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22 agosto 2014

Radio Nord Revival on air. Dalla Svezia con nostalgia


Tra oggi e domani 23 agosto sono nuovamente in corso da Stoccolma le trasmissioni di Radio Nord Revival, emittente hobbystica autorizzata che celebra gli anniversari della messa in onda dell'emittente pirata offshore anni '60 Radio Nord. Oltre alla frequenza di 1512 kHz in onde medie, impossibile da ascoltare in questo momento e estremamente difficile, venogno utilizzate a partire dalle 08 utc, le 10 italiane, le due frequenze in onde corte da Ringvalla e Sala, rispettivamente i 3950 e i 6065 kHz (sui quali in questo momento a Milano arriva una portante, tra i soliti rumoracci). L'emittente trasmette in AM con banda inferiore soppressa. Domani entreranno in funzione dalla postazione del Castello di Stoccolma i 5770 kHz (in sostituzione degli annunciati 6220). I 3950 kHz sostituiscono gli annunciati 3915.

I rapporti di ricezione si possono inviare live commentando sul sito indicato.

03 maggio 2012

I radioamatori ricordano Clansman la "radio delle Falklands"

Il mestiere del radioamatore e del radioascoltatore ha anche una forte componente di salvaguardia della memoria tecnologica, industriale, culturale del mezzo radiofonico. E' molto diffusa in questa estesa comunità l'abitudine di ricorrere ad apparati d'epoca, magari dopo impegnativi lavori di restauro. Chris Diemoz, radio-onnivoro "par excellence", si è fatto a sua volta mordere dal tarlo della radio vintage e mi segnala una manifestazione radioamatoriale che si svolgerà domenica nel Suffolk, nel quadro dei numerosi eventi che in questo periodo i sudditi di sua Maestà (60 anni di regno quest'anno) dedicano al trentennale della spedizione militare nelle Isole Falklands.
Quello della riconquista dell'arcipelago conteso, invaso nell'aprile del 1982 dalle forze armate argentine, è ancora oggi un esempio di operazione "impossibile" ma riuscita. Per quanto nella morsa di una spietata dittatura militare, l'Argentina non poteva certo essere considerata una grande potenza armata. Ma le isole Falklands (Malvinas per gli invasori) sono quanto di più "lontano da tutto" si possa immaginare nell'oceano Atlantico e rivaleggiano con le isole dello sconfinato Pacifico, con in più l'ingrediente imprevedibile della bisbetica meteorologia dell'autunno australe.
L'evento che i radioamatori British allestiscono presso il museo dell'aria della Suffolk Aviation Heritage Society nell'ex base RAF/USAF di Foxhall Martlesham Heath, dove ancora adesso si possono vedere i tralicci della rete di comunicazione troposferica che negli anni 70 costituiva un backbone di comunicazione strategico per le forze NATO, vuole ricordare una specie di "dodicesimo giocatore" nel campo della squadra militare britannica: la linea di apparecchi ricetrasmittenti "Clansman" che era appena stata sviluppata con una commessa a fornitori come Racal e Plessey e praticamente debuttò sulle spalle dei paracadutisti intervenuti a Port Stanley. Progettati negli anni '70, gli apparecchi Clansman erano considerati il non plus ultra delle radiocomunicazioni tattiche. Per la prima volta le trupe potevano far leva su accorgimenti come la singola banda laterale, o la modulazione di frequenza a banda stretta, che facilitavano le comunicazioni e aumentavano comprensibilità e distanze coperte. Introdotte ufficialmente sulla fine di quel decennio (le Falklands furono un battesimo del fuoco), le ricetrasmittenti hanno resistito in servizio fino al 2010 dopo che da qualche anno le forze britanniche erano gradualmente passate alla serie digitale Bowman, piena di diavolerie come la trasmissione frequency-hopping. Un passaggio che tuttavia sollevò parecchie proteste a causa dei tanti malfunzionamenti segnalati. I detrattori delle nuove radio - tra i cui fornitori ci siamo anche noi italiani con Selex Elsag - scherzarono sul nome degli apparati, affermando che Bowman stesse per "better off with map and Nokia" (meglio tenersi cartina e cellulare).
La linea Clansman comprendeva impianti ricetrasmittenti per stazioni "base" e da campo, in versione portatile o veicolare. Credo che Chris sia orgoglioso proprietario di un modello PRC 320, un ricetrasmettitore che opera tra i 2 e i 30 MHz in passi di 100 Hz, con una potenza massima di 30 W (solo USB, anche se esistevano specifiche versioni del 320 in LSB). I radioamatori di Foxhall utilizzeranno invece modelli base RT322 da 250-watt sulle bande in HF e due modelli "Clansman" RT353 VHF per le bande VHF dei 4 e dei 6 metri (50 e 70 MHz). Per la trasmissione verranno utilizzati i tralicci delle vecchie antenne NATO. Poi, tutt'intorno saranno attivi modelli RT320 HF e RT352 VHF con le antenne previste dalla linea Clansman per le operazioni sul campo. Le frequenze saranno decise in base alle condizioni propagative, ma i canali da sorvegliare sono i 3.615MHz in AM e i 7.1875MHz in USB (un modo per riconoscere subito le trasmissioni, perché la convenzione per i radioamatori sui 7 MHz è di usare la LSB), o i 51.75MHz sui 6m e i 70.475MHz sui 4 entrambe in FM. La postazione avrà l'identificativo GB2CRF e dovrebbe essere in funzione dalle 10 alle 15 UTC del 6 maggio.

02 maggio 2012

A cup of DAB: per i suoi 10 anni Pure veste la radio con la Union Jack


Un look che più British non si può per la radiolina DAB "celebrativa" che Pure mette in vendita in edizione limitata, per festeggiare i dieci anni della messa in commercio di "Evoke", la prima radio digitale per il mass market a scendere sotto le 100 sterline di prezzo. Nell'anno delle Olimpiadi di Londra e del giubileo di diamante di una Regina che nel 2016 potrebbe battere il record della sua ava Vittoria, Pure si attesta poco sotto le 150 sterline per un ricevitore digitale DAB/DAB+ e FM con display OLED e corpo in simil pelle dall'inconfondibile tema "Union Jack", la bandiera dell'impero britannico.
Un certo numero di esemplari di Evoke Mio Union Jack, dovrebbe essere disponibile anche qui in Italia, senza bandiera italiana ma con regolare bollino dell'Associazione ARD.

13 febbraio 2012

13 febbraio, World Radio Day


Buona Giornata della Radio a tutti! Questo straordinario mezzo di comunicazione, ormai praticamente centenario, continua a essere molto seguito e soprattutto molto amato. Almeno a giudicare dagli speciali che i quattro maggiori quotidiani italiani (non parlo del quinto, la Gazza, perché non la leggo regolarmente) dedicano periodicamente alla radio. Quasi sempre titolando sulla "resurrezione", sulle "sette vite" (l'ultimo è La Lettura del Corrierone del 29 gennaio), insomma su una radio che in qualche modo riesce a scamparla a una morte certa.
E' una retorica che rifiuto completamente, non solo perché io la radio la celebro tutti i giorni su questo blog, ma perché sono intimamente convinto del valore irrinunciabile della parola raccolta, elaborata e ritrasmessa, ma del tutto svincolata dal paternalismo, dalla dittatura dell'immagine. Non è un caso, a mio parere, se con l'avvento di Internet è il contenuto radiofonico che meglio ha saputo adattarsi ai nuovi linguaggi, le nuove modalità di accesso, i nuovi tempi della comunicazione digitale. Trovando nelle immagini e nelle informazioni testuali non due padroni, com'era successo ai tempi della tv, ma due validi alleati.
In ogni caso godiamoci questo 13 febbraio, promosso dall'Unesco World Radio Day. L'organizzazione culturale dell'ONU ha preparato una pagina speciale piena di informazioni e rimandi a studi e statistiche che - pur con qualche scivolone, come il riferimento alla radio satellitare dell'ormai fallita Worldspace - permettono di farsi un'idea concreta dell'importanza della radio, specialmente in Africa, Asia e America Latina (belli a questo proposito i report della African Media Development Initiative promossa dalla BBC e da alcune fondazioni internazionali quache anno fa, o le relazioni che trovate sul sito AudienceScapes). Proprio per discutere delle prospettive della radiofonia nelle regioni in via di sviluppo si riuniscono oggi a Londa i rappresentanti dell'Unesco e della School of oriental and african studies della University of London in un convegno che verrà trasmesso in diretta Web a partire dalle ore 17.30. Ma potete leggere anche della radio-in-a-box, uno studio con annesso trasmettitore FM da 30 Watt realizzato dall'Asian Broadcasting Union per gli interventi in zone disastrate, accedere all'archivio audio dell'Unesco e ai podcast realizzati per l'occasione, scaricare il recentissimo manuale sulle radio comunitarie e naturalmente partecipare alla giornata attraverso Facebook e Twitter.