Visualizzazione post con etichetta Giorno della Memoria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giorno della Memoria. Mostra tutti i post

27 gennaio 2010

Rai Radio 3, oggi 27 gennaio 1945

Oggi è andata online la nuova versione del sito di Rai Radio 3 il nostro canale radiofonico pubblico culturale. Le pagine delle varie voci del palinsesto verranno gradualmente uniformate, mentre RaiNet sta dando gli ultimi ritocchi anche al sito di Radio 1 (che avrà una tonalità blu, dopo il rosso di Radio 2 e il verde ghiaccio di Radio 3) previsto per i prossimi giorni. Non mi dispiace il nuovo look Web della rete di Marino Sinibaldi, anche se forse è un po' BBC-like. Del resto è una scuola, quella, che non è facile "bigiare" (fare sega direbbero a Roma).
La priorità adesso mi sembra quella di uniformare al nuovo look anche le pagine dei singoli programmi e, secondo me, affrontare il problema della qualità degli stream perché della codifica Real Audio fatta così non ne possiamo proprio più. Andrebbe razionalizzata per Radio 3 la gestione dei podcast disponibili per un canale che sembrerebbe fatto apposta per la radio non lineare ma che ora come ora rende la fruizione asincrona molto macchinosa.
Ci sarebbe parecchio da dire sulla radiofonia pubblica e intendo farlo qui su Radiopassioni. Gli stravolgimenti del palinsesto di Radio 2 hanno creato polemiche (e le solite strumentazioni politiche) intorno a una radio che non perde solo pezzi magari nobili ma sempre sostituibili, come è nella natura di palinsesti in continua evoluzione. A dispetto di tanta retorica spesa recentemente a proposito di faraonici progetti di revisione (la radio "all news" che nessuno evidentemente sa che cosa sia, la radio "giovane" che sarebbe giovane se gli under 35 fossero tutti dei gran minchioni...) Radio Rai sta soprattutto perdendo carattere, identità e autonomia rispetto a una offerta televisiva francamente di basso livello. E il sospetto è che l'operazione Gran Pastone sia voluta, sapientemente coordinata, perfettamente inserita nel quadro di una cultura politica che da anni ci martella le orecchie con un assunto che fa rabbrividire e vorrebbe farci credere che tutto ciò che è "pubblico" fa schifo, costa troppo, è vecchio. Sia ben chiaro che non sono di quelli che vorrebbero l'economia di Stato e i piani quinquennali. Ma pensare al patrimonio umano, intellettuale e tecnico che possiamo vantarci di avere dentro Mamma Radiotv e all'uso che ne viene fatto attualmente da parte di un potere ottuso, arrogante e fallimentare fa male amici miei. Fa molto male. Come tante altre cose di questa Italia che pare ritornata a quei giorni freddissimi del gennaio 1945, senza che questa volta sia stata sparata una sola cannonata (escludendo - a fatica - lo stuolo di vittime innocenti di mafia, terrorismo e criminalità comune, la nostra piccola, insopportabile dose di annientamento).
Quando stasera vi sintonizzerete sulle frequenze di Radio 3 - sempre che nella vostra città non siano interferite - per ascoltare la trasmissione speciale sul Giorno della Memoria, soffermatevi a pensare al nostro presente e a quello che ogni giorno di più appare come un futuro incerto, forse impossibile.

Mercoledì 27 gennaio Alle 20.30, Marino Sinibaldi presenta La memoria della memoria la puntata speciale di RADIO3SUITE in diretta dalla “Casa della Memoria e della Storia” di Roma.
A partire dalle voci di chi visse quel giorno di 65 anni fa, RADIO3 invita a riflettere sulla “memoria della memoria” e cioè sui luoghi, le fonti, le forme e i meccanismi che, all’indomani della scomparsa degli ultimi testimoni, permetteranno alle generazioni future di misurarsi con la storia e il ricordo della shoah. Alla serata partecipano: Aldo Zargani, Vera Salomon, Saul Meghnagi, Lia Tagliacozzo, Raffaella Di Castro, Clotilde Pontecorvo, Luca Zevi, Umberto Gentiloni, Adachiara Zevi, Alessandro Schwed, Caterina Di Pasquale. E poi le poesie lette da Edith Bruck e le storie raccontate da Ascanio Celestini.
La musica è affidata al duo costituito da Marco Valabrega al violino e Domenico Ascione alla chitarra, che interpreteranno brani della tradizione ebraica, e alla voce di Sara Modigliani accompagnata alla chitarra da Felice Zaccheo, che presenterà un repertorio di canti legati alla guerra e alla resistenza in Italia.
Gli ascoltatori di Radio3 sono invitati a raggiungerci alla Casa della Memoria e della Storia di Roma in via Francesco di Sales 5, mercoledì 27 gennaio dalle 20.00 in poi.

26 gennaio 2009

La voce di Yossl e il silenzio di Dio

Questo blog non potrebbe avere una lunga schiera di lettori neanche se io fossi in grado di offrire un prodotto mediatico con tutti i sacri crismi. Non me ne lamento affatto e anzi assaporo ogni momento la gioia di poter scrivere per chi, forse, era proprio alla ricerca di quel che ho scritto ed è addirittura disposto a ritornare per quanto scriverò. Ma stiamo sempre parlando di Internet. Dove la pur effimera visibilità legata alle parole chiave finisce per esporti, potenzialmente, all'attenzione di tutti. Anche di chi che cerca le cose che hai scritto animato da impulsi antipodali rispetto ai tuoi.
Ci pensavo questa mattina, 26 gennaio, vigilia del Giorno della Memoria, respingendo (lo faccio molto raramente) il commento di un lettore a un mio vecchio post sull'emigrazione. Una delle tematiche più *mie* visto che sono figlio di un emigrato che aveva perso praticamente tutto, speranze inlcuse, in una guerra non del tutto dissimile dagli sporchi conflitti che continuano ad alimentarla oggi, l'emigrazione. Non è la prima volta che ci prova, il mio spero occasionale lettore, a inserire questo suo commento. So già che ci proverà ancora perché non credo sia riuscito a comprendere che il mio diniego è solo una misura di immeritata cortesia nei suoi confronti: non mi va di mettere alla berlina, di esporre al ludibrio di tutti, la natura profondamente idiota e meschina del razzismo. Trovo che in questo momento, a denunciarne la tragica stupidità bastino e avanzino le battute che giungono, ormai quotidiane, fastidiosamente studiate (e ancor più fastidiosamente fruttuose sul piano elettorale) dalle alte cariche istituzionali e politiche.
Vengono fortunatamente a soccorso i "veri" lettori di RP. In particolare chi, nelle ore che precedono il Giorno della Memoria, non mi scrive facili battute contro il genere umano, ma si rivolge a me per suggerire un testo da regalare, per l'occasione, a tutti voi. Immagino abbiate capito che la memoria, per me, più che una "occasione" debba essere una pratica costante. Che in un certo senso mi rattrista sapere che un Parlamento debba istituire certe giornate ex lege (ed è già tanto che lo faccia, considerando il tipo di barzellette raccontate da coloro che in Parlamento ci siedono).
"Conosci Yossl Rakover? Perché non lo leggi ad alta voce per quel giorno?" mi ha chiesto qualche giorno fa questa persona così generosa, forse ispirata da alcuni rimandi alla letteratura yiddish che avevamo in qualche modo incrociato. Sul momento non ricordavo quel titolo, la mia pericolante biblioteca è disordinatissima e altre volte mi è capitato di scovarvi cose del tutto dimenticate. Per scrupolo, non sapendo se e dove cercare, sono entrato in una delle librerie di Corso Buenos Aires tornando a casa e Yossl era lì, uno dei pochissimi della Piccola Biblioteca Adelphi. Un piccolo segno anche quello. Mi sono portato a casa il libricino, senza poter escludere che fosse un doppione: l'idea della lettura ad alta voce mi piaceva, ormai è diventata quasi una abitudine.
"Yossl Rakover si rivolge a Dio" è un breve testo dell'immediato dopoguerra che sulle prime era stato attribuito a un combattente del Ghetto di Varsavia, la prima vera insurrezione urbana, una delle poche che milioni di vittime completamente inermi erano riusciti a opporre, brevemente, alle forze di occupazione naziste e ai loro alleati locali. Il testamento lasciato, come scrive "Yossl", in una bottiglia molotov svuotata della sua benzina, il 28 aprile del 1943, non veniva dalle rovine di Varsavia, ma da assai più lontano... L'autore di una straordinaria dichiarazione di fede che è anche spietato atto di accusa verso la divinità, un appassionato atto d'amore nei confronti della Legge, è un litvak, un ebreo lituano di nome Zvi Kolitz, scomparso nel 2002 a Manhattan. Zvi, che era emigrato in Palestina prima dello spalancarsi del baratro, aveva scritto questo racconto nel 1946 per un giornale yiddish di Buenos Aires, dove si trovava per un giro di conferenze. Un personaggio avventuroso, Zvi, membro dell'Irgun di Menachem Beghin, giornalista, scrittore, sceneggiatore. Il suo Yossl arrivò a Tel Aviv e in Europa come testo apocrifo e fu preso davvero per un manoscritto trovato in una bottiglia nel ghetto. Fu tradotto in tedesco e in altre lingue e il 25 aprile del 1955, il filosofo Emmanuel Levinas, conterraneo di Kolitz, pronunciò alla radio una dissertazione che rese ancora più autorevole il testamento di Yossl.
La mia lettura di Yossl Rakover si rivolge a Dio potete ascoltarla qui, chiudendo più occhi del solito per la raucedine e il naso tappato di chi legge. Per approfondire i vari retroscena potete leggervi la recensione apparsa sul New York Times in occasione di una edizione di Yossl Rakover di dieci anni fa, oppure quello che Cesare Cases ha scritto sull'Indice e che viene riportato su IBS. Per i pochi documenti originali che non sono andati distrutti con il ghetto di Varsavia e i suoi sventurati abitanti fa ancora testo l'esposizione che il Memorial de la Shoah ha curato in Francia nel 2006. Vi invito inoltre a seguire domani i programmi speciali di Radio 3 (e altre suggestioni sonore passate che confido verranno inserite qui sotto, nei commenti).
Sul sito dello Yad Vashem ho trovato una vera citazione risalente a più o meno la stessa data immaginata da Kolitz. E' scritta da Mordecai Anielewicz il 23 aprile del '43:
«E' impossibile esprimere a parole ciò che abbiamo vissuto. Una cosa è chiara, quel che è successo supera i nostri sogni più audaci... Credo stiano accadendo grandi cose e ciò che abbiamo osato fare sia di grande, enorme importanza... Il sogno della mia vita è diventato un fatto. L'autodifesa nel ghetto verrà ricordata come una cosa realmente accaduta. La resistenza armata e la vendetta degli Ebrei sono fatti. Sono stato il testimone della fulgida, eroica lotta di uomini ebrei in battaglia.»
C'è, lo so, chi sarà tentato proprio in questi giorni di pensare, magari in buona fede, ad altre battaglie, molto più vicine nel tempo, che vedono coinvolti uomini ebrei armati. E personalmente capisco questa tentazione, non sono meno lacerato dalle immagini che giungono oggi da altre città assediate. Ma l'esercizio della Memoria non deve essere una lettura comparata dei quotidiani di oggi, da cui è fin troppo facile ricavare ammonimenti che in analoghe circostanze saremmo i primi a non seguire ed elementi accusatori o, peggio ancora, assolutori. La Memoria non è una ripicca, è il dovere di ammettere e cercare di superare l'alleato più forte di Hitler in quelle strade seminate di cadaveri e macerie: il nostro silenzio, le nostre omissioni. Come scrive Yossl il "Ghetto di Varsavia muore combattendo ... bruciando, ma non gridando." C'era solo silenzio intorno alle file di vittime nude davanti agli sportelli delle camere di Birkenau, non giornalisti, non immagini a effetto, non alleati cinici e interessati che alimentano la fame di dialogo con la fornitura di armi disinvoltamente utilizzate nei cortili delle scuole. Senza quel silenzio, il nostro silenzio, il rumore osceno della vergogna di Birkenau non ci avrebbe fatto più dormire. E invece...

25 gennaio 2008

Radio3 per il Giorno della Memoria

Nel mio piccolo, per una giornata importante (purché non sia solo una giornata). Shalom.

domenica 27 gennaio 2008
IL GIORNO DELLA MEMORIA

Domenica 27 gennaio Radio3 ricorda il Giorno della Memoria con una programmazione speciale a tema.
Alle 9.30 "Uomini e Profeti" di Gabriella Caramore si occupa di poesia ebraica femminile del Novecento con Laura Voghera Luzzatto. L'esperienza amorosa, la morte, il dialogo con il divino e il destino del popolo ebraico sono tra i principali temi toccati dalle poetesse, vissute in Israele dopo l'Olocausto; tra i versi che ascolteremo, quelli di Zelda, Lea Goldberg, Else Lasker-Schüler Dalia Ravikovitch, Yona Wallach.
Alle ore 12.00 "I Concerti del Quirinale di Radio3" ospitano l'Ex Novo Ensemble che eseguira' Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen con la voce narrante e la drammaturgia di Sandro Cappelletto. Arruolato nell'esercito francese, Messiaen venne catturato dalle forze tedesche nel 1940 e deportato nel campo di concentramento VIII-A a Görlitz, dove nacque il brano, eseguito per la prima volta nel gennaio del 1941 insieme ad alcuni compagni di prigionia. Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, ha costruito, partendo dai ricordi di Messiaen, un breve percorso narrativo che incornicia la partitura e rievoca le drammatiche circostanze in cui l'opera è stata composta.
Si prosegue poi alle ore 14.00 con una puntata di "Rosso Scarlatto" di Antonella Ferrera dedicata al tema dei genocidi.
La sera infine Radio3 Suite trasmette da Ferrara lo speciale "Il Giardino della Memoria": in diretta dalla Sala Estense di Ferrara a partire dalle 20.30 e guidati dalle voci dei conduttori Michele Dall'Ongaro e Marino Sinibaldi, il pubblico radiofonico e gli spettatori presenti in teatro si confronteranno con la messa in scena di un testo poco conosciuto, ma di grande forza e impatto emotivo. Saranno due grandi attori, Massimo Popolizio e Graziano Piazza, a dar voce a "Un vivo che passa", trascrizione letteraria di un'incalzante intervista realizzata da Claude Lazmann nel 1979 a Mourice Rossel, l'inviato della Croce Rossa che nel 1944 ispezionò il "lager modello" di Theresienstadt e nel suo rapporto mostrò assoluta cecità verso ciò che stava accadendo.
La parte musicale sarà affidata al Trio di Torino (Sergio Lamberto, violino; Umberto Clerici, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte) con la partecipazione del violista Simone Briatore e della violinista Marina Bertolo. Verranno eseguite musiche di Ernst Bloch e di Roberta Vacca. Molti saranno gli ospiti che interverranno nella trasmissione per ricostruire la storia di una città che da secoli vanta un'antichissima e importante comunità ebraica decimata dall' Olocausto.
Proprio a Ferrara - la citta' dei Finzi Contini - nasce, in questi mesi, il Museo della Memoria Ebraica, monito per il presente e per il futuro.



Domenica 27 Il giardino della memoria dalla sala Estense su Radio Rai 3
Voci e note contro l’oblio, da Ferrara in diretta radio

25-01-2008
Da Ferrara le voci della memoria si propagano via etere, attraverso le frequenze di Radio Rai Tre. Per la prima volta, quest’anno, la tradizionale trasmissione della radio nazionale in occasione della Giornata della memoria del 27 gennaio si sposta dalla capitale, scegliendo Ferrara come centro di diffusione di riflessioni e testimonianze contro le insidie dell’oblio. Dalle 20,30 di domenica, teatro, musica e ospiti si alterneranno sul palco della sala Estense, per dar vita a una serata dal titolo "Il Giardino della Memoria”, condotta da Michele Dall'Ongaro e Marino Sinibaldi.
L’iniziativa, organizzata da Radio Rai Tre in collaborazione con il Comune e con il circolo Amici della musica Girolamo Frescobaldi, potrà essere seguita dagli spettatori alla radio (a Ferrara sulle frequenze 93.9 e 89.9) oppure direttamente dalla platea del teatro (con ingresso libero, entro le 20,10).
“Siamo molto lieti – ha dichiarato stamani in conferenza stampa l’assessore alla Cultura Massimo Maisto – che per la realizzazione di questa iniziativa Radio Rai Tre abbia scelto proprio Ferrara, in omaggio al suo storico rapporto con la civiltà ebraica. Ancora una volta la nostra città coglie l’occasione per rievocare, attraverso iniziative culturali, importanti momenti della storia locale e nazionale, sulla base della convinzione che la riflessione sul passato sia l’unico modo per evitare che si ripetano eventi tragici come quello della Shoah”.
Diversi i momenti che comporranno la serata, tra cui la lettura scenica, per la regia di Lorenzo Pavolini, del testo "Un vivo che passa". I due attori Massimo Popolizio e Graziano Piazza daranno voce alla trascrizione letteraria dell’intervista realizzata nel 1979 da Claude Lanzmann a Maurice Rossel, l'inviato della Croce Rossa che nel 1944 ispezionò il "lager modello" di Theresienstadt e che nel suo rapporto mostrò assoluta cecità verso ciò che vi stava accadendo.
La parte musicale, con l’esecuzione di brani di Ernst Bloch e di Roberta Vacca, sarà affidata al Trio di Torino (Sergio Lamberto, violino; Umberto Clerici, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte) con la partecipazione del violista Simone Briatore e della violinista Marina Bertolo. Diversi saranno anche gli ospiti ferraresi che interverranno nel corso della serata con contributi e testimonianze legati ai temi dell’olocausto e dell’antisemitismo. Accanto al sindaco Gaetano Sateriale e allo stesso assessore alla Cultura Massimo Maisto, sono attesi fra gli altri anche Piero Stefani, Paolo Ravenna e Franco Schönheit, sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald.