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05 gennaio 2010

RadioRai: anno nuovo, palinsesti nuovi. Con polemiche

Il giorno sette gennaio Antonio Preziosi, direttore di Radio1, presenta il nuovo palinsesto dell'emittente. La presentazione di Radio2 di Flavio Mucciante è già stata fatta, a Milano in corso Sempione. Di Radio3 si sa già perché il palinsesto che parte ufficialmente l'11 gennaio viene pubblicato in prima sul sito Web. Forse la rivoluzione più controversa è proprio quella di Radio2, con la decisione di chiudere programmi come Condor. L'annuncio ha scatenato parecchie polemiche, ma vi invito a leggere la versione di Matteo Bordone, che insieme a Luca Sofri è stato silurato dalla nuova direzione. E' un bel racconto quello fatto da Matteo, intelligente e pacato. Tutte le cose - o quasi - finiscono e la nostalgia per quello che era non dovrebbe cancellare la curiosità nei confronti di ciò che sta per arrivare, dopotutto viviamo per questo no?
Ascoltando l'audizione di Mucciante (insieme al direttore di Radiotre Marino Sinibaldi) presso la Commissione di vigilanza della RAI emerge una strategia più sensata di quella che le proteste vogliono far apparire. Staremo a sentire.
Intanto è uscito un comunicato stampa autocelebrativo (in gergo giornalistico si utilizza un termine sconcissimo della nostra tradizione... orale che non riporto qui) di Rai.net, che fanfaroneggia sulle meraviglie della nuova veste grafica e tecnologica del sito Web Rai.tv. Io continuo a pensare che sia un sito difficilissimo da navigare e pieno di ostacoli per gli ipovedenti e tutti gli altri. L'aspetto che fa più rabbia, per chi frequenta i siti della radio, è una tragica mancanza di uniformità e nel caso di Radio3 un mancanza di coerenza interna che impedisce quasi completamente di capire l'offerta - prestigiosa - di questo canale culturale.
LA RADIO2 DI FLAVIO MUCCIANTE

Il 14 dicembre, presso la sede Rai di Milano, il direttore di Radio2, Flavio Mucciante, ha presentato la nuova linea editoriale di Radio2. “La nostra radio è originale, veloce e affidabile, solida, grintosa, moderna sul solco della tradizione, aperta alle suggestioni del mondo e della società italiana. Insomma, sempre di moda e soprattutto sempre di tendenza. Dal 4 gennaio si apre un profondo rinnovamento del palinsesto visto che partiremo con quindici nuove produzioni. Rafforzeremo la nostra identità e produrremo un’offerta che sia di servizio pubblico, ma dell’unica radio commerciale di Radiorai: un’offerta di qualità accessibile a tutti. Rilanceremo la musica. Siamo sul pc, siamo in tv con il digitale e il satellitare, saremo a gennaio sull’iPhone. E’ una fase che è cominciata già a settembre e che ha dato già i primi risultati perché dall’ultima rilevazione Audiradio abbiamo guadagnato il 14,3% che significa, in numeri, quasi mezzo milione di ascoltatori in più. Questo vuol dire nuove opportunità di ascolto e di pianificazione pubblicitaria. Stiamo ridisegnando anche l’intero sound del canale, anzi lo stanno ridisegnando per noi i Subsonica. Un’identità ben precisa e fortemente riconoscibile. Restano tutti i nostri punti di forza del palinsesto. Si parte all’alba con “Gli spostati”, di nome e di fatto: curiosi, intelligenti, sempre originali. Poi “Il ruggito del coniglio”, “Grazie per averci scelto”, “28 minuti” di Barbara Palombelli. E ancora: “610”, “Caterpillar”, “Decanter” e “Dispenser”. Sul meglio dell’attuale offerta si poggerà invece la nostra nuova offerta: alle 10 del mattino la prima novità è rappresentata da “Io, Chiara e l’oscuro”, con Chiara Gamberale, una scrittrice con ottimi precedenti radiofonici e televisivi. Lo spunto è l’abbandono di Chiara da parte del suo psicologo dopo moltissimi anni di terapia e la trasmissione diventa così l’occasione per una sorta di terapia di gruppo con gli ascoltatori. La Gamberale sarà in compagnia di tre voci fuori campo: il cuore, la testa e il corpo. Il nostro pomeriggio è tutto nuovo. Alle 13.40 c’è “Un giorno da pecora” con Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro e il potere dissacrato, dove i politici potranno produrre qualsiasi esibizione. E poi “Ottovolante”: la giostra dei comici italiani diventa un quotidiano che segna l’ingresso di Dario Ballantini nella nostra squadra. Un’altra novità del pomeriggio è il radio reality “Donne che parlano”, una striscia quotidiana al femminile: dieci donne osservate e votate dal pubblico con una vincitrice finale. Inutile dire che il nostro sito è già stato preso d’assalto da numerose donne che desiderano partecipare al reality. Il sabato, la striscia viene sostituita da una puntata dedicata. Alle 16 c’è “Traffic”, con Carlo Pastore, direttamente da “X Factor” e Brenda Lodigiani da “Scorie”: loro hanno definito questo programma “l’Isoradio della cultura giovanile”. Un altro punto di forza di Radio2 sarà la musica con “Moby Dick” e “Pop Corner”. La nostra non sarà solo musica di consumo, ma anche musica alternativa, passando per tutta la rassegna internazionale. Prevediamo “live”, serate a tema e cicli dedicati. Rilanceremo la musica dal vivo, come il concerto di Elton John che abbiamo trasmesso in diretta da Napoli. Tra l’altro, stiamo riallestendo la Sala A di via Asiago a Roma con sonoro e acustica di grande qualità: abbiamo già proposto i concerti degli Skunk Anansie, Jim Cullum e Giusy Ferreri. Inoltre, saremo partner di tutte le principali manifestazioni di musica italiana e internazionale, a cominciare dal Lucca Summer Festival a luglio. E porteremo Radio2 in piazza con un pullman-vetrina di grande visibilità, una sorta di regia mobile che farà il suo esordio al Festival di Sanremo, dove porteremo gran parte della nostra programmazione. Saremo presenti al Festival del Libro di Torino e inaugureremo dei “Coniglio point”, mentre a luglio, con “Caterpillar” e in collaborazione con l’Istituto “Goethe”, faremo un viaggio per l’Italia portando il nostro pullman dappertutto. Saremo partner di alcuni programmi televisivi. “X Factor” avrà una rete di Radiorai che collaborerà nelle selezioni: avremo infatti dei candidati nostri da proporre in trasmissione. E stiamo studiando anche una promotion con “L’isola dei famosi”. Per quanto riguarda le date della programmazione, partiamo con una settimana di anticipo, il 4 gennaio, e chiuderemo i palinsesti a fine luglio anziché a giugno. La scelta è da attribuirsi a un’attenzione nei confronti del nostro pubblico, ma anche al fatto che le rilevazioni Audiradio vanno avanti per undici mesi l’anno e noi non vogliamo cedere quote di mercato alla concorrenza. Con il 2010 si apre per noi una grande sfida. Speriamo di avervi sempre più numerosi al nostro fianco perché siamo sicuri che per tutti ci saranno grandi soddisfazioni”.

***
La Rai su internet – gestita da RaiNet - raggiunge nel 2009 il nuovo record di 1,083 miliardi di pagine viste, con una media mensile di 5,664 milioni di utenti. Una crescita del 20 per cento negli utenti unici rispetto all’anno precedente, segnata dal successo senza precedenti della fruizione video sul web. Rai.tv, il mediaportale che trasmette in diretta e on demand i canali dell’azienda pubblica, ha infatti erogato circa il 300 per cento di video in più sul 2008, con una contemporanea crescita della fruizione delle dirette del 473 per cento. A ciò si aggiungono i numeri dei video Rai su YouTube: 308 milioni di clip scaricate grazie anche alla scelta – stabilita un anno fa - di collaborare con YouTube nella distribuzione di contenuti e nella protezione del copyright. In tutto sono circa 500 milioni i video Rai visti sul web nel 2009, contro gli 85 milioni del 2008.
Per l’ad di RaiNet e direttore di Rai Nuovi Media, Piero Gaffuri: “Il risultato raggiunto è da considerare come un punto di partenza. La Rai sul web ha potenzialità enormi, sino ad ora sottovalutate. Il prossimo anno ci concentreremo su una maggiore interazione con i programmi tv e sullo sviluppo di nuove piattaforme crossmediali”.
I record di utenti si sono registrati negli ultimi 3 mesi. Ottobre novembre e dicembre assieme hanno superato 300 milioni di pagine viste con una media di circa 6,5 utenti unici al mese. Dicembre ha infine registrato il picco di utenti su Rai.tv, con (2,5 milioni di utenti unici) grazie a un’offerta che comprende 14 canali televisivi e 21 di web tv in diretta, 8 canali radiofonici in diretta, circa 740 titoli di programmi on demand per 80.000 contenuti video.

10 settembre 2009

Radioliberafestival premia i nuovi "format" per la radio



Il Tirreno, mi segnala Francesco Delucia, parlava ieri diffusamente del premio per nuovi format radiofonici bandito nell'ambito di Radioliberafestival Terzo Studio, la manifestazione che si tiene tra domani 11 settembre e sabato 12 a Santa Croce sull'Arno. Oltre al laboratorio del REA Radio Europee Associate, che si avvale di collaboratori come l'amico Paolo Lunghi per insegnare a fare Web radio, quest'anno il festival bandisce anche il concorso Numero Zero, rivolto appunto agli ideatori di contenuti innovativi per la radio.
Il quotidiano livornese spiega che i vincitori del premio ci sono già e sono la triestina Elena Vesnaver, con le sue produzioni "gialle" e i gruppi milanesi Mercanti di Storie e Piccola orchestra fonomeccanica, che insieme hanno dato vita all'Adunata dei refrattari. Un titolo volutamente ceronettiano per uno spettacolo che si autodefinisce "radiofonia dal vivo", una radio che occupa frequenze inesistenti:

... Uno spettacolo radio senza che nessuna radio lo trasmetta, una diretta senza diretta, una piccola voce libera contro la censura dilagante, strisciante e qualunquista. Un radioshow clandestino in onda su frequenze occupate ma inesistenti : uno spettacolo “anarcoolico”, comico, musicale, di satira e controinformazione, un happening diverso di sera in sera, l'unica RADIOPIRATA del bel paese pronta a caricare sulla propria nave ogni profugo si voglia imbarcare...
Lo spettacolo premiato verrà proposto a Milano, il 24 e 25 ottobre, presso il Teatro della Contraddizione, in via della Braida, 6

Il concorso
Riecco le radio libere: ma i pirati dell'etere oggi viaggiano sul web

Andrea Lanini


Gli organizzatori: «C'è lo stesso spirito vero degli anni Settanta, la voglia di innovare e sostituire il vecchio»

SANTA CROCE. Si chiama "Numero Zero", è un concorso nazionale che è parte integrante del programma di Radio Libera Festival, la rassegna che si tiene venerdì e sabato a Santa Croce sull'Arno. Il concorso ha come obiettivo l'ideazione di un format radiofonico originale e chi lo vince viene premiato nel gran finale di sabato, durante una cerimonia che verrà ospitata, dalle 23.30 in poi, presso l'area - da poco recuperata - dei Canottieri sull'Arno. Alberto Masoni di terzo Studio, l'associazione che organizza il festival, lo considera un fiore all'occhiello della rassegna: «È perché dentro questo concorso c'è lo spirito vero delle radio libere degli anni Settanta, che poi era la voglia di innovare e rinnovare, di sostituire il vecchio, il già sentito, con formule nuove».
I vincitori si conoscono già. Il primo premio se lo sono aggiudicato i Mercanti di Storie e la Piccola Orchestra Fonomeccanica, due gruppi milanesi che hanno unito le forze nella creazione de "L'adunata dei refrattari", un'ipotesi di programma che incarna atti di disobbedienza all'etere del tutto simili a quelli che animavano le radio pirata di quasi quarant'anni fa. «L'idea è questa: un manipolo di "radiofili" si inventa una sua trasmissione e la manda in onda occupando abusivamente le frequenze altrui; si tratta di brevi assalti dalla durata risicata, ogni volta scatta un conto alla rovescia: il racconto reiterato di ciò che il manipolo riesce a far ascoltare al pubblico prima di venire intercettato e isolato».
Il secondo premio è andato alla scrittrice-attrice Elena Vesnaver, autrice triestina in passato premiata anche dalla giuria del concorso pontederese "Orme gialle" e che a "Numero Zero" ha proposto "Palpiti di letteratura noir", un'immersione poco accademica nelle trame "nere" attraverso letture di brani e interviste agli autori.
E il bello è che entrambe le idee andranno davvero in onda. Grazie alla collaborazione con Rea (Radiotelevisioni europee associate), progetto di Paolo Lunghi (www.paololunghi.org), toscano, già tra i protagonisti della stagione calda delle radio libere, autore di un fortunato libro ("Via etere", edito da Ibiskos-Ulivieri) che ripercorre le gesta rampanti di quelle improvvisate emittenti quasi casalinghe. «Quindici radio associate alla Rea trasmetteranno a breve le due trasmissioni. Dopo i premi, non resta che aspettare il verdetto più importante: quello del pubblico», dice Masoni.
Ma oggi cosa resta dello spirito pirata di quelle emittenti clandestine? È sempre vivo, palpitante? «Come no, certo che è sempre vivo», spiega Masoni con un guizzo d'entusiasmo, «solo che dalle soffitte e dalle cantine si è trasferito sul web, grazie al digitale. È sulla Rete che avvengono gli esperimenti radiofonici più interessanti. Uno spazio democratico" nel vero senso della parola: aperto a tutti, raggiungibile da tutti, e soprattutto economico. Mica come negli anni Settanta, quando si dovevano piazzare antenne e passare cavi. Un tempo per fare i pirati dell'etere bisognava arrampicarsi sui tetti, oggi basta connettersi a Internet».
(09 settembre 2009)

15 luglio 2009

Il New York Times cede la sua storica radio classica

Ormai si grattano i fondi dei barili. Il New York Times, sempre più bisognoso di soldi, ha deciso di vendere anche la sua stazione radio dedicata alla musica classica e operativa sui 96.3 dell'FM dopo che il giornale aveva deciso anni fa di liberarsi della frequenza sulle onde medie, ceduta a Radio Disney. La stazione WQXR continuerà a trasmettere musica classica, ma sarà gestita come una iniziativa non commerciale da un'altra stazione, la WNYC e cambierà frequenza, andando a utilizzare i 105.9 oggi di proprietà della ispanica Univision ma rinunciando così ad ampie porzioni della sua attuale copertura. WNYC è l'emanazione newyorkese di National Public Radio e ha già fatto sapere che coinvolgerà il pianista classico Emanuel Ax (non lo conoscevo, ma uno che ti accoglie sul suo sito Web con le variazioni Brahms/Haendel in sottofondo dev'essere un tipo a posto) in una campagna promozionale che punta a raccogliere 15 milioni di dollari per il sostegno della stazione, dopo gli 11,5 milioni versati al quotidiano. Il prezzo di vendita di WQXR è una frazione di quello che il New York Times avrebbe potuto chiedere pochi anni fa. Fa abbastanza specie che il giornale stesso, nell'annunciare e commentare la notizia, dica espressamente che il carattere di WQXR non sarà più lo stesso... Oggi quello di WQXR è l'unico segnale di musica colta che arriva ai newyorkesi, un pubblico che vanta in materia la tradizione e la passione di una delle città più musicali del mondo.

July 15, 2009
Times Co. Agrees to Sell WQXR Radio
By RICHARD PÉREZ-PEÑA and DANIEL J. WAKIN

The New York Times Company will sell WQXR-FM to WNYC Radio and Univision, the companies announced on Tuesday, in a complex deal that preserves WQXR as the only station devoted solely to classical music in New York City, but that could alter its character.
WQXR would move to a weaker signal near the high end of the FM band, and would become a listener-supported station, owned by WNYC, the nation’s largest public radio station. The Times Company, which has been trying to shed assets to raise cash and weather a newspaper industry downturn, would get $45 million, but would sever ties with a station it has owned since 1944.
The long-rumored sale of WQXR, at 96.3 on the dial, and the real possibility that such a move would spell the death of a major classical music purveyor on the airwaves, was a depressing thought for fans. Classical music radio stations have been dwindling in recent decades.
Talk of the sale also sent shivers through cultural institutions that rely heavily on WQXR, like the New York Philharmonic, the Metropolitan Opera and the Juilliard School.
The parties involved said the station would keep a classical music format. But new ownership and a transition to public radio raise other concerns for those cultural institutions, creating a competitor for the diminishing pool of charitable dollars for the arts, and potentially changing the cozy relationship they have had with a station that gives them ample exposure and greatly broadens their reach. WQXR is a major outlet for the Met’s venerable Saturday afternoon broadcasts. “There would be a huge void if, in our home city, the international broadcasts were not heard,” said Elena Park, the Met’s assistant manager for editorial and creative content.
Laura Walker, president and chief executive of WNYC, said those institutions had nothing to fear from the transition. “We will not only look to continue those relationships, but to extend and expand and deepen them,” she said, adding that WNYC has long wanted to have an all-music station and to lessen the music content on its existing FM station, at 93.9.
Classical music fans may be relieved by WNYC’s pledge to keep that focus, but fewer will be able to tune in. Under the deal, WQXR would trade places on the dial, and transmitting equipment, with WCAA, at 105.9, a station owned by Univision, a major Spanish-language broadcasting company. Both stations broadcast from atop the Empire State Building, but WQXR would give up its 6,000-watt signal for WCAA’s signal of about 600 watts.
But Steve Shultis, the chief technology officer of WNYC, said the reach and quality of the signal was “not a linear comparison” based on wattage, and there are no plans to make the 105.9 signal stronger, which would require obtaining a different kind of F.C.C. license. He said a clear 105.9 signal reaches about 30 miles from the broadcast antenna, extending into southwestern Connecticut and Central New Jersey — an area that is home to 12.6 million people. The 96.3 signal extends about 12 miles farther, reaching 17.1 million people.
WQXR is broadcast even farther afield on independently owned “repeater” signals in Poughkeepsie and Asbury Park, N.J. It was not clear on Tuesday what would become of those arrangements. Listeners will still be able to go online to hear WQXR, which will retain a Web site of its own.
Janet L. Robinson, chief executive of the Times Company, said that other companies had expressed interest in buying the station. It was not clear if any made actual offers.
WQXR’s 19 full-time and 2 part-time employees who want to stay after the deal closes — expected late this year — will have to apply for their jobs. New York Times reporters and critics regularly appear on WQXR, but that arrangement will not continue, Ms. Robinson said.
The deal gives Univision a stronger signal and a coveted spot near the middle of the FM band for WCAA, reflecting the region’s growing Hispanic population and the increasing prominence of Spanish broadcasting. WCAA’s mix of talk and music includes the morning show of Luis Jimenez, one of the most popular Spanish-language radio hosts.
Univision agreed to pay the Times Company $33.5 million. At the same time, WNYC would buy the 105.9 equipment and license, and the right to the WQXR call letters, from the Times Company for $11.5 million. The transaction requires F.C.C. approval.
Along with the Met’s Saturday performances, WQXR also broadcasts concerts by the New York Philharmonic, Juilliard-connected artists and events from major international festivals.
“WQXR has been in so many ways a symbol of New York’s culture for decades,” said Joseph W. Polisi, Juilliard’s president.
The station was founded in 1936 and calls itself the country’s oldest commercial radio broadcaster of classical music, and is in fact one of the first FM stations anywhere, as well as the oldest in New York. WQXR said it had the most listeners for a commercial classical station, nearly one million a week.
Generations of celebrated musicians in their youth were heard on WQXR’s programs, including the violinist Joshua Bell, the cellist Matt Haimovitz and the pianist Orli Shaham. Prominent maestros of the age, like Leonard Bernstein, passed through its studios.
Faced with losses brought on by a deep advertising slump, the Times Company has been cutting costs across all of its operations, including the flagship Times newspaper. This year it negotiated union concessions on wages and benefits at The Boston Globe, and closed a wholesale newspaper and magazine distribution subsidiary.
The company is also seeking to sell assets, including The Globe; another Massachusetts paper, The Worcester Telegram & Gazette; and the company’s minority stake in the company that owns the Boston Red Sox.
WNYC has started a campaign to raise $15 million to cover the purchase price and some transition and operating costs, and the Jerome L. Greene Foundation has committed $5 million. The pianist Emanuel Ax, a co-chairman of the campaign, called preserving WQXR as a classical station “the sonic equivalent of saving Carnegie Hall from the wrecker’s ball.”

23 novembre 2008

"Zoo radio", un format anni ottanta da rivedere

Un divertente commento di Penny Anderson sul Guardian mi ha insegnato che esiste un format radiofonico chiamato (Morning) zoo radio. A ben pensarci c'è proprio un programma con questo nome anche su Radio 105. Nato negli anni ottanta negli USA, per la precisione in Florida dice Wikipedia (ma la Anderson parla di California anni '70) lo "zoo" radiofonico è un programma mattutino animato da un DeeJay e una corte di personaggi più o meno improbabili che cercano di far ridere gli spettatori con una serie di battute, imitazioni e spernacchiamenti vari. Secondo la Anderson, si tratta di un formato da rivedere perché dopo vent'anni di carriera più o meno onorata, gli schiamazzi dei vari morning zoo sono ormai degenerati in un tipo di radio che offende senza far ridere. Penny osserva anche che il taglio di questi programmi è sempre più maschile. Anzi maschilista. Anzi diciamola tutta e con le parole della giornalista britannica: gli zoo radiofonici ricordano quei parchi avventura da visitare in macchina, "full of savage, feral gibbons masturbating on the bonnet of the listener's car". Non mi sembra il caso di tradurre, rende abbastanza l'idea.
Il riferimento è a una "star" della zoo radio in Gran Bretagna, Chris Smoley, dell'omonimo Show. Forse, sostiene il Guardian, dopo tanti anni e alla luce dei recenti scandali che hanno avuto al centro proprio le trasmissioni della inappuntabile radio pubblica inglese è ora di fare un po' di repulisti in quelle gabbie.

Don't feed the animals of zoo radio

The zoo format revitalised radio, but now it seems every show is based around a boorish male and a coterie of sycophants

Zoo format radio began in California in the 70s. A welcome break from zonked-out stoners drawling about the Eagles and the Knack, it involved zany DJs with a cohort of sidekicks, usually in the breakfast slot. Presenters invented comedy personae, with the emphasis on wacky phone-ins and kerr-azy banter. The idea reached the UK with Steve Wright in the Afternoon and his posse of characters. Pretentious Music Journalist was as devastating for pompous scribes as Smashie and Nicey were for ageing DJs.
But today zoo is everywhere, with presenters recruited not because of their erudition and eloquence, but because they are touring stand-up comedians with a DVD to market and a gang of flatmates with monstrous egos to feed. It's a very male concept too, reliant on fawning acolytes ambling in all hungover, thinking, I'll have me a go at that. Before you know it, they have their own show. You can practically smell the lager. BBC 6 music is both hero and villain here, airing shows by famous music fans, but then providing even more airtime for the likes of the omnipresent and overbearing Russell Howard and (of course) co.
Recent radio scandals were instigated by a braying gaggle of silly, middle-aged man-boys egging each other on to be increasingly outrageous or just plain nasty. It's like overhearing competitive adolescent braggadocio in the gents. And zoo is an apt description. You can just imagine the DJs and their gang taking time between tracks to piss out their territory in the studio.



04 settembre 2008

HR You FM mescola radio e Internet per i giovani

Poi uno dice che non si possono fare confronti fuori contesto. Come avete letto la RAI diversi giorni fa ha deciso unilateralmente una stretta - immagino solo temporanea, nell'attesa di un lavoro di revisione che spero preveda l'introduzione di una sana moderazione di uno spazio di discussione che non può essere lasciato in balia dei soliti mortiferi spammer - sui forum della sua Community. Molti spazi sono stati chiusi o impostati in sola lettura, rimangono ancora i forum collegati a determinati programmi radiotelevisivi, ma spesso il clima è avvelenato e i frequentatori di questo spazio si sentono appesi alle decisioni future.
Tutto questo succede mentre nel mondo le emittenti pubbliche e private studiano le più svariate forme di interattività e dentro ai rispettivi forum di discussione si danno appuntamento ascoltatori competenti e garbati, capaci di affrontare tematiche complesse, fornire spunti di approfondimento, esprimere nuove opinioni. Il segno del pauroso decadimento italiano sta anche in questa sorta di afasia collettiva, nei dibattiti televisivi degli immutabili politici e opinionisti sovrapposti, nei vacui flame internettiani, nel generale chiacchiericcio inutile su questioni volgari e marginali che invade ogni spazio di relazione, incattivendole.
Basta mettere un piede fuori da questa melma per ritrovarsi in quello che a molti livelli appare sempre più come un pianeta diverso, non come una entità geografica di cui bene o male facciamo parte. Nel Land tedesco dell'Assia, la Hessicher Rundfunk dal 2004 ha attivato (attraverso il restyling del programma musicale HR XXL) il canale You FM (Young Fresh Music), molto giovanile, molto musicale (il 29 agosto è partito il RadioAward für neue Musik, un premio per nuovi gruppi musicali assegnato dagli ascoltatori attraverso un meccanismo partecipativo gestito in collaborazione tra You FM, MDR Sputnik e RBB Fritz, tre canali regionali molto simili tra loro) e naturalmente molto ricco di interattività. A partire da questo sabato, come annuncia il comunicato stampa HR, You FM cercherà di fare tesoro delle community di myYouFM per realizzare contenuti sempre più partecipativi. Tema in discussione: di quante community vive l'uomo? Ospite d'onore un cantante di un popolare gruppo hip hop tedesco i Phantastichen Fier.
Se andate sul nuovo sito di myYouFM il claim "Radio war gestern... heute ist You FM" (ieri era la radio... oggi è You FM) fa subito pensare al tentativo di ricostruire un mezzo di comunicazione invecchiato. E' il tentativo giusto? E' solo una retorica falso-giovanile che i giovani "veri" snobbano? Anche senza avere dati a disposizione mi piace registrare un tentativo se non altro generoso, un esperimento dovuto. You FM in Assia - una regione un po' più piccola della Lombardia con sei milioni di abitanti contro dieci - trasmette su una ventina di frequenze. Secondo gli ultimi comunicati Media-Analyse, raccoglie 2,1 milioni di ascoltatori e You FM va bene, se è vero che tra le due ultime rilevazioni più recenti il canale passa da 160 a 180 mila ascoltatori (in flessione è la statistica che riguarda l'ascolto nelle ore in cui alla radio possono essere trasmessi annunci pubblicitari). Il canale pop-rock più "maturo", HR3, raggiunge i 920.000 ascoltatori. Chiaramente, il tipo di target di You FM, oltre a essere demograficamente meno corposo, è impegnato a fare altre cose che non guidare/lavorare e ascoltare la radio. Ma portare Internet in radio sembra essere un buon modo per creare consenso intorno a un mezzo che deve liberarsi di qualche ragnatela. O pensate che chiudere i forum di discussione collegati a una emittente sia una strada più indicata?
Hörfunk: Meldung 03.09.2008
Startschuss für interaktive Radio-Show fällt am Sonntag
Prominenter Gast in „myYOU FM“ ist Fanta-4-Mitglied Thomas D.

Am kommenden Sonntag, 7. September, um 14 Uhr fällt der Startschuss für die neue interaktive Sendung „myYOU FM“. In der ComYOUnity-Show dreht sich alles um Menschen, Themen und Skurrilitäten aus dem Internet. Das Besondere daran ist, dass sich jeder mit eigenen Themenvorschlägen oder Kommentaren einbringen kann sogar während der Show. Entweder legen sich interessierte Hörer dafür ein Profil auf www.myYOU-FM.de an, oder sie melden sich an der YOUline (069 / 55 30 40), per SMS (0171 / 655 30 40, zum Normaltarif des jeweiligen Mobilfunkanbieters) oder via E-Mail an studio@YOU-FM.de. Am kommenden Sonntag lautet das Thema der Show: „Wie viel Community braucht der Mensch?“. Es werden verschiedene Communities vorgestellt und deren Sinn beziehungsweise Unsinn auseinandergenommen. Neben jeder Menge young fresh music wartet die hr-Jugendwelle mit einem prominenten Gast auf.
Thomas D. zu „doof“ zum bloggen? Fanta-4-Mitglied Thomas D. verrät in „myYOU FM“ seine Web-Vorlieben und Community-Nutzungsgewohnheiten: „Ich glaube, ich bin in allen Communities, die es gibt. Aber die Inhalte – Podcasts und Blog-Einträge die stelle ich nicht selbst ins Netz. Das machen enge Mitarbeiter, denn ich muss gestehen, ich kann das selbst gar nicht. Dafür bin ich viel zu doof." Ob auch jeder sein virtueller Freund sein darf, erfahren die YOU FM-Hörer am Sonntag von 14 bis 18 Uhr.
„Internet killt the Radiostar?“ Nein, tut es nicht. Das belegen aktuelle Studien: Das Web befruchtet besonders die jungen Radiosender vielmehr, denn gerade Jugendliche leben förmlich im Netz, und genau dieses Netz bringt YOU FM jetzt ins Radio. Aktuell wird vielfach über die (Un-)Notwendigkeit und den Nutzen der Symbiose von Radio und Internet philosophiert, besonders im Hinblick auf öffentlich-rechtliche Rundfunkanstalten. Dabei zeigt sich, dass mittlerweile 96 % aller 14- bis 19-jährigen und 94 % aller 20- bis 29-jährigen Deutschen das Internet nutzen (Quelle: ARD/ZDF-Online-Studie 2008). Laut JIM-Studie (2007) wird das Internet sogar als Leitmedium deutscher Jugendlicher im Alter von 14 bis 19 Jahren definiert: Ein Jugendlicher verbringt demnach im Schnitt 114 Minuten pro Tag online. Dabei folgt nach Mailen und Chatten, Musikhören bereits an dritter Stelle. Die Jugendlichen leben und beleben das Internet also, und YOU FM lebt mit.

05 aprile 2008

La radio usa e getta secondo Sirius e XM

L'industria editoriale li chiama "instant book", libri scritti di getto, magari senza badare troppo alla forma, sulle tematiche e i personaggi del momento. Un mese dopo l'uscita, l'instant book non lo comprerebbe più nessuno.
Gli operatori di radio digitale satellitare americani stanno applicando lo stesso modello alla radio. Sirius apre un canale con 24 ore di discussioni e chiacchiere sul controverso ex governatore Eliot Spitzer, XM risponde con un canale che per qualche giorno diffonde le canzoni care ai fan del baseball, in apertura di stagione, e poi sparisce. Lo stesso per un canale che diffonde solo ed esclusivamente musica e notizie riferite al lancio dell'ultimo disco dei R.E.M. Sono i "microchannel". In questo suo gustoso commento sulla instant radio, Marc Fisher, del Washington Post, spiega che la radio si sta adeguando a uno stile di consumo fatto "a sprazzi", dove tutto diventa popolarissimo per poche ore. E dove spesso i contenuti spariscono senza che buona parte delle persone ne abbia mai avuto conoscenza.
Ne esce l'immagine di una radio frenetica al limite dell'isteria, ma anche particolarmente brava ad adeguarsi al bello (e al brutto) della contemporaneità,

Microchannels: Client 9 Radio, Radio REM, Etc.

Just as the Eliot Spitzer sex scandal became the ultimate water-cooler conversation topic -- if only for a few days -- Sirius Satellite Radio launched Client 9 Radio, a 24/7 all-Spitzer channel, but just for a few days.
And when the new baseball season got underway last week, Sirius's competitor and possible future partner, XM Satellite Radio, offered Play Ball!, a new channel featuring wall-to-wall baseball songs, readings and dramas. Three days after the channel launched, it ceased to exist.
Sirius calls its instant, saturation formats "pop-up channels." XM calls them "microchannels." By any name, they are a reflection of a changed entertainment and information culture, a recognition that the American audience is shifting from loyalty toward permanent formats to sudden plunges into topics and trends that flash onto the collective consciousness and then flit away as quickly as they arrived.
The two pay satellite companies last month won Justice Department approval for their proposed merger; the FCC has yet to rule on the plan.
"The Spitzer story was so in the zeitgeist of the country for a minute," says Scott Greenstein, president of entertainment and sports at Sirius in New York. "We try to be the ultimate aggregator."
"There is a massive appetite for what's hot at the moment," says Eric Logan, XM's executive vice president for programming. "We're trying to reflect the mood of current culture in a way nobody else can. Right now, the core appetite is for the presidential campaign, and we have Fox and CNN channels that cover that, but we wondered if we could take them deeper."
So XM created POTUS '08 (using the acronym for president of the United States), an all-presidential politics channel that launched last September and will continue through this fall's election -- and possibly beyond, Logan says.
But although Client 9 Radio and POTUS grabbed more headlines than most pop-up channels, the bulk of the short-term, saturation channels that Sirius and XM have created have been musical offerings, not talk.
"When you look back, if you're north of 30 or 35, we bought records or went to a concert and it would move you, and for the next few days, you really mainly wanted to listen to that artist," Greenstein says.
So Sirius has enlisted musicians such as Garth Brooks, Sheryl Crow and Jay-Z to "take over" channels for several days at a time, playing and talking about their music. And the satellite provider has devoted channels to one artist for weeks or even months -- E Street Radio plays Bruce Springsteen and members of his band, and Rolling Stones Radio, which is running now through April 15, was timed to coincide with the release of Martin Scorsese's documentary about the band, "Shine a Light."
Sirius is also running Radio R.E.M. through today, coinciding with a new album and featuring band members introducing their own music and other tunes they like.
"People don't want to constantly aggregate and update an iPod," Greenstein says. "We're creating channels that aren't just jukeboxes, but are produced artistically, with interviews, live performances and archived material."
The music pop-up channels are produced with the permission and cooperation of the artists, and "we work with the artist and their management about how long they feel they want the channel to be up," Greenstein says.
Neither Sirius nor XM will release numbers showing the audience size for the microchannels, but XM's Logan says that the more successful short-term formats match and even exceed the audience for some of the company's most popular regular channels.
Some of XM's most successful microstations have been built around holidays, such as a three-day Saint Patrick's Day celebration of Irish music called XM Green, a Labor Day blowout of songs about cars and driving called Car-B-Q, and a Halloween channel called Igor that blended scary sound effects with songs such as "Monster Mash" and spoken-word ghost stories. XM last year added a Radio Hanukkah channel that had only the most limited of audiences -- and a painfully limited playlist -- but certainly won points for novelty.
XM just finished a month-long Michael Jackson channel called Thriller and this week started Strait Country, an all-George Strait service that will run through May.
Sirius ran its Strait Up channel back in 2006, and of course the rival services each claim to be the inventor of short-term formats. Sirius started out with intensive music channels and has branched into a Bing Crosby Christmas Radio channel and one that played only the radio dramas written by Oscar-winning movie team of Joel and Ethan Coen.
XM got into microchannels three years ago, when a hurricane took out power in southwestern Florida and Logan called the radio station he formerly worked at, only to find that the station was off the air, muted by the power outage.
"It hit me that we have two transmitters in space," Logan says, so the company launched Red Cross Radio, which both then and in the aftermath of the Katrina disaster in Louisiana and Mississippi enabled volunteers on the ground to communicate with one another and plot logistics even when power and cellphones were out.
But the short-term format idea really has its roots in old-fashioned terrestrial radio, in the AM Top 40 stations of the 1950s and '60s that regularly created themed weekends featuring extra helpings of girl bands, Motown or a single artist.
The satellite services say that adapting that model helps keep subscribers feeling that they are paying for something exciting and unpredictable. But microchannels are also a new way to package entertainment and information for a society that consumes popular culture in short but intense bursts -- from espresso shots to text messages to viral videos, and now to radio formats that delve deeply into a single artist and vanish before some of us even knew they existed.