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03 febbraio 2017

UK: Ofcom rinnova per altri cinque anni le licenze commerciali analogiche. Ma quasi sicuramente sarà l'ultima volta.


Il regolatore inglese Ofcom ha appena rilasciato i documenti relativi alla revisione della procedura di valutazione dei costi per licenze concesse a operatori di reti nazionali analogiche. Raggiungendo una conclusione che può aggiungere un utile elemento alla discussione oggi in corso sulle licenze che verranno rilasciate in Italia. Nel Regno Unito sono attualmente in essere tre licenze commerciali per la radio analogica a livello nazionale. I titolari sono tre: Absolute Radio, Classic FM e Talk Sport. Tutte e tre le licenze scadono nel 2018 ma un emendamento del Braodcast Act prevede la possibilità di rinnovarle per altri cinque anni. Si trattava insomma di capire se i metodi valutativi adottati finora erano efficaci o se bisognasse variare i prezzi che fino a questo momento erano di 10 mila sterline all'anno a rete (Absolute opera su alcune frequenze FM, Londra inclusa e alcune in AM in diverse location; Talk Radio dispone di una rete AM che si articola a livello nazionale su un paio di frequenze; la musicale Classic FM opera, come dice il nome, in modulazione di frequenza).  Ofcom si è chiesta soprattutto se avesse senso aprire il mercato a un nuovo entrante, ma le valutazioni fatte hanno portato a escludere questa possibilità: licenza a parte, un nuovo entrante sarebbe costretto ad affrontare costi iniziali che il potenziale di mercato di una rete analogica non riuscirebbe mai a coprire. La radio analogica, scrive Ofcom, perde continuamente ascoltatori a favore del digitale, per la modulazione di ampiezza in particolare questo implica da un lato un progressivo aumento del costo per ascoltatore (se tengo acceso lo stesso impianto che prima serviva 5000 persone e oggi ne serve 2.500, i miei costi/ascoltatore raddoppiano), dall'altro una diminuzione del valore e di conseguenza dei fatturati pubblicitari.


L'esito di questa analisi ha portato Ofcom ha riconfermare il costo di 10 mila sterline annuo a rete e a confermare l'azzeramento del versamento dei cosiddetti PQR, percentage of qualified revenue, la percentuale sui ricavi che un titolare di licenza dovrebbe assicurare allo Stato che rilascia tale licenza. Ovviamente, anche un PQR a valore zero testimonia la forte svalutazione percepita nei confronti della radiofonia analogica.  Ora Classic e Absolute avranno rispettivamente un mese e due mesi di tempo per accettare le nouve condizioni e rinnovare per altri cinque anni il diritto a trasmettere. Per Talk Sport le rivalutazioni sono ancora allo studio, ma per il momento nulla lascia a presagire che la licenza non verrà rinnovata. Che cosa succederà nel 2023? Certezze non ve ne sono, ma è praticamente scontata una totale dismissione delle onde medie analogiche (forse con la possibile eccezione delle low power AM?) mentre per l'FM era sostanzialmente previsto che avvenisse com ein Norvegia, switch-off a favore della radio digitale DAB.

27 ottobre 2015

Onde medie ai privati, parte la consultazione sulle regole. Ma ci sarà spazio per le radio associative?

Siamo sempre più vicini all'apertura definitiva - almeno sul piano normativo - delle onde medie al mondo dell'emittenza privata. Con  una rapidità che stupisce me e Giorgio Marsiglio - il giurista che segue la questione da sempre e che anzi vanta un indubbio merito personale come propulsore della legittimazione dell'uso delle radiofrequenze delle onde medie da parte di soggetti diversi dalla RAI - il sito AGCOM ospita da oggi la documentazione relativa al «procedimento per acquisire, tramite consultazione pubblica, commenti, elementi di informazione e documentazione in merito allo schema di Regolamento contenente i criteri e delle modalità di assegnazione delle frequenze radio in onde medie a modulazione di ampiezza (AM) ovvero mediante altre tecnologie innovative». La formula "altre tecnologie innovative" rappresenta un'aggiunta significativa, osserva Marsiglio e a mio parere è un chiaro riferimento all'impiego di modulazioni digitali come il DRM, che nelle ultime  uscite erano un po' sparite dai radar.

«E' l'unica occasione,» scrive il nostro esperto, «concessa per intervenire e, se possibile, correggere quello che non va della proposta che ora viene fatta dall'AGCOM.
Il documento è così strutturato:

- delibera di adozione dello schema (bozza, proposta) di regolamento, che viene sottoposto a consultazione pubblica;

- allegato A, contenente lo schema di regolamento;

- allegato B, contenente le modalità di partecipazione alla consultazione.

Per intervenire alla consultazione, vi invito fin da ora a leggere con attenzione l'allegato B, ricordandovi che abbiamo tempo trenta giorni da oggi per inviare le nostre osservazioni (quindi sino al 26 novembre 2015) via PEC. Attenzione, il termine è tassativo e, quindi, è buona norma inviarlo qualche giorno prima per evitare contestazioni. Per chi lo desidera, è possibile chiedere di essere direttamente ascoltati presso la sede dell'AGCOM (normalmente a Roma): in questo caso, le richieste di audizione dovranno essere fatte pervenire all'AGCOM entro dieci giorni dal termine di scadenza della consultazione. Al termine della consultazione, l'AGCOM approverà in via definitiva il proprio regolamento (speriamo tenendo conto delle nostre osservazioni), che servirà poi da guida al Ministero per fare le gare di assegnazione delle frequenze.»

Per quanto mi riguarda sono molto deluso dalla formulazione dell'articolo "5. Procedura di selezione comparativa" dove si legge:
La selezione comparativa di cui al comma 1 avviene sulla base dei seguenti elementi

e relativi punteggi massimi applicabili:



a. qualità del progetto tecnico di utilizzo delle frequenze e tempi di realizzazione del progetto (totale massimo 30 punti);
b. potenzialità economica del soggetto richiedente valutata in base al capitale sociale, interamente versato (totale massimo 30 punti);
c. piano di investimenti previsto (totale massimo 30 punti);
d. soggetto nuovo entrante (10 punti).
Insomma, il riferimento a potenzialità economiche e investimenti sembra escludere a priori la possibilità di avviare sulle onde medie progetti di carattere no profit e associativo, come se il "potenziale economico" delle onde medie potesse essere automaticamente equiparato a quello della banda FM. Non credo affatto che sia così e ho fondati motivi per pensarlo, a incominciare dalle pessime condizioni elettriche ambientali che fanno di questa porzione di spettro una finestra particolarmente rumorosa.
Possibile che esistano in Italia, soggetti commerciali pronti a investire così pesantemente su una parte del mezzo radiofonico che ovunque è commercialmente in declino e viene semmai riservato a iniziative strettamente comunitarie? Tra l'altro da quello che si è ascoltato finora con le varie "sperimentazioni" su queste frequenze, l'interesse sembrerebbe scarseggiare anche sul piano associativo. A parte il caso più strutturato della pionieristica Radio Challenger su 1368 kHz, tutto mi sembra chiudersi intorno alla nostalgia per due o tre generi musicali. Di spirito di iniziativa, e tanto meno di business plan, ho sentito parlare poco.
In ogni caso, se questa è una consultazione, fatevi sotto con opinioni e progetti, anche perché la scadenza è molto vicina.

10 gennaio 2014

Radio Rossii e Voice of Russia, taglio drastico delle trasmissioni in AM

Insieme all'India doveva essere, almeno a dar retta ai fautori del sistema di trasmissione Digital Radio Mondiale, una delle grandi geografie disposte al rilancio digitale della radiofonia in onde medie per estesi bacini di ascolto. E invece il 9 gennaio dell'anno appena iniziato la Grande Madre Russa è andata ad aggiungersi al novero delle nazioni che hanno smantellato o drasticamente ridotto le loro infrastrutture trasmissive cronologicamente più vecchie. In onde lunghe e medie avevano iniziato a trasmettere gli Stati coloniali, imperialisti, le dittature e le prime democrazie, ma da allora sono passati otto o nove decenni e per quanto sulla carta le onde medie possono garantire la copertura di territori molti ampi, i costi di conduzione non sono più sostenibili davanti a un ascolto numericamente molto limitato. Ormai la radiofonia FM è dominante ovunque, resistono a mala pena gli impianti in onde medie a potenza medio-bassa di quelle nazioni dove la radiofonia è più localizzata, e nei due colossi demografici asiatici, la Cina soprattutto, che sembra fermamente intenzionata a mantenere onde lunghe, medie e corte (probabilmente anche per i ritardi accumulati con l'FM su larga scala). Anche l'India sta piuttosto investende in nuovi impianti AM già pronti all'eventuale passaggio alla modulazione digitale.
Come scrive lo stesso BBC Monitoring Service, tutti i trasmettitori in onde lunghe di Radio Rossii sono stati spenti nella notte tra l'8 e il 9 gennaio. Con una sola eccezione, quella nord-caucasica di Radio Kavkaz, che trasmette uno slot locale in lingua cecena su 171 kHz (dalle 6 alle 7 del mattino ora italiana) con una potenza ormai giudicata irreale di 1.200 kW (quasi sicuramente sono molto meno). Prima su questa stessa frequenza si ascoltava l'impianto della enclave Kaliningrad-Bolshakovo. Con le frequenze su onde lunghe sono andati in pensione i ripetitori in onde corte di Radio Rossii, specialmente nella banda dei 49 e 41 metri, così come moltissime frequenze in onde corte di Voice of Russia, ormai confluita sotto l'ombrello radiotelevisivo del brand RT
Voice of Russia trasmette in una manciata di frequenze analogiche e digitali in russo (onde medie), inglese e qualche lingua asiatica (per tutte le griglie di programmazione cliccate qui, in fondo alla pagina). Nella foto uno dei pochi impianti ancora rimasti attivi, quello siberiano di Angarsk, nei pressi di Irkutsk. La Voce della Russia in lingua italiana c'è ancora ma trasmette solo su Internet e gestisce un sito Web e una pagina Facebook. Per la cronaca, la radio digitale DRM continuerà a essere utilizzata in onde corte (per esempio per trasmettere in francese e tedesco), ma il sogno di convertire al digitale l'intero network russo di trasmettitori in AM sembra essere definitivamente sfumato. Quelle sezioni del Partito Comunista che negli anni '50 e '60 si riunivano, nel tardo pomeriggio, per ascoltare i notiziari di Radio Mosca sono chiuse da un pezzo, paradossalmente le onde corte hanno vissuto più a lungo di loro e della stessa Unione Sovietica. Niente, tuttavia, può durare per sempre, neppure all'epoca di Putin.

18 giugno 2013

Radiofonia nelle bande AM: e se fosse vantaggiosa?


A margine della notizia relativa alla consultazione bandita da AGCOM in relazione all'interesse degli operatori alla diffusione sulle frequenze delle onde medie e corte, volevo segnalare l'uscita - sull'ultimo numero di Tech-i, rivista tecnologica dell'EBU - un articolo dedicato proprio al possibile futuro delle frequenze oggi riservate alla radiofonia in modulazione di ampiezza, cioè esattamente quella porzione di spettro sottoi 30 MHz oggetto della consultazione AGCOM. L'articolo è curato dai relatori della danese Teracom, l'operatore infrastrutturale, in occasione dell'ultimo Digital Radio Summit organizzato dall'EBU a Ginevra. L'articolo è succinto ma abbastanza dettagliato e mette in evidenza le opportunità di copertura geografica molto ampia offerta da frequenze che forse con eccessiva leggerezza vengono considerate obsolete, sottolineando anche la presenza di tecniche di modulazione numeriche, come il DRM, che aprono la strada a una possibile innovazione anche in questo ambito, ma soprattutto l'impiego di trasmettitori e dispositivi DSP che rendono molto più efficiente le onde medie dal punto di vista della potenza impegnata. In calce all'articolo si fa riferimento al convegno sulla radio digitale e alla documentazione distribuita con l'occasione. I documenti non sono disponibili pubblicamente e non posso allegarli qui, ma chi lo desidera può richiedermi un estratto.

21 dicembre 2010

Ibiquity (re)inventa l'RDS per le stazioni AM

La National Association of Broadcasters americana ha contribuito a finanziare una ricerca di Ibiquity, l'inventore del sistema di radio digitale HD Radio, con l'obiettivo di escogitare una tecnica di trasmissione dati da associare alla portante di un segnale radio modulato in ampiezza. Questa forma di RDS per le onde medie potrebbe essere utilizzata dalle stazioni locali in onde medie per offrire ai loro ascoltatori analoghi servizi informativi, dal nome della stazione al titolo dei brani trasmessi. Il sistema, AM Digital Data Service (ADDS) si basa sull'impiego di un ristretto numero di sottoportanti modulate come nelle trasmissioni HD Radio, ma a differenza di quest'ultimo la banda occupata è molto limitata e consente di trasmettere i dati a un rate compreso tra i 90 e i 1.000 bit al secondo (contro gli 1,2 kilobit di RDS).
E' davvero possibile che una tecnologia del genere possa essere utilizzata per estendere le capacità delle trasmissioni in AM? Potrebbe essere accettata su vasta scala? Nutro parecchi dubbi al proposito, ma il mio punto di vista è molto europeo e diversamente dagli Stati Uniti, dove esistono ancora migliaia di stazioni in onde medie che potrebbero trovare interesse nello sperimentare nuove opportunità di svecchiamento del medium, qui in Europa le onde medie sono apertamente in via di progressiva estinzione. Sono in pochi - a parte forse i lettori di questo blog - a conoscere l'esistenza di una tecnica ETSI molto simile concettualmente all'ADDS proposto oggi da Ibiquity. Si chiama AM Signalling System e funziona in base a un meccanismo di modulazione in fase della portante di un segnale AM. AMSS, sviluppato cinque anni fa, supporta una velocità di trasferimento dati di circa 48 bit al secondo. A parte qualche trasmissione sperimentale della BBC, decodificabile con il software per DRM DReAM, non c'è stato alcun seguito alla cosa.
Lo studio americano proseguirà, avvertono quelli del NAB, solo se ci sarà una adesione da parte del mercato. In teoria, sviluppare i componenti e il software per decodificare le informazioni ADDS non dovrebbe essere complicato e neppure aggiungere questa funzione agli attuali ricevitori analogici. Da a qui ad aver voglia di farlo, ci passa. Ma tutto questo è interessante perché dimostra che se si vuole integrare un contenuto audio distribuito con tecniche analogiche, è possibile pensare di accompagnare tali flussi con metadati che aprono la strade a servizi e forme di integrazione di tipo digitale. L'obsolescenza della radio analogica soprattutto nelle onde medie è ovviamente legata al comportamento degli ascoltatori, dei consumatori. Ma tale comportamento è inevitabilmente condizionato dalle tecnologie, dai quadri normativi, dalle scelte industriali, dalle iniziative degli editori. Che succederebbe, ipotizziamo, se le onde medie fossero destinate, chessò, alla copertura di eventi sportivi di forte interesse locale, come le partite di calcio, con l'audio del commento e dell'interno dello stadio radiodiffuso e le informazioni di corredo visibili via Internet? O per applicazioni a carattere turistico, come le audioguide? Forse non tutte le idee sarebbero commercializzabili, ma perché negarsi l'opportunità di esplorarle? In ogni caso, potete leggere il documento tecnico relativo al sistema AM Digital Data Service scaricando questo pdf.

iBiquity Develops New AM Radio Data Service Concept

NAB FASTROAD (www.nabfastroad.org) last week announced the release of a report on a new AM radio data service concept, with the potential to provide AM broadcasters the ability to transmit low-rate data similar to what analog FM broadcasters can provide using the Radio Data System (RDS) subcarrier. This work was undertaken by iBiquity Digital Corporation (Columbia, Md, www.iBiquity.com), developers of the HD Radio IBOC system used by U.S. broadcasters to transition to digital radio, and was co-funded by iBiquity and NAB FASTROAD.
Called the AM Digital Data Service (ADDS), this new technology would utilize a small number of IBOC digital subcarriers (either two, four or six) to provide a data capability (but no digital audio) similar to RDS for analog FM. Because analog AM radio stations have no method for transmitting data such as song title and artist, there is a need for an AM data transmission service that provides capabilities similar to FM RDS and can support delivery of low data-rate text. This technology could be easily and affordably integrated into future versions of IBOC receivers but existing IBOC receivers (and analog-only receivers) would not be able to decode the ADDS signal.
As described in the report, from one to three digital subcarrier pairs would be used to transmit digital data, as shown in the figure. These subcarriers would reside “underneath” the existing analog AM audio signal, which is represented in the figure by the trapezoidal shape which extends symmetrically about the channel center out to approximately ±10 kHz.
Each subcarrier’s power level is set to ensure robust reception of the digital data, while minimizing interference to the host analog audio. The levels shown in the figure are based upon an analytical study which is summarized in the report, and would, in a future phase of the program (not currently planned), be verified in laboratory and field testing of the system. The ADDS system borrows heavily from the digital broadcast design defined for HD Radio AM Hybrid transmission. The design establishes symbol durations, subcarrier spacing, and sample rates consistent with HD Radio broadcasts. These design requirements ensure robust reception and allow for compatibility with existing HD Radio receiver applications.
Depending upon the number of subcarriers and the type of modulation, data rates from approximately 90 to 1000 bits per second would be supported by ADDS. By comparison, the RDS signal has a bit rate of approximately 1,200 bits per second. ADDS is designed to support text messaging and data transmission associated with audio program content. Proposed “use cases” include station service messages, alert messages, and program service messages. These system definitions are identical to the corresponding definitions in the HD Radio system standard; additional information on two of these use cases is provided here:
Station Message Service (SMS) – the station message service is intended to identify station-related configuration and important messages to the listener. The station message service provides, but is not limited to, the following: station call letters, station message (examples include public service announcements, weather reports or telephone call-in numbers). This service borrows definitions from the HD Radio Station Information Service (SIS);
Program Service Data (PSD) – the program service data is intended to describe the content of the current audio program. The PSD service provides, but is not limited to, the following messages: title, artist, album, genre, content, commercial. This service borrows definitions from the HD Radio Program Service Data (PSD).
One of the benefits of ADDS is that it would offer AM broadcasters a simpler and less-expensive way to provide a (limited) digital service compared to a full AM IBOC installation which at present is the only option. Also, the requirements on the antenna system for ADDS would be the same as for analog AM and not the more stringent requirements of AM IBOC. This is important because antenna tuning (usually necessary when upgrading existing AM broadcast facilities from analog AM to HD Radio specifications) has been one of the major tasks needed to get AM IBOC stations functioning and on-the-air.
The full text of the ADDS report and information on the NAB FASTROAD technology advocacy program are available at www.nabfastroad.org. Future work on this project will depend upon a number of factors including whether the broadcasting and receiver manufacturing industries embrace this concept.