto molto delicato per le sue implicazioni anche politiche e il fatto che venga discusso in pubblico rappresenta una grande novità legata alle trasformazioni della FCC nell'era di Obama.
L'aspetto che mi interessa è proprio questo grado di trasparenza nell'affrontare le nuove modalità di impiego delle radiofrequenze e il potenziale innovativo delle regole che verranno delineate in seguito alla discussione.
  • TV Spectrum Innovation NPRM: A Notice of Proposed Rulemaking seeking comment on rules to facilitate the most efficient use of the UHF and VHF TV bands. These proposals, an important step toward the agency’s spectrum goals as outlined in the National Broadband Plan, would remove a host of obstacles to mobile broadband use within spectrum currently reserved for use by TV broadcasters, including through innovations such as channel sharing and generating increased value within the VHF band.
  • Experimental Licensing NPRM: A Notice of Proposed Rulemaking seeking comment on proposed rules to facilitate greater experimentation in the wireless space. The NPRM suggests making the Commission’s experimental licensing rules more flexible, including by easing testing restrictions on universities, research organizations, and other institutions that are developing new wireless services and devices. The goal is that the resulting testbeds would encourage innovation and help speed the time to market for new technologies.
  • Opportunistic Use NOI: A Notice of Inquiry seeking comment on ways to accelerate “opportunistic use” of underdeveloped spectrum in both licensed and unlicensed bands, including how technological innovations can effectively foster secondary markets.

31 agosto 2010

OFCOM, un Band Manager per i radiomicrofoni


Lungo documento OFCOM sulle strategie di gestione dello spettro RF da riservare ai cosiddetti Programme-making and special events (PMSE), cioè a tutte quelle situazioni (teatrali, musicali, religiose e naturalmente sportive) che richiedono l'uso massiccio di radiomicrofoni e di connessioni per telecamere wireless. E' un discorso interessante perché queste applicazioni a copertura limitata utilizzeranno frequenze in parte sovrapposte con quelle lasciate libere dal dividendo digitale (il passaggio alla televisione digitale terrestre). Innovativo il meccanismo verso cui sembra orientato il regolatore britannico. L'idea è di destinare una parte significativa della gestione della futura richiesta a un Band Manager che in pratica otterrà (attraverso beauty contest) una licenza sulle frequenze allocate e agirà da "reseller" di queste frequenze a chi vorrà farne richiesta, a prezzi che sono vincolati alla domanda. L'unico ostacolo è costuito dalle prossime Olimpiadi di Londra (2012), visti i tempi molto ristretti per implementare la nuova regolamentazione, la gara per la scelta del Band Manager, viene rimandata al periodo successivo alla chiusura del megaevento. Ecco il punto relativo dall'abstract che trovate a questo indirizzo. Per scaricare l'intero documento pubblicato oggi, cliccare qui.

1.3 Our digital-dividend statement of December 2007 concluded it was in the best long-term interests of the PMSE sector to move to a market-based approach to spectrum. To overcome specific identified barriers to the formation of a market for PMSE spectrum access, we decided to establish a band manager that would be able to aggregate users' demand. It would have to pay a licence fee for the spectrum awarded to it but would be able to recoup this by charging users for access. The band manager would be selected by beauty contest and have specific obligations to protect the interests of the PMSE sector. Subject to meeting those obligations, it would be able to provide access to the spectrum to non-PMSE users on whatever terms it saw fit.
1.4 We consulted twice on the detailed design of the band-manager award:
in July 2008 on the spectrum we should award, the selection criteria we should apply in the beauty contest and how we should protect PMSE users' interests; and
in June 2009 on the licence fee the band manager would have to pay, how commitments made by the successful applicant in the course of the award would translate into licence conditions and under what circumstances we would allow non-PMSE use of the spectrum awarded.
1.5 Separately, we consulted in February 2009 on proposals to clear PMSE users from the spectrum adjacent to the digital dividend that they use exclusively for wireless microphones. We decided in June 2009 to implement these proposals as they would significantly benefit citizens and consumers by harmonising spectrum suitable for next-generation mobile-broadband services with the release plans of other European countries.

08 luglio 2010

IEEE, gestione opportunistica dello spettro RF

La rivista Spectrum della IEEE, associazione ingegneristica americana, si occupa di radio cognitiva e gestione intelligente delle risorse dello spettro radio in un articolo intitolato "Free the Radio Spectrum". Per gli autori dell'articolo è arrivato il tempo dell'assegnamento "opportunistico" delle radiofrequenze

Free the Radio Spectrum

Antiquated regulations have made radio spectrum artificially scarce. Rethinking the way we manage the airwaves could open up vast amounts of bandwidth


BY JAMES LOSEY, SASCHA MEINRATH // JUNE 2010

The Federal Communications Commission (FCC), the government entity that manages the commercial and public radio spectrum in the United States, has proposed making 500 megahertz of spectrum available for broadband within the next 10 years of which 300 MHz between 225 MHz and 3.7 GHz will likely be made available for mobile use within five years. The extra bandwidth, recaptured from broadcasters after the digital television transition, is certainly needed, given that AT&T reports that its mobile broadband traffic has increased 5000 percent over the last three years and that other carriers have also seen significant growth. However, under the current approach to allocating spectrum, this 500 MHz will do little to ease the looming spectrum crunch.
(...)
It’s time to rethink the way we allocate spectrum. Under current regulations, spectrum real estate is valuable but exclusive. In the past, that exclusivity was the only way to prevent multiple users from interfering with each other. But advances in radio technology means that today such exclusivity is no longer necessary; instead, it creates false scarcity. So we must change our decades-old approach to managing the public airwaves. These regulations must be updated to reflect the technological realities of smart radios.
Policy allowing these new radios, tagged Opportunistic Spectrum Access (OSA), would give birth to a new generation of connectivity. With smart radios, unlicensed devices could share the same bandwidth as licensed users, finding unused frequencies in real time and filling in during the milliseconds when licensed users are not using their bands. In essence, they would work the same way as today’s iTrip or many home wireless phones, which scan a number of different channels and choose the one with the least interference.
(…)


About the Authors
James Losey is a program associate with the New America Foundation’s Open Technology Initiative. Most recently he has published articles in Slate as well as resources on federal broadband stimulus opportunities and analyses of the National Broadband Plan.
Sascha Meinrath is the director of the New America Foundation’s Open Technology Initiative and has been described as a community Internet pioneer and an entrepreneurial visionary. He is a well-known expert on community wireless networks, municipal broadband, and telecommunications policy and was the 2009 recipient of the Public Knowledge IP3 Award for excellence in public interest advocacy.

15 giugno 2010

UK, nuove tariffe "antispreco" per il VHF marittimo

L'OFCOM ha annunciato le prime decisioni sull'applicazione di nuove tariffe per le licenze riguardanti l'uso della banda marittima VHF da parte delle stazioni costiere e delle navi. Nell'agosto del 2009 il regolatore britannico aveva bandito una indagine conoscitiva prima di avviare una serie di misure per una diversa gestione di un bene limitato come le frequenze radio. OFCOM aveva rilevato che in molti casi le frequenze richieste dalle stazioni costiere venivano sottoutilizzate. L'introduzione di tariffe proporzionali all'uso era stata proposta come possibile manovra correttiva. Dovendo pagare di più, le stazioni sarebbero necessariamente diventate più virtuose e avrebbero ottimizzato meglio le proprie risorse di spettro. Una analoga misura sta per essere decisa anche nell'ambito delle comunicazioni aeronautiche

Applying spectrum pricing to the maritime sector, and new arrangements for the management of spectrum used for radar and aeronautical navigation aids published by Ofcom on 13 August 2009:

Applying spectrum pricing to the aeronautical sector, published by Ofcom on 22 December 2009 at:

02 maggio 2010

USA: si complica la strada verso il wireless broadband

Non sarà semplice il percorso verso la piena implementazione del Piano Nazionale per la Larga Banda (negli Stati Uniti, che vi credevate?). Il piano delineato dalla FCC (376 pagine), considerato fondamentale per il futuro sviluppo economico degli Stati Uniti, prevede che per favorire l'offerta di servizi di accesso a Internet "wireless" si debbano sfruttare il più possibile le risorse spettrali attualmente non utilizzate o quelle lasciate libere dopo i cambiamenti che stanno caratterizzando l'uso dello spettro, in particolare le frequenze non più occupate dalla televisione terrestre analogica, ormai spenta.
Rispetto a quello che la stessa FCC dice nel Piano - che (si veda a partire da pagina 92 del documento linkato poco sopra) prevede anche misure più o meno forzate di "ottimizzazione architetturale" per i servizi in essere, tv terrestre digitale inclusa - cominciano a delinearsi parecchi ostacoli. Tra questi ostacoli c'è il completamento di un accurato inventario delle risorse spettrali, che secondo alcuni potrebbe richiedere almeno due anni di tempo, mentre la FCC sembrava intenzionata a procedere molto prima con le sue misure di "spectrum reclamation".
Un altro duro colpo alle effettive capacità della FCC di esercitare una sorta di pressione obbligatoria sul mondo degli operatori di servizi di telecomunicazione broadcast o dati, viene dalla decisione della corte d'appello distrettuale di Washington DC, che ha dato torto alla FCC nella sua lunga disputa con l'operatore broadband Comcast (recente compratore di NBC Universal). Nel 2007 la Commissione aveva imposto a Comcast di non applicare politiche restrittive sulla banda allocata ai suoi abbonati Internet che scaricavano file con il protocollo BitTorrent. In pratica la FCC aveva chiesto di rispettare il principio di neutralità che vieta agli operatori di stabilire criteri di servizio diverso in funzione dei diversi usi della banda di Internet. Il tribunale distrettuale ha negato che la FCC disponga della necessaria autorità "ancillare", stabilendo quindi che gli operatori possano fare quello che vogliono della banda gestita da loro. E di conseguenza c'è chi vede questa decisione come una possibile vincolo per la FCC nella sua strategia di implementazione del Piano quando questa strategia finisca per imporre qualcosa che gli operatori non vogliono.
In occasione dell'ultimo salone NAB di Las Vegas, il capo della FCC Julius Genachowski, ha fatto agli operatori televisivi un discorso conciliante, affermando che la FCC non intende far cadere le sue decisioni dall'alto. Ma poi ha rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti. Il responsabile del NAB, Gordon Smith, ha risposto con dichiarazioni barricadere, affermando che le emittenti televisive americane non faranno da "sportello bancomat" delle risorse spettrali a beneficio dei piani della FCC (come se questi piani fossero presi nei soli interessi della Commissione). Del resto, non si poteva pretendere che i gruppi di interesse che oggi controllano i servizi di radiotelediffusione e le radiofrequenze assegnate accettassero senza discutere una politica che punta a utilizzare una parte sostanziosa di queste frequenze con modalità molto diverse, che dovrebbero almeno teoricamente aprire la strada a numerosi nuovi entranti, stravolgendo gli equilibri acquisiti. E' un classico caso di conflitto tra vecchio e nuovo, dove il nuovo non ha tuttavia le stesse ineluttabili chances di successo di una automobile contro la carrozza a cavalli.
Forse consapevole di un cammino che si sta prospettando più tortuoso del previsto, la FCC ha deciso di costituire una vera e propria "Spectrum task force" per accelerare i tempi del famoso inventario delle frequenze. In questa direzione va anche la volontà di aumentare le capacità dello strumento online Spectrum Dashboard, lanciato in versione beta nel marzo di quest'anno.

22 marzo 2010

FCC: "Spectrum Dashboard", tutto lo spettro sul Web

L'approvazione di una legge della portata della riforma sanitaria negli Usa è affare di tutt'altra portata, ma nel suo piccolo il regolatore americano, la FCC (evidentemente il non dover pensare a bloccare i programmi scomodi in televisione lascia un po' di tempo disponibile per lavorare sul serio) ha rilasciato - ancora in versione beta - il suo Spectrum Dashboard, un cruscotto visuale attraverso il quale è possibile informarsi con un livello di dettaglio senza precedenti sull'uso delle spettro RF negli Stati Uniti. Per il momento è disponibile una porzione compresa tra i 225 e i 3.700 MHz allocata a servizi wireless a larga banda e naturalmente anche alla televisione. Contea per contea, frequenza per frequenza, si possono visualizzare le risorse disponibili e i licenziatari dei vari servizi. Uno strumento di straordinaria efficacia ora che la FCC si appresta a riallocare numerosi spazi lasciati liberi da servizi come la tv analogica a beneficio di quelli previsti nell'ambizioso piano nazionale per la larga banda proposto in questi giorni. Ve la immaginate un simile livello di trasparenza e informazione in una nazione come la nostra? No? Siete proprio dei disfattisti.

COMMISSION ANNOUNCES “BETA” LAUNCH OF SPECTRUM DASHBOARD

Washington, D.C. -- Today, the Federal Communications Commission announced the “beta” release of its Spectrum Dashboard. The Spectrum Dashboard allows users to more easily review how spectrum bands are allocated and used and also allows users to identify license holders in specific areas. The initial version released today provides information covering frequencies between 225 MHz and 3.7 GHz – the range of spectrum potentially usable for mobile broadband. In addition, the Spectrum Dashboard contains enhanced search, mapping and data download capabilities for licenses in the following services in that range: 700 MHz Band; Advanced Wireless Service (AWS); Broadband Personal Communications Service (PCS); Broadband Radio Service (BRS); Educational Broadband Service (EBS); Cellular; 2.3 GHz Wireless Communications Service (WCS); Full Power TV Broadcast; and Mobile Satellite Services (MSS).
The Spectrum Dashboard will increase transparency into how radio spectrum is being used in the United States. In conjunction with the release of the National Broadband Plan, the Spectrum Dashboard provides a resource for stakeholders who want to participate in the deployment of wireless broadband throughout the nation.
The Spectrum Dashboard may be accessed via the Internet at http://www.fcc.gov/spectrumdashboard. It allows users to browse, review and analyze spectrum data as it relates to broadband deployment, both at the local and national levels, by including four components that allow the public to:

· Browse spectrum bands: Users can search by spectrum range (e.g., 600 MHz to 900 MHz), by browsing an interactive spectrum chart, or by “tag” (e.g., Cellular, backhaul, Mobile, TV).

· Search for spectrum licenses: Users can search by name, geographic area or service. Because licenses are often held in names that are unfamiliar to the general public, we also include the capability to search by the “common name” (where data is available).

· Produce maps of spectrum licenses: Users can produce maps that depict 1) a geographic service area for individual licenses; 2) the total amount of spectrum licensed within a service on a county-by-county basis; or 3) the total amount of spectrum licensed to a specific licensee (including the common name, where available) on a county-by-county basis.

· Export raw data: Users can access the raw licensing data associated with a specific search in a format that allows for easy import into spreadsheets and other software for more detailed analysis. The data will include the total amount of spectrum held on a county-by-county basis for each license, including a reference to the common name (where available).

More information about the National Broadband Plan can be found at www.broadband.gov

24 dicembre 2009

Banda aeronautica VHF, OFCOM riposiziona il pricing

C'è una porzione relativamente piccola dello spettro delle radiofrequenze, appena una ventina di megaHertz compresi tra i 117 e i 138 MHz nella banda delle VHF, che svolge però una funzione vitale per un pezzo altrettanto importante della nostra realtà. E' qui, su queste frequenze, che i piloti civili comunicano con le torri di controllo degli aeroporti e i centri radar che coordinano il traffico dei nostri cieli. Sono comunicazioni a raggio medio-corto, che si svolgono in un vero e proprio network di singoli punti di contatto che si "passano la palla" di ogni singolo volo, commerciale o privato, dal parcheggio dell'aerodromo di partenza fino all'aggancio al finger di quello di arrivo. Su queste stesse frequenze hanno luogo infatti molte comunicazioni terra-terra dei servizi aeroportuali. Senza queti venti megaHertz di banda non esisterebbe il volo civile ed è abbastanza indicativo il fatto che il grosso di queste trasmissioni avviene ancora in fonia, addirittura in modulazione di ampiezza.
Qualche giorno fa l'OFCOM britannico ha reso nota la seconda parte di una consultazione che prepara la strada alla ristrutturazione delle tariffe che gli utenti devono sborsare per utilizzare tali frequenze. La lettura della documentazione allegata è quanto mai istruttiva perché rivela i mecccanismi complessi ma equilibrati attraverso i quali il regolatore nel Regno Unito stabilisce il valore monetario della radio per usi professionali e commerciali. OFCOM propone anche un modo diverso di amministrare le tariffe. Al posto del solito contributo annuale fisso, senza differenziare tra i vari servizi, OFCOM caldeggia l'adozione di un sistema tariffario "incentivante" dove le frequenze più ambite per i servizi più importanti costano di più. Nella documentazione fornita, oltre ai pareri raccolti nel corso di una precedente consultazione in materia, vengono anche chiaramente spiegati i meccanismi del calcolo del valore generato per la connettività. OFCOM applica una varietà di criteri che comprendono la densità demografica nelle diverse aree del paese, il traffico negli aeroporti, la distanza tra un aeroporto e l'altro e le loro caratteristiche, la necessità di evitare interferenze. Il criterio di fondo è che un sistema di tariffe più elevate ma modulate in base alla priorità dei servizi da erogare e alle possibilità di intereferenza reciproca, non solo riesce a generare un valore più consistente (anche per le casse dell'erario) ma finisce per introdurre maggiore equità. OFCOM ritiene infatti che la tariffa troppo bassa induce i player più grandi ad accaparrarsi le risorse a scapito dei più piccoli.
Vi suggerisco la lettura dei documenti scaricabili da questo indirizzo per studiare un esempio di strategia di pricing e gestione dello spettro non broadcast che come sempre mi pare esemplare.

11 dicembre 2009

DigiTAG alla UE: non togliete troppe frequenze al DTT


DigiTAG, il consorzio industriale per la televisione digitale terrestre a standard DVB lancia un allarme relativo allo spettro delle frequenze UHF, prendendo di mira una recentissima raccomandazione della Commissione Europea in cui le autorità di regolamentazione sono invitate a riservare a servizi non-broadcast la porzione compresa tra i 790 e gli 862 MHz. Il passaggio al sistema televisivo digitale, più efficiente in termini di capacità (una efficienza solo apparente e condizionata, come stanno imparando a loro spese decine di televisioni locali private italiane), sta rendendo disponibili molti canali prima occupati da segnali televisivi analogici. E' il cosiddetto dividendo digitale, che molte nazioni ormai passate allo standard DVB pensano ormai di assegnare a servizi come la telefonia cellulare e Internet senza fili. Una prassi che l'Unione Europea sembra intenzionata ad applicare in senso esteso e allargato a tutti i paesi membri.
DigiTAG teme che togliendo oltre 70 MHz di spettro alla banda televisiva UHF, si rischia di mettere in pericolo i servizi televisivi terrestri, che vedrebbero accelerato il rischio di saturazione e instabilità. Per definire meglio le sue preoccupazioni DigiTAG ha realizzato un position paper sul dividendo digitale che può essere scaricato a questo indirizzo: http://www.digitag.org/DTTResources/DigiTAG_Position_Paper%201.01.pdf
La problematica ovviamente interessa anche tutti i servizi radiofonici che vengono veicolati sulle varie piattaforme DVB-T, che molti utenti insoddisfatti dell'FM cominciano a utilizzare.

20 novembre 2009

Spectrum Policy Group europeo sulla radio cognitiva

Non è solo l'OFCOM britannico a occuparsi di radio cognitiva. Anche il Radio Spectrum Policy Group RSPG - organismo creato nel 2002 dalla Commissione Europea e comprendente i responsabili della gestione dello spettro delle radiofrequenze dei 27 paesi membri - ha preparato una bozza di rapporto sulla cognitive radio che in queste settimane è sottoposto a un processo di revisione pubblica attraverso una apposita consultazione, bandita tra il 13 novembre e il 28 dicembre.
Il "Report on cognitive technologies" è un documento di 28 pagine molto ricco di definizioni e spunti. Mi pare un'ottima introduzione alla problematica dell'accesso intelligente alle risorse radio. Potete informarvi su questa consultazione sul sito dell'RPSG, mentre in questo documento trovate l'elenco completo delle organizzazioni europee che ne fanno parte.

Call for public input on the draft RSPG report on Cognitive Technologies
13 November 2009 -> 28 December 2009

The Radio Spectrum Policy Group (RSPG) is preparing a Report on Cognitive Technologies. In the process of finalising this report, the RSPG is seeking input and views from stakeholders on the contents of this draft report. The RSPG also welcomes other remarks or suggestions that you may consider relevant on this topic. Please reply by e-mail to to INFSO RSPG (INFSO-RSPG (at) ec (dot) europa (dot) eu), with PUBLIC INPUT ON COGNITIVE TECHNOLOGIES in the subject line.

The RSPG also discussed its report on Cognitive technologies, examining how best to support this very innovative and nascent sector in the coming years. Cognitive radio technologies can be a key driver of innovation resulting in a more efficient use and a more dynamic management of spectrum. Policy-makers need to be informed well in advance of the challenges they may raise for cognitive technologies to realise their full potential. The report recognises that the EU would benefit from adopting a harmonised approach to cognitive radio technologies. It will now be submitted to call for public input in view of final adoption at the next RSPG plenary meeting.

30 ottobre 2009

USA: la radioastronomia in banda televisiva

Sulla newsletter del NAB, RadioTechCheck, c'è un bellissimo articolo sulla radioastronomia nel contesto della regolamentazione delle bande VHF-UHF. Negli Stati Uniti e nel Canada, il canale 37 della televisione, intorno ai 600 MHz, è stato assegnato ai radioastronomi (con una moratoria della FCC che è stata convenzionalmente trasformata in una norma: nessun broadcaster analogico ha più utilizzato quel canale). Perché questa frequenza così bassa? La radioastronomia dell'idrogeno esplora lo spettro della banda L, intorno ai 1400 MHz, ma come ben sapete i corpi celesti non sono fermi, alla loro distanza e velocità relativa corrisponde un spostamento Doppler che trasporta le righe radio dell'idrogeno molto più in basso, proprio sui 600 MHz. In questa porzione di spettro si osservano tra l'altro oggetti molto distanti (dell'ordine dei 10 alla 22 chilometri) e anziani (9,5 miliardi di anni).
L'articolo fa riferimento, riassumendolo, a un intervento di Andrew Clegg, della National Science Foundation, in occasione del Broadcast Sympsium della iEEE (14-16 ottobre ad Alexandria, in Virginia), proprio sul tema del destino del canale 37 nell'era dello switchover televisivo al digitale.
La frequenza di 608 MHz del canale, è alla portata dei radioastronomi dilettanti. Un bellissimo sito di progetti autocostruiti, quello di MTM Scientific Inc. ha una una pagina su un tuner per radioastronomia (con tanto di indicazioni per la costruzione di apposite antenne a alto guadagno) che sembra davvero carino. Qui vi riporto un grafico con la gobba corrispondente alla ricezione, con il kit radioastronomico, di Cassiopea A, una potente fonte di energia nello spettro radio. Sullo stesso sito della MTM trovate fra l'altro anche degli ottimi kit per la costruzione di antenne loop, ad anello, ideali per le onde medie.


Broadcasting’s Neighbor – Radio Astronomy

The International Year of Astronomy 2009 (IYA2009) is an event initiated by the International Astronomical Union (IAU) and UNESCO to celebrate astronomy and its contributions to society and culture. Not coincidentally, 2009 also marks the 400th anniversary of the first use of an astronomical telescope by Galileo Galilei, the famous 17th century Italian philosopher and scientist. While it was 400 years ago that Galileo first pointed a telescope at the heavens, it wasn’t until the mid-1930’s that the science of radio astronomy was born.
Radio astronomy involves searching the heavens for objects which radiate electromagnetic radiation in the radio frequency bands as opposed to the optical frequency bands seen by telescopes such as those used by Galileo. An interesting talk on the relationship between radio astronomy and broadcasting was given at the recently-held IEEE Broadcast Symposium (Alexandria, Va., October 14-16, 2009, www.ieee.org/bts [qui il programma dettagliato del simposio]) by Dr. Andrew Clegg of the National Science Foundation entitled “The Co-existence of Broadcast and Radio Astronomy Services or What Ever Happened to TV Channel 37?” Portions of Dr. Clegg’s presentation are excerpted below.
As can be seen in the table at right, a significant number of frequencies have been allocated for radio astronomy in the VHF and UHF bands. Shown here (in gray shading) are all of the radio astronomy frequencies allocated in these bands along with the other services that share these frequencies with the radio astronomers.
Also shown (in orange shading) are the TV and FM radio frequency allocations in the VHF and UHF bands. Looking in the UHF band, the radio astronomy allocation from 608 to 614 MHz (which is shared with Land Mobile services) is 6 MHz wide and falls precisely between TV channels 36 and 38. In fact, these frequencies were originally allocated as TV channel 37 until 1963, when the FCC instituted a 10-year moratorium on use of this channel, to make these frequencies available instead to radio astronomers. Ultimately this ban became permanent, both in the U.S. and Canada, and in fact no local TV station has ever been allocated TV channel 37 in either country. In addition, TV channel 37 is allocated for radio astronomy in many other countries around the world.
The allocation of TV channel 37 for radio astronomy is a result of the need by astronomers for regularly-spaced spectrum bands in which to make observations. At the time of the initial allocation, astronomers had access to frequencies in the 1400-1600 MHz and 150-300 MHz bands but were lacking frequencies in between; the allocation of TV channel 37 at 608-614 MHz to radio astronomy resolved this problem. Observations at these frequencies are made primarily of hydrogen atoms, the most prevalent atoms in the universe.
Radio frequency emissions from hydrogen atoms fall nominally at 1420 MHz, but because of the expansion of the universe which creates a Doppler shift of spectral line emissions, astronomers observe hydrogen emissions at frequencies lower than this, as well. The farther away a hydrogen atom is, the greater the Doppler shift of its emissions and the greater the shift towards lower frequencies. It turns out that when astronomers look at hydrogen emissions around 600 MHz, they are looking at a distance of about 8x1022 km, and when the speed of light is factored in, this means that these emissions are about 9.5 billion years old.

Dr. Clegg indicated in his talk that radio astronomers appreciate the efforts of the broadcast industry in coordinating possible interference mitigation due to adjacent-channel TV stations. Some other interesting facts presented by Dr. Clegg include the following:

* The science of radio astronomy was discovered by accident back in the 1930’s when a Bell Laboratories engineer, Karl Jansky, was trying to identify sources of interference to long-distance wireless telephone circuits. Using the rotatable antenna shown at right, Jansky identified three sources of interference: local lightning storms, the aggregate of distant lightning storms, and a persistent but variable source that came and went on a slightly-less-than daily rate. When Jansky plotted the direction of this variable interference, it coincided with the plane of our Milky Way galaxy. Observations over several months in 1932-1933 confirmed the result, and radio astronomy was born.

* While Jansky’s result was of academic interest, there was no commercial reason to pursue further observation, and the “science” of radio astronomy languished – even astronomers didn’t follow up. Grote Reber, an amateur radio operator and an employee of a radio company, had read about Jansky’s discovery, and, beginning in 1937, took it upon himself to further investigate the nature of cosmic radio emissions, purely as a personal effort.

* Jansky and Reber’s observations were only the “tip of the iceberg” as they were able to detect only the very strongest astronomical radio emissions. The bulk of radio astronomy observing deals with much, much weaker emissions. In honor of Karl Jansky, the basic unit of radio astronomy signal strength is the jansky (Jy) = 10-26W/m2/Hz. A 1 Jy signal is equivalent to -176 dBm received signal strength for a 6 MHz bandwidth TV channel, using a 0 dBi receive antenna (-46 dBµV/m). Signals a million times weaker (1 µJy) are routinely observed and studied, corresponding to a -236 dBm TV signal. As a result, radio telescopes are extremely sensitive to RF interference (RFI) from adjacent channels.

* Radio telescopes measure the amount of radio power coming from a source by using very careful differential noise measurements (on-source vs. off-source). This is necessary because system noise, even when using cryogenically cooled receivers, often dominates the total noise power. The accuracy of differential noise measurements (assuming Gaussian statistics) improves with the square root of the product of the observing bandwidth and the averaging time. Therefore, most radio astronomical observing makes use of the widest bandwidth and longest possible observing time. Bandwidth is often limited only by RFI, feed horn response, or other fundamental limitations.

Additional information on the International Year of Astronomy is available on the Internet at www.astronomy2009.org.

23 marzo 2009

L'ex candidato Kerry vuole il catalogo dello spettro RF

Vi ricordate il candidato presidenziale John Kerry, che contese a George W. Bush quella che fu la l'elezione al suo, di Bush, secondo mandato? Ebbene, Mr. Kerry è ancora senatore democratico degli Stati Uniti e nella sua veste di presidente della sottocommissione "Communications, Technology, and the Internet" ha appena presentato insieme alla collega repubblicana Olympia Snowe, membro della stessa commissione, una proposta di legge molto particolare che chiede un dettagliato censimento degli utilizzatori delle radiofrequenze comprese tra 300 MHz e 3,5 GHz. La notizia che riporto qui, attraverso il testo del comunicato dell'ufficio stampa del Senatore Kerry, mi è stata segnalata dal mio amico Bennett Kobb, grande esperto di spectrum management e autore di un eccellente sito Web dedicato al sistema di radio digitale DRM.
Qual è l'obiettivo del senatore Kerry? Riuscire a capire se il bene collettivo rappresentato dalle risorse spettrali viene messo a buon uso, anche dal punto di vista economico: negli ultimi anni attraverso il meccanismo delle aste, la collettività ha incassato parecchi soldi "vendendo" la possibilità di accedere alle radiofrequenze, non solo con le licenze per la telefonia cellulare ma anche con servizi broadband, magari basati sugli spazi lasciati liberi dalla digitalizzazione della tv. Ora Kerry propone di valutare inefficienze e margini di ottimizzazione. La legge, se verrà attuata, obbliga la FCC e la NTIA (National Telecommunications and Information Administration), ad assistere nella compilazione di un registro di utenti autorizzati all'impiego delle risorse e di tutti i "radiatori" che sono attualmente in funzione. E' prevista anche un formula di esenzione per chi fa un uso riservato e segreto delle sue frequenze. Il catalogo, a quanto è dato di capire partirebbe dai 300 MHz, lasciando quindi fuori la porzione allocata alle emittenti di radiodiffusione fino a 108 MHz (peraltro già ampiamente censite dalla FCC) e altri servizi VHF.
WASHINTON, D.C. March 19, 2009 – Senators John Kerry (D-Mass.), Chairman of the Commerce Subcommittee on Communications, Technology, and the Internet, and Olympia Snowe (R-ME), a senior member of the Commerce Committee, today introduced legislation requiring a thorough inventory of available radio spectrum managed by the National Telecommunications and Information Administration (NTIA) and the Federal Communications Commission (FCC) within 180 days. The Radio Spectrum Inventory Act was also cosponsored by Senators Bill Nelson (D-FL) and Roger Wicker (R-MS). The bill represents a first step in what the sponsors believe should be a comprehensive assessment of how best to use the public airwaves.
“Our public airwaves belong to the American people, and we need to make certain we are putting them to good use in the best interests of those citizens,” said Sen. Kerry. “Last year’s 700 MHz auction resulted in $20 billion for the treasury and will create greater opportunity and choice for consumers and businesses that need broadband service. We also took a great step forward when the FCC established a way for unlicensed devices to operate in white spaces. These two initiatives are evidence of how valuable spectrum is and how it serves as fertile grounds for innovation. We need to make sure we’re making as much of it available to innovators and consumers as possible.”
“Used by millions of consumers and countless businesses on a daily basis, wireless technology is a proud part of America’s innovative history and a key to its economic future,” said Sen. Snowe. “But as radio spectrum is already a scarce yet valuable resource in many areas, we must ensure that this public good is allocated and used efficiently for the needs of the American people. This legislation is the first step to addressing comprehensive spectrum reform and will work to enhance advanced communications services to keep people on-line and in touch.”
The Radio Spectrum Inventory Act directs NTIA and the FCC to report on the use of all spectrum bands between 300 Megahertz and 3.5 Gigahertz, including information on the licenses or government user operating in each band, the total spectrum allocation of each licensee or government user, the number and types of radiators that have been deployed in each band, and contour maps illustrating signal coverage and strength. The legislation also includes an exemption for licensees or users if they can demonstrate that disclosure would be harmful to national security.

18 febbraio 2009

Dall'analogico al digitale con i tool della FCC. E senza.


Cosa vuol dire avere, una gestione razionale dello spettro delle radiofrequenze? Ci pensavo ieri guardando la pagina che la FCC americana ha messo a disposizione degli utenti che vogliono informarsi sul passaggio dalla televisione terrestre analogica a quella sempre terrestre ma digitale. Proprio come da noi, anche se i sistemi adottati sono diversi. E come da noi lo switchover televisivo preoccupa gli amministratori americani. Una delle prime mosse di Obama è stata quella di far slittare leggermente la data dello spegnimento degli impianti analogici. Una transizione che da noi comincia a creare un autentico allarme, perché le famiglie non hanno i decoder, il segnale non è abbastanza intenso o diffuso, insomma si rischia che per molte famiglie italiane quello digitale sia una switchoff non uno switchover (leggetevi le cronache su Newsline).
Quali strumenti ha messo a disposizione la FCC? Per esempio un motore di ricerca che visualizza in pochi secondi la lista delle stazioni televisive ricevibili in una qualsiasi località americana, con una mappa di Google che visualizza la posizione degli impianti e un elenco ordinato per fasce di intensità del segnale (forte, moderata, debole, assente) e volendo il close up con il valore di soglia in decibel di questi segnali e con una mappa "gain/loss" che indica la direzione verso cui si concentra maggiormente il segnale. Un tool che qui sarebbe impensabile e che invece negli Stati Uniti è possibile con un po' di normalissimo software e un database di dati tecnici perfettamente gestito.
Una gestione moderna, scientifica delle risorse spettrali, un database di frequenze studiate, assegnate, controllate, ricontrollate e persino tolte a chi non si comporta bene, implica l'esistenza di strumenti come questo e di tanti altri che oggi si trovano sul Web. Come l'interfaccia tra il database FCC e il programma Google Earth realizzata dalla società di consulenza Cavell Mertz & Associates sul sito FCCinfo.com. Provate a scaricare da questo sito il file KMZ, apritelo con Google Earth, attivate il layer e vedrete visualizzata sulla cartina fisica degli Stati Uniti tutte le stazioni radio e tv, i ponti ripetitori, i relay, le antenne.
Noi in Italia strumenti così non ce li avremo mai, perché non avremo mai un registro all'altezza del database FCC. Noi siamo ancora qui con gli elenchi compilati dagli appassionati, con le frequenze che passano di mano in mano insieme alle mazzette di denaro (probabilmente nero), senza alcuna considerazione sugli effetti che questi passaggi finiranno per avere sugli apparecchi radio e televisivi in casa della gente. Che non sa neppure che cosa potrà ricevere in tv dopo che avranno spento gli impianti analogici. Una cosa mi fa un estremo piacere. Che quello più inguaiato di tutti, a lungo andare, potrebbe essere proprio quello che con la tv analogica terrestre ha conquistato, spesso violando le poche regole esistenti, una ricchezza e un potere rischiosissimi per l'intera collettività. Anche se dopo quello che è successo in Sardegna una vocina maligna mi sussurra che potrebbe uscirne fuori incolume, ancora una volta. Che forse, ormai, la frittata è fatta e la tv analogica non serve davvero più.

20 ottobre 2008

Dispositivi "white spaces": la FCC pronta ad approvarli

Potrebbe essere uno dei primi esempi reali, applicati di radio cognitiva. Si discute da parecchio negli Stati Uniti se autorizzare o meno l'uso non licenziato di dispositivi radio in grado di utilizzare le frequenze negli "spazi vuoti" i white spaces, tra i canali televisivi occupati dalle stazioni televisive digitali terrestri nella banda UHF. Oggi questa banda viene utilizzata anche dai broadcaster e da altri organismi (per esempio sportivi) per i collegamenti dei microfoni professionali senza-fili. E sono proprio questi ultimi player a nutrire grande diffidenza nei confronti di un utilizzo alternativo basato su tecnologie di "sensing", di rilevamento automatico. Il dispositivo non licenziato dovrebbe esplorare la banda televisiva, individuare gli "spazi vuoti" di una determinata area e autoconfigurarsi per la trasmissione e la ricezione in quegli spazi. I broadcaster sono addirittura inviperiti per il possibile ingresso di utenti non licenziati in un dominio superregolato come quello televisivo.
Qualche giorno fa il capo della FCC Kevin Martin ha ufficialmente sponsorizzato le istanze dei fautori di questi dispositivi, rappresentati dalla Wireless Innovation Alliance. Martin ha convocato una seduta che voterà sulla proposta il prossimo 4 novembre, mentre la FCC ha già reso noto un approfondito studio di fattibilità (trovate tutti i riferimenti nei link raccolti qui sotto dalla società di consulenza di Robert Gonsett, alla cui newsletter ho già attinto parecchio in passato. Io aggiungo la documentazione che ho trovato sul sito della Wireless Innovation Alliance, con un comunicato stampa riassuntivo e un riferimento al dettaglio delle richieste presentate alla FCC, e un pezzo della Associated Press che fa la cronaca delle dichiarazioni di questi giorni.
Tanto per essere chiari, dietro la WIA e la White Spaces Coalition, che propongono l'uso di questi dispositivi intelligenti e chiedono il permesso di condividere la banda con l'industria della televisione, ci sono aziendine come Microsoft. Tra gli oppositori, invece, segnalerei la Maximum Service Television Association, che da almeno due anni ripete che i dispositivi "unlicensed" in questa porzione di spettro sarebbero una jattura.
i risultati dello studio della FCC sono immediatamente diventati controversi. A quanto si legge il regolatore si dice soddisfatto dei primi test sulla capacità di rilevare le frequenze occupate, ma i critici ribattono che le percentuali di errore sono ancora elevate e che le interferenze potranno essere molto dannose. La WIA propone di rafforzare tali capacità con l'uso di tecnologie apposite, per esempio imponendo agli apparati utilizzati oggi, come i radiomicrofoni, l'uso di veri e propri "radiofari" in grado di segnalare la loro presenza in banda. Nessuno ha mai detto che la cognitive radio sia una cosa facile, ma forse ci si può almeno provare.
White Space Devices

o The FCC'S Office of Engineering and Technology has released a report on tests of prototype white space devices. Radio World synopsis followed by FCC executive summary:
http://www.radioworld.com/pages/s.0100/t.15991.html
http://hraunfoss.fcc.gov/edocs_public/attachmatch/DA-08-2243A2.doc

o FCC Chairman Martin's recently announced plan to allow unlicensed wireless computer devices in unoccupied portions of the TV broadcast spectrum (the so-called white spaces) has drawn heavy fire from AMST's president David Donovan:
http://www.tvnewsday.com/articles/2008/10/15/daily.19/

o White spaces vote reportedly scheduled for Nov 4:
http://www.broadcastingcable.com/article/CA6605731.html?desc=topstory
http://tinyurl.com/WhiteSpacesVote (WSJ subscription required)

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White Space Supporters Propose Solution for Wireless Mic Industry

WASHINGTON D.C. – The Wireless Innovation Alliance (WIA) today announced its support for a compromise proposed by the White Space Coalition to ensure the protection of wireless microphones. The compromise, outlined today in a letter to the Federal Communications Commission (Available here), would employ both protection beacons and the capability to sense and avoid wireless microphones. The “belt-and-suspenders” concept of a combined beacon/sensing protection for wireless microphones had been previously proposed by Shure, the leading manufacturer of wireless microphones. The Coalition’s letter specifically proposes a way for the Commission to: (1) ensure extraordinary protection for legal wireless microphones, (2) address the open secret that most wireless microphone use in the TV bands is illegal, and (3) recognize that the use of wireless microphones by churches and other socially important users should be legalized.
“White space supporters are aware and sympathetic of the Commission’s difficult task of balancing the benefits of innovation with the legitimate concerns of incumbents,” Ed Thomas, Senior Policy Advisor and spokesperson for the Coalition said. “It has been our long held belief that balance is in the best interest of everyone involved and is simply a matter of adopting the right technological solution. Today’s proposal is that solution.”
“WIA, our partners, and supporters of white space technology in general have every interest in ensuring the continued operations of legitimate wireless microphone users,” Brian Peters, a spokesperson for the Wireless Innovation Alliance said. “A beaconing design would alleviate any concerns the Commission or the Microphone Industry Coalition (MIC) would have regarding the continued development of white space technology, and should be embraced as soon as possible. WIA is committed to working with any and all of the interested stakeholders to find reasonable solutions that can move this important process forward.”
Today’s submission also proposed that the Commission include, for the first time, most churches, Broadway theatres, and other organizations for which the Commission determines the use of wireless microphones is in the public interest, in the Agency’s list of permissible license holders in the TV band. Today most wireless microphones use in the TV band violates FCC rules.

About the Wireless Innovation Alliance:
The WIA includes more than 15 organizations, representing the technology industry, consumer and public interest groups, and educational and technical organizations. The Alliance also enjoys strong bipartisan support from a growing number of Congressional Members committed to actively working to create opportunity and enable innovation in the U.S. The goal of the Alliance is to work closely with policymakers to craft rules of the road that will realize the opportunity of TV White spaces, which lie vacant in as much as 75% in some areas of the country.
For more information about the Wireless Innovation Alliance, please visit us at: http://www.wirelessinnovationalliance.com.

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FCC chair eyes fallow TV airwaves for broadband

Wednesday October 15
By Joelle Tessler, AP Technology Writer

Federal Communications Commission pushes plan to use unused TV spectrum to deliver broadband

WASHINGTON (AP) -- The chairman of the Federal Communications Commission on Wednesday proposed opening up unused portions of the television airwaves known as "white spaces" to deliver wireless broadband service.
The proposal by FCC chief Kevin Martin appeals to public interest groups and many of the nation's biggest technology companies, including Google Inc. and Microsoft Corp., which hope it will bring affordable high-speed Internet connections to more Americans.
"No one should ever underestimate the potential that new technologies and innovations may bring to society," Martin said in a statement.
His plan could run into opposition from the nation's big television broadcasters, which have argued that the use of the fallow spectrum to deliver wireless Internet services could disrupt their over-the-air signals. The National Association of Broadcasters had no immediate comment.
Shure Inc., a manufacturer of wireless microphones, has also raised concerns about interference with audio systems at concerts and sporting events.
Martin issued his proposal ahead of the official release of a technical report by FCC engineers concluding that potential interference could be eliminated with the use of wireless transmitter devices that rely on spectrum-sensing and "geo-location" technologies to detect and avoid nearby broadcast signals.
Martin, one of three Republicans on the five-member FCC, circulated his proposal to his colleagues ahead of a Nov. 4 vote on the plan. He wants to allow the use of white spaces to provide broadband following the upcoming transition from analog to digital TV broadcasting in February, which will free up additional wireless spectrum. That space could be used to deliver high-speed Internet connections as well as improved communications networks to connect police officers, fire fighters and other emergency responders.
Supporters of the plan say the vacant spaces between television channels are particularly well suited to providing broadband since they can penetrate walls, carry a great deal of data and reach a wide geographic area.
"Freeing up these powerful airwaves will create a boom in innovative technologies and expand the opportunities for citizens to communicate with one another and the rest of the world," said Ben Scott, policy director for the advocacy group Free Press.
Scott Blake Harris, counsel to the White Spaces Coalition, added that harnessing white spaces will create a multibillion market for advanced wireless devices to transmit and receive signals, including laptops, personal digital assistants and set-top boxes. Members of the White Spaces Coalition include Microsoft, Google, Dell Inc., Hewlett-Packard Co. and Phillips Electronics.
Martin's white spaces proposal is one of several in which he is pushing to use wireless technology to bring affordable broadband to parts of the country that lack high-speed Internet. He also wants to require telecommunications carriers to use the Universal Service fund, which subsidizes phone service in underserved areas, to invest in broadband.
And he is backing a plan to auction off airwaves to a bidder that agrees to offer a free, national wireless Internet service. That proposal has run into opposition from several large wireless carriers, including T-Mobile, which warn that it could interfere with their own broadband services that rely on adjacent spectrum. But in a separate technical report released late last week, FCC engineers found that technical safeguards would prevent interference.