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05 marzo 2014

La Corte dei Conti fa le pulci sul bilancio RAI 2012 (quasi 246 milioni di buco). Radio (e tv) non mettono a frutto il potenziale sul Web.


Un tweet catturato da Andrea Borgnino rivela la presenza sul sito della Corte dei Conti (in fin dei conti è una non notizia, vista la funzione di questo organo di controllo) di una ampia relazione sul bilancio della RAI negli anni 2011 e 2012. Una relazione che contiene moltissime indicazioni sia sul mercato radiofonico in Italia, sia sul potenziale (ampiamente sprecato) di Radio RAI, che nel 2012 è costata 128,7 milioni di euro, 2 in meno rispetto al 2011. Nel complesso la RAI perde 245,7 milioni di euro nel 2012, contro l'attivo di 39,7 milioni maturato nel 2011. Nel secondo anno preso in esame dalla Corte (può essere utile esaminare il confronto con il 2010), il buco in bilancio è legato a diversi fattori, in particolare i grossi investimenti legati alla copertura delle Olimpiadi e una perdita secca di circa 200 milioni sugli introiti pubblicitari (contrazione del 22% rispetto al 2011). Particolarmente gravoso è anche il peso dell'evasione del canone ordinario, che nel 2012 sarebbe stata pari al 27%.

A parte tutte le altre considerazioni, economicamente la radiofonia pubblica - che nella relazione della Corte viene pur sempre definita il secondo medium italiano per numero di fruitori - fa la parte della Cenerentola. Basti pensare che per Radio 3, il canale culturale e musicale, vengono spesi solo 11,5 milioni in costi di produzione. La relazione fa le pulci anche al resto, incluso il piano di rilancio della radiofonia del 2009: evidentemente non riuscito - ma questa è una mia considerazione -  se in termini di ascolti Radio RAI è precipitata nella metà inferiore della Top 10 dei network. Messa in discussione soprattutto la strategia Web, definita troppo frammentata e disorganizzata. Il risultato è che anche nell'"ascolto"via Internet Radio RAI è indietro rispetto ai privati. Per quanto concerne la TV il divario è ancora più pesante in termini di ricavi: con tutti i suoi programmi televisivi l'ente pubblico incassa sul Web 8 milioni di euro e rotti contro i 30 del concorrente "naturale" Mediaset. La RAI non riesce a "inseguire" i suoi potenziali ascoltatori, malgrado i lodevoli tentativi che la radiofonia in particolare ha fatto per il potenziamento dell'offerta in streaming e in podcast. Tra le righe della relazione della Corte si legge una esortazione a rivedere completamente la brand identity sul Web, per la televisione si tratterebbe di strutturare le offerte in percorsi tematici più integrati, per la radio di aumentare l'interazione (vengono citati gli esperimenti di Radio 3) e ridurre, appunto, la frammentazione attuale - frutto aggiungo io della solita incapacità di pianificare una vera strategia online ex ante: come sempre accade la Rai si limita a gestire alla bell'e meglio un coacervo di siti individuali e un mosaico di stimoli contrastanti, senza una visione unitaria del marchio Radio RAI, neppure a livello dei singoli canali. Ovviamente bisogna tener conto del fatto che dalle considerazioni della magistratura contabile mancano completamente gli aspetti che riguardano la nuova offerta dei canali di Web radio, per i quali non erano ancora disponibili dati.
Per gli addetti al settore è una lettura fondamentale, per noi utenti è uno scenario in parte desolante. Figuratevi che nel 2012 un canale di pubblica utilità come ISORadio è stato gestito dalla RAI "pro bono" senza incassare alcun corrispettivo economico (circa 2 milioni) a causa della scadenza del contratto con il CCISS. Per non parlare della RAI fanalino di coda nella classifica Audiweb dei siti di notizie, dominata dai due maggiori quotidiani nazionali.
Si parla anche di infrastruttura nell'analisi della Corte dei Conti. Nel 2012 la RAI paga quasi 189 milioni per la diffusione dei suoi contenuti. La radiofonia può contare su 2700 impianti in 900 postazioni, ma anche qui la situazione è carente, la copertura territoriale ne soffre a causa dell'invecchiamento degli impianti e delle interferenze dai privati. 

17 novembre 2013

Auditorium, elusivo canale RAI di "classica no stop" promuove l'ascolto in DAB+. Con antenna sul tetto.

Auditorium, il canale di classica no stop di Radio RAI, promuove sul proprio sito Web l'ascolto in DAB+. Facendo per così dire doppio outing: rivelando cioè che in Italia esiste anche un'offerta musicale di questo tipo (quanti sanno che Auditorium può essere ascoltata, oltre che in streaming, app, sul DTT e via satellite, anche in FM in cinque città importanti?). E ammettendo che all'interno delle case il segnale della radio digitale può non essere abbastanza intenso. «Gli appassionati che volessero ricevere  la Radio Digitale anche dove il segnale è scarso possono ricorrere a soluzioni tecniche raffinate, come ad esempio una antenna sul tetto e un cavo  che porti il segnale fino al radioricevitore.» È una affermazione candida ma tutto sommato rispettosa del consumatore, e un argomento che i fautori della radio digitale tendono spesso a marginalizzare. Invece è un problema importante perché le frequenze del DAB sono quelle un tempo utilizzate dalla tv e la tv, si sa, si riceve meglio con una antenna esterna. Questa semplice circostanza non può essere trascurata da chi deve decidere sul passaggio a nuove forme di radiofonia, magari a esclusione totale di quelle che oggi servono decine di milioni di ascoltatori. 
In FM Auditorium è presente a: 

Ancona su 106,00 MHz. 
Milano su 102,20 MHz
Napoli su 103,90 MHz
Roma su 100,30 MHz 
Torino su 101,80 MHz

Purtroppo al momento non sono previsti ampliamenti del servizio.

La musica di Auditorium in digitale
Il servizio di Radio Digitale è stato esteso, e recentemente è diventato ufficialmente  attivo  in Provincia di Trento (M.Paganella) e da Roma (Monte Mario). Il servizio digitale arriva anche in molte altre province italiane (ad es. Aosta, Milano, Torino, Napoli, Palermo...). La superficie servita sarà progressivamente estesa, e già il servizio è in sperimentazione in molte zone del Nord Italia.
Lo standard che adesso viene usato è il DAB+ (il simbolo "+" indica lo standard più avanzato con una codifica più elaborata del segnale audio) , in stereofonia. 
La Radio Digitale offre la possibilità di inviare all'utente, oltre all'audio,  arricchimenti sotto forma di infromazioni testuali  e immagini, che possono essere correlate al programma radiofonico oppure indipendenti.
Sul canale di testo  i metadati relativi al brano in trasmissione (artista, titolo...) sono inviati anche  secondo lo standard DL+ (Radio Semantica),  una sperimentazione  a cura del Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica della RAI in Torino.
Chi già dispone di un radioricevitore per DAB+ potra quindi ascoltare , in provincia di Trento, a Roma  e nelle altre zone raggiunte dal servizio, Radiofd5 su un canale aggiuntivo a quelli già esistenti:  satellite, nei canali Radio del digitale terrestre televisivo,  web (clikkando sui tasti software a destra in questa pagina),  Filodiffusione Analogica (incompatibile con l'ADSL).
 Chi  dovesse acquistare ex-novo una radio digitale dovrà chiedere che sia idonea a ricevere lo standard DAB+. Esistono sia radio e autoradio DAB+, sia  dei piccoli "decoder"  digitale-analogico da collegare alla radio, a patto che  la radio disponga dei connettori necesari, il che va verificato modello per modello. E' già disponibile un chip che integra AM-FM-DAB,e quindi è probabile che tra qualche tempo esisteranno cellulari, smatphone, tablet, con cui sarà possibile ascoltare anche la radio DAB, come già avviene per l'FM.
La "copertura" del servizio indicata sulle mappe è riferita a livello di "suolo libero", che nelle aree densamente urbanizzate coincide con i tetti dei palazzi; potrebbe quindi accadere che il segnale sia ricevibile sul tetto ("outdoor") e non dentro l'appartamento o il negozio ("indoor"). Gli appassionati che volessero ricevere  la Radio Digitale anche dove il segnale è scarso possono ricorrere a soluzioni tecniche raffinate, come ad esempio una antenna sul tetto e un cavo  che porti il segnale fino al radioricevitore. La Radio Digitale è infatti attualmente trasmessa sulle frequenze VHF, e quindi l'antenna può essere lineare, può assomigliare molto a quella Yagi del primo canale TV, o di altro tipo (per gli appassionati le antenne sono un mondo a sé).  Se invece la ricezione avviene tramite uno "stilo",  sarà più corto che per una radio FM poiché la frequenza è maggiore.
Informazioni sulla copertura DAB+ possono essere richieste all'800 111 555 di Raiway, o scrivendo a raiway (at) rai (dot) it. Segnalazioni, domande, e altro possono essere anche inviate a filodiffusione (at) rai (dot) it o con un SMS al numero 347 014 23 71.
I programmi dei Radiofd5 sono anche consultabili alla pagina 539 del Televideo RAI.

13 aprile 2011

Radio 3: le "radiografie" di un'Italia che resiste

Non so chi abbia avuto l'idea, chiunque sia è un genio, fin dal nome di questo nuovo spazio del sito di Radio 3. Peccato solo che tutto finisca nel vortice nero di un sito istituzionale che andrebbe pesantemente rivisto nel layout grafico, nei colori e nell'uso dei plugin tecnologici (abbasso Silverlight). Fatta questa premessa, le nuove "Radiografie" - le foto dei loro apparecchi radio che gli ascoltatori del canale culturale di Radio Rai sono invitati a spedire all'indirizzo radio3web (at) rai (dot) it e che da ieri vengono pubblicate all'indirizzo rai.tv (ce ne sono già un centinaio) - sono una meraviglia, un ritratto delicato, romantico e ottimista della passione che evidentemente tante persone continuano a nutrire per una radiofonia fatta come si deve. Con il cervello e il cuore. Invito tutti coloro che frequentano Radiopassioni e coloro che vi accedono casualmente, a fotografare i loro apparecchi radio e a inviare gli scatti all'indirizzo appena citato.
In ore così tristi per la nostra politica parlamentare, di fronte a una suddivisione sempre più marcata, abissale, tra due tipologie di italiani (una purtroppo minoritaria), sotto il piombo dei decreti arbitrari che cercano di imbavagliare la giustizia, nel desolante spegnersi di molte iniziative culturali, nell'indifferenza distruttiva nei confronti della scuola in primo luogo ma anche del teatro, del cinema, della musica, è addirittura commovente l'accostamento tra la radio da ascoltare (e su cui pensare) e i libri letti e da leggere che traspare in queste immagini. Un tenue messaggio di speranza per tutti quelli che si aggrappano all'idea che ancora non è tutto finito.
Grazie, Radio 3.

03 novembre 2010

L'Archivio Rai della canzone napoletana a Milano



Antonio Lubrano presenta alla Mediateca Santa Teresa di Milano le postazioni per l'accesso all'Archivio della canzone napoletana di Radio Rai. L'archivio, curato da Paquito Del Bosco (nella foto è quello davanti al monitor) è stato inaugurato diversi mesi fa ma per le solite questioni legate ai diritti d'autore, non è possibile mettere a disposizione di tutti, online, le decine di migliaia di brani che l'archivio rende invece fruibili da postazioni "chiuse", come quelle allestite da oggi alla mediateca milanese, che fa parte della famosa biblioteca nazionale braidense e ha già da tempo accordi con le Teche RAI per la distribuzione dei suoi contenuti ai cittadini. Ecco anche l'audio della presentazione:


28 ottobre 2010

La storia di Radio 3 in un libro

La pubblicazione curata da Giorgio Magi in occasione del convegno. In copertina la locandina originale dell'inaugurazione del "Terzo Programma". La storia del programma culturale pubblico verrà presto reso disponibile in pdf. Per una galleria di altre fotografie d'archivio sulla attuale "Radio 3" ecco un indirizzo allestito sul portale RAI.

Ritorno al futuro per le voci radiofoniche della cultura


Nell'incredibile architettura art déco/razionalista del palazzo della radio di via Asiago, Roma inizia la giornata di festa e discussione sul futuro della radio culturale promossa da Radio 3 per i suoi 60 anni.

07 settembre 2010

Dai clandestini di CaterSport il "solo Web" di Radio RAI

Che fatica sperimentare la radio 2.0 in Italia! Anche quando si tratta di radio 1.1. Attraverso Facebook mi ha contattato Sergio Ferrentino, di CaterSport, la trasmissione sportiva che va in onda la domenica in serata su RAI Radio 2. Il team di CaterSport - che il 12 settembre lancerà anche una sua versione del fantacalcio, il concorso "11 Secchi" - ha convinto la direzione della rete di intrattenimento ad autorizzare un supplemento del programma diffuso esclusivamente in streaming Web. In pratica dal 5 settembre CaterSport trasmette come al solito dalle 20:00 alle 21:00 sulle frequenze di Radio 2 e a partire dalle 21, in diretta, solo su Internet. Sulla home page del programma è già disponibile l'MP3 della prima serata, inclusa l'ora supplementare diffusa in streaming.
Per Radio Rai non è una prima assoluta. «Avevamo sperimentato il tutto durante le Olimpiadi di Pechino - spiega Sergio. Le gare importanti fuori dalle nostre dirette le commentavamo in diretta streaming.» Già allora, aggiunge l il co-autore e conduttore della trasmissione, non era stato facile ottenere il via libera. E con il cambio di direzione gli ostacoli non sono diminuiti, anzi. Quelli di CaterStreaming si sentono, conclude Sergio, un po' "clandestini". In barba a quanto abbiamo letto a proposito della futura offerta di canali Web firmati dall'emittente pubblica.
La palma di prima Web radio promossa da una rete RAI spetta, guarda caso, a due conduttori ormai giubilati, Luca Sofri e Matteo Bordone, che nel 2007 diffusero in streaming e solo in streaming un programma speciale dalal Fiera del Libro di Torino, nel quadro della sperimentazione di Radio 3 Web. Un esperimento che non ha portato molta fortuna né a Radio Rai Web né alle due voci di Condor.
Il mio augurio è che oggi Sergio Ferrentino e C. riescano (ancora una volta) a fare da apripista di un nuovo modo di diffondere contenuti radiofonici e che la RAI si decida una volta per tutte a far leva sul suo enorme patrimonio di creatività e di materiali di archivio, moltiplicando le opportunità di ascolto. Nicchia o non nicchia.

07 luglio 2010

Nuova sezione podcast RAI su iTunes Store


Dopo un impegnativo lavoro di allestimento con l'ostico linguaggio del CMS Apple, è andata online sull'iTunes Store la pagina dedicata ai programmi RAI disponibili nella formula podcast. Ecco l'immagine dell'apertura della sezione specifica:



Il banner della Rai fa bella mostra di sé anche nel rolling delle segnalazioni in cima alla prima pagina dello Store, insieme tra l'altro ai podcast di Radio della Svizzera Italiana:






08 giugno 2010

Guglielmo il mago a Radio 1

E' andata in ond a questa mattina a Radio Anch'io (Radio 1) da Sasso Marconi una puntata speciale su Guglielmo Marconi. Non sapevo nulla di questo ennesimo docu-film di cui hanno parlato, "Il mago delle onde", diretto da Alessandro Giupponi e attualmente in vendita in DVD. Le informazioni relative a questo documentario si trovano su un sito al momento non disponibile, in compenso ecco il trailer da YouTube




Guglielmo Marconi: Il mago delle onde

martedì 8 giugno 2010

Appuntamento con Guglielmo Marconi a Radio Anch’io, in occasione della fase conclusiva del Centenario del Premio Nobel al geniale inventore della radio.
Guglielmo Marconi inventore, imprenditore e italiano di successo nei commenti di specialisti e pubblico in una trasmissione che sarà fatta direttamente dall’Auditorium dell’allora villa di famiglia a Sasso Marconi, oggi sede della Fondazione G. Marconi e dell’omonimo Museo della Radio.
Alla trasmissione, condotta da Ruggero Po, parteciperanno direttamente da Sasso Marconi:

Gabriele Falciasecca, Presidente, Fondazione G. Marconi
Barbara Valotti, Direttrice, Museo G. Marconi
Francesco Paresce Marconi, astronomo e fisico
Stefano Mazzetti, Sindaco, Sasso Marconi
Alessandro Giupponi, Regista del film Il Mago delle onde
Alessandra Infascelli, Produttore del film Il Mago delle onde

Interverranno telefonicamente:

Luciano Maiani, Presidente, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi
Peppino Ortoleva, Massmediologo

Sul sito della trasmissione si può già riascoltare la puntata. Oppure cliccate qui per la mia registrazione:

05 giugno 2010

Quelli di Caterpillar dalla radio alla tv


Mancano poche ore alla messa in onda su Rai 3 (ore 14.50) di Quelli di Caterpillar, versione televisiva della famosa trasmissione di Radio 2 con Massimo Cirri e Filippo Solibello. Secondo Cirri, che ho brevemente intervistato nel corso della conferenza stampa di giovedì in Corso Sempione, non si tratta di Visual Radio ma di vera e propria tv, anche se "leggera". Però non c'è nessuna discontinuità rispetto allo spirito della trasmissione radiofonica. L'equipaggiamento di base dei nuovi radiovideoreporter di Caterpillar sarà lo zainetto della LiveU un sistema di uplink wireless che sfrutta fino a sei SIM card per agganciarsi all'infrastruttura 3G.
Per scaricare la brochure di questo sistema, sviluppato per consentire una rapida messa in onda di contenuti di tipo televisivo che necessativano un tempo di pesanti infrastrutture in microonde terrestri o satellitari, cliccate qui.
Ecco invece l'audio della conferenza stampa e dell'intervista (di un anonima collega e del sottoscritto) a Massimo Cirri, che parla anche dell'iniziativa in programma a Trieste con le radio italiane che dedicano la loro programmazione al disagio mentale:


03 giugno 2010

Radio RAI cambia il formato di streaming online


Da stamattina è online il nuovo formato di streaming dei tre programmi di Radio RAI, passata a utilizzare Windows Media Audio v.9. Il player pop up è raggiungibile dal portale www.radio.rai.it oppure all'indirizzo http://www.rai.tv/dl/RaiTV/popup/player_radio.html?v=1 (il numero di canale varia fino a 8 visto che è inclusa anche Italia Radio di Rai International oltre alla ex filodiffusione, Isoradio e GR Parlamento).
Per ora resta attivo anche il vecchio flusso RealMedia, in attesa di una decisione finale sulla sua sopravvivenza. A quanto ne so anche questa è una tappa intermedia perché come per molte altre emittenti pubbliche è possibile in futuro l'adozione di nuovi formati, ma anche con Windows Media (a 96 kHz di campionamento), devo dire che il salto rispetto a Real si fa sentire. La "classica" di Auditorium suona molto meglio di prima, il pianoforte delle variazioni beethoveniane che sto ascoltando non ha mai avuto un tono così caldo e non distorto. C'è anche una paginetta di FAQ davvero utile e soprattutto rispettosa della comunità open source, con la lista delle URL da utilizzare per chi, sotto Linux, adotta player aperti come VLC. Per comodità ecco l'elenco dei link diretti.

Radio 1: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=162834
Radio 2: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=162063
Radio 3: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=162841
Filodiffusione 4: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=173799
Filodiffusione 5: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=173832
Isoradio: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=173875
Gr Parlamento: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=173879
Rai Italia Radio: http://mediapolis.rai.it/relinker/relinkerServlet.htm?cont=173887

Io sto ascoltando il nuovo stream WMA con i plug-in FlipVideo con Safari Mac e tutto funziona a meraviglia. Brava Radio RAI!

18 maggio 2010

iPhone App di Radio RAI, boom dei podcast

Sembra che il lancio dell'applicazione per l'ascolto su Apple iPhone dei programmi Radio RAI abbia avuto una immediata ripercussione sulla popolarità del servizio podcast dell'emittente pubblica. Rispetto alla media della settimane che hanno preceduto l'uscita della app, la differenza riscontrata è di circa 75 mila podcast settimanali in più. E' un dato che mi sembra molto significativo. La radio non lineare di Radio RAI ha sempre sofferto, in termini di volumi di ascolto, per gli evidenti difetti di una interfaccia poco accattivante. Le cose sono migliorate con la creazione del nuovo portale Rai.tv, ma sono rimaste le magagne di uno strumento che non viene gestito con la necessaria puntualità. Il podcast di molte trasmissioni, inclusa la seguitissima lettura ad alta voce di grandi romanzi su RadioTre, risulta spesso non aggiornato, alcuni contenuti risultano non disponibili per vincoli normativi (diritti d'autore) che funzionano a singhiozzo, escludendo qualcosa e autorizzandone altre, senza apparente continuità. Del resto tutta la sezione radiofonica del portale della RAI continua a presentare, a dispetto dei recenti restyling, grosse pecche di uniformità. Programmi importanti non hanno uno spazio Web adeguato ai tempi, mancano le schede in sincronia con i palinsesti. E non parliamo della vessatissima questione dei forum di discussione, rimasti in una desolante e annerità metà del guado dopo che i responsabili hanno deciso la migrazione dalla vecchia interfaccia della Community Rai (bloccata alle nuove iscrizioni, nonostante diversi forum continuino a funzionare col vecchio regime), al nuovo luttuoso spazio che dovrebbe ospitare le opinioni dei cittadini abbonati RAI sulle trasmissioni e su temi di rilevanza sociale. Moltissimi utenti di questo spazio lamentano la scarsa leggibilità, la difficile accessibilità (in barba alla Legge Stanca), ma nessuno fa niente.
Ora basta una app ben azzeccata, con una interfaccia molto immediata, per un dispositivo che piace e di colpo la radio non lineare registra percentuali di crescita a doppia cifra. Mi sembra come dicevo molto indicativo. E mi sembra anche urgentissimo che RaiNet affronti il problema della presenza Web della nostra emittenza pubblica, prendendo a esempio la ricchezza e la completezza riservata ad altre emittenti dell'Unione Europea. Date un'occhiata all'incredibile brand unity dei siti di Radio France, alla quantità di informazioni fornite, con grande tempestività, per ciascun programma, alle funzioni di riascolto in streaming e in podcast (che spesso consentono di riascoltare il programma che vi siete perso a una settimana, quando non a un mese dalla trasmissione). Radio France tra l'altro lo fa su molti più programmi radiofonici, molto più "densi" dei nostri.
Il Web, fisso o mobile che sia, è una occasione formidabile, qualcuno dovrebbe farlo capire ai vertici RAI. A meno che non ci sia qualcuno che ritiene la radio un mezzo morto e sepolto perché non può mostrare le tette delle veline e le tronfie facce dei governanti.

29 aprile 2010

Socillo, presto 2 Web radio RAI con materiali d'archivio

Diecimila download nel primo giorno, primo posto in classifica tra la app italiane scaricate da iTunes Store. Il player per iPhone di RadioRAI realizzato dalla milanese Neo Network (società Magnolia e dunque controllata oggi da De Agostini Group attraverso la divisione Zodiak Entertainment), anche se è sicuramente perfettibile e priva delle estensioni previste per il futuro. Oggi TGR Neapolis ha trasmesso questa intervista con Bruno Socillo, il responsabile della radiofonia Rai. Che annuncia, a proposito dei ricchi archivi storici della nostra emittente, il prossimo lancio di due Web radio tematiche basate appunto su contenuti del passato.



28 aprile 2010

Radio RAI in tasca: dirette e podcast su Apple iPhone

Grande attesa questa mattina in viale Mazzini per il lancio della applicazione iPhone (scaricabile qui) di Radio RAI, anticipata sulle pagine di questi giornali. Tutti i palinsesti della radio, l'ascolto dei canali in diretta, le schede dei programmi e naturalmente l'accesso alla radio on demand, "non lineare" come si dice dei podcast. Alla piattaforma Apple faranno seguito altri sistemi operativi mobili "smart".
La popolarità dei podcast RAI sfiora il milione e mezzo di download mensili (marzo 2010) ma la gestione di questo aspetto del sito RAI (ecco per esempio la nuova pagina dei podcast di Radio 3) lascia spazio ad ampi margini di miglioramento. Il podcast di diverse trasmissioni non viene aggiornato con regolarità, per programmi molto popolari (un nome tra tutti, Ad Alta Voce, la lettura di grandi romanzi affidata a grandi attori, così apprezzata dagli ascoltatori di Radio 3 e dai non vedenti) ci sono anche problemi di diritti che nessuno ancora ha risolto definitivamente (non è facile, lo ammetto) ma che ostacolano la libera fruizione di questa essenziale modalità alternativa di ascolto. Chissà che questo non sia un primo passo per una definitiva soluzione al problema. E chissà che iPhone, la radiolina a transistor delle nuove generazioni - con buona pace dei fan della radio numerica DRM+ che si ostinano a considerarlo "un telefono" - non possa diventare il grimaldello per accedere all'infinito scrigno dei tesori d'archivio della nostra radiofonia.

Tutta la radio in tasca: l’applicazione Iphone di RadioRai

La direzione Radio Rai in collaborazione con Raitrade ha sviluppato e lanciato un applicazione Iphone che permette a tutti i possessori dello smartphone Apple di poter ascoltare e interagire con i programma di RadioRai. Questa iniziativa viene presentata nel corso di una conferenza stampa alle ore 10 nella sede Rai di Via Asiago dal direttore di RadioRai Bruno Socillo e dall’amministratore delegato di Raitrade Carlo Nardello alla presenza dell’onorevole Paolo Romani viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni.
L’applicazione, denominata “Tutta la radio in tasca”, è disponibile gratuitamente e dà la possibilità di far accedere agli utenti a tutti i contenuti di Radio1, Radio2, Radio3 e Isoradio in completa mobilità. Questa applicazione, disponibile ora solo per la piattaforma Apple e a breve anche per gli altri smartphones, permette di raggiungere un nuovo pubblico, sia in Italia che all’estero, abituato ad utilizzare questi terminali evoluti che permettono di rimanere connessi ad internet e poter ascoltare il proprio canale di RadioRai preferito in piena libertà di movimento e creandosi, utilizzando il podcast, il proprio palinsesto personalizzato. E’ infatti possibile ascoltare i canali radio in diretta streaming, consultare il palinsesto e le schede di ogni singolo programma e visualizzare video e immagini relative al mondo di RadioRai e scaricare le proprie trasmissioni preferite in podcast. Inoltre attraverso l’applicazione è possibile interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai.
Con questa applicazione il servizio pubblico di RadioRai offre i suoi contenuti nel mondo delle applicazioni smartphone attraendo un nuovo pubblico che usa sempre di più questi terminali per ascoltare la radio o per cercare notizie e approfondimenti.
Quest’iniziativa si va ad inserire nella complessa offerta multimediale di Radio Rai costituita dal portale Internet www.radio.rai.it e da otto sottoportali che permettono di fruire online i contenuti dei nostri canali che generano un traffico di oltre tredici milioni di pagine viste al mese (dato di Marzo 2010 – Fonte Site Census Nielsen). Tutti i programmi delle tre reti e di Gr Parlamento sono disponibili anche in podcast per l’ascolto su lettori portatili mp3 o sul computer e la fruizione di questa tipologia di radio “on demand” ha superato ampiamente il milione di download al mese (1.453.000 download nel mese di Marzo 2010).

29 gennaio 2010

Audiradio ultimi mesi '09: torna in calo Radio RAI

Non si è ripetuta la tendenza al rialzo per l'ascolto delle reti radiofoniche pubbliche registrata nel quinto bimestre 2009 da Audiradio, che ha appena reso disponibili sul suo sito le tabelle del sesto e ultimo bimestre dell'anno (non ancora il consuntivo per il secondo semestre).
Il periodo novembre-dicembre, qui in migliaia di ascoltatori nel giorno medio, segna anche una piccola contrazione nel numero totale di ascoltatori della radio. Torna a perdere Radio 2 - e i dati si riferiscono a prima del cambiamento di palinsesto - e scende sotto quota due milioni di ascoltatori Radio 3, che supera di poco Radio 24 ma non riesce a stare al passo con il vistoso primato regionale di quest'ultima in Lombardia, dove l'emittente del Sole 24 Ore ha un pubblico più che doppio rispetto al canale culturale pubblico.
Il primo network privato continua a essere RTL 102.5, ma è seguito a ruota da DeeJay. Entrambi ormai vedono abbastanza vicine le spalle di Radio 1. L'appuntamento è tra due mesi per i primi rilevamenti dopo i mutamenti introdotti dai direttori Preziosi, Mucciante e Sinibaldi. RTL è staccata di soli 700 mila ascoltatori da Radio 1.








(base popolazione 53.483)

08 gennaio 2010

Radio1, la notizia non attende ma dovrà pazientare

Ieri a Roma è stato presentato il nuovo palinsesto di Radiouno, il canale ammiraglio della radio pubblica. Vi allego qui uno degli approfondimenti pubblicati sul sito dell'ufficio stampa RAI il resto lo trovate nei lanci Agi riportati fedelmente da Prima Comunicazione. Antonio Preziosi, il direttore, sottolinea la marcata svolta verso un formato all news, che stranamente concede parecchio anche al varietà e alla musica. Certo, le notizie - come sottolinea il direttore - avranno la priorità e potranno interrompere gli altri programmi, ma mi spiace dirlo: i canali all news sono un'altra cosa.
Il problema taciuto dalla dirigenza è che una tematicità così spinta non si può fare con tre soli canali radiofonici a meno di non fingere che tematicità equivalga a demografia. La RAI trasmette un canale di intrattenimento e informazione per un pubblico maturo, un canale pseudo-giovanilista che tenderà sempre più spesso a imitare i network privati (lasciatemi spezzare una lancia in favore di chi sta criticando pesantemente "Traffic" la trasmissione che ha sostituito Condor su Radiodue, il livello dei conduttori è veramente basso) e un canale culturale. Una nazione di 56 milioni di abitanti e 4 milioni di immigrati avrebbe piuttosto bisogno di un canale di intrattenimento e informazione soprattutto sportiva, un canale di musica moderna di qualità, un canale di musica colta, un canale culturale, un canale solo informativo e di servizio e un canale con programmi prodotti da e per gli immigrati. La RAI ha sicuramente le risorse umane e infrastrutturali per poter affrontare questa trasformazione, la volontà politica e sindacale invece non ci sarà mai perché il carrozzone va bene così com'è e troppe voci rischiano sempre di aprire troppi spazi al pluralismo e alla crescita mentale. E chi li vuole correre questi rischi mortali?
Staremo adesso a vedere se davvero i buoni propositi di moltiplicazione dell'offerta attraverso il Web veranno concretizzati e in che modo. Per ora aspettiamo il lancio del nuovo sito di Radio3, previsto per la prossima settimana, e iscriviamoci numerosi agli account che Radio2 e Radio3 hanno aperto su Twitter. Ieri il responsabile della radiofonia Bruno Socillo ha espressamente citato le nuove reti digitali: «l’azienda ha deciso di fare delle scelte con la radiofonia, dandole un’attenzione che prima non c’era. C’e’ un gruppo di lavoro che se ne sta occupando ed entro febbraio tutta Radiorai sara’ sulla piattaforma i-phone e stiamo lavorando perche’ lo sia anche su altre piattaforme. Se Rai Way e altre strutture ci supporteranno, entro meta’ anno partiremo con la rete digitale, con una linea di prodotti dedicati.» Anche per questo, non resta che attendere.

RADIO1: NEL 2010 LA NOTIZIA NON PUO’ ATTENDERE

Radio1 è da sempre la prima radio nazionale, la più popolare, la fonte primaria di notizie, approfondimenti e sport per la grande maggioranza degli italiani. E leader di un mezzo che, nonostante tutto, nel 2009 è andato avanti: il consumo di radio ha segnato un +3,5% rispetto al 2007 secondo l’ultimo Rapporto Censis.
La leadership di Radio1 significa un primato permanente su oltre venti emittenti nazionali, le maggiori delle quali appartengono a grandi gruppi multimediali privati. Ed è l’unica emittente pubblica europea, con la Bbc, a guidare il ranking nazionale.
In autunno ha toccato i 6,6 milioni di ascoltatori al giorno e il 9,3% di share, con un vantaggio di 1,3 milioni di ascoltatori e 1,5 punti share sulla seconda radio. E questo mentre la platea generale cresce, mentre si lanciano sul mercato nuove radio commerciali.
Per certi versi il mercato radiofonico, così forte e diversificato, prefigura il futuro panorama della nuova tv digitale: più emittenti, più competizione. Con il Servizio pubblico posizionato al centro del sistema.
Ma Radio1 non vince solo con i numeri. Vince con la qualità di un’offerta ineguagliabile per varietà, credibilità e bellezza (la bellezza alla radio non è un mito irraggiungibile). E per la capacità di cambiare secondo l’evoluzione dei gusti, delle abitudini, dei tempi e dei modi di usare la radio. Ecco perché il direttore, Antonio Preziosi, e tutta la redazione hanno lavorato negli ultimi mesi del 2009 a una Radio1 che dall’11 gennaio sarà “una nuova se stessa”.
Cominciamo dai notiziari, la prima agenzia informativa per chi ascolta la radio, ovvero l’81,2% della popolazione: le cinquanta edizioni giornaliere del Giornale Radio, in onda 24 ore su 24 su Radio1 - e su Radio2, Radio3, Isoradio - sono il cuore pulsante del Servizio pubblico. E tra pochi giorni batterà più veloce.
Anzitutto con un’edizione domenicale del Gr1 più ampia: la sveglia delle 7.00 chiede caffè e notizie tutti i giorni, anche quando è festa.
Poi con una nuova rubrica parlamentare nel Gr1 di mezzogiorno, sempre il sabato, che metterà a fuoco aspetti inediti ma significativi della settimana politica: una chiave nuova e curiosa per osservare il Palazzo e i suoi segreti.
Novità di formato e di impaginazione anche per il Gr2, che inaugura una nuova, agile edizione serale e per il Gr3.
Ma la novità più evidente per gli ascoltatori saranno le nuove sigle del Gr1. Non si tratta di un semplice restyling. L’idea è che l’aura antica del Giornale Radio Rai torni a risuonare con una nota di modernità, un caldo effetto postmoderno che non mancherà di colpire.
E veniamo alla tessitura della nuova programmazione quotidiana, ovvero agli appuntamenti che debutteranno a partire da lunedì 11 gennaio.
Ben due i prodotti nuovi nella fascia cruciale del mattino: “L’economia in tasca”, alle 7.35, e “Ben fatto”, con Annalisa Manduca e Lorenzo Opice, dopo il Gr1 delle 8.00.
Alle 9.05, una nuova versione di “Radio anch’io”, l’inimitabile talk show di Radio1, che rafforza il suo storico marchio con la conduzione esperta e duttile di Ruggero Po (il lunedì “Radio anch’io sport” resta affidato a Riccardo Cucchi).
Più tardi, in mattinata, c’è “Start” (10.35-11.30), la new entry dell’autunno che prosegue con il conforto di un dato di audience lusinghiero, con Francesca Paltracca e Gianmaurizio Foderaro. Il lunedì lascia spazio alle interviste di “A tu per tu”, con Stefano Mensurati in studio (10.35-11.00), e ai coraggiosi radio-reportage di “La bellezza contro le mafie” di Francesca Barra (11.05-11.30).
L’ora di colazione è un momento di passaggio: dopo il Gr1 delle 13.00, Radio1 propone una sequenza di appuntamenti consolidati a base di sport, cultura e satira. Da martedì 12 debutta una striscia “a soggetto” animata da un beniamino delle famiglie: “Attenti a Pupo” (13.35-14.00, dal martedì al venerdì), che in certe occasioni lascerà gli studi di Saxa Rubra per approdare, ad esempio, al Festival di Sanremo.
Al centro del pomeriggio, Radio1 è una “nuova se stessa” nel senso più pieno: “Baobab, l’albero delle notizie” (15.35-17.20) richiama nel titolo un contenitore glorioso in onda qualche anno fa. Ma la linfa che circola all’interno è fresca, come le radici e i rami, le voci, i temi, le musiche, come le due nuove coppie di conduttori ci guideranno nel farsi delle notizie pomeridiane.
Al termine di Baobab, una nuova fascia quotidiana de “Il comunicattivo”, di e con Igor Rigetti (17.20-17.30 dal martedì al venerdì), sfocia nell’ampia puntata settimanale del sabato (11.35-12.00).
Infine, a ridosso della mezzanotte, debutta un’ampia rassegna ragionata dei giornali freschi di stampa, “Prima di domani”, con Giancarlo Loquenzi (23.40-24.00), che si completa con il valoroso “Giornale della Mezzanotte” e con i dialoghi notturni di Maurizio Costanzo, “L’uomo della notte” (00.23-1.00).
Nel fine settimana, Radio1 conferma un reticolo di notiziari non meno serrato rispetto ai giorni feriali, e naturalmente i fondamentali appuntamenti sportivi del pomeriggio-sera affidati alla Redazione sportiva guidata da Riccardo Cucchi: “Sabato sport” e “Domenica sport”, tra pochi mesi nucleo irradiante dei Mondiali di Sudafrica 2010.
Per il resto, il weekend cambia pelle.
Il sabato, dopo il Gr1 delle 8.00, i reportage di “Inviato speciale” (8.34-9.30) conquistano minuti preziosi, seguiti dal settimanale “In Europa”, con Umberto Broccoli e Tiziana Di Simone (9.35-10.25), in orario lievemente anticipato rispetto al 2009.
Subito dopo, spazio al nuovo rotocalco di ambiente, agricoltura e alimentazione “La terra, dall’orto alla tavola”, con Sandro Capitani (10.40-11.30).
Mentre al centro della fascia meridiana troviamo il debutto più chiassoso e annunciato: “Ventura football club” (12.35-13.45), di e con Simona Ventura, che dalle brume invernali ci accompagnerà fino alle soglie della calda stagione mondiale di Sudafrica 2010.
La domenica mattina è interamente punteggiata da spazi aperti sul mondo: dalle rubriche “Corriere diplomatico”, “Pianeta dimenticato” e “Voci dal mondo”, tutte rinnovate (tra le 6.30 e le 7.30), al nuovo rotocalco di economia e turismo “Il viaggiatore”, con Angela Mariella e Roberto Pippan (8.35-9.30).
Nella tarda mattinata, un’altra debuttante colma un vuoto inaccettabile: “Doppio femminile”, con Maria Teresa Lamberti e Jo Squillo (10.35-11.30) spalancherà le porte di Radio1 alle realtà e alle immaginazioni planetarie delle donne.
La lunga serie di novità si chiude, per il momento, con il settimanale di spettacoli, cultura e musica “Il trucco e l’anima” (13.30-14.00), una guida per il buon uso del tempo liberato, a ridosso del pomeriggio sportivo.
Non sarà poco l’impegno necessario alla redazione, ad autori, collaboratori e tecnici per garantire sia i programmi consolidati e premiati dal pubblico, non citati qui, ma pilastri della Casa delle notizie, sia le numerose novità riassunte fin qui, lanciate tutte insieme a raccogliere il giudizio del grande pubblico fedele e curioso di Radio1, affezionato al marchio di qualità ma anche aperto alle proposte innovative.
Se è vero che “la notizia non può attendere”, Radio1, l’ammiraglia della Radio, esige il meglio, il massimo, soprattutto da se stessa.

05 gennaio 2010

RadioRai: anno nuovo, palinsesti nuovi. Con polemiche

Il giorno sette gennaio Antonio Preziosi, direttore di Radio1, presenta il nuovo palinsesto dell'emittente. La presentazione di Radio2 di Flavio Mucciante è già stata fatta, a Milano in corso Sempione. Di Radio3 si sa già perché il palinsesto che parte ufficialmente l'11 gennaio viene pubblicato in prima sul sito Web. Forse la rivoluzione più controversa è proprio quella di Radio2, con la decisione di chiudere programmi come Condor. L'annuncio ha scatenato parecchie polemiche, ma vi invito a leggere la versione di Matteo Bordone, che insieme a Luca Sofri è stato silurato dalla nuova direzione. E' un bel racconto quello fatto da Matteo, intelligente e pacato. Tutte le cose - o quasi - finiscono e la nostalgia per quello che era non dovrebbe cancellare la curiosità nei confronti di ciò che sta per arrivare, dopotutto viviamo per questo no?
Ascoltando l'audizione di Mucciante (insieme al direttore di Radiotre Marino Sinibaldi) presso la Commissione di vigilanza della RAI emerge una strategia più sensata di quella che le proteste vogliono far apparire. Staremo a sentire.
Intanto è uscito un comunicato stampa autocelebrativo (in gergo giornalistico si utilizza un termine sconcissimo della nostra tradizione... orale che non riporto qui) di Rai.net, che fanfaroneggia sulle meraviglie della nuova veste grafica e tecnologica del sito Web Rai.tv. Io continuo a pensare che sia un sito difficilissimo da navigare e pieno di ostacoli per gli ipovedenti e tutti gli altri. L'aspetto che fa più rabbia, per chi frequenta i siti della radio, è una tragica mancanza di uniformità e nel caso di Radio3 un mancanza di coerenza interna che impedisce quasi completamente di capire l'offerta - prestigiosa - di questo canale culturale.
LA RADIO2 DI FLAVIO MUCCIANTE

Il 14 dicembre, presso la sede Rai di Milano, il direttore di Radio2, Flavio Mucciante, ha presentato la nuova linea editoriale di Radio2. “La nostra radio è originale, veloce e affidabile, solida, grintosa, moderna sul solco della tradizione, aperta alle suggestioni del mondo e della società italiana. Insomma, sempre di moda e soprattutto sempre di tendenza. Dal 4 gennaio si apre un profondo rinnovamento del palinsesto visto che partiremo con quindici nuove produzioni. Rafforzeremo la nostra identità e produrremo un’offerta che sia di servizio pubblico, ma dell’unica radio commerciale di Radiorai: un’offerta di qualità accessibile a tutti. Rilanceremo la musica. Siamo sul pc, siamo in tv con il digitale e il satellitare, saremo a gennaio sull’iPhone. E’ una fase che è cominciata già a settembre e che ha dato già i primi risultati perché dall’ultima rilevazione Audiradio abbiamo guadagnato il 14,3% che significa, in numeri, quasi mezzo milione di ascoltatori in più. Questo vuol dire nuove opportunità di ascolto e di pianificazione pubblicitaria. Stiamo ridisegnando anche l’intero sound del canale, anzi lo stanno ridisegnando per noi i Subsonica. Un’identità ben precisa e fortemente riconoscibile. Restano tutti i nostri punti di forza del palinsesto. Si parte all’alba con “Gli spostati”, di nome e di fatto: curiosi, intelligenti, sempre originali. Poi “Il ruggito del coniglio”, “Grazie per averci scelto”, “28 minuti” di Barbara Palombelli. E ancora: “610”, “Caterpillar”, “Decanter” e “Dispenser”. Sul meglio dell’attuale offerta si poggerà invece la nostra nuova offerta: alle 10 del mattino la prima novità è rappresentata da “Io, Chiara e l’oscuro”, con Chiara Gamberale, una scrittrice con ottimi precedenti radiofonici e televisivi. Lo spunto è l’abbandono di Chiara da parte del suo psicologo dopo moltissimi anni di terapia e la trasmissione diventa così l’occasione per una sorta di terapia di gruppo con gli ascoltatori. La Gamberale sarà in compagnia di tre voci fuori campo: il cuore, la testa e il corpo. Il nostro pomeriggio è tutto nuovo. Alle 13.40 c’è “Un giorno da pecora” con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro e il potere dissacrato, dove i politici potranno produrre qualsiasi esibizione. E poi “Ottovolante”: la giostra dei comici italiani diventa un quotidiano che segna l’ingresso di Dario Ballantini nella nostra squadra. Un’altra novità del pomeriggio è il radio reality “Donne che parlano”, una striscia quotidiana al femminile: dieci donne osservate e votate dal pubblico con una vincitrice finale. Inutile dire che il nostro sito è già stato preso d’assalto da numerose donne che desiderano partecipare al reality. Il sabato, la striscia viene sostituita da una puntata dedicata. Alle 16 c’è “Traffic”, con Carlo Pastore, direttamente da “X Factor” e Brenda Lodigiani da “Scorie”: loro hanno definito questo programma “l’Isoradio della cultura giovanile”. Un altro punto di forza di Radio2 sarà la musica con “Moby Dick” e “Pop Corner”. La nostra non sarà solo musica di consumo, ma anche musica alternativa, passando per tutta la rassegna internazionale. Prevediamo “live”, serate a tema e cicli dedicati. Rilanceremo la musica dal vivo, come il concerto di Elton John che abbiamo trasmesso in diretta da Napoli. Tra l’altro, stiamo riallestendo la Sala A di via Asiago a Roma con sonoro e acustica di grande qualità: abbiamo già proposto i concerti degli Skunk Anansie, Jim Cullum e Giusy Ferreri. Inoltre, saremo partner di tutte le principali manifestazioni di musica italiana e internazionale, a cominciare dal Lucca Summer Festival a luglio. E porteremo Radio2 in piazza con un pullman-vetrina di grande visibilità, una sorta di regia mobile che farà il suo esordio al Festival di Sanremo, dove porteremo gran parte della nostra programmazione. Saremo presenti al Festival del Libro di Torino e inaugureremo dei “Coniglio point”, mentre a luglio, con “Caterpillar” e in collaborazione con l’Istituto “Goethe”, faremo un viaggio per l’Italia portando il nostro pullman dappertutto. Saremo partner di alcuni programmi televisivi. “X Factor” avrà una rete di Radiorai che collaborerà nelle selezioni: avremo infatti dei candidati nostri da proporre in trasmissione. E stiamo studiando anche una promotion con “L’isola dei famosi”. Per quanto riguarda le date della programmazione, partiamo con una settimana di anticipo, il 4 gennaio, e chiuderemo i palinsesti a fine luglio anziché a giugno. La scelta è da attribuirsi a un’attenzione nei confronti del nostro pubblico, ma anche al fatto che le rilevazioni Audiradio vanno avanti per undici mesi l’anno e noi non vogliamo cedere quote di mercato alla concorrenza. Con il 2010 si apre per noi una grande sfida. Speriamo di avervi sempre più numerosi al nostro fianco perché siamo sicuri che per tutti ci saranno grandi soddisfazioni”.

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La Rai su internet – gestita da RaiNet - raggiunge nel 2009 il nuovo record di 1,083 miliardi di pagine viste, con una media mensile di 5,664 milioni di utenti. Una crescita del 20 per cento negli utenti unici rispetto all’anno precedente, segnata dal successo senza precedenti della fruizione video sul web. Rai.tv, il mediaportale che trasmette in diretta e on demand i canali dell’azienda pubblica, ha infatti erogato circa il 300 per cento di video in più sul 2008, con una contemporanea crescita della fruizione delle dirette del 473 per cento. A ciò si aggiungono i numeri dei video Rai su YouTube: 308 milioni di clip scaricate grazie anche alla scelta – stabilita un anno fa - di collaborare con YouTube nella distribuzione di contenuti e nella protezione del copyright. In tutto sono circa 500 milioni i video Rai visti sul web nel 2009, contro gli 85 milioni del 2008.
Per l’ad di RaiNet e direttore di Rai Nuovi Media, Piero Gaffuri: “Il risultato raggiunto è da considerare come un punto di partenza. La Rai sul web ha potenzialità enormi, sino ad ora sottovalutate. Il prossimo anno ci concentreremo su una maggiore interazione con i programmi tv e sullo sviluppo di nuove piattaforme crossmediali”.
I record di utenti si sono registrati negli ultimi 3 mesi. Ottobre novembre e dicembre assieme hanno superato 300 milioni di pagine viste con una media di circa 6,5 utenti unici al mese. Dicembre ha infine registrato il picco di utenti su Rai.tv, con (2,5 milioni di utenti unici) grazie a un’offerta che comprende 14 canali televisivi e 21 di web tv in diretta, 8 canali radiofonici in diretta, circa 740 titoli di programmi on demand per 80.000 contenuti video.

04 dicembre 2009

Commissione vigilanza: direttori di Radio 2 e Radio 3

Mercoledì 2 dicembre la Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI presieduta da Sergio Zavoli ha incontrato i direttori di Radio 3 e Radio 2 Marino Sinibaldi e Flavio Mucciante. Radio Radicale pubblica l'audio dell'intera sessione, ancora disponibile per tre settimane all'indirizzo http://www.radioradicale.it/scheda/292288 (io a ogni buon conto ho salvato il file qui su Mediafire. perché il sito di Radio Radicale oggi, mentre sta andando in onda il processo con la testimonianza di Spatuzza, è molto discontinuo).
Un'audizione lunga, con diverse domande da parte dei commissari (incredibilmente era presente un solo rappresentante della maggioranza, l'on. Mazzuca, come dimostra la minuta sul sito della Camera) e con risposte molto puntuali dei due direttori. Vi consiglio di ascoltarla con attenzione, se potete perché emergono, a mio parere, due figure di professionisti della radio di livello molto alto, con un progetto in testa e la capacità di eseguirlo.
In queste settimane al direttore di Radio 2 sono state contestate decisioni come la soppressione dello spazio culturale divulgativo di Alle 8 della sera e di altri programmi non culturali. Mucciante ha risposto puntualmente, affermando di aver ricevuto un mandato preciso da parte dell'azienda: quello di evitare sovrapposizioni con le altre reti. Il "close up" della risposta di Mucciante lo trovate, scaricando tutto il file verso il minuto 1:39:00. Il direttore di Radio 2 dice di aver concordato con Marino Sinibaldi un possibile spostamento di un programma di storia come Alle 8 della sera su Radio 3. E' possibile, visto che Sinibaldi stesso ha in mente di rinnovare l'offerta del canale tematico culturale attraverso nuovi flussi disponibili su Web, che i nuovi contenitori possano accogliere la trasmissione e che le modalità asincrone del podcasting consentano a tutti noi di costruirsi su misura una radio culturale ancora più ricca. Questo presuppone probabilmente un forte rilancio sul piano infrastrutturale, perché diciamo la verità: in questo momento lo stream della diretta di Radio Rai su Internet non è granché con la sua vecchia codifica Real e una banda forse insufficiente a supportare una ampia offerta Web only.
I segnali però sono molto positivi, la direzione ispira molta fiducia.


28 settembre 2009

Disastro Radio RAI, dati Audiradio impietosi

Prima Comunicazione ha pubblicato sul suo sito la classifica dell'ascolto radiofonico nel giorno medio, relativamente al quarto bimestre dell'anno. Per le emittenti radio RAI è un mezzo tracollo. L'ammiraglia Radio 1 mantiene il primato della rete nazionale più ascoltata, ma scende sotto i 6 milioni di ascoltatori ( 5.994 mila) e RTL 102.5, la prima delle commerciali, si avvicina a 5.391 mila, pur perdendo qualcosina rispetto al quarto bimestre 2008. Radio 2, con 3.389 mila ascoltatori scende sotto Radio Italia. Radio 3, con un magro 1.781 mila di quota ascolto cede il passo a Radio 24, perdendo oltre 17 punti percentuali sul periodo 2008 (Radio 2 perde il 28,5%, Radio 1 l'11,3).
Dopo le due giornate trascorse a Torino, a contatto con il meglio della programmazione pubblica europea, se non internazionale, l'incontro con la dura realtà dei fatti della nostra radio è deprimente, a dispetto di quello che ho sentito dire a proposito di piani di rilancio della radiofonia. Il confronto con altre nazioni, specialmente in Europa, non è facile perché in nessuna altra nazione europea le reti radiofoniche pubbliche devono affrontare la concorrenza di una quindicina di network privati a copertura nazionale (e sono nazioni dove pluralismo e democrazia danno molti meno segni di sofferenza, l'economia va meglio in generale e la radio è spesso più ricca in termini pubblicitari). Ma il calo è pur sempre importante e francamente non si vede una via d'uscita che non passi per il rischio di una televisionizzazione della radio: la scelta cioè di andare allo scontro con i network commerciali sul terreno dell'intrattenimento fine a se stesso e del chiacchiericcio. Si dirà che uno scenario di questo tipo viene incontro alle richieste del pubblico, che mostra di voler voltare le spalle a programmi culturali come Radio 3. Ma bisogna anche tener conto delle pessime condizioni in cui in Italia si ascolta questo canale, relegato a poche frequenze spesso interferite. Considerando che Radio 3 cerca di trasmettere buona musica, non può sperare che le orecchie del suo pubblico, abituate ai Cd, non storcano... Il naso.
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