03 agosto 2019

I piloti militari italiani e norvegesi in Florida, per studiare la cognitive radio degli F-35

A fine giugno in Florida, in una base della US Air Force, rappresentanti della nostra Aeronautica Militare e della Marina, insieme ai loro colleghi norvegesi, hanno inaugurato il Norwegian-Italian Reprogramming Lab, un pezzo decisivo della strategia di supporto all'operatività dei caccia F-35. In questo laboratorio i nostri militari verranno addestrati alla generazione dei cosiddetti Mission Data File, fondamentali set di impostazioni che l'intelligenza artificiale di bordo dei caccia utilizza per gestire tre ambiti decisivi come l'elaborazione dei segnali radar volti alla corretta identificazione degli altri velivoli che popolano gli scenari di intervento; le funzioni di EW (electronic warfare) che servono a intercettare e rispondere alle azioni di identificazione radar e disturbo delle capacità e delle comunicazioni di bordo (in pratica un complesso gioco di camuffamenti contro i radar nemici e di azione/reazione contro il jamming avversario sulle stesse radiofrequenze radar e radio); e le comunicazioni in generale. 
Il laboratorio NIRL è anche fonte di una certa preoccupazione perché in questa sede confluiscono informazioni molto sensibili che riguardano lo "stile" dei piloti, le loro manovre nei diversi scenari regionali, gli eventi registrati in missione (per una analisi più dettagliata della posta in gioco questo interessante articolo apparso tre anni fa su AnalisiDifesa). È possibile conciliare le esigenze di generazione, condivisione e analisi BigData dei sistemi cognitivi degli F-35 con quelle di riservatezza e segregazione che qualunque forza aera vorrebbe mantenere, anche nei confronti di quelli che sono i suoi formali alleati? In linea di principio sì, nella realtà pratica bisognerà vedere... 
Ma allora perché questo strano modello di condivisione tra Italia e Norvegia, per un laboratorio che ha sede negli Stati Uniti? Intanto il NIRL non è un caso unico, nella stessa base aerea della Florida è entrato in funzione un analogo laboratorio congiunto tra Australia Canada e Regno Unito. Lo scopo di queste joint venture è da un lato essere vicini agli sviluppatori della Lockeed che hanno messo a punto i complessi algoritmi degli aerei da combattimento. Dall'altro avere l'opportunità di condividere i costi molto elevati della strumentazione e della formazione.
Per generare gli MDF il NIRL dovrà per esempio ricorrere ai sofisitcati emulatori, gli Advanced Architecture Phase Amplitude and Time Simulator che Textron Systems ha messo a punto per ricreare virtualmente le stesse condizioni elettroniche del campo di battaglia. Il sistema utilizza ovviamente gli ultimi ritrovati delle tecnologie DSP e Software Defined Radio, facendo ampio uso di componentistica speciale, le stesse FPGA che hanno rivoluzionato il mondo dell'embedded computing sia civile, sia militare.

05 luglio 2019

DAB su "piccola scala" per centinaia di nuove emittenti no profit in UK


Proprio mentre nel Parlamento europeo si insedia la rappresentanza britannica più ostile all'UE, il regolatore Ofcom annuncia un piano per la migrazione digitale di centinaia di emittenti locali che fa leva proprio sullo standard Eureka 147 messo a punto a livello europeo. Il nuovo meccanismo di licensing prevede anche un apposito iter legislativo che andrà a modificare alcune parti del Broadcasting Act e delle norme che oggi controllano l'assegnamento delle licenze relative ai multiplex DAB nazionali e regionali. Tutto si basa su una versione "light" della tecnologia DAB studiata da un esperto dello stesso Ofcom, Rashid Mustapha. Nel corso degli ultimi anni il ricercatore ha sviluppato una ricetta per un DAB su piccola scala e a basso costo, sfruttando il software open source messo a disposizione dal Canadian Communications Research Centre, dall'associazione Open Digital Radio e i moduli SDR della Ettus Research (maggiori dettagli su questo documento) . Tra il 2015 e il 2016 Ofcom ha condotto una sperimentazione in una decina di aree identificate all'interno del territorio nazionale. Una settantina di emittenti hanno partecipato a queste prove che il report finale, pubblicato nel settembre del 2016, definisce più che soddisfacenti. 

Se tutto andrà come previsto Ofcom annuncerà entro quest'anno i risultati di una indagine conoscitiva effettuata attraverso la consultazione lanciata in questi giorni e nel 2020 potrebbero partire le prime autorizzazioni, con una formula diversa dalle licenze "nazionali", "commerciali" e "comunitarie" che caratterizzano i network e le singole emittenti AM/FM o i programmi trasmessi dai tradizionali multiplex DAB. Lo "small-scale DAB" sarà riservato a soggetti no-profit, che dovranno reinvestire i propri utili per sostenere i propri progetti. Gli impianti non dovranno interferire con il DAB convenzionale ma limitarsi a utilizzare potenze molto ridotte, nell'ordine di 100 watts, in modo da creare zone di copertura molto circoscritte, in funzione della presenza nella stessa area di multiplex nazionali o regionali. 

20 febbraio 2019

Yareah David



Mancano pochi giorni al lancio della sonda lunare che potrebbe proiettare Israele al ragguardevole quarto posto nella classifica delle nazioni che sono riuscite a far "allunare" un loro oggetto sul suolo del nostro satellite naturale. La sonda SpaceIL "Bereshit" (il titolo ebraico del libro della Genesi) partirà alle 02 e 45 del 22 febbraio da Cape Canaveral, a bordo di un vettore Falcon 9 messo a disposizione da SpaceX, la società aerospaziale del visionario Elon Musk. L'aspetto più straordinario è che non si tratta di una missione governativa sostenuta da capitali pubblici, ma di una iniziativa privata originariamente collegata al premio bandito da Google, Lunar XPrize, offerto ai privati che per primi fossero riusciti a inviare una sonda sulla luna, farle compiere un percorso di 500 metri rimandando a terra immagini ad alta definizione. Il premio prevedeva più fasi e SpaceIL era tra i cinque candidati finalisti, ma poiché nessuno alla fine centrò l'obiettivo del lancio entro il 2017, XPrize è stato revocato, e dovrebbe essere rimpiazzato da un riconoscimento senza alcun premio in denaro annesso. 


Si conoscono pochi dettagli tecnici di una missione che drovrebbe portare Bereshit in orbita lunare entro il 4 aprile. L'arrivo sulla luna è previsto per l'11 di quel mese. L'impresa israeliana ha lavorato per la parte di comunicazione e controllo con gli americani si Space Micro, che hanno in catalogo un modulo S-Band per la telemetria, il trasferimento di file e la ricezione dei commandi. A bordo ci sarà anche un magnetometro da utilizzare per lo studio delle anomalie magnetiche che sembrano caratterizzare l'area del touch-down.  

Sicuramente i radioamatori appassionati di ricezioni spaziali cercheranno di catturare i segnali del satellite. L'unico riferimento che ho trovato alle possibili frequenze utilizzate è sulla licenza temporanea che la FCC americana ha concesso alla stazione di terra delle Hawaii, una di un network di punti di monitoraggio che include la Svezia e la Germania. Nel documento si parla di una frequenza in uplink terra-spazio centrata sui 2099.5, il downlink spazio-terra, cioè la frequenza da ricevere sarà di 2280 MHz. Se le cose andranno per il verso giusto sarà un grande successo per un gruppo di scienziati e promotori che hanno costituito per l'occasione una società no-profit dedita allo sviluppo e alla divulgazione scientifici, che lo scopo di stimolare le imprenditoria high-tech e lo studio delle materie scientifiche tra i giovani.  

30 dicembre 2018

Radio Underground, di Alison Littman

Uscito da poco più di un mese per un piccolo editore indipendente, Last Syllable Books, il romanzo della giovane storica e giornalista Alison Littman è direttamente ispirato alla tesi di laurea  specialistica dell'autrice, a sua volta basata sulle lettere scritte dagli ascoltatori ungheresi di Radio Free Europe oggi conservate negli archivi della Hoover Institution a Stanford. Sono soprattutto lettere scritte a "zio Laci", soprannome di Géza Ekecs, titolare di una rubrica di dischi a richiesta in onda verso la fine degli anni 50, a rivoluzione ormai "normalizzata", nei programmi ungheresi di Radio Free Europe. Ovviamente si trattava di dischi molto particolari: quelli dei Beatles, degli Stones e delle altre icone del rock, proibitissimi oltre-cortina. Pochi anni fa la rivista Forbes ha pubblicato un ricordo di Géza Ekecs (pseudonimo di Lászkó Cseke), conduttore di Teenager Party dal 1958 al 1992.  
In Radio Underground si intrecciano le vicende di Eszter, una donna ribelle, fanatica ascoltatrice delle trasmissioni clandestine trasmesse dalla CIA, che finisce per farsi rinchiudere in manicomio a causa della sua partecipazione alla rivolta. E di sua figlia, Dora rimasta sostanzialmente orfana, che comincia a capire le motivazioni di sua madre solo diversi anni dopo, quando sarà lei a innamorarsi di un ragazzo che scrive a zio Laci per farsi dedicare qualche canzone sovversiva. 
Il libro l'ho scoperto per caso, ma ho trovato una recensione molto bella e una intervista via mail alla Littman, entrambe pubblicate sul blog di Lyn Miller-Lachmann, scrittrice e editor che divide la propria residenza tra New York e Lisbona. Nell'intervista, la Littman afferma di aver individuato un parallelo inquietante tra la propaganda di Radio Free Europe (che secondo alcune interpretazioni incitò gli ungherese all'insorgere contro il regime comunista promettendo aiuti materiali che non sarebbero mai arrivati) e quello che succede oggi con la politica condizionata dalle fake news e dalla propaganda, di probabile matrice russa, che mira a creare divisioni in un occidente "democratico" così disamorato della tanto decantata libertà di espressione. Un altro mutamento prospettico che personalmente mi colpisce riguarda invece l'Ungheria e il suo regime attuale, sicuramente diverso da quello che Eszter avrebbe sognato.

10 maggio 2017

La storia Radio Londra e dei suoi ascoltatori, un piccolo testo per niente banale

Trovato oggi in libreria. "Radio Londra, Voci dalla libertà" è un breve ma esaustivo condensato di storia, aspetti organizzativi e persino contesto competitivo propagandistico della stazione radiofonica che nell'Italia del fascismo, in particolare dopo l'8 settembre 1943, rappresentò molto più che una voce di notizie attendibili, sostegno alla lotta partigiana. Mario Bussoni, giornalista e ricercatore storico, nonché direttore editorale della collana Archivi Storici per l'editore emiliano Mattioli 1885 che ha pubblicato questo libretto, ripercorre la storia dell'emittente pubblica britannica dalla sua fondazione fino agli anni in cui, con oltre 100 ore di trasmissione giornaliera in 45 lingue si trovò a essere un punto di riferimento per il mondo che voleva essere libero dal nazismo. 
Nel libro si trovano numerosi dettagli su Radio Londra vista dai suoi nemici e alleati, insieme beninteso al racconto di come venivano prodotti i programm in lingua italiana e molto altro. Uno spaccato davvero completo in cui non mancano fotografie e documenti d'archivio. Sull'argomento sono state scritte decine di libri, ma il testo di Bussoni merita a pieni voti un posto sullo scaffale degli appassionati di radiofonia e storia.

04 maggio 2017

Lars Liljeryd, uno dei papà della radio digitale in finale per il premio dell'Ufficio brevetti europeo


L’Europa della creatività tecnologica è pronta a riunirsi a Venezia a metà giugno per le premiazioni dello European Inventor Award, promosso dall’Epo, l’ufficio brevetti comunitario. Uno dei finalisti dell’edizione 2017 è lo svedese Lars Liljeryd, che ha ottenuto la nomination al premio per i suoi algoritmi di compressione “Sbr”, Spectral band replication. Musicista, ingegnere del suono e inventore, Liljeryd ha unito il suo amore per la musica e la sua conoscenza dell'elettronica inventando una tecnica di riduzione dell’informazione che dimezza, o quasi, il “peso” dei file audio preservandone la qualità originale. Integrata nello standard HE-AAC, la tecnica SBR oggi viene utilizzata da 6 miliardi di dispositivi digitali per la diffusione, la riproduzione e la conservazione di file audio e permette a persone in tutto il mondo di ascoltare musica, trasmissioni radio digitali o podcast con un’alta fedeltà nettamente superiore all’ormai tradizionale MP3. La codifica messa a punto dall'estroso ingegnere e musicista svedese è alla base della radiofonia digitale DAB+ della radio satellitare Sirius XM ma anche del meno fortunato, commercialmente, Digital Radio Mondiale, standardizzato da ETSI.

Ribelle? Un “folle outsider”, come ama definirsi? Come inquadrare un uomo che emana curiosità intellettuale e che ha alle spalle abbastanza carriere da riempire un paio di vite? Lars Liljeryd, infatti, è stato batterista in due band che hanno scalato le classifiche di vendita della musica pop svedese; è stato ingegnere del suono, riparatore di organi Hammond, artista della luce, proprietario di un’azienda biotecnologica e mente creativa dietro una collezione di innovazioni. «La scienza dietro la codifica del suono era molto tradizionale. Io vedevo le cose da una prospettiva diversa», racconta Liljeryd, «questo mi ha portato a essere visto come qualcuno che voleva introdurre una tecnologia di rottura in un mondo tradizionale».
Rispetto alle tecniche di compressione più convenzionali, che cercano di tagliare le informazioni spettrali ritenute meno importanti, Liljeryd si è concentrato su quelle che appaiono duplicate nel suono originale. La sua invenzione è basata su un fenomeno chiamato “ridondanza spettrale” cioè sul fatto che le armoniche acustiche sono spesso simili nelle alte e nelle basse frequenze. Liljeryd ha capito che non era necessario trasmettere tutte le informazioni del file per mantenere il suono originale: bastava trasmettere le frequenze più basse e usarle come “guida” per ricostruire – a valle, nel ricevitore – le frequenze più alte. Nelle sue intenzione gli algoritmi dovevano quindi funzionare come una sorta di “turbocompressore” di tecniche già consolidate, come l’audio AAC. Nasce così il nuovo standard HE-AAC, quello che ha reso possibile lo streaming di contenuti digitali ad alta qualità.
Come si legge nel sito del consorzio promotore del DAB, HE-AAC v2 (divenuto parte integrante di MPEG4) combina tre diverse tecnologie:

- Il "core" del codec AAC (Advanced Audio Coding)
- L'algoritmo di Spectral Band Replication escogitato da Liljeryd e i suoi collaboratori e basato su un aumento di efficienza che sfrutta il bit rate disponibile privilegiando le frequenze più basse. Il decoder in arrivo "genera" quelle più elevate analizzando la parte bassa della banda base e le informazioni residue fornite dal codificatore, che richiedono meno banda per essere trasmesse.
- Lo stereo parametrico (PS) costituito da un segnale mono sottomiscelato dall'originale e corretto da informazioni residuali pre-codificate. Il decoder ricostruisce i due canali stereo sulla base di queste informazioni. 

Lo standard'HE-AAC v2 è considerato un sovrainsieme del convezionale codec AAC, un modello che consente di utilizzare l'AAC quando siano disponibili bit rate molto elevati, una miscela di di AAC e SBR per le larghezze di banda intermedie ed eventualmente l'aggiunta del PS per i bit rate più bassi. Un approfondimento sul funzionamento dei nuovi algoritmi si trova sul sito EBU ed è curato da Coding Technologies, la società che la società creata da Liljeryd con capitali privati e il sostegno scientifico del Fraunhofer Institute.
Nel 2007 Dolby Laboratories ha acquisito Coding Technologies e i suoi brevetti per 170 milioni di euro assumendo il suo fondatore Liljeryd come super consulente tecnico. Andato 'in pensione' nel 2016 Liljeryd oltre a seguire molti hobby continua a supportare la start-up medicale Diabetes Tools AB, che ha fondato nel 2000. «Nel migliorare la salute e l'assistenza alle persone con diabete vorrei avere il successo che ho ottenuto con le mie altre invenzioni.» Allo European Inventor Award, l’estroso batterista-ingegnere svedese  sarà in ottima compagnia, affiancando nella tradizione delle codifiche digitali personaggi come Karlheinz Brandenburg (finalista per il premio alla carriera del 2006) considerato il padre dell’audio digitale compresso; il nostro Leonardo Chiariglione (finalista per il premio alla carriera nel 2008), autentica “anima” dello standard video MPEG e dell’HDTV; e Kornelis A. Schouhamer Immink (finalista per i premi alla carriera nel 2015) che ebbe un ruolo chiave nello sviluppo di EFM, il sistema di codifica usato da CD, DVD e MiniDisc.

30 aprile 2017

IheartMedia rischia di fallire per debiti: incerto il destino di 850 stazioni radio USA


Pessime notizie per IHeartMedia, la conglomerata un tempo conosciuta con il suo marchio storico ClearChannel, tuttora proprietaria di oltre 850 stazioni radio Usa (cifra che la colloca in cima alla classifica dei maggiori operatori) e di un significativo business di pubblicità esterna (cartellonistica). Tutto risale alla situazione debitoria del gruppo, che nel 2008 era stato acquisito da una cordata composta da Bain Capital e Thomas H. Lee Partners. Come succede in questi casi, gli acquirenti generano debito per perfezionare l'acquisto. Ma trattandosi di una preda da 25 miliardi di dollari circa, il debito accumulato fu di 20 miliardi. I giornali americani specializzati, come Variety, dicono che iHeartMedia non ce la potrà fare, con qualcosa come 8 miliardi dovuti entro nel 2019. La società, guidata dal genietto del marketing (e enfant prodige del microfono) Bob Pittman, l'autore del miracolo MTV, sta cercando di ristrutturare il debito ma il vero problema è radicale: la radiofonia non è più un mercato pubblicitario fiorente, sta faticosamente cercando di risalire a quota 18 miliardi annui di revenues e i modelli pay legati a forme di abbonamento a servizi streaming non sono necessariamente efficaci.

Lo scorso anno IHeartMedia aveva affiancato al suo servizio di radio online "personalizzata", un concorrente in piccolo di Pandora, un vero e proprio servizio di streaming musicale, basato su Napster.  Sostenuto dalle campagne diffuse dalle sue stazioni, il servizio ha incontrato un discreto successo di pubblico, ma i fatturati non bastano a coprire i debiti e le spese, aumentate per l'inspegabile decisione da parte di Pittman, di commissionare una completa ristrutturazione del quartier generale newyorkese, coinvolgendo architetti e arredatori di grido. Al momento dell'acquisizione, la ex ClearChannel aveva dovuto liberarsi di circa 400 stazioni locali, mentre un paio di anni fa IHeartMedia ha cominciato a cedere la proprietà dei tralicci radio. Se dovesse fallire, che ne serà di quegli 8 centinaia di stazioni?

16 aprile 2017

Dopo il serial TV sugli USA occupati da tedeschi e giapponesi, Amazon lancia Resistance Radio

Alternate history. No, non è un'espressione emersa in questa triste e decadente fase di fake news. La narrativa storica "alternativa" è un genere letterario consolidato, che secondo Wikipedia affonderebbe le sue radici addirittura in Tito Livio, il primo a chiedersi "che cosa sarebbe potuto succedere" se Alessandro Magno avesse deciso di espandersi verso occidente invece che verso est. Nell'800, Napoleone fu involontario protagonista di romanzi che ne immaginavano un successo mondiale, non più contrastato dalle disfatte di Russia o di Waterloo. Nel secondo dopo-guerra, i racconti di storia alternativa - che nella tradizione non anglosassone si chiamano "ucronìe" - tendono a essere classificati come sub-genere della fantascienza, anche perché spesso gli autori affrontano scenari tecnologici legati a invenzioni mancate o diversamente attribuite.
Dalle diverse ipotesi che potremmo formulare sugli esiti della Seconda Guerra mondiale sono nate le opere più celebri, a partire da The Man in the High Castle di Philip K. Dick, dove si immagina, a meno di vent'anni da una guerra finita in modo radicalmente diverso, un Nord America equamente spartito tra nazisti e giapponesi. Nel 2015 romanzo ucronico del celebre autore sci-fi fa ha ispirato un serial televisivo prodotto da Amazon Prime Video e ormai giunto alla seconda stagione. Dallo scorso marzo Amazon ha affiancato a The Man uno spin-off audio cross-platform basata su Resistance Radio, una stazione pirata che è stata introdotta nella nuova stagione del serial TV. In occasione del festival SXSW il progetto è stato presentato con l'allestimento di un vero e proprio studio radiofonico virtuale.
Questa lunga intervista apparsa su Divergence spiega che l'obiettivo di Resistance Radio - disponibile attraverso tutte le principali piattaforme streaming, da Spotify a TuneIn, e persino con dispositivi Web radio come Amazon Echo, l'altoparlante "connesso" che utilizza la tecnologia AI Amazon Alexa - è quello di mantenere vivo l'interesse nella seria anche durante l'attesa dei nuovi episodi, fornendo anche una utile sinossi a chi non si è ancora avvicinato ai contenuti televisivi. La programmazione richiede un complesso lavoro di story telling affidata a due agenzie di digital marketing: Campfire e SapientRazorfish. Persino le musiche, famosi successi dei primi rivisitati da artisti indie contemporanei, diventa un elemento importante di questa operazione, che è anche una rivisitazione del significato di contenuto radiofonico e radiodramma.
[Grazie a Francesco Delucia per la segnalazione]

16 febbraio 2017

La Svizzera apre la strada al DAB+ come "tecnologia di radiodiffusione principale".

Con una decisione che segue di poco l'avvio della procedura di parziale switch-off dell'FM in Norvegia, anche la Svizzera annuncia la procedura di revisione del testo dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), da parte del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Fino al 26 maggio si discute di due importanti novità. Per le radio locali che coprono gli agglomerati urbani è prevista la fine dell'attuale regime di concessione con vincolo di programmazione. In altre parole chi trasmette non sarà più tenuto a rispettare aree di copertura e vincoli editoriali attualmente in vigore.
«A partire dal 2020, alle emittenti radiofoniche negli agglomerati urbani non saranno più rilasciate concessioni con mandato di prestazioni e le zone di copertura in vigore sino a quel momento verranno abolite. Il cambiamento interessa le stazioni che già oggi non beneficiano dei proventi del canone di ricezione. L'introduzione delle concessioni era stata resa necessaria dalla penuria di frequenze: con la digitalizzazione tale argomentazione ha però perso la sua ragion d'essere. Le regioni interessate dispongono già di un'ampia offerta editoriale, che non sarà compromessa dalla scomparsa della possibilità di esigere dei mandati di prestazioni. Una volta libere dai vincoli di programma finora definiti nei mandati di prestazioni, le stazioni commerciali locali godranno di maggiore autonomia. Potranno così strutturare liberamente i propri programmi e scegliere le strategie più consone al raggiungimento del loro pubblico target.»
Ma quel che più conta è che dal 2019, la Svizzera intende sostituire col DAB+ l'FM inteso come "tecnologia di radiodiffusione principale". Il passaggio definitivo al DAB+ dovrà concludersi entro il 2024 (non è chiaro se questo comporterà lo switch-off di tutte le emittenti oggi operative in FM o se come in Norvegia resterà la possibilità di operare in analogico per le stazioni locali.

03 febbraio 2017

UK: Ofcom rinnova per altri cinque anni le licenze commerciali analogiche. Ma quasi sicuramente sarà l'ultima volta.


Il regolatore inglese Ofcom ha appena rilasciato i documenti relativi alla revisione della procedura di valutazione dei costi per licenze concesse a operatori di reti nazionali analogiche. Raggiungendo una conclusione che può aggiungere un utile elemento alla discussione oggi in corso sulle licenze che verranno rilasciate in Italia. Nel Regno Unito sono attualmente in essere tre licenze commerciali per la radio analogica a livello nazionale. I titolari sono tre: Absolute Radio, Classic FM e Talk Sport. Tutte e tre le licenze scadono nel 2018 ma un emendamento del Braodcast Act prevede la possibilità di rinnovarle per altri cinque anni. Si trattava insomma di capire se i metodi valutativi adottati finora erano efficaci o se bisognasse variare i prezzi che fino a questo momento erano di 10 mila sterline all'anno a rete (Absolute opera su alcune frequenze FM, Londra inclusa e alcune in AM in diverse location; Talk Radio dispone di una rete AM che si articola a livello nazionale su un paio di frequenze; la musicale Classic FM opera, come dice il nome, in modulazione di frequenza).  Ofcom si è chiesta soprattutto se avesse senso aprire il mercato a un nuovo entrante, ma le valutazioni fatte hanno portato a escludere questa possibilità: licenza a parte, un nuovo entrante sarebbe costretto ad affrontare costi iniziali che il potenziale di mercato di una rete analogica non riuscirebbe mai a coprire. La radio analogica, scrive Ofcom, perde continuamente ascoltatori a favore del digitale, per la modulazione di ampiezza in particolare questo implica da un lato un progressivo aumento del costo per ascoltatore (se tengo acceso lo stesso impianto che prima serviva 5000 persone e oggi ne serve 2.500, i miei costi/ascoltatore raddoppiano), dall'altro una diminuzione del valore e di conseguenza dei fatturati pubblicitari.


L'esito di questa analisi ha portato Ofcom ha riconfermare il costo di 10 mila sterline annuo a rete e a confermare l'azzeramento del versamento dei cosiddetti PQR, percentage of qualified revenue, la percentuale sui ricavi che un titolare di licenza dovrebbe assicurare allo Stato che rilascia tale licenza. Ovviamente, anche un PQR a valore zero testimonia la forte svalutazione percepita nei confronti della radiofonia analogica.  Ora Classic e Absolute avranno rispettivamente un mese e due mesi di tempo per accettare le nouve condizioni e rinnovare per altri cinque anni il diritto a trasmettere. Per Talk Sport le rivalutazioni sono ancora allo studio, ma per il momento nulla lascia a presagire che la licenza non verrà rinnovata. Che cosa succederà nel 2023? Certezze non ve ne sono, ma è praticamente scontata una totale dismissione delle onde medie analogiche (forse con la possibile eccezione delle low power AM?) mentre per l'FM era sostanzialmente previsto che avvenisse com ein Norvegia, switch-off a favore della radio digitale DAB.