03 novembre 2011

FunCube, radiosonde e nanosatelliti

Aldo Moroni, IW2DZX, sta sperimentando intensamente il monitoraggio delle radiosonde meteorologiche e dei nanosatelliti amatoriali, entrambi attivi nella banda dei 400 MHz. Finora ha lavorato con comuni scanner a larga banda, ma l'altro giorno ci siamo incontrati per uno scambio che si sta rivelando decisamente fruttuoso per tutte le cose che sto imparando. Da qualche tempo dispongo di un ricevitore USB FunCube Dongle con cui avevo fatto pochissime prove. Ora il ricevitore miniaturizzato si trova nell'attrezzato shack di Aldo e i primi risultati sono notevoli.
Con l'unico accorgimento di un comune filtro notch che attenua le interferenze dalla banda 88-108, il famoso FCD (messo a punto dai radioamatori satellitari britannici proprio per la ricezione SDR dei nano- o "dado"satelliti) si comporta piuttosto bene con i deboli segnali trasmessi dai payload dei palloni meteo stratosferici lanciati ogni giorno da diverse postazioni europee (in Italia da Linate e Pratica di Mare) ma anche con i downlink satellitari. Mi sembra di capire - Aldo sta ancora lavorando alacremente - che i livelli di sensibilità sono più che discreti per un dispositivo tutto sommato poco costoso e così compatto. Trovate qualche schermata molto eloquente su questo documento pdf appena realizzato dallo stesso Aldo.
Il quale Aldo mi ha anche spiegato brevemente che di radiosonde ce ne sono sostanzialmente due, una tipologia analogica-digitale di tipo tradizionale e una nuova generazione con emissioni digitali. Ho cercato di informarmi meglio e ho visto che molte radiosonde operano in classe di emissione F9D - qualche altra in A9D - una sigla equivalente in pratica a una modulazione in frequenza (o ampiezza per la A9D), in modalità mista analogica e digitale (9) e in telemetria (D). Per modelli più recenti vedo invece citate modulazioni come la PSK o la GFSK digitali (quest'ultima è quella utilizzata per il sistema Bluetooth). Qualche dettaglio si trova su questo documento dello European Communications Office, che però è un po' vecchiotto. Molte altre info più aggiornate le trovate sui siti dei costruttori delle radiosonde, come Vaisala, e sui siti nelle mailing list degli appassionati. Punto di riferimento imprescindibile per il monitoraggio di questi voli meteorologici è il sito multilingue Radiosonde.eu e le due mailing list connesse, una internazionale su Yahoo l'altra italiana su Google Groups.
Che cosa fa una radiosonda? Pensate a una scatoletta rettangolare chiusa in un involucro antiurto, alimentata da una batteria attivata ad acqua (le ho scoperte adesso) e attaccata a un pallone gonfiato e spedito verso la stratosfera. La scatola emette un flusso telemetrico che fornisce valori di altitudine, temperatura, pressione, umidità, posizione relativa, posizione assoluta GPS (ove presente), insomma una certa quantità di dati formattati in base ad alcuni protocolli. Il pallone si alza, impiega circa un paio d'ore a raggiungere una quota di 30 km e poi si rompe e precipita al suolo. La frequenza utilizzata, i 403 MHz, è a portata ottica, quindi la sonda comincia a essere ricevibile (a seconda della vostra posizione) quando si solleva oltre una certa quota e può restare visibile a lungo. Aldo è riuscito a ricevere sonde lanciate da Monaco di Baviera. Per decodificare la telemetria si serve del software Sondemonitor, sviluppato dalla benemerita istituzione COAA. Per la ricezione del segnale, oltre a FunCube Dongle Aldo si serve di un clone del demodulatore WinRad, HDSDR.
Per i satelliti radioamatoriali, Aldo si è attrezzato con HDSDR e WRPlus, i software di decodifica telemetrica del radioamatore tedesco Mike Rupprecht, DK3WN e un piccola antenna groundplane realizzata alla buona con qualche colpo di saldatore intorno a un connettore SO-239. Il software HamRadio Deluxe infine fornisce le necessarie informazioni per il tracking dei dadosatelliti nei cieli sopra la postazione moroniana.

Matchstiq, ricentrans wide band SDR per monitoraggio e testing

E' ormai irreversibile l'adozione del modello software defined radio nella creazione di nuovi sistemi di ricetrasmissione, misurazione, analisi della radiofrequenza. La società americana Epiq Solutions ha appena annunciata una soluzione di ridottissime dimensioni che si chiama Matchstiq ("fiammifero"). Si tratta di un ricetrasmettitore wide band che copre da 300 MHz a 3,8 GHz ed è stato progettato per diverse applicazioni di sorveglianza, testing e misura, per esempio nel campo della telefonia radiomobile 3G/LTE (scaricatevi il pdf con le specifiche). Al cuore di questo incredibile sistema una FPGA Xilink Spartan e un processore TI Cortex integrati in un modulo messo a punto da un'altra azienda, iVeia.
I fondatori di Epiq provengono dal mondo universitario, una dimostrazione delle interessanti opportunità che possono derivare oggi da una accurato interfacciamento tra competenze accumulate in ambiti accademici avanzati e il mercato delle alte tecnologie. Per una nazione come l'Italia un esempio molto stimolante da seguire.Unico difetto, dal punto di vista hobbystico, è il prezzo intorno ai 4.500 dollari, ma è facile prevedere una rapida curva di abbassamento dei costi per questo tipo di componentistica e di logica cablata.

Epiq Solutions Announces First Handheld Software Defined Radio

Schaumburg, IL, November 1, 2011 – Epiq Solutions, an engineering firm specializing in the development of flexible wireless communications systems, has announced Matchstiq, the world's smallest commercially available software defined radio (SDR) capable of tuning between 300 MHz and 3.8 GHz. Measuring only 2.2” x 4.6” x 0.9”, Matchstiq combines a broadband RF transceiver with a flexible baseband processing engine running the Linux operating system.
“The introduction of Matchstiq marks the start of the next chapter in mobile computing, where the flexibility of the software now extends all the way to the antenna,” noted John Orlando, CEO of Epiq Solutions. “We believe this paradigm shift in capability will open up entirely new markets where fixed function radios have ruled the airwaves for far too long.” Matchstiq includes an Atlas-I-LPe computer module developed by iVeia Inc, which combines a Xilinx Spartan-6 LX45 FPGA with a Texas Instruments 1 GHz ARM Cortex-A8 processor running the 2.6.35 Linux kernel. This enables a wide range of advanced signal processing tasks to execute on the platform while consuming as little as 3 watts for typical receive-only use.
“The marriage of Epiq and iVeia technology has yielded an impressive product,” stated Michael Fawcett, CTO of iVeia Inc. “Both our companies strive for innovation and cutting edge capabilities in small form factors. Matchstiq fills a void in the SDR landscape, performing at the same level of competing systems but at less than half the size, cost, and power.”
When combined with the library of signal processing applications available from Epiq Solutions or other software suites such as GNU Radio, Matchstiq enables an array of capabilities including use as a point-to-point data modem, LTE survey tool, or portable spectrum analyzer. A development kit is also available for users who wish to create their own custom applications. Matchstiq will start shipping in December 2011 with single unit pricing of $4,500 USD. Pre-orders are currently being accepted. For more information, please visit http://www.epiqsolutions.com/matchstiq/.

About Epiq Solutions Epiq Solutions designs and builds state-of-the-art wireless systems for both commercial and government applications. These applications include the detection, classification, and location of radio emitters, as well as real-time processing and decoding of Layers 1, 2, and 3 for numerous wireless radio standards (including 2G/3G/4G cellular).

For more information regarding Epiq Solutions' products and services, please visit http://www.epiqsolutions.com.

Niscemi, OK al MUOS. Come funziona e quanto costa il sistema SATCOM dei militari USA

Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso del comune di Niscemi e le antenne del MUOS, Mobile User Objective System, si faranno anche nella base militare della Sicilia orientale. Dalla letteratura che sto acquisendo su Web si tratta di tre parabole da 18,4 metri operative in banda satellitare Ka (le frequenze in downlink del MUOS sono intorno ai 21 GHz, l'uplink dovrebbe essere collocato tra i 27 e i 31 GHz).
Intorno alla base Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi, dove sono già ospitate diverse antenne di comunicazione, incluso un impianto LF, sono in corso numerose proteste.
L'ultima ha avuto luogo il 29 ottobre e ha visto alcune coppie di giovani siciliani annunciare l'intenzione di non fare più figli in una zona da loro definita ad altissimo rischio per le radiazioni emesse dalla futura ground station.

Ma che cosè il MUOS? La nuova rete rappresenta l'evoluzione dell'attuale sistema di comunicazione satellitare (SATCOM) UHF meglio nota come UFO (UHF-follow on) e funzionerà esattamente come una rete cellulare operativa nella banda militare UHF. Al posto delle normali cellule terrestri si partirà con quattro satelliti geostazionari più un quinto di backup, che dopo svariati rinvii dovrebbero essere lanciati a partire dal febbrario 2012. La parte di gestione e commutazione terrestre è costuituita da quattro "radio basi" terrestri dislocate in Australia, Hawaii, Virginia e appunto, Sicilia. Perché utilizzare la Ka band se i satelliti forniscono banda UHF per le comunicazioni sul campo? Perché i satelliti accorpano in downlink 32 fasci WCDMA ripartiti in tre flussi modulati in 8-PSK per un throughput complessivo di 2,5 Gbit/sec (ecco una descrizione di General Dynanmics, uno dei contractor del progetto MUOS, per il ricevitore SDR che verrà collegato alle antenne, documento scaricabile da questa pagina informativa sempre firmata General Dynamics). Gli utenti del MUOS potranno comunicare tra loro via voce e dati con bande fino a 40 megabit al secondo e grazie alle quattro postazioni di terra potranno realizzare connessioni punto-punto da qualsiasi località del mondo. Tanto per avere un'idea del costo, ci vogliono circa 540 milioni di dollari per ciascun satellite e il relativo veicolo di lancio. Teoricamente il progetto prevede la realizzazione e la messa in orbita di 10 satelliti, per un costo complessivo di 6 miliardi di dollari (Lockeed-Martin ha già una opzione da 3,2 miliardi per 5 satelliti). Per la realizzazione del segmento di terra, General Dynamics ha firmato un contratto da 830 milioni di dollari.
Il giornalista Antonio Mazzeo segue la vicenda sul suo blog (Antonio è anche autore di un bel libro di inchiesta sul Ponte di Messina, quello che non si farà mai e ci è già costato un badalucco di soldi). Esiste anche un comitato No Muos Niscemi attivo su Web e su Facebook, purtroppo la documentazione fornita sul sito (per esempio questa, che traccia un parallelo tra la ground station di Niscemi e il progetto HAARP in Alaska, bestia nera del complottismo mondiale, risulta alquanto imprecisa).

BBG, forti tagli in vista per le onde corte di VoA e altre emittenti

Cambi sostanziali nel modo di distribuire i contenuti, ancora legato a un mezzo, le onde corte, che sono sempre più desuete. Il Broadcasting Board of Governors, l'entità che gestisce le attività radiotelevisive della politica estera americana, ha appena reso noto il suo piano strategico 2012-2016. Il rapporto si può scaricare qui ed è stato attivato anche un apposito sito Web. Il succo è che le trasmissioni della Voice of America e di altre emittenti verrano veicolate attraverso le onde corte solo "per una mezza dozzina" di Nazioni. In tutti gli altri casi il BBG si concentrerà sulla televisione, la radio FM e i social network.
We will make wholesale changes to the way we distribute our content. We are currently configured largely as we were in the 1980s, with substantial resources devoted to shortwave broadcasting. Global media use now strongly favors TV, the Internet, and FM radio as well as social media. Shortwave is vital in a half-dozen countries. But elsewhere we will sharply draw down our shortwave capacity to reallocate the resources to the new platforms our audiences are using.
Il discorso non fa una grinza, anche se assomiglia molto a una situazione uovo-gallina, in cui i broadcaster internazionali riducono l'impegno su una risorsa che gli ascoltatori potenziali perdono di vista proprio per le riduzioni delle ore di trasmissione. Ma il vero problema di fondo è squisitamente finanziario. I soldi non bastano più o comunque non vengono stanziati con la stessa solerzia di un tempo. Per reggere ancora queste organizzazioni ripiegano su piattaforme di distribuzione più "sexy", ambiti come Internet, che hanno più appeal e visibilità soprattutto agli occhi dei politici che hanno l'ultima parola su tutti questi servizi. Le onde corte in realtà sono molto più efficienti della banda Web e non sta scritto da nessuna parte che i trasmettitori debbano utilizzare le potenze necessarie trenta o quaranta anni fa, quando bisognava superare le barriere del jamming, le interferenze e la scarsa sensibilità dei ricevitori. I costi si potrebbero abbattere ulteriormente riducendo le potenze e impiegando risorse rinnovabili per alimentare gli impianti. Ma sono tutte considerazioni tecniche troppo sensate perché possano diventare la base di un ripensamento. La fine del broadcasting internazionale è ormai definitivamente segnata.

La radio che parla di radio



Inizia oggi sulle frequenze e gli stream di Radio3 un nuovo percorso radiofonico di Andrea Borgnino, apprezzato autore di programmi che parlano di radio (nonché curatore della nuova offerta dei canali Web di Radio RAI). Oggi, 3 novembre, Andrea inizia un'altra collaborazione settimanale con Radio3. Lo spazio si chiama "Interferenze" e viene trasmesso all'interno del programma Radio3 Mondo in onda in giovedi' alle 11.30 sulle frequenze del canale culturale, l'unico, di Radio RAI. La puntata del debutto è dedicata a Freedom Radio l'emittente dell'esercito americano in Iraq che ha chiuso le sue trasmissioni a fine settembre.


Il tema della prima puntata di Andrea è il network radiofonico in FM che l'Esercito Americano aveva realizzato in Iraq, denominato appunto AFN Freedom Radio. AFN sta per American Forces Network, la rete di emittenti di notizie, sport e intrattenimento che i militari americani dispiegano in tutte le aree della loro vasta presenza internazionale. AFN è presente anche in Italia, in basi come Vicenza, Livorno, Napoli e produce programmi locali sotto il brand "The Eagle". La si può ascoltare in diverse località italiane sulle frequenze di 106 e 107 in FM. In questo articolo molto retorico estratto dal sito Guns.com un breve riassunto della carriera di Freedom Radio. L'ultima canzone trasmessa il giorno della chiusura è Courtesy of the Red, white and blue del cantante country Toby Keith.

02 novembre 2011

CSP Torino riapre Torre Bert e lancia l'SDR di DigiRadio

L'evento del prossimo 11 novembre - annunciato in questi giorni sul blog AIR-Radiorama - per l'inaugurazione del nuovo laboratorio del CSP di Torino nella celebre location collinare di Torre Bert, ristrutturata per l'occasione, promette parecchi motivi di interesse. Le attività del centro informatico promosso dal Politecnico di Torino sono diversificate e spesso orientate ad applicazioni molto avanzate di radiocomunicazione (al centro lavorano diversi esperti radioamatori).
Pochi giorni fa per esempio il CSP ha organizzato un interessante convegno, seguito da una giornata di studi, sulla gestione cognitiva dello spettro e l'uso dei white space, una iniziativa che si basa sulle sperimentazioni che il CSP sta effettuando in questo campo.
Quello inaugurato la prossima settimana è invece un laboratorio dedicato alle ricerche nel campo delle fonti energetiche rinnovabile utilizzate appunto nel campo delle comunicazioni radio. La sede del laboratorio è la stessa che in passato ha ospitato la stazione di tempo e frequenza campione del Galileo Ferraris, l'ormai inattiva IBF. Ma è stato anche il teatro delle controverse avventure radiospaziali della celebre coppia di fratelli Judica Cordiglia.
La giornata celebrativa dell'11 novembre (lo stesso giorno a Torino inizia la convention del CICAP) vedrà anche il lancio di un software che interesserà da vicino a molti lettori di RP. Alberto Perotti presenterà infatti il suo nuovo lavoro in campo software defined radio, un programma open source chiamato DigiRadio basato sul codice di WinRad sviluppato da Alberto Di Bene, I2PHD. DigiRadio avrà sicuramente un grande seguito nella comunità dei DXer che utilizzano le varie piattaforme SDR perché implementa un nuovo algoritmo di demodulazione dell'FM "wide" (la modulazione delle stazioni FM) completo di decodifica delle informazioni RDS. Secondo i primi dettagli forniti da AIR-Radiorama il software consente di impostare la costante RC dei filtri di de-enfasi (50 µS, 75 µS), la banda del segnale convertito in banda base (diversi valori compresi tra 50 kHz e 250 kHz) e la banda del segnale audio (valori tra 3 kHz e 15 kHz).

01 novembre 2011

Droitwich 198, a fine corsa le onde lunghe britanniche

Mentre il ministro della cultura britannico Veizy spiega in una pubblica conferenza che il piano di switchover delle trasmissioni radio analogiche nel Regno Unito prosegue - pur ammettendo che il DAB suona male e la sua copertura ancora insufficiente - verso la sua scadenza indicativa nel 2015, la BBC continua a implementare un piano di tagli delle spese che coinvolge sia le trasmissioni per l'estero in onde corte e medie (la frequenza di 1296 kHz a Orfordness viene utilizzata sempre meno dai suoi affittuari e sicuramente non durerà a lungo), sia le onde medie locali. Secondo l'ente pubblico le stazioni locali della BBC dovranno rinunciare alle medie là dove esistano troppo ridondanze con la copertura dell'FM (e in ultima analisi del DAB).
Ma il Guardian avverte che un'altra promessa di chiusura incombe sul trasmettitore in onde lunghe di Droitwich, una location inaugurata nel lontano 1934 (qui trovate la dettagliata storia di un impianto che durante la Seconda guerra mondiale veniva utilizzato per i famosi messaggi cifrati diretti alla resistenza francese) e attualmente utilizzata per la copertura nazionale di BBC Radio 4. Il trasmettitore di Droitwich è stato gradualmente rinnovato all'inizio degli anni '60, ma oggi mostra i segni del tempo e soprattutto fa affidamento su alcuni "pezzi", un paio di valvole termoioniche, che non vengono più fabbricati e non potranno essere sostituiti la prossima volta che si guasteranno. Ergo, i 198 kHz di BBC 4, 500 kW, andranno avanti a oltranza ma non verranno rimpiazzati.



L'articolo del Guardian ha suscitato molti commenti dei lettori, quasi tutti critici nei confronti di una decisione che potrebbe rendere complicata la ricezione di Radio 4 in molte aree rurali del Regno Unito dove l'FM risulta più debole e disturbata. Solo alcuni fanno osservare che il trasmettitore di Droitwich svolge anche un'importante funzione accessoria, oltre a mettere il proprio segnale a disposizione dei laboratori e dei radioamatori che hanno bisogno di una sorgente frequenziale molto precisa. Dal trasmettitore al momento "condannato", partono anche i segnali che controllano tre milioni di contatori elettrici "Economy 7", una speciale tariffa differenziata che i fornitori di energia britannica offrono ai loro clienti che utilizzano impianti ad alto assorbimento come termosifoni elettrici e lavatrici, nelle sette ore notturne. Nei momenti di basso consumo complessivo, i contatori Economy 7 usufruiscono della tariffa scontata, ma quando la rete è sottoposta a un carico eccessivo un codice digitale trasmesso dall'antenna di Droitwich comanda agli stessi contatori di misurare la corrente al prezzo normale. Questo sistema si chiama Radio Teleswitch e viene utilizzato in tutto il territorio del Regno Unito. Se il trasmettitore su 198 kHz dovesse cessare di funzionare, si chiedono i lettori del Guardian, come verranno distribuiti i segnali di controllo? La risposta implicita è che tre milioni di abitazioni dovranno passare a contatori smart remotizzati su protocolli IP.
Dovranno arrangiarsi anche i radioamatori che utilizzano la frequenza di Droitwich per calibrare i loro apparati, magari utilizzando uno dei kit di ricezione come questo fornito da Spectrum Communications, capace di fornire in uscita segnali molto precisi a frequenze multiple di un MHz. Di questo risvolto si occupa nel suo blog di autocostruttore Julian Moss, G4ILO, famoso nella comunità radioamatoriale per il coraggio dimostrato nell'affrontare la sua terribile malattia, un glioblastoma multiforme che non gli lascia nessuna speranza. Julian racconta la sua lotta su un secondo blog dall'eloquente titolo di One foot in the grave. Davanti a problemi come questo, il declino della radiofonia analogica diventa ancor meno fondamentale di quello che è.

Le forme del vento (solare) e altri Camps (In)visibles


Da un autorevole blog scientifico Renato Bruni segnala un post relativo a uno strano lavoro di videoart basato sull'elaborazione audiovisuale dei dati raccolti dalla rete di magnetometri canadese CARISMA della Università dell'Alberta. L'opera è stata realizzata da una coppia di artisti, Ruth Jarman e Joe Gerhardt meglio conosciuti come Semiconductorfilms. Il loro lavoro si chiama "20 Hz" ed è stato ottenuto rielaborando i file che CARISMA archivia da anni sul sito del Canadian Space Science Data Portal per mostrare, letteralmente, gli effetti del vento solare durante una tempesta magnetica, un insieme di suoni e forme geometriche che ricordano un caleidoscopio e ci appaiono misteriose e inquietanti.

Un esoterico laboratorio di ricerca che effettua le sue osservazioni nello spettro delle radiofrequenze ULF diventa così uno dei protagonisti di Camps Invisibles, una esposizione che si concluderà il prossimo 4 marzo e attualmente in corso presso la galleria di arte moderna Arts Santamonica di Barcellona (se vi sentite più a vostro agio con l'inglese piuttosto che con il catalano, ecco il link a Invisible Fields). La mostra vuole esplorare in chiave artistica le conseguenze dei nostri studi sulle radioonde nella comprensione del mondo e dell'universo.

Family Radio chiede scusa, ma il suo declino segna il comparto delle onde corte religiose

Dopo aver annunciato per ben due volte la fine del mondo, in un audiomessaggio pubblicato pochi giorni fa sul sito dell'organizzazione Family Radio, il reverendo Harold Camping ammette per la prima volta di aver sbagliato, in particolare quando nel maggio scorso - dopo che la sua prima profezia non si era avverata - aveva rincarato la dose affermando che da quel momento in poi il Signore avrebbe smesso di salvare altre anime fino alla nuova data fissata per il Giorno del giudizio, il 21 ottobre. «Non avrei dovuto dire una cosa simile,» riconosce Camping con una voce sempre più strascicata e indistinta. Mesi fa, nel pieno delle polemiche suscitate dai suoi vaneggiamenti millenaristici, il novantenne predicatore radiofonico aveva subito un ictus e adesso sentirlo parlare fa pensare a un Bossi dell'oltranzismo religioso, più garbato nei modi e nelle parole ma altrettanto malato, confuso e inconcludente. Ecco il messaggio (e qui sul Christian Post la sua trascrizione)



Secondo quanto riporta la stampa americana Camping avrebbe inoltre rinunciato al controllo del suo impero mediatico, precipitato in una crisi finanziaria che molti giudicano altrettanto irreversibile della malattia del suo fondatore.
E' una storia brutta e triste, l'ennesimo simbolo di una decadenza legata al declino fisico e mentale di un ex personaggio carismatico. Qui c'è di mezzo anche la decadenza di quello che era stato un mezzo di comunicazione di massa, quella radio a onde corte che Family Radio continua, per il momento, a utilizzare pesantemente. Il doppio uppercut del mancato "rapture" (il rapimento delle anime salvate) sembra aver provocato una forte emorragia di donazioni, Family Radio non convince più i suoi ascoltatori e già si mormora di imminenti cessioni di frequenze radiofoniche locali.
Forse siamo arrivati a una svolta definitiva che coinvolge una categoria di utilizzatori delle onde corte ancora molto attiva. A fronte del vero e proprio crollo che ha costretto i maggiori broadcaster governativi internazionali (BBC, Deutsche Welle, Voa, Radio Netherland) a ridurre drasticamente il numero di ore di trasmissione e a smantellare interi impianti trasmissivi, le organizzazioni religiose erano finora apparse immuni dall'epidemia. Un eventuale fallimento di Family Radio potrebbe scatenare una reazione a catena anche tra i shortwave evangelist. L'unica realtà non denominazionale che sembra andare in controtendenza, dopo che anche Trans World Radio, FEBC e FEBA hanno eliminato antenne e tagliato la programmazione, è World Christian Broadcasting, quartier generale in Tennessee in piena Bible Belt e proprietaria della stazione KNLS in Alaska (ma si sente anche in Europa), ma pronta a inagurare nuove antenne in Madagascar. Voice of America TV ha realizzato un ottimistico servizio su questa stazione religiosa, ma potrebbe essere solo wishful thinking.


29 ottobre 2011

Jerusalem Calling, la stazione del mandato britannico in Palestina.

Paolo Morawski mi ha girato il link al blog della giornalista Paola Caridi, la quale a sua volta invia da Gerusalemme - dove credo risieda - una interessante corrispondenza relativa a "Jerusalem Calling", un documentario sulla storia della sezione araba del Palestine Broadcasting Service, l'emittente voluta dai "mandatari" britannici nel territorio appartenuto all'Impero ottomano. La PBS trasmise in inglese, ebraico e arabo dal 1936 al 1948 e il suo primo impianto in onde medie fu localizzato a Ramallah, appartenente oggi al territorio della Palestina (qui una breve cronologia della stazione chiusa dopo la nascita di Israele e qui il capitolo dedicato alla PBS in un libro di memorie solo parzialmente disponibile su Google Books).
Il documentario è stato realizzato due o tre anni fa dal regista Raed Duzdar ma la corrispondenza della Caridi si riferisce a una proiezione avvenuta l'altro giorno a Gerusalemme Est. Su You Tube si trova il trailer di questa interessante produzione: è in lingua araba e senza sottotitoli ma da quel che si può intuire dalle interviste effettuate, tutte evidentemente a persone in qualche modo coinvolte con il funzionamento dell'emittente, il lavoro sembra molto curato.



Come osserva la giornalista italiana emerge un ritratto di una società molto diversa da quella attuale, anche se neppure allora dovevano mancare le tensioni. Pochi anni dopo l'inizio delle trasmissioni di PBS, un attentato di un gruppo clandestino ebraico costa la vita di due operatori nello studio, poi nella primavera del 1940 l'altro movimento clandestino, Hagana inagura Kol Israel, il nome adottato nel 1948, con l'indipendenza dello Stato e la fine dele trasmissioni britanniche (qui un'altra breve storia della radiofonia nata in seno alla clandestinità ebraica). Già allora, dopo la caduta dei turchi e l'avvento del fascismo e del nazismo, il Medio Oriente era un crocevia di opposti interessi.

Nell'immenso catalogo della Libreria del Congresso americano ho trovato una raccolta di decine di fotografie d'epoca scattate negli studi e nel corso di varie inziative del Palestine Broadcasting Service, che forse potremmo definire come uno dei primi tentativi di dar vita a un medium interculturale. Basti pensare che le prime trasmissioni in arabo rivolte a quell'area, anche se in chiave propagandistica e antibritannica venivano captate dalla fascista Radio Bari, una emittente che ebbe poi un ruolo fondamentale nella liberazione.