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10 giugno 2012

Chiavette DVB-T, un tutorial in lingua italiana e un forum zeppo di informazioni

Qualche giorno di "vacatio postae" mi sono costati un lungo arretrato di segnalazioni che riguardano gli aspetti hobbystici della radiofonia, incredibilmente vivaci nonostante l'epoca sempre meno propizia a un medium antico solo in apparenza.
Partiamo con uno dei temi caldi del momento, la sperimentazione sulle chiavette USB destinate alla ricezione dei segnali del digitale televisivo terrestre sui personal computer. Mi sembra doveroso riportare qui una pagina-tutorial realizzata dal radioamatore italiano Ivo Brugnera I6IBE, con numerosi consigli sulla corretta installazione dei driver per sistema operativo Windows che permettono di usare le chiavette DVB-T come front end SDR a bassissimo costo. Ivo ha messo insieme una quantità di trucchi che permettono di ovviare ai problemi di sintonia che spesso si verificano quando i driver determinano qualche incompatibilità di sistema. I trucchi lasciano intuire una attena lettura di uno dei gruppi di discussione di riferimento per i maghetti dell'SDR "dei poveri". Il forum si chiama Ultra-cheap-sdr.
Il gruppo è strapieno di informazioni, ho trovato persino questo filmato YT in cui Balint Seeber dimostra l'uso di una chiavetta controllata dal software HDSDR in emulazione Wine su MacOS X (dove è implementato anche GNURadio). Wow!

02 maggio 2012

Phi, nuovo front end SDR a larga banda

Difficile ormai svegliarsi senza trovarsi davanti a un nuovo progetto SDR nella posta mattutina. I gruppi di discussione sulla radio definita via software discutono l'arrivo di una startup un po' misteriosa che propone una magica scheda in grado di acquisire qualsiasi segnale da 0 a 4 GHz e agire così da "gateway" tra servizi oggi confinati su infrastrutture radio diverse, dalla tv digitale terrestre al telefono cellulare. La società si chiama Per Vices (pronunciato all'incirca "purvisis") e anche se il sito - stranamente laconico - non lo dice, ha sede a Toronto in Canada. Il suo front end SDR si chiama Phi (un bel nome) va in vendita il 6 maggio e per il momento la compatibilità è garantita solo per ambienti Linux. Il prezzo, 666,66 dollari suona un po' come una parodia dell'Esorcista ma tant'è. A 750 dollari la scheda viene venduta insieme a due "antenne" log periodiche implementate su due schedine pcb triangolari - e questo è un tocco da maestro. Le poche specifiche fornite da Per Vices dicono che l'ADC della scheda lavora a 125 megasammple/s su 12 bit con 84 dBc di range dinamico, mentre il DAC opera a 250 megasample su 16 bit.


Con Google si viene a sapere qualcosina in più. Per esempio che la startup è canadese ed è stata fondata da Victor Wollesen e Yi Yao, due fisici che lavoravano nell'industria della difesa. Altre notizie si trovano in un thread su Hacker News. Giustamente la scheda viene paragonata al front end SDR di Ettus Research, anche se il prezzo è assai più contenuto (la scheda Ettus costa il doppio). Il cuore della scheda è una FPGA Altera Cyclone IV e la principale differenza rispetto alla scheda USRP della Ettus, costo a parte, è il bus PCIe x4 con 8 (invece di 1) Gbps di velocità di trasferimento. Dallo stesso thread vengo a sapere dell'esistenza di un'altra startup canadese, di Ottawa, chiamata ThinkRF che produce schede di acquisizione concettualmente simili per la digitalizzazione, la conversione e l'analisi di segnali RF fino a 10 GHz

08 ottobre 2010

DRM+ a Torino la prima sperimentazione di Radio Maria

Questa, appena apparsa sul sito di Roberto Borri I1YRB è la forma d'onda del segnale DRM+ da poco andato on air a Torino su una frequenza di 55,8 MHz in banda VHF I (sono previste anche emissioni in banda II/FM) nell'ambito di una sperimentazione organizzata a scopo di validazione da Associazione Radio Maria, World Family of Radio Maria e Fondazione Formare, sotto il coordinamento di Claudio Re. Claudio sta anche organizzando un simposio articolato su tre giornate (19 - 20 - 21 ottobre). La giornata centrale sarà dedicato a un incontro tra i promotori, gli interessati e la stampa.
Il DRM+ è una estensione della norma Digital Radio Mondiale pensata per la propagazione su frequenze tra 30 e 174 MHz. Dopo le prime, parziali delusioni riscontrate da questo sistema applicato alla trasmissione in onde corte e in onde medie, dove ai numerosi test effettuati non è finora seguito un elevato coinvolgimento da parte del mercato dei ricevitori, l'uso di un sistema digitale a occupazione di banda relativamente contenuta (100 kHz), eentualmente compatibile con politiche di gestione dello spettro a regime misto analogico digitale, potrebbe essere una alternativa o un complemento alle attuali trasmissioni in FM analogico. Questo anche nel contesto di un potenziale riuso delle frequenze in banda I lasciate libere dallo switchoff televisivo, che potrebbe portare alla creazione di porzioni di spettro solo digitale da affiancare alla tradizionale banda II.



DRM+
Radio Maria inizia il primo test di trasmissione in Italia

Associazione Radio Maria, World Family of Radio Maria e Fondazione Formare hanno
congiuntamente promosso un pool tecnico di esperti al fine di realizzare, per la prima volta sul territorio nazionale, lo svolgimento di test di trasmissione in DRM+.

Il DRM+ è parte del sistema di trasmissione DRM (Digital Radio Mondiale) che utilizza frequenze comprese in uno spettro tra 0.1 MHz e 174 MHz. Questa innovativa tecnologia permetterà di offrire una qualità migliore del segnale unitamente ad una trasmissione contemporanea di tipo analogico e digitale, con caratteristiche di propagazione che si prestano a soddisfare le molteplici esigenze delle emittenti in relazione al rispettivo bacino d’utenza.
I membri del pool assicureranno la disponibilità di risorse tecnologiche e conoscenze professionali tali da consentire lo svolgimento dei test, per la durata di un anno, presso l’area metropolitana di Torino in virtù di una licenza rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Comunicazioni. La sperimentazione avverrà congiuntamente in Banda I ed in Banda II (FM) in modalità combinata, tramite le strutture allestite assieme al “CSP innovazione nelle ICT”. Obiettivo primario è la verifica dei parametri di affidabilità, qualità e polifunzionalità d’uso del sistema DRM+, con possibili applicazioni anche in aree internazionali ove già opera il network World Family of Radio Maria, presente in 53 Paesi nei cinque continenti (www.radiomaria.org). Un simposio dedicato a tale sperimentazione si terrà nei giorni 19-20-21 ottobre 2010, con visite guidate alle postazioni radio e analisi della copertura del segnale.

07 aprile 2010

NPR: i radioamatori nell'era di Twitter

Il programma All Things Considered di National Public Radio si è occupato di radioamatori "ai tempi di Twitter", parlando di un hobby dato per spacciato ma che in realtà (complice anche la decisione di abolire l'esame di radiotelegrafia Morse come requisito per la licenza completa) è addirittura in aumento rispetto al passato. Peccato che i giornalisti di NPR si lascino sfuggire completamente l'aspetto della sperimentazione, che colloca oggi, anche se in una nicchia, la comunità dei radiomatori alla frontiera delle comunicazioni digitali.
Se andate ad ascoltare o leggere la trascrizione del programma, trovate un link interessante a un'altra trasmissione NPR dedicata alla trasmissione di messaggi testuali nel sottosuolo, su frequenze VLF. Viene citato un giovanissimo inventore che ha realizzato questo sistema pensando ad applicazioni come le comunicazioni di soccorso o i contatti tra squadre di ricercatori di diverse discipline. Alexander Kendrick ha stabilito con il suo dispositivo un record di profondità, ricevendo segnali a 300 metri sotto la superficie e meritandosi una citazione su Engadget e soprattutto un viaggio al CERN di Ginevra. Qui trovate un paper sulla sua Underground Radio II.
Ham Radio Growing In The Age Of Twitter
by MATT SEPIC

Only a few years ago, blogs listed ham radio alongside 35 mm film and VHS tape as technologies slated to disappear.
They were wrong.
Nearly 700,000 Americans have ham radio licenses — up 60 percent from 1981, a generation ago. And the number is growing.
Ham radio will never have the sex appeal of the iPhone, but it does have a certain nerd appeal, says Allen Weiner, an analyst at the technology research firm Gartner.
"If it creates its own experience, that's really what's key here," he says. "If it just emulates an experience that you can get online, it's not going to grow."
Newcomers to ham radio include Helen Schlarman, 89, who has a compact, two-way radio in her home in suburban St. Louis. She looks up a friend across town by pushing the talk button, announcing the letters and numbers of his call sign (W-0-S-J-S), and then announcing her own (W-0-A-K-I).
Steve Schmitz's voice crackles through Schlarman's radio.
"Hi Helen, how you doing, W-0-S-J-S?" he says, ending his response with his own call letters.
Many "hams," as they're known, hang postcards from global contacts on their walls, the way hunters show off deer antlers, but Schlarman's chats are mostly local. She says this hobby is perfect for an outgoing person who spends a lot of time inside.
"It's a different community," she says. "There [are] no stereotypes of age; it's just talking and sharing and enjoying."
Until recently, ham radio was declining as older operators died. Then the Federal Communications Commission phased out the Morse code test that many saw as a stumbling block to getting a license. Last year more than 30,000 new applicants signed up to become ham radio operators, according to Maria Somma, an official with the American Radio Relay League.
At a ham radio convention near St. Louis, the crowd swapping antenna parts and other equipment is mostly male, and over 50. But 15-year-old Jonathan Dunn is attending along with his father. He says Facebook and texting are fun, but making friends using a $200 radio that doesn't come with monthly fees is more rewarding.
"With ham radio you can talk to new people, all kinds of ages, races, and it's just amazing what a little radio can do. Because no matter where you're at, if you have the right stuff and the right power you can talk to anyone," he says.
Jonathan's dad, Steve Dunn, says the polite chitchat between ham radio operators is good for teenagers. "If young people have the opportunity to communicate with a wide range of people, that instills a certain amount of confidence in their ability to carry on the lost art of small talk," he says.
Even the most die-hard hams concede that amateur radio will never be a mainstream hobby. With smart phones and other devices, people are more plugged in to the Internet than before. But people are still discovering the joy of communicating with a technology that's existed for nearly a century.

14 febbraio 2010

Tutta l'Alaska in DRM: parte Digital Aurora?

Benn Kobb, il mio amico americano esperto di politiche di gestione dello spettro delle radiofrequenze e consulente, mi segnala che il sito di Digital Aurora Radio Technology (DART) è stato aggiornato con fotografie e dettagli sulle frequenze di trasmissione della stazione sperimentale WE2XRH, autorizzata tempo fa dalla FCC per un test in modalità digitale DRM in banda HF. L'obiettivo di DART è coprire, in onde corte, lo stato artico dell'Alaska.
Secondo le informazioni pubblicate ora sul sito le trasmissioni sono già "on air" e l'aspetto quanto mai curioso è che l'operatore afferma di utilizzare (forse a scopi identificativi?) il codice Morse. «We are currently testing DRM on 4.85 MHz, 7.505 MHz and 9.295 MHz. In addition, we are broadcasting CW on 4.851 MHz, 7.511 MHz and 9.301 MHz. If you pick up our signal, let us know - we would like to hear from you.» Non mi sembra di aver visto segnalazioni, difficile dire se queste trasmissioni ci sono o no. Tra l'altro l'emittente afferma espressamente di utilizzare un tipo di antenna (NVIS, Near Vertical Incident Skywave) che utilizza la ionosfera come una sorta di ombrello, illuminando una zona centrata intorno al trasmettitore con un cono di radiofrequenza a riflessione quasi verticale. E' uno schema che certo non favorisce la propagazione a lunghissime distanze. Fatta la tara della brutta sensazione di vaporware che ho avuto leggendo queste informazioni, un progetto come quello delineato da DART non è poi così campato per aria. Coprire l'intera Alaska via radio richiederebbe un network di emittenti, link terrestri e satellitari, energia, soldi. Con le onde corte tutto questo diventa possibile con mezzi più limitati. Ma tutto dipende molto dal tipo di contenuti, dall'interesse che questi, insieme ai servizi associati al DRM, potrebbero suscitare negli ascoltatori. Resta su tutto l'incognita dei ricevitori, problema ancora irrisolto.