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09 maggio 2015

Bambini perduti nei campi della Shoah. Un toccante documentario del BBC World Service

Tutto è cominciato da una registrazione di un programma della BBC di settanta anni fa, una trasmissione in una serie di appelli che l'emittente diffuse nel 1946 per cercare di riunire alle loro famiglie un gruppo di 45 bambini e ragazzi scampati dai campi di concentramento nazisti. Nel nastro, ritrovato recentemente, ci sono i nomi di dodici giovanissime vittime della Shoah. Nel documentario, il giornalista Alex Last si è messo alla loro ricerca. Cinque dei dodici bambini vivono ancora e quattro sono stati in grado di raccontare alla BBC la loro storia. Settanta anni dopo. 
Da ascoltare, qui.

28 gennaio 2012

Il divieto


Un piccolo, tardivo contributo alla Giornata della Memoria, trovato per caso sul sito del Museo dell'Olocausto. La foto di una ebrea parigina che consegna il suo apparecchio radiofonico a una stazione di polizia dopo l'ordinanza dell'8 agosto del 1941 che vietava agli ebrei di ascoltare e possedere una radio.

14 febbraio 2010

1945, la BBC trasmette lo shabbath da Bergen-Belsen

In un giorno di aprile del 1945 le truppe britanniche entrano nel lager di Bergen-Belsen, dove sessantamila prigionieri ormai stremati sono stati praticamente abbandonati dai loro aguzzini. Il campo è isolato da un cordone sanitario concordato dai tedeschi dopo la resa per evitare il diffondersi del tifo, che dilaga tra i sopravvissuti. Di quella stessa malattia, in quello stesso inferno, era morta poche settimane prima dell'arrivo di quei soldati l'ebrea olandese Anne Frank. Con i militari di Sua Maestà c'è un cronista di guerra della BBC che riprende una cerimonia a dir poco straziante: il rabbino inglese Hartman che all'aria aperta, circondato dai fantasmi di Bergen-Belsen torna a recitare la benedizione dello Shabbath. La radiocronaca del corrispondente Patrick Gordon Walker finisce per essere ritrasmessa da London calling North America, ovviamente sulle onde corte. Quello stesso giorno il tecnico della stazione newyorkese WEVD, Moe Asch, è all'ascolto del programma e lo registra sui suoi dischi in acetato. Mezzo secolo dopo i dischi sarebbero stati ritrovati alla Smithsonian Institution, dallo storico Henry Sapoznik, curatore del Max and Frieda Weinstein Archives of Recorded Sound.
Potete ascoltare anche voi la voce di Walker - e sullo sfondo quella dei fantasmi di Bergen-Belsen. Il brano si trova, insieme a decine e decine di radiodocumentari, sul sito di David Isay, Sound Portraits Productions, predecessore di un ancor più ambizioso progetto di storia orale, StoryCorps, uno straordinario deposito di memorie sonore dell'America multietnica (qui una intervista su StoryCorps trasmessa da KQED). Isay in Sound Portraits ha citato il programma NPR Weekend Edition Saturday. Per delle note approfondite su questo e altri campi di prigionia e sterminio potete fare riferimento a Scrapbookpages.com altri benemerito progetto di storia per immagini e parole Scrapbook tra l'altro è in assoluto uno dei primi siti Web a parlare della Shoah ed è nato nel 1998.
Questa piccola, sconvolgente storia di guerra e persecuzione è stata pubblicata sul blog Pseudo-Intellettualism e ripreso dalla mailing list Shortwave Gold, attentamente sorvegliata da Alessandro Colombo (che me l'ha segnalata).

27 gennaio 2010

Rai Radio 3, oggi 27 gennaio 1945

Oggi è andata online la nuova versione del sito di Rai Radio 3 il nostro canale radiofonico pubblico culturale. Le pagine delle varie voci del palinsesto verranno gradualmente uniformate, mentre RaiNet sta dando gli ultimi ritocchi anche al sito di Radio 1 (che avrà una tonalità blu, dopo il rosso di Radio 2 e il verde ghiaccio di Radio 3) previsto per i prossimi giorni. Non mi dispiace il nuovo look Web della rete di Marino Sinibaldi, anche se forse è un po' BBC-like. Del resto è una scuola, quella, che non è facile "bigiare" (fare sega direbbero a Roma).
La priorità adesso mi sembra quella di uniformare al nuovo look anche le pagine dei singoli programmi e, secondo me, affrontare il problema della qualità degli stream perché della codifica Real Audio fatta così non ne possiamo proprio più. Andrebbe razionalizzata per Radio 3 la gestione dei podcast disponibili per un canale che sembrerebbe fatto apposta per la radio non lineare ma che ora come ora rende la fruizione asincrona molto macchinosa.
Ci sarebbe parecchio da dire sulla radiofonia pubblica e intendo farlo qui su Radiopassioni. Gli stravolgimenti del palinsesto di Radio 2 hanno creato polemiche (e le solite strumentazioni politiche) intorno a una radio che non perde solo pezzi magari nobili ma sempre sostituibili, come è nella natura di palinsesti in continua evoluzione. A dispetto di tanta retorica spesa recentemente a proposito di faraonici progetti di revisione (la radio "all news" che nessuno evidentemente sa che cosa sia, la radio "giovane" che sarebbe giovane se gli under 35 fossero tutti dei gran minchioni...) Radio Rai sta soprattutto perdendo carattere, identità e autonomia rispetto a una offerta televisiva francamente di basso livello. E il sospetto è che l'operazione Gran Pastone sia voluta, sapientemente coordinata, perfettamente inserita nel quadro di una cultura politica che da anni ci martella le orecchie con un assunto che fa rabbrividire e vorrebbe farci credere che tutto ciò che è "pubblico" fa schifo, costa troppo, è vecchio. Sia ben chiaro che non sono di quelli che vorrebbero l'economia di Stato e i piani quinquennali. Ma pensare al patrimonio umano, intellettuale e tecnico che possiamo vantarci di avere dentro Mamma Radiotv e all'uso che ne viene fatto attualmente da parte di un potere ottuso, arrogante e fallimentare fa male amici miei. Fa molto male. Come tante altre cose di questa Italia che pare ritornata a quei giorni freddissimi del gennaio 1945, senza che questa volta sia stata sparata una sola cannonata (escludendo - a fatica - lo stuolo di vittime innocenti di mafia, terrorismo e criminalità comune, la nostra piccola, insopportabile dose di annientamento).
Quando stasera vi sintonizzerete sulle frequenze di Radio 3 - sempre che nella vostra città non siano interferite - per ascoltare la trasmissione speciale sul Giorno della Memoria, soffermatevi a pensare al nostro presente e a quello che ogni giorno di più appare come un futuro incerto, forse impossibile.

Mercoledì 27 gennaio Alle 20.30, Marino Sinibaldi presenta La memoria della memoria la puntata speciale di RADIO3SUITE in diretta dalla “Casa della Memoria e della Storia” di Roma.
A partire dalle voci di chi visse quel giorno di 65 anni fa, RADIO3 invita a riflettere sulla “memoria della memoria” e cioè sui luoghi, le fonti, le forme e i meccanismi che, all’indomani della scomparsa degli ultimi testimoni, permetteranno alle generazioni future di misurarsi con la storia e il ricordo della shoah. Alla serata partecipano: Aldo Zargani, Vera Salomon, Saul Meghnagi, Lia Tagliacozzo, Raffaella Di Castro, Clotilde Pontecorvo, Luca Zevi, Umberto Gentiloni, Adachiara Zevi, Alessandro Schwed, Caterina Di Pasquale. E poi le poesie lette da Edith Bruck e le storie raccontate da Ascanio Celestini.
La musica è affidata al duo costituito da Marco Valabrega al violino e Domenico Ascione alla chitarra, che interpreteranno brani della tradizione ebraica, e alla voce di Sara Modigliani accompagnata alla chitarra da Felice Zaccheo, che presenterà un repertorio di canti legati alla guerra e alla resistenza in Italia.
Gli ascoltatori di Radio3 sono invitati a raggiungerci alla Casa della Memoria e della Storia di Roma in via Francesco di Sales 5, mercoledì 27 gennaio dalle 20.00 in poi.

01 novembre 2009

La Shoah nelle intercettazioni radio delle SS

Sul dibattito storico in relazione alla Shoah pesa da sempre l'oscura questione della conoscenza. Che cosa sapevano della soluzione finale le forze ostili all'Asse hitleriano nel corso della Seconda guerra mondiale? E posto che esistesse un'idea anche sommaria della tragedia che si stava consumando, sarebbe stato possibile, realistico, trovare una via d'uscita militare? Sarebbe stato possibile bloccare, ostacolare almeno la macchina dello sterminio?
La verità probabilmente non la sapremo mai e se interrogarsi sui perché è sempre un'operazione obbligata, la memoria un dovere imprescindibile, dall'orlo di quell'abisso non sarà mai possibile tornare, nessuna razionalizzazione potrà mai ridurne la profondità. Ho trovato però molto innovativo, sul piano storiografico, l'approccio alla problematica utilizzato da una pubblicazione della National Security Agency, il controspionaggio americano, dedicata all'analisi delle intercettazioni delle comunicazioni cifrate tedesche inerenti all'Olocausto.
La pubblicazione viene recensita sull'ultimo numero del trimestrale accademico Cryptologia, la cui lettura è sempre avvincente, anche se la matematica non è propriamente elementare. Harry B. Wolfe, docente di informatica dell'università neozelandese di Otago, si occupa nella rubrica che Cryptologia dedica alla recensione dei libri (non necessariamente specialistici, spesso vi si trovano romanzi e gialli con storie di codici e misteri), di un testo intitolato "Eavesdroping on Hell: Historical guide to western communications intelligence and the Holocaust, 1939-1945". Il testo viene venduto su Amazon, ma il suo pdf è liberamente disponibile per il download nella sezione del sito NSA sulle pubblicazioni di carattere storico. La pagina è strutturata i sei sottosezioni (anteguerra, guerra 41-45, guerra fredda, guerra di Corea, guerra del Vietnam, miscellanea) e il saggio sulla crittografia e la Shoah si trova ovviamente sotto la voce Seconda guerra. Il link diretto al volume di 170 pagine è questo.
Come spiega Wolfe , Eavesdropping fornisce una prima introduzione sulle attività di intercettazione dei messaggi tedeschi e il ruolo degli americani e degli inglesi nella cosiddetta "communications intelligence". Vengono poi analizzate in senso molto generale le varie fonti e nel quarto capitolo si parla in modo più specifico dei documenti che fanno riferimento all'Olocausto. Il punto è che delle questioni pertinenti alla Soluzione Finale i tedeschi non parlavano volontieri alla radio, neanche utilizzando i robusti codici di Enigma. Su milioni di intercettazioni accumulate, meno di mille documenti contengono riferimenti diretti. Però fa una certa impressione, specie in questa epoca di facili negazionismi, un messaggio scoperto solo nel 2001 in cui il capo delle SS di Lublino trasmette al comando di Cracovia il rendiconto della Operazione Reinhardt nei quattro campi di Belzec, Sobibor, Treblinka e Lublino per le ultime due settimane del dicembre 1942 e per tutto l'anno 1942. La cifra comunicata dal solerte funzionario della morte è un pugno nello stomaco: un milione, duecentosentattaquattromila centosessantasei persone (1.274.166).
A quanto sostiene Wolfe, Eavesdropping cerca di trarre qualche conclusione alla fine, senza riuscirci troppo. I dati rivelati dalle intercettazioni parlvano di ebrei eliminati in un modo piuttosto episodico anche se col senno di poi c'è proprio da chiedersi perché gli analisti dell'epoca non si fossero interrogati sulle reali dimensioni di un fenomeno che, pur apparendo solo a tratti, senza la possibilità di costruire un quadro di insieme, era sicuramente noto nel 1943 e forse anche prima. Sul perché non si fece sostanzialmente nulla non è possibile esprimersi sulla base dei materiali presentati e della loro analisi. In ogni caso è un testo che non dovrebbe sfuggire agli interessati, anche perché consente di farsi un'idea molto precisa di come funzionasse la macchina dell'intercettazione alleata e dei suoi obiettivi pratici.

25 gennaio 2008

Radio3 per il Giorno della Memoria

Nel mio piccolo, per una giornata importante (purché non sia solo una giornata). Shalom.

domenica 27 gennaio 2008
IL GIORNO DELLA MEMORIA

Domenica 27 gennaio Radio3 ricorda il Giorno della Memoria con una programmazione speciale a tema.
Alle 9.30 "Uomini e Profeti" di Gabriella Caramore si occupa di poesia ebraica femminile del Novecento con Laura Voghera Luzzatto. L'esperienza amorosa, la morte, il dialogo con il divino e il destino del popolo ebraico sono tra i principali temi toccati dalle poetesse, vissute in Israele dopo l'Olocausto; tra i versi che ascolteremo, quelli di Zelda, Lea Goldberg, Else Lasker-Schüler Dalia Ravikovitch, Yona Wallach.
Alle ore 12.00 "I Concerti del Quirinale di Radio3" ospitano l'Ex Novo Ensemble che eseguira' Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen con la voce narrante e la drammaturgia di Sandro Cappelletto. Arruolato nell'esercito francese, Messiaen venne catturato dalle forze tedesche nel 1940 e deportato nel campo di concentramento VIII-A a Görlitz, dove nacque il brano, eseguito per la prima volta nel gennaio del 1941 insieme ad alcuni compagni di prigionia. Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, ha costruito, partendo dai ricordi di Messiaen, un breve percorso narrativo che incornicia la partitura e rievoca le drammatiche circostanze in cui l'opera è stata composta.
Si prosegue poi alle ore 14.00 con una puntata di "Rosso Scarlatto" di Antonella Ferrera dedicata al tema dei genocidi.
La sera infine Radio3 Suite trasmette da Ferrara lo speciale "Il Giardino della Memoria": in diretta dalla Sala Estense di Ferrara a partire dalle 20.30 e guidati dalle voci dei conduttori Michele Dall'Ongaro e Marino Sinibaldi, il pubblico radiofonico e gli spettatori presenti in teatro si confronteranno con la messa in scena di un testo poco conosciuto, ma di grande forza e impatto emotivo. Saranno due grandi attori, Massimo Popolizio e Graziano Piazza, a dar voce a "Un vivo che passa", trascrizione letteraria di un'incalzante intervista realizzata da Claude Lazmann nel 1979 a Mourice Rossel, l'inviato della Croce Rossa che nel 1944 ispezionò il "lager modello" di Theresienstadt e nel suo rapporto mostrò assoluta cecità verso ciò che stava accadendo.
La parte musicale sarà affidata al Trio di Torino (Sergio Lamberto, violino; Umberto Clerici, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte) con la partecipazione del violista Simone Briatore e della violinista Marina Bertolo. Verranno eseguite musiche di Ernst Bloch e di Roberta Vacca. Molti saranno gli ospiti che interverranno nella trasmissione per ricostruire la storia di una città che da secoli vanta un'antichissima e importante comunità ebraica decimata dall' Olocausto.
Proprio a Ferrara - la citta' dei Finzi Contini - nasce, in questi mesi, il Museo della Memoria Ebraica, monito per il presente e per il futuro.



Domenica 27 Il giardino della memoria dalla sala Estense su Radio Rai 3
Voci e note contro l’oblio, da Ferrara in diretta radio

25-01-2008
Da Ferrara le voci della memoria si propagano via etere, attraverso le frequenze di Radio Rai Tre. Per la prima volta, quest’anno, la tradizionale trasmissione della radio nazionale in occasione della Giornata della memoria del 27 gennaio si sposta dalla capitale, scegliendo Ferrara come centro di diffusione di riflessioni e testimonianze contro le insidie dell’oblio. Dalle 20,30 di domenica, teatro, musica e ospiti si alterneranno sul palco della sala Estense, per dar vita a una serata dal titolo "Il Giardino della Memoria”, condotta da Michele Dall'Ongaro e Marino Sinibaldi.
L’iniziativa, organizzata da Radio Rai Tre in collaborazione con il Comune e con il circolo Amici della musica Girolamo Frescobaldi, potrà essere seguita dagli spettatori alla radio (a Ferrara sulle frequenze 93.9 e 89.9) oppure direttamente dalla platea del teatro (con ingresso libero, entro le 20,10).
“Siamo molto lieti – ha dichiarato stamani in conferenza stampa l’assessore alla Cultura Massimo Maisto – che per la realizzazione di questa iniziativa Radio Rai Tre abbia scelto proprio Ferrara, in omaggio al suo storico rapporto con la civiltà ebraica. Ancora una volta la nostra città coglie l’occasione per rievocare, attraverso iniziative culturali, importanti momenti della storia locale e nazionale, sulla base della convinzione che la riflessione sul passato sia l’unico modo per evitare che si ripetano eventi tragici come quello della Shoah”.
Diversi i momenti che comporranno la serata, tra cui la lettura scenica, per la regia di Lorenzo Pavolini, del testo "Un vivo che passa". I due attori Massimo Popolizio e Graziano Piazza daranno voce alla trascrizione letteraria dell’intervista realizzata nel 1979 da Claude Lanzmann a Maurice Rossel, l'inviato della Croce Rossa che nel 1944 ispezionò il "lager modello" di Theresienstadt e che nel suo rapporto mostrò assoluta cecità verso ciò che vi stava accadendo.
La parte musicale, con l’esecuzione di brani di Ernst Bloch e di Roberta Vacca, sarà affidata al Trio di Torino (Sergio Lamberto, violino; Umberto Clerici, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte) con la partecipazione del violista Simone Briatore e della violinista Marina Bertolo. Diversi saranno anche gli ospiti ferraresi che interverranno nel corso della serata con contributi e testimonianze legati ai temi dell’olocausto e dell’antisemitismo. Accanto al sindaco Gaetano Sateriale e allo stesso assessore alla Cultura Massimo Maisto, sono attesi fra gli altri anche Piero Stefani, Paolo Ravenna e Franco Schönheit, sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald.