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24 settembre 2013

MEI 2.0, a Faenza la musica libera cerca spazio tra Web, radiofonia e concerti live

Parte a Faenza il 27 settembre l'edizione 2013 del salone della musica indipendente. Quest'anno il Meeting degli Indipendenti ha aggiunto un "2.0" al suo marchio per sottolineare i profondi cambiamenti di un settore molto diverso, anche per i cantanti e i gruppi meno commerciali e mainstream. Un tempo l'obiettivo di certi autori musicali di rottura o ricerca era quello di farsi conoscere in una industria discografica dominata dalle grandi etichette. Nell'era della musica liquida la visibilità è un problema per tutti, ma per l'indipendente non è certo facile cercare di farsi spazio tra le iniziative multimediali e le campagne professionali che sostengono i nomi di maggior successo. Anche gli obiettivi sono cambiati: non si tratta più di vendere dischi fisici e neppure di raggiungere i canali del download o dello streaming. Un certo tipo di musica oggi punta tutto sul concerto, l'evento live, la partecipazione del pubblico ed eventualmente gli acquisti di dischi e altri materiali da parte dei fan. 
Anche per questo motivo il MEI non ha celato il suo appoggio alle ultime iniziative per la deregulation della musica dal vivo, un movimento di pressione nato dall'ex assessore alla cultura del Comune di Milano Stefano Boeri (che ha promosso una petizione online) e rilanciato dal ministro Massimo Bray, che da Boeri aveva ricevuto una lettera aperta. L'iniziativa punta a rimuovere gli ostacoli di natura burocratica e economica che chiunque oggi voglia fare musica in pubblico in Italia deve superare per colpa di regolamenti anacronistici e della filosofia monopolistica e centtralizzatrice della SIAE. «Sono molti anni che il mondo della musica italiana ha proposto al legislatore di sostenere il vasto mondo della produzione, della formazione e della promozione musicale attraverso provvedimenti organici e puntuali senza, purtroppo, avere l’attenzione necessaria - scrivevano MEI e AudioCoop a luglio, salutando la presa di posizione ministeriale. Non è un mistero che la musica dal vivo, pur rappresentando uno degli ambiti più dinamici ed interessanti del patrimonio culturale del nostro Paese, stia attraversando un periodo difficile, che necessita di essere rilanciato anche rilanciando tutta la filiera della musica del nostro paese. Schiacciato da normative obsolete o esageratamente complesse, da costi in continuo aumento, dalla mancanza di una politica organica, dal calo della capacità di spesa degli spettatori, il settore è in grande difficoltà.» 
Sfogliando il ricco programma del Meeting 2.0,  ho individuato per sabato 28 e domenica 29 settembre, alle 9 e alle 14, due convegni che analizzeranno l'attuale offerta di piattaforme Web per la promozione musicale e la creazione di interconnessioni più o meno automatiche con il mondo della radiofonia musicale e degli eventi. A "Music Lab, dall'autoproduzione all'autopromozione"(alle ore 9 del 28 e 29)e successivamente a "Le startup musicali del web", interverranno esperti di marketing e comunicazione e gli esponenti di varie iniziative di crowdsourcing e edizione musicale "partecipativa". 





12 novembre 2009

Media interculturali: meeting a Bologna

Domani e sabato 13-14 novembre si riunisce a Bologna l'associazione dei media interculturali dell'Emilia Romagna per Giovani ad Altr(r)a Voce, Meeting dei media multiculturali. Appuntamento in centro a Palazzo D'Accursio. Organizzano COSPE, rete MIER e altri organismi e istituzioni. Per il programma dettagliato in PDF cliccate qui.

Bologna, 13 - 14 novembre 2009
“GIOVANI AD ALT(r)A VOCE”, IL MEETING DEI MEDIA MULTICULTURALI

COSPE, assieme alla rete MIER (Media Interculturali Emilia Romagna), il Comune di Reggio Emilia, il centro Interculturale di Mondinsieme e la rete ToghethER, organizza il meeting “Giovani ad alt(r)a voce”, con il finanziamento della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Bologna.
“Giovani ad alt(r)a voce” si terrà a Bologna, venerdì 13 e sabato 14 novembre 2009, presso il Palazzo D’ Accursio, in P.zza Maggiore. Al centro del meeting i media interculturali e i giovani: risorse, idee, sguardi da un territorio che cambia e parla con voci e accenti nuovi. Non solo parole, immagini e musiche della società interculturale: si partirà coi giovani delle realtà associative interculturali, protagonisti con le loro esperienze e le loro proposte per una nuova cittadinanza plurale.
A seguire, giovani reporter di una redazione interculturale animeranno una trasmissione TV in diretta con esperti, giornalisti, rappresentanti di organismi locali, nazionali e internazionali.

05 luglio 2008

"Non allineati", una radio per il Sud del mondo?

Che esista ancora un movimento delle nazioni non allineate può essere considerata una notizia sorprendente in un mondo dove non esistono più molte cose a cui allinearsi. Il NAM, o Movimento dei Non Allineati, somiglia a un relitto dell'epoca della guerra fredda, quando il pianeta era diviso sommariamente in due blocchi. Come "terza via" i non-allineati non sono mai stati molto credibili, a mio modesto parere. Negli anni settanta e ottanta si trattava più di distinguersi dalle geografie sotto la diretta influenza sovietica che adottare una posizione autenticamente neutrale tra americani e russi e in questo senso la definizione suonava non poco ipocrita. Paradossalmente oggi, malgrado il segretariato del NAM sia cubano e il segretario si chiami Raùl Castro, tutto sembra avere più senso e i non allineati sono diventati una sorta di club del terzomondismo, cioè tutto il pianeta fuori da Nord America, Europa, Federazione Russa, Giappone e Australia. Anche l'Argentina e la Turchia non fanno parte del NAM mentre giganti come Messico, Brasile e Cina hanno uno statuto di "osservatori".
In questi giorni, a Isla Margarita in Venezuela, si è tenuta la settima conferenza dei ministri dell'informazione delle nazioni non allineate, il Cominac (che questi Stati indipendenti avvertano la necessità di avere dei ministri dell'informazione è di per sé un fatto un po' inquietante, ma anche noi italiani siamo praticamente nella stessa situazione per cui...). Tra le proposte discusse dai padroni di casa - il Venezuela ospiterà il Cominac per i prossimi tre anni - c'è anche quella di realizzare, nel continente latinoamericano, una emittente radiofonica Radio of the South/Radio Sur, che si ispirerebbe al progetto, già avviato da un paio d'anni, di TeleSur, la CNN del Sud America realizzata con gli investimenti di sei nazioni, Argentina, Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua e Venezuela. Di una radio per il Sud del mondo ha parlato esplicitamente il ministro delle comunicazioni venezuelano Andrés Izarra.

VENEZUELA: CENTER OF DEBATE ON COMMUNICATION AT COMINAC

ISLA MARGARITA, VENEZUELA, Jul 2 (NNN-COMINAC)-- Venezuelan Communication and Information Minister Andrés Izarra highlighted the importance of the Conference of the Ministers of Information of the Non-Aligned Countries (COMINAC), starting here on Wednesday. Venezuela will chair COMINAC for the next three years and it will show the world the concrete experience of TeleSUR as an example of the democratization of communication.
The South American country will also promote the launching of the Radio of the South. Izarra explained that the COMINAC’s challenge is to promote the world’s information balance. “The construction of a new communication order is still an unresolved issue and this conference is held precisely under this spirit (…) the interest in resuming this issue is contributing to the construction of a more egalitarian, plural world.”
“We also want to seize this opportunity in order launch the Radio of the South,” he added. The Venezuelan official highlighted the progress of the multi-state TV station TeleSUR, which has been on air only for two years. “TeleSUR offers today a vision of Latin America that nobody else shows (…) It’s also an interesting experience due to its shareholder structure.”
According to Izarra, the communication issue is experiencing a change of paradigm due to the impact of new technologies and the access to the Internet. He thinks that this fact is opening a path to break the world’s information imbalance.
Over 85 nations of Non Aligned Movement’s 118 member states the have confirmed their attendance. For Izarra, the high participation at this conference has two interpretations: "First, the interest in the Venezuelan process as the forefront of world changes currently underway. Second, the interest in resuming the communication issue and understanding that it is extremely important for the development of our countries, their sovereignty, and the construction of a more egalitarian world,” he concluded.

Naturalmente la responsabile di Radio Nacional de Venezuela, Helena Salcedo, si è subito candidata a ospitare la sede dell'emittente. Personalmente dubito che il progetto possa davvero andare in porto, ma sarebbe bello se questa diventasse una voce autorevole del terzomondismo più costruttivo.

Venezuela dispuesta a acoger Radio Sur
Helena Salcedo pone a la orden la experiencia nacional

La directora del circuito Radio Nacional de Venezuela (RNV), Helena Salcedo, anunció que la sede de Radio Sur pudiera estar en Venezuela, pues al asumir la nación venezolana la presidencia de la Conferencia de Ministros de Comunicación de Países no Alineados (Cominac) las condiciones estarían dadas para ello.
"Venezuela tiene una experiencia con este trabajo desde hace tres años y, a propósito que va a tener la presidencia de la Comisión, es pertinente hacer esta contribución para crear esta red de emisora. Ya la idea de cómo debe funcionar la radio está bocetada, lo que resta es que se diseñe el funcionamiento", destacó Salcedo, citó la prensa oficial.
Señaló que se gestionan con Consejo Nacional de Telecomunicaciones (Conatel) algunos diales para que la Radio del Sur pueda funcionar de manera independiente. Salcedo, representante de Venezuela en la VII Cominac, sostuvo que el propósito está bien definido y va encaminado a cambiar los esquemas en materia comunicacional y acercar los pueblos.
"Expusimos a representantes de Egipto y Jamaica cómo funcionaría este tejido comunicacional, porque puede llegar a zonas donde los medios no son accesibles. Podemos tener corresponsales en distintos países y esto es una ventaja que nos permite tener información veraz y oportuna directamente".

29 aprile 2007

Radio e cioccolata

Quello del meeting annuale dell’AIR è diventato un appuntamento atteso e gradevole. Lo ammetto c’è anche la voglia di partecipare a un automatico censimento, la consapevolezza che le facce nuove sono sempre più rare e che quelle conosciute hanno diverse rughe in più. Ma in fin dei conti è una sensazione che questa comunità hobbystica, mai oceanica neppure in tempi assai migliori, ha sempre avuto, senza per questo sentirsi particolarmente accerchiata. Anzi, con l’andare del tempo e le relazioni che Internet permette di coltivare, alla fine l’atmosfera è diventata rilassata, alcune vecchie polemiche si sono assopite e gli argomenti tecnici da discutere diventano addirittura più numerosi e stimolanti.
Quest’anno, malgrado la breve distanza che mi separa da Torino, sono riuscito a fare solo una breve comparsata e ancora una volta ringrazio Valerio, Elio, Bruno, Angelo e tutti gli altri per l’accoglienza calorosa. Peccato per tutte le scadenze lavorative che mi hanno impedito di partecipare agli eventi collaterali di sabato 28 e domenica 29, organizzati per celebrare la venticinquesima edizione di questi incontri. Visite al Museo della Radio alla sede Rai, impianto in onde medie di Torino Eremo…
Tra le varie presentazioni, Raiway ha catturato il mio interesse con un aggiornamento della sperimentazione DRM. Sono in attesa di ricevere le slide di Giuseppe Allamano e, spero, dei suoi colleghi, ma il discorso era centrato in particolare sulla prossima (fine anno/inizio 2008) attivazione di Santa Palomba su 846 kHz. I relatori si sono soffermati sulla “mappa della discordia”, la coverage map che Raiway ha estrapolato dalle misure effettuate sul campo, che mostrano una Pianura padana completamente servita dai 34 kW digitali di Siziano 693 kHz. Non c’è stato molto tempo per discuterne, ma molti presenti, tra cui Andrea Russo, qualche perplessità l’hanno dimostrata: il digitale in onde medie, secondo le esperienze di ascolto accumulate dai Dxer in Europa e Stati Uniti, appare assai più controverso di quanto non dicano le misure strumentali. HD Radio sgancia spesso il volentieri la componente digitale su aree assai più ristrette rispetto a quelle coperte con ottimo rendimento dall’analogico. Mentre il DRM in condizioni propagative ionosferiche non garantisce una adeguata continuità del segnale, che ogni tanto sparisce. Quanto alla copertura non ionosferica, è davvero difficile immaginare che Siziano possa essere decodificato in pieno giorno sul delta del Po con un ricevitore commerciale (anche supponendo di trovarlo in negozio, cosa tutt’altro che scontata).
A conclusione del pomeriggio, Claudio Re e Oscar Steila, rispettivamente designer e programmatore del software di CiaoRadio hanno presentato il loro front end SDR (ormai vicino alla soglia dei 200 apparecchi venduti) fornendo diverse anticipazioni sulla prossima versione H102, basata non più sulla near-zero conversion ma sulla conversione A/D “in antenna”. Non tutte le pieghe sono state appianate e non è ancora chiara la copertura di frequenza che il nuovo modello potrà garantire nella prima versione, ma anche questo sembra un progetto molto interessante, in grado di ovviare più facilmente agli inconvenienti (vedi armoniche del terz’ordine) dell’approccio QSD.