Visualizzazione post con etichetta televisione digitale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta televisione digitale. Mostra tutti i post

21 agosto 2013

La TV terrestre? La batteria perfetta per la Internet delle cose

Scientific American segnala un bellissimo lavoro degli studenti della Washington University sull'energy harvesting, la tecnologia che sfrutta i campi elettromagnetici RF diffusi nell'ambiente per alimentare circuiti elettronici a basso consumo e connessioni wireless. La ricerca, opportunamente denominata Ambient Backscattering, mira a esplorare la sostenibilità della Internet of things e delle reti capillari di sensori e microattuatori. Il focus dell'attenzione dei giovani ricercatori si concentra in questo caso sulle frequenze televisive terrestri, che generano i campi più intensi e continuativi. Buffissimo vedere i prototipi utilizzati, piccole schedine elettroniche equipaggiate con vistosi "baffi" di dipoli UHF! Da leggere (l'articolo di Scientific American, il pdf con il paper della Washington University e il sito Ambient Backscattering) e guardare:

17 maggio 2012

TV mobile su iPad, facile e immediata con Tivizen Dongle

Ho colto l'opportunità di una piccola promozione eBay di Euronics (59 euro e 90) per farmi mandare una chiavetta Humax TivizenDVB-T Dongle - modello iEU-100 - per la ricezione del digitale terrestre su iPad2/iPhone4S (per la verità funziona anche su iPhone4 aggiornato all'ultimo iOS). Dovrebbe esistere anche una versione compatibile con Android. Il brand Tivizen è della coreana iCube e i suoi prodotti, che oltre al Dongle includono un tuner digitale che ridistribuisce i programmi ricevuti in streaming Wi-FI, devono essere localizzati in Italia da Humax. Uno dei motivi che mi hanno indotto all'acquisto era la fondata speranza che la chiavetta funzionasse anche per la ricezione del DAB/DAB+, come dovrebbe essere possibile - ma evidentemente con un altro modello, siglato iTB-100 - con un'altra app. Il mio acquisto per il momento sembra essere in grado di sintonizzarsi solo nella banda UHF 400-800 MHz. Resto convinto che sia solo una questione di firmware e che tutte queste chiavette siano basate su un unico tuner digitale le cui gamme di ricezione possono essere attivate o disabilitate via software. Nel caso del Tivizen le mie ricerche mi hanno condotto non verso il tuner Elonics E4000 delle famose chiavette DVB-T trasformate in sofisitcati SDR, bensì a una famiglia di chip sviluppati da Siano Mobile Silicon, una startup israeliana "fabless" con estesa presenza asiatica, come l'SMS2230.
Anche se la ricezione DAB non è per il momento possibile, il mio non è stato un incauto acquisto: Tivizen Dongle funziona davvero bene e tutto sommato il prezzo non è eccessivo.
Nella confezione trovate la chiavetta, un corto cavetto che serve per ricaricare la batteria integrata a bordo del dispositivo e un conciso manuale. Ho trovato strana la presenza della batteria a bordo, inusuale rispetto ad altri dispositivi di questo tipo che non richiedono una operazione analoga. Non credo che la batteria autonoma sia necessaria per proteggere delle impostazioni volatili come i canali sintonizzati, più probabilmente si tratta di un accorgimento che evita di dover alimentare la chiavetta con un secondo cavo USB. In ogni caso non è un particolare problema, basta ricordarsi sempre di tenere la chiavetta sotto carica quando si prevede di utilizzarla per guardare la tv in mobilità. A occhio direi che l'autonomia, tra iPad e chiavetta, sia di due o tre ore di visione continua forse di più. Visto che la chiavetta occupa la porta utilizzata per ricaricare l'iPad, una volta che ques'ultimo ha esaurito la sua batteria si deve rinunciare alla televisione ma non mi pare un grosso ostacolo considerando che iPad non può certo fungere da apparecchio principale: Tivizen Dongle è chiaramente una soluzione da viaggio o vacanza.
Il software che gestisce il tutto si preleva gratuitamente dall'Apple Store ed è veramente molto semplice da usare. L'app parte inserendo la chiavetta nell'iPad e in caso di primo uso visualizza la semplice finestra di impostazione, dove è sufficiente selezionare la nazione desiderata e avviare la scansione dei canali (ovviamente free to air). In pochi minuti la chiavetta trova i segnali ricevibili e crea una lista di stazioni tv e radio, con il nome e, dove presenti, le informazioni sul programma in onda. A quanto vedo non c'è modo di rendere manuale la scansione o di ottenere maggiori dettagli sui multiplex sintonizzati, ma trattandosi di una soluzione "on the go", dei dati si può fare a meno (a me piacerebbero solo perché certi retroscena tecnici mi interessano molto quando sono in viaggio). Quello che invece si può fare è registrare i programmi (la registrazione non è "schedulabile") e questa può essere una feature interessante anche se non ho trovato modo di esportare i file con le registrazioni.
Tivizen Dongle è in definitiva una soluzione molto pratica per i viaggiatori, i vacanzieri, i tgdipendenti e gli affezionati della fiction e della serialità televisiva. Permette di accedere a contenuti televisivi live anche in mancanza di copertura wi-fi o 3G e può essere utilizzata per registare al volo un programma che altrimenti andrebbe perduto. Una piccola spesa voluttuaria che ci si può anche concedere. Ora mi piacerebbe riuscire a procurarmi una chiavetta per il DAB/DAB+ o scoprire il modo per reimpostare il mio acquisto per andare a coprirne le frequenze del DAB. Vi terrò aggiornati.

01 settembre 2010

La vera questione della radio digitale

Un articolo al chiaroscuro, quello apparso ieri sul Corriere a proposito del futuro della radio, che non fa molto per chiarire e comunicare una realtà complicata, largamente ignorata dal grande pubblico. Sospetto che la confusione tra le sigle e l'accostamento, improprio, tra radio e tv digitale, quasi che la radio fosse ormai costretta a inchinarsi al medium dominante, limitandosi a scimmiottarne le prerogative, nasca da una discussione di taglio troppo ingegneristico, dalla solita sventagliata di acronimi che i tecnici continuano a utilizzare per "spiegare" la radio digitale.
Il che ci riporta al peccato originale che impedisce alla radio digitale di affermarsi nonostante 15 anni di sperimentazioni ed evoluzione tecnologica. Non è una questione di tecnologie, di modulazioni, compressioni, algoritmi, digital signal processing. La tecnologia ci dice semplicemente che in certe condizioni (ma solo in certe condizioni), la modulazione OFDM della radio DAB e il trasporto di audio codificato e compresso secondo certi algoritmi, possono offrire un vantaggio qualitativo rispetto alle modulazioni analogiche e un impiego ottimizzato delle radiofrequenze. Punto. L'errore più grande è ridurre tutto alla tecnologia e credere che adottandola milioni di persone accenderanno la radio e dimenticheranno Internet. E' una illusione che non regge.
L'articolo del Corriere parte dalla "notizia" dello switchover, del passaggio dalla radio analogica alla radio digitale, deciso dal governo francese per il 2012. Non è così, il 2012 è semmai la data prevista per tutti per lo switchover (o switchoff considerando lo spegnimento dell'analogico) verso la televisione digitale terrestre. E' invece vero che il progetto di radiofonia digitale francese, per il quale in piena controtendenza con l'Europa è stato scelto uno standard prettamente televisivo come il T-DMB (nato per i televisori palmari, handheld), continua a sollevare un mucchio di perplessità per la scarsa accessibilità della infrastruttura T-DMB alle piccole emittenti locali. A fine giugno il governo francese ha conferito a David Kessler l'ennesimo mandato esplorativo per fare il punto sul "futuro della radiofonia digitale" (per ora un futuro senza presente). Entro fine novembre 2010 Kessler deve concludere il suo mandato. Albino Pedroia, noto consulente parigino, docente universitario ed espertissimo in materia, mi scrive al proposito:

«L'ho incontrato e mi ha confermato che a fine settembre pubblicherà un "raport d'étape" il cui scopo è di testare alcune ipotesi di soluzioni/proposte. Dopo questa prima pubblicazione riceverà di nuovo gli attori del mercato per raccogliere le loro reazioni. A fine novembre pubblicherà il rapporto finale con le sue raccomandazioni. Quindi fino a fine novembre il CSA [l'autorità regolatrice francese, NdR] non farà niente, evidentemente. Quindi niente appalti, nessun calendario ecc.»

Lo standard DVB-NGH (next generation handheld), citato sul Corriere dal responsabile del Centro ricerche Rai, è semplicemente l'evoluzione dello standard DVB-H. L'ETSI non lo ha ancora finalizzato, la stesura definitiva della prima versione è attesa per il 2011 e personalmente non penso che i normatori abbiano tutta questa fretta visto lo scarso successo commerciale del DVB-H. Stiamo comunque parlando di uno standard multimediale di stampo prettamente televisivo, che ha poco a che fare con il DAB+ verso cui si stanno orientando l'Italia in questi mesi, con un programma congiunto pubblico-privato (ma i soldi per ora ce li mette RaiWay) di graduale potenziamento della finora scarsa infrastruttura, e le altre nazioni europee che ancora credono al DAB (ad eccezione della Francia e del Regno Unito, preoccupato di salvaguardare i suoi pesanti investimenti in una infrastruttura DAB costretta a farsi strada a colpi di provvedimenti di legge) e l'Australia. Il T-DMB, che pure è molto televisivo, si adatta forse più facilmente, anche se con parecchi sprechi, alla trasmissione di flussi audio. E non è stato affatto un successo in Corea, dove per la televisione palmare T-DMB è stato speso molto e ottenuto poco. Il futuribile DVB-NGH è pensato per i "rich media". La radio, ed è questo il suo bello, è un poor medium, un mezzo leggero che ha dato prova di grandi capacità di adattamento.
La radio digitale non è la radio che si traveste da televisione, una televisione sempre più immersa nelle complessità tecniche dell'HD e del 3D, ma un linguaggio diverso che semmai cerca di aprirsi a linguaggi di tipo visuale e testuale. Inutile vendercela come alternativa a Internet o alla musica MP3 (anche se qualcuno dovrebbe accorgersi che la musica MP3 cresce costantemente e la programmazione musicale delle radio fa semplicemente pena), è solo il medium della parola e del suono nudo, trasmesso in tempo reale, che come ha sempre fatto negli ultimi 90 anni si adatta agli altri linguaggi che lo circondano, li affianca, li completa, a volte li rimpiazza, a volte si defila. Chi dovesse ritenere che il DAB+ potrà indurre il pubblico a dimenticare Internet è un illuso. E sono illusi quelli che ritengono che la radio digitale possa assicurare un gigantesco salto qualitativo. Il digitale non gracchia come l'FM, questo è vero, ma non dimentichiamo che dove il segnale arriva male (col DAB basta allontanarsi dalla finestra di casa) si sente solo il silenzio.
Ho ricevuto il comunicato del country manager di Pure relativo alla presenza del costruttore britannico, marchio di riferimento sul mercato globale dei ricevitori DAB, alla fiera IFA di Berlino (3-8 settembre). Se ci andate, fate una visita allo stand 129 del padiglione 1.2. Pure ha realizzato recentemente un apparecchio radio, Sensia, che può aiutare davvero a promuovere un modello di radiofonia "ibrido", con qualità audio digitale e la capacità, tramite un display touchscreen e il sistema operativo Linux, di mescolare i flussi radiofonici e di visual radio (ma ha davvero senso questa elementare forma di videotext, 25 anni dopo il videotext?) previsti dal DAB+ con le informazioni e le applicazioni di Internet. Un dispositivo ideale per tenere accesi entrambi i media e consentire loro di sfruttare, insieme, i reciproci vantaggi dei modelli broadcast e broadband.
Strumenti come Pure Sensia sono una ragione necessaria, ma non sufficiente, per l'affermazione della radio digitale DAB+, soprattutto in Italia, caratterizzata (tanto per cambiare) dalla assoluta anomalia di un numero elevatissimo di stazioni radio locali (800-1000) e di una totale mancanza di regolamentazione nell'assegnamento delle frequenze. Da noi continua a sussistere il paradosso per cui l'FM, tra interferenze e livelli di potenza abnormi, "suona" male per forza. Ma la "soluzione" digitale può provocare lo scontento di chi rischia di restare fuori dalla composizione dei multiplex su cui si basa il sistema DAB+. Senza contare la non trascurabile problematica della ricezione indoor, all'interno delle abitazioni, di segnali trasmessi su frequenze che hanno sempre richiesto antenne esterne. E' una situazione che stiamo ritrovando nel digitale televisivo DVB-T, dove le emittenti locali stanno facendo la fine dei vasi di coccio. Non fissarsi sul digitale, mantenere un atteggiamento aperto alla neutralità e alla convivenza di soluzioni analogiche e numeriche, è anche un buon modo per preservare il localismo. Quello che non possiamo accettare è che per imporre un digitale che da solo il mercato non cerca, si mandi al macero un principio di biodiversità mediatica che è la migliore garanzia dello stato di salute del mercato stesso.

01 giugno 2010

Si adegua al mondiale l'offerta DVB-H di 3 Italia

In occasione del mondiale di calcio 3 Italia rilancia la propria offerta televisiva mobile DVB-H. Il nuovo pacchetto “free” sostituisce l’offerta precedente ed è accessibile a tutti i clienti di 3 Italia, ricaricabili e con abbonamento, in possesso di un TVfonino DVB-H. Il pacchetto di 10 canali digitali gratuiti prevede come in passato un palinsesto con programmi di informazione, sport e intrattenimento.
Nel dettaglio, il nuovo pacchetto “free” offre i seguenti canali:

(1) La3, il primo canale in Italia dedicato completamente ai giochi, è interattivo e va in onda in diretta anche sul canale 133 di SKY e sui Videofonini UMTS di 3;
(2) La3 Cinema, con una programmazione cinematografica che spazia dai grandi classici ai film più recenti, in qualità digitale e senza interruzioni pubblicitarie;
(3) Sky Cinema Mobile.
(4) Sky TG24, il canale all-news.
(5) Cielo, il canale di News Corporation Station Europe, con il meglio dei programmi di intrattenimento italiani ed internazionali.
(6) Best of Mediaset, con la selezione della migliore programmazione di Canale 5, Italia 1 e Rete 4.
(7) Boing, il canale per ragazzi.

Inoltre, per potenziare l’offerta “sportiva” e seguire anche la spedizione degli “Azzurri” impegnati in Sudafrica 3 Italia ha inserito nel nuovo pacchetto “free” anche i seguenti canali:

(8) Sky Sport24, con approfondimenti, curiosità dal mondo dello sport. Calcio, ma anche Formula 1, Moto GP, Basket, Rugby, Volley, Ciclismo, e tanti altri sport;
(9) - (10) Sportitalia e Sportitalia2, con TG sportivi, programmi di approfondimento, eventi Live 24 ore su 24, 5 edizioni Live al giorno di informazione sportiva, programmi di approfondimento dedicati a tutte le discipline sportive e magazine esclusivi.

Rispetto al passato mi sembra di notare la scomparsa del canale CurrentTv. Quali sono gli indici di gradimento della tv mobile digitale? Quella che segue è la scheda che le Guidelines for the transition from analogue to digital broadcasting 2010" dell'ITU dedicano a un servizio che nel 2007 dichiarava 600 mila abbonati. Nell'agosto del 2009 3 Italia parlava di 750 mila abbonati quando ormai la tv DVB-H era diventata free to air per gli abbonati telefonici 3.

DVB-H in Italy

The main features of the “3 Italia”-TV Digital Mobile service are indicated below.

• Coverage: Italy (nationwide)
• Service launch date: 5 June 2006
• Subscribers / users: 600,000 - up to May 2007
• Business model: Pay-TV, Free-to-Air, Pay-per-view
• Service content: 12 channels (Mediaset, Rai, Sky, La3 Live, La3 Sport)
• Tariffs: daily, weekly or monthly packages, with or without other services included. Pay-as-you-go users can access the mobile TV service at €4 per day, €9 per week, €19 per month or 29€ for 3 months. Alternatively, subscribers can pay €29 per month getting free access to all digital mobile TV services, access to 3 Club on 3 Mobile Portal, free national calls and one GB/month of mobile broad-band Internet. As of June 2008, RAI 1, RAI 2, Mediaset, Sky Meteo 24, Current TV and La3 are made available free-to-air to those with DVB-H receivers. La3 is an in-house channel, showing sports, music and entertainment programming.

Technology parameters

• Transmitters: more than 1000 transmitters with power ranging from 5 W to 2.5 KW covering 85% of population (48 million people);
• Frequency band: 474-746 MHz, CH 21-55; • DVB-H parameters: FFT = 8k; Modulation QPSK; FEC = 1/2; Guard Interval = 1/8; MPE-FEC
= 3/4; Time slice = 2 sec; • Amount of bandwidth used for DVB-H: All no hierarchical modulation;
• Video & Audio format: H.264/AAC+
• Interactivity platform: FastESG from EXPWAY - compliant with DVB-IPDC specifications;
• Conditional access / DRM type: CAS-Nagravision; Gemplus / Encryption system: ISMACryp.

Receivers:

Samsung F510, Samsung P910, Samsung SGH P910, LG HB620, LG U900, LG U960, Momedesign MD5, Garmin 900T, Onda DH502HS USB device for watching on a PC. 3 Pocket TV (a handheld device with a 4.3" display, using USIM and supporting SD cards)

(fonte "Guidelines for the transition from analogue to digital broadcasting 2010" - ITU)

28 maggio 2010

ITU, guida alla transizione al digitale nel terzo mondo

Sono quasi quattrocento pagine ma è una lettura molto interessante per capire il digitale terrestre. L'ITU ha appena rilasciato le Guidelines for the Transition from Analogue to Digital Broadcasting una pubblicazione rivolta alle nazioni in via di sviluppo per favorire la transizione dal broadcasting analogico al digitale e insegnare come sfruttarne i vantaggi, anche in termini di nuova disponibilità di frequenze da assegnare a servizi wireless come Internet. La guida indica due percorsi per la televisione terrestre e quella mobile (citando il caso dell'implementazione del DVB-H in Italia, un "successo" alquanto discutibile). La pubblicazione può essere scaricata qui:
http://www.itu.int/publ/D-HDB-GUIDELINES.01-2010/en. La presentazione è avvenuta nell'ambito della World Telecommunication Development Conference (WTDC-10) in corso a Hyderabd, dove ITU ha anche dimostrato le funzionalità di un software chiamato Spectrum Management System for Developing Countries (SMS4DC). Non è dato sapere se tra queste Nazioni c'è anche la nostra, ma se Agcom è interessata all'SMS4DC può trovarlo qui al costo tutto sommato accettabile di 5.000 franchi.

Digital broadcasting to enhance TV and Internet access
ITU Guidelines for digital transition released at World Telecommunication Development Conference

Hyderabad, India, 28 May 2010 - Guidelines to help countries manage their transition from analogue to digital broadcasting were presented yesterday during the ITU World Telecommunication Development Conference (WTDC-10) in Hyderabad, India. Delegates at the Conference also benefited from a hands-on demonstration of ITU’s Spectrum Management System for Developing Countries (SMS4DC).
Releasing the guidelines, the Director of ITU’s Telecommunication Development Bureau, Mr Sami Al Basheer Al Morshid said, “The transition to digital broadcasting is a major challenge facing all countries, but in particular, developing and least developed countries. We hope that our members will take full advantage of this very practical set of guidelines designed to help them through the process.” Mr Al Basheer added, “ITU will also help countries implement the guidelines through country-level assistance and regional initiatives.”
The transition to digital broadcasting has become an important global issue. It will provide a greater number of channels with higher quality within the same available bandwidth along with advanced applications and features, such as interactivity and electronic programme guides. This transition also frees up spectrum — the so-called “digital dividend” — which can be used for enhanced broadcasting applications and wireless mobile broadband, leading to greater convergence of services. This is a key solution to extend Internet access to currently underserved areas.
The guidelines provide information and recommendations on policy, regulation, technologies, network planning, customer awareness and business planning for the smooth transition to Digital Terrestrial Television Broadcasting (DTTB) and the introduction of Mobile Television Broadcasting (MTV). These guidelines are applicable to the GE06 Agreement planning area (corresponding to the geographical region situated to the west of meridian 170° E and north of parallel 40° S, except the territories of Mongolia, and including the Islamic Republic of Iran).
“The Guidelines for the Transition from Analogue to Digital Broadcasting” were developed by the ITU Telecommunication Development Bureau with the support of the Korean Communications Commission (KCC), Republic of Korea.
The demonstration of SMS4DC — Spectrum Management System for Developing Countries — illustrated how countries can manage their spectrum more efficiently and effectively. A low-cost, entry-level system, it nonetheless includes many features and functions, such as an open-source digital global terrain map, to assist countries in determining the technical and regulatory procedures required to manage spectrum allocated to land, mobile, fixed and broadcasting services.
SMS4DC is easily upgradable to accommodate revised ITU procedures and regulations. First launched in 2007, it is now being used by 37 countries.

23 aprile 2009

Antenna d'amore

La famosa torre televisiva di Berlino ad Alexanderplatz, uno dei simboli della città, eretta negli anni Sessanta dall'allora Repubblica Democratica Tedesca (e che ancora oggi ospita gli impianti della televisione digitale terrestre), diventa simbolo universale dell'amore. Una squadra specializzata sta rivestendo in questi giorni la gigantesca colonna di oltre trecento metri con grandi manifesti con le dichiarazioni d'amore raccolte su un sito Web di Deutsche Telekom, sponsor dell'iniziativa. Frasi e disegni degli innamorati resteranno visibili fino a fine maggio da molti punti di Berlino e un paio di Webcam permettono di spiare in tempo reale le attività di "affisione". Mentre Flickr ospita una nutrita galleria di foto.
Deutsche Telekom covers Berlin television tower with "longest love message in the world" – Head of Brand Strategy, Chrisitan Schwingen: "We are dressing Berlin up with love"
Apr 15, 2009

The "longest love message in the world" is being created on the Berlin television tower. Deutsche Telekom covers TV tower at Alexanderplatz. From April 14, 2009, industrial climbers will attach love messages, including a marriage proposal, to the shaft of the tower. The love messages were posted by Internet users at www.telekom.de/erleben during Deutsche Telekom’s "Rain of flowers" marketing campaign. A live link on this site will make it possible to follow future assembly work on the tower. If weather conditions are ideal, all cladding work will be finished by April 25, 2009 and the messages will be displayed until the end of May 2009.
"Under the motto 'We are dressing Berlin up with love', Deutsche Telekom is transforming the Berlin TV tower into the 'longest love message in the world'. With its brand promise 'Life is for sharing’, Deutsche Telekom wants to help those who want to share special moments with others," explained Hans-Christian Schwingen, Head of Brand Strategy and Marketing Communication. The dressing up of the Berlin TV tower is a major highlight of the "Rain of flowers" campaign, which is running in Germany and other European countries.
Deutsche Telekom had already transformed the sphere of the tower into the most striking landmark of the FIFA World Cup in 2006. Another sporting highlight will be integrated into the current initiative. The mascot of the upcoming World Championships in Athletics, to take place in Berlin from August 15 to 23, 2009, will be visible in the middle of the tower.

18 febbraio 2009

Dall'analogico al digitale con i tool della FCC. E senza.


Cosa vuol dire avere, una gestione razionale dello spettro delle radiofrequenze? Ci pensavo ieri guardando la pagina che la FCC americana ha messo a disposizione degli utenti che vogliono informarsi sul passaggio dalla televisione terrestre analogica a quella sempre terrestre ma digitale. Proprio come da noi, anche se i sistemi adottati sono diversi. E come da noi lo switchover televisivo preoccupa gli amministratori americani. Una delle prime mosse di Obama è stata quella di far slittare leggermente la data dello spegnimento degli impianti analogici. Una transizione che da noi comincia a creare un autentico allarme, perché le famiglie non hanno i decoder, il segnale non è abbastanza intenso o diffuso, insomma si rischia che per molte famiglie italiane quello digitale sia una switchoff non uno switchover (leggetevi le cronache su Newsline).
Quali strumenti ha messo a disposizione la FCC? Per esempio un motore di ricerca che visualizza in pochi secondi la lista delle stazioni televisive ricevibili in una qualsiasi località americana, con una mappa di Google che visualizza la posizione degli impianti e un elenco ordinato per fasce di intensità del segnale (forte, moderata, debole, assente) e volendo il close up con il valore di soglia in decibel di questi segnali e con una mappa "gain/loss" che indica la direzione verso cui si concentra maggiormente il segnale. Un tool che qui sarebbe impensabile e che invece negli Stati Uniti è possibile con un po' di normalissimo software e un database di dati tecnici perfettamente gestito.
Una gestione moderna, scientifica delle risorse spettrali, un database di frequenze studiate, assegnate, controllate, ricontrollate e persino tolte a chi non si comporta bene, implica l'esistenza di strumenti come questo e di tanti altri che oggi si trovano sul Web. Come l'interfaccia tra il database FCC e il programma Google Earth realizzata dalla società di consulenza Cavell Mertz & Associates sul sito FCCinfo.com. Provate a scaricare da questo sito il file KMZ, apritelo con Google Earth, attivate il layer e vedrete visualizzata sulla cartina fisica degli Stati Uniti tutte le stazioni radio e tv, i ponti ripetitori, i relay, le antenne.
Noi in Italia strumenti così non ce li avremo mai, perché non avremo mai un registro all'altezza del database FCC. Noi siamo ancora qui con gli elenchi compilati dagli appassionati, con le frequenze che passano di mano in mano insieme alle mazzette di denaro (probabilmente nero), senza alcuna considerazione sugli effetti che questi passaggi finiranno per avere sugli apparecchi radio e televisivi in casa della gente. Che non sa neppure che cosa potrà ricevere in tv dopo che avranno spento gli impianti analogici. Una cosa mi fa un estremo piacere. Che quello più inguaiato di tutti, a lungo andare, potrebbe essere proprio quello che con la tv analogica terrestre ha conquistato, spesso violando le poche regole esistenti, una ricchezza e un potere rischiosissimi per l'intera collettività. Anche se dopo quello che è successo in Sardegna una vocina maligna mi sussurra che potrebbe uscirne fuori incolume, ancora una volta. Che forse, ormai, la frittata è fatta e la tv analogica non serve davvero più.