

Prosegue, al contrario di quello che pretendono di affermare certe petizioni esageratamente nostalgiche (intendiamoci, a me non piace l'idea di un cambiamento così radicale della radiofonia che conoscevo, ma trovo stupido illudersi), l'irreversibile manovra di dismissione di quel che resta della infrastruttura trasmissiva europea sulle onde media.
Resta ancora un mese per sintonizzarsi su due frequenze storiche, i
783 e i 1044 di Lipsia e Dresda, su cui eravamo soliti ascoltare i programmi di
Stimme der DDR e che dopo il 1990 hanno invece ripetuto i programmi di
MDR -
Mitteldeutsche Rundfunk (in particolare il canale
MDR Info). C'è in realtà una terza frequenza soppressa, i 1188 kHz, ma la potenza è bassa e ininfluente qui. A Dopo lo spegniment, previsto il 30 aprile prossimo, tutto il Land ex-orientale tedesco si trasferisce radiofonicamente parlando in FM e DAB+. Inutile stracciarsi le vesti, tenere accesi 100 kilowatt (tanti sono quelli di Lipsia) in un brodo variabile di rumori locali è del tutto pretestuoso, soprattutto se a finanziare certe presenze nell'etere sono i soldi pubblici. Tanto vale rassegnarsi e mettersi a pensare a un uso più locale e ad hoc di una parte di spettro che per fortuna non interessa - almeno per il momento - nessun dividendo digitale.