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22 gennaio 2014

1924-1954-2014: si racconta la RAI che racconta l'Italia

Dal 31 gennaio al 30 marzo 2014 il Complesso del Vittoriano (insomma, l'altare della patria) e dal 29 aprile al 15 giugno la Triennale di Milano ospitano “1924-2014. La Rai racconta l’Italia”, una mostra che celebra una delle più importanti istituzioni culturali del Paese attraverso la storia di sessanta anni di tv e novanta di radio pubblica. L’esposizione nasce sotto l’alto patronato della presidenza della Repubblica e che si avvale del contributo di un prestigioso comitato formato da grandi nomi della cultura, giornalismo e divulgazione radiotelevisiva: Piero Angela, Piero Badaloni, Andrea Camilleri, Bruno Pizzul, Arnaldo Plateroti, Emilio Ravel, Marcello Sorgi, Bruno Vespa e Sergio Zavoli . La mostra è stata curata da Costanza Esclapon, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne della Rai, con Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando e Barbara Scaramucci, direttore di Rai Teche - Per approfondimenti, consultate questa pagina di RAI News o scaricate l'opuscolo in pdf realizzato per l'occasione.  

02 giugno 2012

Nell'ultimo messaggio radio della Earhart la soluzione del mistero dell'aviatrice scomparsa?

Sono trascorsi quasi settantacinque anni da quel 2 di luglio del 1937 in cui il bimotore Lockheed con a bordo Amelia Earhart e Fred Noonan decollarono da Lae, in Nuova Guinea, alla volta di Howland Island, una stretta buccia di terra in mezzo al Pacifico. Lei è la versione al femminile di Charles Lindbergh, il mitico trasvolatore dell'Atlantico. Anche Amelia, una delle prime americane a conseguire il brevetto di volo, aveva compiuto analoghe imprese e partendo da Lae si apprestava a compiere l'ultima tappa, la più rischiosa, del suo giro del mondo lungo la linea dell'Equatore, una rotta di 46 mila chilometri, un record assoluto per qualsiasi pilota. A Howland in attesa una unità della Guardia Costiera, la "Itasca". Senza GPS, fare il punto in pieno oceano non è semplice e proprio per questo accanto ad Amelia c'è Fred, nel ruolo di pilota navigatore. Sul Lockheed "Electra" (che coincidenza) dovrebbero essere installate apparecchiature di radionavigazione e apposite antenne. Il condizionale è d'obbligo perché i documenti dell'epoca non lo dicono con certezza e non dicono neppure se le antenne siano regolarmente in funzione, o se i due aviatori siano capaci di usare strumenti allora d'avanguardia.
Per i contatti radio la Earhart utilizza due frequenze da poco assegnate al traffico aereo dalla FCC, i 3105 nell'oscurità e i 6210 kHz nelle ore diurne. Il suo nominativo è KHAQQ. Fino alle 8 del mattino di Howland (l'aereo era partito a mezzanotte) la Itasca riceve le trasmissioni di KHAQQ in fonia, il segnale è sempre più consistente, segno che il velivolo è in avvicinamento. Poi alle 8 e 43 l'ultimo segnale identificato: "siamo lungo direttiva 157-337", un dato compatibile con un punto calcolato per un aereo che in quel momento sta incrociando l'isola. Ma l'aereo non si vede e dopo un po' i contatti radio si perdono. O meglio, proseguono senza più la certezza che il trasmettitore sia quello dell'Electra. Le ricerche scattano immediatamente, proseguono per quasi tre settimane, ma alla fine gli operatori del Search&Rescue si devono arrendere, la probabilità che Amelia e Fred si siano inabissati nel Pacifico è troppo elevata. La morte in absentia viene certificata due anni dopo, con cinque anni di anticipo sui tempi previsti dal tribunale, perché i parenti dovevano gestire il patrimonio rimasto, anche per pagare le spese delle missioni di soccorso.
Ma è davvero finita così la vita spericolata della leggendaria aviatrice? Il gruppo TIGHAR, The International Group for Historic Aircraft Recovery, che in questo weekend a Washington ha organizzato una conferenza per presentare e raccogliere gli ultimi fondi necessari per la sua prossima spedizione in pieno oceano, è convinto che il piccolo equipaggio dell'Electra sia riuscito ad atterrare su un'altra isola, da dove per circa due settimane fu possibile trasmettere dei radiomessaggi di soccorso. La morte sopraggiunse solo in seguito e i responsabili del TIGHAR sono convinti di poter ritrovare i resti di Amelia e del suo aereo nelle acque intorno all'atollo chiamato Nikumaroro (Gardner Island) vicino a Kiribati. Tra un mese partirà NikuVII, la settima spedizione di una squadra di ricercatori che afferma di aver già individuato in precedenza i segni di un possibile atterraggio di fortuna in quella stessa area. La zona è stata individuata, afferma il TIGHAR, attraverso una accurata analisi dei messaggi radio che dopo quel fatidico 2 luglio sono stati riportati da diverse fonti, dalla Guardia Costiera ai radioamatori dell'epoca. Molte di quelle ricezioni sono dubbie, ma una manciata di messaggi, in particolare quelli raccolti dalle linee aeree Pan Am alle Hawaii, appare compatibile con lo scenario di un aereo miracolosamente atterrato su un rilievo corallino, con il sistema elettrico ancora in grado di trasmettere e i motori ancora capaci di alimentare le batterie. Secondo i calcoli, quel rilievo corrisponde proprio a Nikumaroro ed è lì che NikuVII intende recarsi per stabilire una volta per tutte la verità e dare a Amelia Earhart una sepoltura certa e definitiva. Il sito Web di EarhartSearch 75, oltre ai link già segnalati dagli altri siti del TIGHAR, contiene una descrizione di questa incredibile avventura, mentre Rossella Lorenzi di DiscoveryNews ha dedicato un dettagliato articolo ai messaggi radio che in quel luglio 1937 tennero brevemente in vita le speranze di rivedere Amelia e Fred ancora in vita.

09 aprile 2012

Il Titanic ricordato dagli operatori radio

Questa è una settimana importante per gli storici delle radiocomunicazioni che ricordano il centenario dell'affondamento del Titanic, la prima grossa operazione "search and rescue" coordinata con il telegrafo senza fili di Marconi. I radioamatori saranno in prima linea con diversi eventi basati sul contatto radio con stazioni con identificativi speciali, tutti ispirati allle tre lettere del call originale del transatlantico: MGY (qui un elenco di alcune di queste iniziative e qui un altro approfondimento pubblicato da poco sul sito del Maritime Radio Day)
La rievocazione più filologica avverrà dal museo radio marino di Fort Perch Rock, nei pressi di Liverpool e sarà identificata dalla sigla GB100MGY. Dal 12 al 18 aprile (tutta la notte tra il 14 e il 15, data della tragica collisione con l'iceberg) sarà utilizzata la frequenza di 502 kHz, in pratica la stessa in funzione allora nella sala radio del Titanic. Ecco il comunicato del gruppo che presidierà la postazione di Fort Perch:

"We have special permission from OFCOM to use the 501 to 504 khz band from 12th to 18th April from above location at FPR using above callsign. Please listen out for us on around 502 khz CW. We will be on air on this frequency most evenings and overnite on 14th/15th April, the Titanic's anniversary of its sad demise. We will be using Marine radio equipment from Marconi, JRC, Nera with a long wire between fort and lighthouse and a 6oo foot loop aerial around the fort. For those of you without a 500khz band NOV we will be be doing crossband qso's on 3566 khz or 7066 khz. We also have a Kenwood TS570 100 watts transceiver which will be used on a vertical aerial for qso's on
all other amateur bands both CW and SSB. We are only a small group of guys and will man the radio station as much as possible and are not going to be like a DX-pedition! Hope to hear you on the bands, especially the 500 khz band as it was on 500 khz that TITANIC sent her CQD and SOS distress signals/messages."

20 febbraio 2012

1932-2012, l'80esimo del BBC Empire (oggi World) Service

Prepariamoci, il 29 febbraio, per l'ottantesimo compleanno del World Service della BBC. In questa data tutta la programmazione giornaliera sarà dedicata alle testimonianze, inclusa quella dello scrittore VS Naipaul, che ha lavorato per il Caribbean Service (chiuso il 25 marzo 2011). Incidentalmente, fu il primo "portale multilingue" e il primo medium globale, parecchi annetti prima di quello che state leggendo adesso.
La prima trasmissione del'Empire Service risale al dicembre del 1932. Molto bella l'infografica preparata con le fotografie e le tappe salienti di questo straordinario percorso. Qui si vede un corrispondente di guerra che registra il suo reportage su un pratico "compact disc" analogico. Tanti auguri BBC World Service, hai contribuito a raccontare il mondo. E a cambiarlo in meglio.

02 febbraio 2012

Settanta anni fa, la voce di un'America in guerra

Era il primo febbraio del 1942, gli Stati Uniti erano in guerra da poche settimane. Quel giorno gli ascoltatori in Germania potevano sintonizzarsi per la prima volta su un programma della Voice of America, "qui parla una (proprio così, "una") voce dall'America. Un'America in guerra". Furono queste le prime parole di una emittente che ha celebrat il suo settantesimo anniversario. Allora VOA trasmetteva anche in italiano e in francese, i suoi segnali da Washington arrivavano a Londra dove venivano ripetuti verso un'Europa in fiamme.
Ieri, in una riunione con i giornalisti dell'emittente, l'attuale direttore - il 28esimo - David Ensor ha assicurato che la stazione governativa continuerà a essere una "linea vitale" per società chiuse come l'Iran e altre nazioni. Settanta anni fa gli annunciatori tedeschi fecero una promessa che Ensor stesso ha ribadito: le notizie possono essere buone o cattive, la missione della VOA resta quella di dire sempre la verità, mentre l'America continua, purtroppo, a essere una nazione coinvolta nelle guerre.
Come avete letto su questo blog Voice America intende rinnovarsi in un contesto di multimedialità, rinunciando sempre più al medium che l'aveva vista nascere, le onde corte. Che continueranno a essere utilizzate per le aree dove non è facile arrivare in altro modo.
Buon compleanno, voce dell'America, con l'augurio di essere davvero sempre veritiera.

Addressing VOA journalists at the agency’s Washington headquarters, Ensor pointed to a television news show for Burma that began airing in January, a popular video blog that has been viewed more than 7 million times in China, expanded TV broadcasts to Iran, and new health programs on radio in Africa. He also described plans for a Russian language TV program that will harness popular social media programs to make citizen journalists and the audience a key part of the show.
Ensor said the one-time cold war broadcaster is “as relevant today as it was February 1st, 1942,” the date of the first shortwave radio broadcast to Germany.”
Created by the U.S. government in the opening days of World War Two, the Voice of America has evolved into a global multi-media organization, broadcasting balanced and comprehensive news in 43 languages to an estimated weekly audience of 141 million.
The first shortwave radio transmission, spoken in German just weeks after the Japanese attack on Pearl Harbor, began with the words “Here speaks a voice from America.” The broadcast went on to promise, “The news may be good. The news may be bad. We shall tell you the truth.” Ensor, the 28th Voice of America director, says the agency continues to be guided by those words.
VOA radio remains highly popular in many markets, including Somalia, parts of Pakistan and Haiti. Ensor says the agency is moving forward with new television and Internet programs that target countries like Iran, where the government restricts the free flow of information.
VOA programs are delivered on satellite, cable TV, mobile, shortwave, FM, medium wave, the Internet, and on a network of about 1,200 affiliate stations around the world. In addition to more than 1,100 employees in Washington, VOA works with contract journalists in trouble spots around the world. Last month the Taliban claimed responsibility for the murder of a reporter working for VOA in Pakistan.

14 luglio 2011

Genova, 10 anni dopo, con Radiopopolare e Cassandra

Da lunedì 18 Radiopopolare di Milano organizza una serie di trasmissioni speciali, anche in corrispondenza da Genova, per raccontare, a dieci anni di distanza tutte le cose brutte accadute (fatte accadere) in una città difficile e bella da amare.
genova 2001 - genova 2011

Dieci anni dopo è possibile tracciare un bilancio non reducistico di quei fatti?
Popolare Network ci proverà, da lunedì 18 luglio, tornando a Genova, trasmettendo da lì, incontrando i protagonisti di allora e mettendoli a confronto con la realtà di oggi; ripercorrendo quelle strade macchiate di sangue, indagando sui legami tra i movimenti del 2001 e gli indignados del 2011.
Le analisi sull'economia, sulla guerra, sui diritti, sull'informazione che quelle migliaia di uomini e donne proposero in molti casi si sono rivelate precise, quasi profetiche. Altre - invece - non hanno retto alla prova dei fatti.
L'insieme di quelle giornate rappresenta, ancora oggi, un'eredità preziosa. La feroce repressione di quel movimento per molti è tutt'ora una ferita indelebile. Popolare Network sarà a Genova nel decimo anniversario del G8 con lo spirito di servizio di sempre: indagare, raccontare, scoprire, proporre riflessioni.
Per l'occasione trasmetteremo in diretta da Genova, dalle 6.30 alle 11 e poi dalle 18 alle 21, avvalendoci della collaborazione di E, la rivista di Emergency.
Ascoltateci sulle frequenze di Popolare Network, guardateci su www.e-ilmensile.it

Forse ancora non ce ne rendiamo conto ma a Genova, dieci anni fa, c'è stato un golpe. Consistenti gruppi di rappresentanti di tutte le forze dell'ordine, fuori controllo o controllati da ragioni e individui fuori dalla Costituzione, hanno coscientemente portato avanti azioni mirate a creare una area di sospensione dei diritti civili e costituzionali. Un fatto di gravità inaudita e senza precedenti nella pur travagliata storia della Repubblica. Il bilancio delle vittime non ci avvicina, fortunatamente, alla Siria o all'Iran, ma la prima lezione che dovremmo trarre da quegli eventi, il sangue che colava sui volti delle ragazze, dei giovani padri di famiglia, quel primo concreto frutto della paranoica politica della paura che abbiamo lasciato ci governasse in questi anni, tutto questo ci dice che la Siria è molto, troppo vicina.
Ci vorranno decenni, e stuoli di storici e altri studiosi, neurologi inclusi, per venire a capo degli abissi che abbiamo visitato, complici consapevoli, dal 1994 a oggi. Il programma di Radiopopolare è solo una prima tappa di questo indispensabile percorso. Vi segnalo anche, purtroppo solo fino al 24 luglio, la mostra gratuita allestita a Palazzo Ducale dall'associazione genovese Progetto Comunicazione, Cassandra 2001-2011.


12 aprile 2011

Юрий Гагарин 12 aprile 1961

Felice anniversario Yuri Gagarin. Il 12 aprile il mondo della ricerca spaziale in generale - e la comunità dei radioamatori in particolare - celebrano il 50esimo anniversario del primo volo orbitale effettuato dall'uomo. Moltissime le iniziative, incluso un network di stazioni amatoriali russe impegnate nella realizzazioni di contatti celebrativi:

Many special event stations will be active around the world this week to celebrate the 50th anniversary of the first human space flight. Special event stations R50YG and R50SK are active from Baikonur until April 14 and the special call R50KEDR will be on the air on April 12 from 0507 to 0655z to commemorate the 108 minutes of Gagarin's first flight.
Southgatearc.org informs about the list of Russian stations that will be active:

R50YG "Yuri Gagarin"
R50SK "Sergey Korolev"
RG50D
RG50K
RG50F Star City training center
RG50C Landing Site
RG50G
R1961G
U5ARTEK/A
R3K Energija Space Flight Control Center

Notizie, fotografie e documenti a questa pagina di Roscomos, sito ufficiale dell'agenzia spaziale russa. Anche ESA e NASA celebrano l'evento. Da non perdere assolutamente la pagina speciale realizzata da Anatoly Zak, giornalista russo che ha studiato negli Stati Uniti è ha messo insieme una poderosa mole di testimonianze su questo mezzo secolo di attività spaziali in Unione Sovietica e Russia. So già che il mio sito riceverà qualche visita dai navigatori incuriositi dalle notizie riprese ancora oggi dai media sulle controverse ricezioni delle trasmissioni dallo spazio effettuate a cavallo di anni 50 e 60 dai fratelli torinesi Judica Cordiglia (controverse perché i due fratelli hanno sostenuto la tesi, mai confermata ufficialmente e anzi confutata anche da fonti indipendenti, dei tragici incidenti che sarebbero costati le vite di presunti predecessori di Gagarin). Le informazioni raccolte da Anatoly possono essere molto chiarificatrici.
Coinvolto nei festeggiamenti anche un satellite radioamatoriale, ARISSat-1 in questo momento a bordo della Stazione Spaziale in attesa di rilascio. Attraverso una antenna esterna ARISSat-1 è attivo in questi giorni, fino alle 10.30 UTC di domani, sulle frequenze e nelle modalità qui di seguito indicate (riporto anche i link ai programmi Windows e Mac necessari per la decodifica della telemetria trasmessa in modalità BPSK):

ARISSat-1 to be Activated Aboard ISS Starting April 11

The ARISSat-1 satellite, presently still inside the ISS, will be turned on and use an external antenna to celebrate the 50th anniversary of Yuri Gagarin's first manned space flight. The transmissions will begin on Monday 11 April 2011 at 14:30 UTC and continue until 10:30 UTC on 13 April 2011. Due to the fact that the solar panels are covered, the satellite will be powered only by the onboard battery. The satellite will run in low power mode. This means that the transmissions will cycle ON/OFF. They will be ON for 40-60 seconds and OFF for 2 minutes.

145.950 MHz FM Downlink:
FM transmissions will cycle between a voice ID, select telemetry values, 24 international greeting messages in 15 languages and SSTV images. One of the messages will be a conversation between Yuri Gagarin and ground control.

145.919 MHz CW Beacon
The CW transmissions will be callsign ID, select telemetry, and callsigns of people actively involved with the ARISS program.

145.920 MHz SSB BPSK-1000 Telemetry
The BPSK transmissions will feature a new 1kBPSK protocol developed by Phil Karn, KA9Q to be readable in low signal level conditions. The BPSK data will transmit satellite telemetry. Given the low duty cycle of the spacecraft, those planning to receive the digital telemetry are encouraged to record the entire signal band using the FunCube dongle or SDR-IQ receivers. Download the Windows ARISSatTLM free ground station soundcard demodulator and display software here.
Download the Mac ARISSatTLM software here.
The ARISSatTLM software user guide is available here.

In questa lista di link messa a punto da Clint Bradford, K6LCS compaiono anche alcune risorse audio, con le registrazioni ufficiali e le loro trascrizioni.

Transcriptions of the Vostok 1 flight audio
http://www.cosmoworld.ru/spaceencyclopedia/gagarin/
index.shtml?doc10.html


http://epizodsspace.airbase.ru/bibl/i_tsk/zv-reis.html

Audio recordings made during the Vostok 1 flight
http://rgantd.ru/gag70_cd/data/audio.htm
http://www.cosmoworld.ru/spaceencyclopedia/gagarin/
index.shtml?index_g.html

http://rgantd.ru/vzal/korolev/razdel6.htm#p7

Russian government archive of scientific and technical documentation (RGANTG)
http://www.rgantd.ru/
http://rgantd.ru/ecfilm/catalog.htm

Miscellaneous recordings from space - including Vostok 1 launch phase
http://www.svengrahn.pp.se/sounds/sounds.htm

Gagarin photos, films
http://hochu.vkosmos.ru/?p=493
http://www.net-film.ru/ru/films-finded-page-1/
?sp=ru&s=ГАГАРИН+восток

http://rus-uk.livejournal.com/10187.html
http://www.britishpathe.com/record.php?id=42518
http://allerleiten.livejournal.com/750652.htm
http://www.windmillbooks.net/space.cgi?
cd=951317998421477

http://www.spacevideo.ru
http://www.net-film.ru/ru/films-finded-page-1/
?sp=ru&s=ГАГАРИН
http://www.net-film.ru/ru/films-finded-page-1/
?sp=ru&s=ГАГАРИН+восток

ARISSat-1 to be activated on the ISS this Monday
http://www.southgatearc.org/news/april2011/
arissat1_activation_0804.htm

Listen to the podcast with Dave Jordan, AA4KN, on the air talking about ARISSat-1 on NPR's "Science Friday" program. (at the 4 min: 40 sec point)
http://www.sciencefriday.com/program/archives/201104083

Celebrate Yuri's Night
http://www.southgatearc.org/news/april2011/
celebrate_yuri.htm

08 marzo 2011

Un successo propagativo per la svedese Radio Nord

Un 8 marzo 2011 che sarà ricordato dalla comunità dei "radiomani" per la celebrazione del 50esimo anniversario di Radio Nord, emittente pirata offshore che debuttò in Svezia la mattina dell'8 marzo 1961. Una licenza temporanea concessa dall'authority svedese ha permesso a una associazione locale di ricreare il clima musicale di quegli anni utilizzando due frequenze, in onde medie (1.512 kHz) e corte (6060 kHz). Quest'ultima frequenza oggi è arrivata un po' dappertutto in Europa ed è stata segnalata persino in Australia.
Io l'ho sintonizzata questo pomeriggio, dopo le 16 utc (le 17 locali) su 6060 kHz, qui sull'isola di Favignana, dove sto passando la settimana di carnevale. E' stata una bellissima idea, Favignana è incredibilmente diversa in inverno e mi ha fatto apprezzare l'unicità delle condizioni estive di ascolto sulla banda dell'FM. La temperatura molto più bassa rispetto a luglio e agosto e il forte vento da nordovest e nord azzerano le possibilità di ascolto a media distanza via troposfera: non c'è proprio traccia di emittenti tunisine.
Tornando a Radio Nord, quella che potete ascoltare qui è una registrazione effettuata verso le 16.15 utc, con una canzone svedese che potrebbe risalire agli anni '50 (o anche prima, sembra di ascoltare il Trio Lescano):



Il segnale è piuttosto disturbato dal programma in turcomanno di Radio Liberty, attraverso un ripetitore tedesco. Questa trasmissione è diretta verso la russia asiatica, ma evidentemente la cosa non basta ad attenuare l'interferenza qui, a circa 2.500 chilometri (2.460 per la precisione) dalla cittadina svedese di Sala dove è localizzato il trasmettitore. Avevo cercato di sintonizzarmi sull'emittente verso le nove del mattino di oggi, ma il segnale era decisamente troppo debole, del resto in quelle ore si è verificato un brillamento solare che deve aver perturbato non poco la ionosfera. Non so quanto questa riedizione di Radio Nord resterà in onda, cercate di ascoltarla se e finché potete.

10 novembre 2010

I 40 anni di NPR, la voce della ragionevolezza

Per celebrare i suoi primi 40 anni di storia National Public Radio (da luglio si chiama semplicemente NPR) ha pubblicato un bel volume con copertina rigida, ricco di fotografie e con CD audio contenente quattro trasmissioni storiche (per l'occasione è stato pubblicato anche un cofanetto rievocativo con dentro 4 CD). La fondazione di NPR risale al febbraio del 1970 e prese il posto della National Educational Radio Network una centrale di scambio di programmi radiofonici educativi attiva nei precedenti vent'anni. Insieme alla controparte televisiva PBS, NPR è figlia del Public Broadcasting Act, firmato dal controverso presidente Lyndon Johnson nel 1967 per sottolineare, come affermò lui stesso, che gli americani non intendono vivere di soli interessi commerciali.

This is NPR is a chronicle of NPR history as told by the insiders who were there. Written by notable NPR personalities like Ari Shapiro, Noah Adams and more, this volume is a behind the scenes look at what has gone into the making of NPR over the past 40 years. Full of beautiful photographs, personal anecdotes and transcripts, This is NPR and its accompanying audio CD offers readers the first-ever glimpse into some of NPR’s favorite memories from the people who created them.
"Always put the listener first" has been NPR’s mantra since its inception in 1970. Now celebrating its 40th anniversary, NPR’s programming attracts over 27 million listeners every week. This beautifully designed volume chronicles NPR’s storied history, featuring dozens of behind-the-scenes photos, essays and original reporting by a who’s who of NPR staff and correspondents, transcripts of memorable interviews, and an audio CD of the most memorable programming throughout the decades. Beyond an entertaining and inspiring tribute to NPR’s remarkable history, this book is an intimate look at the news and stories that have shaped our world, from the people who were on the ground and on the air.

La rivista Vanity Fair (grazie a Francesca Guerrini, da Los Angeles, per la segnalazione) ha pubblicato una bella recensione firmata da James Wolcott, critico letterario, che afferma di apprezzare, sin dalle cronache del 9/11 la lucidità della voce di NPR in un etere dominato dalla talk radio e dalla religione ultraconservatrici. Una virtù, la ragionevolezza, ormai in via di estinzione anche se a volte l'attenzione del network nei confronti dell'universo mondo produce gli effetti "autoparodistici" che i nostri Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello mettevano alla berlina nella RAI di qualche secolo fa.

20 giugno 2010

Quarant'anni fa, la rivoluzione di Alto Gradimento

Surreale - e come potrebbe essere altrimenti? - intervista di Repubblica a Renzo Arbore e Gianni Boncompagni in prossimità del 40esimo anniversario di Alto Gradimento. La prima trasmissione di quella che avrebbe dovuto intitolarsi "Musica e puttanate" (la combriccola di conduttori e ospiti fece di tutto per mantenersi fedele alla mission, centrando l'obiettivo in pieno), andò in onda il 7 luglio 1970. Antonio Gnoli, che firma il pezzo, sostiene che fu la sola rivoluzione riuscita in un tempo in cui si parlava molto di cambiare il mondo.
Ma come nacque Alto Gradimento?

Arbore: «Io venivo da Per voi giovani, Gianni invece si era abbrutito dietro Tre uno Tre Uno, che era uno spazio importante, ma di una tristezza infinita».

Boncompagni: «Tu sostieni che si piangeva molto».

A: «E non è vero? Ti ho anche sentito singhiozzare davanti all'ascolto di certe telefonate».

B: «Era la prima volta che gli ascoltatori potevano intervenire in diretta. Ma giuro che non ho mai pianto».

A: «Forse tossivi. Fatto sta che dopo quelle due esperienze io ti dissi: andiamo a proporre un programma di evasione che faccia ridere perché qui non ride più nessuno. Andammo dal direttore e gli sottoponemmo una trasmissione dal titolo: "Musica e puttanate"».

B: «Ci guardò incredulo. Poi tu proponesti: "Basso Gradimento" e io dissi meglio alto che basso».

A: «Iniziammo senza partner, con un foglio bianco davanti e una pila di dischi da trasmettere».

B: «Cominciammo effettivamente col dire un sacco di puttanate».

A: «Erano piccole amenità, ti ricordi che per il 14 luglio scherzammo sulla presa della Bastiglia?».

B: «La pastiglia».

A: «No, dicevamo: chi è che si è preso la Bastiglia? Poi tu Gianni avesti l'idea di andare all'aeroporto e registrasti la frase che divenne il primo tormentone radiofonico: "Il signor Ciprandi è desiderato al banco dell'Alitalia"».

B: «Ma come fai a ricordarti quelle cazzate?».

A: «Era tua, ho solo più memoria di te. Poi ci inventammo che avevamo avuto una raccomandazione dal ministro dell'Imballaggio Onorevole Pacchettini».

B: «Spiegami qual è il segreto della tua memoria».

A: «È inutile che fai finta di non ricordare, questa puttanata tu la raccontavi perfino alle tue figlie!».

09 gennaio 2010

"Clamoroso al Cibali", i 50 anni di Tutto il calcio

Domenica fanno cinquant'anni che gli italiani, in prevalenza maschi, si consolano con Stock. Se questa per voi è una frase criptica, saltate a pié pari l'intero post. Nel gennaio del 1959 veniva trasmessa per la prima volta Tutto il calcio minuto per minuto, la trasmissione "contenitore" ante-litteram che proponeva ogni domenica le radiocronache dirette delle partite di campionato.
E' una ricorrenza che ieri Repubblica ha celebrato con un bellissimo speciale. Giovedì sera invece è andato in onda uno speciale di Zona Cesarini su Radio1 e lo stesso giorno Rai Storia diffondeva un documentario di La storia siamo noi. Di entrambe potete ascoltare l'audio, ma ho registrato in digitale anche il filmato per chi lo volesse.
Oggi Tutto il calcio continua a essere molto seguita ma francamente non mi capita più di vedere molte coppie impegnate nello struscio domenicale sul corso, con lei attaccata al braccio di lui e il braccio libero di lui che regge la radiolina incollata all'orecchio o nei casi più high-tech con un orecchio (uno solo) tappato da uno di quegli auricolari monofonici che alla fine non capivi se ascoltavi Ameri o viceversa eri costretto a portare l'apparecchio acustico. Allora Tutto il calcio lo si seguiva religiosamente, schedina alla mano (persino il Totocalcio è diventato obsoleto) e dopo il fischio finale, dopo aver pianto o brindato col bicchierino di Stock '84 - lo storico sponsor triestino - per la sconfitta o la vittoria della squadra del cuore, si correva a casa per vedersi i gol di 90esimo minuto. La trasmissione, insomma, ha davvero segnato un'epoca e almeno un paio di generazioni di italiani, prima che il calcio diventasse quell'insopportabile carrozzone televisivo di soldi, cattivo gusto e arroganza che è oggi.
L'ufficio stampa della RAI ha pubblicato qualche giorno fa un reminder su questo anniversario, zeppo di documentazione di approfondimento. Non posso darvi il link diretto perché le pagine sono richiamate da procedure Javascript un po' complicate, dovete andare in home page e selezionare il banner dell'anniversario. Per qualche misteriosa ragione i documenti audio, in formato MP3 vengono messi in streaming da un server mms://. Chi usa Mac, come me, ha un po' di problemi per la scelta del player più opportuno, Flip4Mac, normalmente utilizzato per i contenuti Windows audio, non decodifica correttamente e devo aprire con VLC. La complicata struttura Javascript comporta una navigazione poco fluida. Trovo paradossale che l'ufficio stampa della RAI inserisca un collegamento a Wikipedia citando i nomi degli inventori della trasmissione Guglielmo Moretti e Sergio Zavoli (ricordate di aprire i link in un tab o in una pagina diversa, perché come se ci cliccate sopra normalmente abbandonerete una pagina verso cui non si può ritornare perché l'indirizzo viene generato dinamicamente: dovrete ripartire dalla home page del sito dell'ufficio stampa). Non ho nulla contro Wikipedia, ma che la RAI non possa produrre una sua scheda su giornalisti di questo calibro (eventualmente per poi inserirla nel public domain) mi pare un po' paradossale. Mi scuso anche per queste continue osservazioni sulla navigabilità del sito Web del nostro ente pubblico: è che proprio non capisco il perché di tante tortuosità.

26 settembre 2009

Ai microfoni di "49-1" nasce la Cina popolare

Il primo di ottobre 1949 Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. In Cina fervono i preparativi per le celebrazioni (questa la pagina dell'emittente di stato di Pechino) ma non trovo da nessuna parte notizie sull'emittente "49-1", la prima stazione ufficiale della neonata repubblica, riportata in questo articolo di oggi dello spagnolo Diario Publico. L'unico riferimento che ho trovato - almeno per il momento - riguarda l'antica sede dell'emittente che oggi è un bene vincolato dalla sovrintendenza storica della capitale cinese, nel distretto di Chaoyang.
La radio de la revolución

La emisora 491, la más antigua de China, anunció el 1 de octubre de 1949 el nacimiento de la República Popular

Por: ANDREA RODÉS 26/09/2009

"¡El Gobierno Popular Central de la República Popular China ha sido fundado hoy!", declaró el líder comunista Mao Zedong ante la multitud de 300.000 personas reunidas el 1 de octubre de 1949, hace 60 años, en la plaza Tiananmen de Pekín. Pero si su mensaje llegó a ser escuchado ese mismo día por decenas de millones de compatriotas de todo el país, fue gracias a la emisora 491, la radio más antigua de China, que pronto se convertiría en un símbolo de progreso tecnológico del nuevo Gobierno comunista.
"Esta radio ha sido clave en la historia moderna de China", explica Feng Ya Li, una reportera jubilada de 491. Feng vive con su marido, ex guardia de seguridad de la emisora, en uno de los apartamentos para los trabajadores de la radio. Desde la ventana de su salón, se puede ver la sede original de la estación de radio, olvidada en un suburbio de inmigrantes al este de Pekín.
Su construcción fue encargada a la compañía japonesa Mitsui en 1918 por Duan Qirui, uno de los poderosos señores de la guerra que dominaron el panorama político al caer el imperio e instaurarse la República nacionalista, con el fin de poder transmitir señales y telegramas a la marina.
"Puede mandar más de 10.000 caracteres al día a EEUU y Gran Bretaña", informaba el diario Yi Shi Bao en diciembre de 1923. En 1937, la radio más moderna de China quedaba bajo control de los japoneses, que la usaron para difundir su propaganda mientras ocupaban el norte de China.

Guerra civil

"La radio pasó a convertirse en un lugar secreto", explica Feng, quien recuerda la decena de guardias rusos que se encargaban de impedir la entrada de chinos a la emisora. Tras la rendición de Japón en 1945, la radio pasó a manos de las tropas nacionalistas del Kuomintang en una guerra civil con los comunistas. "La situación económica del Kuomintang era tan mala que tuvieron que derribar la torre de transmisión para vender el acero", recuerda Feng. En 1949, los comunistas ganaban la guerra. "Esta radio fue clave para la liberación", dice Feng.
Cuando se declaró la fundación de la República Popular China, el 1 de octubre de 1949, la radio pasó a llamarse 491 la Primera de 1949 y se convirtió en portavoz del gobierno de Mao y de las ideas marxistas. Sus programas se emitían en 32 lenguas y se podían oír en otros países comunistas. "Fuimos una radio de referencia", recuerda Cui, director técnico de la radio entre 1955 y 1999. "Pero pasamos momentos duros", añade este anciano de 78 años.
Cui reconoce haber tenido la suerte de no haber sufrido mucho durante los años de la Revolución Cultural, cuando las purgas contra intelectuales y sospechosos capitalistas por poco acaban con el director de la radio. "Eran tiempos difíciles, pero los empleados entregábamos nuestra vida al trabajo", dice Cui. Feng comparte su opinión: cree que los periodistas de hoy no trabajan tan duro como ellos, "pero al menos no están sometidos a tanta censura y pueden hacen programas más cercanos a la gente", añade.
Referencia nacional

Igual que millones de jóvenes durante la Revolución Cultural, en 1968, con 16 años, Feng fue obligada a abandonar la escuela y enviada a un pueblo remoto del norte de China. Allí, un funcionario del Partido la escuchó cantar y la mandó a la radio. "Como no tenía en casa, tenía que salir fuera para poder escucharme por los altavoces de la calle", recuerda. Desde entonces, su sueño era trabajar en 491, la radio de referencia nacional gracias a la propaganda y a su tecnología.
Cui enseña con orgullo el primer transistor importado de Francia en 1967, un Thomson que hoy se expone en el patio de la emisora, convertida en patrimonio cultural. A su lado, el primer transistor hecho en China en 1972: un primer paso hacia la reforma y la apertura económica que transformaría el país en menos de 30 años.

18 luglio 2009

Bologna, Piazza Maggiore sotto le stelle della radio

Piazza Maggiore è uno di quei luoghi che la mia anima della generazione di mezzo, incompiuta e solo sfiorata dalle grandi trasformazioni del dopoguerra (sarà per questo che quello che tocchiamo lo trasformiamo in cacca?), custodisce perennemente in un angolo di commossa, impotente nostalgia. Trent'anni orsono fu l'ombelico di quel remake del '68 che fu il movimento dei "settantasettini". Triste e rischioso come tutti i remake. Percorrevo le strade intorno alla magnifica piazza nelle mie estati post-riminesi, guidato da un amico che - maledizione - non c'è nemmeno più. E come tutti seguivo le cronache delle manifestazioni, degli autobus bruciati (ricordo ancora una fantastica vignetta del Male), delle cariche della polizia. Una di queste cariche fu l'assalto alla sede di Radio Alice, voce movimentista per eccellenza.
Oggi, 18 luglio, a partire dalle 22, la Cineteca di Bologna celebrerà Alice e tutta la radio nel duplice ambito delle celebrazioni marconiane e del ciclo Sotto le stelle del cinema. Prevista la presentazione del DVD della Fondazione Marconi, "Marconi racconta la sua invenzione" e alcune pellicole da intenditori, a incominciare da un documentario del 1940 intitolato "Ecco la radio!" fino al film di Guido Chiesa "Lavorare con lentezza", una rivisitazione del '77 realizzata cinque anni fa.
Non potrò esserci fisicamente, ma una parte di me non ha mai smesso di camminare per quelle strade svuotate dall'agosto, di fissare lo sguardo ventenne sulla lunga striscia metallica della meridiana di San Petronio sperando, invano, che potesse indicarci la giusta direzione. Andateci al posto mio, se potete. Bologna e la radio sono due vecchiette che meritano di essere festeggiate da piazze affollate. E giovani.
(Grazie a Gigi Nadali che mi ha inviato il comunicato dell'evento.)

La radio degli anni '40 e le radio libere del '77

Dall’EIAR alle radio libere: questo il lungo cammino della seconda serata che Sotto le stelle del cinema dedica a Guglielmo Marconi a 100 anni dal Premio Nobel.
Domani, sabato 18 luglio, a partire dalle ore 22, nuovo appuntamento in Piazza Maggiore sulle tracce del grande fisico: in apertura la presentazione del DVD Marconi racconta la sua invenzione prodotto dalla Fondazione Marconi.
Subito dopo un prezioso documento targato 1940 e diretto da Giacomo Gentilomo, Ecco la radio!, funambolico ritratto del mezzo – all’epoca – più amato dagli italiani: Quando la radio, cantava proprio nel 1940 il divo Alberto Rabagliati…
Tutt’altra atmosfera è invece quella richiamata da Guido Chiesa in Lavorare con lentezza: realizzato nel 2004, il film in realtà muove i suoi passi nel movimentato 1977, nella Bologna delle radio libere, nella Bologna di Radio Alice. Il lavoro ti fa male / e ti manda all’ospedale, recitava in quegli anni la mitica sigla di Radio Alice…
In caso di pioggia, proiezione al Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65).

Omaggio a Guglielmo Marconi
Sabato 18 luglio, ore 22, Piazza Maggiore

Marconi racconta la sua invenzione DVD prodotto dalla Fondazione Guglielmo Marconi

a seguire:

ECCO LA RADIO! (Italia/1940) di Giacomo Gentilomo. D.: 32’ Copia proveniente da Cineteca di Bologna Da "Cineteca – speciale Sotto le stelle del cinema 2009":

Celebrazione della radio nell’epoca del suo apogeo, nelle mani dell’eclettico Gentilomo quello che poteva essere un mero esercizio di propaganda grondante di retorica sulle magnifiche sorti e progressive del medium preferito dal regime, diventa un curioso e scoppientante pastiche di generi a cavallo fra documentario, teatro di rivista, musical e di registri, dal giornalistico al burlesque. "Panorama di una giornata radiofonica realizzata col concorso degli artisti, dei maestri e delle orchestre dell’EIAR" come recitano programmaticamente i titoli di testa, "Ecco la radio! appare come la summa delle diverse tipologie di film sulla radio: rientra perfettamente nel genere promozionale, proponendo, per chi ancora ne fosse all'oscuro, un'ideale illustrazione del palinsesto dell'epoca, una sintesi della ricca mercanzia del telegrafo senza fili; rappresenta il trionfo dell'era della valvola termoionica e del feticismo per la tecnica; e infine, contemporaneamente alimenta il divismo delle voci" (Paola Valentini).

LAVORARE CON LENTEZZA (Italia/2004) di Guido Chiesa. D.: (111’) Da "Cineteca – speciale Sotto le stelle del cinema 2009":

Bologna 1977. Squalo e Pelo accettano di rapinare su commissione la Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti scavando un tunnel sotterraneo. Per alleviare gli sforzi, si portano appresso una radiolina, e finiscono per incappare sulle frequenze fm 100.6 mhz di Radio Alice. Prima, che potesse esistere qualcosa chiamato mao-dadaismo non lo potevano nemmeno sospettare. Decidono di andare a verificare di persona. Attorno alle vicende dei due simpatici lestofanti, Guido Chiesa affastella un ritratto del 77 bolognese vivace e festoso, attraversato da punte di ironia e dolore. Lavorare con lentezza frulla eventi e personaggi in un panorama che trae forza dalla coralità dell’esperienza. Dice il regista: "Abbiamo voluto raccontare tante storie con la esse minuscola. È l'insieme delle storie a comporre il significato del film, che ognuno legge e vive secondo la sua cultura, età, provenienza". L’utopia della libertà del tempo libero convive con i traffici di in ricettatore filosofo e del suo socio marsigliese, la rivoluzione sessuale con le chiacchiere degli ex partigiani al bar, la fantasia al potere si confronta con la concretezza di facce, gesti, muri, canzoni. Chiesa, che sulla radio bolognese aveva già realizzato un documentario dal titolo Alice è in Paradiso, non ha timore di mettere anche troppa carne al fuoco e di sparare molte cartucce visive a effetto. Quel che emerge, soprattutto, è un flusso di energia. Che pare spegnersi con la morte di Francesco Lo Russo in via Mascarella e, il giorno dopo, con l’irruzione della polizia nei locali di via del Pratello.

Sotto le stelle del cinema Bologna, 6 – 29 luglio 2009 Spettacoli: Piazza Maggiore ore 22 (in caso di pioggia: Cinema Lumière – via Azzo Gardino, 65) ingresso gratuito Informazioni: www.cinetecadibologna.it/Sotto_stelle_cinema_2009

10 luglio 2009

Buon compleanno, Tesla

Oggi è il compleanno di Nikola Tesla e Google lo celebra così:


Sul geniale inventore serbo, il "padrone dei fulmini", PBS ha confezionato un bellissimo sito Web. Questa è la pagina dedicata alla guerra dei brevetti tra Tesla, anch'egli considerato uno dei pionieri della radio, e Marconi negli Stati Uniti a cavallo tra XIX e XX secolo. Auguri, Nikola.

13 aprile 2009

Radio Data System e RDBS, i retroscena di un successo

Ho già avuto modo di parlare del sistema RDS e della celebrazione, quest'anno, del 25esimo anniversario dalla pubblicazione delle specifiche di questa fortunata modalità di trasmissione di informazioni binarie attraverso una sottoportante di un segnale radio analogico. Ma oggi sulla newsletter TechCheck della National Association of Broadcasters americana ho letto un lungo articolo che svela diversi particolari sulla prima versione, quella europea, di RDS e sulla successiva versione RDBS americana e volevo condividerlo.Tra l'altro la storia contiene il rimando a un altro articolo, dedicato a una recente estensione di RDS rivolta al "tagging" (etichettatura) dei brani musicali trasmessi. Con il tagging, oltre i nomi delle stazioni e la tipologia dei programmi, RDS potrebbe identificare anche le canzoni trasmesse e questi dati potrebbero servire per realizzare servizi commerciali (per esempio l'acquisto diretto di un brano o di un disco ascoltato) simili a quelli che sono stati proposti dal sistema Ibiquity HD Radio.
Alcuni dei retroscena sono curiosi. Sembra che il Radio Data System sia stato concepito come idea dai francesi di ORTF che si erano ispirati al sistema tedesco ARI. Per la modulazione venne scelta come modello quella della rete svedese di dispositivi cercapersone (quella che da noi si chiamava Teledrin e operava sui 160 MHz).

Radio Data System (RDS) Turns 25

Without a doubt the most successful FM subcarrier-based data broadcasting technology has been the Radio Data System (RDS). RDS has undergone a renaissance of sorts in the U.S. in the last few years, and is now widely used for transmission of program associated data (PAD) such as song title and artist, as well as for traffic information to navigation devices by the Broadcast Traffic Consortium (BTC) and Total Traffic Network (TTN). An informal NAB poll conducted late last year suggested that in some major markets 80% or more of stations are transmitting RDS.
The RDS signal consists of a digitally modulated subcarrier centered at 7 kHz in the FM baseband (note that the 57 kHz subcarrier frequency is exactly three times that of the 19 kHz stereo pilot subcarrier). While it has a modest data capacity of approximately 700 bits per second it is an extremely robust signal and if a receiver is capable of capturing an FM signal then it is usually able to decode an RDS signal embedded within it. One of the most recent applications of RDS technology is called "RDS tagging" which involves transmitting a "tag" using RDS, simultaneously with broadcast music, which identifies the song being played so the listener can easily purchase it over the Internet (see the October 20, 2008 issue of Radio TechCheck for more about RDS tagging).
Some information about the evolution of RDS was provided to NAB by Mr. Dietmar Kopitz, chief executive of the RDS Forum (www.rds.org.uk, a European trade organization based in Geneva, Switzerland focusing on RDS) and a recognized expert in RDS technology. His narrative is summarized in the in the paragraphs below.

Introduction - RDS was developed by the public broadcasters collaborating within the European Broadcasting Union (EBU) from about 1975. The first specification was issued by the EBU in March 1984. It was then agreed with the European car radio industry that the public broadcasters would rapidly implement the system on all their networks so that the industry could launch on the European market RDS car radios from mid-1987, and so it happened!
RDS technology take-off in radio receivers was relatively slow, as the first RDS car radios were all high-end models that were fairly expensive. However within 10 years, there were already over 50 million RDS car radios sold, and by 2004 the total had reached 200 million [note - these units were mostly outside of the U.S.]. From 2005 the industrial production of RDS FM receivers literally exploded. The reason was the availability of a new generation of very inexpensive and very small highly integrated FM-RDS ICs that made RDS technology also interesting for portable devices like music players and mobile phones. Since then, annual production has increased to over 200 million units a year.
The origins - the basic idea was launched by the French public broadcaster ORTF, now Radio France. The proposal was inspired by a traffic broadcast identification system called ARI, jointly developed in Germany by the public broadcasting research centre IRT and the car radio maker Blaupunkt. The precise mandate given to the EBU in 1974 was to come up with a technology more flexible than ARI, applicable to all FM broadcasts, and permitting inaudible automatic receiver tuning for best signal reception within a broadcast network radiating the same radio program.
The Europe-wide development lasted 10 years with many field trials and at least five alternative proposed solutions. The modulation system was taken from a previously introduced Swedish paging system and the baseband coding was a new design, mainly developed by the BBC and the IRT. Everything was carefully coordinated through the EBU, and at the final stage of the development, the European car radio industry was invited to join the numerous field trials. Two of the most severe criteria to be met were that the data added to the FM broadcast had to be completely inaudible, even in the most critical listening mode (i.e., on headphones) and that only insignificant additional RF interference caused by the RDS signal was permitted.
The people behind RDS - Dr. Kari Ilmonen from Yleisradio in Finland and André Keller from TDF in France had the basic development idea. Both were representatives in the EBU Technical Committee, which launched at its 1974 Paris meeting the development task to be carried out within Working Party R, then chaired by Hermann Eden (IRT), who entrusted the job to a Sub-group, chaired by Ernst Schwarz (Swiss PTT) and inside that Sub-group a Specialist group was created, chaired by Dr. Bob Ely (BBC Research). It was this Specialist group, which met during many years until 1992, that created RDS.
Bob Ely created the backbone for the baseband coding, Jürgen Mielke (IRT), Dr. Josef Berger (ORF), Sten Bergman (Swedish Radio), Dr. Mario Cominetti (RAI), Henri van der Heide (NOS), were those engineers that inspired most the first specification version published in 1984 and Theo Kamalski (then Philips, now TomTom) and Simon Parnall (then BBC, now NDS) joined and continued to improve it further in the following years, especially with implementation experiences.
In this context it is also important to mention the RDS promotion campaign launched through the EBU, heavily assisted by the BBC and specifically three persons - Johnny Beerling, then Head of BBC Radio 1, Mark Saunders, Head of the BBC's RDS development office and Bev Marks, Project Manager of the BBC's RDS implementation team, who also brought many implementation ideas to the group and who also worked on implementing EON. Johnny Beerling launched the idea of the RDS logo which was then developed by the BBC and later offered to the EBU for integration into the RDS standards and to be used to mark industry products with standardized RDS functionality. Among the latest additions to the RDS specification RadioText Plus is worth mentioning and the people behind this were Dr. Hans-Christoph Quelle (Nokia), Matthias Ewert (WDR) and Werner Richter (IRT). The coordinator of the RDS project was all this time Dietmar Kopitz, formerly EBU Chief Engineer and nowadays the Chief Executive of the RDS Forum.
RBDS - in February 1990, discussion started about standardizing RDS for the U.S. under the auspices of the National Radio Systems Committee (NRSC). The RBDS Standard was adopted by the NRSC on January 8 1993, consisting of the major components of the European RDS Standard but also with some important differences, including the following:

# Program Type Definitions - due to differing broadcast styles, the program type (PTY) code definitions (i.e. Jazz, Rock, etc.) differ between RDS and RBDS;

# Program Identification Coding - North American program identification (PI) codes differ in functionality in three ranges. This affects alternate frequency switching and regionalization;

# Dynamic Program Service Name - the RBDS Standard allows "nondistracting" changes to the program service (PS) field, while the RDS Standard strictly forbids dynamic changes to the PS;

# ID Logic Feature (IDL)/RDS Updates to In Receiver Database (IRDS) - a licensed feature which allows the receiver to identify the call sign and format of non-RDS FM and AM broadcast stations via a built in database. This database may be updated via an Open Data Application (ODA);

# AMRDS - the RBDS standard has a reserved section for an AM equivalent to RDS;

# Emergency Alert System (EAS) ODA - an ODA has been developed to carry emergency information compatible with the U.S. Federal Communication Commissions (FCC) EAS protocol. This public ODA also offers increased consumer receiver functionality with emergency messaging.

The RDS Forum - the RDS Forum, created in 1993, is a non-profit international professional industry association that has the objective to promote and maintain RDS technology. The RDS Forum serves its members also as an efficient contact network for experience exchange, regarding the use and correct implementation of the RDS technology in the many different countries involved. Maintenance means not only keeping the RDS system correctly going as originally conceived by the EBU, but also upgrading it, maintaining full compatibility with the very large number of existing RDS receivers, to enable new functionalities that have only recently become available for implementation in the latest RDS receiver generations.

NRSC's RBDS Subcommittee Re-activating at The 2009 NAB Show

The National Radio Systems Committee (NRSC) is re-activating one of its subcommittees, the RBDS Subcommittee, after a hiatus of 2 1/2 years (the last meeting was held on September 20, 2006). This group will meet on Saturday, April 18, 2009 in Ballroom E of the Las Vegas Hilton, in conjunction with The 2009 NAB Show (www.nabshow.com). All convention attendees (except members of the press) are welcome to attend. Barry Thomas, Vice President of Engineering Radio, Lincoln Financial Media, will be serving as chairman of the group. A list of current Subcommittee members is shown in the table.
This Subcommittee was formed in the early 1990's to develop the U.S. version of the RDS Standard which was originally called the RBDS Standard so as to distinguish it from its European counterpart. The RBDS Standard was first adopted in 1993 and has been updated twice since then, in 1998 and most recently in 2005 when its designation was changed to NRSC-4-A so as to conform to the NRSC Standards naming convention. The group has re-convened to consider incorporating a new feature of RDS called RadioText+ into the Standard, in response to a similar action being undertaken with the European version of the RDS Standard (IEC 62106 Edition 2).

07 aprile 2009

il centenario del Nobel a Marconi

Uno dei miei contatti professionali mi ha inviato l'annuncio di un incontro sulla sicurezza informatica che avrà luogo, a Bologna, nell'ambito di una manifestazione che sposa le tematiche del software alla figura di Guglielmo Marconi, in occasione del centesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel allo scienziato, sperimentatore e imprenditore bolognese. In effetti la madre di Guglielmo era irlandese, tra l'altro una Jameson, della dinastia di distillatori di whiskey oggi a Cork (non perdetevi una visita se capitate da quelle parti, il Jameson rimane uno dei blended più accettabili tra le etichette commerciali).
Il GUGLIELMO MARCONI ICT GLOBAL FORUM & EXHIBITION si terrà in centro, a Palazzo Re Enzo, dal 22 al 24 aprile. Trovate una scheda con il programma dei vari incontri su questa pagina del sito dedicato al centenario del Nobel conferito al padre della radio nel 1909 (29 anni prima di quello vinto da Enrico Fermi e 50 di quello assegnato a Emilio Segré). Ricordo anche che il 25 aprile, il giorno della nascita di Guglielmo (e della nostra liberazione, vediamo di non scordarcelo), i radioamatori di tutto il mondo celebrano l'International Marconi Day, con una serie di contest, di "gare" di collegamento. Quest'anno la festa, che si tiene a cavallo tra sabato e domenica, cade proprio nella data giusta. Alle onde radio sarà intitolato un musical, "Sulle onde di Marconi", composto da Tania Bellanca e rappresentato, sempre a Bologna, il prossimo 14 maggio.

17 marzo 2009

Il Radio Data System compie 25 anni

E' stata tutto sommato una invenzione umile, modesta, senza troppe ambizioni. Eppure ha inciso profondamente sul nostro modo di ascoltare la radio in modulazione di frequenza. E lo ha fatto introducendo un pezzo di tecnologia digitale in un contesto ancora profondamente analogico, dimostrando due cose che spesso dimentichiamo. Una è che quando un'idea è valida funziona comunque. L'altra è che "analogico" non significa necessariamente obsoleto. Non lo troverete scritto da nessuna parte, tranne che su Radiopassioni. Ma il 13 marzo è caduto il 25esimo anniversario del Radio Data System, lo standard, codificato appunto nel lontano marzo del 1984.
Me lo ha ricordato stamattina, da Ginevra, Andrea Borgnino, segnalandomi una paginetta della sezione tecnica dell'EBU, il suo nuovo datore di lavoro. Dalla sintetica storia imparo che l'RDS ha in realtà un antenato analogico chiamato ARI, Autofahrer Rundfunk Information. Un sistema basato su sottoportanti e toni audio discreti sviluppato da Blaupunkt per consentire l'identificazione delle stazioni che trasmettevano informazioni sul traffico. In Germania e Svizzera l'ARI è stato in funzione fino al 2005. Nel 1984 arriva la proposta di sostituire le sottoportanti analogiche con un flusso di informazioni digitali anche lui nascosto nel segnale FM principale. La sottoportante utilizzata fu la stessa dell'ARI, i 57 kHz. La larghezza di banda del flusso RDS non consente la trasmissione di un grande volume di dati, ma a suo modo l'RDS funziona benissimo e ci consente di sintonizzarci sulla stazione giusta. Il suo successo, coadiuvato dalla disponibilità di ottimi chip di decodifica, ha avuto proporzioni inattese. Oggi in automobile l'RDS è uno standard imprescindibile e anche negli apparecchi radio fissi è molto diffuso. Forse non sarà all'altezza dei flussi dati che possiamo incorporare in una modulazione digitale, ma personalmente ho sempre pensato che integrato in una sapiente strategia Internet, l'RDS potrebbe servire anche per orientare meglio gli ascoltatori nell'offerta di contenuti programmati dalle stazioni radio, dando luogo a veri e propri servizi di Electronic Program Guide. In Italia non lo abbiamo utilizzato molto l'estensione dell'RDS-TMC, rivolta alla diffusione di informazioni in tempo reale sul traffico, andava nella stessa direzione: l'integrazione di informazioni di tipo digitale in una cornice analogica. Oggi RDS-TMC si appresa a essere sostituito dal suo omologo tutto digitale, il TPEG, ma il destino di quest'ultimo è legato alle incerte prospettive del DAB.
Comunque finiscano le tue possibili evoluzioni, buon compleanno Radio Data System!

RDS celebrates 25th birthday
13 March 2009

It is now 25 years ago (March 1984) that the EBU published the original RDS (Radio Data System) specification, also known as 'EBU Tech 3244'. The development of the system was started in 1975 by the EBU Technical Committee. Since then RDS has become enormously succesful worldwide.

History

Credits for the basic concept behind RDS go to German organisations Bosch/Blaupunkt and the IRT. It is their analogue 'ARI' (Autofahrer Rundfunk Information) system that triggered the development of digital 'nephew' RDS, managed by Ernst Schwarz (Swiss PTT) and Dietmar Kopitz (EBU). After publication in 1984 of the RDS spec, in 1987 the first RDS car radio was marketed by Volvo. A year later regular RDS services started in Austria, Belgium, Denmark, Germany, Italy and the United Kingdom. For radio users RDS may be known most of all for the Programme Service name on their radios (RDS-PS) and Traffic Announcement (RDS-TA and RDS-TP) switching.

Visionary work

The production of hundreds of millions of RDS equipped car radios is a testimonial to its visionary development process. A small test at the International Motorshow that is currently being held in Geneva, revealed RDS is very well known in the industry and is still used as a selling argument in radio specifications. In recent years RDS technology has even found its way into mobile phones. Despite no expectation of such a requirement for the original developers this required no change to the specifications!

RDS-TMC

One element of RDS particularly interesting to modern navigational equipment is RDS-TMC, the traffic information system. Recommended by the European Commission in 1994 for the 'Trans-European Road Network', this system is used in many European countries. However, with the renewed interest in digital radio, RDS-TMC could become (gradually) replaced by its younger 'cousin', TPEG (Transport Protocol Experts Group). The new WorldDMB/EBU Digital Radio Profiles already mention both TMC and TPEG as technologies to be used with digital radio.
Whatever the future will bring exactly, one thing is for sure: thanks to the dedicated passion of many great engineers at EBU Members and equipment manufacturers, RDS became the success it still is. Congratulations!

24 febbraio 2009

Sanremo, a Villa Nobel i 100 anni del premio a Marconi


Il 2009 è l'anno delle celebrazioni dei cento anni del premio Nobel conferito a Guglielmo Marconi per la fisica. Com'era prevedibile sono in programma tante manifestazioni e una di queste, mi segnala Andrea Borgnino, si terrà a Sanremo dove - e forse questa per molti, almeno lo è stata per me, è una notizia - ha trascorso i suoi ultimi anni di vita Alfred Nobel in persona. Di salute alquanto cagionevole, Nobel cercava un posto dal clima più favorevolo per curarsi i raffreddori e la brutta angina pectoris di cui soffriva. Lo trovò a Sanremo, dove acquistò una villa che dopo di lui fu ribattezzata Villa Nobel, oggi di proprietà della provincia di Imperia.
Nella villa, la locale associazione dei radioamatori, l'ARI, organizza dal 13 al 28 giugno una mostra retrospettiva di radio d'epoca e il giorno 19 giugno ci sarà, presso il teatro dell'opera del Casinò di Sanremo, un convegno che vedrà la partecipazione di alcuni premi Nobel per la fisica, tra i quali l'astrofisico Joseph Taylor Jr., radioamatore con la sigla K1JT (sono pochi i radioamatori con una home page sul sito dell'Università di Princeton), autore di famosi software per la comunicazione digitale a bassissima potenza e laureato col Nobel per la sua scoperta delle stelle pulsar.
Andando a leggere la storia di Villa Nobel, ho scoperto molte cose sull'inventore della dinamite e del premio più ambito dall'intera comunità scientifica mondiale. Sono per esempio venuto a conoscenza, attraverso i siti della fondazione che porta il suo nome, che Nobel ebbe persino una vena letteraria e compose poemi e drammi. Potete leggere le interessanti note di Åke Erlandsson su queste attività del brillante chimico svedese, su questo indirizzo del sito Nobelprize.org, dove troverete il testo del poema The Riddle, da un Nobel diciottenne, a Parigi, in seguito alla più classica delle delusioni d'amore. Qualche anno dopo, Nobel scriveva a un'altra donna, allegando una versione rivisitata di The Riddle (che significa enigma, indovinello), scrivendo "Vous avez dit autrefois que je suis une énigme". A quanto leggo, la vita e la personalità di Nobel ebbero davvero, per la famiglia, i contemporanei, e i suoi successivi biografi, un carattere molto enigmatico. Alfred Nobel morì nella sua villa del ponente ligure, ancora relativamente giovane, a 66 anni, nel 1896, poco dopo gli esperimenti del giovane Marconi.

03 gennaio 2009

Fabrizio de Andrè, la mostra

Una Genova assolata e gelida di tramontana ci ha accolti questa mattina proprio a Carignano, davanti alla chiesa dei funerali di Faber. Da lì prosegui per un po' e arrivi all'imbocco dello stradone (si fa per dire) di Sant'Agostino, scendi e in pochi minuti arrivi davanti all'ingresso di Palazzo Ducale su Piazza Matteotti, sulla destra la chiesa del Gesù e poco più oltre Porta Soprana. La disperata bellezza della città ti afferra aiutata il vento e ti segue dentro ai palazzi del suo passato splendore, nel seminterrato che ospita, dal 31 dicembre, la mostra dedicata a Fabrizio de André nel decennale della scomparsa.
Non pensavo di riuscire a visitarla così presto ma ieri sono partito da Milano e l'occasione è diventata di colpo imperdibile (oltretutto, la concomitante esposizione su Lucio Fontana, che durerà fino a metà febbraio rendeva ancora più stimolante la trasferta dal mio Levante radiofonico. Una mostra buia, esistenzialista, suggestiva, quella allestita nella città natale (in realtà l'onore spetterebbe a Pegli) del piemontese De André. Ricchissimo l'apparato di testimonianze video, autografi, fotografie, copertine di dischi. Struggente la sala dei tarocchi (ho scoperto che tra i pallini dell'autore c'era anche l'astrologia) con un'ampia selezione di canzoni a fare da sfondo alla proiezione di splendidi tarocchi animati dalle riprese di mimi, acrobati, ballerini. Per quelli della mia generazione, che hanno cantato di Miché, Piero e Boccadirosa negli anni di attività del grande autore, è un percorso sul filo di una commozione che sfocia spesso e volentieri in vere e proprie lacrime. Una strada che ti porta ai margini, nelle frange popolate dai minimi che non hanno mai contato niente, se non nelle canzoni di quell'anarchico borghese.
E ci restituisce momenti impressionistici, memorabili, come la lettera che Faber scrive da Milano al poeta Mario Luzi per parlargli di Ulisse, o le poche paginette di una biografia attribuita a mamma Luisa (forse per un articolo di rivista), dove il piccolo Fabrizio sfollato nell'astigiano durante la guerra viene descritto come perennemente arrampicato su una sedia, con una bacchetta in mano, mentre dirige la musica trasmessa dalla radio.