02 giugno 2008

Virgin UK entra nella "commentosfera". Ma SMG esce.


E ora che Virgin UK è stata ceduta e il marchio rischia di sparire per un po', che ne sarà dell'accordo con coComment? Vediamo di procedere con ordine. Il 21 maggio, un comunicato stampa annuncia al mondo che Virgin Radio UK ha adottato la piattaforma di discussione su Web coComment. L'idea è fornire ai frequentatori del sito della stazione radio uno strumento in più per commentare e discutere la musica preferita. coComment, sviluppato da una società svizzera, fa parte della nuova generazione di Web software che fanno leva sulla grande popolarità dei blog e delle discussioni che si scatenano tra gli autori dei post e i loro lettori. Nel caso dei blog più popolari - non il mio, quindi - la "commentosfera" diventa spesso ancora più interessante della blogosfera stessa. Sul mezzo partecipativo per eccellenza la discussione è l'anima di tutto.
coComment, spiega Mashable appartiene alla recente covata di piattaforme che comprende prodotti come Disqus (pronunciato dis-cass), SezWho (ses-hu, come in says who), Intense Debate e la nuova creatura di Loic Le Meur chiamata Seesmic, un software che permette di postare commenti sottoforma di brevi flash video. Un Twitter con Webcam, insomma. Integrando questi strumenti in un sito o su un blog, lo scambio di commenti finisce per assumere vita propria, quasi generando un prodotto editoriale a se stante. Invece di restare rinchiusi nei siti di appartenenza, i commenti entrano in un collettore che i commentatori stessi potranno seguire con un meccanismo non troppo diverso da un aggregatore di feed. Se sto commentando su due o più siti, posso sorvegliare da un unico punto di osservazione tutte le conversazioni. coComment funziona come una extension di Firefox e cattura i commenti mentre vengono immessi nei vari contesti di appartenenza, per poi raccoglierli sul sito della comunità dei commentatori. Altri prodotti, come Disqus, si integrano piuttosto all'interno dei blog, offrendo però la possibilità più estese dei normali commanti previsti da Blogger, WordPress e compagni, per esempio con goodies tipo i thread nei commenti (alla Slashdot.org, per intenderci).
Non mi stupisce che a Virgin Radio abbiano avuto l'idea di adottare una di queste tecnologie: intorno a una stazione radio è facile "fare" comunità e fidelizzare il pubblico. La conversazione tra commentatori può anche diventare un duplice strumento informativo. Per gli ascoltatori, che attraverso i commenti possono ricevere nuove ispirazioni musicali; e per i direttori artistici che troveranno sicuramente nuovi spunti per una offerta ancora più in linea con i gusti musicali del loro target.
La cosa meno chiara (bisognerebbe discuterne) è che cosa succederà adesso, dopo la cessione agli indiani di TIML. Mi viene anche il sospetto che l'accordo con coComment sia dovuto a qualche scambio di favori tra Web master e programmatori: perché una SMG in clima da svendita di fine stagione avrebbe dovuto pensare alle strategie Web? Nel comunicato si legge che Virgin conta 4 milioni e mezzo di ascoltatori al mese e il Guardian sostiene che il sito Web della stazione attira mezzo milione di persone nello stesso periodo. La comunità di coComment assomma invece a 3 milioni e mezzo di persone/mese e Virgin puntava, attraverso questa partnership di offrire i commenti sul proprio sito a una audience ancora più estesa. Forse la cosa continuerà ad avere senso anche con i proprietari nuovi. Bisognerà vedere se decideranno di fare gli indiani o se si uniranno alla conversazione.
coComment Powers Virgin Radio

2008-05-22

Virgin Radio selects coComment to power conversations, host all online comments

SAN FRANCISCO, CA - May 21, 2008, 12.01am GMT - Today, coComment, the leading platform for managing, powering and researching discovering, tracking and sharing great conversations online, announced a partnership with the UK's favourite national rock and pop station Virgin Radio (www.virginradio.co.uk), a part of Scottish Media Group: SMG.L coCommment will power conversations on Virgin Radio's award-winning site enabling the station's 4.5 million monthly listeners to bring radio discussions online and keep these conversations alive, well after the broadcast has ended.
'User comment and opinion allows us to interact with our listeners on an ongoing basis and this partnership with coComment will help us to do so in the most effective way,' said Andy Grumbridge, Virgin Radio's Digital Media Director. 'With this partnership we aim to offer the comments and opinions of Virgin Radio audiences to a wider audience and, in encouraging responses, attract new visitors to virginradio.co.uk.'
Matt Colebourne, CEO of coComment commented: 'With over 14 million conversations and 3.5 million uniques, coComment is driving online conversation. This partnership with Virgin Radio further extends our market share and brings together two market leaders who want to make it as easy as possible for consumers to participate in great conversations online.'

About coComment:
Founded in 2007, coComment is the leading provider of comment and blog access, aggregation and tracking technology. The company enables better conversations on the web by providing users the ability to centralize, track and share comments anywhere online. Through integration with major media companies and publishing platforms, coComment increases the visibility and exposure of comments to a greater user base of active commenters, bloggers and the public - creating more interesting user experiences, driving users to the commenting sites and linking conversations with a community. coComment is headquartered in Geneva, Switzerland. More information can be found at: www.coComment.com

ABOUT VIRGIN RADIO:
Tune into Virgin Radio on 105.8FM in London, 1215AM nationwide, on Virgin TV - channel 915, Freeview, DAB digital radio and via the internet at www.virginradio.co.uk to hear the best music from the biggest acts in the world, such as Snow Patrol, Kaiser Chiefs, The Killers, The Fratellis, classics from music legends such as Queen, Oasis, The Rolling Stones and David Bowie, as well as new music from artists such as Arctic Monkeys, Hard Fi, Plain White T's and Amy Macdonald.

Virgin UK chiude, per un po'. NME, dalla carta alla radio

Come anticipato in Italia anche dagli amici di Newsline, l'etere inglese si appresta a perdere, almeno momentaneamente, il glorioso marchio Virgin, che però dovrebbe risorgere presto attraverso una nuova iniziativa del proprietario del Virgin Group, Sir Richard Branson. Riassunto delle puntate precedenti. La proprietà dell'attuale Virgin Radio UK, la scozzese SMG, vuole cedere la stazione radio rock per focalizzarsi sul mercato televisivo regionale. L'acquirente, alla fine, è un gruppo editoriale indiano, recante tuttora il nome dello stampatore inglese Bennett, Coleman & CO, che immagino risalga all'epoca coloniale ma che oggi è controllato dalla famiglia Sahu Jain. La cessione ha avuto un valore di 106 milioni di dollari (un quarto di quanto pagato da SMG nel 2000 per rilevare l'attuale infrastruttura) ed è passata attraverso TIML Golden Square, proprietaria del Times of India e controllata da Bennett, Coleman, in cordata con Absolute Radio (già proprietaria di due stazioni a Oxford Jack FM e 107.9 FM) la quale invece fa capo a un gruppo di finanziatori irlandesi. Per il colosso indiano è l'affare più grande mai firmato fuori dai confini del subcontinente. Oggi il Guardian si occupa della questione con questo articolo.
Il contratto non prevede che TIML rilevi anche il marchio Virgin, che resta proprietà di Richard Branson ed entro l'anno smetterà di essere utilizzato dalle stazioni cedute all'editore indiano. Sembra che sia una decisione consensuale: né Brandon né Times of India intendono proseguire nello status quo. Come spiega il Times Online, il gruppo Virgin ha interessi con l'Hindustan Times, concorrente di Bennett, Coleman, che del resto possiede già altre stazioni. Non sarebbe opportuno creare strani intrecci e TIML vuole differenziarsi. A quanto sembra, Sir Richard ha già intenzione di rilanciare Virgin Radio nel 2009, ma con un altro partner e probabilmente solo su DAB, mentre la cordata TIML/Absolut ha altri piani per una catena a copertura nazionale che comprende anche impianti a onde medie. Stay tuned è il caso di dire.
E mentre il gruppo Virgin cova i suoi sogni di rilancio solo digitale, proprio oggi ha avviato i suoi test sul satellite e su Internet, la nuova stazione NME. In futuro sembra che l'emittente cercherà anche sbocchi sul DAB e in FM, ma per ora si tratta di una avventura molto musicale, con DJs molto selezionati e famosi. NME è il nome di una testata musicale, un magazine settimanale specializzato in rock music. Il marchio è posseduto da IPC Media, a sua volta controllata dalla potente Time Inc. Prima di attivare il canale radiofonico NME aveva un programma televisivo, sempre su Sky. Un particolare buffo rivelato dall'articolo di oggi sul Guardian: lo spin off di NME Radio viene gestito, insieme al canale televisivo, dalla società multimediale musicale DX Media.

Calcio e musica, 3 nuove radio lusitane (2 sul Web)

Tre novità radiofoniche in Portogallo, due riguardanti la struttura pubblica, RTP, l'altra il gruppo Renascença. La prima è direttamente riferibile ai campionati europei di calcio che iniziano questa settimana ed è una stazione monotematica, Radio Euro, che RDP diffonderà solo su Internet e solo per la durata delle gare, a complemento delle informazioni trasmesse da Antena 1.

RTP cria rádio on-line para cobrir Euro 2008

As emissões da Rádio Euro começam esta semana e destinam-se a complementar a cobertura da competição de futebol pela Antena 1.
A nova rádio está acessível através da página web da RTP, durante 24 horas por ida, tendo já garantidos os direitos de transmissão de todos os jogos da competição de futebol para a Internet.
Além dos relatos, o novo canal de rádio vai emitir notícias, programas, comentários e entrevistas produzidas pela rádio pública.
Através da Rádio Euro, serão também escutadas, em directo, todas as conferências de imprensa da selecção portuguesa.
A Rádio Euro pode ser escutada on-line a partir daqui.


Non ancora attivo sul sito di RTP il canale di Radio Euro è comunque affiancato da un bouquet di programmi che riprendono l'offerta via etere e aggiungono nuovi contenuti. Proprio oggi, per esempio, ha preso avvio la programmazione "Web only" di Radio Lusitania, un fantastico canale di musica tradizionale portoghese degli ultimi 40 anni, "un patrimonio di successi che resta nella memoria di tutto il Portogallo".
RÁDIO LUSITÂNIA
• A primeira rádio do Grupo RTP de emissão exclusivamente dedicada à internet arrancou hoje.

A Rádio Lusitânia é um projecto Web da Rádio Pública dedicado à divulgação da memória das canções que marcaram a música nacional nos últimos 40 anos. A exposição de um património de êxitos que ficaram na memória de Portugal.


Curiosamente, la stessa missione musicale sembra ispirare Radio Renascença nella creazione del nuovo canale FM Rádio Sim, il cui debutto è previsto per il mese di luglio accanto all'attuale programmazione del gruppo, articolata attraverso RFM, Rádio Renascença e Mega FM. Sim si occuperà del repertorio tra anni 50 e 70 e sarà rivolta espressamente a un pubblico di over 55.

Grupo Renascença lança nova rádio

Rádio Sim é o nome do novo canal do Grupo Renascença e vai estar centrada na música dos anos 50 a 70, devendo as emissões regulares arrancar já este Verão.
Dina Isabel, a directora da nova estação de rádio, explica que o objectivo é ir ao encontro das pessoas com mais de 55 anos.
“É um vasto público que temos de agradar com músicas de que gostam, as temáticas que para eles são fundamentais, com uma comunicação de proximidade também, como convém, e com alguns afectos”, refere Dina Isabel.
A Rádio Sim deverá começar as suas emissões ainda durante o mês de Julho, alargando o leque de oferta do Grupo Renascença, que actualmente é constituído pela RFM, Mega FM e Renascença.


L'FM indiana vuole crescere ancora

All'India Radio Forum 2008 si sono riuniti i rappresentati della fiorente industria indiana della radio in FM. Tassi di crescita del 40% annuo (anche se la pubblicità radiofonica conta per il 3% del mercato mediatico) e solida seconda posizione nelle classifiche di popolarità, dietro la TV. Molti i temi sul piatto, come l'assegnamento di frequenze multiple agli operatori, la programmazione di qualità, l'efficacia dei messaggi pubblicitari e l'uso di una nuova tecnologia per la misurazione dell'audience attraverso il riconoscimento dell'audio trasmesso, simile a quella già adottata negli USA.
Ecco il dettagliato reseconto di Exchange4Media:

IRF 2008: ‘Radio needs evangelists and believers if it has to grow’
Robin Thomas June 02 2008

The India Radio Forum 2008 held on May 30 saw the entire radio fraternity share the same platform. While many supported the multiple frequencies, they felt that unless the internal issues of radio were resolved, the multiple frequencies would only harm the industry.
This is the seventh year of privatisation of the radio industry in India and second year of Phase II of FM expansion. The revenue is already growing at 40 per cent, which is by far higher than any other medium, say radio experts. They also reiterated that radio had the highest penetration in the country with FM stations penetrating 70 per cent of the market covering 68 per cent of the urban population.
However, despite these impressive figures, there was concern that advertising in radio was a mere 3 per cent.
The opening session at the India Radio Forum 2008 was moderated by Atul Phadnis, CEO, Media E2E, while the panellists included Abraham Thomas, COO Red FM; Apurva Purohit, CEO, Radio City; M Sebastian, MD, WorldSpace Satellite Radio; Prashant Panday, CEO, Radio Mirchi; Tarun Katial, COO, Big FM; Vineet Singh Hukmani, CEO, Radio One; and Anil Srivatsa, COO, Radio Today.
Apurva Purohit observed, “Radio reach is second only to television in India, and has the least ad avoidance compared to any medium, including new media. Even IPL, which had disrupted the GEC ratings, had no impact on radio.”
However, advertising on radio remained low, she said, citing factors like restrictive Government policies, no networking, no news, limited FDI and no multiple licensing as reasons for this low advertising.
Blaming the radio industry for all the flaws, Purohit said, “Radio needs evangelists and believers if it has to grow.”
Tarun Katial flayed the industry for not investing in people and entering the advertising business with dollars in their eyes, therefore, lacking leadership.

What lies ahead?

According to Prashant Panday, “TRAI recommendations are good as they address the core issues that will help the industry grow further.” He added that TRAI had taken the right step by supporting multi licensing.
Katial felt that radio stations needed to look at their current frequencies and consider some serious consolidations. He said, “Radio needs and should get new frequencies.”
Vineet Singh Hukmani said, “We need to invest in the genre. We are afraid to take risks and that’s the problem. Look at KBC or IPL, they are such innovative shows and were big risks, which eventually saw success. Radio as a medium is growing faster than anyone else, so we should ask the Government why television is given all the benefits. It needs a level playing field.”
Abraham Thomas, too, felt that radio as a medium should be allowed to grow. He added, “In a lot of markets, the small players in the industry don’t have the revenues. This must change.”
Refuting assumptions that satellite radio didn’t see eye to eye with FM stations M Sebastian said, “We love you, and look forward to business proposals with the FM channels”.

Does RAM really help?

Radio Audience Measurement (RAM) came under the scanner in the second session of the morning. The session was moderated by Praveen Tripathy, CEO, Hansa Consulting, while the panellists included Anuj Singh, National Marketing Head, Red FM; LV Krishnan, CEO, TAM Media Research (India); Mallikarjun Das, Director, Madison Media Research Centre; and Tina Singh, Head - Corporate Brand, ICICI.
Praveen Tripathy kicked off the session with the crucial question – how much does RAM help in selling the medium?
To this, Anuj Singh replied, “We are in the business of selling to the audience as a broadcaster. RAM has been widely accepted by broadcasters and clients alike. RAM has become a win-win situation for the radio industry.” Speaking on the measurement service, he said, “Treatment of the content makes the show attractive, and this is what each station is doing. Sadly, you can’t measure a small quantity. Comparing radio with television, Singh said, “Television, too, has several channels, which have viewer loyality. How each station treats its loyal listeners makes the difference.”
According to LV Krishnan, “Migration of audience must be made resourceful. The audience just wants entertainment, and it could be either in the form of RJs or through music alone.” Regarding news and current affairs in FM stations, he said, “85 per cent of the listeners are at home, so, if you’re giving news to the listeners they’d better switch on their television sets.”
Commenting on whether radio helped brands grow, Tina Singh said, “Radio does help brands grow as compared to other mediums.” Citing the example of ICICI’s Raksha Bandhan campaign, Singh said that the company had run advertisements on various FM stations and spent huge amount on the ads, thus witnessing growth in the sales.
Summing up the discussion, Tripathy said, “At present, RAM is evolving and radio works well for some brands, while not as effective as others, Radio stations are using these data to create better programming.”

Lecito il licenziamento della radiopornorapper

Le cronache dei giornali tedeschi sono piene, in questi giorni, di vicende legate alle stazioni radio regionali. Dopo il caso Multikulti e le proteste nate in seguito alla decisione di chiudere il canale etnico di RBB, sono arrivate le interviste ai responsabili della amburghese NDR su altri possibili tagli (ne parla la Welt intervistando il consigliere Lutz Marmor).
Ma la palma per l'episodio più gustoso e, per certi versi "italiano", va a Lady Bitch Ray, alias Reyhan Sahin, pornorapper di origine turca (alla faccia del modernismo dell'Islam) che ha portato in tribunale i dirigenti di Radio Bremen per licenziamento immotivato. La Sahin, spiega sempre la Welt, ha lavorato dal 2002 al 2006 come giornalista freelance per conto di WDR e Radio Bremen, diventando tra l'altro annunciatrice di Funkhaus Europa, il programma che dovrebbe prendere il posto di Multikulti a Berlino. Ma sembra che i rapporti con la direzione si fossero alquanto deteriorati quando su Internet cominciò a circolare una canzonetta un po' forte, in cui la sboccata cantante descriveva un'orgia.
La corte di seconda istanza ha dato ragione a Radio Bremen, giudicando legittima la rottura del contratto, ma la Sahin ha già deciso di ricorrere in appello.

Radio Bremen darf Skandal-Musikerin vor die Tür setzen

30. Mai 2008, 04:00 Uhr Von Janet Binder

Bremen -Für ihre Verhältnisse gibt sich Reyhan Sahin ungewohnt seriös. Der Ausschnitt ihres gelben Blazers ist weder besonders tief, noch zeigt sie in ihrer engen Hose Haut. Die unter dem Namen Lady Bitch Ray als Rapperin mit obszönen Texten bekannt gewordene türkischstämmige Bremerin hat sich dem Ort angepasst. Am Donnerstag ist die 27-Jährige eine Stunde zu früh am Landesarbeitsgericht Bremen erschienen. Sie habe noch Alice Schwarzers Buch "Die Antwort" anfangen wollen zu lesen, sagt sie. Dann nimmt sie doch eines ihrer beliebten Wörter in den Mund. Dieses Mal ist es "Fotzenbonus", den sie angeblich bei einem männlichen Richter habe. Der Richter hört es nicht und entscheidet letztlich auch nicht zu ihren Gunsten.
Reyhan Sahin hatte den Sender Radio Bremen verklagt, für den sie von 2002 bis 2006 als freie Journalistin gearbeitet hatte. Sie sei von einem Tag auf den anderen nicht mehr beschäftigt worden, nachdem sie ihren Rap-Song "Hengzt Arzt Orgi" im Internet veröffentlicht habe, sagt Sahin. In dem Lied geht es um eine fiktive Sexorgie. Ihre damalige Chefin beim gemeinsamen Radioprogramm von WDR und Radio Bremen, Funkhaus Europa, habe sie vor die Wahl gestellt, entweder den Song aus dem Internet zu nehmen oder zu gehen.
Ihre Musik, die sie seit über 14 Jahren mache, aufzugeben, sei für sie nicht in Frage gekommen, sagt die Künstlerin. Also ging sie und verklagte Radio Bremen. Ihrer Ansicht nach hatte sie wegen ihres häufigen Einsatzes im Sender als Moderatorin und Redakteurin den tarifvertraglichen Status einer arbeitnehmerähnlichen Person erreicht. Radio Bremen sagte dagegen, Sahin sei dafür nicht häufig genug im Sender beschäftigt gewesen.
Das Landesarbeitsgericht gab Radio Bremen in zweiter Instanz Recht. Die Beendigung der freiberuflichen Tätigkeit seitens des Senders sei rechtens. Das Gericht betont, dass es bei dem Urteil nicht auf den Inhalt veröffentlichter Songs der Klägerin ankam. Die 27-Jährige kündigt an, in Revision zu gehen.
Radio-Bremen-Personalchef Christoph Blöcher sagt, die Rundfunkfreiheit gebe Radio Bremen das Recht, freie Mitarbeiter ohne Nennung von Gründen auszuwechseln. Sie müssten zum Sender passen. "Ich möchte eine Entschädigung", sagt dagegen die Künstlerin. Sie sei eine der besten Moderatorinnen beim Funkhaus Europa gewesen. Bei ihren Rap-Songs beruft sie sich auf ihre künstlerische Freiheit. Ihre Moderationen seien frei von obszönen Themen gewesen.
Die Rapperin ist wegen ihrer öffentlichen Äußerungen und Liedtexte stark umstritten. Ihre pornografischen Rap-Songs, die nur über das Internet vertrieben werden, sind nichts für Zartbesaitete. Es gehe ihr um die türkisch-weibliche Emanzipation, betont sie.
Zuletzt sorgte sie mit einem Auftritt bei "Schmidt & Pocher" für Aufsehen. MDR und BR verzichteten auf die sonst übliche Wiederholung der Sendung. "Das ist gut fürs Image, wenn man zensiert wird", sagt Sahin dazu.
Sie ist aber auch Doktorandin an der Uni Bremen. Sie schreibt über die "Semiotik der Kleidung". Ihre Magisterarbeit "Jugendsprache anhand der Darstellung der Jugendkultur HipHop" schloss sie mit der Note 1,2 ab.

La radio ai tempi della paranoia

Ta-tatta-ta-tatta-ta-taaaaa-taa. C'è una microscopica, a suo modo felice minoranza della mia generazione che custodisce un duplice ricordo del prolungamento della guerra europea, durato dal 1945 al 1989. Un ricordo "multimediale". Visivamente è popolato dalle immagini della scarpa di Krushev, dei cappottoni di Brezhnev o Tchernenko, su, su fino ai giovani festanti a cavallo di un muro di Berlino già in disfacimento. La seconda traccia, più debole ma forse ancora più persistente, almeno per quanto mi riguarda, scorre tuttora nelle orecchie, dove riecheggiano le voci e i suoni che un adolescente degli anni settanta sintonizzava, di sera tardi, con un miracoloso "transistor" Sony colorato - hai visto mai - di un rosso davvero proletario ma del tutto casuale, considerando le prime affiliazioni politiche repubblicane (inteso come il PRI di La Malfa padre, che però a ben pensare agitava una bandiera con foglia d'edera in campo rosso).
Il suono in assoluto più evocativo, quello che riesce a rappresentare tutta un'epoca di contrapposizione e paranoia, è fatto di poche note di fiati, la breve melodia di una marcetta in minore, pochissime battute di una tristezza infinita, addirittura lugubre. Paradossalmente lontana dall'ottimistica retorica che proprio quelle note avrebbero dovuto aiutarci a sintonizzare.
Erano le note del segnale di intervallo di Radio Tirana (ju flet Tirane) e giungevano da una nazione letteralmente circondata dai muri delle ideologie e costellata dei bunker fatti costruire da un dittatore che di grande aveva solo la tragica follia. L'Albania di allora era la Corea del Nord dell'Europa. La Radio Tirana di oggi sembra arrivare da una galassia diversa.
Sono passati 23 anni dalla morte di quel dittatore (andatevi a guardare questo incredibile sito-memoriale su Enver Hoxha) e circa 18 dalla rivoluzione che spazzò via anche la lugubre marcetta. Ma ho subito risentito dentro di me quelle note leggendo sull'ultimo Diario l'articolo dedicato a Ylljet Aliçka, uno scrittore albanese che recentemente è stato nominato addirittura ambasciatore del suo paese a Parigi. Un pezzo straordinario quello scritto da Margherita Belgiojoso; da solo merita che corriate in edicola (Diario Anno XIII N. 9). Si parla di un eroico omino che arriva a pubblicare i suoi primi libri a cinquant'anni, di un lavoro fortunato, viste le circostanze, in contatto con gli organismi internazionali, di una passione per la cultura italiana e per le canzoni di Fabrizio De André, di una strana amicizia con Faber. E di un libro di racconti pubblicato in Italia da Guaraldi e intitolato I compagni di pietra, da cui il regista Gjergj Xhuvani ha tratto un film che può essere visto integralmente su Internet. Ancora non riesco a togliermi dall'orecchio la marcetta.

Worldspace alle prese con l'India misteriosa

Worldspace, bisogna darle atto, non è una azienda priva di caparbietà. Le sue vicende finanziarie sono notoriamente delicate e la compagnia è stata costretta dalle autorità di borsa a lanciare una sorta di allarme rosso: senza nuovi finanziamenti c'è il rischio di fallire. La sua scommessa in Italia e in Europa è ancora incerta. Il confronto con quello che succede negli Stati Uniti nel mercato della radio satellitare digitale è una miscela di buone e cattive notizie: successo di pubblico e bilanci in rosso.
Una parte delle risorse satellitari di questo operatore, quelle oggi puntate sull'Africa, stanno per essere distolte per coprire l'Europa. In Asia Worldspace ha un secondo satellite, il cui target primario è il pubblico indiano. Anche qui le cose non sembrano andare a gonfie vele, ma Worldspace di prova lo stesso. Secondo quanto riferisce il giornale Financial Express, l'operatore satellitare ha chiesto al TRAI, il regolatore indiano - oggi impegnato nel rivedere le norme sulle trasmissioni satellitari (il link è a un altro articolo apparso su The Hindu BusinessLine) -, di concedergli uno status parificato a quello oggi assegnato ai detentori di una licenza di ripetitore terrestre in FM. Per la legge indiana oggi Worldspace si trova in una sorta di limbo: non può raccogliere pubblicità perché offre un servizio a pagamento (il giornale stima che la base di abbonamenti sia di 1,6 "lakh", unità di misura corrispondente a 100.000) e non può ritrasmettere le stazioni FM terrestri perché è un operatore satellitare. Come finirà?

Vague radio regulations put India’s only [satellite] radio station in fix

Pritha Mitra Dasgupta
Posted online: Monday , June 02, 2008

Mumbai, Jun 1 A lack of clarity on the regulatory status for satellite radios in the country has put WorldSpace, India’s first and only satellite radio station in a fix. The only source of revenue for WorldSpace as of now, is subscription, but in the modern age, this alone cannot help sustain a media firm’s profitability. Media firms rely heavily on advertising too.
WorldSpace is possibly looking at advertising as a source of revenue, but the firm does not have a licence since there are no proper guidelines for the sector. M Sebastian, managing director, WorldSpace has also shown interest in carrying regular FM channels on WorldSpace, but there are regulatory hurdles there too. Blame it on the nascent satellite radio sector or the regulations, the company is suffering from an identity crisis. WorldSpace, that has always positioned itself as a service provider, has applied with the Telecom Regulatory Authority of India (Trai) for the status of ‘terrestrial repeaters’ or a regular private FM channel.
However, there are a number of regulatory issues here. First, the policies that govern satellite radio channel and terrestrial FM channels are different. Second, unlike terrestrial FM broadcasters, WorldSpace does on sell space for advertisement. Its primary revenue is generated through subscription. Current FM players are saying that if WorldSpace is successful in getting the status from TRAI, then all norms, including the hefty license fee, FDI regulations, auction and bidding that govern private FM stations should be similar for WorldSpace as well.
Regarding carrying regular FM channels on WorldSpace, there are regulatory obligations, especially regarding networking. For example, a same radio station can have three radio channels in Mumbai, Delhi and Bangalore with local tailor-made programmes to suit the local audiences and advertisers.
However, in a country like India where people are used to listening to radio for free, WorldSpace has a paid subscription base of over 1.64 lakh.

01 giugno 2008

Software Defined Lissone: l'SDR sul banco di prova

Gianfranco Verbana mi ha girato la locandina del convegno che la sezione dell'ARI "Brianza" di Lissone, sta organizzando sull'SDR per il prossimo 20 settembre. Secondo "VGO", radioamatore e veterano delle telecomunicazioni italiane, è una manifestazione "rigorosamente entry level" che ha un obiettivo molto pragmatico: consentire di mettere a confronto direttamente alcune delle tecnologie che caratterizzano la sperimentazione e il mercato specializzato degli apparati SDR attraverso una serie di prove pratiche. La parte convegnistica si concluderà infatti su un banco di prova collettivo (preceduto dalle spiegazioni di Gianfranco sulle tecniche di misurazione) alle prese con un segnale composito messo appositamente in onda per consentire una valutazione il più possibile oggettiva dei ricevitori - software defined e convenzionali - messi uno accanto all'altro.
Gli organizzatori avvertono che per ragioni logistiche è opportuno registrarsi per tempo e magari essere disposti a dare una mano (trovate tutti i riferimenti nella locandina riprodotta qui sotto o cliccando sul sito della sezione ARI di Lissone). L'evento ha ambizioni scientifiche rigorose - come sempre quando è coinvolto un tecnico come VGO - ma non può accogliere una partecipazione oceanica. Io spero comunque che il pubblico sia numerosissimo, o che l'incontro si trasformi da subito in un appuntamento regolare, anche perché non capita troppo spesso che si parli di SDR a questo livello nel comprensorio milanese. Insieme a Gianfranco, anche Alberto di Bene I2PHD e Salvatore Militello I2ILS. A quest'ultimo voglio rivolgere pubblicamente un ringraziamento per le belle parole di incoraggiamento che ha voluto inviarmi qualche mese fa, a mo' di augurio per il nuovo anno. Il fatto di avere lettori così competenti è un grande privilegio per me.


Calcio: Radio Italia in FM a Zurigo e Berna

Stefano Bosmani, di Leman Telecommunication, la società che, credo, si occupa della ritrasmissione in Svizzera dei programmi di Radio Italia SMI (ascoltabile in Canton Ticino e oltr'Alpe via cavo), mi scrive per mandarmi questo comunicato. Per tutto il mese di giugno, in occasione degli europei di calcio, Radio Italia potrà essere ascoltata anche in FM a Berna e Zurigo. Le frequenze utilizzate saranno per Berna Città di 91,5 MHz , per Zurigo Città e Lago di 94,2 MHz , per Zurigo Nord e Cantone di 102,3 MHz.
Esplorando meglio il sito di Radio Italia ho visto che le trasmissioni sono normalmente ascoltabili in Albania, mentre Francia e Canton Ticino vengono coperte da impianti frontalieri. Le tre frequenze temporanee per la Svizzera interna sono una novità.
Grazie, Stefano.

EURO 2008: RADIO ITALIA IN SVIZZERA SU FM

Dal 2 al 30 giugno 2008

Il Gruppo Radio Italia è presente in Svizzera dal 2000 con Radio Italia, la cui diffusione avviene via cavo. Dal 2002, è visibile anche Video Italia il canale televisivo musicale del Gruppo la cui diffusione, da gennaio 2008, è affidata al provider Bluewin TV, pioniere delle trasmissioni IPTV.
PARTNER MUSICALE UFFICIALE DELLA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO, Radio Italia sarà al fianco degli Azzurri per tutto il periodo dei Campionati Europei 2008 e, per l’occasione, sarà ricevibile nelle città di Berna e Zurigo anche attraverso l’FM locale. Dal 2 al 30 giugno, le trasmissioni di Radio Italia saranno quindi ricevibili in tutta la Svizzera via cavo e nelle due città interessate dalle partite della Nazionale Italiana in FM.
Le frequenze utilizzate saranno per Berna Città di 91,5 MHz , per Zurigo Città e Lago di 94,2 MHz , per Zurigo Nord e Cantone di 102,3 MHz . Radio Italia si può ascoltare via cavo digitale Cablecom, Naxoo e altri operatori nelle principali città svizzere e via IPTV dal provider Bluewin TV in tutta la Svizzera. Disponibile anche la ricezione via satellite Hot Bird 13°E e via internet, streaming su www.radioitalia.ch.
Radio Italia sarà inoltre presente alla Fanmeile Expo di Zurigo nel settore dedicato all’Italia. Sono attesi alcuni artisti italiani nelle giornate in cui si svolgeranno le partite della Nazionale Italiana a Zurigo.
Radio Italia, sempre al fianco della Nazionale nei suoi impegni sportivi, con questa iniziativa si propone di raggiungere tutta la comunità di origine italiana e italofona per vivere insieme, tutta l’emozione della musica italiana e tutta la passione per lo sport.

Europe 1 apre a Parigi una radio tutta sport

Da lunedì prossimo a Parigi si potrà ascoltare una nuova stazione FM tutta dedicata allo sport. Europe 1 Sport appartiene al gruppo Lagardere, che ha acquisito la frequenza dal gruppo regionale Contact, intenzionato a potenziare la propria presenza a Lille e nelle zone frontaliere del Belgio. E' curioso osservare che un formato solo sportivo come questo apra nella metropoli parigina mentre Milano perde una emittente come Milan Inter. Non voglio certo dire che Milano e Parigi sono la stessa cosa, ma è evidente che altrove, in Europa, le dinamiche sono diverse, gli editori radiofonici credono nei formati specializzati. E forse hanno più cose da dire agli appassionati di sport, rispetto a quanto succede in una nazione impegnata a discutere (?) 365 giorni all'anno di noiose questioni calcistiche.
Lancement d’Europe 1 Sport lundi matin
Créé le 31/05/08

Europe 1 Sport émettra sur 99.9 en Ile de France et à Paris dès lundi matin à 6h00 et pourra bénéficier du savoir-faire et de l’expérience d’Europe 1 en matière de Sport. Europe 1 Sport aura pour vocation d’être une radio indépendante, avec des programmes à dominante sportive : informations, chroniques, reportages, directs, interviews, débats… Thierry Clopeau, le nouveau Directeur des sports des antennes d’Europe 1, aura la responsabilité de Europe 1 Sport.

Une nouvelle radio va naître lundi matin. Europe 1 Sport va émettre sur 99.9 en Ile-de-France et à Paris dès 6h00 du matin. Le Conseil Supérieur de l’Audiovisuel a en effet autorisé le groupe Lagardère Active, propriétaire d’Europe 1, à reprendre la radio francilienne Sport MX. Cette station prendra le nom d’ Europe 1 Sport.
Europe 1 a été la première station à lancer une émission sportive chaque soir en 1996 : Europe Sport. Elle a lancé la diffusion en intégralité des matches de football en Multiplex et a créé le concept de consultants.
Europe 1 Sport aura pour vocation d’être une radio indépendante, avec des programmes propres à dominante sportive : informations, chroniques, reportages, directs, interviews, débats… La station s’appuiera sur ses propres équipes et sur sa proximité naturelle avec Europe 1 pour construire une offre inédite en Ile de France.
Pour Jean-Pierre Elkabbach, Président d’Europe 1 : "C’est aujourd’hui un beau jour dans l’histoire d’Europe 1. Je me réjouis de ce nouveau projet qui affirme notre esprit d’initiative et notre puissance sur le sport. Cette petite sœur d’Europe 1 ne sera pas une webradio de plus, mais une véritable station, avec son ambition et son public, en Ile de France. Et j’espère que bientôt, grâce à la radio numérique, elle aura la possibilité de séduire tous les Français".
Un site internet sur l’adresse www.europe1sport.fr sera mis en ligne dans la matinée de lundi.