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01 maggio 2015

In Germania ARD sta chiudere, tra Monaco e Bonn, le ultime onde medie


Sta arrivando alla sua mesta conclusione il percorso di spegnimento delle infrastrutture in onde lunghe e medie tedesche decise dall'ARD, l'ente pubblico radiotelevisivo federale che riunisce, in Germania, le emittenti regionali. Con lo spegnimento delle ultime stazioni della WDR (inizio luglio) e della Beyrischer Rundfunk (fine settembre), in Germania resteranna attivi solo gli ultimi impianti Deutschlandfunk e una manciata di stazioni della American Forces Network.
Si tratta per la Westdeutscher Rundfunk delle frequenze - 720 e 774 kHz - di Langenberg e Bonn, oggi impegnate dai programmi di WDR2/Vera, mentre la BR chiuderà München-Ismaning e Dillberg (entrambe su 801 kHz) nonché Würzburg e Hof (su 729 kHz). Incollezionisti di QSL faranno meglio a affrettarsi. In Germania dominerà ancora per un po' l'Fm, mentre il progetto DAB+ continuava espandersi e orma raggiunge quasi il 100% della rete autostradale e buona parte della popolazione residenziale.

09 aprile 2015

Radio France: la cura Gallet prescrive la chiusura di onde medie e lunghe.

Giunti ormai alla terza settimana di sciopero a difesa del loro ruolo nella radio pubblica, i dipendenti di Radio France si trovano oggi ad analizzare le proposte contenute nel piano di ristrutturazione presentato da Matthieu Gallet e rivelato qualche giorno fa da Le Monde. Ci saranno tagli del personale - circa 300 persone su 4.600 - e interventi sui palinsesti. Per esempio la stazione classica France Musique dovrà funzionare più sul repertorio e vedrà un riposizionamento di contenuti sulla musica jazz, attraverso però la creazione di canali Web specializzati. Non verrà chiusa una delle due orchestre sinfoniche, ma gli organici di entrambe verranno ridotti. 
Le undici pagine del piano contengono alla fine - in cauda venenum - un riferimento a un risparmio di 13 milioni di euro all'anno in spese di diffusione da conseguire con la misura più prevedibile: la soppressione delle onde lunghe e medie. La sezione Espace Public de sito di Radio France pubblica una recente lettera di un ascoltatore che si improvvisa avvocato difensore dell'infrastruttura ancora utilizzata per le trasmissioni di France Inter e di alcuni programmi regionali France Bleu. Il discorso non fa una piega (tranne forse dove dice che le frequenze lasciate libere dalla Francia favoriranno le altre nazioni che potranno aumentare la potenza dei loro impianti), ma non sembra possibile che Gallet voglia tornare indietro su questo punto. Dopo che lo scorso anno France Inter aveva spento i trasmettitori di Nancy, Limoges e Toulouse, presto verrà il turno degli impianti superstiti e con loro spegneranno le onde lunghe. Resterà da vedere quale sarà il destino delle onde corte di RFI. Su alcuni giornali si legge che faranno la stessa fine delle onde medie, ma la gestione della programmazione internazionale dovrebbe essere separata. 
Ecco la lista delle frequenze che con tutta probabilità verranno disattivate:

  • PARIS Villebon (864 KHz - 300 kW) : Ile-de-France, Normandie, Centre (diffuse France-Bleu 107.1)
  • LILLE Camphin (1377 kHz - 300 kW), Nord-Pas de Calais, Picardie, Mer du Nord
  • RENNES Thourie (711 kHz - 300 kW), Bretagne, Pays de Loire, Basse-Normandie, Atlantique-Est, Manche
  • BORDEAUX Néac (1206 kHz - 300 kW) : Aquitaine, Charentes, Atlantique-Est
  • MARSEILLE Réaltor (1242 kHz - 150 kW) : Provence, Languedoc, Golfe du Lion
  • NICE Col de la Madonne (1557 kHz 300 kW) : Côte d'Azur, Méditerranée
  • LYON Tramoyes (603 kHz - 300 kW) : Rhône-Alpes, Vallée du Rhône, Bourgogne, Franche-Comté
  • STRASBOURG Sélestat (1161 kHz - 200 kW) : Alsace, Vallée du Rhin
  • STRASBOURG Sélestat (1278 kHz - 300 kW) : Alsace, Vallée du Rhin (France-Bleu Elsass)
  • BREST Quimerch (1404 kHz - 20 KW) : Finistère, Mer d'Iroise
  • GRENOBLE St-Nizier (1404 kHz - 20 KW) : Alpes
  • AJACCIO Coti Chiavari (1404 kHz - 20 KW) : Ouest de la Corse (diffuse France Bleu RCFM)
  • BASTIA Serra di Pigno (1494 kHz - 20 KW) : Est de la Corse (diffuse France Bleu RCFM)
  • CLERMONT-FERRAND Ennezat (1494 kHz - 20 KW) : Nord de l'Auvergne

20 settembre 2014

Turchia, onde medie addio. Più difficile farsi ascoltare dai kurdi in una regione in fiamme

Un'altra importante nazione alla cerniera tra Europa e Asia, oggi alla immediata periferia di uno dei teatri di conflitto più minacciosi e intricati, ha adottato la stessa politica di drastico taglio delle infrastrutture trasmissive in modulazione d'ampiezza che ha falcidiato lo storico patrimonio europeo di grandi impianti in onde medie e lunghe. Dal primo luglio l'ente pubblico turco TRT ha disattivato diverse frequenze in onde medie di una rete di emittenti nazionali e regionali un tempo molto estesa.

Lo smantellamento ha avuto inizio nel 2008, con la dismissione del potentissimo trasmettitore di Mudanya su 1017 kHz. Tre anni dopo TRT ha disattivato quattro frequenze delle onde lunghe (162, 180, 225 e 243 kHz) e altre due sulle medie (594 e 765 kHz). Tre mesi fa la mannaia si abbatte su Mersin (Kazanlı) 630 kHz, Istanbul (Izzettin / Çatalca) 702 kHz, Trabzon 954 kHz e Diyarbakır (Cinar) 1062 kHz. Quest'ultima frequenza, riferisce il programma "Medienmagazin" di Radio Eins, uno dei canali dell'emittente regionale berlinese RBB, è particolarmente degna di nota perché ripeteva dal 2009 i programmi del servizio di TRT in lingua kurda, che oggi proseguono solo in FM e non potranno più coprire un bacino di ascolto altrettanto esteso. Anche i 630 e 954 avevano programmi in arabo che forse potevano beneficiare delle caratteristiche propagative delle onde medie.

Tutto quel che resterebbe di tanti impianti in attività prima del 2008, sono le due frequenze di Antalya (Aksu ) 891 and İzmir (Cumaovası) 927 kHz e solo per una fascia di programmazione mattutina che inizia all'alba e chiude a mezzogiorno.

Russia, la fine delle onde lunghe crea un vuoto culturale e civile?


Un lungo articolo di un commentatore di Business Gazeta, una testata online del Tatarstan, - la repubblica dell'antico popolo dei Tatari - lamenta la perdita del trasmettitore a onde lunghe a Kazan, la capitale. Quello di Kazan è solo uno di una trentina di impianti sul territorio della Federazione Russa (altri impianti nelle ex repubbliche sovietiche potrebbero essere rimasti attivi, anche se molti sicuramente risultano spenti da tempo) chiusi da Radio Rossia all'inizio di quest'anno. Rimzil Valeev racconta di essersi accorto che qualcosa non andava quando a gennaio provava a sintonizzarsi - senza successo - con l'autoradio sulla frequenza di 252 kHz. Il giornalista aveva pensato che l'apparecchio si fosse guastato, anche perché (si legge più avanti nella traduzione, abbastanza attendibile, di Google Translate) giornali e televisioni non hanno parlato molto della decisione di smantellare l'intera infrastruttura in modulazone di ampiezza presa dall'ente radiofonico pubblico (in seguito alla recente riforma putiniana). Radio "Tatarstanwave" aveva anche un programma ridiffuso in onde corte, ma è stato soppresso pure quello.

Valeev lamenta la scomparsa di una alternativa radiofonica alle attuali stazioni in FM, con la loro insulsa programmazione musicale, affermando che per molti anziani lo spegnimento dei 252 kHz ha in pratica coinciso con la fine della radiofonia tour court. E si lascia andare in varie considerazioni sociologiche sugli effetti deleteri di una radio così superficiale, incapace di informare su cose fondamentali e sulla politica. Anche in epoca sovietica la gente almeno riconosceva i nomi dei notabili che occupavano le posizioni di comando. Il testo è corredato da molte fotografie, mi piacerebbe molto riuscire a farlo tradurre decentemente dal russo. Il link è stato riportato dal blog Window on Eurasia, a sua volta segnalato da Kim Andrew Elliott.
Dopo l'annuncio della chiusura delle frequenze russe in modulazione d'ampiezza Wolfgang Bueschel ha stilato un prezioso elenco delle infrastrutture LF utilizzate in Unione Sovietica, Russia e ex repubbliche sovietiche negli anni passati e ormai silenziate (o pianificate e mai realizzate, tra le quali c'erano anche degli impianti già compatibili con il DRM digitale). Lo pubblico qui a futura memoria, per ogni frequenza trovate le coordinate geografiche per individuare l'antenna, o quel che rimane, su Google Maps.

48 LW installation in total, in reality or already planned.
All gone now on January 9, 2014, or monitored already inactice.

kHz
153 Chita Kruchina DRM mode, see 216 kHz AM mode (only registered)
51°50'21.58"N 113°44'09.00"E

153 Gagarino Tyumen, planned DRM mode (only registered)
56°01'13.91"N 69°21'28.32"E

153 Komsomolsk nAmur/Khabarovsk RV-200
50°39'18.71"N 136°55'04.84"E

153 Moscow Taldom RV-359
56°45'30.00"N 37°37'12.04"E

162 Ufa ex-153, scrapped a decade ago
54°45'30.84"N 56°02'01.47"E

162 Vologochan Norilsk
69°24'14.09"N 87°05'24.04"E

171 Armavir Tbilisskaya / Oktyabrskoye, in Krasnodar
45°29'07.37"N 40°05'21.66"E

171 Bolshakovo RV-369
54°54'42.71"N 21°43'04.17"E

171 Moscow Elektrostal, 1933-2006
55°46'46.49"N 38°25'14.76"E

171 Murmansk RV-788
69°00'59.21"N 32°55'57.24"E

171 Oyash Raduga RV-594
55°29'15.76"N 83°41'28.34"E

171 Syktyvkar
61°49'09.54"N 50°41'26.28"E

171 Yakutsk
62°14'14.98"N 129°48'10.27"E

180 Barnaul Altai
53°20'52.82"N 83°47'55.89"E

180 Chita Atamanovka RV-107
51°55'29.54"N 113°38'43.64"E

180 Petropavlosk-Kamchatskyi Yelizovo RV-102
53°11'04.84"N 158°24'02.14"E

189 Belogorsk Konstantinogradovka RV-767
50°30'23.44"N 128°18'29.97"E

198 Alexandrovsk Sakhalinskiy
50°52'57.52"N 142°09'12.05"E

198 Irkutsk Angarsk RV-166, DRM mode planned
52°24'57.49"N 103°41'58.92"E

198 Moscow Avsiunino Kurovskaya RV-71
55°35'13.73"N 39°09'57.96"E

198 St. Petersburg Olgino RV-53
59°59'29.78"N 30°07'39.21"E

198 Ufa, scrapped a decade ago
54°45'30.84"N 56°02'01.47"E

207 Blagovechensk
50°19'34.35"N 127°27'59.76"E

207 Skovorodino RV-201
53°56'54.70"N 124°00'03.75"E

209 Tynda Amur RV-1422
55°05'19.54"N 124°43'10.71"E

216 Birobidjan RV-22, Jewish Autonomous area
48°44'17.06"N 132°48'35.67"E

216 Chita Kruchina RV-106, AM mode, see 153 kHz DRM mode (only registered)
51°50'21.58"N 113°44'09.00"E

216 Krasnoyarsk RV-66
56°02'02.91"N 92°45'31.08"E

225 Surgut Tyumen RV-702
61°23'35.34"N 72°52'19.78"E

234 Irkutsk Angarsk
52°26'10.35"N 103°41'09.32"E

234 Arkhangelsk Koskovo RV-46
64°21'50.71"N 41°24'40.17"E

234 Magadan Arman Radujnyi RV-995
59°42'51.00"N 150°11'31.00"E

234 Samara Novosemeykino closed 2005
53°22'57.00"N 50°20'17.00"E

234 St. Petersburg Krasnyi Bor RV-854
59°39'12.35"N 30°41'50.25"E

243 Vladivostok Razdolnoye
43°32'23.79"N 131°56'54.50"E

252 Kazan Tatarstan
55°49'06.33"N 49°10'24.88"E

261 Chita Kruchina RV-106
51°50'21.58"N 113°44'09.00"E

261 Moscow Taldom RV-99
56°43'58.92"N 37°39'50.51"E

261 Tyumen (only registered)
57°10'13.60"N 65°29'49.35"E

261 Vorkuta, Komi Rep, (planned only registered)
67°15'60.00"N 63°12'00.00"E

270 Birobidjan RV-22, Jewish Autonomous area (only registered. see 216 kHz also)
48°44'17.06"N 132°48'35.67"E

270 Khabarovsk RV-54
48°30'43.62"N 135°07'02.26"E

270 Orenburg
51°50'42.47"N 55°08'54.92"E

270 Oyash Raduga PB-76, Slovo
55°29'31.64"N 83°43'27.02"E

279 Gorno Altaysk RV-83
51°58'01.22"N 85°54'54.92"E

279 Ulan Ude, Selenginsk Buryat Rep
52°02'17.57"N 106°56'25.85"E

279 Yekaterinburg Shartash RV-5
56°53'22.18"N 60°41'30.03"E

279 Yuzhno-Sakhalinsk Vestochka RV-678
46°49'44.75"N 142°52'23.69"E

And 18 x on CIS former USSR satellite republics
ARM AZE BLR GEO KAZ MDA TJK TKM UKR UZB

162 Tashkent Solnechniy UZB
41°17'29.49"N 69°18'24.70"E downtown

171 Lviv Krasne UKR
49°54'12.84"N 24°41'15.30"E

180 Aktyubinsk KAZ
50°19'50.82"N 57°23'17.39"E

180 Alma Ata Shymkent KAZ
42°14'50.26"N 69°32'04.47"E

189 Dusheti GEO
42°03'01.76"N 44°40'37.72"E

198 Bishkek/Frunse KGZ
42°52'42.36"N 74°59'19.84"E

209 Kiev Brovary former 2mast, see G.E. 4 Apr 2002
50°30'41.19"N 30°46'20.62"E

218 Gaencae AZR
40°36'53.01"N 46°20'01.27"E

234 Grigoriopol Maiac MDA, mast scrapped now
47°17'21.32"N 29°26'00.42"E

234 Yerevan Gavar ARM (rebuilt to 1395 kHz now)
40°25'00.50"N 45°11'52.12"E

243 Alma Ata Tolkyn KAZ (ex 245 kHz)
43°38'04.70"N 77°55'39.24"E

243 Karaganda KAZ
49°47'32.08"N 73°01'48.36"E

252 Dushanbe Yangi Yul TJK
38°28'43.90"N 68°48'20.54"E

252 Yerevan Arinji ARM
40°14'25.48"N 44°36'09.40"E from 1966

254 Yerevan Arinji ARM
40°14'05.59"N 44°32'54.72"E til 1965

270 Tashkent Solnechniy UZB
41°12'28.74"N 69°08'13.21"E

279 Ashgabat TKM
37°51'14.65"N 58°21'58.48"E

279 Sosnovy Lapichy BLR
53°23'47.28"N 28°32'01.61"E

12 settembre 2014

Spagna: onde corte addio, mentre Cadena Cope spegne due stazioni sulle medie

La notizia temuta dai sindacati interni a Radio Nacional de España è stata confermata in una intervista che il nuovo direttore di REE, la sezione dei programmi per l'estero, Antonio Szigriszt ha concesso a Antonio Buitrago, il redattore del programma DX Amigos de la onda corta. Il primo di ottobre (o forse il 15, come è stato poi ipotizzato) la stazione di Noblejas, Toledo verrà spenta e i programmi di Radio Exterior, nome attribuito nel 1977 per una attività avviata nel 1942, continueranno solo su Internet e via satellite. Anche la programmazione cambierà, secondo il programma inglese che ha dato la notizia questa notte, nella trasmissione per il Nord America, non ci saranno notiziari e trasmissioni in diretta, ma solo interviste e servizi sulla Spagna. In lingua inglese ancora non si sa se verranno prodotti programmi di mezz'ora o un'ora, per sei giorni alla settimana. Con questa chiusura in Europa rimangono solo Romania e Albania, forse Serbia a utilizzare le onde corte per raggiungere ascoltatori situati oltreoceano, in Nord America. Un pugno di
grandi broadcaster continuano a servirsi dei loro ripetitori per raggiungere continenti come l'Africa o l'Asia. 
In Spagna come ovunque in Europa sono minacciate anche le onde medie. La catena cattolica COPE oggi disattiverà le frequenze di Girona-Figueres (1269 kHz) e Tarragona-Reus (1143 kHz) e considerando che tutte le località sono coperte dall'FM è del tutto plausibile ritenere che presto altri impianti in onde medie verranno sacrificati. Inutile commentare, la pressione dei costi è ovunque un fattore incontenibile, per quante obiezioni noi appassionati possiamo avanzare sull'esattezza dei conti fatti dai responsabili di queste emittenti. La nostalgia e le tante cose imparate grazie alla radio in anni in cui nessuno poteva immaginare la futura esistenza del Web non devono farci dimenticare che, al di là della solidità del modello trasmissivo a cui siamo così affezionati, la radiofonia sta subendo grandi mutamenti, non solo sul piano delle sue piattaforme distributive. Cambiamenti che investono anche il modo in cui ci alimentiamo di notizie. Per la tristezza dell'hobbysta che vede consumarsi anche gli ultimi avanzi del suo giocattolo, purtroppo, le analisi razionali sono del tutto inefficaci.

21 agosto 2014

La Groenlandia riaccende le onde medie: hanno vinto i marinai rimasti senza frequenze

In piena controtendenza con il resto del mondo che sembra aver messo sulla radiofonia in onde medie una pesante pietra tombale, l'amministrazione della Groenlandia e l'ente trasmissivo KNR tornano sui loro passi. Stig Artvig Nielsen, noto DXer danese, annuncia sulla lista MWDX che tre frequenze in onde medie groenlandesi verranno riattivate dopo uno spegnimento deciso qualche anno fa. KNR, secondo Stig Artvig, avrebbe ceduto davanti alle proteste dei naviganti che non riuscivano più a ricevere il segnale dell'emittente durante la navigazione. Sarebbe stato anche diffuso un calendario per la riattivazione dei tre impianti, per i quali viene specificata la località ma non ancora la frequenza (è presumibile che verranno ripristinate quelle orginariamente assegnate dall'ITU:

 
Qeqertarsuaq - anytime between October 1st and December 1st 2014
Nuuk  - anytime between January and March 2015
Simiutaq, Qaqortoq –  approx.  June 1st 2015
 
No frequencies nor powers were quoted, but previously they were:
 
Qeqertarsuaq –  650 kHz (5 kW)
Nuuk  - 570 kHz (5 kW)
Simiutaq, Qaqortoq – 720 kHz (10 kW)
 
I 650 kHz rappresentano la frequenza a suo tempo più "facile" da ascoltare in Europa. Anche se stiamo parlando comunque di un ascolto molto complicato, gli appassionati di radioascolto estremo stanno festeggiando questo ritorno. A parte qualche trasmissione sulla frequenza marittima prossima ai 4 MHz e ai radiofari, i segnali radio dalla Groenlandia erano spariti del tutto. 
Quello che interessa più in generale è la successione degli eventi: un taglio evidentemente deciso ex ante con l'esclusivo obiettivo di risparmiare un po' di risorse finanziare, la protesta che segue la constatazione di una altrettanto palese carenza di copertura e la decisione di ritornare a utilizzare un impianto che aveva le sue buone ragioni di esistere. Gran parte delle manovre di "razionalizzazione" cui abbiamo assistito in questi anni sulle frequenze comprese tra 500 kHz e 30 MHz, dove fino agli anni '90 operavano tantissimi servizi locali e decine e decine di broadcaster internazionali, è stata motivata con il solito mantra: la radio è un medium vecchio, specialmente sulle onde medie. In parecchie situazioni questa formula ha il suo fondamento. Il pubblico giovanile preferisce altre modalità di consumo dei contenuti audio e informativi e per gli ascoltatori che risiedono nei grandi agglomerati urbani (e persino nei centri di dimensioni più piccoli), le frequenze "basse" delle onde medie sono molto disturbate. Ma ho la sensazione che in molti casi specifici la chiusura degli impianti e spesso l'abbattimento delle antenne vanno di fatto a impoverire un servizio che ha ancora una propria destinazione d'uso per quanto riguarda i contenuti locali. Non parliamo poi delle onde corte, la cui efficienza viene completamente sottovalutata dagli "esperti" che devono giustificare i succitati tagli con i loro "studi". Il caso della Groenlandia purtroppo non potrà costituire un precedente, certamente nessun ente radiofonico pubblico importante seguirà l'esempio di KNR. Ma la storia del ritorno alle onde medie da parte del Grande Nord groenlandese fa pensare.

19 agosto 2014

Demolita l'antenna di Sottens nel Vallese, addio a uno degli impianti più vecchi d'Europa.

Come per tante altre installazioni recentemente abbattute, della torre delle onde medie svizzero-francesi di Sottens non resterà che un filmato YouTube. L'antenna di 188 metri (foto dal sito Giangrandi.ch e personale di Christian Diemoz), spenta da quattro anni, verrà demolita tra 24 ore, alle due del pomeriggio di domani, 20 agosto 2014. L'ultimo programma irradiato da Sottens è stato quello di Option Musique oggi distribuito via DAB. Nel febbraio del 2011 i radioamatori romandi avevano utilizzato il traliccio per un evento speciale (nel filmato in calce l'operatore Christian HB3YZD agli apparati della postazione HE3OM). Le costruzioni che ospitavano il trasmettitore, risalenti al 1931, sono sottoposte a vincolo e resteranno di proprietà del comune di Jorat-Menthue, nel Vallese. 

Main tower of former nationwide transmitter in Sottens to be demolished
 Berne, 19 August 2014 -  The 188 metre high tower of the former nationwide transmitter in Sottens is scheduled to be demolished at 2 p.m. on 20 August 2014.
Sottens, along with the Beromünster and Monte Ceneri transmitters, belongs to the former group of nationwide transmitters. At midnight on 5 December 2010, Swisscom Broadcast ceased transmission on behalf of RTS (Radio Télévision Suisse) of the radio programme "Option Musique", thus marking the end of medium-wave transmission in Switzerland. Swisscom Broadcast has since been using the site as a regional base while seeking solutions for its future practical use. In autumn 2014 the municipality of Jorat-Menthue, where Sottens is located, will become the new owner of the site. This consists of the original main building and the smaller reserve tower. Both properties were built in 1931 and are covered by a Canton of Valais conservation order.   The 188 metre high main tower, located a few hundred metres from the buildings, is no longer needed and is to be demolished for ecological and economic reasons. Demolition work, using explosives, will begin at 2 p.m. on 20 August 2014.  The dismantling operation is scheduled to be completed by autumn 2014.



















Ed ecco su Ti Online TV le prime immagini del desolante crollo del traliccio (tnx HB3YZD):

http://www.tio.ch/News/Svizzera/805789/Abbattute-le-torri-di-188-metri-dell-emittente-radio/

10 luglio 2014

Francia, France Info spegne tre impianti in onde medie.

Secondo informazioni diffuse sul forum francese DocTSF, il 9 luglio sono stati spenti tre impianti in onde medie di France Info, il canale nazionale all news francese. Si tratterebbe dei trasmettitori di:

  • Nancy-Nomény (837 kHz)
  • Limoges-Nieul (792 kHz)
  • Toulouse Muret (945 kHz)


Le antenne sarebbero destinate allo smantellamento. È una notizia a suo modo sorprendente perché la rete a onde medie francese (13 frequenze) sembrava essere piuttosto consolidata e destinata a durare ancora. Se dovesse crollare Nizza 1557 sarebbe un fatto clamoroso. Nell'ottobre dello scorso anno, il regolatore CSA aveva pubblicato i risultati di una consultazione relativa alla concessione di nuove licenze in onde medie in alcune regioni, appello che ha raccolto solo una decina di contributi. A parte un tiepido orientamento alla viabilità delle onde medie per scopi trasmissivi comunitari, non sembrava esserci una ressa di operatori interessati.

10 gennaio 2014

Radio Rossii e Voice of Russia, taglio drastico delle trasmissioni in AM

Insieme all'India doveva essere, almeno a dar retta ai fautori del sistema di trasmissione Digital Radio Mondiale, una delle grandi geografie disposte al rilancio digitale della radiofonia in onde medie per estesi bacini di ascolto. E invece il 9 gennaio dell'anno appena iniziato la Grande Madre Russa è andata ad aggiungersi al novero delle nazioni che hanno smantellato o drasticamente ridotto le loro infrastrutture trasmissive cronologicamente più vecchie. In onde lunghe e medie avevano iniziato a trasmettere gli Stati coloniali, imperialisti, le dittature e le prime democrazie, ma da allora sono passati otto o nove decenni e per quanto sulla carta le onde medie possono garantire la copertura di territori molti ampi, i costi di conduzione non sono più sostenibili davanti a un ascolto numericamente molto limitato. Ormai la radiofonia FM è dominante ovunque, resistono a mala pena gli impianti in onde medie a potenza medio-bassa di quelle nazioni dove la radiofonia è più localizzata, e nei due colossi demografici asiatici, la Cina soprattutto, che sembra fermamente intenzionata a mantenere onde lunghe, medie e corte (probabilmente anche per i ritardi accumulati con l'FM su larga scala). Anche l'India sta piuttosto investende in nuovi impianti AM già pronti all'eventuale passaggio alla modulazione digitale.
Come scrive lo stesso BBC Monitoring Service, tutti i trasmettitori in onde lunghe di Radio Rossii sono stati spenti nella notte tra l'8 e il 9 gennaio. Con una sola eccezione, quella nord-caucasica di Radio Kavkaz, che trasmette uno slot locale in lingua cecena su 171 kHz (dalle 6 alle 7 del mattino ora italiana) con una potenza ormai giudicata irreale di 1.200 kW (quasi sicuramente sono molto meno). Prima su questa stessa frequenza si ascoltava l'impianto della enclave Kaliningrad-Bolshakovo. Con le frequenze su onde lunghe sono andati in pensione i ripetitori in onde corte di Radio Rossii, specialmente nella banda dei 49 e 41 metri, così come moltissime frequenze in onde corte di Voice of Russia, ormai confluita sotto l'ombrello radiotelevisivo del brand RT
Voice of Russia trasmette in una manciata di frequenze analogiche e digitali in russo (onde medie), inglese e qualche lingua asiatica (per tutte le griglie di programmazione cliccate qui, in fondo alla pagina). Nella foto uno dei pochi impianti ancora rimasti attivi, quello siberiano di Angarsk, nei pressi di Irkutsk. La Voce della Russia in lingua italiana c'è ancora ma trasmette solo su Internet e gestisce un sito Web e una pagina Facebook. Per la cronaca, la radio digitale DRM continuerà a essere utilizzata in onde corte (per esempio per trasmettere in francese e tedesco), ma il sogno di convertire al digitale l'intero network russo di trasmettitori in AM sembra essere definitivamente sfumato. Quelle sezioni del Partito Comunista che negli anni '50 e '60 si riunivano, nel tardo pomeriggio, per ascoltare i notiziari di Radio Mosca sono chiuse da un pezzo, paradossalmente le onde corte hanno vissuto più a lungo di loro e della stessa Unione Sovietica. Niente, tuttavia, può durare per sempre, neppure all'epoca di Putin.

03 settembre 2013

Onde medie digitali, scenario impossibile?

Quale sarà il destino ultimo delle infrastrutture trasmissive europee che ancora oggi operano sulle frequenze delle onde medie? La Germania ha recentemente annunciato un piano di dismissione totale degli impianti OM dei due canali nazionali DeutschlandsRadio Kultur e Deutschlandfunk, analoghe considerazioni sono in corso in Francia, Spagna, Olanda...
E in Italia? Un piano di razionalizzazione avviato ormai da diversi anni ha portato a una drastica riduzione, con una prima fase di concentramento delle trasmissioni della sola Radio Uno a una cinquantina di impianti. A questa prima fase è seguito un ulteriore sfoltimento a 12 impianti. Uno dei trasmettitori dismessi, i 693 kHz di Siziano-Milano, funzionava in tecnica numerica DRM. Ieri sul blog AIR è stata pubblicata la notizia relativa a una possibile terza puntata di questo piano di ristrutturazione, che secondo l'Associazione Radioascolto dovrebbe concludersi con la digitalizzazione delle onde medie su un totale di sette impianti in tecnica numerica. In effetti questo è lo scenario che si può ricavare dalla originale formulazione di un piano che risale a due anni fa, alla fine del 2011 (non proprio una "novità", dunque). Se quell'assetto fosse mantenuto, il DRM in onde medie dovrebbe coprire circa il 42% del territorio (55% della popolazione). Resterebbe però una grossa incognita. A distanza di poco meno di 24 mesi da quel piano, il mercato dei ricevitori DRM consumer non esiste (è fallito anche l'ennesimo tentativo promosso dalla cinese NewStar con il portatile DR111 e oggi stiamo aspettando che i "rumors" sul ricevitore ibrido Tecsun diventino più concreti, peraltro senza sapere niente di quello che succederà nel fondamentale mercato del car radio). L'idea di tenere in vita sette trasmettitori per una base di ascolto parziale e perdipiù costretta a utilizzare astrusi adattatori di media frequenza e personal computer mi pare azzardata, anche considerando fattori come il forte risparmio ipotizzato sui costi della corrente, o la italica predisposizione alla messa in atto di piani infrastrutturali morti prima di nascere. Contemporaneamente, le grandi nazioni stanno decidendo di spegnere le onde medie, senza più alcun accenno a una eventuale loro migrazione al digitale e c'è anche chi spegnerà l'FM. Resta da vedere l'esito della consultazione Agcom sull'uso delle frequenze sotto i 30 MHz, ma la mia personale scommessa è che le onde medie RAI verranno decommissionate e spente.

11 giugno 2013

Grecia: l'ente radiotelevisivo ERT costretta a chiudere i battenti nel giro di poche ore?

Forse è il caso di mettersi a monitorare le frequenze della radio nazionale greca dopo l'annuncio-shock del governo, che sarebbe intenzionato a chiudere la ERT nel giro di poche ore. Mesi fa era stato annunciato un piano di risparmio che avrebbe portato alla chiusura di molti canali radiofonici pubblici nazionali e locali e la rete delle onde medie. Poi rispetto a quel piano era stata fatta marcia indietro. 
La settimana scorsa il sito The Greek Radio era tornato a ventilare l'ipotesi di un drastico consolidamento dei programmi in un paio di reti. Poche ore fa le agenzie e i quotidiani europei rilanciano invece un comunicato che parla di chiusura totale, con il licenziamento di 2.500 persone. Qui c'è la notizia da Euronews. L'immagine che vedete è quella in diretta dal sito della TV greca, il titolo recita: "il governo chiude ERT, licenziati 2656 dipendenti".
Questo è il laconico testo pubblicato dalla BBC. Da notare che attualmente il canone per la radiotelevisione pubblica viene pagato dalle famiglie attraverso la bolletta dell'elettricità, con un prelievo mensile di 4 euro e 30. Forse si poteva semplicemente aumentare?

Greece suspends state broadcaster ERT to save money 
The Greek government has announced that it will shut down the radio and TV services of the state broadcaster ERT. A government spokesman said transmissions would cease early on Wednesday.
More than 2,000 employees will be suspended until the company reopens "as soon as possible." It is the latest move in successive rafts of spending cuts and tax rises that the government hope will lead the country out of recession. "ERT is a case of an exceptional lack of transparency and incredible extravagance. This ends now," government spokesman Simos Kedikoglou said, according to the AFP news agency.
Unions voiced strong opposition to the move.
An engineer at the broadcaster's multimedia department who gave his name as Yannis said: "The government announced that channels will shut down at midnight - after that the screens will go black. "According to the government, from tonight I will be unemployed. It is a complete shock. In four hours' time I will not have a job."
ERT is funded by a direct payment of 4.3 euros added monthly to electricity bills.      

Secondo quanto emerso dai primi monitoraggi le due frequenze in onde corte di Voice of Greece, 15630 e 9420 kHz, sono on air ma con una portante non modulata. Sulle frequenze in onde medie (reperibili su www.emwg.info), non posso dire ancora, non riesco a sorvegliare le trasmissioni.
Poco fa l'EBU, l'associazione dei broadcaster (quasi tutti pubblici) europei, ha appena diffuso un comunicato in cui il governo di Samaras viene esortato a ritornare sulla sua decisione:

Geneva, 11 June 2013

Today the European Broadcasting Union (EBU) expressed profound dismay on behalf of Europe’s entire public service media community at reports that ERT – a founding Member of the EBU in 1950 – has been shut down with immediate effect. Emergency powers granted to the Finance Minister and the competent Minister have been used to stop ERT’s transmissions, leaving Greek citizens wishing to watch ERT programmes in front of black screens.
In a letter sent today to the Greek Prime Minister, Antonis Samaras, the President of the EBU, Jean Paul Philippot and the EBU Director General, Ingrid Deltenre urged Mr Samaras “to use all his powers to immediately reverse this decision”.
The existence of public service media and their independence from government lie at the heart of democratic societies, and therefore any far-reaching changes to the public media system should only be decided after an open and inclusive democratic debate in Parliament – and not through a simple agreement between two government ministers.
In the letter, the EBU stresses the importance of public service media as an essential pillar of democratic and pluralistic societies across Europe. 
The EBU President and DG go on to highlight that “While we recognize the need to make budgetary savings, national broadcasters are more important than ever at times of national difficulty. This is not to say that ERT need be managed less efficiently than a private company. Naturally, all public funds must be spent with the greatest of care.”
The EBU is on standby to offer its knowledge of Europe's public service media to provide the advice, assistance and expertise necessary for ERT to be preserved as a true public broadcaster in the European mould.

Secondo le dichiarazioni governative riportate in home page sul sito ERT l'ente viene chiuso di imperio ma l'intenzione è di creare un nuovo organismo "pubblico ma fuori del controllo dello Stato o dei partiti". In questo momento - 22.30 UTC - sulla frequenza di 7450 kHz si può ascoltare una trasmissione del servizio interno (negli elenchi viene riportato ERT3) dalla Macedonia.

21 maggio 2013

L'American Forces Network in Germania chiude le onde medie di Wiesbaden

Sta diventando sempre più simbolico il lento sgretolamento dell'infrastruttura radiofonica in onde medie che attraversa - ma chissà ancora per quanto - l'Europa. A chiudere a fine maggio, il 31, sarà il trasmettitore di American Forces Network Europe a Weisskirchen, a nordovest di Francoforte, impianto costruito per servire la zona dove si trova l'aeroporto militare di Wiesbaden.
Dalla Seconda guerra mondiale, il network radiofonico dell'Esercito americano in Europa intrattiene con le sue trasmissioni il personale delle basi che stazionano sul continente. Formalmente, la data di nascita di AFN Europe è il 4 luglio del 1943, quando il servizio entrò in funzione nel Regno Unito. Nell'ottobre di quell'anno fu attivato, a Napoli, il primo Mobile Expeditionary Radio Service annesso alla 5a armata. Qui c'è un sito rievocativo mentre qui sotto potete vedere uno straordinario documento estratto da un cinegiornale delle forze americane (cinegiornale che fu ideato e coordinato dal regista Frank Capra) proiettato nel 1944: 


AFN Wiesbaden utilizzerà ancora per qualche giorno la sua storica frequenza di 873 kHz. Quei 150 kilowatt costano troppo e la politica di tagli, come avverte il comunicato ufficiale, non risparmia nessuno. AFN continuerà a trasmettere in FM, mentre teoricamente non ci sono notizie di interruzione per i trasmettitori in onde medie che l'AFN utilizza sulla frequenza di 1143 kHz.



AFN Wiesbaden AM Radio Transmitter Going Off the Air 
AFN Europe, in coordination with IMCOM Europe and USAREUR, is turning off its 873 AM radio transmitter in Central Germany May 31, as part of the Department of Defense’s ongoing efforts to reduce operating costs.
The transmitter is one of two that serves Wiesbaden Army Airfield.  The 873 AM transmitter provides Power Network programming, a mix of news, talk and political commentary.  The second transmitter, 98.7 FM, broadcasts AFN The Eagle, a 24/7 service of contemporary music, community information and top of the hour news.  Wiesbaden area listeners will still get news, traffic, weather and community information from 98.7 FM
News and talk fans may still listen to two popular Power Network Shows, Morning Newswatch, from 0600-0900 and Afternoon Newswatch from 1600-1880 weekdays on AFN 360: Internet Radio.  AFN decoder owners may tune in Power Network 24 hours a day on their “box.”   AFN Europe hopes to be able to offer Power Network as a 24/7 streaming audio service on AFN 360 sometime in the future.   Some iPhone and Android mobile device users may be able to listen to AFN’s streaming audio service in their car.
The 873 AM transmitter, which is located off post in Weisskirchen, Germany, was singled out for cost savings because of its isolated location and high-cost upkeep requirements.
As with all of DoD, AFN Europe anticipates additional changes this year as it works to provide the American military with quality entertainment and command information, while simultaneously being good stewards of taxpayer dollars. 

30 aprile 2013

Con una trasmissione speciale i baschi danno l'addio alle onde medie


Euskadi Irratia/Radio Euskadi, l'emittente ufficiale dell'autonomia basca (trasmette in basco e in spagnolo) questa sera, alla mezzanotte del 30 aprile, chiuderà definitivamente i suoi ripetitori in onde medie, per proseguire l'attività solo in FM e online. Sono sette frequenze ormai storiche che non potremo più ascoltare, dopo il tramonto, nell'inconfondibile sound della modulazione di ampiezza: 1197, 1386, 1476 in basco,  756, 819, 963 in spagnolo e la stazione locale Radio Vitoria su 1602. Proprio su quest'ultima, dalle 22.30 e fino alla mezzanotte verrà diffuso un programma speciale rievocativo. Chi scriverà un rapporto di ricezione corretto riceverà anche una speciale conferma via mail. Si deve scrivere a radio_vitoria(at)eitb(dot)com
La decisione dell'emittente governativa basca è molto triste perché ci toglie l'opportunità di ascoltare in diretta alla radio una lingua unica al mondo. La storia di Radio Vitoria in particolare è molto interessante perché ricalca fedelmente le cronache della complessa autonomia della regione. Nata nel 1934, nei successivi anni Settanta la stazione diventerà il nucleo originario dell'ente radiotelevisivo fortemente voluto dal Partido Nacional Vasco di Carlos Garaikoetxea. Una pagina storica allestita sul vecchio "Geocities" è fortunatamente ancora reperibile su Archive.org dove troverete anche una piccola raccolta di file .mp3. Ecco quello relativo a un annuncio di chiusura trasmesso in passato. Diversamente da quanto dice la "locutora", Radio Vitoria domattina non riprenderà a trasmettere alle "siete y media"