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29 luglio 2010

La spia del formaggio, radioamatore arrestato in Libano

Le cronache ci regalano un altro episodio relativo a possibili attività spionistiche con al centro l'uso di una radio. Un mezzo che tanto anacronistico non deve poi essere. Questa volta la brutta avventura è capitata al radioamatore tedesco Manfred Haug DL6SN, da qualche anno residente in Libano (con call OD5) come ingegnere specializzato in macchinari per l'industria casearia. La stampa libanese ha riferito che lunedì Manfred è stato arrestato con l'accusa di essere un agente israeliano sotto copertura. I servizi informativi militari avrebbero contestato a Haug l'uso di sofisticati trasmettitori per le sue comunicazioni riguardanti i movimenti nella famosa valle della Beeka. Haug sarebbe stato rilasciato martedì, ma considerando che nell'ultimo anno ci sono state decine di arresti di presunte "spie" israeliane la sua posizione andrà ulteriormente chiarita. Il possesso di una radio a onde corte, tanto più se ricetrasmittente, comincia a diventare pericoloso. La storia della spia che si annida nella fabbrica del formaggio però non si era ancora sentita.
Qui di seguito il testo della notizia pubblicata da Der Spiegel.

Deutscher unter Spionageverdacht
Hobbyfunker in der Käsefabrik

Von Matthias Gebauer und Ulrike Putz

(AP)
Ein deutscher Agent in Jerusalems Diensten? Der Molkerei-Experte Manfred Peter H. lebt seit Jahren im Libanon und arbeitet dort für einen Käsehersteller. Nun steht er unter dem Verdacht, für Israel spioniert zu haben. Einer der Anhaltspunkte: Er soll ein hochmodernes Funkgerät besitzen.
Die Szene, die sich am Montagmittag im libanesischen Straßenkaff Talia abspielte, dürfte eindrücklich gewesen sein. Eine Einheit des libanesischen Militärgeheimdienstes fuhr in Jeeps vor und stürmte die Käsefabrik, in der viele Einwohner des Städtchens arbeiten und in der "Liban Light" Streich- und Schnittkäse für den figurbewussten Libanesen herstellt. Die Agenten der Spionageabwehr kamen - so scheint es - mit klarem Auftrag: Sie sollten Manfred Peter H. festnehmen, einen deutschen Molkerei-Spezialisten, der bei "Liban Light" seit Jahren für die technische Wartung der Maschinen zuständig ist.
Was den Ingenieur ins Fadenkreuz der Ermittler rückte, berichtete die libanesische Tageszeitung "An-Nahar" (die H.s Namen fälschlich mit Manfred Peter Mog angab) ebenfalls. Der 58-Jährige besitze eine hochmoderne Funkausrüstung, deshalb sei er abgeholt worden und werde nun verhört. Der Verdacht: H. könne im Libanon für Israel spioniert, seine Berichte per Funk ins Nachbarland gesandt haben.
Die Geschichte von H.s Festnahme passt auf den ersten Blick ins Bild: Im Libanon sind seit Beginn letzten Jahres gut 70 Menschen wegen des Verdachts der Spionage für Israel festgenommen worden. Der libanesische Staat geht hart gegen die mutmaßlichen Agenten vor, die vor allem den staatlichen Handy-Betreiber Alfa infiltriert haben sollen. Zwei Männer sind bereits wegen Spionage zum Tode verurteilt worden, auch den anderen Verdächtigen droht die Todesstrafe oder lebenslange Haft. Vergangene Woche hat das libanesische Kabinett eine Beschwerde beim Uno-Sicherheitsrat beschlossen, um gegen die vermeintliche Spionage Israels vorzugehen.

Hobbyfunker oder Agent?

Dass auch H. in ernsthaften Problemen sein könnte, scheint vorerst unwahrscheinlich. Wie SPIEGEL ONLINE aus deutschen Sicherheitskreisen erfuhr, wurde H. am Montag zwar vernommen, danach jedoch wieder auf freien Fuß gesetzt: Anscheinend konnte er den Besitz seiner Funkausrüstung hinlänglich erklären. Deutsche Behörden stünden mit H. in Kontakt, hieß es in Berlin. Vermutlich wird gegen ihn kein Verfahren eröffnet.
Sollte H. sich als reiner Hobbyfunker entpuppen, der sich bloß seinen Feierabend auf dem platten Land des Libanon mit harmlosem Äther-Geplauder vertrieb, könnte man ihm zumindest eins vorwerfen: kein Händchen für das passende Freizeitvergnügen zu haben. Denn das fruchtbare Bekaa-Tal, in dem Milchkühe grasen und Käsefabriken stehen, ist eine der Hochburgen der Schiiten-Miliz Hisbollah. H.s Arbeitsplatz liegt direkt an der Landstraße, die die Provinz- und Hisbollah-Hauptstadt Baalbeck mit dem Süden des Landes verbindet. Jeder Fremde, der sich hier bewegt, wird beobachtet. Erst recht ein Ausländer, der nach Talia zieht.
Dass auf der Straße, die durch Talia führt, aus Syrien geschmuggelte Waffen in die Hisbollah-Stellung an der Grenze zu Israel transportiert werden, ist im Libanon ein offenes Geheimnis. An der Hauptschlagader des Waffenschmuggels einen Agenten zu postieren - diese Idee dürfte Israel früher oder später gekommen sein. Ein Ausländer mit Funkgerät muss der notorisch paranoiden libanesischen Bevölkerung, die im Bekaa-Tal zu großen Teilen mit der Hisbollah sympathisiert, deshalb höchst verdächtig vorgekommen sein. Irgendjemand wird H. deshalb wohl bei der Hisbollah oder direkt bei der libanesischen Armee angeschwärzt haben.
Ob am Montag ein bloßer Hobbyfunker mit einem Schrecken davongekommen ist, oder aber ein israelischer Spion enttarnt worden ist, steht zu beweisen. In libanesischen Geheimdienstkreisen hieß es, über das Verfahren sei noch nicht abschließend entschieden. Ob es eine Anklage gebe, müsse in den nächsten Tagen entschieden werden.

11 maggio 2008

Guerra in Libano tra telefonia segreta e radio in fiamme

Non è possibile accedere in questo momento al sito di Future Networks, l'impero mediatico della famiglia libanese Hariri che è anche il braccio propagandistico del movimento politico guidato da Saad, figlio del fondatore Rafik ex primo ministro libanese assassinato in uno spettacolare attentato con autobomba da possibili agenti siriani. La stazione televisiva Future Tv, che ha anche un canale satellitare molto popolare, e la stazione radiofonica Orient, sono state prese di mira dagli estremisti islamici armati di Nasrallah. Il Daily Star quotidiano di Beirut pubblica questo lungo reportage di AFP sulla questione. Curioso leggere esplicitamente del parallelo tra le famiglie Hariri e Berlusconi. In effetti anche Hariri costruì la sua fortuna televisiva con i soldi guadagnati col mattone durante la ricostruzione del dopo-guerra civile.
La situazione attuale in Libano è esplosa dopo che il governo di Siniora aveva annunciato le proprie intenzioni di affrontare la delicatissimo questione dell'infrastruttura telefonica "segreta" di Hezbollah, il partito dell'opposizione guidato da Nasrallah. Come dire, l'Iran che dopo il parziale fallimento siriano vuole prendere il potere in uno stato al confine di Israele. Una rete telefonica clandestina ma forte di quasi centomila linee-abbonati, scrive sull'Independent nella sua bellissima corrispondenza di ieri Robert Fisk.
A mezzogiorno di ieri, secondo l'ottimo NOW Lebanon, la milizia di Hezbollah stava smantellando le antenne di Future Tv e anche la stazione FM Radio Sevan, della comunità armena, era in fiamme. E anche se ieri in serata era arrivata la notizia di una tregua tra esercito regolare e miliziani dell'opposizione, il Libano, come dice Frisk, continua a "vivere e respirare" crisi e le drammatiche giornate narrate dai telegiornali sono solo quelle dell'ultimo (in ordine cronologico, ma non certo nel senso stretto del termine) degli infiniti teatri di scontro che vedono contrapposta l'intera politica occidentale e le forze contrarie che dominano in Medio Oriente.
In passato il Libano è stato anche un esempio di come si può convivere in armonia, un'arte che non sembra più piacere a nessuno, neanche a fronte degli evidenti vantaggi economici che in genere una prospera convivenza riesce ad assicurare. La diversa composizione etnica, linguistica e religiosa di questo crogiuolo mediorientale, si riflette evidentemente nei suoi media radiotelevisivi. Famiglie, partiti, fazioni, milizie, spesso rappresentate da una emittente. Questa è la pagina libanese della North Africa and Middle East FM List di Mike Fallon, ma ho trovato un interessante sezione sulle radio nel portale LebWeb. La radio di Hezbollah, Al Nour (nessuno si è permesso di spegnerla) si può raggiungere su questo indirizzo. Ora tutto questo rischia ancora una volta di prendere tristemente fuoco.

Opposition gunmen seize control of Hariri's media empire
By Agence France Presse (AFP)

Saturday, May 10, 2008

BEIRUT: Militants allied with the opposition on Friday forced the shutdown of all media operations belonging to the family of majority leader and billionaire tycoon Saad Hariri. The closure - which came as opposition fighters routed Sunni loyalists of the government - concerned one satellite news channel, two regular television stations, a newspaper and a radio station.
The media empire which was launched by Hariri's father, Rafik Hariri, the billionaire former prime minister who was assassinated in February 2005 in a massive Beirut seafront car bombing. The slain former Prime Minister rose from humble beginnings to command an empire that included flagship construction company Saudi-Oger, real estate developer Solidere, banks and other companies - turning everything he touched into gold.
His business activities and his rise as an influential Middle East political leader often won the elder Hariri comparisons with Italy's billionaire politician Silvio Berslusconi who also sits atop a huge business and media empire.
Future Television was launched in February 1993 at the height of Lebanon's post-war reconstruction frenzy, when Hariri was also busy in multi-billion-dollar ventures to rebuild Beirut's war-devastated city center.
The guns of the 1975-1990 Civil War had gone silent only three years earlier and the new high-tech television offered a wide scope of family programmes, variety shows as well as news.
In 1994 Future Television launched a trial satellite broadcasting - Future International - that also proved very popular with Arab audiences.
In less than a year, Future International grew to become one of the leading Arab satellite stations gathering the highest audience ratings in the Gulf, Egypt and the Levant," according to Future Television Web site. "Like Future Television, Future International is a family TV that promotes Lebanon as a place for reconstruction, civilization, prosperity, coexistence, fun and good times."
Future Television restructured its ownership in 1996 and "now has around 90 new shareholders, all from the Lebanese business, social and media elite."
That same year it set up a Web site on the Internet, the first by a Lebanese television.
The television expanded yet again in December 2007 when it launched Future News, a 24/hour, which broadcasts news in Turkish and Armenian as well as Arabic, English and French.
The Hariri family also moved into radio in February 1995, setting up Radio Orient which began broadcasting from Beirut before moving onto a new base in Paris.
Like the television, Radio Orient focuses on news from and about the Arab world, and Lebanon in particular, broadcasting in English and French as well as Arabic.
Al-Mustaqbal newspaper was also founded in 1995 and continues to serve as the mouthpiece of Hariri's Future movement. - AFP