20 novembre 2009

Di-Wave 100 DRM: primi distributori, nessuna data

Ormai me n'ero dimenticato ma un mesetto fa ho inoltrato a Uniwave, la società francese produttrice della radio digitale DRM/analogico Di-Wave 100 la richiesta di informazioni sulla prossima disponibilità di un apparecchio che teoricamente dovrebbe essere nei negozi da settembre. Oggi ricevo una mail dalla divisione marketing dell'azienda, dove - dopo la precisazione che ancora non esistono distributori in Italia - vengono riportati gli indirizzi di tre distributori tedeschi:

1- Alan Electronics GmbH
Dovenkamp 11
D 22952 Luetjensee/ Germany
+494154849149
www.alan-electronics.de

2-Charly H. Hardt
Edelhoffstraße 70
42857 Remscheid
Tel.: 02191 / 80598
www.charly-hardt.de

3-THIECOM Herbert Thieking GmbH & Co.
Kommanditgesellschaft
Communication * Distribution * Import-Export
Schwaneweder Str. 193 D-28779 Bremen/Germany
Tel.0421-6009098 Fax.6007566
http://www.thiecom.de

Nessun riferimento visibile alla radio Di-Wave sul sito Alan, mentre Charly Hardt ha l'immagine e un "prossimamente disponibile". L'unico che si sbilancia un po' è Thiecom, che riporta una scheda completa con un prezzo: 249 euro, specificando di accettare pre-ordini. Nessun riferimento a una concreta data per il rilascio.

Spectrum Policy Group europeo sulla radio cognitiva

Non è solo l'OFCOM britannico a occuparsi di radio cognitiva. Anche il Radio Spectrum Policy Group RSPG - organismo creato nel 2002 dalla Commissione Europea e comprendente i responsabili della gestione dello spettro delle radiofrequenze dei 27 paesi membri - ha preparato una bozza di rapporto sulla cognitive radio che in queste settimane è sottoposto a un processo di revisione pubblica attraverso una apposita consultazione, bandita tra il 13 novembre e il 28 dicembre.
Il "Report on cognitive technologies" è un documento di 28 pagine molto ricco di definizioni e spunti. Mi pare un'ottima introduzione alla problematica dell'accesso intelligente alle risorse radio. Potete informarvi su questa consultazione sul sito dell'RPSG, mentre in questo documento trovate l'elenco completo delle organizzazioni europee che ne fanno parte.

Call for public input on the draft RSPG report on Cognitive Technologies
13 November 2009 -> 28 December 2009

The Radio Spectrum Policy Group (RSPG) is preparing a Report on Cognitive Technologies. In the process of finalising this report, the RSPG is seeking input and views from stakeholders on the contents of this draft report. The RSPG also welcomes other remarks or suggestions that you may consider relevant on this topic. Please reply by e-mail to to INFSO RSPG (INFSO-RSPG (at) ec (dot) europa (dot) eu), with PUBLIC INPUT ON COGNITIVE TECHNOLOGIES in the subject line.

The RSPG also discussed its report on Cognitive technologies, examining how best to support this very innovative and nascent sector in the coming years. Cognitive radio technologies can be a key driver of innovation resulting in a more efficient use and a more dynamic management of spectrum. Policy-makers need to be informed well in advance of the challenges they may raise for cognitive technologies to realise their full potential. The report recognises that the EU would benefit from adopting a harmonised approach to cognitive radio technologies. It will now be submitted to call for public input in view of final adoption at the next RSPG plenary meeting.

19 novembre 2009

500 radio per gli emigranti italiani

Sto ascoltando da Radio 3 l'intervista a Delfina Licata di Dossier Caritas/Migrantes, caporedattrice del Rapporto Italiani nel Mondo, un volumone di oltre 500 pagine curato dalla Fondazione Migrantes e giunto alla quarta edizione. Questa mattina Delfina ha presentato il nuovo Rapporto 2009, come sempre ricchissimo di dati: una ricerca meticolosa - e sul campo - sull'emigrazione italiana all'estero, tra motivazioni, bisogni, necessità, ricordi, contatti, nostalgie e rifiuto di tornare. E' una lettura, questa del Rapporto che una nazione civile dovrebbe rendere obbligatoria nelle scuole. Invece l'unica cosa a essere istituzionalizzata, qui in Italia, è l'oblio delle sofferenze patite da emigrati. Solo una totale amnesia può giustificare l'infantile cattiveria con cui ci accaniamo oggi contro chiunque arrivi qui pieno di guai, povertà e speranze. Lo stesso bagaglio che ci portavamo, ci portiamo dietro noi quando lasciamo, forse per sempre, i nostri confini. Stamane su un'altra stazione radio ascoltavo un tentativo purtroppo sfumato di collegamento con il comune bresciano di Coccaglio, diventato famoso in queste ore per l'illuminata decisione della nuova giunta leghista di celebrare un Natale in bianco. L'operazione "White Christmas" prevede che entro il 25 dicembre tutti gli immigrati che non avranno rinnovato il permesso di soggiorno, dovranno andarsene da Coccaglio. Raus, come si diceva ai bei tempi. Sarà che sono fatto molto male rispetto alle moderne esigenze anti-buoniste, ma trovo lo spirito "natalizio" di questa iniziativa raggelante. Ho avuto spesso modo di discutere di queste cose, anche nei commenti qui su RP e c'è chi mi fa rilevare quanto io sia poco pragmatico e idealista nell'affrontare un problema serio come le ricadute criminali dell'immigrazione (come se l'emigrazione di Al Capone non avesse comportato problemi). Ho sempre risposto che il problema del nostro razzismo mi sembra decisamente più grave e temo che non sia facile convincere tutti quelli che ribattono "non sono razzista ma...". Un ma che pesa come un macigno sulla mia distorta mentalità di mezzosangue.
Tornando al Rapporto Italiani nel Mondo, fareste bene a scaricare la scheda preparata per noi giornalisti con un estratto di tutte le cifre. C'è anche un piccolo paragrafo dedicato ai media radiotelevisivi che, nel mondo, parlano almeno in parte in lingua italiana, una lingua amatissima all'estero, così come lo è, forse al di là dei suoi veri meriti, questa nazione felice e infelicissima al tempo stesso. Il nostro Ministero degli Esteri recensisce quasi 500 stazioni radio. Potete consultare questo ricco database, dove tutte le emittenti sono classificate con una scheda dettagliata (chissà chi ha curato questo bellissimo lavoro) a questo indirizzo Web: http://89.97.214.125/media/rd_index.asp.

18 novembre 2009

Dopo Sirius nuove speranze per satradio in EU?

Il positivo andamento dell'ultima trimestrale di Sirius Xm, l'operatore di radio digitale satellitare USA, potrebbe avere inaspettate ricadute anche su questo versante dell'Atlantico, nell'Europa che dopo il fallimento di Worldspace ha già visto sfumare la promessa di un analogo servizio di pay radio. Per giunta a partire dal mercato italiano.
Il turn around di Sirius proietta una luce più positiva sulle prospettive di un altro operatore, Ondas Media (headquarter nella capitale spagnola, ma capitali di origine tedesca e svizzera), su cui però è lecito continuare a nutrire qualche perplessità. Un articolo recente del Daily Telegraph (segnalatomi da Francesco Delucia) annuncia un accordo tra Ondas e il network commerciale britannico Jazz FM per la realizzazione di contenuti che popoleranno i servizi della società spagnola a partire dal 2012, data prevista per l'attivazione di un bouquet di 150 canali potenzialmente in grado di raggiungere una trentina di nazioni europee. Il Telegraph riporta le dichiarazioni del nuovo CEO di Ondas, Dave Krueger, che guarda caso è stato consulente di Sirius, e afferma che l'eventuale arrivo della radio via satellite potrebbe costituire un duro colpo alle speranze del DAB, l'eterno candidato alla sostituzione della radio analogica e da sempre in bilico per quanto concerne il reale gradimento da parte del pubblico e del seguito in mercati critici come quello dell'autoradio. Oltretutto nel Regno Unito i piani del passaggio al DAB delle emittenti commerciali ha subito vistosi rallentamenti, con il mancato debutto di un secondo multiplex nazionale. Nel board di Ondas siedono Klaus Otto Rehnig e Hans Peter Peters, definiti "seed investor" oltre che amministratori. I due manager si sono finora occupati di banche e finanza, sicuramente sanno il fatto loro. Ondas Media in questi mesi ha annunciato diversi accordi con i manifatturieri automobilistici per l'installazione degli impianti satellitari a bordo dei veicoli venduti. Il business plan presentato da Krueger parla di un fatturato potenziale di 200 milioni di euro nel 2013, da raddoppiare nel 2014. Ma come insegna il caso di Sirius Xm (operatore singolo nato dalla fusione tra due concorrenti originariamente imposti dal regolatore americano), sul business della radiofonia satellitare pesano costi di avviamento molto elevati, che possono impattare in modo devastante sui piani iniziali. A quanto mi risulta Ondas non ha ancora messo in orbita un satellite, ma deve affrettarsi a farlo se vuole centrare gli obiettivi di tempo che sembra essersi data. Non so se l'avvento della radio digitale satellitare in Europa possa costituire una minaccia per la radio digitale terrestre, per somiglia troppo a un alterco tra promesse mancate.


DAB radio faces threat from satellite rival

DAB radio, the digital radio format in which the commercial radio sector and BBC has pinned its hopes and invested heavily, is facing its biggest threat yet as US-style subscription satellite radio is set to launch throughout Europe.

By Amanda Andrews
Published: 3:04PM GMT 16 Nov 2009

Ondas Media, a private Madrid-based satellite radio group funded by a group of German and Swiss investors, has agreed to provide its radio devices to a string of car manufacturers such as BMW and Nissan, and will today announce a landmark deal with Britain’s Jazz FM to broadcast the station in 27 European countries when Ondas’ service launches in 2012.
(continua)


UK, radio cognitiva per gli "spazi bianchi"

Anche il regolatore britannico OFCOM si occupa, come l'americana FCC, della questione "whitespaces", le finestre di frequenza UHF lasciate libere dalla riorganizzazione dello spettro televisivo del digitale terrestre. L'authority propone una pubblica consultazione sull'uso di tecnologie di radio cognitiva per una gestione automatica dell'offerta di servizi di accesso Internet wireless a larga banda che dovrà andare a occupare questi "spazi bianchi". In Gran Bretagna si pensa soprattutto alla copertura Internet di aree rurali scarsamente infrastrutturate. A differenza di quanto accade per sistemi come WiMax, Wi-Fi o Bluetooth, che operano, con o senza licenza, su frequenze predeterminate, i futuri dispositivi wireless per i whitespace utilizzeranno le stesse frequenze della televisione e non è pensabile quindi venderne modelli con canali preimpostati, né consentire agli utenti di sintonizzare i loro apparati. La possibile soluzione è una intelligenza di bordo che permetta al dispositivo di verificare da solo la disponibilità di frequenze libere.
Secondo OFCOM questa intelligenza dovrebbe funzionare sul principio della geolocalizzazione. Il dispositivo calcola (per esempio col GPS) la sua posizione geografica e consulta un database aggiornato con le frequenze televisive occupate in quella zona. Una volta identificati i canali liberi decide quali utilizzare.
Oggi il regolatore bandisce una consultazione su questo tipo di approccio, per studiarne la fattibilità. Potete scaricare il documento da questa pagina, da dove ho estratto anche il seguente Executive Summary. A febbraio 2010, a termini di presentazione scaduti, il regolatore avvierà l'iter decisionale.
Digital Dividend: Geolocation for Cognitive Access

Background

1.1 Since its launch in 2005, our Digital Dividend Review (DDR) has considered how to make the spectrum freed up by digital switchover (DSO) available for new uses. This includes the capacity available within the spectrum that will be retained to carry the six digital terrestrial television (DTT) multiplexes after DSO. This is known as interleaved spectrum because not all this spectrum in any particular location will be used for DTT and so is available for other services on a shared (or interleaved) basis.

1.2 In our statement of 13 December 2007 on our approach to awarding the digital dividend, we considered the use of interleaved spectrum by licence-exempt cognitive applications (i.e. those exempted from the need to be licensed under the Wireless Telegraphy Act 2006 ). We concluded that we should allow cognitive access as long as we were satisfied that it would not cause harmful interference to licensed uses, including DTT and programme-making and special events (PMSE). This could potentially bring substantial benefits to citizens and consumers in the form of new devices and services.

1.3 We published a consultation on proposed parameters for licence-exempt cognitive devices using interleaved spectrum on 16 February 2009. In a subsequent statement published on 1 July 2009 we concluded that cognitive devices should either sense the presence of other signals or make use of a geolocation database to determine which spectrum was unused in the vicinity. In that statement we provisionally concluded on the parameters needed for sensing but noted that further discussion would be needed as to how a geolocation database might operate. This discussion document is intended to stimulate and inform such discussion.

Cognitive access to interleaved spectrum

1.4 Much previous work has assumed that cognitive devices would sense the use of spectrum by monitoring for licensed transmissions and only transmitting if they found none in a particular frequency range. Recent studies have shown however that the signal levels they would need to sense down to, in order to be certain of not causing harmful interference, are extremely low and so alternative approaches are now being considered.

1.5 The most promising alternative to sensing (also known as detection) appears to be geolocation, where cognitive devices measure their location and make use of a geolocation database to determine which frequencies they can use at their current location. They are prohibited from transmitting until they have successfully determined from the database which frequencies, if any, they are able to transmit on in their location. In this case parameters such as locational accuracy and frequency of database enquiry are important.

1.6 This discussion document focuses on geolocation and the mechanisms likely to be needed for it to work. It is intended as input to the thinking that is taking place around the world on geolocation rather than as a statement of clear regulatory intent. As such, it is hoped that it will further discussion and speed the development of possible geolocation solutions. It does not seek to change in any way the decisions on general cognitive access and sensing set out in our July 2009 statement.

Key geolocation issues

1.7 We see five key issues to be addressed in developing a geolocation approach.

1.8 The information to be provided by the device to the database(s). We suggest that this be flexible with the device allowed to select from providing only its location through to providing location, locational accuracy, device type and preferences as to the amount of information that it receives. As the device provides additional information the database can tailor its response, in some cases allowing higher power levels. We note that this may require standardisation work around the protocols to be used.

1.9 The information returned from the database(s) to the device. We suggest that this should be a list of frequencies and power levels for each geographical pixel or location. Alternatively, if the device has moved to a different country, the database might return the address that the device now needs to send its enquiry to.

1.10 The frequency of update of the database(s) and hence the periodicity with which devices will need to re-consult. Because some licensed uses of relevant frequencies might require access at short notice - for example some PMSE users - we suggest that devices be required to recheck the database at least every two hours.

1.11 The modelling algorithms and device parameters to be used to populate the database(s). We make some detailed suggestions as to propagation algorithms, assumed device sensitivity and methodology that would enable the database to derive the list of frequencies that could be available for cognitive devices from the information provided about licensed use.

1.12 The maintenance of the database(s). We note that someone will need to develop and host the database and that costs will be incurred. We seek views as to who should be responsible for the database and on what terms, where the costs might fall and what role it would be appropriate for regulators to play.

Next steps

1.13 This discussion invites responses by 9 February 2010. We will consider any responses we receive and then decide on what to do next.

OFCOM: deregulation per favorire le radio locali

L'OFCOM torna sulla questione della concentrazione della proprietà dei massmedia pubblicando oggi sul sito Web il rapporto destinato al Segretario di stato per la Cultura, i media e lo sport e relativo alle raccomandazioni sui mutamenti da apportare alla attuale legislazione in materia. Il regolatore britannico, pur constando la crescente importanza del ruolo di Internet come fattore determinante nella formazione dell'opinione pubblica, afferma che tv, radio e giornali hanno ancora un peso considerevole e occorre dunque intervenire - in questo periodo di crisi - con degli interventi che rendano il mercato dei media più reattivo, flessibile e appetibile per gli investitori. In particolare OFCOM si sofferma sulla proprietà delle stazioni commerciali locali chiedendo al governo di rimuovere gli attuali vincoli che limitano il numero di emittenti che una sola persona può controllare. L'unica restrizione che dovrebbe restare in vigore riguarda la proprietà incrociata di tre tipologie di mezzi: una stazione radio locale, un quotidiano locale con oltre il 50% di quota mercato e una licenza televisiva regionale per Channel 3.
E' bello vedere come una democrazia matura e autenticamente liberale affronta la questione delle norme che regolano il controllo economico sui mezzi che possono contribuire alla creazione - o all'erosione - del consenso politico. Un paese che prende sul serio i possibili conflitti di interesse. Il ragionamento dell'OFCOM è semplice: le radio locali sono importanti ma non sono in questo momento un buon affare, abbattendo le barriere anti-concentrazione forse riusciamo a trasformarle in una opportunità migliore. Il ragionamento potrebbe essere sensato. Ma io mi chiedo se un unico proprietario di una catena di radio locali non debba piuttosto finire per uccidere il localismo, unificare le programmazioni, svuotarle di contenuto attraverso una politica di tagli al personale. In ogni caso, ripeto, è rinfrescante assistere a certi dibattiti da qui, da un posto che i dibattiti preferisce imbavagliarli con leggi scandalose, che tratta le emittenti locali come sta succedendo in questi mesi di transizione verso il digitale terrestre ed è perennemmento afflitto da una patologica indifferenza nei riguardi dell'interesse comune.
Per leggere - come un balsamo - il rapporto stilato dall'authority britannica cliccate qui.
17|11|09
Ofcom recommends reducing media ownership regulations

Ofcom today published its report to the Secretary of State for Culture, Media and Sport on recommended changes to the media ownership rules.
The final report draws from evidence published in our consultation document on 31 July 2009 and stakeholder responses to that consultation.

It recommends two main changes:

* Removing the rules around local radio service and multiplex ownership and national multiplex ownership. For local services, this means that all local commercial radio stations could be owned by one operator in a local area, alongside the BBC local radio services; and
* Liberalising the local cross media ownership rules so that the only restriction is on ownership of all three of: a local radio station; local newspapers (with 50% or more of the local market share); and a regional Channel 3 licence.

These recommendations could help maintain local content, by increasing flexibility for media companies. They would reduce the regulatory burden on the local media sector and the radio industry in particular. Consumers still rely on television, radio and press for news, so complete removal of the local cross media ownership rules could reduce protection for plurality.
We have based these recommendations upon our recent analysis of the local media sector set out in our discussion document Local and Regional Media in the UK - published in September.
Our recent consultation on localness regulation for commercial radio, which closed on 23 October, also made a series of proposals aimed at reducing the regulatory burden on the radio sector, while protecting the local content that listeners value.
All of our proposals are recommendations to the Government in line with Ofcoms statutory duty, under section 391 of the Communications Act, to review the media ownership rules and report to the Secretary of State at least every 3 years. This is our second review of the media ownership rules. Our last report was in November 2006.
Any decisions on these issues are a matter for Government and Parliament. Our radio proposals require legislative changes that the Government has proposed to include in its planned Digital Economy Bill.
Ed Richards, Ofcoms Chief Executive, said:
"In line with our statutory duties, we have today set out recommendations for Government and Parliament. These proposals would allow local media companies more flexibility to respond to the challenges that they are facing while at the same time protecting plurality for listeners and viewers; it is for Government and Parliament to take any decisions in this area."

The full statement can be found here: http://www.ofcom.org.uk/consult/condocs/morr/statement/

The report on Local and Regional Media in the UK published on 22 September 2009 can be found here: http://www.ofcom.org.uk/research/tv/reports/lrmuk/

The Radio: the implications of Digital Britain for localness regulation consultation published on 31st July 2009 can be found here: http://www.ofcom.org.uk/consult/condocs/radio/condoc.pdf

OFCOM, consultazione pubblica sulla WRC-12

Una sventagliata di comunicati tutti interessanti è comparsa in questi giorni sul sito del regolatore inglese OFCOM. Il primo di questi annunci riguarda la conferenza World Radio Regulation WRC-12 prevista per il 2012 a Ginevra, un consesso dove vengono prese fondamentali decisioni in merito alla regolamentazione dello spettro. In previsione dell'evento e in questa fase preparatorio OFCOM si rivolge ai cittadini e alle organizzazioni britannici per chiedere i loro pareri. In agenda ci sono aspetti curiosi come ad esempio le misure atte a salvaguardare dalle interferenze i dispositivi radio passivi (ricevitori) utilizzati per il rilevamento dei fulmini nella porzione di spettro inferiore ai 20 kHz.
Un altro punto riguarda la software defined radio e la cognitive radio. Alla WRC-12 si discuterà dell'opportunità di introdurre per queste due tematiche una regolamentazione a livello delle Radio Regulations. Secondo OFCOM non è necessario ma anche qui vengono raccolti i pareri dei potenziali player (vi riporto in calce i paragrafi che riassumono questa presa di posizione). Il testo che introduce la pubblica consultazione si trova a questo indirizzo mentre qui potete scaricare il PDF con il testo completo.

Agenda Item 1.19 - Software defined and cognitive radio systems

6.8 The issue for agenda item 1.19 is whether there is a need to regulate software- defined radio (SDR) and cognitive radio systems (CRS) in the Radio Regulations. SDR and CRS are radio systems employing technologies which may offer improved efficiency to overall spectrum use and additional flexibility. CRS technologies in particular may enable coexistence/sharing in bands where it would otherwise not be feasible, for example operating in the gaps in planned terrestrial broadcasting bands known as interleaved spectrum or white space.
6.9 Ofcom is supportive of such technologies but believes that harmonisation of spectrum access for CRS should be done outside the Radio Regulations on a non mandatory basis. Where harmonisation is necessary this can best be delivered on a regional basis.
6.10 As SDR is a technology to facilitate the implementation of radio equipment, we do not believe that any change to the Radio Regulations is necessary for the introduction of SDR.

16 novembre 2009

Il portale dei conduttori radiofonici italiani

L'estate scorsa per iniziativa di Giorgio D'Ecclesia di RDS è nato Radiospeaker.it, il portale dei conduttori radiofonici italiani. Pubblico molto volentieri il comunicato che ho appena ricevuto. Al portale è associato un blog e un gruppo su Facebook. In bocca al lupo, ragazzi.

E’ nato Radiospeaker.it - il portale del Conduttore Radiofonico

Radiospeaker.it è il primo sito dedicato ai conduttori radiofonici italiani, comprende speaker di radio nazionali, regionali, locali e web. Il ruolo del conduttore radiofonico è sempre più in cerca di un riconoscimento istituzionale e normativo e Radiospeaker.it è il primo passo verso questo obiettivo. Ideato e realizzato da Giorgio d’Ecclesia (Conduttore radiofonico presso Dimensione Suono Roma), il sito Radiospeaker.it nasce con l’obiettivo di creare un luogo di incontro ed un database di pubblico dominio con dati, foto, file audio, curriculum e contatti dei conduttori radiofonici italiani.
Tra gli oltre 150 speaker iscritti ci sono personaggi di fama nazionale come Marco Liorni, Tamara e Beppe De Marco di RDS, Betty Senatore, Giancarlo Cattaneo e Benny di Radio Capital, Max Poli e Noè di Radio Kiss Kiss, Barbara Marchand, Daria Ragazzini e Maira Nacar di Radio RAI, inoltre sono presenti speaker di grandi realtà radiofoniche regionali come Dimensione Suono Roma (Lazio), Radio Subasio (Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania) Radio Globo (Lazio), Radio Babboleo (Liguria), Radio Fantastica (Piemonte, Lombardia, Liguria), Discoradio (Piemonte, Lombardia, Emilia) Radio Delta 1 (Abruzzo, Molise, Marche, Puglia), Ciccio Riccio (Puglia, Basilicata, Calabria) e giornalmente si registrano nuove iscrizioni.

Il sito comprende anche:

Radiospeaker Blog, spazio per discutere e riflettere sulle tecniche di conduzione radiofonica e su argomenti inerenti - www.radiospeakerblog.blogspot.com

Radiospeaker Tube, canale video con filmati, video storici, film, documentari, videoclip che parlano di radio - www.youtube.com/radiospeakertube

Radiospeaker Group: il gruppo di facebook dedicato agli speaker radiofonici e agli esperti del settore dove scambiare foto, informazioni e contatti - www.facebook.com/group.php?gid=20513009537

Monitoraggio meteorico con l'eco di un radar francese

Da Roma Andrea mi ha invia l'immagine spettrografica con il risultato dei suoi ultimi esperimenti sull'ascolto delle tracce di ionizzazione lasciate dai meteoriti attraverso l'eco di segnali radio distanti. E' un "trucco" già utilizzato da diversi esperimenti di radio-natura (ecco una pagina della NASA che illustra la tecnica di "forward scattering" basata su segnali televisivi in banda I VHF). Il segnale utilizzato da Andrea è quello del GRAVES (Grand Réseau Adapté à la Veille Spatiale) un radar installato dalle autorità francesi, nei pressi di Dijon, per sorvegliare satelliti e detriti spaziali. Il radar trasmette un segnale continuo a 143,050 MHz esplorando un'ampia area di cielo e i suoi rimbalzi permettono di tracciare satelliti polari e geostazionari e frammenti di veicoli sparpagliati in orbita.
Lo stesso segnale del GRAVES può servire per monitorare l'ingresso dei meteoriti nell'atmosfera. E' sufficiente sintonizzarsi sulla frequenza di 143,050 MHz in modalità USB e attivare un software di analisi visuale come Spectran. Ecco qualche riferimento per approfondire il funzionamento di GRAVES. Il sito ufficiale del gestore ONERA si trova qui ed è possibile visualizzare una breve intervista esplicativa, in francese. Il solito FAS ha messo insieme un ampio dossier su questo impianto inaugurato nel 2005 e una pagina concisa e molto comprensibile è quella di un radioamatore olandese che usa il GRAVES per ascoltare le riflessioni del segnale sul suolo lunare.

12 novembre 2009

Le "Giornate Marconiane" ai tempi della ex-Eutelia

La prima delle "Giornate marconiane", organizzate dalla Fondazione Ugo Bordoni per celebrare il centenario del Nobel a Guglielmo Marconi con una serie di interventi che hanno al centro le tecnologie delle telecomunicazioni e il loro potenziale di rinnovamento c'è già stata e mi scuso per non averne dato notizia per tempo. Le altre due, previste per l'11 dicembre e per il 28 gennaio 2010 sono ancora in calendario e potete trovare tutte le indicazioni sul sito della FUB, dove tra l'altro viene pubblicato, in relazione alla prima giornata del 9 novembre, l'intervento di Sandro Frova, un economista molto preparato sull'economia dell'innovazione. Il programma è davvero fitto di relatori e tematiche interessanti, incluse quelle politiche (politica industriale, quella che da noi semplicemente non si fa, o si fa solo a parole). Non mancano i nomi di ministri e governanti, ma ci sono anche gli esperti veri, quelli che vale ancora la pena ascoltare, come Leonardo Chiariglione. Le giornate di studio sull'industria delle telecomunicazioni e sulle prospettive in Italia si tengono a Roma e potete prelevare il PDF con il programma dell'11 dicembre e del 28 gennaio.
A me piacerebbe molto che si riuscisse ad aprire un piccolo spazio di analisi e autocritica dello "spirito imprenditoriale" italiano del settore Tlc emerso in questi giorni dalla lettura della triste vicenda dei lavoratori ex-Eutelia. Trovo opportuno inserire, in calce alla notizia sull'ennesimo, paludato, ufficialissimo convegno, il comunicato che mi è arrivato dal comitato Lavoratrici e Lavoratori di Agile s.r.l.. Ho fatto qualche ricerca, quel poco che si può trovare su Internet, sul Gruppo Omega, nuovo acquirente di Agile, la società ceduta da Eutelia dopo lo scorporo delle attività informatiche dell'operatore (nato dalla fusione tra Plug It e Edisontel) . Le zone grige della vicenda sono a dir poco inquietanti (altre informazioni si trovano qui sul blog di Paolo Casalieri). Come "eredità" dell'imprenditore Marconi non ci siamo proprio, specie se guardiamo a questo ennesimo esempio di spreco di risorse umane ed economiche unito all'analogo caso di Nortel Italia, filiale italiana del colosso delle telecomunicazioni canadese, entrato in procedura fallimentare e avviato a essere fatto a pezzi. Michele Prosperi, un vero amico comunicatore di quella azienda, mi ha invitato a diffondere l'indirizzo del blog aperto insieme ai colleghi. Ad Agile e Nortel Italia va la mia soliderietà, per il poco che vale.
AGILE – ex EUTELIA - COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!

E’ iniziato il licenziamento dei primi 1.200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI in:

AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega

Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .

Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia, 6.600 dipendenti, che subirà a breve la stessa sorte. Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia,le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi. Abbiamo bisogno di visibilità mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane (Roma - Siena Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun giornale a tiratura nazionale si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.

NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE. [la frase risale ai giorni precedenti le ultime, drammatiche cronache - NdR]

è dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti