01 maggio 2012

Gwenfestival, la Web radio ticinese torna in FM per la terza edizion


La Web radio ticinese GwenRadio tornerà nuovamente on air in FM con una concessione speciale di UFCOM in occasione del suo terzo festival di musica e radiofonia. Il Gwenfestival si tiene in diverse location tra Lugano, Locarno e Chiasso dal 21 al 27 maggio, con concerti e altre iniziative che verranno illustrate sul sito Web dell'emittente musical-culturale. Per la zona del luganese la frequenza sarà di 107.2 MHz, mentre a sud, nell'area di Chiasso, ci si deve sintonizzare su 97.3.
La notizia mi arriva come gli scorsi anni da Luigi Ghiringhelli, di Luino, che in genere riusciva ad ascoltare il segnale di Gwen anche in territorio italiano.

30 aprile 2012

Le anticipazioni su SDR Studio 1 a Pordenone e altro sul software defined radio

Come promesso dalle anticipazioni, i visitatori della fiera radioamatoriale di Pordenone hanno potuto vedere in azione la versione beta (o alpha?) dell'atteso software di demodulazione SDR di Sandro Sfregola, fondatore della SDR Applications, Studio 1. Ricordo che questa piattaforma ha avuto origine dalla condivisione in public domain del software Winrad, di Alberto Di Bene, ed è stato man mano riscritto, a incominciare da una prima versione WrPlus, tutt'ora disponibile gratuitamente. Tra l'altro Alberto Di Bene è anche l'autore della fotografia alla videata di Studio 1 che potete vedere qui accanto (appena caricata sul gruppo SDR_Italia).
Studio 1 sarà un prodotto commerciale e a quanto è dato di sapere sarà protetto da chiavi hardware (dongle). Chi ha potuto partecipare alla prima demo afferma che Studio 1 ha funzionato su un laptop con monitor esterno collegato in simultanea a due diversi ricevitori SDR Perseus (uno dei quali dotato del converter per banda 88-108 FM+) e contemporaneamente a un nuovo ricevitore SDR della Elad, l'FDM-S1. Per un totale di sei finestre spettrali visualizzate in propria uscita audio indipendente. Il software ha funzionato senza problemi anche con il ricevitorePmSDR di Martin Pernter. C'era particolare curiosità sulla resa dei nuovi algoritmi per la decodifica dell' Fm Stereo, che ha dato risultati di assoluta fedeltà. Il nuovo algoritmo che esalta il rapporto SNR nella demodulazione Wide Fm ha la capacità di eliminare il classico soffio di sottofondo che accompagna molte trasmissioni senza alterazioni del segnale utile.
Molto apprezzate, a quanto si sa, le varie caratteristiche e l'assoluta stabilità di funzionamento,
oltre alla cura dell'interfaccia grafica totalmente personalizzabile in ogni finestra e la notevole esiguità delle risorse di calcolo impegnate. Studio 1 sembra avere una bassissima "footprint" in termini di potenza di Cpu. La sua flessibilità in Fm potrebbe rivelarsi determinante tra gli appassionati della ricezione a lunga distanza, un tipo di pubblico in cui cerca di fare breccia l'SDR low cost (poco più di 400 euro) FDM-S1 di Elad, già in grado di funzionare in undersampling anche nella banda 88-108 con tutti i problemi relativi a un hardware che in sottocampionamento funziona ovviamente fuori dalla "fascia di sicurezza" di Nyquist. In questi giorni però Elad ha rilasciato la sua scheda per sperimentazioni SFE-1 (spesa intorno ai 50 euro) che dovrebbe consentire lo sviluppo di front end di filtraggio che indirizzino tale questione.
Ancora nulla si sa tuttavia della data di definitiva entrata in commercio di Studio 1. L'autore sta ancora portando a termine le ultime implementazioni (supporto del protocollo CAT, compatibilità con interfacce di controllo TMate di WoodboxRadio, che sarà il distributore di Studio 1). Alcune videate preliminari del software SDR Applications sono state pubblicate qualche tempo proprio sul sito di WoodboxRadio. Restano ancora da capire dettagli come la possibilità di gestire remotamente i ricevitori SDR attraverso Studio 1, vuoi in virtù della eventuale funzionalità del prodotto come client del server di rete (per esempio per il Perseus), vuoi con una specifica versione server per i diversi ricevitori in commercio. E' possibile che la remotizzazione faccia parte del percorso evolutivo di Studio 1 una volta annunciata la prima versione definitiva.
Si tratta in ogni caso di un software davvero rivoluzionario, se vogliamo anche dal punto di vista commerciale: uno dei primi a essere venduti come soluzione compatibile con ricevitori diversi e a pagamento in un settore in cui in genere il software di controllo è strettamente abbinato al ricevitore acquistato (come nel caso del Perseus) o è disponibile in versioni freeware se non open source.
A proposito di soluzioni di demodulazione SDR free SDRSharp (SDR#) realizzato in C# da Youssef Touil. Anche in questo caso si tratta di un software molto compatto, per ambiente Pc Win e compatibile con front end SDR come il SoftRock, FiFiSDR, FUNcube Dongle, SDR-4 e altri ricevitori basati su scheda audio per l'acquisizione del segnale I/Q (Perseus, viceversa, è un ricevitore a campionamento diretto).

28 aprile 2012

I ladri di rame "spengono" le onde medie di Bari

Come se non bastassero i tagli di spesa e la manifesta obsoloscenza che stanno portando al lento spegnimento della infrastruttura trasmissiva in onde medie di Radio RAI, dai radioamatori pugliesi arriva la notizia che stanotte i ladri hanno portato via i cavi in rame che alimentano l'impianto di Bari Ceglie del Campo (1.116 kHz), togliendo agli ascoltatori di una vasta area della regione la possibilità di sintonizzarsi su Radio 1 in modulazione d'ampiezza. Il rame è un metallo che continua a essere molto importante per le telecomunicazioni e le sue quotazioni sono molto elevate, oggi vale più di 7 euro al kilo e sul mercato nero i prezzi non possono che incoraggiare i furti, anche considerando che i cavi sparsi per il territorio sono numerosissimi e impossibili da sorvegliare.
Qualche giorno fa ho partecipato a una visita di uno Stadio di Linea, insomma, una delle 10 mila e passa centrali di Telecom Italia dove si attestano le connessioni in rame (e in fibra) degli abbonati (oltre tremila linee per stadio) e dove gli operatori "OLO" (gli "other" titolari di licenza) installano i loro switch e i DSLAM usufruendo dei servizi liberalizzati di ultimo miglio. Una opportunità molto interessante che l'ufficio stampa Telecom ha offerto ai giornalisti per illustrare "sul campo" le difficoltà che secondo l'operatore ex monopolista potrebbero insorgere qualora questi servizi di ultimo miglio fossero scorporati tra accesso vero e proprio e servizi accessori (manutenzione, riparazione, ecc.) come vorrebbe un recente emendamento proposto dalla Lega e da altri deputati al Decreto Semplificazioni recentemente approvato dal Parlamento (per la precisione il DL nr. 5 del 9 febbraio 2012). Sulla norma appena approvato gravano anche parecchi dubbi giuridici su eventuali conflitti di giurisdizione (in teoria non è il Parlamento a dover decidere in materia di servizi liberalizzati, ma l'authority che regola tali servizi), ma bisogna dire che anche l'obiezione tecnica sollevata da Telecom mi sembra molto sensata. La rete telefonica è una struttura molto complessa e la definizione di "ultimo miglio" in realtà andrebbe spalmata tra diversi stadi di distribuzione che subiscono un triplice livello di manutezione preventiva, correttiva e di emergenza: un lavoro intricato, un mosaico di parti quasi tutte condivise che sarebbe complicatissimo (e costoso) coordinare tra più operatori e società di servizio.
Al di là della questione dello scorporo, uno degli argomenti discussi insieme ai responsabili della centrale era proprio il furto del rame. Ci sono due principali tipologie di cavi telefonici in rame: i cavi primari che affasciano 2.400 coppie (4.800 singoli fili!) suddivisi per facilitare la riparazione in sottofasci di 100. Da questi cavi si diramano cavi più piccoli, ma sempre da 200 coppie, che in molti casi sono aerei. Il danno che ladri di rame recano a queste infrastrutture va ben al di là del valore del metallo a peso. Ogni intervento di sostituzione di un cavo tranciato e rimosso costa molto di più. Nella foto si vede l'attrezzo che i tecnici della manutenzione Telecom utilizzano per effettuare la riparazione di un singolo filo spezzato all'interno di un cavo primario (superata una certa soglia di riparazioni il cavo viene sostituito completamente). Come è facile da immaginare, le infrastrutture radiotelevisive e di telecomunicazione sono parecchio a rischio e c'è da scommettere che quando il furto colpisce l'antenna di un trasmettitore in onde medie, l'operatore (in questo caso RaiWay) deve valutare costi e benefici di una nuova messa in servizio, anche se l'intervento non è così complicato. La vedo parecchio dura per gli utenti delle onde medie pugliesi.

27 aprile 2012

Il primo messaggio di libertà del 25 aprile 1945


Davvero preziosa per la storia delle comunicazioni radio della guerra partigiana la pubblicazione che Aldo Moroni mi ha segnalato questa mattina, dopo le celebrazioni del 25 aprile nella zona di Olgiate Olona, che ebbe una notevole importanza nel corso del conflitto a causa della fiorente industria aeronautica della provincia varesina. A Olgiate, cuore della Repubblica Sociale creata da Mussolini e i suoi alleati nazisti, furono addirittura trasferiti gli impianti a onde corte di Prato Smeraldo, poco dopo lo sfondamento del fronte a Cassino. Da quella località la nuova "RAI" che aveva preso il posto dell'EIAR, diffuse le trasmissioni di Radio Tevere, emittente fascista che fingeva di trasmettere clandestinamente dai territori già liberati dagli alleati. Fu poi da questa località a nord di Milano che i Partigiani annunciarono, la sera del 25 aprile '45 l'avvenuta insurrezione contro i tedeschi e i repubblichini. L'impianto di Olgiate, ribattezzato Radio Alto Milanese, venne captato sulle onde corte in Italia e in Europa, tanto che la BBC e i giornali del centro e sud Italia il giorno successivo, il 26, poterono dare la notizia della Liberazione, quando anche la stazione a onde medie di Milano riuscì a trasmettere l'annuncio.
La storia viene raccontata in dettaglio da Mario Colombo e Paolo Paoletti, in un opuscolo celebrativo pubblicato per conto dei Comuni di Olgiate Olona, Gorla Maggiore e Gorla Minore e intitolato "La radio della Liberazione. Da Radio Tevere a Radio Busto Arsizio". Il sottotitolo fa riferimento a una circostanza poco nota: per un mese, fino al 23 maggio del '45, Busto Arsizio ebbe una emittente autonoma, prima che il CLN decidesse di smantellare la stazione. In quello stesso mese di maggio a Roma venne messo in funzione un nuovo impianto a Prato Smeraldo, località che restò in funzione fino alla decisione, cinque anni fa, di spegnere definitivamente le onde corte della RAI.

Il volumetto di Colombo e Paoletti si può consultare gratuitamente su Scribd e un link permette di scaricarne, sempre gratuitamente, il pdf. E' una pubblicazione molto ben fatta, con diverse fotografie e riproduzioni di documenti ufficiali. Oggi di quella postazione è sopravvissuto un unico rudere, quello della cabina elettrica che alimentava il trasmettitore. All'epoca non esistevano neppure gli studi, che erano stati invece allestiti in una scuola elementare di via Ripamonti a Milano (la bassa frequenza dei programmi arrivava a Olgiate via cavo). Nell'immagine tratta da Google Maps si vede quello che doveva essere il campo con i due tralicci di Radio Tevere. Sullo sfondo a sinistra, c'è la piccola costruzione gialla della cabina elettrica.

26 aprile 2012

Da Firenze i Digital Makers in Web Tv


La Mostra internazionale dell'artigianato in corso in questi giorni a Firenze apre domattina - 27 aprile - le porte all'artigianato dell'era dell'elettronica pervasiva, con un convegno intitolato Digital Makers organizzato alla Fortezza da Basso. E' una bellissima idea targata CNAnext, l'ombrello di nuove iniziative promosse dalla Confederazione Artigianato, per esplorare le nuove opportunità di "fabbricazione" in cui i materiali tradizionali si mescolano ai bit grazie all'intermediazione dell'elettronica programmabile e dove gli artigiani scoprono anche nuovi modi di organizzarsi, stabilire alleanze, inventare formule e canali commerciali finora inesplorate.
L'evento della mattinata (in realtà Digital Makers proseguirà per tutto il pomeriggio e la serata che si concluderà alle 23) prevede una prima parte istituzionale e una successiva discussione che coinvolge "makers" digitali come il mio amico Alberto D'Ottavi (un giornalista diventato imprenditore con Blomming, una innovativa idea di commercio elettronico social) e Davide Gomba delle Officine Arduino. L'intera discussione sarà seguita in diretta, oltre che sul sito di CNANext, dal circuito delle micro Web Tv italiane coordinato da Altra.tv e dai siti che rilanceranno l'iniziativa. La copertura prosegue fino alle 17 del pomeriggio con tante storie raccontate in prima persona dai nuovi "fabbricatori": a incominciare dal bellissimo Oilproject di un giovane ma determinato Marco De Rossi e proseguendo con Luisa Via Roma, Vectorealism, Manafactory, Match Point, Che(F) Moi, Premio Giovanisì, Coworking Multiverso, Spaziodati, MOKup, Stream, Super Duper Hats, Metwit, Kent’s Strapper, Dolc-È, Premiere Shooting, Toscana In, Liquid Lab, Amico Nostro, Eppela, Fattelo.com.

Dalla California del sud, l'inno alla radio dei ragazzi della spiaggia

I ragazzi terribili inventori del genere "SoCal", l'inconfondibile mix di sabbia, amore, oceano e polifonia targato Malibu Beach, sono tornati a fare musica insieme dal vivo dopo vent'anni (domani suoneranno a New Orleans) e il 5 giugno uscirà il nuovo disco. Nel frattempo i Beach Boys, ovvero Brian Wilson, Mike Love, Al Jardine, Bruce Johnston, David Marks, hanno rilasciato su Vevo un video/karaoke con una nuova canzone "That's why God made the radio", il cui testo mi sembra molto eloquente!
(thanks, Paul)

24 aprile 2012

Sorpresa al NAB di Las Vegas: Intel punta sulla radio digitale con un chipset HD Radio/DAB

Come sta andando, negli Stati Uniti e nel mondo la radio digitale ibrida basata sul sistema Ibiquity? HD Radio ha com'era prevedibile ottenuto una certa visibilità a Las Vegas, in occasione del NAB Show, dove la notizia più ghiotta riguarda una dimostrazione organizzata da Ibiquity con Intel e Emmis Interactive sotto l'egida dei NAB Labs di un "ecosistema" tecnologico che mira a portare l'FM digitale di IBOC sugli smartphone. Emmis ha curato la parte software con una app per Android, ma Intel ha pensato al silicio, con un chipset per la radio digitale su cui ho trovato poche informazioni, ma che potrebbe essere destinato a fare parecchio rumore anche in Europa e in Australia, vista la sua compatibilità con la radio digitale DAB+ e con l'FM. L'impegno di un colosso come Intel sul fronte della radio digitale può sicuramente fare la differenza, anche se in passato analoghe avventure del re dei microprocessori fuori dall'ambito specifico dei pc e dei server non hanno dato buoni risultati. In ogni caso sto cercando di approfondire per capire meglio le caratteristiche dei nuovi chip, siglati DR201x e DR2021, perché il sito di Intel è sorprendentemente avaro di dettagli.
Da Las Vegas arriva anche la notizia del prossimo debutto di HD Radio a Ciudad de Mexico, la capitale di uno stato che ha scelto l'approccio della FM digitale "in band" come percorso evolutivo dell'FM. L'annuncio è stato fatto in una conferenza stampa congiunta, in inglese e spagnolo, al NAB Show, dove i rappresentanti della radiofonica messicana hanno parlato di avvio della programmazione digitale ormai imminente per almeno tre emittenti che hanno ottenuto regolare licenza delle autorità. Non solo: molto lontano dal Las Vegas e dal Messico, nel caucasico Azerbaidjan, la stampa azera ha parlato in questi giorni della partenza di una sperimentazione HD Radio a Baku e nella penisola di Absheron, sulla frequenza di 105 MHz di "Azərbaycan Radio".
E se l'Azerbaidjan pare molto meno decisivo, lo sbarco dello standard nordamericano in Messico potrebbe pesare parecchio sui futuri sviluppi della radio digitale e non solo nel nuovo continente. HD Radio è una tecnologia "di riconversione", capace di adattarsi all'infrastruttura FM esistente, e vanta già un discreto ecosistema di componenti e ricevitori, anche se ultimamente ho visto pochi annunci di nuovi dispositivi e la sensazione è che le vendite continuino a essere molto deludenti.
Ma torniamo all'annuncio di Emmis Interactive e Intel con Ibiquity. L'idea di fondo dell'applicazione Android presentata a Las Vegas non è particolarmente nuova. Emmis ha messo a punto un prodotto chiamato TagStation che permette di interagire, sullo smartphone, con i contenuti e gli annunci pubblicitari di una stazione radio, tramite navigazione Web, messaggistica SMS e codici QR Code. E' insomma l'idea - finora più teorica che pratica - di mettere insieme la copertura estesa del broadcast e il canale di ritorno delle reti 3G per offrire servizi basati sull'ascolto di musica e acquisto di brani, o di comunicazione pubblicitaria più personalizzata e orientata alla rintracciabilità geografica di chi ascolta in mobilità. Aspetto da non trascurare: TagStation funziona con HD Radio ma anche con i metadati trasmessi via RDS su FM. E il chip Intel, che in FM consuma appena un massimo di 70 mW e in DAB scende addirittura a 50 mW, offre anche lui la massima flessibilità, coprendo le frequenze FM analogiche e digitali (tra 76 e 108) e il DAB in banda VHF III. A questo livello si potrebbe pensare di rimpiazzare senza troppi problemi, con un chip ibrido analogico e digitale, componenti che oggi sugli smartphone permettono di sintonizzarsi sulle stazioni analogiche. Come al solito, restate sintonizzati per ulteriori informazioni.

21 aprile 2012

Addio Chumby, precursore della "glanceable information", oggi in cerca di imprenditori illuminati

Sembra proprio che l'avventura commerciale di Chumby sia ormai terminata. Il progetto risale a 2006, con i primi esemplari "alfa" rilasciati nel 2007. Nel 2008 Chumby nasce come primo prodotto commerciale, seguito nel 2009 da Chumby One. Possiamo considerarlo a tutti gli effetti uno dei primi esempi di hardware open source, di poco successivo ad Arduino. Oggi verrebbe inserito nel filone dei computer embedded rappresentati da oggetti come BeagleBoard, o come il recentissimo Raspberry PI.
Ma Chumby è stato un precursore soprattutto dal punto di vista del software, perché intorno a questa innovativa "radiosveglia" è stato sviluppato un ambiente modulare centrato su Linux e popolato da "widget" specializzati il cui sviluppo è sempre stato aperto. Il fattore di forma è appunto quello di una radiosveglia ma il dispositivo è stato chiaramente pensato per la visualizzazione di flussi informativi direttamente da Internet, incluse le Web radio. Tempo fa ne ho acquistato un esemplare (modello Chumby One) perché rispetto alla prima versione, oltre a supportare la ricezione delle radio via Web montava un tuner FM, un chip a basso consumo della Quintic, il QN8005B, con decodifica RDS incorporata. Ma soprattutto al centro di questo progetto c'è un microprocessore Freescale iMX.233 a 454 MHz in grado di fare molte cose.
Il cervello di questa piccola meraviglia si chiama Bunnie Huang, un hardwarista di grande talento (la sua ultima schedina miracolosa lavora sul concetto di Net TV e Bunnie è anche violinista, un autentico genio). Dallo stesso progettista è arrivata nel frattempo una versione da hacker della scheda madre del Chumby, che non è direttamente supportato dalla società che commercializza(va) i prodotti al pubblico ma contiene quasi tutta la componentistica originale (non c'è purtroppo il chip FM). La Chumby Hackerboard viene venduta dalla celebre "kit-maker" AdaFruit Industries a soli 89 dollari e offre parecchia documentazione e software open source a contorno.
La presenza di un processore così potente rendeva molto stimolante Chumby a causa delle possibili interazioni con i front end in radiofrequenza per Software Defined Radio indipendenti dal PC. Non è affatto casuale la citazione che Chumby (e Beagleboard o Raspberry PI) hanno meritato in un recente post di Howard Long G6VLB, sul blog del progetto SDR FunCube Dongle, il front end a basso costo (ma non tanto basso come la generazione di chiavette DVB-T di cui si parla tanto in questi giorni) per la demodulazione SDR di segnali in banda VHF e UHF. In futuro sarà inevitabile l'avvento di ricetrasmettitori SDR basati su questi computer ultraleggeri e secondo me queste sperimentazioni riguarderanno anche la generazione di FPGA con CPU integrate introdotta da Xilinx con Zinq.
Purtroppo, invece, nel mercato di massa il Chumby non ha dato prova di essere sufficientemente robusto o "appealing" nei confronti del grande pubblico. Il prodotto, per quanto innovativo, intelligente e anche simpatico (tutti hanno bisogno di una radiosveglia e nell'era dei social network averne una che visualizza Twitter, Facebook e tutto il resto può avere senso), non ha abbastanza energia per andare contro il mainstream rappresentato dagli smartphone.
Purtroppo non sembra essere bastata neppure l'alleanza tra Chumby e Sony, per l'uso da parte di quest'ultima della piattaforma software dei widget Chumby, basata a sua volta su Adobe Flash Lite, in un prodotto Sony misconosciuto che si chiama come un fustino di detersivo: Dash, un "internet viewer" che somiglia molto a un Chumby One, ma con schermo più grande e senza radio FM. Forse è proprio il sostanziale fallimento di Adobe Flash Lite, inteso come ambiente di esecuzione di app mobili, ad aver portato sfortuna a Chumby. Anche il Dash non risulta più disponibile sullo store online di Sony che invece sembra puntare su un concetto analogo mettendo i widget e la visualizzazione dell'informazione sul suo nuovo Smart Watch, un piccolo Chumby da polso.
L'altro giorno The Verge ha pubblicato la notizia, confermata dall'attuale CEO di Chumby Derrick Oien, secondo cui la società è virtualmente in liquidazione. Tutti i dipendenti sono confluiti in Technicolor, colosso francoamericano un tempo noto come Thomson SA e Thomson Multimedia e attivo - che combinazione - anche nel segmento degli impianti di trasmissione radio con la ex Thomson CSF prima fusa con Thales e in seguito riacquistata e ribattezzata Thomson Broadcast. In Technicolor gli ex sviluppatori di Chumby si occuperanno di proiettori TV connessi a Internet. Oien ha dichiarato a The Verge che tutto la intellectual property di Chumby sono in vendita. Penso che sarebbe bello se un imprenditore illuminato o un gruppo di progettisti hardware e software partisse dal lavoro svolto in qui per esplorare la possibilità di sviluppare nuovi prodotti ibridi capaci di veicolare le informazioni che arrivano dal mondo convergente di Internet e della radiofonia digitale, l'universo del Broadband/Broadcast. Qualche ispirazione potrebbe arrivare dall'intervista con il capo di Ambient Devices, teorico della "glanceable information", l'informazione a colpo d'occhio, Pritesh Gandhi (Ambient Devices è uno spin off del MIT Media Lab). Con la graduale scomparsa del personal computer come piattaforma predominante per la visualizzazione dei dati in real time, è possibile che i dispositivi embedded come Chumby affianchino gli smartphone che portiamo in tasca) e i televisori connessi aprendo - nelle nostre case, negli uffici, ovunque ci sia una superficie d'appoggio, una parete, un impianto qualsiasi da controllare - una miriade di piccole finestre interattive sulle infinite correnti di informazioni visuali, grafiche e, perché no, sonore che solcano gli oceani della convergenza.

SDRdx, il software Mac per ricevitori RFspace ora anche per Win

Si sta sviluppando molto il progetto di Ben Williams, autore di una ampia riscrittura per sistema Mac OS X del programma CuteSDR, un open source associato alla linea di ricevitori SDR della RFSpace. Il programma, SDRdx, è arrivato alla versione 2.02 e Williams lo ha ricompilato anche per Windows. Tutte le nuove feature aggiunte alla versione base di CuteSDR ora sono disponibili per Mac e Win. I ricevitori RFSpace che non supportano il protocollo TCP, tipicamente il modello SDR-IQ necessitano di un server per pilotare la radio collegata alla porta USB e Williams mette a disposizione anche questi server, sia per Mac, sia per Win e i driver per la porta USB. Tutto questo si può scaricare da questo indirizzo.
Credo che sarebbe molto interessante studiare la possibilità di adattare SDRdx ad altri tipi di front end SDR ma Williams ha scelto di chiudere il sorgente che CuteSDR aveva lasciato aperto. In ogni caso è più che dimostrata la capacità del Mac di adattarsi al mondo della Software Defined Radio e considerando che molti radioamatori lo utilizzano nativamente (e non solo in emulazione Windows, come sono costretti a fare alcuni per poter accedere alle applicazioni Win) forse i produttori di ricevitori commerciali - penso in particolare al nuovo arrivato dalla italiana Elad - dovrebbero esplorare questa opportunità.

20 aprile 2012

Finalmente la radio: GFK Eurisko presenta i primi risultati di RadioMonitor

C'era molta attesa, questa mattina a Milano, per il debutto in società dei primi dati di RadioMonitor, il servizio di monitoraggio dell'audience radiofoniche con cui GFK Eurisko mira a prendere il posto - ancora non si sa bene se da sola o in condominio con altri provider, ad esempio Ipsos - della defunta Audiradio. Una folla da grandi occasioni ha riempito il grande auditorium della sede di Unioncamere in corso Venezia e l'evento si replica domattina a Roma, all'Hotel Exedra Boscolo di Piazza della Repubblica. Riassumendo molto GFK Eurisko ci dice che la radio è ancora molto ascoltata (oltre il 65% della popolazione italiana nel giorno medio); che viene apprezzata dalla parte più colta, attiva e professionalmente impegnata di maschi e femmine; che può continuare a svolgere un ruolo importante anche tra il pubblico giovanile, per esempio per la promozione e la scoperta di nuova musica, e che soprattutto può diventare un asset fondamentale nelle strategie pubblicitarie delle aziende e degli inserzionisti italiani, colpevoli secondo gli esperti di GFK Eurisko di seguire approcci troppo "monomediali" (leggi: a fare spot solo sulla televisione).
L'amministratore delegato GFK Eurisko Remo Lucchi - appassionata "anima" di questa ricerca, a quanto ha affermato uno dei panelist, Giuseppe Minoia - ha svolto una breve introduzione alle quattro presentazioni che si sono succedute nella mattinata, dedicata ovviamente al problema della misurazione dell'ascolto della radio nelle varie fasce della giornata, ma anche alla demografia e alla tipologia delle persone che la ascoltano e naturalmente agli intrecci tra queste informazioni e l'investimento pubblicitario. Ma è stato preso in considerazione anche il tema puramente qualitativo del "significato" della radio con una analisi, effettuata a Minoia, che oserei definire come un "viaggio sentimentale" nel pianeta radio.
Alla fine, al di là dell'aspetto inevitabilmente commerciale legato alla presentazione di servizio che ha inevitabile ricadute sul valore del mercato radiofonico e sulle linee contenutistiche che gli editori devono imprimere per massimizzare tale valore, mi sento di poter dire che tutti i quattro relatori hanno proposto a loro modo una dichiarazione d'amore nei confronti di un mezzo sicuramente trascurato dagli investitori pubblicitari (in questo momento disorientati dalla mancanza di precise metriche di valutazione) ma al tempo stesso pieno di virtù indiscusse (leggerezza, scarsa invasività, capacità di adattamento ad altri media, efficacia della comunicazione, tempestività giornalistica) e valore intrinseco per i suoi ascoltatori.
Gianluca Nardone, di Sinottica ha presentato l'articolato contesto in cui si muove la ricerca RadioMonitor, che a differenza di Audiradio ha l'ambizione di mappare quelli che sono i dati quantitativi di ascolto e le informazioni sulle caratteristiche di età e sesso degli ascoltatori, delle loro abitudini di ascolto nelle diverse fasce della giornata, nella matrice della Grande Mappa che Eurisko utilizza per differenziare la natura degli individui in base alle diverse gradazioni (rappresentate sugli assi orizzontale e verticale) dei tratti "duri" (razionalità, competizione, forza, piacere, assertività) e dei tratti "morbidi" (sentimento, amore, cultura, moderazione, riflessività). Una matrice che mescola, insomma, le due componenti maschili e femminili, i due emisferi del cervello, per cercare di definire in chiave più psicologica le propensioni dei "responsabili d'acquisto", come i ricercatori di mercato definiscono gli acquirenti dei beni oggetto di campagne pubblicitarie. Nel confronto con il posizionamento di una decina di anni fa è emerso il ritratto di una radio fortemente sbilanciata su quella che la Grande Mappa di Eurisko determina come "elite": individui capaci di coniugare forza e riflessività, cultura e assertività- Un ritratto lusinghiero e forse anche abbastanza realistico - fatte le tare del discorso promozionale appena fatto - di un mezzo sorprendentemente ancora molto giovanile. La teoria è che se l'autoradio domina come "device" utilizzato per l'ascolto - subito seguito da apparecchi radio e in seconda battuta da televisore, cellulare, Internet e lettore mp3 - diventa quasi naturale l'affermazione del mezzo tra i giovani che attraverso la patente di guida appena conseguita "riscoprono" al tempo stesso la radio e la loro autonomia di individui.
Poi Giorgio Licastro ha illustrato il funzionamento di un sistema di rilevamento che oltre al meter (un totale di 10 mila casi in sette ondate da 1.400 panelist ciascuno) basato sulla tecnologia "sound matching" (ricordo per esempio che il sistema presentato da Ipsos ha un meter basato su marcatori non udibili), ricorre al mezzo più tradizionale delle interviste telefoniche (CATI). Più specificatamente sono 120 mila le interviste effettuate in e alla loro versione moderna del "Dialogatore", un diario d'ascolto elettronico. Licastro ha dapprima presentato i dati generali sull'ascolto, senza entrare nel dettaglio delle emittenti più ascoltate, quantificando in 34,35 milioni di italiani gli ascoltatori del giorno medio (43,95 milioni nella settimana). E in seguito si è soffermato su alcune semplici simulazioni dell'efficacia di campagne pubblicitarie su più mezzi, basandosi sulla profilatura di alcune emittenti (sempre anonime), ottenuta come si diceva dalla sovrapposizione dei dati di ascolto sulla matrice qualitativa della Grande Mappa. Davvero efficaci - e spero che mi arrivino delle slide - i grafici 3D animati che Licastro ha ottenuto utilizzando un software - "Plain numbers" mi pare di aver capito - messo a punto da Paolo Casti, chief strategist di Clear Channel Italy.
Infine è stata la volta della presentazione dello studio qualitativo che GFK Eurisko ha finanziato a contorno della sua indagine quantitativa. Minoia ha intitolato il suo intervento con un allusivo "Con la radio".
I risultati comunicati ieri, basati su una prima tranche di 40 mila interviste CATI e dei rilevamenti effettuati con i meter, saranno seguiti a fine maggio, una volta raggiunta la soglia delle 60 mila interviste, dalle classifiche di ascolto vere e proprie. Altre 60 mila interviste verranno realizzate nel corso dell'anno, con l'obiettivo di consolidare anche il novero delle emittenti monitorate. Secondo le informazioni comunicate oggi tutti i maggiori network hanno aderito a RadioMonitor e sarebbero "in va di formalizzazione" gli accordi con Radio RAI e con Radio 24. Alla lista si aggiungono quasi 290 emittenti locali importanti.
Sul sito GFK Eurisko trovate un pdf riassuntivo dei dati di cui stiamo parlando. Nell'attesa di informazioni e tabelle più dettagliate potete ascoltare l'audio della presentazione di "Finalmente la radio" che ho realizzato questa mattina:



Ecco, dalle slide proiettate in occasione della presentazione milanese, i grafici relativi agli ascolti radiofonici, ai luoghi da cui si ascolta e ai dispositivi utilizzati: