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27 aprile 2011

Prosegue, senza l'Italia, il lavoro ECO sulla radio digitale

A Dublino dal 19 al 20 aprile si è svolta la periodica riunione del gruppo di lavoro FM45 che in seno allo European Communications Office si occupa di digitalizzazione dei servizi di radiodiffusione. Con la sola eccezione del solito Hanns Wolter di ClubDAB Italia non c'erano tra i partecipanti esponenti di RAI, RaiWay o Agcom. Riunioni di questo tipo hanno una importanza molto relativa, è vero, ma tutto sommato si tratta pur sempre di sedi decisionali che influenzano anche solo indirettamente il futuro di un intero comparto. Che in Italia ha una certa importanza. Non solo la radio commerciale è insieme a Internet l'unico mezzo che cresce pubblicitariamente, ma in gioco attraverso il ruolo dell'emittenza pubblica ci sono questioni vitali come il diritto all'informazione, i servizi ai cittadini, il turismo, la cultura. Guarda caso tra le nazioni assenti ci sono Spagna e Grecia: devo dedurre che come loro gli italiani hanno ben altro cui pensare che non il futuro della radiofonia? Tra l'altro a Dublino si è discusso a lungo anche di standardizzazione in materia di microfoni wireless PMSE (Program Making and Special Events), sapete quei microfoni senza fili che vediamo nelle trasmissioni televisive, quelli che servono per pilotare i concorrenti del Grande Fratello e produrre milioni di ore di televisioni e concerti pubblici. Anche questi dispositivi utilizzeranno le frequenze del dividendo digitale in UHF, non si capisce perché in Italia - vista l'importanza del sistema produttivo televisivo, sportivo e musicale - non si debba discutere su come avverrà questo utilizzo.
Nei documenti tecnici che vengono elaborati in queste occasioni si definiscono i parametri da rispettare per l'introduzione delle modulazioni numeriche all'interno di bande come le onde medie o l'FM, oggi occupate dai servizi analogici. In Italia si spendono da anni un po' di soldini per tenere acceso un impianto in onde medie che da Siziano in Lombardia trasmette (nessuno sa bene perché, le misure le hanno fatte e lo hanno dimenticato acceso) con modulazione Digital Radio Mondiale. La versione "plus" di questo sistema viene presa in considerazione, insieme all'americano HD Radio e al russo RAVIS, per la digitalizzazione della banda VHF-II, gli 88-108, occupata in Italia da un trascurabile (sono ironico) numero di network pubblici e privati e stazioni regionali/locali.
A Dublino è stato stabilito che occorreranno altre due riunioni, a giugno e dicembre, per definire questi parametri tecnici e stilare una versione definitiva del documento sulla "Futura distribuzione di servizi radiofonici". Dai lavori del comitato sono stati stralciati i compiti riguardanti la radiofonia digitale in Banda L (1.400 MHz) di cui si occuperanno altri gruppi di lavoro. Su questi documenti e in una modalità che secondo il gruppo FM45 dovrà essere studiata "caso per caso" nelle diverse nazioni, verranno sicuramente prese decisioni normative che avranno validità europea e che l'Italia dovrà recepire senza neppure aver preso parte al processo definitorio. Strano, per il paese europeo che vanta il maggior numero di emittenti commerciali e un buon numero di network pubblici e dove sulla carta l'operatore pubblico dovrebbe trascinare l'intero settore verso la radiofonia digitale in banda VHF-III, il famoso (e ancora "missing in action") DAB+. Ho caricato sul server di RP la cartella zippata con il verbale della riunione di Dublino e le bozze dei documenti su cui l'assemblea ha lavorato negli scorsi giorni. Spero che possa interessare anche gli amici di RaiWay, Agcom e del settore commerciale. Chissà mai che nelle ultime, decisive riunioni non venga loro voglia di rappresentare le istanze di una economia che vale mezzo miliardo di euro in pubblicità e che potrebbe in futuro stimolare lo sviluppo di un interessante mercato della componentistica e dei terminali utente.

23 dicembre 2010

Radio digitale, il nuovo draft firmato ECO-FM45

Il comitato ECO-FM45 sulle problematiche del broadcasting digitale ha concluso i lavori della riunione di Stoccarda (15-16 dicembre) pubblicando una nuova bozza di documento sulla digitalizzazione della radiofonia, il Report on the possibilities for the future delivery of radio
Lo potete prelevare qui. Non ci sono particolari novità, si tratta ancora una volta di mettere sul piatto alcune considerazioni di fondo, vantaggi e svantaggi delle diverse modulazioni numeriche, le prospettive di riuscita per ciascuna di queste. Continuo a vedere le tipiche affermazioni di comitati analoghi. Quando i russi mi dicono di prevedere, per il 2011 (!) la "produzione di massa" di ricevitori per il loro nuovo sistema digitale RAVIS, mi chiedo davvero in che mondo vivano i tecnici che partecipano a un lavoro di standardizzazione così importante. Fior di ingegneri che suggeriscono ai governi le varie politiche di implementazione, che decidono sul futuro di un mezzo ascoltato da miliardi di persone.
C'è pochissima oggettività, scarsissima attenzione alla reale situazione di mercato di sistemi come HD Radio, che negli Stati Uniti viene utilizzato da centinaia di stazioni ma che non arriva a vendere un milione di apparecchi in un Paese di 300 milioni di abitanti. Nelle tabelle sul DRM30/DRM+ (il secondo non ha praticamente neppure un mercato per la fornitura di modulatori) si legge ancora "initial receivers in the market/available", una frase riportata da almeno cinque anni in documenti del genere e del tutto spropositata rispetto a una realtà di poche centinaia di pezzi di qualità mediocre. Mai un solo riferimento alla possibilità di digitalizzare non la distribuzione ma la ricezione dei contenuti audio. Secondo me comitati come l'FM-45 sono troppo condizionati dalla presenza di fornitori supply-side e sottorappresentati a livello client-side, manca il parere delle industrie dell'elettronica di consumo e manca soprattutto il parere dei consumatori. Se non capisco male, la stesura della versione definitiva del documento è prevista per il 2011.
A proposito di assenze, con l'eccezione del solito, preparatissimo Hanns Woltner di Club DAB Italia, non ci sono stati rappresentati della RAI o dal nostro MSE-Com. In compenso ha preso parte ai lavori Saeed Alavi, di IRIB/Voice of Iran. A livello istituzionale, come spesso accade, l'Italia finisce per prendere le decisioni degli altri. Essì che sull'argomento avrebbe parecchie cose da dire.

08 dicembre 2010

ECO: prosegue il cammino digitale della radio

In previsione del prossimo incontro previsto a Stoccarda il 15 dicembre, il comitato FM45 dello European Communications Office, che sta lavorando sulla radio digitale e sulla digitalizzazione della banda ora occupata dall'FM analogica, diffonde il consueto kit di documentazione per i partecipanti alla riunione. Insieme ad alcuni documenti recenti e meno aggiornati dell'UNESCO dedicati al ruolo dei broadcaster pubblici (il manuale più recente è del 2009 e riguarda i modi per incoraggiare e gestire gli user generated content), ho trovato un report pubblicato dal Radio Spectrum Policy Group, un gruppo di consulenti di alto livello che affianca la Commissione Europea nelle decisioni in materia di gestione dello spettro delle radiofrequenze.
La pubblicazione è intitolata Report on the future of radio broadcasting in Europe ed è seguito da un allegato con le risposte a un questionario sottoposto a tutte le amministrazioni locali.
Vengono riportati tutti i punti di vista, quello dell'Italia incluso (non ci sono particolari novità, solo una conferma dei piani di rilancio del DAB e la presentazione delle decisioni di AGCOM).
Viene anche pubblicata la bozza di revisione del rapporto ECC 141 sulla possibile digitalizzazione della Banda II delle VHF, oggi occupata dall'FM. Gli standard presi in considerzione sono i soliti DRM+ e HD-Radio e il finora sconosciuto RAVIS russo. Della revisione è incaricata un comitato speciale che si è riunito a Londra a fine novembre. Tra i partecipanti anche l'italiano Hans Wolter di Club DAB.
Come sempre i documenti si possono prelevare (ad eccezione di quelli preparati dall'RSPG, disponibili anche sul sito di questo gruppo) dal sito ECO con una procedura non troppo complicata ma lunga da spiegare qui. Chi vuole può chiedermi una copia di quello che ho già scaricato io.

18 dicembre 2009

Digitalizzazione FM, spunta un sistema russo: R-AVIS

Il comitato FM45 dello European Communications Office (ex European Radio Office), quello che si occupa delle possibili soluzioni per il passaggio al digitale per le stazioni della banda VHF/II, è tornato a riunirsi, questa volta in Germania, nella sede della Südwestfunk di Francoforte. E come sempre i documenti messi a disposizione dei partecipanti al meeting, che si concluderà oggi, sono di estremo interesse.
Ne segnalo due alla vostra attenzione, uno riguardante un accurato studio comparativo della Bayerischer Rundfunk in cui si evidenziano in modo molto esauriente i dubbi relativi a un dispiegamento su larga scala, in Europa, del sistema di trasmissione digitale HD Radio. Il report conclude affermando che a causa delle diverse metodologie di pianificazione dello spettro, il sistema Ibiquity che funziona negli USA non potrebbe essere utilizzato in Europa senza causare pesanti interferenze sulle emittenti FM analogiche e una conseguenze riduzione delle aree geografiche coperte con il segnale convenzionale.
L'altro documento riguarda addirittura un nuovo sistema di trasmissione digitale, questa volta originario della Russia, R-AVIS. Il Real Time Audio Visual Information System consentirebbe secondo la breve presentazione in inglese pubblicata tra i materiali della riunione ECO (ho scovato un documento più dettagliato, ma è in russo), la trasmissione di flussi compresi tra i 150 e 900 kilobit al secondo su larghezze di banda di 200 o 250 kHz (codifica audio MPEG-4 AVC o HE-AAC), equivalenti a un massimo di 10 programmi audio stereofonici o un programma video. Il sistema è stato concepito proprio per l'uso ottimizzato in banda I e II e sfrutta una variante della modulazione ortogonale OFDM con portanti sottomodulabile in QPSK e QAM. Il sistema è descritto nel documento ITU-R BT.2049/Appendice 5.
C'era davvero bisogno di aggiungere una nuova sigla alla già lunga lista di standard e sistemi proposti per far evolvere la radio dall'analogico al digitale? Quali costi industriali - a fronte di un mercato globale da 26 miliardi di sterline all'anno (come abbiamo visto dai dati OFCOM) - dovranno sostenere le imprese e la collettività? Con quali ritorni in termini di economia dell'hardware di trasmissione e ricezione, copertura geografica dei bacini d'ascolto, consumi elettrici, mercato pubblicitario, varietà di programmazione e pluralismo? Mentre cominciano a manifestarsi le prime perplessità sulla digitalizzazione della tv hertziana terrestre, forse sarebbe il caso di fare quattro conti su un comparto, la radio, che non raggiunge certe soglie di valore ma è pur sempre un medium molto apprezzato e utile sul piano sociale e culturale.

09 settembre 2009

Banda 2 (FM) digitale, meeting a Copenhagen

Dal 16 al 17 settembre prossimo si riunisce a Copenhagen il comitato FM PT45 dell'ECC, l'Electronic Communications Committee del CEPT sotto il coordinamento dell'ECO, lo European Communications Office. Il PT45 è il gruppo che si occupa delle Digital Broadcasting Issues. Uno dei punti all'ordine del giorno a Copenhagen è la stesura del final draft di un documento chiamato “Future Possibilities for the Digitalisation of Band II” (Band II Digital Broadcasting Report Working Document). Stiamo parlando insomma della digitalizzazione della Banda II, lo spettro della modulazione di frequenza. È sorprendente il numero di documenti che il gruppo di lavoro mette a disposizione del casuale navigatore. Come giornalista interessato a queste tematiche mi sono anche iscritto alla mailing list dei partecipanti alle riunioni. Iscrizione prontamente accettata. In questi giorni sul sito Web dell'ECO è stato rilasciata la bozza del Band II Digital Broadcasting Report rivista con i commenti ufficiali dei rappresentanti del Regno Unito. Un documento di una trentina di pagine denso di considerazioni sul futuro impiego delle frequenze da 88 a 108 e di dettagli sui quattro sistemi alternativi all'FM analogica: DRM+ HD Radio, FMeXtra e T-DAB (fuori banda).
Ho qualche remora nel mettere a disposizione il testo, anche se non esiste alcuna barriera al suo download dall'indirizzo www.ero.dk (ERO era la vecchia denominazione dello European Radio Office). Vi prego di contattarmi se siete interessati e sarò lieto di mandarvene una copia.
Dal paragrafo Future usage of Band II spectrum, ecco il capoverso dedicato al digital switchover. In realtà quella della digitalizzazione completa dall'FM è solo una delle ipotesi in discussione. Si parla anche, per esempio, di modificare i parametri imposti alle trasmissioni analogiche (parametri già ampiamente ignorati in molte nazioni, come precisa il documento) per far posto a una digitalizzazione parziale. Il documento ECC è in ogni caso una lettura interessante, ricca di spunti molto sensati. Sarebbe molto importante se al gruppo partecipassero anche delegati italiani, dell'ente pubblico o dei privati, perché è da meeting come questi che emergono gli assetti normativi e regolatori applicati, prima o poi, in tutta Europa. Chissà...
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4.4 Digital switch-over

Within the national laws on sound broadcasting services that control the standardization of the signal and the application to frequencies and services, one approach for the introduction of digital services into Band II could be the replacement of analogue transmissions with digital transmissions. In many parts of Europe this would mean an instantaneous switch to digital.
For most commercial broadcasters such an instantaneous switch to digital is not feasible, because the listener base will be lost for a long time period, until the digital platform gains widespread receiver penetration. A significant period of simulcasting is almost inevitable to maintain a commercial presence during the transition with its inherent extra costs. If the simulcast signal is in another band for example via T-DAB in Band III, then it becomes easier to switch off or convert the Band II transmitter once the audience has migrated or is able to receive in both bands.
Perhaps, in some situations, it might be possible to create some free spectrum by condensing the existing analogue FM. Condensing in that respect refers to re-organising the spectrum usage in geographical and spectral separation terms. However, this is likely to result in significantly increased levels of FM to FM interference.
In a situation where broadcasters might consider that the introduction of a digital terrestrial broadcasting system in Band II is unnecessary, they could be confronted by others wishing to introduce digital systems either nationally or internationally. In such a scenario it would be necessary to develop planning parameters to allow for co-existence of digital broadcasting systems and FM analogue transmissions in Band II. A set of compatibility criteria would be required for each candidate system to allow the network planning to be undertaken together with cross border coordination.
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