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08 ottobre 2016

Radio Revolten: a Halle, in Germania, un mese di arte alla radio (anche in onde medie low power!)



Durerà fino al 30 ottobre il festival di radio-art Radio Revolten, varato il primo del mese nella località sassone di Halle an der Saale, nei pressi di Lipsia. Tra performance, esecuzioni, workshop e conferenze, diverse location della storica cittadina saranno animate da una settantina di sound e radio artist di 17 nazioni, che daranno luogo al festival di arte radiofonica più ambizioso della storia. Non poteva ovviamente mancare una stazione radio, attiva 24 ore su 24. L'omonima Radio Revolten si può ascoltare comodamente in streaming, ma per l'occasione da Halle sono in funzione anche una frequenza in FM, 99,3 e una in onde medie, su 1575 kHz. Il festival, curato tra gli altri da Knut Aufermann (qui intervistato dal Goethe Institut), per anni alla direzione artistica della londinese Resonance Radio, è davvero pieno di cose da ascoltare e seguire. Un dettagliato giornale-catalogo, RR Zeitung, è accessibile su Issuu. Il Festival si può seguire anche su Facebook e su Twitter.

Dopo lo spegnimento di tutti gli impianti AM degli enti regionali tedeschi, nel 2015, la low power Radio Revolten1575 kHz, offre, al di là dell'enorme valore culturale del festival, la ghiotta opportunità di riascoltare in onde medie la Germania (a dire il vero non è proprio così perché in questa porzione dello spettro radio è rimasta attivo il network delle forze americane AFN su 1107 kHz). Qui in Italia non sarà facile intercettarne il segnale, perché sulla stessa frequenza è ancora in funzione l'impianto OM di Genova/Portofino, ma si può tentare nelle ore notturne, nonostante l'interferenza dalla Spagna (e forse dagli Emirati arabi), tanto più che, specie di notte, è prevista la trasmissione dell'identificativo Radio Revolten anche in codice Morse. Utilizzando la Web radio remotizzata di Twente, in Olanda, riesco a sentire qualcosa intorno al tramonto, anche se molto a sprazzi. 
L'antenna di Radio Revolten 1575 troneggia su una delle cinque torri della centrale Marktplatz. Radio Revolten, l'arte alla radio e la radio nell'arte, è un progetto curato da Radio Corax, emittente alternativa FM della stessa Halle. L'antenna è stata montata, accanto al dipolo già utilizzato da un club radioamatoriale, sulla cima della torre dell'ex Istituo di Fisica dell'Università. 
La Fondazione culturale federale è il principale sponsor dell'iniziativa, la cui direzione, oltre a Auferrmann è affidata ad Anna Friz e Sarah Washington, la redattrice dell'austriaca ORF Kunstradio Elisabeth Zimmermann e al responsabile della programmazione di Radio Corax, Ralf Wendt.

27 agosto 2015

In Germania la radio digitale fa sempre più presa

In Germania la radio digitale DAB+ viene presa sempre più sul serio e a quattro anni dal rilancio (ricordo che in Germania la prima fase del DAB era stata dichiarata fallimentare dalla magistratura contabile, che aveva fissato le regole per un rifinanziamento in compartecipazione pubblica e privata) avrebbe secondo il responsabile del consorzio promotore DRD Digitalradio Deutschland, un "punto di non ritorno", in termini di offerta di programmi, percentuali di ascolto e apparecchi venduti. In effetti i modelli di radio digitale saranno ancora più numerosi all'IFA di Berlino, il grande salone dell'elettronica di consumo che si aprirà a inizio settembre. Tra questi, una delle radio più curiose che mi si capitato di vedere: è concepita come ricevitore direttamente integrato in una spina schuko da inserire nella presa, senza cavi visibili (ma viene fornita una antenna removibile in caso il segnale fosse troppo debole):


Ubisound2go viene prodotta dalla società UbiSound, è disponibile nei colori bianco e nero e costa 119 euro. Pensata come kitchen radio o per il tavolino da notte, può essere facilmente messa in valigia per i viaggi perché pesa circa tre etti.

01 maggio 2015

In Germania ARD sta chiudere, tra Monaco e Bonn, le ultime onde medie


Sta arrivando alla sua mesta conclusione il percorso di spegnimento delle infrastrutture in onde lunghe e medie tedesche decise dall'ARD, l'ente pubblico radiotelevisivo federale che riunisce, in Germania, le emittenti regionali. Con lo spegnimento delle ultime stazioni della WDR (inizio luglio) e della Beyrischer Rundfunk (fine settembre), in Germania resteranna attivi solo gli ultimi impianti Deutschlandfunk e una manciata di stazioni della American Forces Network.
Si tratta per la Westdeutscher Rundfunk delle frequenze - 720 e 774 kHz - di Langenberg e Bonn, oggi impegnate dai programmi di WDR2/Vera, mentre la BR chiuderà München-Ismaning e Dillberg (entrambe su 801 kHz) nonché Würzburg e Hof (su 729 kHz). Incollezionisti di QSL faranno meglio a affrettarsi. In Germania dominerà ancora per un po' l'Fm, mentre il progetto DAB+ continuava espandersi e orma raggiunge quasi il 100% della rete autostradale e buona parte della popolazione residenziale.

22 settembre 2013

Norvegia, tra nostalgia e progettività. Nuovi test per la stazione hobbystica in AM LKB/LLE.

Dopo analoghi casi in Finlandia e Germania, anche in Norvegia, la nazione che si appresta a spegnere definitivamente le radioemittenti analogiche, FM compresa, per passare alla radio digitale, parte un progetto di radiofonia in onde corte a bassa potenza. L'origine del progetto è hobbystica e radioamatoriale, ed è basata credo in parte sull'uso di impianti vintage appartenuti alla stazione in onde medie e lunghe di Bergen della NRK, l'ente di stato norvegese, trasformato in un museo dal locale club di radioamatori.
L'anno scorso erano state effettuate delle trasmissioni sperimentali celebrative su 1314 kHz (frequenza usata non da Bergen ma da un potente impianto che copriva la Norvegia e il nord Europa anni fa). Ora però sembra che intorno alla stazione che ancora viene designata dalla storica sigla LKB, possa nascere un progetto più articolato. Svenn Martinsen, appassionato di radio pirata e organizzatore della Web radio  Northern Star in collaborazione con l'associazione Foreningen Bergen Kringkaster, avrebbe finalmente ottenuto (dopo una richiesta inoltrata già nel 2009) dalle autorità norvegesi una licenza "test e sviluppo" che consente al club di operare con un trasmettitore in onde medie e uno in onde corte.
Gli ultimi due mercoledì, l'11 e 18 settembre, sono stati svolti i primi test su 1314 kHz e 5895, con potenze molto basse, tra i 50 e gli 80 watt. Il primo test, in voce e musica, su 5895 non ero riuscito ad ascoltarlo, ma l'altro ieri, anche grazie alla tempestiva segnalazione di Chris Diemoz, ho ascoltato il segnale da Bergen, modulato in USB. La trasmissione consisteva nella semplice ripetizione del nominativo dei due impianti LKB/LLE-2 e 3 in codice Morse, isentificazione che faceva seguitonalla tipica chiamata generale delle stazioni telegrafiche, la serie "VVV" ripetuta tre volte.
Ecco un campione del segnale di LKB/LLE su 5895 ricevuto a Milano con un semplice portatile. La chiamata Morse si distingue abbastanza bene, ("vvv de lkb/lle"):



Secondo Martinsen le prove di LKB dovrebbero preludere al lancio di una stazione più regolare, anche se non sono chiari le possibili tempistiche e la regolarità delle future trasmissioni. La finnica Scandinavian Weekend Radio per esempio trasmette ogni primo sabato del mese. Probabilmente ci saranno altri test e bisognerà anche fare maggiore chiarezza sulla reale provenienza di questi segnali. Molto probabilmente le prove su 5895 sono state effettuate con un impianto che era stato utilizzato lo scorso anno per un analogo esperimento effettuato in Svezia, a Deslbo, 350 chilometri a nordest di Stoccolma, per una riunione di appassionati della radio. In quella occasione, dal 1 al 3 giugno 2012 aveva trasmesso, con una licenza temporanea, Radio Dellen International. Non si può escludere che per i test di LKB siano stati utilizzati la stessa location svedese o quanto meno lo stesso apparato.
Tutte queste attività dimostrano sicuramente il forte attaccamento alla radio ancora vivo nella comunità dei radioamatori e degli ascoltatori delle emittenti internazionali. C'è anche da aggiungere la sensazione positiva sulla disponibilità dimostrata dalle varie authority nazionali, che sembrano aperte a discutere la possibilità di aprire a un uso più generalizzato frequenze che erano un tempo appannaggio di grosse emittenti pubbliche, o addirittura di servizi di comunicazione non broadcast. Come hobbysta non posso non essere emozionato di fronte a queste nuove opportunità di dare la caccia a segnali deboli, comunque non facili da captare.
Un'altra parte di me, quella ancora convinta delle straordinarie potenzialità del mezzo radiofonico in generale e di porzioni di spettro ormai dimenticate come le onde medie e corte in particolare, si sente invece un po' perplessa. Le frequenze che un tempo erano dominate da numerosi grandi e piccoli broadcaster, emittenti religiose, locali e clandestine, oggi vede la presenza di qualche grande nazione, di alcuni organismi religiosi, una manciata di emittenti regionali o locali di nazioni in via di sviluppo e infine una pletora di programmi che vengono diffusi da enti, associazioni, partiti e gruppi che affittano la loro capacità trasmissiva da società commerciali non più pubbliche. Poi ci sono le stazioni non autorizzate, pirata, che sono sempre molto divertenti ma si comportano sempre più come i radioamatori con licenza, comunicando via Internet con i loro ascoltatori e spesso spostando la frequenze delle loro saltuarie trasmissioni in modo da favorire certe aree di ascolto sulla base delle indicazioni ricevute in tempo reale. Ripeto, tutto molto divertente e stimolante, anche perché si tratta di stazioni che usano livelli di potenza molto bassi e ascoltarle a grande distanza può essere un'impresa.
Fa molto piacere assistere al moltiplicarsi di iniziative che cercano di uscire dalla sfera della non ufficialità o della palese violazione delle leggi vigenti e conquistare una certa regolarità. Ma sarebbe bello se ci fosse una maggiore progettualità, che il modello non debba continuare per forza a essere quello della stazione pirata musicale. Lo stesso discorso vale per esempio per le varie stazioni locali in onde medie che in questi ultimi due o tre anni hanno effettuato o stanno effettuando i loro test in Italia. La situazione è più o meno la stessa: in Italia le onde medie non sono mai state autorizzate fuori dal contesto dell'ente pubblico RAI e invece proprio nelle onde medie potrebbe esserci molto spazio per associazioni, scuole, enti no profit, pubbliche amministrazioni locali. Parliamo di stazioni a bassa potenza in grado di coprire un bacino d'ascolto limitato, ma il concetto di "nicchia" dovrebbe essere solo geografico. La radiofonia è capace di portare avanti discorsi molto complessi, di impattare su aspetti sociali importanti, sulla vita dei centri urbani, delle periferie, delle persone. Io oso ancora sperare che da tutti questi esperimenti di natura hobbystica possa emergere un fenomeno molto più esteso, contenuti che valga davvero la pena di seguire, possibilmente in chiave partecipativa.

21 maggio 2013

L'American Forces Network in Germania chiude le onde medie di Wiesbaden

Sta diventando sempre più simbolico il lento sgretolamento dell'infrastruttura radiofonica in onde medie che attraversa - ma chissà ancora per quanto - l'Europa. A chiudere a fine maggio, il 31, sarà il trasmettitore di American Forces Network Europe a Weisskirchen, a nordovest di Francoforte, impianto costruito per servire la zona dove si trova l'aeroporto militare di Wiesbaden.
Dalla Seconda guerra mondiale, il network radiofonico dell'Esercito americano in Europa intrattiene con le sue trasmissioni il personale delle basi che stazionano sul continente. Formalmente, la data di nascita di AFN Europe è il 4 luglio del 1943, quando il servizio entrò in funzione nel Regno Unito. Nell'ottobre di quell'anno fu attivato, a Napoli, il primo Mobile Expeditionary Radio Service annesso alla 5a armata. Qui c'è un sito rievocativo mentre qui sotto potete vedere uno straordinario documento estratto da un cinegiornale delle forze americane (cinegiornale che fu ideato e coordinato dal regista Frank Capra) proiettato nel 1944: 


AFN Wiesbaden utilizzerà ancora per qualche giorno la sua storica frequenza di 873 kHz. Quei 150 kilowatt costano troppo e la politica di tagli, come avverte il comunicato ufficiale, non risparmia nessuno. AFN continuerà a trasmettere in FM, mentre teoricamente non ci sono notizie di interruzione per i trasmettitori in onde medie che l'AFN utilizza sulla frequenza di 1143 kHz.



AFN Wiesbaden AM Radio Transmitter Going Off the Air 
AFN Europe, in coordination with IMCOM Europe and USAREUR, is turning off its 873 AM radio transmitter in Central Germany May 31, as part of the Department of Defense’s ongoing efforts to reduce operating costs.
The transmitter is one of two that serves Wiesbaden Army Airfield.  The 873 AM transmitter provides Power Network programming, a mix of news, talk and political commentary.  The second transmitter, 98.7 FM, broadcasts AFN The Eagle, a 24/7 service of contemporary music, community information and top of the hour news.  Wiesbaden area listeners will still get news, traffic, weather and community information from 98.7 FM
News and talk fans may still listen to two popular Power Network Shows, Morning Newswatch, from 0600-0900 and Afternoon Newswatch from 1600-1880 weekdays on AFN 360: Internet Radio.  AFN decoder owners may tune in Power Network 24 hours a day on their “box.”   AFN Europe hopes to be able to offer Power Network as a 24/7 streaming audio service on AFN 360 sometime in the future.   Some iPhone and Android mobile device users may be able to listen to AFN’s streaming audio service in their car.
The 873 AM transmitter, which is located off post in Weisskirchen, Germany, was singled out for cost savings because of its isolated location and high-cost upkeep requirements.
As with all of DoD, AFN Europe anticipates additional changes this year as it works to provide the American military with quality entertainment and command information, while simultaneously being good stewards of taxpayer dollars. 

28 marzo 2013

Germania, se ne va un altro pezzo di infrastruttura a onde medie


Prosegue, al contrario di quello che pretendono di affermare certe petizioni esageratamente nostalgiche (intendiamoci, a me non piace l'idea di un cambiamento così radicale della radiofonia che conoscevo, ma trovo stupido illudersi), l'irreversibile manovra di dismissione di quel che resta della infrastruttura trasmissiva europea sulle onde media. Resta ancora un mese per sintonizzarsi su due frequenze storiche,   i 783 e i 1044 di Lipsia e Dresda, su cui eravamo soliti ascoltare i programmi di Stimme der DDR e che dopo il 1990 hanno invece ripetuto i programmi di MDR - Mitteldeutsche Rundfunk (in particolare il canale MDR Info). C'è in realtà una terza frequenza soppressa, i 1188 kHz, ma la potenza è bassa e ininfluente qui. A Dopo lo spegniment, previsto il 30 aprile prossimo, tutto il Land ex-orientale tedesco si trasferisce radiofonicamente parlando in FM e DAB+. Inutile stracciarsi le vesti, tenere accesi 100 kilowatt (tanti sono quelli di Lipsia) in un brodo variabile di rumori locali è del tutto pretestuoso, soprattutto se a finanziare certe presenze nell'etere sono i soldi pubblici. Tanto vale rassegnarsi e mettersi a pensare a un uso più locale e ad hoc di una parte di spettro che per fortuna non interessa - almeno per il momento - nessun dividendo digitale.

25 ottobre 2011

Marburgo 2011, arrestate due spie stile guerra fredda


Se non avessi letto bene la data sarei convinto di essere capitato per sbaglio nell'archivio del Der Spiegel. Invece è tutto vero. Un commando di polizia di Marburgo ha fatto irruzione nella casa di una insospettabile coppia sposata con figli verso le sei del mattino e ha sorpreso la moglie, Heidrun nell'atto di trascrivere un messaggio cifrato ricevuto attraverso un apparato a onde corte. Una delle misteriose "spy station" che vengono annoverate tra gli strumenti utilizzati dai servizi segreti per comunicare gli ordini agli agenti sul campo.
L'arresto dei due coniugi, residenti in Germania ma originari del Sud America e con passaporto austriaco, è il culmine, secondo lo Spiegel Online ( Cold-War Style Spying: Russian Couple's Arrest Could Mar Diplomatic Ties), di una indagine durata settimane contro un network di spie che agirebbero per conto dell'intelligence russa. E' il Moscow Times a rivelare - il giornale pubblica anche una fotografia dell'abitazione di "Andreas e Heidrun" - che i due sarebbero connessi con la rete di spie americane al soldo di Anna Chapman née Kushchenko, l'avvenente spia dai capelli rossi, protagonisti di un altro clamoroso arresto nel 2010.
Già che siete sullo Spiegel andate a cercare in archivio il numero del 1968 che racconta della mitica Orchestra Rossa, la rete clandestina anti-nazista che cercò di comunicare via radio a Mosca informazioni sulle truppe del Reich dopo l'invasione dell'Unione Sovietica. In lingua tedesca, ma con documenti eccezionali. Sull'Orchestra Rossa venne realizzato in coproduzione ZDF-RAI, sceneggiato televisivo trasmesso nel 1972. Sarebbe bellissimo che un canale RAI lo riproponesse!

21 luglio 2011

Il calcio Bundesliga in diretta sul DAB+ tedesco

Il primo di agosto, il mese deputato all'italico ozio, scatterà in Germania il (ri)lancio della radio digitale DAB+. E' soprattutto un rilancio, perché le autorità regolamentari e finanziarie hanno concesso alla radio digitale una ultima prova di appello dopo anni di sostanziale stasi di una prima fase timidamente sperimentata tra anni Novanta e Duemila.
Devo dire che l'impegno da parte degli operatori mi sembra notevole, almeno seguendo il "ticker" informativo allestito da Radiowoche. In questi giorni si parla di convergenza mediatica a Monaco, nel corso dei Medientage. I costruttori moltiplicano i loro annunci in previsione della folla di persone che vorrà attrezzarsi per ricevere i nuovi programmi. Noxon per esempio, già nota per le sue Internet radio, propone per poche decine di euro il Noxon DAB Stick, una chiavetta USB con ricevitore DAB+ integrato (cliccate sul link per scaricare il pdf in italiano che trovate sul sito di Terratec.it, immagino per la vendita in Italia di questo interessante accessorio per pc Windows). Tra i grandi brand Philips è sicuramente uno dei più attivi. Non solo sta potenziando l'offerta con hi-fi, portatili e radiosveglie compatibili DAB+ (per la verità alcuni modelli sono già presenti anche sul catalogo italiano) ma ha anche attivato una politica di partnership con i fornitori di contenuti. Philips ha infatti annunciato di voler collaborare con 90elf Deutschlands Fußball-Radio per favorire il più possibile la ricezione delle cronache radiofoniche delle partite della Bundesliga, che 90elf trasmetterà live e in esclusiva sul DAB+
Che cosa pensate che succeda in Italia se Raiway si decidesse ad attivare il DAB nelle dieci città principali e la Lega calcio si accordasse per trasmettere le radiocronache live di tutte le partite di Inter, Milan, Roma, Juventus e Napoli? Non credete che questo basterebbe a generare l'acquisto di centomila ricevitori digitali? Invece sappiamo tutti quello che NON sta succedendo dalle nostre parti con gli ex-ambiziosi piani di digitalizzazione della radio. Grazie alla solita Newsline sono venuto a sapere che il Ministero dello Sviluppo Economico (nella nostra situazioni di crescita zero dovrebbero cambiare un nome che suon come una presa in giro) ha pubblicato l'"Elenco dei soggetti legittimati a svolgere le attività di fornitore di contenuti di programmi radiofonici su frequenze terrestri in tecnica digitale". Il ricorrente e fumoso legalese per definire le emittenti radiofoniche autorizzate (su oltre 1.200 domande pervenute) a trasmettere in DAB. Cliccate e scaricate anche voi, vi ritroverete sullo schermo un documento surreale. Sono oltre trenta pagine con oltre trenta nomi per pagina, un numero francamente abnorme di stazioni "autorizzate". Eccoci di nuovo nel pieno della nostra vocazione al paradosso. In questo momento gli impianti DAB in Italia si possono forse contare sulle dita delle mani, ma se andiamo a leggere le delibere, i regolamenti e gli elenchi pubblicati da Agcom e dall'MSE sembra che nottetempo debbano spuntare diverse centinaia di antenne. Mentre nella realtà dei fatti non c'è una lira da spendere, neppure in un piano di sviluppo conservativo come quello delineato da Raiway ben più di un anno fa. Al marasma infrastrutturale si accompagna il vuoto di idee sui contenuti del DAB. Che cosa pensano di trasmettere i mille prodi ministeriali sui futuribili multiplex della radio digitale che gli sono stati appena concessi? Gli stessi contenuti che milioni di persone possono ascoltare gratis sull'FM? I miei contatti in Radio Rai mi parlano per esempio dei piani per riprendere sul DAB+ i flussi delle nuove Web Radio Rai: un'idea molto bella, ma quanti italiani avranno davvero modo di accedere a questi programmi?

02 luglio 2011

In Germania chiude l'ennesimo impianto locale MW

Una tessera per volta, il complesso mosaico europeo delle onde medie si sfalda. Questo finesettimana spegne definitivamente l'impianto di Wachenbrunn su 882 kHz, utilizzato da MDR Info. La altre frequenze dovrebbero restare attive:

Senderstandort Frequenz (kHz) Wellenlänge Leistung (kW)
Leipzig 783 383 100
Wilsdruff 1044 287 20
Reichenbach/ Oberlausitz 1188 253 3

Anche Wachenbrunn utilizzava 20 kW. In questo breve clip si può sentire, purtroppo non così distintamente a causa dell'interferenza catalana, il nastro che ripete in queste ore il messaggio relativo alla chiusura. L'impianto, che si trovava in Germania orientale, era stato attivato nel 1950.


21 maggio 2011

Deutsche Welle taglia di 4/5 le onde corte

Anche la Germania taglia sulla radiofonia in onde corte: dal primo luglio blocco delle trasmissioni in diverse lingue est-europee ripetute in FM, mentre dal primo di novembre ci sarà una drastica riduzione delle trasmissioni in onde corte. L'ultimo bilancio approvato da Deutsche Welle, emittente internazionale di stato tedesca, porta a una notevole diminuzione dell'output via radio, sia in onde corte - passerà dalle attuali 260 ore a 55 con la chiusura dei ripetitori di Sri Lanka e Sines in Portogallo - sia in modulazione di frequenza, con la cessazione delle partnership locali fuori da Africa e Asia. Resterà in esercizio la stazione relay del Rwanda, anche perché Deutsche Welle si focalizza sull'Asia e sull'Africa (ma cessa di trasmettere in tedesco e in molte altre lingue). La rifocalizzazione comporta un aumento delle attività multimediali.

Deutsche Welle Scales Down Radio Broadcasts

Increased focus on television, online and mobile services
Reduction of shortwave broadcasts

Starting July 1, 2011, Deutsche Welle (DW) will be making major changes in how and when its radio programming is broadcast in Asia and Europe, as well as German radio programming as a whole.
The measures will ensure the further development of Germany’s international broadcaster to a truly multimedia organization. As stipulated in the organization’s strategic plan for 2010-2013, DW will focus on modern modules that can be integrated into partner’s FM line-ups as well as being offered as stand-alone, on-demand services for the Internet and mobile devices. DW will thereby increase the cooperation with its partners throughout the world. With the exception of Africa and parts of Asia, linear shortwave broadcasts will be discontinued due to limited usage. The resources that have been saved will be reinvested in projects for the future – especially in the development of television services with regional languages and content, as well as an increase in online and mobile services.
DW will aim to use its available resources to offer two TV channels per region. This will give viewers the opportunity to choose between a channel with predominantly German programming and a channel with a focus on one of the regional languages – English, Spanish or Arabic.
In the future, DW will work with partner stations in Central and Southeast Europe to broadcast regional TV magazines and produce online services – each in the regional language. Starting July 1, 2011, the FM services for Bulgarian, Greek, Croatian, Macedonian and Romanian will be reduced and eventually discontinued. The frequencies that were purchased or rented in Sofia, Bucharest, Pristina and Tirana will be returned, as well as the corresponding licenses. The FM broadcasts for Albanian, Bosnian and Serbian will be reduced. In the future, these services will focus on selected partnerships with local FM stations. A service in Romani will be maintained for the time being. For Ukraine, DW is currently examining whether or not an agreement can be made with a partner to broadcast a reduced amount of FM radio programming that has been tailored to fit their needs. Radio programming for Hindi will be discontinued on July 1.

Reduction of shortwave

On November 1, 2011, DW will be discontinuing the shortwave broadcast for German, Russian, Farsi and Indonesian. For English, the shortwave broadcast will be limited to Africa. The broadcasting times for Chinese programming will be reduced from 120 minutes to 60 minutes. For these languages, DW will also be increasing the online and mobile services as well as video-on-demand and audio-on-demand. The portfolio will also include audio productions for rebroadcast by partners (when applicable).
Starting in November, DW will only be broadcasting radio programming via shortwave in the following languages: Amharic, Chinese, Dari, English and French for Africa, Hausa, Kiswahili, Pashtu, Portuguese for Africa and Urdu.

Closing of relay stations

The shortwave program currently broadcasts 260 hours daily with DW’s own or rented relay stations – with the new focus on Africa and regions in Asia that will be reduced to just 55 at the beginning of the winter season. Only the relay station in Kigali (Rwanda) will be needed for shortwave broadcasts in Africa. The stations in Trincomalee (Sri Lanka) und Sines (Portugal) can no longer be used to capacity. The financial operation is no longer possible and the relay stations will stop being used on November 1, 2011 and closed at the next possible point in time.
With the reduction of rental prices and the closing of the two relay stations, DW will be able to save resources that can be reinvested in the further development of its services.

Development of FM broadcasts with partners

DW will continue to expand its network of FM partners in Africa. The radio production for Hausa, Kiswahili, French and Portuguese for Africa will be optimized for FM broadcasts step by step. DW will also produce a regional radio magazine daily in English, to be rebroadcast by partners in Africa.
Audio content in Arabic will be created for the Middle East and North Africa and distributed online, via mobile or rebroadcast by partners.
DW will focus on FM partnerships for Bengali, Urdu, Dari/Pashtu und Indonesian for South Asia, India, Pakistan and Afghanistan. A decision will be made about the future of these partnerships in accordance with the budget situation and following the evaluation results.

Strategic plan for 2010 to 2013

The German Bundestag approved DW’s strategic plan in April 2011 with an overwhelming majority. The core of the plan is the multimedia orientation of the broadcaster, the focus on major tasks and target regions with regards to the budgetary issues. The new strategic direction ensures that DW is prepared for the changing conditions of international media markets:

Services for certain languages and regions will be reinforced to secure DW’s competitive position in the future.
The focus for the coming years will be on Sub-Sahara Africa, the Middle East, Iran and North Africa, South Asia and Afghanistan, Russia and Latin America. Due to the limited budget, the development of services will only be possible when activities are reduced somewhere else. In the area of television, DW will work more closely together with the German public broadcasters ARD and ZDF and develop regionalized TV programming with selected partners. For many areas around the world, it will be necessary to further development online and mobile services in order to reach DW’s target audience better: Individuals who are interested in diverse perspectives and use a large amount and variety of media resources. That especially includes opinion leaders and future opinion leaders as well as people who lobby for democracy, freedom and progress in authoritarian countries and thereby strengthen the civil society.

24 aprile 2011

Portogallo: onde corte addio? Ma ERF chiude i 1539 kHz

Non lo faccio perché per definizione non interesserebbe a nessuno ma potrei facilmente aprire uno specifico blog dedicato alla progressiva scomparsa della radiofonia in onde medie e in onde corte. Il medium radiofonico mostra tutta la sua stanchezza negli ambiti spettrali (lo spettro è quello delle radiofrequenze, ma visto il termine è fantasmicamente opportuno) che ne hanno caratterizzato gli inizi e la sua prima grande fase di espansione. E' giusto che sia così, che il contenuto sonoro concentri la sua evoluzione infrastrutturale là dove gli ascoltatori si aspettano di trovarlo, in FM e su Internet, dove l'aspetto qualitativo fa premio rispetto alle disturbatissime onde medie. Resto tuttavia convinto che per lo spettro da 0 a 30 MHz il discorso potrebbe non essere del tutto chiuso. E' qui che i gestori dovrebbero aprire nuove opportunità per l'emittenza locale, comunitaria, educativa, di servizio, attraverso una politica di licenza innovativa e aperta. Ma sarebbe un discorso lungo, da fare quando non ci sono altri problemi più importanti da risolvere.
Intanto la lista delle chiusure imminenti
si allunga. A fine anno l'emittente tedesca religiosa ERF (ex Evangeliums Rundfunk) spegnerà l'impianto in onde medie di Meinflingen, che oggi trasmette sui 1539 kHz. Già dal primo di agosto verrà eliminata la fascia di trasmissione serale tra le 19.30 e le 23. ERF si sta lanciando sul DAB+ e le onde medie non le ascolta più nessuno.
Questa è una notizia molto interessante per chi dà la caccia alle onde medie lontane, i 1540 kHz sono un importante canale transoceanico.

Mittel- bis langfristig wird diese Technik das alte UKW- und Mittelwellenradio ablösen. Aus Kostengründen stellt ERF Medien seinen Sendebetrieb über die Mittelwelle 1539 aus Mainflingen bei Hanau zum Ende des Jahres 2011 ein. Bereits ab 1. August wird er die Abendsendungen über Mittelwelle beenden. Derzeit ist ERF Radio über Mainflingen täglich von 6 bis 10 Uhr und 19.30 bis 23 Uhr zu hören. Seinen bisherigen Mittelwellenhörerinnen und -hörern teilt der ERF mit, dass ERF Radio neben der neuen DAB+-Ausstrahlung weiterhin digital per Satellit, Kabel und Internet (www.erf.de) zu empfangen ist.

Grande sensazione ha invece destato la notizia della possibile chiusura delle trasmissioni in onde corte in lingua portoghese di RTP, forse l'ultimo vestigio dell'impero portoghese in Africa e Asia. L'emittente di stato ha espressamente chiesto al governo di autorizzare la dismissione degli impianti in onde corte. Una decisione su cui dovrà esprimersi il regolatore ANACOM. Dall'inizio del 2011 RTP ha già spento molte trasmissioni nel fine settimana, mettendo la parola fine alla radiocronache delle partite di campionato.
RTP estuda fim das emissões de rádio em onda curta
13.04.2011 Por Ana Machado

As emissões da RTP, rádio pública em onda curta, dedicados, através da emissão da RDP Internacional à diáspora portuguesa, podem ter um fim à vista.

Após questões do PÚBLICO dirigidas ao director da RDP Rui Pêgo, a estação afirma que “tem estado a analisar as emissões da RDP Internacional distribuídas em onda curta”, invocando, no mesmo comunicado, “o cada vez menor número de ouvintes servidos por esta plataforma de distribuição” e a necessidade de investimento nos emissores de onda curta, localizados no centro emissor de São Gabriel, em Pegões, perto de onde nascerá o novo aeroporto do Montijo.
A decisão, diz a RTP, já tem luz verde do ministro dos Assuntos Parlamentares Jorge Lacão, e espera um parecer da Anacom: “A suspensão ainda não tem data marcada, por serem necessários procedimentos de consulta prévia à Anacom. Só no final do prazo da suspensão provisória será feita uma avaliação das consequências da mesma e tomada uma decisão definitiva”, diz a nota.
Mário Figueiredo, provedor do ouvinte da rádio pública, conta que só teve conhecimento desta decisão depois do processo já ter sido desencadeado. “Sou frontalmente contra, como representante dos ouvintes”, afirma, adiantando que pretende dedicar o programa do provedor a esta problemática que tem gerado já queixas ao provedor e uma corrente de opinião nas redes sociais.
Mário Figueiredo lembra que as outras plataformas de emissão da RDP no mundo, referidas no comunicado da RTP, como o satélite, cabo ou DTH e Internet implicam custos. E programas da RDP Internacional, dedicados, por exemplo, a camionistas, deixam de fazer sentido.
No site da própria RTP a RDP Internacional é definida como “o grande elo de ligação dos portugueses no Mundo. Através das suas emissões, todos, em qualquer ponto, podem aceder instantaneamente ao contacto com Portugal”.
Já em Janeiro a emissão em onda curta tinha sido reduzida, com corte da emissão ao fim-de-semana para o Brasil e alguns pontos de África, que perderam assim a possibilidade de acompanhar o campeonato nacional de futebol.

02 marzo 2011

Il primo di agosto parte il DAB+ nazionale tedesco

Si è sbloccata la situazione del DAB+ in Germania, dopo che la KEF, la commissione che sorveglia la ridistribuzione dei soldi raccolti con il canone dai contribuenti, ha dato l'OK all'esborso di circa 37 milioni di euro per il potenziamento della rete che porterà i canali radiofonici digitali ARD e Deutschlandsradio allo standard DAB+. La Commissione aveva imposto una unica condizione: un accordo tra l'ARD, cioè l'ente radiotelevisivo nazionale, e il provider privato di infrastrutture Media Broadcast per un contratto a condizioni favorevoli. Le trattative si sono protratte fino allo scorso dicembre.
Ora l'ARD conta di partire con la sua offerta il primo di agosto 2011, in modo da portare a termine la prima fase della radio digitale pubblica nazionale entro l'inizio del 2013.
Contemporaneamente arrivano le prime notizie di attivazione di servizi DAB+ da parte dei broadcaster regionali. Bayerischer Rundfunk ha attivato il DAB+ sul canale 11D per la regione di Franconia, Bassa Baviera, Palatinato e Svevia. E soprattutto si stanno muovendo anche i privati, anche se le emittenti commerciali hanno chiesto un aiuto finanziario a una "parte interessata" come Frontier Silicon, il produttore britannico di chipset per le radio digitali. L'industria del silicio ha capito che oltre a metterci componenti e ricevitori deve anche impegnarsi in prima persona per creare un mercato dei contenuti e dei servizi. Helmut G. Bauer, amministratore delegato di Digitalradio Deutschland GmbH, consorzio formato tra i titolati della licenza per il multiplex DAB+ diffuso a livello nazionale, e Anthony Sethill, Ceo di Frontier Silicon, hanno siglato un accordo pochi giorni fa. Anche in questo caso il consorzio punta alla data di lancio del primo di agosto, in modo da poter arrivare alla prossima edizione della fiera IFA di Berlino con i multiplex nazionali pubblici e privati già attivi.

24 gennaio 2011

Germania, definito il multiplex DAB+ nazionale

Dopo il contratto firmato con la società infrastrutturale Media Broadcast, un gruppo di sei editori radiofonici tedeschi ha avuto dalla Kommission für Zulassung und Aufsicht (ZAK) della Arbeitsgemeinschaft der Landesmedienanstalten (ALM) l'autorizzazione a operare sul multiplex DAB+ con copertura nazionale su tutto il territorio tedesco. La licenza dura dieci anni. La Commissione federale ha già avviato la procedura di concessione delle rimanenti licenze sul multiplex nazionale: c'è tempo fino al 31 gennaio per chiedere la concessione di uno spazio equivalente a tre programmi radiofonici. Le sei emittenti dovevano essere sette ma The Walt Disney Company (Germany) ha ritirato la sua candidatura.

Entspannungsradio GmbH (LoungeFM) (gruppo austriaco)
ERF Medien e.V. (ERF Radio) (gruppo elvetico)
MEDIA BROADCAST GmbH (Telemediendienste) (gruppo TDF Francia)
REGIOCAST DIGITAL GmbH (90elfDein Fußball-Radio; RemiX Radio; litera)

Oltre all'offerta commerciale il multiplex DAB+ nazionale tedesco ospiterà i tre programmi di Deutschlandradio, Deutschlandfunk, Deutschlandradio Kultur e D-Radio Wissen. E' la prima tappa di un piano di rilancio del DAB+ con cui i tedeschi cercano di rimediare al fallimento del primo progetto di radio digitale, giudicato eccessivamente oneroso dalla locale corte dei conti. L'accordo con Media Broadcast (la società nata in seno alla amministrazione postale tedesca, confluita in Deutsche Telekom, riorganizzata da quest'ultima prima in T-Systems, poi in T-Systems Media&Broadcast e infine ceduta ai francesi del gruppo TDF) era stato firmato lo scorso dicembre. In Germania, la struttura federale dell'emittenza pubblica prevede la creazione di multiplex DAB+ regionali per ciascun land. Su questi ultimi dovrebbero trovar posto anche le emittenti commerciali regionali.

16 dicembre 2010

SWR, anche il sud della Germania spegne le onde medie

Il risparmio ammonterà a 380 mila euro annui, che per una emittente pubblica, anche tedesca, non sono pochi. Questa è la somma che la Südwestrundfunk, SWR, non dovrà più mettere a bilancio per i consumi elettrici dei suoi sei trasmettitori in onde medie, incluso quello da 100 kW di Mühlacker su 576 kHz, in una postazione che risaliva al 1930. Alla fine del 2011 questa e le frequenze di 666, 711, 828, 1017, 1413 e 1485, utilizzate per le emissioni regionali del canale di notizie SWR Cont.Ra andranno definitivamente in rottamazione. Complessivamente SWR potrebbe cancellare un milione di euro di spese, considerando che insieme all'infrastruttura potrebbe essere cancellato l'intero canale all news (ma l'ipotesi non è stata confermata). A esserne contenti saranno gli ascoltatori di segnali molto lontani, perché senza le interferenze adiacenti ci saranno più opportunità di ascolto di molte frequenze transatlantiche.
Per i nostalgici delle onde medie, una porzione di spettro che di questo passo in Europa nessuno utilizzerà più entro pochi anni, è la solita dichiarazione di resa. Il quotidiano regionale tedesco-meridionale Pforzheimer Zeitung dedica un lungo articolo e un bellissimo filmato all'impianto di quella che ormai è conosciuta come "Sender Stadt" la città dell'antenna. Tagliate le onde medie, SWR continuerà a trasmettere in FM e presumibilmente sui nuovi multiplex DAB+ che la Germania si appresta a lanciare nel 2011. Potenziata anche la presenza dell'emittente sul medium Internet, anche grazie alle nuove app per iPhone (una proprio per le notizie di Cont.Ra) che affiancano quella uscita nel 2009 per portare su Ip l'ascolto di otto canali, tra cui "Dasding" ("LaCosa") Web radio orientata al pubblico giovanlie.






Das Aus für Mühlackers Mittelwelle: Ära geht zu Ende

MÜHLACKER. In der Senderstadt endet im nächsten Jahr eine Ära. Der SWR-Rundfunkrat hat entschieden, sich bis Ende 2011 von der Mittelwelle zurückzuziehen. Damit gehen bald auch auf 576 Kilohertz in Mühlacker die Lichter aus.

Von Ralf Kohler

Mühlacker Sender wird 80 Jahre alt.
Ab der Inbetriebnahme 1930 hatte die Ausstrahlung über Mittelwelle Mühlackers Ruf als Senderstadt begründet (PZ berichtete) . Von der Illinger Höhe wurden teilweise bis zu sechs Programme abgestrahlt, fünf vom SWR dazu ein privater Sender. Wenn der Südwestrundfunk die Mittelwelle aufgibt, bleibt Mühlacker nur noch das Regionalprogramm SWR 4 Badenradio, das auf Ultrakurzwelle (UKW) die Frequenz 95,7 Megahertz belegt.

Auch letzter Sender ist bedroht

Fünf Jahre oder auch noch länger mag sich daran nichts ändern, grundsätzlich setzt der SWR allerdings anstatt auf UKW auf die neue Digitalradiotechnik DAB+ und auf das Internet. An den Schalthebeln sitzen kühle Rechner, keine lokalpatriotischen Nostalgiker. Nachdem schon seit 2004 kein Signal mehr aus Mühlacker auf Kurzwelle 6030 Kilohertz zu hören ist, stellt der Rückzug von der Mittelwelle eine weitere Rationalisierungsmaßnahme dar.
Valentin Nann von der SWR-Pressestelle spricht von einer „veralteten Technologie“ und rechnet vor, dass pro Jahr 380 000 Euro Stromkosten weniger anfallen, wenn Mühlacker und die fünf anderen Mittelwellensender nicht mehr in Betrieb sind. Insgesamt könne die Maßnahme sogar eine Ersparnis von einer Million im Jahr bringen. Längst schauen auch die öffentlich-rechtlichen Sender auf die Kosten. So stelle der SWR auch gleich das Informationsprogramm „cont.ra“ ein, sagt Rundfunkrat Winfried Scheuermann aus Illingen. Es wird fast exklusiv über Mittelwelle verbreitet und ist über die Mühlacker Frequenz 576 Kilohertz bisher noch weit entfernt zu empfangen. Der Standort Mühlacker stehe beim SWR trotz allem nicht zur Disposition, beteuert Sprecher Nann.
Die neun Techniker, die auch Anlagen an anderen Orten betreuen, seien über den Beschluss, die Mittelwelle aufzugeben, informiert worden. Für sie ändere sich nichts. Doch selbst wenn die Senderstadt beim SWR gegenwärtig eine Art Bestandsschutz haben sollte, ist eine offene Frage, wie lange das so bleibt.

Immer wieder Verluste

Nicht nur, weil Kurz- und Mittelwelle inzwischen Auslaufmodelle sind, hat Mühlacker rundfunkpolitisch an Bedeutung verloren. Der damalige SDR ging 1997 mit zwei Programmen nach Langenbrand. Vor sechs Jahren wurde zudem die beliebte Privatradio-Frequenz 100,7 nach Güglingen verlegt. Das geschah „aus politischen Gründen“, wie Axel Dürr, Sprecher der Stuttgarter Landesanstalt für Kommunikation sagt. Der Standort Mühlacker habe nicht mehr so gut zum veränderten Sendegebiet von Energy gepasst. Immerhin wickelt der SWR offenbar zunehmend interne Übertragungen (Richtfunk) über den Senderhang ab.
Ansonsten ist die Perspektive nicht unbedingt positiv. „Der Standort Mühlacker ist für einen digitalen TV-Standort nicht geeignet. Inwieweit der Standort Mühlacker für digitalen Hörfunk geeignet ist, ist von der Netzplanung abhängig, welche aber zum gegenwärtigen Zeitpunkt noch nicht abgeschlossen ist“, heißt es in einer schriftlichen Mitteilung des Südwestrundfunks gegenüber der PZ: „Ob irgendwann einmal nicht mehr von diesem Standort aus gesendet wird, lässt sich heute schwer prognostizieren.“
Die Anlage gehört der Rundfunkanstalt, die Stadt Mühlacker hat kein Mitspracherecht, was die Verwendung angeht. Allerdings handelt es sich bei dem Areal um ein Sondergebiet, also darf nicht einfach gebaut werden. Sollte der SWR den traditionsreichen Standort irgendwann aufgeben, blieben als Alternative zum Sender also nur noch Äcker.

15.12.10

28 novembre 2010

DW, onde corte troppo "lineari": vanno chiuse

“Die lineare Radioausstrahlung über Kurzwelle wird - mit Ausnahme Afrikas - beendet.” Ovvero, la diffusione lineare in onde corte cesserà, ad eccezione dei programmi rivolti all'Africa. La Deutsche Welle, prestigiosa emittente internazionale tedesca si appresta all'ennesima ristrutturazione dopo che le risorse fiananziarie sono state ulteriormente limate. Le onde corte resteranno solo per gli ascoltatori in Africa, intere aree, dai Balcani all'Indonesia, non riceveranno più segnali. L'emittente si rifocalizzerà su Internet e produrrà meno programmi, moltiplicando piuttosto le opportunità di ascolto non lineare attraverso i podcast. Ecco un articolo di Meedia.de

DW STEHT VOR STELLENKÜRZUNGEN UND RADIKALEM UMBAU

Strukturreform: Die “Neue Deutsche Welle”

Die Deutsche Welle will sich runderneuern. Und damit einmal mehr gegen den zu geringen Sendertat ankämpfen. Das Programm soll schlanker, die Strukturen straffer und Kosten eingespart werden. Die bisherige Trennung von Fernsehen, Hörfunk und Internet will man schrittweise aufgeben und sich auf digitale Verbreitungswege konzentrieren. Von den Sparmaßnahmen sind vor allem das Rumpfprogramm und die Mitarbeiter in Osteuropa betroffen. Doch bis die Reformen greifen, können noch Jahre vergehen.
Seit Jahren klagt die Deutsche Welle über zu geringe finanzielle Mittel. Jetzt soll das Rumpfprogramm radikal zusammengekürzt werden. Auf eine Stunde pro Tag, die ständig wiederholt werden soll. Bisher waren es zwei Stunden. Wird das Programm tatsächlich verschlankt, dürfte sich das auch auf den Mitarbeiterstamm auswirken. Denn auch dort soll es zu Einschränkungen kommen. Vorrangig bei den ausländischen Redaktionen: So stehe vor allem die osteuropäische Dependance im Fokus der Sparmaßnahmen. Auf dem Balkan, in Indien und Indonesien soll die Deutsche Welle künftig gar nicht mehr zu empfangen sein.

Mehr Podcasts, weniger Programm

Damit nicht genug. Auch die Verbreitungswege sollen optimiert werden. Die Süddeutsche Zeitung zitiert Punkt 12 des 'Eckpunktepapiers', das Intendant Erik Bettermann Anfang November mit seinen Direktoren verabschiedet hat. Darin heißt es: “Die lineare Radioausstrahlung über Kurzwelle wird - mit Ausnahme Afrikas - beendet.” Künftig will man sich verstärkt auf das Satellitenprogramm und Podcasts konzentrieren.
Anders als die Öffentlich-Rechtlichen finanziert sich die Deutsche Welle aus Steuergeldern. Der Senderetat lag bisher bei rund 270 Millionen Euro. Doch schon seit Ende der Neunziger leidet der Sender unter finanziellen und personellen Kürzungen. Von 1999 bis 2004 wurde der damalige Haushalt um rund 75 Millionen Euro zurückgefahren. 1998 beendete sie ihr Angebot auf dänisch, norwegisch, niederländisch, italienisch und sanskrit. Ende 1999 folgten japanisch, slowakisch, slowenisch, spanisch, tschechisch und ungarisch. 2005 wurde der Senderetat dann nochmals erhöht.
Doch das Geld scheint nicht auszureichen. “Wir haben trotz der Rationalisierungsmaßnahmen der vergangenen Jahre nicht das Geld, das wir brauchen”, erklärt DW-Sprecher Johannes Hoffmann im Interview mit der Süddeutschen. Allerdings könne es noch zwei bis drei Jahre dauern, bis die Reformen auch umgesetzt werden. Vorher müssen allerdings erst einmal die Regierung und der Bundestag Stellung nehmen. Und das kann dauern.

01 ottobre 2010

Chiuse le onde corte di Monaco e le medie di Losanna

Con un laconico comunicato, Bayerischer Rundfunk, una delle emittenti regionali tedesche ha posto fine a un ulteriore pezzo di storia della radiofonia europea. Da oggi la frequenza che ripeteva in onde corte su 6085 kHz il programma di notizie B5 Aktuell viene definitivamente spenta. E' anche una pessima notizia per l'ormai esiguo gruppo di sostenitori della radio digitale in onde corte a standard DRM (mi spiace per quelli, tra di loro, che mi leggono), perché dal 2005 il trasmettitore BR da Ismaning nei pressi di Monaco - una postazione storica, inaugurata nel 1932 con un traliccio a forma di Tour Eiffel e da dove aveva trasmesso anche Voice of America - funzionava sempre in digitale.
Le ragioni sono ancora una volta legate alla necessità di risparmiare la corrente elettrica per far funzionare una antenna che - finalmente i responsabili se ne sono accorti - non veniva ascoltata da nessuno. Nel comunicato stampa si afferma in modo esplicito che cinque anni fa la decisione sembrava sensata: il DRM permetteva con una piccola spesa di attivare una stazione in qualità digitale e ridurre contemporaneamente i costi operativi. Altre emittenti in Europa hanno convertito al DRM una manciata di frequenze nei 49-41 metri e in onde medie. Deutsche Welle, Radio Netherland e BBC sembrano crederci ancora. Forse fingendo di ignorare ciò che Bayerischer Rundfunk ammette alla fine del comunicato: malgrado le aspettative, la scelta per i consumatori è limitata a un numero ristretto di ricevitori, tutti piuttosto costosi e poco performanti. Per l'ennesima volta il re si scopre nudo, ma c'è da scommettere nella perserveranza degli irriducibili che ancora ci contano. E continueranno a sprecare il denaro pubblico nella corrente che serve per tenere accesi impianti completamente inutili. Forse il DRM+ potrà aver qualche futuro nella banda FM europea, magari in una banda opportunamente allargata, verso il basso, grazie alla digitalizzazione di molti servizi. Ma in onde corte e medie, a meno di improvvise novità sul mercato dei ricevitori, forse è meglio rassegnarsi all'idea di chiudere un capitolo del tutto infruttuoso.
I 49 e i 41 metri delle onde corte sono stati, in particolare in Germania, pesantemente colpita sul piano infrastrutturale, una soluzione ideale per assicurare una discreta copertura geografica in ore diurne con pochi impianti di media potenza. Questi ripetitori "internazionazionali" di programmi locali sono stati quasi tutti smantellati. Resta qualcosa come il trasmettitore di Berlin-Britz, al confine con il piccolo cimetero del quartiere della periferia sud berlinese, oggi utilizzato da Deutschlandradio per il programma Deutschlandfunk su 6190 kHz (17 kW dichiarati). Ma siamo chiaramente agli sgoccioli per le onde corte locali in una Europa che può permettersi di raggiungere i radioascoltatori attraverso Internet, accantonando una volta per tutte l'idea che per queste frequenze sia praticabile la strada della digitalizzazione.



Radioempfang
BR beendet Kurzwellenverbreitung

Der Bayerische Rundfunk stellt von heute an die Programmverbreitung über Kurzwelle ein. Von 1949 bis 2005 hat der BR ein Kurzwellenprogramm im analogen Übertragungsverfahren ausgestrahlt. Seit 2005 war auf der Kurzwellenfrequenz 6085 kHz der Nachrichtenkanal B5 aktuell in der digitalen Sendenorm DRM auf Sendung.
Vor dem Hintergrund von Sparmaßnahmen hat der Bayerische Rundfunk beschlossen, die Programmverbreitung über Kurzwelle auf der Frequenz 6085 kHz (49-m-Band) einzustellen. Jährlich lassen sich dadurch vor allem Stromkosten für den BR einsparen.
Die Entscheidung fiel auch im Hinblick auf die im Handel und bei Verbrauchern sehr geringe Verbreitung digitaler Kurzwellenempfänger (Digitale Radio Mondiale - DRM). Die Auswahl an DRM-Geräten ist nach wie vor sehr klein, und der Markt hat sich bisher nicht zufriedenstellend entwickelt. Eine Umkehr zurück zur analogen Kurzwellenverbreitung scheidet aufgrund der fortschreitenden Digitalisierung in der Programmverbreitung aus.

Alternativ-Empfang

Alternativ sind die BR-Radioprogramme über verschiedene Verbreitungswege empfangbar: Europaweit über Satellit (DVB-S) auf ASTRA 19,2 Grad Ost, deutschlandweit im digitalen Kabel (DVB-C) und via IPTV, in Bayern über UKW und Digital Radio (DAB / DAB+) sowie im Internet.

2005: Die Kurzwelle wird digitalisiert

Am 2. Mai 2005 hatte der BR seine Kurzwellenverbreitung am Sender Ismaning bei München auf die neue digitale Sendenorm DRM umgestellt. Dabei konnte die bestehende analoge Kurzwellensendeanlage mit geringem finanziellem Aufwand auf digital umgerüstet und gleichzeitig die laufenden Betriebskosten gesenkt werden. Gesendet wurde das Programm B5 aktuell in der Zeit von 6.00 bis 0.05 Uhr. Zum Empfang der BR-Kurzwelle benötigte man seitdem ein DRM-Radio.
Der BR hatte bei der Umstellung früh auf die Digitalisierung der Kurzwelle gesetzt, um auch diesem Wellenbereich eine Entwicklung zu ermöglichen. Der vom weltweiten DRM-Konsortium für die Digitalisierung der Kurz-, Mittel-, und Langwelle entwickelte Übertragungsstandard verbessert die Qualität in diesen Wellenbereichen: Neben einer Klangqualität, die nahezu UKW-Niveau erreicht, werden Störungen durch ein robustes Übertragungsverfahren deutlich verringert.
Auch andere Programmanbieter sendeten bereits in der DRM-Norm. Trotzdem kam die Auswahl an geeigneten Empfängern nicht über eine geringe Anzahl und entsprechend teure Geräte hinaus.

Spostandosi poco più a sud, nella Svizzera francese, arriva anche la conferma della chiusura, anticipata al 5 dicembre, del trasmettitore in onde medie di Sottens, a nord di Losanna, più o meno a metà strada tra Lemano e lago di Neuchatel. Oggi l'impianto ripete su 765 kHz il canale Option Mousique (OM come onde medie). Tra due mesi sarà possibile ascoltarlo nella Svizzera Romanda in DAB e a Ginevra e nel Vallese in FM. Sottens è stato inaugurato nel 1931 e il suo spegnimento si aggiunge a quelli di Monte Ceneri e Beromünster, entrambi chiusi nel 2008. In linea teorica il regolatore svizzero si è messo alla ricerca di organizzazione potenzialmente interessate ad affittare gli impianti. Una indagine valutativa è stata avviata nel 2008 e all'agenzia sono pervenute diverse dichiarazioni di interesse, inclusa quella dell'italiana Radio Mater. Trovate tutto su questa pagina, ma dopo la data del 9 gennaio 2009 non ci sono state novità.

09 settembre 2010

IFA: ottimismo per il rilancio del DAB tedesco nel 2011

Deutschlandradio Kultur è ritornata qualche giorno fa sul futuro digitale della radio (la URL fornisce la versione audio e quella testuale, traducibile con Google) riportando il parere di alcuni esperti intervenuti - nel corso di IFA 2010 - presso gli stand dell'area specializzata Digital Radio. La stazione radio culturale cita per esempio il rappresentante della britannica Pure in Germania e un componente del Fraunhofer Institut. Sul futuro digitale della radio sono tutti ovviamente
d'accordo. Resta ancora aperta la questione della modalità. Sarà un digitale via etere o via Internet? I convenuti all'IFA spezzano il nodo gordiano del dubbio rispondendo che presto non sarà più una questione: nella prossima generazione di apparecchi radio multistandard l'origine terrestre o broadband del flusso ricevuto sarà del tutto irrilevante, l'ascoltatore non ci farà neppure più caso. Internet non potrà comunque rimpiazzare del tutto la radio (digitale), perché i vantaggi intrinseci di quest'ultima saranno in determinate situazioni prevalenti. Foto e dettagli sull'evento berlinese si trovano sul sito della Digital Radio Platform tedesca, presieduta da Michael Richter. Quest'ultimo ha chiesto di riservare alla digitalizzazione della radio in Germania, basata sul DAB+, il 10 percento dei ricavi dalle aste che metteranno in vendita le frequenze del dividendo digitale: 440 milioni di euro (il comunicato stampa). Nella nazione che ha imposto una sorta di ultimatum al DAB, concedendogli una seconda chance di affermazione dopo l'insuccesso della prima fase, comincia a diffondersi un certo ottimismo in relazione ai segni che arrivano dall'industria automobilistica. Nel 2011 i tedeschi avvieranno ufficialmente il tentativo di rinascita della radio digitale DAB e in questa operazione il "fattore autoradio" diventa decisivo.

06.09.2010 · 16:50 Uhr
Die digitale Zukunft des Radios
DAB oder Internetübertragung: Was setzt sich durch?
Von Jan Rähm

Wird der digitale Rundfunk per Antenne zu empfangen sein oder künftig über das Internet übertragen? Diese Frage wird derzeit auf der IFA diskutiert. Etliche Empfänger für den digitalen Hörfunk sind dort zu sehen.
Seit 1923 gibt es den Hörfunk in Deutschland. Im Oktober des Jahres startete das erste regelmäßige Programm. Damals noch auf der Mittelwelle. Im Februar 1949 ging der Bayerische Rundfunk per Ultrakurzwelle - sprich UKW - auf Sendung. Und in den 1960er Jahren wurden die ersten Sendungen in stereo übertragen. Und dann? Danach stagniert der technische Fortschritt. Noch heute wird Radio zumeist über UKW empfangen. Ist die Entwicklung des Hörfunks stehen geblieben?
Über 50 Jahre Hörfunk - fast gänzlich unverändert. Wie hat sich das Fernsehen im Gegensatz dazu in dieser Zeit entwickelt. Erst wurde es bunt, dann digital. Heute will es in HD hochauflösend werden und schon morgen dreidimensional. Aber der Hörfunk? Der tut sich schwer, sich weiter zu entwickeln. Dabei sind die technischen Möglichkeiten groß. Der Wechsel steht vor der Tür - so denn Radiosender, Radiohersteller und Radiohörer wollen.
"Wir haben schon so oft einen Wechsel vollzogen. Wer tut heute noch mit BTX empfangen oder wer tut noch mit Kassetten aufnehmen oder Faxe schicken, das geht halt alles elektronisch, mit E-Mails. Sie tun auf CDs oder MP3s recorden und alles ist digital geworden. Man sieht es jetzt, neuestes Beispiel Fernsehen. Es geht von normalem Fernsehen auf HD-Fernsehen. Auch das ist digital. Da ist alles in Bewegung. Nur Rundfunk, Rundfunk soll analog bleiben? Und soll ein Dasein wie vor 100 oder vor 50 Jahren haben?"
Sagt Ralf Reynolds, deutscher Vertreter vom britischen Radiogeräte-Hersteller Pure. Er wartet sehr darauf, dass der digitale Hörfunk in Deutschland richtig startet. Nur hat es das Digitalradio hierzulande schwer. Zwar ist schon seit einigen Jahren das Radio über DAB digital, nur hört es kaum einer. Zu wenige Sender nutzen die neuen digitalen Möglichkeiten, zu gering ist die Abdeckung des digitalen Hörfunks. Kein Wunder also, dass es kaum Empfangsgeräte und fast noch weniger Digitalradiohörer gibt. Es gibt Menschen, die meinen, die Zukunft des Radios liegt auch eher im Internet, als in der terrestrischen digitalen Ausstrahlung:
"Das ist wahnsinnig faszinierend. Da kann ich über zehntausende Stationen auswählen. Man kann sich zum Beispiel nach Rio einloggen und Samba hören. Also es ist sehr, sehr individuell. Und ich finde das gigantisch. Und unsere Kunden, also die Kunden, an die man das ran führt, denen man das zeigen kann, die sind wahnsinnig begeistert."
Erzählt ein Händler aus Süddeutschland. Und auch eine junge Messebesucherin aus Berlin findet Internet-Radio toll - auch wenn sie eher selten Radio hört:
"Tonqualität ist mir nicht so wichtig, aber Anzahl der Sender schon. Also ich denk mal, wenn die ganzen Internet-Radios, die nicht so bekannt sind, wenn die bekannter wären, was für unterschiedliche es alles gibt, dann wahrscheinlich schon. Weil ich denk mal, da sind Untergrundsender, individuelle, wahrscheinlich viel spezialisiertere Musik, kann ich mir gut vorstellen. Und dann wahrscheinlich, ja, dann würd ich es auch hören."
Ob der digitale Rundfunk per Antenne empfangen wird oder ob er aus dem Internet kommt - das ist eine Frage, die auf der IFA diskutiert wird. Doch das wird zukünftig gar keine Frage mehr sein, ist sich Matthias Rose vom Fraunhofer Institut für Integrierte Schaltungen sicher:
"Wenn Kunden in Zukunft ein Radiogerät kaufen, dann werden sie es so wie heute einschalten und Musik hören. Welche Standards dabei dieses Radiogerät unterstützt, woher diese Musik kommt oder woher die Programmbeiträge kommen, die Radiosender, das wird für den Kunden transparent sein. Das heißt, er nutzt sein Radio wie heute und hört Programme, die er heute hört oder er hört weitere Programme, die er heute vielleicht noch gar nicht kennt. Das heißt: Es gibt viele verschiedene Standards, aber der Kunde wird sich nicht darum kümmern müssen, welchen Standard er jetzt da gerade hört, sondern er hört Radio."
Matthias Rose glaubt, die verschiedenen Verfahren werden friedlich neben einander existieren:
"Das wird digital sein, und das wird eine Mischung sein aus digitalem terrestrischem Radio, Internetradio. Das heißt, das Internetradio wird das digitale terrestrische Radio nicht ersetzen können. Das wird es deshalb nicht ersetzen können, weil es immer Empfangssituationen gibt, wo das terrestrische Radio einen großen Vorteil hat. Wenn zum Beispiel sehr viele gleichzeitig Radio hören."
Dann nämlich kämen Internetradios an ihre Grenzen, da die Anbindung ans Netz immer nur eine begrenzte Bandbreite aufweist. Terrestrisch ausgestrahlter digitaler Rundfunk hingegen kann auf einer unbegrenzten Zahl von Empfängern gehört werden.
Ralf Reynolds könnte es egal sein, ob Digitalradio per Funk oder per Internet empfangen wird. Sein Arbeitgeber stellt sowohl DAB-Radios als auch Internetradios her. Trotzdem gibt er DAB und DAB Plus den Vorzug. Doch auch das Internet hat seiner Meinung nach seinen Platz:
"Internet kann gut mitgebraucht werden, um die digitale Welt zu vervollständigen. Man kann viele Möglichkeiten einsetzen in der digitalen Welt. Wenn man zum Beispiel UKW hört und man bekommt Bilder über das Internet geschickt für diese Radiostationen. Oder man kann Informationen nachrufen, man kriegt zum Beispiel über DAB irgendwelche Informationen über den Text mitgeschickt und klickt irgendeinen Button und kriegt dann den Link zum Internet. Das alles ist möglich. Also ich würde sagen, die Koexistenz zwischen beiden Medien ist der richtige Weg in die Zukunft."
Wenn alles klappt, soll vielleicht noch in diesem Jahr die zweite Generation des digitalen Hörfunks namens DAB Plus auf Sendung gehen. Um auch der jungen Generation den digitalen Empfang schmackhaft zu machen, testet Chris Weck vom Deutschlandradio derzeit eine Möglichkeit, digitales Radio mit den derzeit beliebten Smartphones zu empfangen:
"Was ich hier habe, ist jetzt ein Digital-Radio-Empfänger, den ich irgendwo im Zimmer hinlegen kann, ich kann den im Auto auf die Konsole legen, und der empfängt Digital-Radio und überträgt es dann über die Wireless-LAN-Schnittstelle in das iPhone hinein. Und dann, wenn ich diese Applikation starte, dann kann ich die ganzen Programme, die derzeit jetzt auf der IFA ausgestrahlt werden, die kann ich dann auswählen und habe die Möglichkeit übers iPhone Digital-Radio zu empfangen."
Nicht mehr überzeugen muss man den folgenden jungen Besucher aus Leipzig. Er hört gern Radio und hat sich auch schon über die verschiedenen Möglichkeiten des Empfangs informiert:
"Also ich würde zu DAB Plus gehen. Das ist mein langjähriger Favorit. Naja, weil die Technik mich einfach überzeugt. Also die Hersteller sind jetzt wirklich dran, viele DAB Plus-Geräte auf den Markt zu bringen."
Auf der Funkausstellung in Berlin sind etliche Empfänger für den digitalen Hörfunk zu sehen. Sie empfangen derzeit sogar mehr als zehn Sender. Denn extra für die IFA wurde der Betrieb von DAB und DAB Plus aufgestockt. Der Regelbetrieb jedoch, der lässt auf sich warten.
"Und hier sehen wir jetzt eine Liste mit den verfügbaren Digital-Radio-Sendern. Es sind jetzt hier in Deutschland noch nicht so viele, es sind ungefähr zehn Stück, die momentan verfügbar sind."

29 luglio 2010

La spia del formaggio, radioamatore arrestato in Libano

Le cronache ci regalano un altro episodio relativo a possibili attività spionistiche con al centro l'uso di una radio. Un mezzo che tanto anacronistico non deve poi essere. Questa volta la brutta avventura è capitata al radioamatore tedesco Manfred Haug DL6SN, da qualche anno residente in Libano (con call OD5) come ingegnere specializzato in macchinari per l'industria casearia. La stampa libanese ha riferito che lunedì Manfred è stato arrestato con l'accusa di essere un agente israeliano sotto copertura. I servizi informativi militari avrebbero contestato a Haug l'uso di sofisticati trasmettitori per le sue comunicazioni riguardanti i movimenti nella famosa valle della Beeka. Haug sarebbe stato rilasciato martedì, ma considerando che nell'ultimo anno ci sono state decine di arresti di presunte "spie" israeliane la sua posizione andrà ulteriormente chiarita. Il possesso di una radio a onde corte, tanto più se ricetrasmittente, comincia a diventare pericoloso. La storia della spia che si annida nella fabbrica del formaggio però non si era ancora sentita.
Qui di seguito il testo della notizia pubblicata da Der Spiegel.

Deutscher unter Spionageverdacht
Hobbyfunker in der Käsefabrik

Von Matthias Gebauer und Ulrike Putz

(AP)
Ein deutscher Agent in Jerusalems Diensten? Der Molkerei-Experte Manfred Peter H. lebt seit Jahren im Libanon und arbeitet dort für einen Käsehersteller. Nun steht er unter dem Verdacht, für Israel spioniert zu haben. Einer der Anhaltspunkte: Er soll ein hochmodernes Funkgerät besitzen.
Die Szene, die sich am Montagmittag im libanesischen Straßenkaff Talia abspielte, dürfte eindrücklich gewesen sein. Eine Einheit des libanesischen Militärgeheimdienstes fuhr in Jeeps vor und stürmte die Käsefabrik, in der viele Einwohner des Städtchens arbeiten und in der "Liban Light" Streich- und Schnittkäse für den figurbewussten Libanesen herstellt. Die Agenten der Spionageabwehr kamen - so scheint es - mit klarem Auftrag: Sie sollten Manfred Peter H. festnehmen, einen deutschen Molkerei-Spezialisten, der bei "Liban Light" seit Jahren für die technische Wartung der Maschinen zuständig ist.
Was den Ingenieur ins Fadenkreuz der Ermittler rückte, berichtete die libanesische Tageszeitung "An-Nahar" (die H.s Namen fälschlich mit Manfred Peter Mog angab) ebenfalls. Der 58-Jährige besitze eine hochmoderne Funkausrüstung, deshalb sei er abgeholt worden und werde nun verhört. Der Verdacht: H. könne im Libanon für Israel spioniert, seine Berichte per Funk ins Nachbarland gesandt haben.
Die Geschichte von H.s Festnahme passt auf den ersten Blick ins Bild: Im Libanon sind seit Beginn letzten Jahres gut 70 Menschen wegen des Verdachts der Spionage für Israel festgenommen worden. Der libanesische Staat geht hart gegen die mutmaßlichen Agenten vor, die vor allem den staatlichen Handy-Betreiber Alfa infiltriert haben sollen. Zwei Männer sind bereits wegen Spionage zum Tode verurteilt worden, auch den anderen Verdächtigen droht die Todesstrafe oder lebenslange Haft. Vergangene Woche hat das libanesische Kabinett eine Beschwerde beim Uno-Sicherheitsrat beschlossen, um gegen die vermeintliche Spionage Israels vorzugehen.

Hobbyfunker oder Agent?

Dass auch H. in ernsthaften Problemen sein könnte, scheint vorerst unwahrscheinlich. Wie SPIEGEL ONLINE aus deutschen Sicherheitskreisen erfuhr, wurde H. am Montag zwar vernommen, danach jedoch wieder auf freien Fuß gesetzt: Anscheinend konnte er den Besitz seiner Funkausrüstung hinlänglich erklären. Deutsche Behörden stünden mit H. in Kontakt, hieß es in Berlin. Vermutlich wird gegen ihn kein Verfahren eröffnet.
Sollte H. sich als reiner Hobbyfunker entpuppen, der sich bloß seinen Feierabend auf dem platten Land des Libanon mit harmlosem Äther-Geplauder vertrieb, könnte man ihm zumindest eins vorwerfen: kein Händchen für das passende Freizeitvergnügen zu haben. Denn das fruchtbare Bekaa-Tal, in dem Milchkühe grasen und Käsefabriken stehen, ist eine der Hochburgen der Schiiten-Miliz Hisbollah. H.s Arbeitsplatz liegt direkt an der Landstraße, die die Provinz- und Hisbollah-Hauptstadt Baalbeck mit dem Süden des Landes verbindet. Jeder Fremde, der sich hier bewegt, wird beobachtet. Erst recht ein Ausländer, der nach Talia zieht.
Dass auf der Straße, die durch Talia führt, aus Syrien geschmuggelte Waffen in die Hisbollah-Stellung an der Grenze zu Israel transportiert werden, ist im Libanon ein offenes Geheimnis. An der Hauptschlagader des Waffenschmuggels einen Agenten zu postieren - diese Idee dürfte Israel früher oder später gekommen sein. Ein Ausländer mit Funkgerät muss der notorisch paranoiden libanesischen Bevölkerung, die im Bekaa-Tal zu großen Teilen mit der Hisbollah sympathisiert, deshalb höchst verdächtig vorgekommen sein. Irgendjemand wird H. deshalb wohl bei der Hisbollah oder direkt bei der libanesischen Armee angeschwärzt haben.
Ob am Montag ein bloßer Hobbyfunker mit einem Schrecken davongekommen ist, oder aber ein israelischer Spion enttarnt worden ist, steht zu beweisen. In libanesischen Geheimdienstkreisen hieß es, über das Verfahren sei noch nicht abschließend entschieden. Ob es eine Anklage gebe, müsse in den nächsten Tagen entschieden werden.

01 luglio 2010

Germania, sì ai fondi al DAB+. Ma spegnete l'AM

La KEF, Kommission zur Feststellung des Finanzbedarfs der Rundfunkanstalten, equivalente radiofonico (pubblico) della Corte dei Conti in Germania, ha dato il via libera alla radio pubblica tedesca Deutschlandradio per l'attivazione dell'offerta DAB+. L'erogazione dei fondi (una sorta di ultima spiaggia che la KEF ha concesso dopo aver constato il totale fallimento della prima fase del DAB in Germania) viene però subordinata al taglio delle spese inutili, in particolare quello generato dalla trasmissione in onde medie e lunghe. Ecco la notizia, apparsa in questi giorni, come la riferisce Teltarif.de.
ARD und Deutschlandradio bekommen grünes Licht für DAB+

KEF genehmigt Finanzbedarf für digitalen Rundfunk unter Auflagen
25.06.2010

Zweimal hatte das Gremium die Genehmigung verweigert. Doch nach einem einstimmigen Beschluss hat die Kommission zur Feststellung des Finanzbedarfs der Rundfunkanstalten (KEF) diesmal den Finanzbedarf des Deutschlandradios und der ARD im Bezug auf den Neustart des digitalen terrestrischen Hörfunk im DAB+-Modus unter Bedingungen anerkannt. Die Gelder werden genehmigt, wenn sich die ARD bereit erklärt künftig auf die kostspieligen AM-Sender, also Mittel-, Lang- und Kurzwelle, zu verzichten.
ARD und Deutschlandradio werden vom Gremium aufgefordert, zur Sitzung der KEF im September 2010 Aussagen zur Abschaltung der AM-Sender zu machen. Die Kommission wird prüfen, inwieweit der Weiterbetrieb dieser Sender, insbesondere vor dem Hintergrund der Entwicklung des Internetradios und des digitalen terrestrischen Hörfunks, noch wirtschaftlich ist. In der Tat ist inzwischen auch im Ausland die Internetversorgung vielerorts gewährleistet, so dass ein Weiterbetrieb der reichweitenstarken, aber kostspieligen AM-Sender fraglich ist. Einige ARD-Anstalten wie der Hessische Rundfunk und Radio Bremen haben die Mittelwellensender bereits abgeschaltet, und auch der Südwestfunk verzichtet auf einige Kleinleistungssender in Baden-Württemberg.
Als "wichtigen, weil unverzichtbaren Schritt zur Einführung von bundesweitem Digitalradio" hat der Hörfunkbeauftragte der Direktorenkonferenz der Landesmedienanstalten (DLM), Dr. Gerd Bauer, den heutigen Beschluss der KEF gewürdigt. "Die Landesmedienanstalten wollten in Bezug auf einen erfolgreichen Neustart von Digitalradio in Deutschland immer zweierlei: eine gemeinsame Nutzung des bundesweiten Multiplex durch Deutschlandradio und private Hörfunkveranstalter ebenso wie eine digitale Hörfunkzukunft, in der bundesweite neben regionalen Angeboten verbreitet werden. Beides wird durch die heutige Beschlussfassung der KEF ermöglicht. Insoweit ist der heutige Tag ein guter Tag für die Digitalisierung des Rundfunks in Deutschland", so Bauer.

Per leggersi in PDF il comunicato stampa ufficiale della KEF cliccare qui. In una intervista con Infosat.de, il direttore generale di Deutschlandradio Willi Steul, afferma che i contratti che legano l'emittente alle infrastrutture in AM dureranno fino al 2015/16. E' molto probabile che i contratti vengano annullati anticipatamente per risparmiare. Anche così la scommessa del DAB+ è tutt'altro che vinta in partenza, perché come ho avuto modo di evidenziare anche recentemente, i costi delle infrastrutture digitali sono piuttosto rilevanti: 36 milioni di euro all'anno per DR (i fondi di copertura promessi dalla KEF sarebbero pari a un terzo di questa somma).