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17 aprile 2015

Prospettive digitali: la Norvegia spegne l'FM tra venti mesi. Ma l'Italia esita ancora

Ma la radio digitale, che fine ha fatto? Mentre la Norvegia annuncia il piano definitivo per lo switchoff dell'FM analogica a partire dal primo gennaio 2017 (più avanti nel corso del 2015 verranno comunicati i criteri per la definizione delle emittenti locali che saranno autorizzate a proseguire le trasmissioni in FM insieme alle misure per favorire l'inserimento del maggior numero possibile di piccole stazioni nei multiplex DAB), in Italia e altre nazioni sembra che l'interesse nei confronti dello stesso DAB sia meno vivace. In occasione di Radiodays Europe ho percepito da parte degli operatori di tutto il mondo la crescente convinzione che la radio sia diventata digitale - e soprattutto "social" - indipendentemente dalla tecnologia adottata per diffonderne i contenuti. Nell'area espositiva un piccolo stand era dedicato al sistema americano HD Radio e ho potuto scambiare qualche impressione con il responsabile marketing di Ibiquity, la società che promuove negli Stati Uniti il digitale ibrido. Sono oltre 2000 le stazioni ad averlo adottato, il grosso concentrato tra le emittenti in FM. Il digitale sulle medie non ha preso altrettanto piede e anche se è possibile che un certo stimolo derivi dalla decisione di autorizzare le trasmissioni "all digitale", che permettono di ottenere un segnale più corposo senza dover sacrificare niente per la trasmissione delle portanti analogiche, al salone NAB Show in corso proprio in questi giorni a Las Vegas il messaggio degli operatori è abbastanza chiaro: l'unico orizzonte possibile per le 4 o 5 mila stazioni AM degli USA è la migrazione all'FM analogica. E forse da qui al digitale HD Radio. Gli stessi rappresentanti Ibiquity confermano che tra ricevitori stand alone e autoradio, ormai il parco di apparecchi compatibili ha superato i 20 milioni di unità.

Allo stand c'era qualche esempio piuttosto interessante, sia della nuova linea di ricevitori "private label" SPARC di cui Ibiquity ha iniziato la commercializzazione online. Queste radio ibride HD Radio/FM possono in teoria servire ad alimentare i mercati extra-USA che Ibiquity vuole conquistare, come il Messico o il Brasile. Ma all'evento milanese ho visto anche un esemplare molto curioso di telefonino "feature phone" (il gergo di settore per telefono per definire il cellulare non-smart) con integrato un chip HD Radio/FM. Il telefonino aveva il marchio BeatBoy e, mi è stato detto, verrà commercializzato nelle Filippine, dove Ibiquity sta sperimentando le sue emissioni fin dal 2005. Come sempre, è molto difficile fare previsioni, perché è sempre più chiaro che la radiofonia in generale, FM o digitale che sia, ha un unico vero avversario che si chiama mobile Internet. Per il momento valgono ancora le analisi di costo che valutano ancora vantaggioso il modello broadcast rispetto al broadband, almeno nella trasmissione verso bacini di pubblico molto estesi o popolati. Ma nel confronto tra mondo analogico e digitale, lo sappiamo molto bene, le dinamiche di costo sono le prime a cambiare. Staremo a vedere.


E il DAB+ all'italiana? Tra RadioCity Milano e Radiodays ho avuto modo di parlare anche con gli amici di Digital Radio Italia e li ho trovati ancora più ottimisti del solito. La copertura, su iniziativa soprattutto dei consorzi commerciali, sta crescendo. Nelle province dove l'offerta DAB+ è più completa le vendite dei ricevitori sono incoraggianti e soprattutto il mercato automotive pare essere in pieno boom (in effetti Fiat-Chrysler vanta, per la Fiat 500L equipaggiata con DAB un aumento considerevole dei volumi venduti, con percentuali superiori al 500% col segno più). Il problema è che in queste analisi è sempre complicato stabilire la reale distanza tra il potenziale di vendita che possiamo desumere dai cataloghi dei costruttori e il concreto sell-out di automobili che sono davvero in grado di ricevere le trasmissioni DAB+ a bordo. A Milano ho sentito parlare di cifre, a cinque zeri, che francamente mi sembrano leggermene azzardate. Nel 2014, senza contare il segmento car radio, la base installata era stimata in 100 mila apparecchi, probabilmente non tutti DAB+. Quest'anno si prevede di superare nel complesso le 400 mila unità. Anche facendo la tara dell'entusiasmo che contraddistingue tutti i consorzi nati per promuovere qualcosa, i numeri cominciano a essere interessanti. Non si capisce perché Radio RAI e Raiway non spingano a tavoletta sull'acceleratore. Tanto più che a giudicare dagli studi, per esempio di GFK, gli italiani sembrano molto sensibili all'argomento connected car e alla possibilità di accedere a contenuti multimediali in auto attraverso connessioni radiomobili. Il mondo della radio digitale in Italia sta segliendo, sul piano infrastrutturale, una politica troppo attendista. I costruttori di automobili, praticamente tutti già dotati di proprie piattaforme connected car, Apple e ovviamente i maggiori operatori con il 4G, non esiteranno un minuto a rubare il mercato sotto il naso di operatori radiofonici troppo conservatori. Ma l'unico modo per sfondare, in mancanza di una politica di switchoff della radio analogica su scala europea, è stimolare l'interesse nei confronti del DAB con contenuti esclusivi: calcio, intrattenimento, infotraffico... A me sembra un principio così elementare, ma è possibile che il cretino sia io.

Torniamo però alla Norvegia, dove politica e organi tecnici hanno deciso il destino della radio FM con inesorabile, nordica precisione. Il documento da cui parte tutto, Norwegian proposal on the digitizaton of radio, del 2011, si può scaricare in lingua inglese. Il 16 aprile il Ministero della cultura ha annunciato ufficialmente il piano di implementazione del passaggio definito quattro anni fa. Eccolo in questa tabella di sintesi pubblicata da Radio.no:



L'authority norvegese aveva già annunciato il 24 febbraio il raggiungimento delle soglie di copertura minime definite nel 2011 per autorizzare lo spegnimento della radio FM. In quella data aveva anche precisato che entro il 2015 sarebbero stati resi noti i criteri che autorizzavano le emittenti molto piccole a mantenere una presenza in FM a causa evidentemente dei costi e delle difficoltà nel accomodare tutte queste emittenti in un multiplex digitale. Sulla base delle esperienze maturate tra Regno Unito, Norvegia e Svizzera (ma non dimentichamo che anche Svezia, Olanda, Danimarca e altri si stanno orientando verso lo spegnimento dell'FM), l'Unione dei broadcaster europei EBU ha preparato un "digital radio kit" per illustrare questo epocale passaggio alle aspiranti nazioni digitali. Invito gli operatori delle radio ma soprattutto il Governo, il Parlamento, il Ministero dello sviluppo economico e AGCOM a scaricare e leggere l'istruttivo documento. Non è difficile.


22 settembre 2013

Norvegia, tra nostalgia e progettività. Nuovi test per la stazione hobbystica in AM LKB/LLE.

Dopo analoghi casi in Finlandia e Germania, anche in Norvegia, la nazione che si appresta a spegnere definitivamente le radioemittenti analogiche, FM compresa, per passare alla radio digitale, parte un progetto di radiofonia in onde corte a bassa potenza. L'origine del progetto è hobbystica e radioamatoriale, ed è basata credo in parte sull'uso di impianti vintage appartenuti alla stazione in onde medie e lunghe di Bergen della NRK, l'ente di stato norvegese, trasformato in un museo dal locale club di radioamatori.
L'anno scorso erano state effettuate delle trasmissioni sperimentali celebrative su 1314 kHz (frequenza usata non da Bergen ma da un potente impianto che copriva la Norvegia e il nord Europa anni fa). Ora però sembra che intorno alla stazione che ancora viene designata dalla storica sigla LKB, possa nascere un progetto più articolato. Svenn Martinsen, appassionato di radio pirata e organizzatore della Web radio  Northern Star in collaborazione con l'associazione Foreningen Bergen Kringkaster, avrebbe finalmente ottenuto (dopo una richiesta inoltrata già nel 2009) dalle autorità norvegesi una licenza "test e sviluppo" che consente al club di operare con un trasmettitore in onde medie e uno in onde corte.
Gli ultimi due mercoledì, l'11 e 18 settembre, sono stati svolti i primi test su 1314 kHz e 5895, con potenze molto basse, tra i 50 e gli 80 watt. Il primo test, in voce e musica, su 5895 non ero riuscito ad ascoltarlo, ma l'altro ieri, anche grazie alla tempestiva segnalazione di Chris Diemoz, ho ascoltato il segnale da Bergen, modulato in USB. La trasmissione consisteva nella semplice ripetizione del nominativo dei due impianti LKB/LLE-2 e 3 in codice Morse, isentificazione che faceva seguitonalla tipica chiamata generale delle stazioni telegrafiche, la serie "VVV" ripetuta tre volte.
Ecco un campione del segnale di LKB/LLE su 5895 ricevuto a Milano con un semplice portatile. La chiamata Morse si distingue abbastanza bene, ("vvv de lkb/lle"):



Secondo Martinsen le prove di LKB dovrebbero preludere al lancio di una stazione più regolare, anche se non sono chiari le possibili tempistiche e la regolarità delle future trasmissioni. La finnica Scandinavian Weekend Radio per esempio trasmette ogni primo sabato del mese. Probabilmente ci saranno altri test e bisognerà anche fare maggiore chiarezza sulla reale provenienza di questi segnali. Molto probabilmente le prove su 5895 sono state effettuate con un impianto che era stato utilizzato lo scorso anno per un analogo esperimento effettuato in Svezia, a Deslbo, 350 chilometri a nordest di Stoccolma, per una riunione di appassionati della radio. In quella occasione, dal 1 al 3 giugno 2012 aveva trasmesso, con una licenza temporanea, Radio Dellen International. Non si può escludere che per i test di LKB siano stati utilizzati la stessa location svedese o quanto meno lo stesso apparato.
Tutte queste attività dimostrano sicuramente il forte attaccamento alla radio ancora vivo nella comunità dei radioamatori e degli ascoltatori delle emittenti internazionali. C'è anche da aggiungere la sensazione positiva sulla disponibilità dimostrata dalle varie authority nazionali, che sembrano aperte a discutere la possibilità di aprire a un uso più generalizzato frequenze che erano un tempo appannaggio di grosse emittenti pubbliche, o addirittura di servizi di comunicazione non broadcast. Come hobbysta non posso non essere emozionato di fronte a queste nuove opportunità di dare la caccia a segnali deboli, comunque non facili da captare.
Un'altra parte di me, quella ancora convinta delle straordinarie potenzialità del mezzo radiofonico in generale e di porzioni di spettro ormai dimenticate come le onde medie e corte in particolare, si sente invece un po' perplessa. Le frequenze che un tempo erano dominate da numerosi grandi e piccoli broadcaster, emittenti religiose, locali e clandestine, oggi vede la presenza di qualche grande nazione, di alcuni organismi religiosi, una manciata di emittenti regionali o locali di nazioni in via di sviluppo e infine una pletora di programmi che vengono diffusi da enti, associazioni, partiti e gruppi che affittano la loro capacità trasmissiva da società commerciali non più pubbliche. Poi ci sono le stazioni non autorizzate, pirata, che sono sempre molto divertenti ma si comportano sempre più come i radioamatori con licenza, comunicando via Internet con i loro ascoltatori e spesso spostando la frequenze delle loro saltuarie trasmissioni in modo da favorire certe aree di ascolto sulla base delle indicazioni ricevute in tempo reale. Ripeto, tutto molto divertente e stimolante, anche perché si tratta di stazioni che usano livelli di potenza molto bassi e ascoltarle a grande distanza può essere un'impresa.
Fa molto piacere assistere al moltiplicarsi di iniziative che cercano di uscire dalla sfera della non ufficialità o della palese violazione delle leggi vigenti e conquistare una certa regolarità. Ma sarebbe bello se ci fosse una maggiore progettualità, che il modello non debba continuare per forza a essere quello della stazione pirata musicale. Lo stesso discorso vale per esempio per le varie stazioni locali in onde medie che in questi ultimi due o tre anni hanno effettuato o stanno effettuando i loro test in Italia. La situazione è più o meno la stessa: in Italia le onde medie non sono mai state autorizzate fuori dal contesto dell'ente pubblico RAI e invece proprio nelle onde medie potrebbe esserci molto spazio per associazioni, scuole, enti no profit, pubbliche amministrazioni locali. Parliamo di stazioni a bassa potenza in grado di coprire un bacino d'ascolto limitato, ma il concetto di "nicchia" dovrebbe essere solo geografico. La radiofonia è capace di portare avanti discorsi molto complessi, di impattare su aspetti sociali importanti, sulla vita dei centri urbani, delle periferie, delle persone. Io oso ancora sperare che da tutti questi esperimenti di natura hobbystica possa emergere un fenomeno molto più esteso, contenuti che valga davvero la pena di seguire, possibilmente in chiave partecipativa.

18 ottobre 2012

CSA: OK a test DRM+ a 60 MHz a Nizza. Danimarca e Norvegia accelerano lo switchoff dell'FM

Nella sua assemblea dell'11 settembre il Consiglio Superiore dell'Audiovisuale, l'autorità francese, ha autorizzato i test in DRM+ dell'emittente nizzarda Agora Côte d'Azur. Potranno durare dal primo di ottobre 2012 al 31 marzo 2013 e riguarderanno la frequenza di 60 MHz nell'area di Nizza. Sarebbe interessante capire se i test sono già partiti, ma dovranno essere necessariamente strumentali, perché non esistono ricevitori commerciali (almeno non con firmware pubblicamente accessibile) in grado di decodificare questo standard di radiofonia digitale:


Le Conseil a autorisé, du 1er octobre 2012 au 31 mars 2013, la diffusion expérimentale de Radio Agora Côte d’Azur en DRM+ en bande I, sur la fréquence 60 MHz dans la zone de Nice.

In teoria, dovrebbe essere possibile ricevere i test con una chiavetta DVB-T in grado di coprire a partire dalla banda I VHF televisiva. Come software di decodifica immagino si possa provare con il tedesco SODIRA, per Windows.
All'inizio di ottobre lo stesso CSA ha pubblicato l'elenco delle radio e dei network commerciali prescelti per il futuro assegnamento degli ensemble di radio digitale terrestre DAB, dopo i bandi pubblicati originariamente nel 2008 e modificati nell'aprile di quest'anno dopo la decisione di abbandonare il T-DMB e adottare il DAB+. La selezione riguarda le aree metropolitane di Parigi, Nizza e Marsiglia. La lista di emittenti si può scaricare qui.
Una eventuale adozione massiccia del digitale in Francia, dopo la Svizzera e la Germania, potrebbe davvero far precipitare la situazione in tutta Europa. Un recente comunicato del ministro della cultura danese, Uffe Elbæk, ha confermato che la Danimarca sta seriamente pensando di regolamentare la fine dell'FM analogica entro il 2019, a patto che il 50% dell'ascolto della radio avvenga attraverso un mezzo digitale (gli altri si dovranno adeguare). Un articolo della testata Ingeniøren spiega in dettaglio (la traduzione di Google è abbastanza comprensibile) le fasi di passaggio, sottolineando che in Norvegia lo switchoff della radio analogica dovrebbe avvenire già entro il 2017. Sul suo blog, il capo della norvegese Mobile TV e del consorzio IDAG per la promozione della tv mobile T-DMB Gunnar Garfors sottolinea come in Norvegia e in Germania vengono già commercializzati i minitablet Android Samsung Galaxy S5 Wi-Fi, che includono moduli di ricezione DAB+ e DMB. In Germania Saturn e Amazon vendono questi dispositivi a un costo variabile da 227 a 249 euro.

02 marzo 2011

Norvegia: addio all'FM nel 2017

La Norvegia si aggiunge alla Gran Bretagna tra le nazioni che hanno deciso di avviare un percorso legislativo verso lo switch-off, lo spegnimento della radio analogica. Una raccomandazione del Ministero della Cultura (documento in norvegese, con interessanti grafici) approvata in Parlamento all'inizio di febbraio fissa al 2017 la possibile data per la disattivazione degli impianti FM in favore del network digitale pubblico e privato DAB. In Norvegia, la tecnologia DAB viene utilizzata a livello nazionale da un consorzio, Digital Radio Norge, cui partecipano la statale NRK, il network nazionale commerciale P4 e SBSRadio, società del gruppo ProsiebenSat.1. Lo spegnimento sarà vincolato al raggiungimento di una soglia minima di penetrazione del segnale digitale e potrebbe eventualmente slittare al 2019. Le stazioni FM locali, tuttavia, non saranno costrette e chiudere e a passare al DAB. Il 6 marzo Digital Radio Norge organizza un seminario per illustrare i punti della raccomandazione ministeriale e le possibili evoluzioni del mercato della radio digitale. Ecco comunque i principali contenuti della decisione governativa norvegese riassunti dal consorzio per la radio digitale:
Main points

- Targeted FM shut-down: January 2017

- Conditions for shutting down FM: (will be measured Jan. 2015, DRN comment)
  • NRK's digital radio channels must have a population coverage similar to NRK P1 (Virtually every Norwegian has P1 today, DRN comment)
  • Commercial DAB channels must have a population coverage of 90%
- Additional conditions to shut down FM in 2017
  • Minimum 50% of the radio listeners must by 2015 listen to a digital platform every day (this means coverage, not market share, and is therefore not comparable to for example the UK-meassurements. DRN comment)
  • By 2015 there must be technically satisfactory adaptor solutions for in-car use, at a reasonable price
  • If additional conditions are not met by Jan. 2015, FM will be shut down in 2019
Other points

- Small local radios can continue on FM after 2017. Exactly which ones will be decided in 2015

- The two FM-licences due to expire in 2014 (P4 and Radio Norge) are proposed to be extended from 2014 to 2017

12 settembre 2010

Le clamorose dimissioni al microfono di Pia Beathe

Nel film "Quinto Potere" accade all'incirca una cosa del genere ma ascoltare dal vivo le amare dimissioni lette da una giornalista radiofonica allo stesso microfono da cui avrebbe dovuto dare il notiziario dev'essere stato uno shock per il tranquillo pubblico dell'emittente di Stato norvegese, la NRK. I giornali di mezzo mondo riportano oggi la notizia di questa clamorosa decisione da parte di Pia Beathe Pedersen, da un anno e mezzo in forza - da quanto mi pare di capire con un contratto temporaneo - alle redazioni regionali di NRK P1. Secondo le agenzie di stampa è il risultato di un crollo nervoso, ma leggendo tra le righe si intuisce un malessere assai più motivato. Ed è difficile pensare che il gesto sia solo un banale tentativo di farsi pubblicità, non in una nazione che non ha certo fama di indulgere in cialtronerie all'italiana.
Pia Beathe (sul sito della NRK si possono vedere molte sue corrispondenze con foto, aveva cominciato proprio dalla redazione Web) si è seduta a quel microfono ieri mattina, sabato 11, alle 8. Il blog Radioassistant ha pubblicato su YouTube il testo che la giornalista ha letto al posto del notiziario ("tanto posso dirvi che oggi non è successo niente") con una puntuale trascrizione in inglese.



Good morning..My name is Pia Beathe Pedersen What I am about to do now is really scary.I am being disobedient and I might get a serious bollocking, but I can't see any other alternative way of doing this. This is above all a message to Hans Tore Bjerkås. My chief executive. A fellow I see as cool. I trust him and see him as a man with integrity. Hans Tore you must help.. your employees are not okey. Certainly not here in østlandssendingen. I have written my opinions on østlandssendingen and NRK and that I just published on our website. I have been thinking about how to do this for a couple of days. I considerd sending Bjerkås an email or publish something in the newspaper, but then I thought the only way to make sure its published is to write a blog.
Then I was told that it was me to read the news today. For a couple of days I then considered what to do. I concluded that this is the best way. I asked one person that i completly trust if he thought I should do what I am doing this way. He said no. emh. I am doing this on myown initiative and is fully responsible. I am just doing the best I can do. I am so sick of being angry and upset.
I just dont wont my stomach to hurt anymore. I want to be able to eat properly and to be able to breathe again. I realized that its me that is most important in my life. I have understood that I can expect other people to look after me. I have to do that myself. Thats why I decided to do this. I got nothing to loose. I hope NRK will listen. I hope this will lead to so mething good.
The news will not be read but I can tell you that nothing important happend. I hereby resign and leave the premises. Thanks and good bye.

La Pedersen ha diffuso su Internet una lettera più articolata, che il traduttore di Google rende in modo estremamente efficace
Su Facebook è apparsa immediatamente una pagina di solidarietà, sottoscritta da quasi 1.300 persone in 24 ore. Ovviamente c'è anche la pagina di quelli che non sono assolutamente solidali con quella che viene definita "ex-giornalista", ma gli anti-supporter sono solo quattro.
Pia Beathe, che non è una ragazzina (leggo che avrebbe 43 anni) e ammette di aver toccato il cielo con un dito quando è riuscita a entrare alla radio di Stato, sostiene che in NRK c'è troppo precariato, che il lavoro di tanti non viene adeguatamente tenuto in conto, che ci sono troppe persone "invisibili", in balia di oscuri meccanismi decisionali. Nel suo accorato appello, con la voce rotta dall'emozione, Pia si rivolge esplicitamente a Hans Tore Bjerkås, direttore generale dell'emittente e, dice, uomo di indubbia integrità. Il quale ufficialmente, secondo il sito norvegese di notizie in inglese TheForeigner.no, non ha ancora commentato le dimissioni in diretta della sua sottoposta. "Aiutaci, Hans Tore". Mi chiedo quanti siano, in Italia, i lavoratori delle emittenti pubbliche e private (per non parlare dell'esercito di insegnanti e lavoratori precari) a provare la stessa angoscia, ad avvertire la stessa, claustrofobica mancanza di vie d'uscita.

13 giugno 2009

Cinque nazioni tra cui l'Italia "promuovono" il T-DMB

I rappresentanti di cinque nazioni europee tra cui l'Italia (insieme a Malta, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito) hanno costituito l'International DMB Advancement Group, un consorzio per la promozione dello standard T-DMB come piattaforma di distribuzione della tv digitale mobile. Non avendo reperito informazioni di contatto su questo consorzio non so dove sia basato ma a farne parte sarebbero DigiBNetwork di Malta (una rete di radiofonia digitale DAB+ che a quanto ne so non è ancora partita), Mobiele TV Nederland (MTVNL), Norwegian Mobile TV Corporation (NMTV), RAI e The Technology Partnership (UK), una società interessata agli aspetti della componentistica e del software. La copertura mediatica che ha avuto la notizia è abbastanza estesa tra i siti Web specializzati ma nel testo che riporto qui da Telecoms.com si dice che la mobile tv ha avuto successo in Corea del Nord... Il che la dice lunga sull'effettivo impatto che certe sperimentazioni hanno sull'opinione pubblica, giornalisti inclusi. Non si capisce bene tra l'altro in che senso il Regno Unito abbia adottato il T-DMB perché la nazione del DAB aveva apertamente polemizzato in Europa con le decisioni favorevoli al DMB prese in Francia. L'ultimo test T-DMB annunciato in Inghilterra risale al 2006 su Londra, in occasione dei campionati di calcio e con tutta probabilità non ha è mai andato al di là di qualche comunicato stampa di aziende (sud)coreane che a quell'epoca ancora non avevano perso troppi soldi con questo giocattolo hi-tech.
Invece il mese scorso in Norvegia - dopo che a febbraio in Olanda ha cominciato a trasmettere in DMB un concorrente di KPN che usa il DVB-H - è stato lanciato un servizio, MiniTV, da una joint venture di cui fa parte anche NRK. Come sempre rimango piuttosto scettico sulle potenzialità di questo mezzo, considerata la scarsità dei ricevitori T-DMB disponibili sul mercato e una propensione da parte degli acquirenti, che a me sembrano a dir poco gelidi su queste tematiche. Questo continuo gioco al rilancio di una tecnologia che sembra interessare solo a un paio di costruttori coreani che in modo del tutto evidente non riescono neppure a presidiare il mercato con un numero e una varietà sufficienti di dispositivi, mi sembra un inutile stillicidio oltre che una solenne presa in giro. Nessuno è riuscito a dimostrare - finora - che la tv mobile ha un mercato sostenibile e tutti questi consorzi "promotori" non hanno mai avuto nessuna utilità.

Europe pushes for DMB mobile TV rollouts
June 12, 2009 Written by James Middleton


Five European countries this week established a coalition to push mobile TV services over the DMB and DAB network standards.
The International DMB Advancement Group (IDAG) was founded by representatives from the Netherlands, Norway, the UK, Malta and Italy, with the goal of promoting TV, radio and data services via DMB, DAB and DAB+ with a nod towards enhanced functionality via other networks, such as 3G and wifi.
The group said it will focus on creating a bigger Pan-European market for DMB terminals through purchasing partnerships, collaborations with other companies and organizations, coordination of technical solutions and the development of business models.
“IDAG helps create a much bigger market for DMB related devices and services across Europe and beyond. The members will support each other’s services, ensure faster experience sharing and save time and money on coordination of systems and processes,” said Gunnar Garfors, president of IDAG and CEO of broadcaster NMTV, one of the members.
Last month Norway’s three biggest broadcasters announced the successful launch of six free-to-air TV channels via DMB.
The service, launched by the Norwegian Mobile TV Corporation (NMTV), is a joint venture between the Norwegian Broadcasting Corporation (NRK), TV 2 and Modern Times Group (MTG).
Licence-funded broadcaster NRK said that DMB is seen as the best technology in Norway due to its cost efficient coverage of large and rural areas. DMB receivers are also compatible with DAB digital radio that is available to 80 per cent of the population in Norway.
By using a MiniTV receiver or compatible mobile handset, the free-to-air channels can be received in and around Greater Oslo while on the move.
The TV channels on offer are NRK1, NRK2, NRK3, TV 2, TV 2 News 24 and Viasat TV 3. A further 15 DAB digital radio channels can also be received by all DMB handsets, and additional services providing interactivity, traffic information and on demand programmes will be offered later in 2009.
NMTV’s DMB licence is valid until July 2011 and may be lengthened if the initial period proves a success. Public service broadcaster NRKs channels will remain free to air throughout the period, while the commercial owners TV 2 and MTG are planning to introduce pay TV channels.
With pricing seen as one of the main obstacles, mobile TV has largely failed to gain traction outside of Japan and North Korea, where the free to air terrestrial TV model has proved popular, so it will be interesting to see how well Norway’s offering is received. The Netherlands and Malta will launch DMB services later in 2009, while Italy and the UK are currently testing DMB on a smaller scale.

***

Norway launches mobile TV via DMB
By Robert Briel | May 18, 2009

Norway has launched a mobile TV platform using the DMB system to broadcast six free-to-air channels. The Norwegian Minister of Culture, Trond Giske, opened the MiniTV service.
Launched by the Norwegian Mobile TV Corporation (NMTV), MiniTV is a joint venture between the three largest broadcasters in Norway: the public broadcaster NRK, TV 2 and Modern Times Group (MTG).
By using a MiniTV receiver, the live channels can be viewed in and around Greater Oslo. Last summer, Norway decided to adopt the DMB standard for mobile TV broadcast (see Broadband TV News passim).
“The fact that three broadcasters together are building a new service while competing on content is groundbreaking. NMTV delivers MiniTV on the terms of the users, not only mobile phone TV.” said Gunnar Garfors, CEO of NMTV, in a statement.
The TV channels offered are NRK1, NRK2, NRK3, TV 2, TV 2 News 24 and Viasat TV3. In addition 15 DAB digital radio channels can also be received by all DMB handsets. Additional services providing interactivity, traffic information and on-demand programmes will be offered later in 2009.
NMTV’s DMB licence is valid until July 2011 and may be extended if the initial period proves a success. The NRK channels will remain free-to-air throughout the period, while the commercial owners TV 2 and MTG are planning to introduce pay-TV channels.
DMB receivers are already on sale in a number of stores throughout the city and new products from other brands are expected in the summer.
TV via DMB is currently available in South Korea, China, Italy and Ghana with tests of the technology taking place in many more countries worldwide. Both The Netherlands and France will also launch DMB in 2009. The service in Holland will be launched by Mobiele TV Nederland and will be in competition with the DVB-H platform operated by KPN.