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17 aprile 2015

Prospettive digitali: la Norvegia spegne l'FM tra venti mesi. Ma l'Italia esita ancora

Ma la radio digitale, che fine ha fatto? Mentre la Norvegia annuncia il piano definitivo per lo switchoff dell'FM analogica a partire dal primo gennaio 2017 (più avanti nel corso del 2015 verranno comunicati i criteri per la definizione delle emittenti locali che saranno autorizzate a proseguire le trasmissioni in FM insieme alle misure per favorire l'inserimento del maggior numero possibile di piccole stazioni nei multiplex DAB), in Italia e altre nazioni sembra che l'interesse nei confronti dello stesso DAB sia meno vivace. In occasione di Radiodays Europe ho percepito da parte degli operatori di tutto il mondo la crescente convinzione che la radio sia diventata digitale - e soprattutto "social" - indipendentemente dalla tecnologia adottata per diffonderne i contenuti. Nell'area espositiva un piccolo stand era dedicato al sistema americano HD Radio e ho potuto scambiare qualche impressione con il responsabile marketing di Ibiquity, la società che promuove negli Stati Uniti il digitale ibrido. Sono oltre 2000 le stazioni ad averlo adottato, il grosso concentrato tra le emittenti in FM. Il digitale sulle medie non ha preso altrettanto piede e anche se è possibile che un certo stimolo derivi dalla decisione di autorizzare le trasmissioni "all digitale", che permettono di ottenere un segnale più corposo senza dover sacrificare niente per la trasmissione delle portanti analogiche, al salone NAB Show in corso proprio in questi giorni a Las Vegas il messaggio degli operatori è abbastanza chiaro: l'unico orizzonte possibile per le 4 o 5 mila stazioni AM degli USA è la migrazione all'FM analogica. E forse da qui al digitale HD Radio. Gli stessi rappresentanti Ibiquity confermano che tra ricevitori stand alone e autoradio, ormai il parco di apparecchi compatibili ha superato i 20 milioni di unità.

Allo stand c'era qualche esempio piuttosto interessante, sia della nuova linea di ricevitori "private label" SPARC di cui Ibiquity ha iniziato la commercializzazione online. Queste radio ibride HD Radio/FM possono in teoria servire ad alimentare i mercati extra-USA che Ibiquity vuole conquistare, come il Messico o il Brasile. Ma all'evento milanese ho visto anche un esemplare molto curioso di telefonino "feature phone" (il gergo di settore per telefono per definire il cellulare non-smart) con integrato un chip HD Radio/FM. Il telefonino aveva il marchio BeatBoy e, mi è stato detto, verrà commercializzato nelle Filippine, dove Ibiquity sta sperimentando le sue emissioni fin dal 2005. Come sempre, è molto difficile fare previsioni, perché è sempre più chiaro che la radiofonia in generale, FM o digitale che sia, ha un unico vero avversario che si chiama mobile Internet. Per il momento valgono ancora le analisi di costo che valutano ancora vantaggioso il modello broadcast rispetto al broadband, almeno nella trasmissione verso bacini di pubblico molto estesi o popolati. Ma nel confronto tra mondo analogico e digitale, lo sappiamo molto bene, le dinamiche di costo sono le prime a cambiare. Staremo a vedere.


E il DAB+ all'italiana? Tra RadioCity Milano e Radiodays ho avuto modo di parlare anche con gli amici di Digital Radio Italia e li ho trovati ancora più ottimisti del solito. La copertura, su iniziativa soprattutto dei consorzi commerciali, sta crescendo. Nelle province dove l'offerta DAB+ è più completa le vendite dei ricevitori sono incoraggianti e soprattutto il mercato automotive pare essere in pieno boom (in effetti Fiat-Chrysler vanta, per la Fiat 500L equipaggiata con DAB un aumento considerevole dei volumi venduti, con percentuali superiori al 500% col segno più). Il problema è che in queste analisi è sempre complicato stabilire la reale distanza tra il potenziale di vendita che possiamo desumere dai cataloghi dei costruttori e il concreto sell-out di automobili che sono davvero in grado di ricevere le trasmissioni DAB+ a bordo. A Milano ho sentito parlare di cifre, a cinque zeri, che francamente mi sembrano leggermene azzardate. Nel 2014, senza contare il segmento car radio, la base installata era stimata in 100 mila apparecchi, probabilmente non tutti DAB+. Quest'anno si prevede di superare nel complesso le 400 mila unità. Anche facendo la tara dell'entusiasmo che contraddistingue tutti i consorzi nati per promuovere qualcosa, i numeri cominciano a essere interessanti. Non si capisce perché Radio RAI e Raiway non spingano a tavoletta sull'acceleratore. Tanto più che a giudicare dagli studi, per esempio di GFK, gli italiani sembrano molto sensibili all'argomento connected car e alla possibilità di accedere a contenuti multimediali in auto attraverso connessioni radiomobili. Il mondo della radio digitale in Italia sta segliendo, sul piano infrastrutturale, una politica troppo attendista. I costruttori di automobili, praticamente tutti già dotati di proprie piattaforme connected car, Apple e ovviamente i maggiori operatori con il 4G, non esiteranno un minuto a rubare il mercato sotto il naso di operatori radiofonici troppo conservatori. Ma l'unico modo per sfondare, in mancanza di una politica di switchoff della radio analogica su scala europea, è stimolare l'interesse nei confronti del DAB con contenuti esclusivi: calcio, intrattenimento, infotraffico... A me sembra un principio così elementare, ma è possibile che il cretino sia io.

Torniamo però alla Norvegia, dove politica e organi tecnici hanno deciso il destino della radio FM con inesorabile, nordica precisione. Il documento da cui parte tutto, Norwegian proposal on the digitizaton of radio, del 2011, si può scaricare in lingua inglese. Il 16 aprile il Ministero della cultura ha annunciato ufficialmente il piano di implementazione del passaggio definito quattro anni fa. Eccolo in questa tabella di sintesi pubblicata da Radio.no:



L'authority norvegese aveva già annunciato il 24 febbraio il raggiungimento delle soglie di copertura minime definite nel 2011 per autorizzare lo spegnimento della radio FM. In quella data aveva anche precisato che entro il 2015 sarebbero stati resi noti i criteri che autorizzavano le emittenti molto piccole a mantenere una presenza in FM a causa evidentemente dei costi e delle difficoltà nel accomodare tutte queste emittenti in un multiplex digitale. Sulla base delle esperienze maturate tra Regno Unito, Norvegia e Svizzera (ma non dimentichamo che anche Svezia, Olanda, Danimarca e altri si stanno orientando verso lo spegnimento dell'FM), l'Unione dei broadcaster europei EBU ha preparato un "digital radio kit" per illustrare questo epocale passaggio alle aspiranti nazioni digitali. Invito gli operatori delle radio ma soprattutto il Governo, il Parlamento, il Ministero dello sviluppo economico e AGCOM a scaricare e leggere l'istruttivo documento. Non è difficile.


16 settembre 2013

Un commissario della FCC diventa... Sceriffo delle stazioni AM degli USA

Le stazioni USA in onde medie, scese ormai sotto la fatidica soglia delle 5000 licenze, pari a circa un quinto del numero di stazioni complessive, hanno trovato un autorevole paladino in Ajit Pai, newyorkese di genitori indiani e nominato lo scorso anno dal presidente Obama come unico commissario FCC di "fede" repubblicana. In una intervista pubblicata nientemeno che dal New York Times, Pai afferma di voler fare pressione sul regolatore affinché il patrimonio delle onde medie non vada perduto per un calo di ascolti dovuto in gran parte alle interferenze che i segnali a queste frequenze subiscono dai moderni dispositivi elettronici. Le onde medie secondo Pai incarnano nel modo più autentico il localismo, nucleo fondamentale della cultura americana. E il commissario invoca una serie di misure - snellimento delle procedure, uso di ripetitori in FM e, in ultima analisi, passaggio forzato ex-lege al sistema digitale HD Radio - perché la radio da cui Roosvelt esortava la nazione con i "discorsi del caminetto" continui a prosperare. 
Pai ha ammesso di nutrire in questo senso qualche sentimento nostalgico ma ha negato che le sue iniziative pro-AM abbiano a che fare con il gran numero di talk show ultraconservatori che oggi popolano lo spettro tra 540 e 1700 kHz negli Stati Uniti. Nella sezione a lui dedicata sul sito della FCC si trova anche una sua dichiarazione e la relativa corrispondenza su una microscopica stazione del Wisconsin, WRDN 1430, che trasmette la sua musica country a beneficio degli ascoltatori di Durand, mille e novecento abitanti. Il direttore della stazione ringrazia molto il commissario Pai per la sua visita ma si affretta a precisare che il passaggio al digitale o i ripetitori in FM non possono essere una cura efficace. Piuttosto, aggiunge, combattete le interferenze da televisori e computer, consentiteci di trasmettere a larghezza di banda più estesa e smettete di imporre l'obbligo di ridurre la potenza dopo il tramonto per ridurre i disturbi alle stazioni più lontane. Il dossier WRDN si può scaricare qui, è tutto da leggere!

A quest to save AM before it’s lost in the static 
WASHINGTON — Is anyone out there still listening? The digital age is killing AM radio, an American institution that brought the nation fireside chats, Casey Kasem’s Top 40 and scratchy broadcasts of the World Series. Long surpassed by FM and more recently cast aside by satellite radio and Pandora, AM is now under siege from a new threat: rising interference from smartphones and consumer electronics that reduce many AM stations to little more than static. Its audience has sunk to historical lows.
But at least one man in Washington is tuning in.
Ajit Pai, the lone Republican on the Federal Communications Commission, is on a personal if quixotic quest to save AM. After a little more than a year in the job, he is urging the F.C.C. to undertake an overhaul of AM radio, which he calls “the audible core of our national culture.” He sees AM — largely the realm of local news, sports, conservative talk and religious broadcasters — as vital in emergencies and in rural areas. “AM radio is localism, it is community,” Mr. Pai, 40, said in an interview. AM’s longer wavelength means it can be heard at far greater distances and so in crises, he said, “AM radio is always going to be there.” As an example, he cited Fort Yukon, Alaska, where the AM station KZPA broadcasts inquiries about missing hunters and transmits flood alerts during the annual spring ice breakup. “When the power goes out, when you can’t get a good cell signal, when the Internet goes down, people turn to battery-powered AM radios to get the information they need,” Mr. Pai said.
He admits to feelings of nostalgia. As the son of Indian immigrants growing up in small-town Parsons, Kan., he listened to his high school basketball team win a 1987 championship, he said. “I sat in my bedroom with my radio tuned into KLKC 1540,” he recalled. On boyhood family road trips across the wide Kansas plains, he said, AM radio “was a constant companion.”
But that was then. In 1978, when Mr. Pai was 5, half of all radio listening was on the AM dial. By 2011 AM listenership had fallen to 15 percent, or an average of 3.1 million people, according to a survey by Veronis Suhler Stevenson, a private investment firm. While the number of FM listeners has declined, too, they still averaged 18 million in 2011. (The figures are averages based on measuring listeners every 15 minutes.)
Although five of the top 10 radio stations in the country, as measured by advertising dollars, are AM — among them WCBS in New York and KFI in Los Angeles — the wealth drops rapidly after that. In 1970 AM accounted for 63 percent of broadcast radio stations, but now it accounts for 21 percent, or 4,900 outlets, according to Arbitron. FM accounts for 44 percent, or 10,200 stations. About 35 percent of stations stream content online.

23 aprile 2013

SiLab annuncia il suo chip unico: un solo componente per FM, DAB e HD Radio (e forse DRM)

L'attesa è stata lunga rispetto alla disponibilità di standard e iniziative sul fronte della trasmissione, ma oggi anche nell'industria dei componenti e dei moduli per la fabbricazione dei ricevitori cominciano ad aprirsi prospettive estremamente interessanti per la radio digitale. Prospettive che potrebbero riaprire un discorso di mercato per sistemi di trasmissione come HD Radio e persino per lo stesso Digital Radio Mondiale 30, pensato per la trasmissione numerica in onde medie e corte. SiliconLabs ha appena annunciato la prima famiglia di singoli chip in grado di offrire, per la radio analogica e per quella digitale, l'inattesa opportunità di risolvere tutto - acquisizione della radiofrequenza, trattamento della banda base e trattamento audio, più altre funzioni di trattamento come quello delle informazioni RDS nell'FM analogica - su un unico "die". Un solo componente per fare tutto o quasi. La nuova famiglia porta il numero si serie Si468x e i primi tre prodotti sono siglati Si4682, Si4684 e Si4688, rispettivamente in grado di gestire la ricezione di segnali FM/HD Radio, FM/DAB/DAB+ (profili 1 e 2 WorldDMB) e - sarebbe a mia conoscenza una prima mondiale - FM/HD Radio/DAB/DAB+. SiLabs sembra quindi avere centrato l'obiettivo del "chip unico" che l'Unione dei broadcaster europei aveva prefissato come fattore indispensabile per una possibile transizione su vasta scala verso la radio digitale. 
L'aspetto interessante è che la stessa SiLabs include per la sua nuova famiglia di chip la compatibilità con il DRM30 ed è quindi possibile che prossimamente avremo dei chip ibridi per la realizzazione di radio portatili a onde corte analogiche e digitali. Oltre all'occupazione di spazio anche i consumi di queste soluzioni sono particolarmente bassi.


Silicon Labs' new Si468x FM digital radios receivers are the industry's first single-die antenna-input-to-audio-output receiver ICs developed for the global portable and consumer electronics markets.The new family of receivers leverages software-defined radio to support HD Radio™ and DAB/DAB+ for a wide range of portable and home audio products, from price-sensitive clock and tabletop radios to high-end multimedia devices with displays such as mobile phones, tablets and personal navigation devices. The new receivers directly address the consumer digital radio market by providing an advanced, single-die solution that reduces system complexity, bill of materials (BOM) count, size and power consumption without compromising RF performance.
Leveraging Silicon Labs’ proven low-IF digital receiver architecture, the Si468x family delivers superior RF performance compared to existing solutions.
• Supports auto-calibrated digital tuning and FM seek functionality based on multiple signal quality and band parameters
• Provides flexible audio processing features including noise blanking, configurable FM soft mute, FM de-emphasis and FM hi-cut filtering 
• Offers the smallest footprint and lowest power consumption of any other on the market (less than 60 mW in analog FM mode and less than 95 mW in HD Radio and DAB/DAB+ modes)

Ulteriori dettagli si trovano nel comunicato stampa esteso reperibile qui. Ma che dire del prezzo? Secondo il comunicato il prezzo per i chip della famiglia Si468x partono dai 5,62 dollari per quantitativi di 10.000 pezzi. E' stata predisposta anche una evaluation board al prezzo di 500$. A questi livelli è facile aspettarsi ricevitori consumer compatibili con tutti i sistemi adoattati in Europa, Stati Uniti e Australasia, a prezzi estremamente competitivi.

01 settembre 2012

HD Radio all-digital? Perplessità negli USA. Il DRM abbandona IFA, che parla solo DAB

La National Association of Broadcasters americana starebbe pensando di lanciare una iniziativa per promuovere sulle onde medie la sperimentazione della radio digitale basata su un impiego completamente numerico del sistema ibrido Ibiquity, che oggi viene utilizzato per trasmettere simultaneamente una componente numerica e una analogica del segnale. L'obiettivo di questi test sarebbe quello di affermare la maggiore robustezza del segnale all-digital (agli effetti di una maggiore copertura anche in onde medie) e di limitare al tempo stesso il problema delle interferenze recate alle stazioni che operano alle frequenze limitrofe. Un segnale ibrido IBOC (in band-on channel) del sistema HD Radio occupa un totale di 30 kHz perché la componente digitale deve essere collocata ai lati dello spettro analogico. Sopprimendo quest'ultimo l'occupazione è di 20 kHz.
Qualche test all digital su scala temporale limitata è già stato effettuato nel 2012 e i suoi risultati sono stati pubblicati in questo report. Ora però l'idea consiste nell'operare stazioni puramente digitali su archi di tempo abbastanza estesi. In pratica Ibiquity/HD Radio propone di dimenticare la natura ibrida di questo sistema (natura che ha reso possibile la sua adozione da parte di stazioni che non hanno dovuto rinunciare alle loro audience solo-analogiche) e di sfruttare la maggior efficienza della trasmissione all-digital per "rilanciare" un medium, lo spettro "AM", che ha perso molta della sua originaria importanza. Una scommessa azzardata perché i test costringerebbero le stazioni AM coinvolte a farsi ascoltare solo dagli acquirenti di un ricevitore digitale e negli USA finora questi acquirenti sono stati molto pochi. Se fossimo in un ospedale e le onde medie fossero un paziente sarebbe la classica cura "alla va o la spacca". Se la cura funziona il paziente guarisce, se non funziona il paziente muore. Niente di quello che è accaduto nel mondo alla radio digitale in generale fa pensare che le probabilità di successo siano molto consistenti.
Leggendo i commenti alla notizia pubblicata in origine su Radio World leggo che di fronte alla proposta di una HD Radio non più ibrida c'è anche chi si chiede se a questo punto non sarebbe il caso di sperimentare negli Stati Uniti, sulle onde medie, un sistema come il DRM. Forse i giornalisti americani non sono molto preparati sul sostanziale flop di uno standard che proprio quest'anno è stato abbandonato da diversi broadcaster nelle onde corte e che ha perso anche nelle onde medie europee parecchie, se non tutte, delle già poche stazioni sperimentali. Mi sembra abbastanza indicativo il fatto che alla fiera berlinese IFA quest'anno non ci sia traccia di una presenza del DRM Consortium o di eventuali fabbricanti di chipset e ricevitori, mentre si annuncia una presenza molto marginale del DRM all'IBC di Amsterdam. All'IFA si parla praticamente solo di radio digitale DAB dove tra gli highlights troviamo un annuncio Frontier Silicon e Mediabroadcast sul TPEG, il sistema di informazione sul traffico basato appunto sulla radio digitale DAB.
Tornando a HD Radio, entro quest'anno dovrebbero partire i piani di adozione del sistema IBOC in Messico, dove IMER, Istituto Mexicano de la radio, quello che tanti anni fa gestiva sulle onde corte il servizio internazionale di La Voz de Mexico (oggi ascoltabile solo su Internet). Ironia della sorte, i piani di dispiegamento di HD Radio prevedono che il canale internazionale diventi uno dei canali digitali secondari sulla frequenza di 105.7 di IMER a Città del Messico dove nove frequenze FM complessive dovrebbero accendere il multicasting analogico-digitale entro questo dicembre.

29 maggio 2012

Insignia Narrator, la radio (digitale) con i bottoni parlanti che guida i ciechi

Dovrebbe entrare in commercio a luglio negli Stati Uniti e punta a diventare un ricevitore radiofonico di riferimento per ciechi e ipovedenti, grazie a una interfaccia operativa sviluppata in collaborazione con la IAAIS, International Association for Audio Information Services, una organizzazione americana che si prefigge l'obiettivo del superamento delle barriere che impediscono ai non vedenti di accedere alle informazioni stampate. La IAAIS si occupa per esempio di produrre e diffondere contenuti testuali in audiolettura e saranno proprio questi "prompt vocali" a caratterizzare Insignia Narrator, un apparecchio radio per l'AM e l'FM analogiche e digitali (HD Radio) realizzato per conto del brand di elettronica di consumo della catena commerciale Best Buy.
Narrator costa poco meno di 100 dollari e potrà ricevere i programmi analogici e digitali, inclusi quelli "secondari" che grazie a HD Radio sono diffusi sulla frequenza principale di una stazione radio. Negli Stati Uniti finora trasmissioni di questo tipo erano possibili anche sfruttando delle sottoportanti nascoste nel segnale analogico FM e utilizzando speciali ricevitori (come questo realizzato da Sight into Sound, una società che ha partecipato alla progettazione di Narrator). Il dispositivo è stato presentato recentemente in occasione di un convegno organizzato dalla IAAIS a Houston, nel Texas.
Con l'avvento del sistema di radio digitale Ibiquity HD Radio è diventato ancora più facile trasmettere contenuti aggiuntivi e anche se il successo commerciale della tecnologia non è stato stellare, diverse stazioni ne hanno approfittato per lanciare nuovi programmi e servizi. Con una radio come Narrator, l'utilizzatore non vedente potrà fare a meno di essere aiutato per orientarsi tra i comandi dell'apparecchio. Il manuale utente è registrato su CD i tasti sono chiaramente contrassegnati in rilievo e una speciale "modalità accessibile" aziona una speciale etichetta vocale che serve a guidare le impostazioni. Tra le caratteristiche non viene citata la lettura in sintesi vocale delle informazioni visualizzate sul display, ma immagino che non sia difficile pensare a una simile evoluzione in una successiva versione del prodotto. Un aspetto non trascurabile è che era parecchio tempo che sul mercato americano non veniva presentato una radio digitale da tavolo a prezzo contenuto. Forse HD Radio potrebbe trovare un insperato sostegno proprio rivolgendosi a fasce di utenza con particolari necessità.

20 maggio 2012

HD Radio (e FM analogica) per iPhone: buona qualità ma scarso interesse

Se avete un iPhone o un iPod, viaggiate negli Stati Uniti per lavoro (o per svago) e vi piace ascoltare la radio, potrebbe essere divertente acquistare per pochi dollari su eBay un giocattolino con cui è possibile farsi un'idea di come funziona HD Radio, il sistema di radio digitale che da qualche anno Ibiquity cerca - con parziale successo - di diffondere nella piazza radiofonica USA. Si tratta di un piccolo ricevitore compatibile sia con l'FM analogica sia con il digitale di HD Radio e controllabile da iPhone/iPod prodotto per "Gigaware", uno dei brand del gruppo Radioshack, la famosa catena di negozi di elettronica e consumer electronics. Gigaware Navigation Controller è un "dongle" per la porta docking di iPhone e pur essendo un ricevitore autonomo, con una propria presa per cuffia, viene alimentato dallo smartphone e va usato in abbinamento con la HD Radio App che si può prelevare gratuitamente sull'iTunes Store (anche nella versione italiana). Il fatto di poter ricevere l'FM con RDS può essere considerato comunque un vantaggio per un utente iPhone (notoriamente refrattario alla ricezione radio integrata), ma c'è un problema non indifferente: il dispositivo Gigaware è molto funzionale ma il passo di sintonia da 200 kHz è preimpostato sulle frequenze americane, a partire dagli 88,1 MHz e sui successivi decimali dispari. Qui in Europa, con il passo a 100 kHz, si rischia di essere fuori frequenza una volta su due.
In attesa di poterlo provare oltre-Atlantico, mi sono accontentato di qualche prova limitata alle frequenze FM locali e anche in questo caso ho potuto rendermi conto della qualità della componentistica che Ibiquity è riuscita a mettere a punto per la sua modulazione ibrida. Il ricevitore, di forma quadrata, è più o meno grande come un iPod Shuffle, ma offre una resa audio davvero convincente.
Una volta caricata la HD Radio App e inserito il Controller nella porta dell'iPhone lo schermo visualizza una interfaccia grafica anche lei abbastanza simile alla rotella dell'iPod: facendola girare si comanda la sintonia della radio (la frequenza può essere impostata anche agendo sul pulsante fisico del dispositivo). Sempre sullo schermo dell'iPhone compariranno le informazioni RDS (nel caso dell'FM analogica). Quando il segnale sintonizzato è digitale vengono visualizzate anche le informazioni sui canali addizionali previsti dal sistema Ibiquity. Il ricevitore Gigaware è inoltre compatibile con il tagging di HD Radio, la funzione che consente di applicare un segnalibro virtuale ai brani musicali ascoltati e di acquistarli in seguito su iTunes. Il tagging avviene anche da un pulsante soft dell'interfaccia grafica della HD Radio App, la quale consente inoltre di inviare via mail, Facebook e Twitter, le informazioni sulle stazioni ascoltate.
Come ho già detto la qualità di ascolto è di ottimo livello, il piccolo Controller appare nettamente superiore ad analoghi dispositivi analogici di dimesioni così ridotte. La sensazione è che il merito sia dei componenti che Ibiquity è riuscita a immettere sul mercato. La radio digitale targata HD Radio funziona straordinariamente bene, almeno sul piano dell'ascolto, della qualità e dell'ergonomia dei terminali utente. Ciò nonostante, il livelli di adozione sono ancora molto deludenti, la digitalizzazione delle stazioni AM è praticamente un flop e i negozi nel complesso hanno venduto pochi apparecchi. Gigaware Navigation Controller ha fatto il suo debutto nel 2009 e allora costava 80 dollari. Oggi su eBay lo potete trovare per 10 o 20 ed è diventato piuttosto difficile trovare ricevitori HD Radio nuovi, nonostante le ottimistiche affermazioni del sito Ibiquity che riporta un lungo catalogo di marche compatibili. Bastano pochi click per rendersi conto che spesso gli apparecchi non sono acquistabili. Portatili, radio da tavolo, componenti Hi-Fi a prezzo basso sono di scarsa reperibilità: ormai sembra che i costruttori siano molto poco interessati a servirsi degli ottimi chip Ibiquity. Per acquistare un apparecchio HD Radio non resta che rivolgersi al mercato dell'usato o del discount.
Che prospettive ci sono per la radio digitale negli USA e nelle altre nazioni, incluso il Messico, che hanno manifestato interesse in questa tecnologia? Uno studio di un consulente specializzato nel mercato automotive, J.D. Powers, rileva ancora un forte interesse da parte degli automobilisti: HD Radio è la tecnologia più citata dai nuovi acquirenti di un'auto, ancora prima di novità come i radar anticollisione . Forse la cosa ha più senso di quanto sembri, visto che in esterno la ricezione del segnale digitale sembra essere più agevole, mentre all'interno delle case i ricevitori finiscono spesso per doversi agganciare ai segnali analogici e questo non è certo in incentivo all'acquisto. Se i chip per la radio digitale verranno integrati a bordo delle nuove automobili o nelle autoradio per l'after market, HD Radio potrebbe ancora avere delle chance, ma è lecito nutrire qualche dubbio. Per la radio digitale, almeno degli Stati Uniti, è davvero molto dura, anche se la tecnologia funziona, in apparenza, molto bene.

13 maggio 2012

AGCOM assegna le frequenze del test DAB+ in Trentino. Ma l'Europa scommette sulla radio digitale

Un lettore, Giovanni De Simone, si interroga sulle conseguenze dell'annuncio che arriva dall'IEEE sull'approvazione dell'aggiornamento 802.11 "2012" (tutta la normativa è in vendita a un prezzo promozionale di 5 dollari) dello standard oggi universalmente utilizzato per Internet senza fili, chiedendosi se la nuova norma sia un ulteriore passo avanto verso la convergenza broadband-broadcast. Bisogna innanzitutto dire che l'emendamento 2012 dello standard è in realtà una sintesi di una decina di varianti approvate in questi anni e riguarda per esempio la sicurezza, l'uso di nuove frequenze sui 3,7 GHz, le antenne MIMO, il mesh networking. Però è indubbio che una volta tradotto in chipset, il sistema ci darà un Wi-Fi, ancora più robusto, in grado di supportare velocità di trasferimento da 600 megabit al secondo, una enormità rispetto agli albori del Wi-Fi. Una rete senza fili resta pur sempre una risorsa condivisa, che non può offrire gli stessi livelli di servizio di una rete broadcast, non in tutte le situazioni possibili.
La domanda di Giovanni rimane in ogni caso ben posta. La convergenza tra i due modelli non prosegue solo a livello di definizione di standard, ma anche là dove tale convergenza conta di più: sui terminali utente. Stiamo andando inevitabilmente verso dispositivi capaci di parlare diverse "lingue", diverse modulazioni radiofoniche, con in più l'intelligenza necessaria per passare senza soluzione di continuità da un modello all'altro. Broadcast e broadband troveranno la loro sintesi definitiva sui nostri smartphone, sui tablet, nei sistemi di comunicazione e intrattenimento delle automobili.
Anche per questo motivo trovo che il ritardo che l'Italia sta scontando su tutte queste infrastrutture (poco Wi-Fi pubblico, una radio FM piena di problemi, un digitale terrestre televisivo ancora in mezzo al guado e soprattutto una radio digitale incapace di progredire), rischia di essere un serio problema allo sviluppo futuro di un mercato importante per tutta l'economia. Sulla radio digitale DAB+ siamo ormai alla farsa. Il piano di espansione promesso da RaiWay, quello che avrebbe dovuto coinvolgere l'emittenza FM regionale e locale, è bloccato da mesi, con i due ennesimi test di Bologna e Venezia ormai spenti. In questi giorni sul sito AGCOM è stato reso disponibile (delibera 180/12/CONS) il "PIANO PROVVISORIO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE PER IL SERVIZIO RADIOFONICO DIGITALE NELLA REGIONE DEL TRENTINO ALTO ADIGE PROGETTO PILOTA NELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO." definendo i blocchi 12A, B e C alle emittenti RAI e ai network nazionali, insieme ai blocchi 12D e 10A, B, C e D alle reti locali. Sembra una buona notizia e un po' lo è. Ma è possibile - in una Europa in cui Germania e Francia (per non parlare della vicina Svizzera) hanno lanciato il DAB+ in grande stile o si preparano (la Francia) a una adozione, forse tardiva ma oggi decisamente convinta - che un regolatore usi termini come "piano provvisorio" e "progetto pilota" a 17 anni dai primi "progetti pilota" di Eureka 147? Sono trascorsi quasi vent'anni dall'accensione della radio digitale in Italia ma per i politici e l'autorità delle comunicazioni dobbiamo ancora verificare che tutto funzioni. Mentre in Europa si vendono centinaia di migliaia di radio DAB+ e il settore automotive si appresta a integrare i nuovi chipset che consentiranno l'ascolto digitale a bordo delle nuove automobili, una Italia in piena crisi di idee oltre che di risorse finanziarie, cincischia e gli italiani, quei trentacinque milioni di ascoltatori della radio, non vengono neppure a conoscenza degli indubbi vantaggi del DAB+. Tra questi c'è l'opportunità di usufruire via etere di nuovi contenuti di intrattenimento e di servizi informativi, per i quali su FM non c'è semplicemente spazio. E' una solenne stupidaggine ancor più che una vergogna e voglio dire con chiarezza una cosa: non è solo una questione di scarsità di risorse finanziarie, qui c'è di mezzo l'incapacità culturale e politica italiana di immaginare scenari infrastrutturali che sia un patrimonio collettivo. Dalla metà degli anni '70 il sistema radiotelevisivo italiano pensa unicamente al vantaggio politico e clientelare di chi controlla il servizio pubblico e al profitto economico (e politico) di quei pochissimi che controllano l'emittenza privata. Su questi due altari degni di una nazione feudale abbiamo sacrificato lo svago, la crescita culturale, l'informazione corretta di milioni di persone.
L'altro giorno ero al Salone del libro di Torino, dove chiunque, al grande padiglione di Radio Rai, poteva toccare con mano l'entusiasmo del pubblico nei confronti di un mezzo, la radio, che mi è parso in ottimo stato di salute. Centinaia di persone prendevano parte agli show in diretta di una emittente, Webradio 8 della RAI, che diffonde esclusivamente via Internet. E' così insensato ipotizzare che i contenuti delle tre Web radio splendidamente curate da via Asiago possano e debbano conquistare un pubblico ancora più vasto grazie al DAB+? Quanti progetti pilota si devono allestire per verificare un'ipotesi che sarebbe evidente anche per un bambino? Non si poteva sacrificare l'acquisto di un fottutissimo caccia-bombardiere e mettere quei soldi in una rete di trasmettitori?
La radio digitale sta diventando una realtà tecnologica e commerciale in Europa grazie all'azione quasi individuale di un marchio come Imagination Technologies, che controlla un discreto patrimonio di proprietà intellettuale in applicazioni come la demodulazione di segnali radiotelevisivi digitali. Imagination Technologies (fondata nel 1985 come VideoLogic, Intel e Apple come azionisti importanti) non produce direttamente silicio, ma lo progetta. Ha un interesse diretto in Frontier Silicon, un chipmaker indipendente, senza fonderie, che oggi fornisce all'industria dell'elettronica di consumo una percentuale significativa dei componenti utilizzati nelle radio digitali. Imagination ha anche una divisione commerciale, Pure, che commercializza queste radio e promuove su scala internazionale l'adozione della radio digitale. Nel novembre scorso, presentando a Londra il nuovo adattatore DAB+ Highway, che Pure ha sviluppato per trasformare le normali autoradio in dispositivi digitali, il CEO Hossein Yassaie ha parlato delle strategie per l'immediato. Una strategia chiamata "convergenza mobile".



Una cosa è costruire radio digitale per la casa e l'automobile o adattare al digitale le autoradio tradizionali, ha detto Yassaie, ma la nuova sfida riguarda la mobilità. I nostri smartphone, i nostri tablet, dice in sostanza Yessaie, dovranno essere in grado di ricevere i segnali della radio broadcast, gli utenti si aspettano una feature di questo genere. Imagination intende sviluppare i chip che renderanno possibile l'accesso a infrastrutture broadband mobile e alle reti broadcast, con lo stesso dispositivo. Per questo dobbiamo risolvere diversi problemi, ha aggiunto Yessaie. I chip devono consumare pochissimo per non pesare sulle batterie e dovranno costare molto poco, sotto la soglia dei 2 dollari in volume. Con due dollari, i costruttori potranno integrare a bordo degli smartphone chip capaci di ricevere la radio analogica e la radio digitale, tutta la radio digitale, non ci possono essere dispositivi che non funzionano sempre, con il DAB+ in Europa e Australia, con HD Radio negli USA, con ISDB in Giappone. Non servono molti anni di attesa, chip come questi saranno disponibili tra due o tre anni. Sono pronto a scommettere che tra due o tre anni in Italia staremo ancora pensando a qualche bel progetto pilota in una qualche virtuosa provincia felice.

24 aprile 2012

Sorpresa al NAB di Las Vegas: Intel punta sulla radio digitale con un chipset HD Radio/DAB

Come sta andando, negli Stati Uniti e nel mondo la radio digitale ibrida basata sul sistema Ibiquity? HD Radio ha com'era prevedibile ottenuto una certa visibilità a Las Vegas, in occasione del NAB Show, dove la notizia più ghiotta riguarda una dimostrazione organizzata da Ibiquity con Intel e Emmis Interactive sotto l'egida dei NAB Labs di un "ecosistema" tecnologico che mira a portare l'FM digitale di IBOC sugli smartphone. Emmis ha curato la parte software con una app per Android, ma Intel ha pensato al silicio, con un chipset per la radio digitale su cui ho trovato poche informazioni, ma che potrebbe essere destinato a fare parecchio rumore anche in Europa e in Australia, vista la sua compatibilità con la radio digitale DAB+ e con l'FM. L'impegno di un colosso come Intel sul fronte della radio digitale può sicuramente fare la differenza, anche se in passato analoghe avventure del re dei microprocessori fuori dall'ambito specifico dei pc e dei server non hanno dato buoni risultati. In ogni caso sto cercando di approfondire per capire meglio le caratteristiche dei nuovi chip, siglati DR201x e DR2021, perché il sito di Intel è sorprendentemente avaro di dettagli.
Da Las Vegas arriva anche la notizia del prossimo debutto di HD Radio a Ciudad de Mexico, la capitale di uno stato che ha scelto l'approccio della FM digitale "in band" come percorso evolutivo dell'FM. L'annuncio è stato fatto in una conferenza stampa congiunta, in inglese e spagnolo, al NAB Show, dove i rappresentanti della radiofonica messicana hanno parlato di avvio della programmazione digitale ormai imminente per almeno tre emittenti che hanno ottenuto regolare licenza delle autorità. Non solo: molto lontano dal Las Vegas e dal Messico, nel caucasico Azerbaidjan, la stampa azera ha parlato in questi giorni della partenza di una sperimentazione HD Radio a Baku e nella penisola di Absheron, sulla frequenza di 105 MHz di "Azərbaycan Radio".
E se l'Azerbaidjan pare molto meno decisivo, lo sbarco dello standard nordamericano in Messico potrebbe pesare parecchio sui futuri sviluppi della radio digitale e non solo nel nuovo continente. HD Radio è una tecnologia "di riconversione", capace di adattarsi all'infrastruttura FM esistente, e vanta già un discreto ecosistema di componenti e ricevitori, anche se ultimamente ho visto pochi annunci di nuovi dispositivi e la sensazione è che le vendite continuino a essere molto deludenti.
Ma torniamo all'annuncio di Emmis Interactive e Intel con Ibiquity. L'idea di fondo dell'applicazione Android presentata a Las Vegas non è particolarmente nuova. Emmis ha messo a punto un prodotto chiamato TagStation che permette di interagire, sullo smartphone, con i contenuti e gli annunci pubblicitari di una stazione radio, tramite navigazione Web, messaggistica SMS e codici QR Code. E' insomma l'idea - finora più teorica che pratica - di mettere insieme la copertura estesa del broadcast e il canale di ritorno delle reti 3G per offrire servizi basati sull'ascolto di musica e acquisto di brani, o di comunicazione pubblicitaria più personalizzata e orientata alla rintracciabilità geografica di chi ascolta in mobilità. Aspetto da non trascurare: TagStation funziona con HD Radio ma anche con i metadati trasmessi via RDS su FM. E il chip Intel, che in FM consuma appena un massimo di 70 mW e in DAB scende addirittura a 50 mW, offre anche lui la massima flessibilità, coprendo le frequenze FM analogiche e digitali (tra 76 e 108) e il DAB in banda VHF III. A questo livello si potrebbe pensare di rimpiazzare senza troppi problemi, con un chip ibrido analogico e digitale, componenti che oggi sugli smartphone permettono di sintonizzarsi sulle stazioni analogiche. Come al solito, restate sintonizzati per ulteriori informazioni.

17 marzo 2011

Camera USA contro NPR: paura anche per radio digitale

Continuano gli sforzi della destra conservatrice americana che intende colpire il sistema dell'emittenza pubblica con una politica di tagli. Due progetti di legge (HR68 e 69) del senatore repubblicano Doug Lamborn puntano a un vero e proprio azzeramento dei fondi federali destinati alla Corporation for Public Broadcasting l'organismo da cui partono i soldi a sostegno della radiofonica NPR e della televisiva PBS. Martedì scorso una disposizione transitoria ("continuing resolution H.R. 1") approvata alla Camera per evitare la bancarotta del Governo federale ha introdotto una massiccia serie di tagli, tra cui la sospensione di un fondo di stabilizzazione fiscale da 50 milioni di dollari, destinato a compensare le perdite subite dalla CPB in conseguenza del calo dell'ammontare delle donazioni dei contribuenti (che in questa epoca di crisi sono meno disposti a dare soldi in beneficienza). Contemporaneamente Lamborn è tornato alla carica: mentre i suoi due progetti di legge sono ancora fermi in Commissione e rischiano di non passare al Senato, il rappresentante repubblicano ha presentato un nuovo progetto, che verrà votato alla Camera oggi (H.R. 1076). In questo nuovo disegno di legge Lamborn propone non di togliere fondi, bensì di vietare alle stazioni NPR di utilizzare fondi federali per acquistare i loro programmi. Moltissime stazioni locali non potrebbero più permettersi di acquistare i programmi a larga diffusione che le rendono popolari tra il loro pubblico.
Sembra che la nuova ondata di iniziative contro l'emittenza pubblica sia alimentata dallo sdegno suscitato da un film diffuso da James O'Keefe, giovanissimo giornalista investigativo ultraconservatore. Sul suo sito Project Veritas O'Keefe ha pubblicato un filmato in cui si vede Ron Schiller, presidente della NPR Foundation, organo che raccoglie le donazioni private per conto del network di emittenti pubbliche, mentre critica duramente il Tea Party e i conservatori americani, accusandoli di essere più ignoranti dei democratici.
Tra i suoi commenti Schiller dice anche che la NPR potrebbe anche fare a meno dei finanziamenti federali. Le polemiche suscitate dal video di O'Keefe sono stati roventi, ma un deputato democratico dell'Oregon, Earl Blumenauer (nella foto con un personaggio di KidsTv, la tv dei ragazzi PBS), ha cercato di approfondire la vicenda e ha fatto eseguire alcune perizie sul filmato. Le conclusioni sono inquietanti: secondo Blumenauer le dichiarazioni di Schiller avrebbero subito un pesante editing. Politico ha pubblicato la lettera che Blumenauer ha diffuso tra i suoi colleghi deputati per invitarli a non sostenere i nuovi disegni di legge sfavorevoli alla NPR e ha anche presentato un emendamento per correggere il taglio di 50 milioni di dollari alla CPB.
In questo dibattito è entrata anche la lobby della radio digitale basata sul sistema Ibiquity HD Radio, preoccupatissima che i tagli alle emittenti pubbliche, grandi utilizzatrici del sistema IBOC, possa danneggiare l'adozione della radio digitale negli Stati Uniti. Radio Magazine Online pubblica un accorato articolo che giudica vitale il sostegno al digitale da parte dell'emittenza pubblica americana. Da parte privata, i progetti di digitalizzazione sono sostanzialmente fermi, mentre proprio in questi giorni arriva la notizia della dismissione di Microsoft Zune HD, il player MP3 che integra una radio digitale IBOC. Microsoft avrebbe deciso di uccidere il progetto, per focalizzarsi sulla piattaforma software Zune integrata nell'ambiente smartphone Windows Phone 7. Il che ci riporta a una mia vecchia convinzione: innovazioni come la radio digitale possono essere sostenibili solo a livello pubblico, così come solo dall'iniziativa pubblica possono derivare le spinte in direzione di una programmazione radiotelevisiva di alta qualità. Non è solo una questione di destra o sinistra, ma di una politica illuminata e giusta contro una politica di affari loschi, potere facile e disprezzo delle regole civili. Questa cattiva politica, in Italia e ovunque nel mondo, ha nel mirino la cultura, specie se rappresentata dalla radio o dalla televisione pubbliche. L'emittenza pubblica fa cultura, spinge a pensare e a cercare di inseguire e dire la verità. E cultura, capacità di pensare e verità sono i peggiori nemici della cattiva politica.

23 dicembre 2010

Radio digitale, il nuovo draft firmato ECO-FM45

Il comitato ECO-FM45 sulle problematiche del broadcasting digitale ha concluso i lavori della riunione di Stoccarda (15-16 dicembre) pubblicando una nuova bozza di documento sulla digitalizzazione della radiofonia, il Report on the possibilities for the future delivery of radio
Lo potete prelevare qui. Non ci sono particolari novità, si tratta ancora una volta di mettere sul piatto alcune considerazioni di fondo, vantaggi e svantaggi delle diverse modulazioni numeriche, le prospettive di riuscita per ciascuna di queste. Continuo a vedere le tipiche affermazioni di comitati analoghi. Quando i russi mi dicono di prevedere, per il 2011 (!) la "produzione di massa" di ricevitori per il loro nuovo sistema digitale RAVIS, mi chiedo davvero in che mondo vivano i tecnici che partecipano a un lavoro di standardizzazione così importante. Fior di ingegneri che suggeriscono ai governi le varie politiche di implementazione, che decidono sul futuro di un mezzo ascoltato da miliardi di persone.
C'è pochissima oggettività, scarsissima attenzione alla reale situazione di mercato di sistemi come HD Radio, che negli Stati Uniti viene utilizzato da centinaia di stazioni ma che non arriva a vendere un milione di apparecchi in un Paese di 300 milioni di abitanti. Nelle tabelle sul DRM30/DRM+ (il secondo non ha praticamente neppure un mercato per la fornitura di modulatori) si legge ancora "initial receivers in the market/available", una frase riportata da almeno cinque anni in documenti del genere e del tutto spropositata rispetto a una realtà di poche centinaia di pezzi di qualità mediocre. Mai un solo riferimento alla possibilità di digitalizzare non la distribuzione ma la ricezione dei contenuti audio. Secondo me comitati come l'FM-45 sono troppo condizionati dalla presenza di fornitori supply-side e sottorappresentati a livello client-side, manca il parere delle industrie dell'elettronica di consumo e manca soprattutto il parere dei consumatori. Se non capisco male, la stesura della versione definitiva del documento è prevista per il 2011.
A proposito di assenze, con l'eccezione del solito, preparatissimo Hanns Woltner di Club DAB Italia, non ci sono stati rappresentati della RAI o dal nostro MSE-Com. In compenso ha preso parte ai lavori Saeed Alavi, di IRIB/Voice of Iran. A livello istituzionale, come spesso accade, l'Italia finisce per prendere le decisioni degli altri. Essì che sull'argomento avrebbe parecchie cose da dire.

13 dicembre 2010

Il DAB e HD Radio sul telefonino con i nuovi "add on"

L'ampia disponibilità di componenti miniaturizzati per la ricezione della radio analogica ha reso molto diffusa la presenza di una funzione radiofonica nei telefonini. Sul versante dei segnali trasmessi con tecnica digitale, invece, la componentistica non ha ancora raggiunto i necessari livelli di integrazione e costo. Cominciano però a spuntare le prime soluzioni per portare la radio digitale nei telefoni cellulari sottoforma di "add on". Nokia lo ha fatto recentemente per la ricezione del DAB+ sui suoi modelli N8 e altri dotati di porta/funzionalità USB-to-go, attraverso un auricolare con ricevitore Eureka 147 incorporato. Ora negli Stati Uniti è la volta di HD Radio (solo FM), con Gigaware il marchio interno di Radio Shack, che ha appena lanciato due ricevitori HD Radio da "innestare" negli iPhone/iPod.
L'ultimo numero di Radio TechCheck parla di queste nuove opportunità ibride.

Digital Radios for Cell Phones

There has been considerable discussion recently about the benefits of having radio receivers in cell phones. For the most part, these discussions have focused on inclusion of analog radio because analog radio integrated circuit (IC) technology has
matured to the point where IC cost and size are easily accommodated by cell phones, and in fact many cell phones do incorporate analog radio (see the September 27, 2010 issue of Radio TechCheck for more information). A number of cell phone “add-on” digital radio receivers are now available (or will be soon) suggesting that digital radio IC technology is getting near the point where digital radio in cell phones may soon be practical.
Here in the U.S., two add-on devices from Gigaware (available for purchase at Radio Shack) will turn an iPod Touch or an iPhone into an HD Radio receiver (FM band only) complete with song tagging ability. The Gigaware 12-646 (available for about $45) and 12-645 (costing about $40) are shown in the photo at right. Both of these devices utilize the docking connector of the iPod Touch or iPhone, and require the use of an HD Radio “app” which is available for free from the iTunes App store. Also, both devices rely on the headset cord (not shown in photo) to function as an antenna for the receiver.
Screen shots of the HD Radio app are shown at right, as well. The leftmost screen shot illustrates the radio tuner “home page,” including a touch-screen “tuning wheel” as well as information on the station being listened to and any program associated information being broadcast as part of the HD Radio signal. Touching the gray bar with the call sign creates a “drop-down” list of multicast channels available on the station, if available, as shown in the screen shot at right. The “tag” button on the Gigaware devices will illuminate when the receiver detects that a station is broadcasting tagging information, allowing the listener to tag songs for later purchase at the iTunes store.
Enhancements to the Gigaware HD Radio app are anticipated in the near future which will support album art using the Artist Experience data broadcasting features implemented by iBiquity Digital Corporation earlier this year, as well as "multitasking" (Apple's operating system enhancement allowing for multiple apps to run simultaneously) and interactive ads. For additional information on the Gigaware devices see the Radio Shack web page (for the 12-646) or here (for the 12-645).
Outside of the U.S., a digital radio cell phone add-on was recently announced by Nokia (Finland, www.nokia.com) that brings DAB digital radio to the Nokia N8, C7, E7, C6-01 and future Symbian^3 devices that offer the USB-To-Go function. Shown at right, the Nokia Digital Radio Headset is reportedly going to be available before the end of the year at a cost of approximately $70.
As with the Gigaware devices, the Nokia device will utilize an app that can be downloaded from Nokia’s Ovi store (at store.ovi.com). The Nokia Digital Radio Headset app will support reception of program associated data (i.e., song title and artist) and any graphic images included in the digital radio signal, and will also support a “smart tuning” feature that will automatically choose the radio signal with the clearest reception in cases where a desired program exists on alternative frequencies (a common occurrence in DAB radio systems that utilize so-called “single frequency network” architectures). Additional information about the Nokia Digital Radio Headset DAB is available online.

23 novembre 2010

HD "Persona" Radio, una nuova esperienza di ascolto

Devo ammettere che comincio a seguire con un certo interesse le iniziative che Ibiquity e National Association Broadcasting stanno costruendo intorno alla piattaforma di radio digitale HD Radio, per promuovere, oltre all'adozione del sistema da parte dei broadcaster locali americani, anche un nuovo modo di concepire l'ascolto della radio, la distribuzione di contenuti, la relazione tra ascoltatore e emittente.
All'ultimo Radio Show è stato presentato il modello di Persona Radio, che ora viene riassunto in un lungo documento scaricabile dal sito FastRoad. Persona Radio sfrutta le potenzialità di HD radio come sistema di diffusione di contenuti digitali per reinventare e personalizzare l'esperienza di chi ascolta la radio. Con un approccio che può ricordare quello di RadioDNS, che in pratica cerca di stabilire una connessione più diretta tra medium diffusivo (la radio) e interattivo (Internet), Persona Radio prevede modalità di interazione molto più etese sfruttando la maggiore capacità di trasporto dati di HD Radio. Come avviene per la televisione digitale, il canale più ampio viene sfruttato per far transitare dall'emittente al ricevitore tutta una serie di informazioni che possono essere testuali o grafiche, ma anche di vero e proprio contenuto. Il concept è anche molto flessibile. I diversi scenari di impiego immaginati prevedono per esempio la possibilità di registrarsi sul sito Web dell'emittente e personalizzare un proprio profilo. A partire da questa profilatura, l'emittente può offrire al singolo ascoltatore informazioni aggiuntive o addirittura "sostitutive". Come? Se il ricevitore non è connesso in alcun modo a Internet, è possibile fargli arrivare queste informazioni con un sistema di codici a barre bidimensionali (QR code) "stampato" sul sito Web della stazione radio e acquisito dal ricevitore equipaggiato con una fotocamera. Una radio dotata di interfaccia Usb o Wi-Fi potrebbe connettersi direttamente al computer.
Ma c'è una terza possibilità, che può comunque entrare in funzione: la deliveri di dati e contenuti Over the Air. E' un'idea molto suggestiva e prevede che il normale segnale trasmesso dall'emittente trasporti nei suoi canali alternativi digitali, continuativamente, una specifica offerta di contenuti (testi, canzoni, messaggi pubblicitari, offerte commerciali) personalizzati in base al profilo-utente, contenuti che vengono archiviati in background sui banchi di memoria del ricevitore. Questa attività di trasporto avviene mentre gli ascoltatori seguono i normali programmi e alla fine ciascuno ritroverà sul proprio ricevitore Persona Radio un contenuto esclusivo che andrà a costituire l'esperienza "personalizzata".
Troppo macchinoso? Il rischio ovviamente è questo, ma è un modello innovativo per trasformare un mezzo broadcast unidirezionale in uno strumento molto più interattivo. Probabilmente non richiederebbe neppure sostanziali modifiche dei ricevitori HD Radio attualmente sul mercato. Ma in fin dei conti il vero problema è che Persona Radio è un concept che scommette molto sulla sopravvivenza del modello broadcast e cerca di estenderlo con una forma intelligente di interattività applicata dall'esterno. Se viceversa - come personalmente ritengo io - continueranno a crescere le modalità di consumo della radio direttamente attraverso infrastrutture digitali interattive, Persona Radio potrebbe diventare solo un artifizio un po' barocco. Ovviamente c'è anche l'ipotesi della fruttuosa convivenza tra modalità diffusive e interattive e in questo caso un modello come questo potrebbe trovare davvero una sua collocazione.
New HD Radio Concept Provides Customizable Listening Experience

With the advent of the MP3 player, especially the popular iPod, consumers have embraced and in some cases come to expect a new level of control over their audio entertainment. Acknowledging this new listening paradigm, NAB FASTROAD and iBiquity Digital Corporation have undertaken a project to explore the concept for a new personalized service for in-band/on-channel (IBOC) digital radio. The results of this work were released today in a report entitled “HD Radio System Persona Radio Project Overview,” now available for download from the FASTROAD Web page at www.nabfastroad.org.
The Persona Radio is a proof-of-concept advanced receiver design that would allow users to create a customizable listening experience and create opportunities for behavioral targeted advertising. Aspects of the listening experience that are customizable include audio content, text displays and advertisements. The report released today details the concept of how the Persona service could work the necessary supporting broadcast infrastructure and a variety of possible listener use cases.
One of the principal actions upon which the operation of the Persona Radio is based is that of “content insertion.” The idea is that content would be downloaded to the receiver using the advanced data capabilities of the HD Radio system and then stored in memory on the device, for later use as directed by the listener or in some cases by the station.
Release of this report follows initial discussions of the Persona Radio project by iBiquity in their exhibit at the 2010 Radio Show produced by RAB and NAB, where a mock-up (shown in the images below) of a Persona Radio receiver was featured as part of iBiquity's hospitality suite. This Persona radio mock-up was implemented on an Insignia NS-01 portable HD Radio receiver. Some pictures of the mock-up’s receiver display are shown here:

Upper left – this is the highest level “main menu” which allows the user to configure the “behavior” of the Persona Radio. When each item is selected, it expands to provide the user with options for configuration and action;

Upper right – on the “My Profile” page the listener enters demographic information which will be used to customize the listening experience as well as for targeting advertisements. One of the options found here allows for entering favorite location information, potentially associated with the user’s home/work/visited categories;

Lower left – shows an example of targeted advertising, which would be selected and displayed based on the user’s profile information;

Lower right – this is a “QR code” which is delivered to the receiver and corresponds to a targeted advertisement. This can be scanned by a retailer and used as an “electronic coupon.” Additional information on QR codes is available on the Internet at www.denso-wave.com/qrcode/index-e.html.

04 ottobre 2010

Insignia: HD Radio tascabile di 2a generazione

Vi è piaciuta la prova su strada di Christian Diemoz alle prese con la sua economicissima Insignia NS-HD01, ricevitore tascabile HD Radio digitale e FM/RDS? Allora preparatevi perché prima o poi avrete anche la prova della seconda versione della radiolina digitale Insignia, il brand esclusivo del sito di e-commerce Best Buy. Insignia ha presentato il prototipo della NS-HD02 a Washington, in occasione della manifestazione RadioShow 2010. Ovviamente, il dispositivo non poteva non avere uno schermo touch e una maggiore disposizione alla visual radio. L'arrivo è previsto su Best Buy per la fine dell'anno, a un prezzo intorno ai 70 dollari. Chissà che il software questa volta non consenta di effettuare i passi di sintonia almeno a 100 kHz, evitando il problema della NS-01, inchiodata sullo "step" americano di 200 kHz.

2nd Generation Insignia Portable HD Radio Receiver Unveiled– the Insignia NS-02 portable HD Radio receiver was on display at the HD Radio exhibit in the Radio Show “Marketplace.” This receiver is the successor to the NS-01 Insignia model with significant improvements including a new 2.4 inch LCD color touch screen interface and the introduction of three exciting new features:

•The Artist Experience –designed to add visual entertainment to the digital audio and data services HD Radio Technology already delivers. Features include: transmission of album art (shown in left photo) as well as images linked to advertisements. These images can be synchronized to the audio but must be transmitted 30 seconds or more in advance of the audio being synchronized to, so that they are available in the receiver for viewing at the proper time. Once viewed, the images are purged to make room for future downloads;

Live pause –allows for digital audio on an HD Radio main or multicast channel to be paused for up to 15 minutes, similar to the live pause feature on some satellite radios and the Apple iPod nano.

Bookmarking –similar to tagging except that rather than synchronizing to a music purchase service like iTunes, the listener can store information about music within the receiver for later retrieval.

•The Insignia NS-02 will be available later this year through Best Buy; suggested retail price has not yet been announced but it is expected to sell in the $70 price range.

23 settembre 2010

Insignia HD1 HD Radio/FM: la radio digitale è tascabile

L'anno scorso avevo dato notizia di un ricevitore portatile americano compatibile con l'FM (con RDS) e con il sistema di radio digitale HD Radio. Oggi questo ricevitore, l'Insignia HD1 si trova su eBay a prezzi praticamente stracciati. Christian Diemoz - che ringrazio confidando in tante altre recensioni - lo ha acquistato e lo ha provato per noi. Da ciò che emerge dalle sue osservazioni viene una conferma della qualità dei chipset sviluppati per HD Radio (un punto molto interessante alla luce delle difficoltà che l'industria sta incontrando nel supportare altri sistemi di radio digitale). Non ci sono molte probabilità che questa modulazione venga adottata sul nostro continente, tanto meno in Italia, ma se viaggiate negli Stati Uniti forse potreste prenderlo in considerazione. Il vero "neo": il passo di sintonia a 200 kHz, uniformato alla conformazione della banda FM americana. Un limite che qui in Europa esclude l'ascolto "centrato" di parecchie frequenze. Un vero peccato, perché le doti di questo ricevitorino...


Non sempre si arriva sulle novità in tempo reale. Del ricevitore portatile HD1 di Insignia, Radiopassioni aveva già parlato oltre un anno fa, nel luglio 2009. Peraltro, il progetto - avveniristico nel tentare di lanciare, attraverso la divulgazione massiva di un “terminale leggero” (ed a prezzo contenuto), lo standard radiofonico ad alta definizione (audio in qualità cd) - sembrava scarsamente appetibile dalla prospettiva italiana.
Per carità, non che accadimenti recenti abbiano modificato radicalmente la situazione. Il naufragio di uno dei pochi tentativi di attivazione di HD radio in Europa (in Svizzera, di cui si è detto in questo articolo) costituisce una bara di cemento per l’ennesimo standard digitale rimasto sulla pista di decollo, ma la curiosità del radioappassionato è più longeva dell’emivita di una sostanza radioattiva e la disponibilità di un “ultralight” dotato di lettura rds si palesava quale fattore attrattivo non considerato inizialmente.
Oggi come oggi, su Ebay, le quotazioni dell’Insignia HD1 sono decisamente basse. Lo si può avere a casa propria, in versione “refurbished” (viene eliminato solo l’imballo originale, ma il contenuto dello stesso è completo e nuovo), con 28 dollari. Malgrado la modesta entità della cifra e la dicitura “gift” sulla dichiarazione doganale, yours truly si è visto applicare un conteggio IVA per un totale di 10.14 Euro. Nulla, comunque, da rendere insostenibile il prezzo finale (considerato anche il favorevole cambio momentaneo del dollaro americano).
Il primo impatto è positivo, vista la dotazione molto completa: oltre al ricevitore, all’acquirente vengono forniti un cavo USB per ricaricare la batteria (interna e non sostituibile dall’utente, da 840 mAh, al Litio), gli auricolari (con jack standard da 3,5 mm stereo), una “strip” in tela con chiusura a velcro da indossare sul braccio (utile per l’ascolto a mani libere, durante attività come il jogging) e il manuale inglese. La dimensione del ricevitore è davvero contenuta (52.4 x 78 x 15.9 mm): si veda l’immagine fotografica in cui compare accanto ad una comune penna a sfera).
Tali considerazioni positive si specchiano nell’essenzialità dei comandi. Sul fronte dell’HD1 sono presenti solo sei pulsanti, tre per lato del display. Sulla destra, quello di accensione/spegnimento (prima di tutto, procedere a caricare la batteria, poiché fornita scarica) e i due che servono a muoversi tra le dieci frequenze memorizzabili. Sulla sinistra, i due utili ad esplorare lo spettro ricevibile dall’HD1 (87.5-107.9 MHz) e quello che apre le porte del menù.
Da quest’ultimo, l’utente può gestire funzioni relativei al contrasto e all’illuminazione del display LCD (128 x 128 pixels, fullcolor), alle modalità di ricerca delle stazioni, nonché ottenere le informazioni sulla versione del (blindatissimo) firmware implementato nel terminale e, se necessario per vari motivi, ripristinare le impostazioni di fabbrica del ricevitore. Infine, sotto il display si trovano i due pulsanti per la lanciare la ricerca delle stazioni (verso il margine superiore, o inferiore, dello spettro) e un terzo, con funzione di “enter” per le opzioni del menù.
La sensazione di un apparato “user friendly” è confermata al momento dell’accensione. Al di là delle opzioni di memorizzazione e ricerca, andare a zonzo in libertà per la banda FM è davvero semplice. E’ in questa fase che, tuttavia, si palesa il primo e maggiore limite dell’HD1. Essendo concepito per il mercato USA, il ricevitore applica la canalizzazione di quel Paese e presenta uno step a 200 kHz. Un muro che, dalle nostre parti, taglia fuori una quantità tutt’altro che indifferente di frequenze.
Però, la pienezza e nitidezza dell’ascolto (sia in cuffia, sia collegando l’Insignia ad una cassa, come nel video a margine) compensano, almeno in parte, tale limite. Altrettanto fa l’rds, concepito su due righe: una dedicata all’Id della stazione (senza, però, visualizzazione del PI code), l’altra al “Radiotext” (alcune stazioni lo usano, ad esempio, per offrire il titolo del brano trasmesso in quel momento). Il riconoscimento delle emittenti è rapido e l’unico limite, specie per quanto riguarda il messaggio variabile, è dato dal display di piccole dimensioni, che rende obbligato e pressoché istantaneo lo scrolling del testo.
Il volume può essere regolato tramite un comando a rotella sul lato destro del ricevitore (mentre sull’opposto si trova la presa USB per il caricamento) e anche questo fa dell’HD1 un’ottima soluzione per l’ascolto in movimento. Volendo spingere all’estremo la fantasia, cosa in cui i radioappassionati non sono secondi a nessuno, l’idea di un utilizzo per FM DXing è da abbandonare pressoché aprioristicamente. La canalizzazione dell’apparato, unita all’assenza di prese esterne di antenna, rende necessario un quasi miracolo. Però, non si può escludere che, specie in condizioni di forte tropo, se il canale libero è tra quelli rilevabili dall’HD1, qualche sorpresa possa verificarsi (esistono dei precedenti in merito, dalle nostre coste). L’antenna interna appare infatti piuttosto sensibile, dal momento che tenendo in mano il ricevitore e spostandolo si possono notare, nelle stazioni meno forti, variazioni di segnale. Quindi, chissà.
Concludendo, per i suoi poco più di trenta Euro di prezzo, per l’rds su una radio che sta in un palmo di mano, per la nitidezza di ascolto garantita, l’HD1 - fatti i salvi i limiti ampiamente sottolineati – è in grado di offrire un’esperienza FM divertente e positiva, specie se in mobilità. Non è poco, considerando che i presupposti della sua nascita (l’HD radio) erano ben diversi.
(Christian Diemoz)


31 agosto 2010

Addio Lucerna bella, HD Radio elvetica capitolo chiuso

Brutte notizie per i progetti di radio digitale HD Radio allo SwissRadioDay che si è tenuto il 26 agosto a Zurigo. Nel corso della manifestazione - che ha premiato Rete Tre della Svizzera Italiana come "emittente dell'anno" - Markus Ruoss, proprietario di Radio Sunshine (sede dello storico esperimento lucernese basato sul sistema Ibiquity) ha annunciato che il piano di lancio di cinque emittenti HD Radio nel territorio elvetico non si può fare perché il partner zurighese Tamedia (Radio 24 e Capital FM) non ha voluto metterci i soldi. La corrispondenza di RadioWorld ha i toni della disfatta e cita le indiscrezioni raccolte dal sito Persoenlich.com, secondo cui Ruoss dà (finalmente) per spacciato lo standard proprietario HD Radio in una Confederazione ormai avviata verso il DAB+. Per questo scherzetto sono stati spesi in cinque anni un milione e mezzo di franchi svizzeri. Risultato zero, nonostante la retorica celebrativa gettata via insieme ai soldi.

Plans for a five-station HD Radio project to launch next month in Switzerland have been called off.

Markus Ruoss, owner of Sunshine Radio and head of the HD Radio project, speaking today (Aug. 30) at the SwissRadioDay, said that, due to a lack of a partner in Zürich (the largest media market in the country) the project would not go ahead.
HD Radio has been discussed in Switzerland since 2006. In 2009, when the country began a concerted effort to roll out new services on DAB+, regulators also gave approval for local stations to try HD Radio, and, in June 2010, seven HD Radio licenses were issued by OFCOM, the Swiss broadcast regulator.
The stations working in the planned September 2010 launch of HD Radio in Switzerland had previously agreed that the launch would not go ahead without participation from a station in Zürich. The decision by Tamedia AG, owner of Capital FM and Radio 24, not to put HD Radio on air in Zürich, combined with unsuccessful short-term tests at NRJ stations in Zürich and Berne, lead to plans for a common HD Radio launch in September to “fall into the water.”
Ruoss said that individual or small-scale joint HD Radio efforts may proceed in the future, but for now “opinions differ somewhat.”
Swiss online media site persoenlich.com reported that Ruoss also said that for himself “the HD Radio chapter is complete.”
Ruoss thanked the sponsors of the Swiss HD Radio Project, who have invested some 1.5 million Swiss francs (about US$1.46 million) in the project since 2006.

Ecco inoltre il testo del comunicato sulla premiazione di Radio Tre:

Rete Tre en Suisse latine et DRS4News en Suisse alémanique sont les radios de l’année 2010. Les prix ont été attribués dans le cadre du 11e Swiss RadioDay, tenu jeudi 26 août 2010 à Zurich. L’association suisse des radios privées (VSP), l‘Union des Radios Régionales Romandes (RRR) et TELESUISSE ont par ailleurs annoncé l’ouverture, cet automne, d’un bureau commun à Berne.

Le SwissRadioDay s’est déroulé le 26 août 2010 à Zurich sur le théme de la convergence des médias. Plusieurs orateurs, dont le directeur de Radio-Canada Sylvain Lafrance, ont ainsi esquissé ce que pourrait être l‘avenir de la radio. C’est la 11e fois que RadioEvents sàrl organisait cette journée, devenue la plus importante manifestation de la branche radiophonique en Suisse. L’édition 2010 a été couronnée de succés grâce notamment au plus de 400 participants de tout le pays.

Radio of the Year

Le prix „Radio of the Year 2010“ a été décerné, pour la Suisse latine à Rete Tre, déjà couronnée en 2008. En Suisse alémanique également, c’est un programme de SRG SSR qui obtient le prix. DRS4 News a enregistré, avec une progression de 56%, une augmentation record du nombre d‘auditeurs.

Teleradiosuisse

Les 3 associations des radios-télévisions privées, à savoir l’Association suisse des radios privées (VSP), l‘Union des Radios Régionales Romandes (RRR) et TELESUISSE ont annoncé lors du SwissRadioDay qu’elles allaient dorénavant renforcer leur collaboration et inaugurer cet automne un bureau commun à Berne. Grâce à cette présence plus forte dans la ville fédérale, ces associations entendent mieux défendre leurs intérêts, entre autre au sein de l’administration fédérale et du Parlement. Pour l’heure, ces associations ont ouvert un site Internet commun : www.teleradiosuisse.ch.

Partenariat avec „RadioDays Europe“

Le Swiss RadioDay a enfin signé, jeudi à Zurich, un partenariat avec „RadioDays Europe“, dont la prochaine édition aura en mars 2011 à Copenhague. Le chef de projet Anders Held de la Radio suédoise a souhaité la bienvenue aux participants du RadioDay suisse
Le prochain SwissRadioDay a d’ores et déjà été fixé au 25 août 2011 à Zurich.