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25 aprile 2011

Portogallo, 25 aprile 1975: le canzoni della rivolta

Un ricordo del 25 aprile 1974 in Portogallo (su segnalazione di Sergio Ferrentino).


Nel 2007 pubblicavo questo post per raccontare del ruolo che Radio Renascença ebbe come "detonatore" dell'azione militare che rovesciò il regime salazariano. Se la canzone Grândola Vila Morena fu il segnale che la manovra aveva avuto successo


l'inizio di tutto coincise con la trasmissione di E depois do adeus (E dopo l'addio): ascoltando quella canzone, che poche settimane prima aveva partecipato all'Eurofestival per il Portogallo, le forze coinvolte nel tentativo di putsch democratico mossero all'attacco.
In questo periodo di forte crisi economica e finanziaria è facile ascoltare i nostalgici di Salazar, che evocano la miserevole tranquillità che è la cifra caratteristica delle peggiori dittature. Sotto qualsiasi regime le cose vanno sempre benissimo, anche perché è proibito nutrire dubbi. Lo diranno anche in Spagna, in tanti altri posti che hanno vissuto un traumatico prima e dopo. Per quanto mi concerne, preferisco mille volte le imperfezioni della democrazia vera rispetto alle presunte perfezioni della dittatura. Buon 25 aprile a tutti, che sia una festa e un nuovo inizio. Depois do adeus...

24 aprile 2011

Portogallo: onde corte addio? Ma ERF chiude i 1539 kHz

Non lo faccio perché per definizione non interesserebbe a nessuno ma potrei facilmente aprire uno specifico blog dedicato alla progressiva scomparsa della radiofonia in onde medie e in onde corte. Il medium radiofonico mostra tutta la sua stanchezza negli ambiti spettrali (lo spettro è quello delle radiofrequenze, ma visto il termine è fantasmicamente opportuno) che ne hanno caratterizzato gli inizi e la sua prima grande fase di espansione. E' giusto che sia così, che il contenuto sonoro concentri la sua evoluzione infrastrutturale là dove gli ascoltatori si aspettano di trovarlo, in FM e su Internet, dove l'aspetto qualitativo fa premio rispetto alle disturbatissime onde medie. Resto tuttavia convinto che per lo spettro da 0 a 30 MHz il discorso potrebbe non essere del tutto chiuso. E' qui che i gestori dovrebbero aprire nuove opportunità per l'emittenza locale, comunitaria, educativa, di servizio, attraverso una politica di licenza innovativa e aperta. Ma sarebbe un discorso lungo, da fare quando non ci sono altri problemi più importanti da risolvere.
Intanto la lista delle chiusure imminenti
si allunga. A fine anno l'emittente tedesca religiosa ERF (ex Evangeliums Rundfunk) spegnerà l'impianto in onde medie di Meinflingen, che oggi trasmette sui 1539 kHz. Già dal primo di agosto verrà eliminata la fascia di trasmissione serale tra le 19.30 e le 23. ERF si sta lanciando sul DAB+ e le onde medie non le ascolta più nessuno.
Questa è una notizia molto interessante per chi dà la caccia alle onde medie lontane, i 1540 kHz sono un importante canale transoceanico.

Mittel- bis langfristig wird diese Technik das alte UKW- und Mittelwellenradio ablösen. Aus Kostengründen stellt ERF Medien seinen Sendebetrieb über die Mittelwelle 1539 aus Mainflingen bei Hanau zum Ende des Jahres 2011 ein. Bereits ab 1. August wird er die Abendsendungen über Mittelwelle beenden. Derzeit ist ERF Radio über Mainflingen täglich von 6 bis 10 Uhr und 19.30 bis 23 Uhr zu hören. Seinen bisherigen Mittelwellenhörerinnen und -hörern teilt der ERF mit, dass ERF Radio neben der neuen DAB+-Ausstrahlung weiterhin digital per Satellit, Kabel und Internet (www.erf.de) zu empfangen ist.

Grande sensazione ha invece destato la notizia della possibile chiusura delle trasmissioni in onde corte in lingua portoghese di RTP, forse l'ultimo vestigio dell'impero portoghese in Africa e Asia. L'emittente di stato ha espressamente chiesto al governo di autorizzare la dismissione degli impianti in onde corte. Una decisione su cui dovrà esprimersi il regolatore ANACOM. Dall'inizio del 2011 RTP ha già spento molte trasmissioni nel fine settimana, mettendo la parola fine alla radiocronache delle partite di campionato.
RTP estuda fim das emissões de rádio em onda curta
13.04.2011 Por Ana Machado

As emissões da RTP, rádio pública em onda curta, dedicados, através da emissão da RDP Internacional à diáspora portuguesa, podem ter um fim à vista.

Após questões do PÚBLICO dirigidas ao director da RDP Rui Pêgo, a estação afirma que “tem estado a analisar as emissões da RDP Internacional distribuídas em onda curta”, invocando, no mesmo comunicado, “o cada vez menor número de ouvintes servidos por esta plataforma de distribuição” e a necessidade de investimento nos emissores de onda curta, localizados no centro emissor de São Gabriel, em Pegões, perto de onde nascerá o novo aeroporto do Montijo.
A decisão, diz a RTP, já tem luz verde do ministro dos Assuntos Parlamentares Jorge Lacão, e espera um parecer da Anacom: “A suspensão ainda não tem data marcada, por serem necessários procedimentos de consulta prévia à Anacom. Só no final do prazo da suspensão provisória será feita uma avaliação das consequências da mesma e tomada uma decisão definitiva”, diz a nota.
Mário Figueiredo, provedor do ouvinte da rádio pública, conta que só teve conhecimento desta decisão depois do processo já ter sido desencadeado. “Sou frontalmente contra, como representante dos ouvintes”, afirma, adiantando que pretende dedicar o programa do provedor a esta problemática que tem gerado já queixas ao provedor e uma corrente de opinião nas redes sociais.
Mário Figueiredo lembra que as outras plataformas de emissão da RDP no mundo, referidas no comunicado da RTP, como o satélite, cabo ou DTH e Internet implicam custos. E programas da RDP Internacional, dedicados, por exemplo, a camionistas, deixam de fazer sentido.
No site da própria RTP a RDP Internacional é definida como “o grande elo de ligação dos portugueses no Mundo. Através das suas emissões, todos, em qualquer ponto, podem aceder instantaneamente ao contacto com Portugal”.
Já em Janeiro a emissão em onda curta tinha sido reduzida, com corte da emissão ao fim-de-semana para o Brasil e alguns pontos de África, que perderam assim a possibilidade de acompanhar o campeonato nacional de futebol.

13 luglio 2010

Portogallo 1942, caccia al telegrafista-spia

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Una storia incredibile come solo le storie delle attività spionistiche della Seconda guerra mondiale sanno essere. Lo scorso anno, quando la desecretazione di alcuni documenti dell'MI5 britannico avevano fatto emergere la vicenda di una spia portoghese (quindi teoricamente neutrale) al servizio dei Nazisti, la vicenda di Gastão de Freitas Ferraz mi era sfuggita. Ora la ritrovo per uno strano collegamento con un altro personaggio, questa volta italiano (ma presunto figlio illegittimo del re di Spagna Alfonso XIII) che ebbe un ruolo in Spagna e Portogallo come addetto consolare e venne coinvolto nelle attività dei servizi segreti militari. Il personaggio in questione, Arturo Omerti, viene descritto insieme ad altri in un libro del giornalista televisivo Rui Araùjo, "O diário secreto que Salazar não leu", pubblicato nel 2008.
Araùjo ha basato il suo libro dai diari di Guy Liddel, capo del controspionaggio britannico durante la Guerra e uno dei suoi obiettivi è raccontare le relazioni occulte tra il governo autoritario di Salazar e il Terzo Reich.
Ma torniamo a Freitas Ferraz. L'anno successivo l'uscita del libro di Rui, la riapertura degli archivi dell'MI5 permette di fare ulteriore luce su un episodio fondamentale nel corso degli avvenimenti che nel novembre 1942 precedettero lo sbarco alleato nell'Africa occupata dai tedesci, la cosiddetta Operation Torch.
Dagli archivi emerge il nome di Gastão de Freitas Ferraz, radiotelegrafista a bordo di una nave, la Gil Eanes, che navigava in appoggio alla flotta di pescherecci "bacalheiros" portoghesi. Gil era stato assoldato dai tedeschi per mandare via radio rapporti sulle attività navali nell'atlantico. Ma grazie alla missione Ultra, gli Alleati avevano intercettato i messaggi del buon Freitas Ferraz e conoscevano la sua funzione. Pochi giorni prima dello sbarco la Gil Eanes si trova in una zona molto vicina a quella delle operazioni di trasferimento di mezzi in preparazione allo sbarco di Operation Torch. Gli Alleati sanno che c'è il rischio, molto concreto, che Freitas riferisca quei movimenti, mettendo la pulce nell'orecchio dei tedeschi e rovinando l'effetto sorpresa. La scelta a questo punto è tra due alternative: affondare la Eanes senza lasciare alcuna traccia (ma è una nave di una nazione neutrale) o cercare di bloccare il radiotelegrafista. Alla fine gli Inglesi optano per la seconda ipotesi: la Duke of York intercetta la nave appoggio, arresta Freitas Ferraz e lo imprigiona a Gibilterra. Neutralizzato il radiotelegrafista neutrale, lo sbarco delle truppe in Africa si concluderà con successo, imprimendo una svolta definitiva alla Guerra.
Vi lascio alla lettura di due testimonianze. L'articolo del Times che parla dei documenti desecretati nel 2009 e un post di un incredibile blog portoghese dedicato alla pesca del sublime bacalhau nella località di Caxinas (Vila do Conde, Porto)… "de "Lugar" a Freguesia", che riporta un estratto della vicenda così come è stata ricostruita nel libro di Rui Araùjo.

March 3, 2009
Declassified MI5 file shows Nazi spy almost changed course of war
Michael Evans, Defence Editor

A Nazi spy came within days of uncovering one of the Allies' most important missions and possibly changing the direction of the Second World War.

The story of a Portuguese wireless operator and the dramatic decision to pluck him
from his vessel on the high seas to prevent him from betraying the position of a huge convoy bound for North Africa is revealed for the first time in a declassified MI5 file released by the National Archives.
Gastao de Freitas Ferraz was being paid by German intelligence to send coded messages about convoys to U-boat commanders and was on the tail of the Allied warships.
The convoy included the USS Augusta, an American light cruiser that was carrying no less a person than General George S.Patton. General Patton was at that time in command of Operation Torch, the planned invasion of French North Africa, which was aimed at destroying the Axis forces fighting the British there and improving naval control of the Mediterranean.
The Allies considered Operation Torch so important that they fed the Germans with false intelligence: their double agent Garbo told the Germans that the Allies were planning an attack in either northern France or Norway.
Ferraz, who had been transmitting encrypted messages from his fishing boat, Gil Eannes, in the Atlantic, unwittingly had it in his power to sink the Allies' plans by reporting the size and direction of the convoy. But unknown to the Germans, the messages were being intercepted and deciphered by the codebreakers at Bletchley Park, Buckinghamshire. On August 9, 1942, MI5 was sent a “most secret” letter that referred to the “alleged unneutral behaviour” of a certain Portuguese wireless operator. Gil Eannes, a former Portuguese warship, was part of a large fleet authorised to operate in the Atlantic because of Portugal's neutrality. On June 28, 1942, it sailed out of Lisbon for Newfoundland and on its arrival there was searched. Nothing suspicious was found and neither Ferraz nor the other radio operator on board showed any sign of guilt. No orders were given at this stage to detain them because the only evidence about coded radio messages from the vessel was based on the most secret source of all - the Ultra material gleaned from the Enigma machines.
Sir David Petrie, the director-general of MI5, was personally involved in assessing the risk and on October 24 MI5 wrote to the Foreign Office: “There is no possible room for doubt that de Freitas is a German agent.” MI5 asked for Gil Eannes to be intercepted at sea: “You will, of course, appreciate that if any action is to be taken, it must be taken forthwith.”
With the fishing vessel getting closer to the Operation Torch convoy, the Foreign Office agreed, and the Admiralty sent out a secret signal to all relevant commands: “If the vessel is sighted West of 11 degrees West, she should be ordered not to use W/T [wireless transmission], de Freitas [Ferraz] should be removed and in order to ensure that no further use of W/T is made, an armed guard should be put on board.”
The warship HMS Duke of York duly intercepted Gil Eannes and Ferraz was detained and taken to Gibraltar. He was transferred to MI5's interrogation centre at Camp 020 in Ham, West London, where he confessed. After the war he was deported to Portugal.
Christopher Andrew, the official biographer of MI5, said: “Gastao de Freitas Ferraz was on the tail of Patton's troops and would have told the Germans where they were really going and could have affected the outcome of the whole war.”

***

"Afundar sem deixar vestígios"

(…)
Rui Araújo explica: "A solução drástica (...) proposta pelo MI5 é proporcional à ameaça: o navio podia divulgar aos alemães o itinerário dos comboios de tropas para a operação `Torch`, (invasão aliada) no Norte de África".
"Na medida em que o Gil Eannes podia representar o fracasso de uma ofensiva e causar milhares de baixas militares, a morte de algumas dezenas de pescadores portugueses é considerada um mal menor", adianta o jornalista no livro.
Os ingleses acabaram por capturar Gastão de Freitas Ferraz a bordo do Gil Eanes no alto mar, cinco dias antes do desembarque a 8 de Novembro de 1942, das tropas britânicas e norte-americanas sob o comando do general Dwight D. Eisenhower em Marrocos e na Argélia, que estavam ocupados por tropas da Alemanha e do regime francês pró-nazi de Vichy.
Visando abrir uma segunda frente face aos nazis envolvidos na URSS, o sucesso da operação "Torch" constituiu um movimento de viragem na Segunda Guerra Mundial.
Ficheiros secretos britânicos divulgados esta semana pelos Arquivos Nacionais do Reino Unido contam a história da captura de Gastão de Freitas Ferraz, levado primeiro para Gibraltar e depois para o Reino Unido para ser interrogado.
O ficheiro do MI5 inclui um depoimento biográfico na primeira pessoa e a confissão.
No diário de Guy Liddell, a 9 de Dezembro de 1942, pode ler-se: "Após alguma casmurrice, Gastão de Freitas, o radiotelegrafista do GIL EANNES, confessou. (...) foi sondado por um Fernando Rodrigues, que o convidou a encontrar-se com um alemão chamado SCHMIDT, que lhe ofereceu 1.500 escudos por mês para enviar mensagens via rádio, relatando o que observasse enquanto no mar".
"Posteriormente, foi treinado no uso de um código. Admitiu ter enviado duas mensagens na sua segunda viagem, uma das quais relacionada com navios no porto de S. João da Terra Nova", adianta o diário, citado no referido livro, que reproduz o texto da confissão de Freitas Ferraz.
A propósito do convite de Rodrigues, o espião declara: "(...) era a forma de eu ganhar mais algum dinheiro. Como estava com a vida atrapalhada (...), eu a princípio rejeitei, mas infelizmente no final anuí".
E ainda: "Desejo declarar por ser verdade que nunca denunciei qualquer navio em viagem nem tão pouco qualquer comboio pois que repugnava fazê-lo (...)", para terminar "Pedindo todo o perdão a V. Exa".
Rui Araújo diz que Robin Stephens, que foi comandante do centro de interrogatórios do MI5 Camp 020, onde esteve Freitas Ferraz, concluiu após a confissão: "Se há um homem que merece morrer por ser espião é ele".
No entanto, Gastão de Freitas Ferraz não foi condenado à morte e acabou por ser deportado para Portugal em Setembro de 1945.
No livro são ainda reproduzidas duas cartas, de uma filha do espião ao embaixador de Portugal em Londres (13 de Novembro) pedindo informações sobre o pai e do Sindicato Nacional dos Radiotelegrafistas, Telegrafistas e Ofícios Correlativos a Salazar solicitando a libertação do seu presidente Gastão de Freitas Ferraz (24 de Novembro).
Nesta última pode ler-se sobre Freitas Ferraz: "Pessoa ponderada, irrepreensível na sua conduta quer particular quer oficial, nunca tivemos ocasião de notar qualquer facciosismo arreigado por um ou outro beligerante".
"Como graduado da Legião Portuguesa, sempre o vimos norteado nos sãos princípios do Estado Novo e na palavra do CHEFE. Por tudo isto, custa-nos a crer numa desobediência aos princípios da neutralidade definidos por Vossa Excelência", adianta a direcção do sindicato.
A notícia do Diário de Notícias que dava conta da chegada a Portugal de Freitas Ferraz, citada por Rui Araújo, indica que aquele foi "alvo de suspeitas no desempenho das suas funções", mas que "nada se provou" contra ele.»

02 giugno 2008

Calcio e musica, 3 nuove radio lusitane (2 sul Web)

Tre novità radiofoniche in Portogallo, due riguardanti la struttura pubblica, RTP, l'altra il gruppo Renascença. La prima è direttamente riferibile ai campionati europei di calcio che iniziano questa settimana ed è una stazione monotematica, Radio Euro, che RDP diffonderà solo su Internet e solo per la durata delle gare, a complemento delle informazioni trasmesse da Antena 1.

RTP cria rádio on-line para cobrir Euro 2008

As emissões da Rádio Euro começam esta semana e destinam-se a complementar a cobertura da competição de futebol pela Antena 1.
A nova rádio está acessível através da página web da RTP, durante 24 horas por ida, tendo já garantidos os direitos de transmissão de todos os jogos da competição de futebol para a Internet.
Além dos relatos, o novo canal de rádio vai emitir notícias, programas, comentários e entrevistas produzidas pela rádio pública.
Através da Rádio Euro, serão também escutadas, em directo, todas as conferências de imprensa da selecção portuguesa.
A Rádio Euro pode ser escutada on-line a partir daqui.


Non ancora attivo sul sito di RTP il canale di Radio Euro è comunque affiancato da un bouquet di programmi che riprendono l'offerta via etere e aggiungono nuovi contenuti. Proprio oggi, per esempio, ha preso avvio la programmazione "Web only" di Radio Lusitania, un fantastico canale di musica tradizionale portoghese degli ultimi 40 anni, "un patrimonio di successi che resta nella memoria di tutto il Portogallo".
RÁDIO LUSITÂNIA
• A primeira rádio do Grupo RTP de emissão exclusivamente dedicada à internet arrancou hoje.

A Rádio Lusitânia é um projecto Web da Rádio Pública dedicado à divulgação da memória das canções que marcaram a música nacional nos últimos 40 anos. A exposição de um património de êxitos que ficaram na memória de Portugal.


Curiosamente, la stessa missione musicale sembra ispirare Radio Renascença nella creazione del nuovo canale FM Rádio Sim, il cui debutto è previsto per il mese di luglio accanto all'attuale programmazione del gruppo, articolata attraverso RFM, Rádio Renascença e Mega FM. Sim si occuperà del repertorio tra anni 50 e 70 e sarà rivolta espressamente a un pubblico di over 55.

Grupo Renascença lança nova rádio

Rádio Sim é o nome do novo canal do Grupo Renascença e vai estar centrada na música dos anos 50 a 70, devendo as emissões regulares arrancar já este Verão.
Dina Isabel, a directora da nova estação de rádio, explica que o objectivo é ir ao encontro das pessoas com mais de 55 anos.
“É um vasto público que temos de agradar com músicas de que gostam, as temáticas que para eles são fundamentais, com uma comunicação de proximidade também, como convém, e com alguns afectos”, refere Dina Isabel.
A Rádio Sim deverá começar as suas emissões ainda durante o mês de Julho, alargando o leque de oferta do Grupo Renascença, que actualmente é constituído pela RFM, Mega FM e Renascença.


22 aprile 2008

Elegie lisbonesi



Ho scritto queste brevi note lusitane dallo splendido hotel di Lisbona, dove Teradata, specialista di software e hardware per datawarehouse ha organizzato la sua convention. La capitale del Portogallo è una delle più belle d'Europa e il Pastana Palace Hotel si trova all'interno di un complesso storico dichiarato monumento nazionale. Ieri sera ho fatto un giro per il barrio alto e da una cena a base di bacalhau alla brace e birra Sagres servita dalla Cervejaria de Trindade, animatissimo locale allestito all'interno di un fabbrica di birra secolo XIX a sua volta fondata dentro un ex convento. Un locale chiaramente turistico. Non di quel turismo falso-sanmarinese che ormai trovate solo in Italia (spacciato per autentico senza che nessuno ci caschi) e a Las Vegas (abilmente spacciato per un falso autentico che diverte tutti). La Trindade serve buona birra e piatti di pesce abbondanti e accettabili, per meno di quindici-venti euro a testa. Volendo con dieci euro si mangia anche in due. Un "copo" di chiara da 30 cl costa 1 euro e 75 contro i 7 euro ormai normali a Milano, una delle poche città al mondo che ti chiede di pagare le consumazioni prima di lasciartele consumare, forse per paura che al povero avventore lo prenda un sintòmo, come direbbe Camilleri. Il tutto in un ambiente che ricorda, ai vecchi milanesi, il mitico Scoffone di via Hugo. Solo che Scoffone è stato convertito in un ristorante Michelin da fighetta postcraxiani che continuano imperterriti a vivere nella Milano da bere, pur votando altrimenti. Mentre la Trindade è stata dichiarata, anche lei, monumento nazionale. E infatti è più affollata della mensa della Breda dei vecchi tempi.
Nel centro di Lisbona c'ero andato in tram, uno di quei trabiccoli gialli a scartamento ridotto che sono una delle attrattive più tenere di Lisbona, guidato da una spericolata e stupenda ragazza di colore. Per ritornare al Pastana, visto che la linea 18 (curioso, a Milano un secolo fa il 18 era il tram notturno per Baggio) smette di funzionare abbastanza presto, ho preso un ricco taxi: cinque euro per un tragitto che alla stessa ora a Milano mi sarebbe costato 25. Del resto stamane sono stato un'ora sul taxi dall'areoporto pagando 15 euro e chiacchierando con il guidatore, ex autista di un imprenditore bresciano che prima era andato in Portogallo per costruire laminati e poi era morto in un incidente stradale in Angola. "Terra ricca l'Angola," mi diceva il tassista, "ma il mio fu-datore di lavoro di "Breccia" era uno spericolato, un avventuriero."
Con tutti questi prezzi il mio sembra un diario di viaggio di Dario Monferini, ma nel caso non si fosse capito il messaggio è che Lisbona è più bella di Milano, molto meno cara di Milano e di gran lunga meno piena di fighetta. E i suoi tassisti invece di scendere sul sentiero di guerra solo a sentir parlare di liberalizzazioni, si fermano quando li chiami per strada, ti scarrozzano da un capo all'altro della città per quattro lire e sono simpatici, non inveiscono contro negri e zingari, fanno della linguistica comparata tra portoghese, castigliano e italiano, rispondono al telefono (rigorsamente in viva voce) agli amici che li chiamano dalla França, spiegano che l'Alentejo è un vino che non si beve ma si mastica... Insomma, ti fanno capire in tutti i modi che da queste parti, tra gli accordi in minore del fado e la saudade delle colonie perdute, tutti sono di buonumore perché si ricordano di essere stati poveri, ma alla fine ne stanno venendo fuori. Prendersela con chi oggi sta masticando amaro oggi, come fanno tanti italiani che dimenticano i cartelli "kein Italiener" appesi fuori dai locali tedeschi, non gli pare bello.
Lo stesso clima, la stessa biodiversità li ritrovi alla radio. Anche Lisbona, come tante altre città europee, ha il suo bravo multiplex DAB, che sicuramente in questo momento, le 23.30 ora locale, sto ascoltando solo io. Sono sintonizzato su RDP Africa, c'è un programma di samba ("mais que um ritmo, uma filosofia" come dice giustamente il conduttore) da liquefarsi in una pozzanghera ai piedi della poltrona qui nella stanza 2016, piso intermedio. Gli altri programmi DAB sono le tre Antenas di RDP (non so perché, ma Antena 2 è presente due volte nello stesso multiplex, forse con due bit rate diversi) e RDP Internacional. Totale, sei canali per cinque programmi. La qualità è molto buona, le antenne sono probabilmente qui dietro, nello stesso parco di Monsanto in cui si trova la stazione costiera di Lisbona.
RDP Radio Africa la trovate anche su FM, 101.5 e come al solito suona molto meglio che in DAB, anche se bisogna badare di più a come si gira l'antenna. Certo per il Portogallo l'Africa conta ancora qualcosa, è comprensibile che le abbiano dedicato un canale radiofonico. Ma qui a Lisbona trasmette anche Radio Europa Lisboa, l'ho sentita con i programmi di RFI in francese. Credete forse che a Milano per l'Expo faranno una Radio Europa Milano? Sì, domani. Ma l'offerta etnica non finisce qui. Sui 92.0 di Nova Antena, dove questo pomeriggio ascoltavo ottimo fado, ho avuto la sorpresa di sentire un notiziario in russo. Non chiedetemi perché, se per gli immigrati o per i turisti, ma Nova Antena il lunedì sera trasmette in russo, con incredibili annunci bilingui, "musica e novosti".
Non hanno i nostri complessi da ricchi parvenus, i portoghesi. Il loro socialismo era firmato Soares, non Craxi. O semplicemente non dimenticano che dopo aver dominato i mari e aver perso il loro impero coloniale, si sono trasformati in poveri emigranti e si sono messi a fare i camerieri degli europei più ricchi, laggiù in França. E oggi che hanno messo da parte un po' di soldi pensano giustamente a metterli a frutto e si guardano bene, anche quando eleggono un governo di destra, dal votare per partiti dichiaratamente razzisti. (E diciamolo, ora che tutta la blogosfera tracima della prosopopea degli "ex elettori del centrosinistra" che bacchettano Veltroni per non essere stato capace di rispondere al grido di dolore delle periferie assediate dai rom: ma andate un po' al diavolo, "ex elettori del centrosinistra", preferisco perdere le elezioni che intercettare voti corteggiando chi evade le tasse "perché sono eccessive" o agitando il panno rosso della paura e dell'odio nei confronti del diverso. Cambiate un po' mentalità e invece di "rischio immigrazione" proviamo a parlare di un paese cui non bastano cinque secoli per diventare moderno.)
"Così Berlusconi ha vinto di nuovo, eh?" diceva sornione il mio tassista ieri stamattina. Benvenuti nell'ennesimo paese in cui sarebbe meglio emigrare. Fra due giorni Lisbona celebrerà l'anniversario della rivoluzione dei garofani. Nella mia peregrinazione serale mi sono trovato davanti - del tutto casualmente, non avevo idea che la stazione si trovasse proprio nel cuore di Lisbona - in Rua Inves, davanti agli studi di Renasença, la radio che quel 25 aprile, aveva trasmesso il segnale per i militari ribelli: una canzone portoghese. Triste come il 25 aprile di noi elettori di sinistra, senza ex davanti.

25 aprile 2007

Radio, garofani e liberazione

Buon 25 aprile. In Italia e in Portogallo. A Milano siamo sempre molto presi dalle celebrazioni per la liberazione della città e spesso dimentichiamo che il 25 aprile del 1974, come scrive l'amico Jorge G. Silva, "o regime totalitário português caíu", con la Revolução dos Cravos, la rivoluzione dei garofani. Ricordiamo i due eventi a modo nostro, radiofonicamente, con una visita sul sito delle Teche Rai che ha dedicato un'apertura al 25 aprile 1945. Cliccando sul mio link alle Teche si va direttamente alla pagina dei risultati degli spezzoni audio sulla "Milano liberata": ci sono molti documenti del Clnai diffusi appunto da Radio Milano Libera.
In Portogallo, la radio giocò un ruolo addirittura fondamentale. Si può tranquillamente affermare che senza la radio i militari ribelli non sarebbero neppure partiti: come racconta Jorge fu una canzone, diffusa da Rádio Alfabeta, il segnale concordato nei giorni precedenti tra rivoltosi e giornalisti radiofonici per dare inizio alla rivolta uscendo dalle caserme. Erano le 22 e 55 minuti del 24 aprile e João Paulo Dinis metteva sul piatto "E depois do adeus", canzone vincitrice, poco tempo prima, del 12esimo festival canoro di RTP.
A colaboração entre revoltosos e a rádio começa muito antes do dia 25 de Abril de 1974. Os contactos são feitos entre militares e jornalistas de várias emissoras, preparando-se tudo para que a revolução resultasse. 5 minutos antes das 23h, do dia 24 de Abril de 1974, na rádio Alfabeta dos Emissores Associados de Lisboa, o locutor de serviço - João Paulo Dinis - "lançou" a música "E depois do adeus" de Paulo de Carvalho. Era o sinal para as tropas avançarem.


In poche ore A Rádio em Portugal è diventato un blog fratello di Radiopassioni. Jorge mi ha linkato, ha pubblicato un breve post su RP e ha inviato un commento in portoghese e inglese al mio post originale sulle onde medie di Rádio Altitude. La fratellanza sul 25 aprile non dipende da nessuno dei due ma fa piacere lo stesso. Mi preme riportare quello che Jorge aggiunge a proposito del 1974 per il riferimento a un altro sito di materiali storici, Clásicos da Rádio, secondo me bellissimo.
O sítio “Clássicos da Rádio”, de Paulo Ferreira, apresenta-nos a «Reportagem de três jornalistas que "escreveram" o diário do dia da revolução. 30 Minutos dos momentos mais importantes do dia da Liberdade, aquele que traria a mudança na vida dos portugueses e terminava com a guerra colonial. Foi o abrir de uma nova esperança, o debrochar de um cravo, as vozes de um povo, que se fizeram ouvir nas rádios em todo o Portugal.»

23 aprile 2007

Altitude riaccende l'onda media (in digitale?)


Leggevo oggi una notizia diffusa da Dario attraverso la lista di distribuzione di Play Dx. Un comunicato riportato dal periodico Diario da Guarda parla della prossima riapertura dell'impianto in onde medie di Rádio Altitude, storica emittente locale portoghese. Una stazione ormai spenta da anni che Altitude avrebbe intenzione di destinare non alla ripetizione degli attuali programmi in FM ma a un nuovo canale "civico" o come recita la dizione originale lusitana a un format da Estação de Causas. La frequenza a suo tempo era di 1584 kHz e la sua riattivazione non può che far piacere anche se, mannaggia, il comunicato dice a un certo punto che...
em termos técnicos, o investimento a realizar permitirá emitir em Onda Média através de modulação digital, o que garantirá um sinal sonoro com qualidade equivalente à do FM...
Insomma Altitude acquisirà un bel trasmettitore pronto a diffondere in DRM.
In attesa di ascoltare quello che accadrà, ho fatto qualche ricerca sul sito originale di Rádio Altitude e ho scoperto anche il bellissimo blog di Jorge Guimarães Silva, A Rádio em Portugal, pieno di notizie e link ad altri siti lusitani che trattano di radiofonia e giornalismo. La notizia di Altitude, che risale in realtà al 18 marzo scorso, appare anche sul blog di Jorge con in fondo un commento che lascia alquanto perplessi. L'ignoto commentatore del nostro blogger osserva che secondo la legge vigente in Portogallo, una stazione che detiene una licenza non può permettersi di staccare la spina per più di due mesi, pena la perdita della licenza stessa. Perché altre stazioni che hanno spento le onde medie questa licenza l'hanno persa e Altitude no, si chiede il lettore? Forse perché la legge non riguarda lo spegnimento di un ripetitore e Altitude dopotutto ha continuato a trasmettere su 90.9, penso io. Mentre aspetteremo di vedere quel che succede, una nuova stazione locale in onde medie (confidando che non parta subito con un DRM che nessuno potrebbe ascoltare, tanto più da una emittente civica) non è certo una cattiva notizia.
Nell'attesa vi suggerisco di mettere sul grammofono il vostro disco di fado preferito, deppore per un momento Pessoa e dare quindi un'occhiatina al sito di storia della radiofonia portoghese curato dal buon Jorge. Altre pagine di storia si trovano sul sito della stessa Altitude, fondata pensate un po' con le donazioni dei pazienti del sanatorio che allora (1949) era in funzione nei pressi della città di Guarda. Una storia degna di una Montagna incantata, insomma. Straordinarie le immagini dell'album fotografico della stazione.