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21 aprile 2013

Chiavette RTL-SDR, dall'Olanda software DAB potenziato

Ottime notizie dall'Olanda per i possessori di chiavette USB predisposte per la ricezione del DVB- T o del DAB-T (molte chiavette sono dotate di software per ricevere la radio digitale). Jan van Katwijk ha messo a punto due nuovi prodotti sulla base della sua piattaforma per la ricezione dell'FM analogica. Uno è un ricevitore DAB/DAB+ con molte funzionalità da esplorare. L'altro è una versione "wideband" del software FM-receiver (che tra l'altro presto verrà rilasciato in versione 4.2). Questa versione è in grado di sfruttare l'intera larghezza di banda degli stadi RF delle chiavette per visualizzare una porzione di spettro di 3,2 MHz. 
Il nuovo DAB receiver può essere gratuitamente prelevato a questo indirizzo. Come al solito, il codice è disponibile in due edizioni, un eseguibile per Windows e il source per Linux. E come sempre Jan ha realizzato un conciso ma dettagliatissimo manuale utente in inglese

08 novembre 2012

La band suona live attraverso il Web con la piattaforma hypertech di Google


Una sventagliata di tecnologie software è alla base di un nuovo servizio Google che farà certamente discutere. Si chiama JAM with Chrome, si utilizza attraverso il browser e trasforma Google Chrome in una console di regia musicale per esecuzioni live con uno o più solisti (fino a quattro). 

La miscela di strumenti tecnologici è impressionante. JAM si serve di quattro standard HTML5: le Web Audio API, i canali di comunicazione tra server Websockets, la grafica di Canvas, e gli stili personalizzabili di CSS3. Il tutto viene ospitato sulla infrastrutture cloud di Google e sul nuovo Google App Engine, una piattaforma per lo sviluppo e la distribuzione di applicazioni cloudizzate. Il middleware che, è il caso di dire, orchestra gli input che arrivano dai partecipanti alle jam sessions, è stato sviluppato in GO, un nuovo linguaggio di programmazione pensato per questo tipo di parallelismo. 
Il servizio è al momento sperimentale, si entra gratuitamente e dopo aver impostato un nickname si procede alla scelta di uno qualsiasi tra sedici strumenti: chitarre, tastiere, percussioni. A questo punto si può procedere agli inviti, distribuendo un link abbreviato o pescando nei social network. Un tweet, per esempio, consente a un amico di accendere il browser e unirsi al concerto. Gli strumenti prevedono però diversi livelli di automazione, con giri armonici e ritmi impostati nella funzione autoplay. 
Per approfondire gli aspetti di questa incredibile realizzazione è in funzione un blog del sito HTML5rocks, che riunisce già parecchi sviluppatori di aziende come Google, Adobe, Liquid Web e altre. Libidine allo stato puro se pensiamo alle implicazioni possibili: pensiamo per esempio a una stazione radio che organizza un concerto live e lo ritrasmette online oppure on air. Altri esperimenti di questo genere sono catalogati sul sito Chrome Experiments.

02 novembre 2011

CSP Torino riapre Torre Bert e lancia l'SDR di DigiRadio

L'evento del prossimo 11 novembre - annunciato in questi giorni sul blog AIR-Radiorama - per l'inaugurazione del nuovo laboratorio del CSP di Torino nella celebre location collinare di Torre Bert, ristrutturata per l'occasione, promette parecchi motivi di interesse. Le attività del centro informatico promosso dal Politecnico di Torino sono diversificate e spesso orientate ad applicazioni molto avanzate di radiocomunicazione (al centro lavorano diversi esperti radioamatori).
Pochi giorni fa per esempio il CSP ha organizzato un interessante convegno, seguito da una giornata di studi, sulla gestione cognitiva dello spettro e l'uso dei white space, una iniziativa che si basa sulle sperimentazioni che il CSP sta effettuando in questo campo.
Quello inaugurato la prossima settimana è invece un laboratorio dedicato alle ricerche nel campo delle fonti energetiche rinnovabile utilizzate appunto nel campo delle comunicazioni radio. La sede del laboratorio è la stessa che in passato ha ospitato la stazione di tempo e frequenza campione del Galileo Ferraris, l'ormai inattiva IBF. Ma è stato anche il teatro delle controverse avventure radiospaziali della celebre coppia di fratelli Judica Cordiglia.
La giornata celebrativa dell'11 novembre (lo stesso giorno a Torino inizia la convention del CICAP) vedrà anche il lancio di un software che interesserà da vicino a molti lettori di RP. Alberto Perotti presenterà infatti il suo nuovo lavoro in campo software defined radio, un programma open source chiamato DigiRadio basato sul codice di WinRad sviluppato da Alberto Di Bene, I2PHD. DigiRadio avrà sicuramente un grande seguito nella comunità dei DXer che utilizzano le varie piattaforme SDR perché implementa un nuovo algoritmo di demodulazione dell'FM "wide" (la modulazione delle stazioni FM) completo di decodifica delle informazioni RDS. Secondo i primi dettagli forniti da AIR-Radiorama il software consente di impostare la costante RC dei filtri di de-enfasi (50 µS, 75 µS), la banda del segnale convertito in banda base (diversi valori compresi tra 50 kHz e 250 kHz) e la banda del segnale audio (valori tra 3 kHz e 15 kHz).

17 settembre 2011

Uomini radar fai-da-te: ricevitori ADS-B a basso costo


Conscio dell'attenzione che periodicamente questo spazio sin troppo eclettico dedica al monitoraggio delle comunicazioni dati finalizzate al controllo del traffico aereo, l'amico lettore Giorgio C. torna sull'argomento ADS-B (Automatic Dependent Surveillance Broadcast), trattato qui altre volte, segnalandomi di aver acquistato un ricevitore-decodificatore per questo sistema di tracciamento montato a bordo dei velivoli civili. L'ADS-B opera su frequenze convenzionali, per esempio i 1090 MHz, comunicando alle torri di controllo, a intervalli regolari e frequenti, la posizione geografica e altri parametri di volo. Pur essendo un sistema assolutamente professionale, l'ADS-B ha il suo bravo pubblico di fedeli hobbysti che sorvegliano le sue frequenze con opportuni dispositivi e software, per divertirsi a mappare il traffico aereo che attraversa i cieli sopra la loro testa. Per il monitoraggio amatoriale dell'ADS-B esistono in commercio apparecchi commerciale abbastanza economici (si va dalle 200 sterline della soluzione RadarGadgets alle 500 circa di SBS-3 della Kinetic Avionic). Da bravo segugio Giorgio ha seguito le tracce delle diverse sperimentazioni hardware e software open source e si è procurato, con una spesa ancora più modesta (circa 75 euro), un microricevitore ADS-B realizzato da un radioamatore bulgaro, Miro LZ2RR, attraverso il sito Web del costruttore. Anche questo dispositivo occupa le dimensioni di una chiavetta USB e secondo Giorgio funziona molto bene. Inoltre microADSB-USB è compatibile con i vari software di decodifica e visualizzazione su mappe disponibili in genere per piattaforma Windows, come PlanePlotter e ADSBScope. Per il disegno di microADSB-USB Miro sembra essersi ispirato a progetti come miniADSB, un clone delle piattaforme commerciali retroingegnerizzato da radioamatori tedeschi.
Come ho scritto prima, gran parte del software utilizzato per la decodifica e la visualizzazione su mappe lavora sotto sistema Windows, ma Giorgio - anche lui cultore del Mac - afferma che è possibile aggirare in parte il problema procurandosi un altro software Windows molto interessante, Virtual Radar Server. Quest'ultima è una applicazione Microsoft .Net sviluppata da un gruppo britannico, che trasforma il pc collegato a un ricevitore ADS-B in un server di un interessante mashup radaristico basato su Google Maps e accessibile con qualsiasi browser, su Mac e persino iPad. Una pagina test di Virtual Radar Server è operativa da una postazione che sorveglia il traffico aereo sopra l'affollato aeroporto londinese di Heathrow. In tempo reale vengono visualizzati su una mappa Gmaps tutti i voli in transito, partenza o arrivo, con le informazioni sugli operativi e le quote.

21 maggio 2011

Lo streaming di Radio-Touch, al RadioTv Forum

La prossima settimana, dal 24 al 25 maggio, si tiene a Roma, il RadioTV Forum di Aeranti Corallo e tra le presentazioni è prevista quella di Radio-Touch. La ricordate? E' la piattaforma di mobile streaming italiana rivolta agli editori radiofonici e in grado di offrire loro un esteso servizio di presenza su Web e interattività con gli ascoltatori che utilizzano lo smartphone per sintonizzarsi sui programmi. L'avevo incontrata mesi fa in occasione del concorso (in palio un viaggio-stage nella Silicon Valley) tra giovani startup organizzato da Mind the Bridge, una organizzazione di innovatori italiani emigrati negli Stati Uniti high-tech. Radio-Touch non aveva vinto, ma aveva favorevolmente impressionato. La sua idea non è del tutto inedita, ma il prodotto confezionato è innovativo, soprattutto sulla nostra piazza. Ma Radio-Touch ha ambizioni più globali: se siete a Roma può essere interessante partecipare all'evento.

Rivoluzionare l’ascolto radiofonico su smart-phone, renderlo interattivo, multimediale e dinamico. E’ questa la mission proposta dall’innovativa tecnologia di Radio-Touch che sarà presentata il 24 e 25 maggio nel corso del RadioTV Forum di Roma.
Un nuovo concetto di radio app che permette all’ascoltatore di interagire con l’emittente radiofonica che sta ascoltando. Come? Attraverso l’invio di un flusso di dati e di immagini parallelo e contestuale a quello sonoro dell’emittente in ascolto. Pubblicità interattive, schede dei cantanti e dei brani in onda, presentazioni, video, link renderanno ricca di contenuti la radio, durante e dopo l’ascolto. I contenuti inviati sulla app possono essere infatti salvati dagli utenti, per essere rivisti anche in un secondo momento.
Il flusso inviato verso gli smart-phone dal software di Radio-Touch, in dotazione all’emittente, permetterà all’utente di partecipare a sondaggi, di inviare commenti, di effettuare acquisti o di prenotare direttamente un posto al ristorante di cui si sta vedendo ed ascoltando lo spot.
Queste sono solo alcune delle possibilità offerte da Radio-Touch. La stazione che ha in dotazione il software potrà svolgere infatti un’attività di marketing a 360°. La app di Radio-Touch permetterà di inviare banner pubblicitari degli inserzionisti in aggiunta agli spot audio. Un modo per rafforzare il brand di un cliente e per permettere agli ascoltatori di entrare direttamente in contatto con esso, con link al sito web, alla promozione in corso o tramite la possibilità di effettuare chiamate dirette verso l’inserzionista, che sarà anche raggiungibile con mappe interattive.
Dalla piattaforma di Radio-Touch ogni station manager potrà controllare con grafici dettagliati quanti utenti hanno scaricato la app della propria stazione, dove questi sono localizzati, quante persone si sono sintonizzate in un determinato periodo e quali contenuti, fra quelli inviati dal software, sono stati maggiormente cliccati dagli ascoltatori. L’audience della app è quindi sempre monitorata.

24 aprile 2011

DSP e SDR su Mac con FunCubeDongle (e non solo)

Da quando è in circolazione la FunCubeDongle, front end RF per la ricezione SDR di frequenze VHF-UHF (in pratica uno scanner digitale per porta USB), si è moltiplicato l'interesse degli utenti Mac OS nei confronti della software defined radio. In questo senso la chiavetta FCD è agnostica. Ecco una recente lista di applicazione per il controllo di questo dispositivo, l'analisi dei segnali, la demodulazione e la decodifica. Tutti rigorosamente per Mac. La lista è stata proposta da Mike Murphree W4LNA, io ci ho aggiunto Baudline.


A proposito di GNUradio ecco qualche link utile sul cosiddetto "FCD block" implementato per la ricezione Narrow FM con FCD:

The GNU Radio Funcube Dongle block now with frequency and gain controls:

The source code for the Funcube Dongle block for GNU Radio is available here:


The block wraps the audio and the control interface into one block, so that the FCD can be used in GNU Radio applications written in C++, Python or the GNU Radio Companion without the need for external control application. The bad news, at least for now, is that it requires the latest GNU Radio from the development repository available here:


this will eventually become version 3.4
More info about the gnuradio-fcd block is available here:


Heterodyne aka MacHPSDR
http://openhpsdr.org/wiki/index.php?title=MacHPSDR

Baudline Spectrum Analyzer, spectrum analysis and other DSP functions
http://www.baudline.com/download.html

30 marzo 2011

Le web radio collaborative di Saooti

Ho scoperto una interessante piattaforma per radio collaborative via Web battezzata WikiRadio. La sviluppa una società francese, anzi bretone (una cittadina, Lannion, a due passi da Brest, dev'essere un posto magnifico), che si chiama Saooti. Il principio di funzionamento mi pare abbastanza simile all'esperienza proposta dall'italiana Spreaker. Per creare una Web radio in grado di diffondere in streaming trasmissioni in diretta e in podcast non serve installare nessun client, tutto il servizio poggia sui server di Saooti e gli utenti possono integrare player e archivi dei programmi sui loro siti. Insieme a WikiRadio vengono proposti dei servizi/accessori di contorno, come Audience, che apre i canali audio alla partecipazione degli ascoltatori, RendezVous e Event, per creare eventi e incontri audio promozionali o di altro genere e MurDuSon, una fantastica idea di un forum o bacheca online dove i messaggi scritti sono sostituiti da registrazioni audio dei visitatori.
Si possono vedere degli esempi di funzionamento di WikiRadio sintonizzandosi sulla Web radio della Université Européenne de Bretagne, su Neweez, la WikiRadio sull'innovazione creata dalla Comunità di Aggregazione di Lennion, ma anche sul programma settimanale che France Culture dedica a Internet, Place de la toile (peccato che l'archivio non sia popolato i podcast aggiornati del programma si trovano qui). Non manca naturalmente un end point per l'ascolto dei contenuti su iPhone, per esempio il client sviluppato per conto della WikiRadio UEB.
Saooti è stata fondata il primo febbraio del 2009 da un gruppo di ingegneri informatici quasi tutti provenienti dai laboratori di sviluppo di Orange, l'operatore mobile francese, sostenuti da un gruppo di business angels locali, gli Armor Angels.

29 marzo 2011

WRplus, l'sdr per hobby diventa commerciale

Improvvisa svolta sul fronte di una soluzione SDR per Windows che nel giro di pochi mesi ha acquistato una grandissima notorietà anche per merito della felice implementazione di algoritmi di demodulazione della FM Wide, attesissima dagli appassionati di ascolto a lunga distanza in FM desiderosi di sperimentare l'SDR. La loro comunità è rimasta addirittura deliziata quando WRplus, il programma che Sandro Sfregola ha ricavato dal codice WinRad di Alberto di Bene ha integrato anche gli algoritmi di estrazione delle informazioni RDS.
La novità di queste ultime ore è l'annuncio che WRPlus diventerà un prodotto commerciale, attraverso una società che ha acquisito i diritti sul software e sotto la supervisione del suo creatore. La versione free WRplus 1.04, l'ultima disponibile, era comunque destinata a scadere il 31 marzo. Ora Sfregola annuncia ufficialmente che non ci saranno nuove versioni free.
Negli stessi circoli che avevano manifestato un incondizionato entusiasmo nei confronti del clone maggiorato di WinRad, si sono affrettati a condannare la scelta della commercializzazione e invitano a rivolgersi a un altro clone di WinRad, il tedesco HDSDR. Pur rispettando certe posizioni e apprezzando molto il concetto di software open source e free, non penso che ci siano molti motivi di scandalo quando uno sviluppatore decide di voler guadagnare qualcosa dal proprio lavoro. Se WRplus funziona bene, non capisco per quale ragione non dovrei investire qualche decina di euro nel suo acquisto. Auguri a Sandro Sfregola e alla sua nuova impresa commerciale. Era ora che questo lungo periodo di sperimentazione, che ha visto protagonisti i programmatori italiani, desse luogo a una vera forma di industrializzazione.

12 febbraio 2011

Pebble, SDR semplificato e portabile

Il catalogo delle applicazioni software defined radio per uso amatoriale è sempre più dinamico e la lista di novità potrebbe essere aggiornata ogni settimana. Nel mio piccolo cerco di seguire questo incredibile flusso, anche perché a essere coinvolte sono tutte le principali piattaforme operative (Win, Mac, Linux) e una varietà di progetti hardware utilizzati come front-end.
Tra le ultime soluzioni software sulla rampa di lancia ecco PebbleSDR, sviluppato da Richard Landsman N1DDY. Un software di demodulazione senza fronzoli, sullo stile di Rocky, già compatibile con diversi hardware: SoftRock, RfSpace SDR-IQ, FunCube Dongle, HPSDR e SDR-Widget. Uscita in versione alpha da pochi mesi, l'autore di Pebble si prefigge l'obiettivo di effettuare il porting dall'ambiente di origine, Windows 7-64, verso Mac e Linux, con l'intermediazione del framework applicativo grafico di Nokia (che a sua volta lo aveva rilevato dalla norvegese Trolltech), QT. Anche questo è un effetto dell'evoluzione dei linguaggi e delle librerie di "primitive" per il trattamento digitale dei segnali, che favorisce l'indipendenza e la portabilità degli applicativi prodotti.

06 febbraio 2011

L'architettura a plug-in di OSX SDR

Ancora a proposito di OSX SDR, il software di demodulazione che Oliver Küchenmann intenderebbe rilasciare quest'anno per la piattaforma Mac OS X/Intel, avevo contattato Oliver per chiedergli se il suo software necessitasse di sorgenti I/Q già digitalizzate o anche analogiche. Questa la sua cortese risposta (thanks Oliver, appreciated!), da cui si può dedurre la flessibilità di questa soluzione. Saranno possibili anche segnali input distribuiti attraverso i protocolli di rete, che dovrebbe consentire l'accessibilità ai ricevitori remotizzati. Confermata anche la possibilità di controllare un SoftRock anche in trasmissione.
To answer your question I have already published another video on that matter. Well, almost on that matter, as my main intention was to show another feature of my SW: the automatic IQ balancing which is based in Blind Signal Separation. This could best be shown using some analogue IQ signal from my Alinco DJ-X11, which I fed into the program using an iMic USB sound adapter!
So, the SW is not limited to 'converted IQ sources' but can also work with basically any other data source, be it analogue (stereo audio signal) or even data taken from some network adapter. This can be achieved by providing the proper 'plug-in'. Currently there are just a handful of such plug-ins which I use during development.
I plan to provide more, but will focus on finishing my work on the main application first.
SoftRock users could be interested in that fact that even a transmitter function has been implemented already. My app interfaces Andrew Nilsson's USB controller. However, as I don't have any SoftRock HW currently at hand, I can't test it. Read: It should work :)
Quindi come avevo immaginato, l'architettura modulare di OSX SDR consentirà la massima flessibilità nell'interfacciamento con i vari tipi di front end (forse lo stesso Perseus?). Il programma per il controllo del SoftRock attraverso la porta USB, sviluppato da Andrew Nilsson e menzionato da Oliver, si trova nella sezione file del gruppo SoftRock40 su Yahoo! ma è stato utilizzato anche da Sebastian Mrozek per il suo demodulatore SDR per Mac OS, DSP Radio. Ecco il filmato You Tube citato da Oliver, con la routine di bilanciamento dei segnali I/Q e l'effetto della procedura sulla soppressione delle armoniche del segnale fondamentale:



05 febbraio 2011

Applicazioni SDR, il risveglio di Mac OS X

Appare davvero molto promettente il prototipo di applicazione SDR che Oliver Küchemann, alias "Kabunkie", sta sviluppando in questi mesi per Mac OS X, con un obiettivo di rilascio entro il 2011. Dopo una prima serie di videate pubblicizzate attraverso la mailing list del gruppo di sviluppo del progetto SoftRock, Oliver ha annunciato la pubblicazione di alcuni filmati YouTube ai membri della community di utenti di CiaoRadio, un progetto di ricevitore SDR di tipo near-zero IF (ma con conversione ADC del segnale I/Q, quindi con demodulazione software indipendente dalla scheda audio del computer). Non è del tutto chiaro il principio di funzionamento dell'applicazione di Oliver, chiamata al momento OSX SDR Radio. Se cioè il demodulatore implementato dal software necessiti di un segnale I/Q già digitale o se è possibile campionare l'ingresso analogico del Mac. Considerando che CiaoRadio può essere configurata per uscire con un I/Q analogico (per l'uso di software di demodulazione alternativi), forse il programmatore non è intervenuto su un interfacciamente già digitale. Dai filmati di Oliver si può capire che la sorgente in input può essere selezionata attraverso una intelligente architettura a plug-in (per controllare ricevitori a conversione diretta come Perseus?) e si possono impostare fino a quattro ricevitori software contemporanei. Credo che il programma gestisca anche la parte trasmissiva.



In una comunità internazionale che sulla software defined radio sta sviluppando sistemi hardware e software molto efficaci, la piattaforma Mac OS è oggettivamente in ritardo, a dispetto di una lunga tradizione dei sistemi Apple utilizzati in campo scientifico e musicale. Il ritardo è dovuto al forte predominio della piattaforma Wintel tra i radioamatori più preparati (alcuni dei quali dichiaratamente ostili ai sistemi non Windows). Con il tempo questo predominio si sta un po' attenuando e prodotti amatoriali come OSX SDR conquisteranno un po' di spazio in più. Sarebbe anche auspicabile un allargamento dal Mac OS al sistema iOS di iPad/iPhone, considerando le grandi potenzialità della nuova architettura Apple A4 nell'ambito del trattamento dei segnali. Nell'attesa, complimenti a Oliver.

24 gennaio 2011

Audition, finalmente anche su Mac il re dei tool audio

E' stato per anni un software di riferimento nel mondo delle produzioni audio e degli studi di registrazione. CoolEdit era stato sviluppato da due transfughi di Microsoft e Windows è stato il suo ambiente di riferimento, anche dopo la acquisizione di Syntrillium da parte di Adobe. Anche quando CoolEdit è diventato Audition, a lungo la versione Windows è rimasta l'unica disponibile. "A grande richiesta", come si legge sul sito Adobe, ora dalla quarta release Audition è disponibile anche per Mac, in una versione beta che sta raccogliendo critiche molto positive. Audition è uno studio di registrazione, editing e mixaggio multitraccia molto utilizzato anche nel mondo radiofonico. Il prezzo della versione definitiva non è ancora fissato ma Audition 3 per Windows costa più di 300 dollari.


16 gennaio 2011

Spinoff di Winrad: una rivoluzione per l'FM DX?

Continua l'evoluzione dei programmi nati come spin-off di Winrad, il demoduladore SDR di Alberto Di Bene il cui codice è ormai rilasciato nel public domain. Il primo a essersi imposto all'attenzione della comunità radioamatoriale è WinradHD, del tedesco Mariu Tnubel DG0JBJ. Ultimamente, con la versione 1.0, il software è stato ribattezzato HDSDR.
Lo spin-off che sta riscuotendo il maggior successo è arrivato tuttavia dall'italiano Sandro Sfregola con WRPlus, che ha saputo raccogliere l'input di tanti ascoltatori SDR interessati alla demodulazione WideFM. Con la versione 1.04, rilasciata pochi giorni fa, WRPlus subisce ulteriori importanti modifiche, inclusa la correzione di un collo di bottiglia nel codice originale di Winrad. Con la rimozione di questa strettoria sembra che il carico sulla CPU di WRPlus diminuisca drasticamente. Tutto questo in un software che spinge al massimo la qualità della demodulazione e dell'audio generato dal vecchio Winrad. E che soprattutto è capace di demodulare le stazioni FM e persino di decodificare le informazioni RDS!
Ma ecco le note al rilascio della versione 1.04(4) formulate dall'autore di questo pregevole pezzo di software:
Discovered and fixed a serious (and unexpected) performance "bottleneck" in the original Winrad code; the improvement in terms of less used CPU resources is dramatic: as I previously stated in the User Guide Update, with the implementation of the new DSP core I had on my reference system (an "old" Pentium 4 HT @ 3 GHz) a CPU usage of around 20 – 25% while playing a 500KS file. The maximum sample rate that my system handled was 1000KS: at 2000KS I experienced continuous "stuttering". Now with release 1.04 I have around 25% CPU usage while playing a 2000KS file at maximum SP1/WF1 zoom factor (RBW 122 Hz); at RBW = 244 Hz CPU usage is about 15%! Furthermore, I'm able to play a 2000KS file in Stereo WFM mode (RDS enabled, Mode 1) with a CPU load of about 30% at RBW = 1953.
This great improvement means that users will be able, in several cases, to exploit the highest input sample rates without being forced to upgrade their PCs.

•New NCO: WRplus 1.04 features a redesigned Numerically Controlled Oscillator with a very high spectral purity. Together with the already renewed anti-alias filters, this feature has eliminated every residual alias or other spurious products; you will notice a quieter background especially with large input SR.
Do yourself a test using the file that Leif Asbrink has kindly provided; it is available here: http://sm5bsz.com/lir/sim1/sim1.zip
Check also the tests performed by Leif here:
Soon the above page will be updated with the test of WRplus 1.04.

•Radio Data System: thanks to Michael Feilen, which kindly agreed to use the RDS decoding core of his FMstack software in WRplus, I have been able to implement RDS reception in a restricted time. Unlike other decoders, Michael's code makes full use of the Forward Error Correction feature built in the RDS protocol: this means that data blocks containing errors are not simply discarded but errors are corrected
(when possible) using CRC.

•Demodulation of the RDS bit-stream and clock recovery are brand new instead: WRplus uses a complex multi-PLL implementation in order to extract the RDS information even in critical conditions. WRplus is capable of extracting the RDS even from mono signals, like the stand-alone hardware demodulators/decoders.
See the user guide for details.
In questo filmato YT vediamo WRPLUS alle prese con un debole segnale transatlantico nelle onde medie.



WRPlus può essere utlizzato con il Perseus grazie ad apposite DLL, ma può essere sperimentato con qualsiasi front end SDR a conversione non diretta, stile SoftRock per intendersi. Alcuni lo utilizzano con il PMSDR di Martin Pernter.
Ecco le prove che Martin in persona ha effettuato con WRPlus nella banda FM. I risultati mi sembrano assolutamente strepitosi:



Un altro front end SDR proposto in questi ultimi mesi arriva dagli Stati Uniti e può essere ordinato in un kit già assemblato dalla Lazy Dog Engineering di Peter Goodman, modello LD-1 (da poco nella versione 1B)
Per la sintonia delle frequenze sopra gli 88 MHz occorre in ogni caso un downconverter, visto che né il Perseus né i front end a media frequenza "near zero" coprono lo spettro superiore ai 30-35 MHz. Martin stesso propone un downconverter molto interessante per il suo PMSDR, un modulo aggiuntivo che copre senza fatica la gamma da circa 90 a 500 MHz. Un altro convertitore di alta qualità è prodotto dalla tedesca NTI (che propone anche il front end 0-30 MHz DiraBox) ed è siglato FMC-108 28. Questo scatolotto "ribalta" lo spettro compreso tra 87,5 e 108 MHz nella finestra HF tra 7,5 e 28,5 MHz. Le prove svolte con un setup costituito da PMSDR, FMC-108 28 e WRPlus dall'amico Francesco a Roma, dicono che il software di Sandro Sfregola potrebbe portare a una rivoluzione nel settore dell'ascolto a lunga distanza dell'FM in virtù delle sue doti di sensibilità e selettività, senza parlare della velocità di decodifica "software based" delle informazioni RDS (una nota fondamentale per l'autore di WRPlus: E' vitale che il programma visualizzi le informazioni del PI Code *anche* in modalità esadecima
le e non nella conversione in decimale. Le quattro cifre esadecimali dela PI Code sono lo standard de facto nel mondo dell'FM DXing e la conversione renderebbe inutilizzabili tutte le liste oggi esistenti).
Questa di seguito è invece una immagine di WRPlus "scattata" da Fabrizio Magrone, che mi scrive:

E' davvero molto probabile che, così come le SDR (il Perseus nel mio caso) stanno rivoluzionando il DX così come lo abbiamo conosciuto fino a pochi anni fa, anche il DX in gamma FM muterà in modo importante, anche se magari non altrettanto rivoluzionario. Già il fatto di avere la selettività variabile è un'evoluzione importante: oltre ai valori selezionabili dal menù a tendina, è possibile scrivere e ottenere qualsiasi altro valore intermedio a piacere. La decodifica RDS, se le interferenze e la selettività non lo impediscono, è veloce e completa, includendo anche i messaggi che finora, salvo eccezioni, i nostri apparecchi non vedevano. E sono curioso di provare i nuovi apparecchi che, come il Gemini venturo, comprendono la gamma FM senza necessità di convertitori esterni.
Ti allego la schermata del segnale del canale RAI Radio 1 locale di Bertinoro su 90,800 MHz (convertito a 10,800 MHz). Il PI code 20993 è in formato decimale, corrispondente all'hex 5201. Si legge anche uno dei messaggi RDS di testo e, nella schermata inferiore, si nota distintamente il tono pilota di 19 kHz del segnale stereo. Il convertitore ha dimensioni poco superiori a un pacchetto di sigarette, ha peso trascurabile e richiede un'alimentazione tra 7 e 15 volt: è quindi perfetto anche per l'uso portatile.

26 dicembre 2010

Suoni "spaziali": un futuro 3D anche per la radio?

Qualche giorno fa il Telegraph ha dedicato un pezzo agli esperimenti sulla trasmissione di audio surround da parte della BBC, affermando che l'emittente pubblica britannica intende prima o poi lanciare la radio tridimensionale. Dopo la televisione, anche la vecchia radio vuole indossare l'abito luccicante (e un po' vacuo) del 3D?
In effetti la sezione Research and Development della BBC sta conducendo diverse ricerche nell'ambito della cosiddetta "perifonia" o di una tecnologia alternativa chiamata "Ambisonics", ma per la verità non sembra che la radio tridimensionale sia una realtà così prossima (diverso il caso dello streaming Web ad altissima qualità appena inaugurato da BBC Radio 3 HD Sound)
Quello che potete seguire qui è un filmato in cui Andrew Mason parla con il ricercatore Quentin Cooper di questi esperimenti con le varie tecnologie surround. Lo trovate in una pagine con numerosi altri riferimenti sul ruolo dell'R&D nel broadcasting.




Lo scorso marzo il blog dell'R&D dove sono confluite le notizie dei Radio Labs della BBC, ha ospitato due lunghi interventi (parte 1 e parte 2) di Anthony Churnside sulle problematiche dell'audio surround e sugli studi dedicati alle tecnologie per dare spazialità alla nostra percezione del suono registrato o trasmesso. Non mancano gli standard per la rappresentazione spaziale del suono, come gli appassionati di Surround 5.1 sanno perfettamente. La televisione digitale, specie in versione HD, consente di diffondere piste audio compatibile con questi sistemi, definiti a livello ITU. Ma questi sistemi presentano alcuni inconvenienti quando si tratta di trasmettere o archiviare digitalmente i contenuti: la quantità di banda occupata è molto ingente e, fatto non trascurabile, i sistemi come il 5.1 sono pensati per determinate configurazioni di altoparlanti e non è facile uniformarsi a un determinato standard, anche per chi deve fruire di questi servizi. L'interesse dei ricercatori del North Lab si è spostato quindi verso una tecnica nota dagli anni 70 con il nome di Ambisonics, dove l'obiettivo è ricostruire un campo sonoro tridimensionale intorno all'orecchio dell'ascoltatore, non dell'altoparlante.
Una perifonia "binaurale" più leggera come quella resa possibile da Ambisonics è molto più praticabile e di fatto esistono già diversi esempi ricavati proprio dall'esperienza delle stazioni radio. Un esempio tra tutti, quello di Svergognando la morte, radiodramma di Sergio Ferrentino trasmesso dalla Radio della Svizzera Italiana, proprio in stereofonia binaurale. A chi volesse praticare qualche esperimento fatto in casa, suggerisco il sito di Convolver, un filtro digitale FIR (finite impulse response) open source per Windows. Tra le varie possibili sperimentazioni che si possono portare avanti con uno strumento di questo tipo c'è appunto la spazializzazione di una sorgente monofonica, che può essere virtualmente "fatta ruotare" intorno al punto in cui si trova l'ascoltatore. Ho citato Convolver perché le sue pagine su Sourceforge offrono molte spiegazioni, ma ci sono progetti per la codifica e la decodifica di audio binaurale anche per altre piattaforme, per esempio Gnaural o SbaGen. Altre informazioni e strumenti software si possono trovare sulle pagine che Angelo Farina, docente dell'Università di Parma, ha dedicato alla questione. A Parma è stato addirittura creato un apposito spazio museal/concertistico pubblico, la Casa del Suono, dove viene realizzato un nutrito programma di attività incentrate sulla spazialità del suono riprodotto.

Audiopress, il podcasting diventa mobile

Una nuova app per iPhone, Audiopress, rende molto più semplice l'uso in mobilità dei vostri podcast preferiti, permettendo di selezionare i podcast più interessanti in un catalogo continuamente aggiornato o di aggiungere i feed di nuovi podcast e importare l'elenco dei podcast dalle cartelle personali di iTunes. L'applicazione mobile supera così i limiti della applicazione iTunes di iPhone, dove è sempre necessario individuare le puntate di podcast desiderate e scaricarle. Il programma Audiopress può anche fungere da interfaccia per la sintonia dei programmi radiofonici in streaming, almeno per quelli nei formati MP3 o AAC.


Lo studio Edison Research/Arbitron sulla situazione del podcasting nel mercato statunitense rivela un certo appiattimento nelle curve di adozione di una forma di consumo dei contenuti audio equiparabile all'ascolto di una stazione radio "non lineare" o con palinsesto personalizzabile. Se i podcast non diventano più popolari, la loro audience sta evolvendo sul piano qualitativo e dei comportamenti. The Current State of Podcast 2010, presentato per la prima volta lo scorso ottobre al Blogworld New Media Expo di Las Vegas e oggi scaricabile in pdf dal sito Edison (che permette anche di riascoltare la conferenza presentata a Las Vegas di Tom Webster), afferma che il podcasting è conosciuto dal 45% dei consumatori e praticato dal 23% degli individui dai 12 anni in su, pari a circa 70 milioni di americani. I valori sono molto simili a quelli dello scorso anno, segno che le quote si sono stabilizzate, ma è interessante osservare i dati relativi al comportamento dei consumatori, che si spostano gradualmente dal computer verso i dispositivi mobili, non solo i classici lettori mp3 ma in misura crescente i telefoni cellulari e gli smartphone. Emerge anche - e non è una sorpresa - la maggiore propensione di chi ascolta i podcast nei confronti delle tecnologie mobili. La radio non lineare si sposa benissimo con un concetto di smartphone sempre più somigliante a un dispositivo portatile universale, sul quale concentrare attività come l'ascolto delle notizie, degli approfondimenti, della musica.
Audiopress sembra fatta apposta per questa nuova generazione di ascoltatori, proprio perché è stato concepito come centralina di controllo per l'accesso a una variegata tipologia di contenuti audio. La app è gratuita e si apre su un menu con due funzioni principali: la gestione delle Playlist e dei podcast/stream configurati dall'utente e la scelta all'interno di un Catalogo tematico che gli autori di Audiopress aggiornano regolarmente (almeno si spera) con nuovi podcast, canali radio e Web radio in streaming e - caratteristica molto interessante - un innovativo servizio di lettura in sintesi vocale di articoli di giornali (per ora i contenuti letti sono quelli di Associated Press, per i quali è possibile impostare un allarme su determinate parole chiave, in modo che tutti gli articoli riferiti a quell'argomento vengano segnalati e letti automaticamente).
Una funzione di ricerca permette di individuare nel catalogo i contenuti associati a una parola chiave. L'utente di Audiopress può arricchire la sua esperien
za e le playlist collegandosi al sito Web dello sviluppatore (ci si può registrare anche con il proprio account su Facebook).
Tra le varie funzioni gestionali c'è la possibilità di inserire i link ai podcast preferiti, trasformando Audiopress in un aggregatore portatile. Si possono anche importare in formato OPML i feed gestiti da altri aggregatori, incluso iTunes. Ho cercato di inserire dei link agli stream, ma non mi è riuscito. A meno che qualcosa non mi sia sfuggito forse per il momento ci si deve accontentare degli stream live che sono riportati nel Catalogo. Audiopress è una applicazione piuttosto recente ma promette bene, soprattutto per il suo funzionamento come aggregatore gestibile da iPhone o dal computer via Web. Mi piacerebbe che fossero potenziate le opportunità di accesso e memorizzazione degli stream in tempo reale, ma per quanto riguarda i podcast funziona molto bene come aggregatore e sottoscrittore di contenuti aggiornati periodicamente.
Una alternativa a Audiopress è stata sviluppata in Italia e - come forse avete intuito visto che ne ho parlato parecchio - si chiama DriveCast. Combinando la versione Web based di Drivecast con la sua applicazione per iPhone, è possibile gestire i podcast in modo abbastanza simile al caso di Audiopress.
Rispetto a quest'ultima DriveCast non mette a disposizione un catalogo portatile di contenuti così ben classificati e illustrati (Audiopress in questo è veramente efficace grazie a un ottimo lavoro redazionale). Su DriveCast per iPhone ci si limita semplicemente a verificare i contenuti della propria libreria multimediale e a sincronizzare/prelevare i singoli elementi.
In compenso DriveCast riesce a gestire anche le registrazioni audio e video da fonti radiofoniche e televisive, consentendo poi di sincronizzare con iPhone/iPod i contenuti che sono stati salvati nello spazio Web personale assegnato a ciascun utente. Recentemente DriveCast ha introdotto anche una importante novità: l'ascolto diretto di stream radiofonici in tempo reale. Gli sviluppatori torinesi di DriveCast, gli amici di In Rete, hanno aperto la loro piattaforma alle stazioni radio che vogliono allargare le proprie opportunità di ascolto via Web e hanno potenziato il catalogo della versione Web (le "Sorgenti") ordinandolo in due categorie: Radio e Podcast. Scegliendo le fonti della prima categoria si apre una finestra di anteprima con le miniature di decine di stazioni radio Web in italiano e altre lingue e per ciascuna icona ci sono quattro possibilità: Ascolta, Registra, Favorita e Sito Web. Un sistema di segnalazione/validazione delle URL permette di aggiungere al catalogo DriveCast le stazioni non ancora classificate, a patto che il formato dello stream sia compatibile.
Tornando alle versioni mobili di Audiopress e DriveCast, immagino che se si potesse combinare la semplicità e la completezza del Catalogo della prima con le funzioni di ascolto/registrazione e di segnalazione di nuovi stream che troviamo nella seconda, avremmo davvero una centrale di controllo dei contenuti audio molto potente.

14 dicembre 2010

Un posto (software) a due passi dal sole

Un incredibile strumento software (open source, multipiattaforma e disponibile anche in versione Web based) per accedere ai dati di imaging e astrofici sul nostro sole è stato rilasciato oggi dall'ESA. JHelioviewer è una spettacolare finestra aperta sul disco nel nostro astro, sia in tempo reale sia per quanto concerne i dati di un archivio alimentato da due missioni spaziali: l'ESA/NASA Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) e il Solar Dynamics Observatory (SDO). Per molti si tratterà di immagini e informazioni assolutamente inedite, inserite in una interfaccia divulgativa che aiuterà a far luce sui misteri della meteorologia spaziale e di tanti fenomeni della fisica planetaria e della propagazione delle onde radio.
Il software (Windows, Mac e LInux/Java) può essere prelevato dal sito www.jhelioviewer.org o consultato nella versione Web all'indirizzo www.helioviewer.org

ESA offers a new way of looking at the Sun
14 Dec 2010

ESA has released interactive, open-source software that gives both scientists and the public an unprecedented insight into the ever-changing face of the Sun. JHelioviewer allows easy access to over 14 years worth of data from the ESA/NASA Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) along with the latest information beaming back from NASA's Solar Dynamics Observatory (SDO).
The Sun has been under almost constant human surveillance from space since the SOHO mission was launched in December 1995. Since then, the space telescope has delivered a daily stream of 250MB of solar data back to researchers on Earth. With 12 instruments on board, probing every area of our star - from its interior out to the corona and the solar wind - SOHO has compiled a vast library of solar data. This solar opus is beginning to be complemented by SDO, which is returning 1.5TB of data per day. At 6000 times the data rate of SOHO, and containing a constant stream of high-resolution images of the Sun over 10 spectral channels, the volume of data from SDO has made it necessary to develop new ways of visualizing the data. This will be key in achieving SDO's goal of helping scientists understand how the Sun's magnetic field is generated and structured and how this stored magnetic energy is converted and released into the heliosphere.
The challenge is that with this vast and ever-growing forest of data it is hard to see the wood from the trees. "If you wanted to study a phenomenon in a specific region on the Sun on a certain day then you needed to download a large volume of data and calibrate it with the appropriate software. As part of a lengthy process you'd turn it into an animated sequence, that may or may not turn out to be useful," Daniel Müller, SOHO Deputy Project Scientist, explained. "JHelioviewer is a novel way of visually browsing the archive; you can quickly identify interesting stuff and then go and get the scientific data. It greatly speeds up the process," he added.
Developed as part of the ESA/NASA Helioviewer Project, JHelioviewer is an interactive, simple to use index of the data gleaned from fifteen years of watching the Sun from space. However, the true power of the tool lies in its ability to allow cross-referencing of different aspects of the large data sets; many events observed on the Sun are interconnected and occur over vastly different temporal and spatial scales. For the first time, JHelioviewer allows users to overlay series of images from the Sun, from different instruments, and compile an animated sequence, which they can then manipulate as they watch, in order to follow a solar event from start to finish.
"All solar scales are coupled: you have small scale phenomena tying into large scale events. We now have a unique tool to tackle this hierarchy of scales," said Müller. He went on to say: "Before, you could either see the large-scale corona, or small patches on the solar surface. But you've never had the option to overlay the two and zoom in and out as you watch the Sun's activity evolve."
In this marriage of scales lies fresh potential for scientists to tackle some of the most pressing issues in modern solar physics. With more than 14 years worth of SOHO data now easy to access, users can follow the Sun's changing activity over an entire 11-year solar cycle. Alternatively, the differential rotation of the Sun can be compensated for, allowing sunspots - indicators of solar activity cycles - to be tracked as they rotate across the solar surface. Researchers can also juxtapose images of the Sun's corona, from SOHO's LASCO coronagraph, with concurrent ultraviolet data of the lower corona, provided by the EIT instrument, and MDI measurements of the magnetic field on the solar surface. This can be done with the minimum of fuss, allowing more time for the links between coronal mass ejections (CMEs) and activity on the solar surface to be explored.
This leads on to the phenomenon of 'space weather': a term brought into everyday language through the pioneering work of SOHO over the last decade and a half. "JHelioviewer will help the search for the triggers or proxies that then translate into geomagnetic phenomena such as storms in Earth's magnetosphere," Müller suggested. Knowledge of such trigger mechanisms could allow Sun-watching scientists to give prior warning of such events, which have the potential to damage satellites and power grids.
And as well as opening up the Sun to solar researchers, JHelioviewer has already caught the eye of the wider scientific community. "We've already had discussions with the Mars Reconnaissance Orbiter team, as well as with the medical world, about how they might use the open-source software to analyse massive data sets in their own respective fields," Müller revealed.
However, the potential impact of JHelioviewer reaches out beyond the scientific community; the software has been specifically designed to be used by the non-expert as well. Interested members of the public have access to just the same data as the scientists and can use it to explore the Sun for themselves. "It puts millions of SOHO images at your fingertips. Anyone with a computer and internet access can use it to make a movie of how the Sun evolved over the last decade," pointed out Müller. "You could even see how the Sun looked on your birthday or Christmas; you can pick and choose whatever you like," he added.

JHelioviewer has been developed as part of the ESA/NASA Helioviewer Project (Principal Investigators: Daniel Müller (ESA), Jack Ireland (ADNET Systems, Inc. / NASA Goddard Space Flight Center)) by an interdisciplinary team of solar physicists and software developers. It is based on the JPEG 2000 image compression standard and written in Java and OpenGL. The server hosting the software and related JPEG 2000 files is located at the Solar Data Analysis Center (SDAC) at NASA's Goddard Space Flight Center.
The JHelioviewer software is available to download for several operating systems. It is complemented by the website Helioviewer.org, a web-based image browser.

11 dicembre 2010

Compressionica dinamica, qualche tool software

Una domanda formulata all'esperto di tecnologie del quotidiano Guardian nella rubrica AskJack (grazie a Francesco Delucia) mi consente di presentare una serie di interessanti tool di trattamento audio, alcuni crossplatform ma in maggioranza Windows oriented. La domanda originale riguardava il problema dell'ascolto della musica in automobile e il lettore si chiedeva se esistesse un modo per ottenere una compressione della dinamica, in pratica un annullamento della differenza tra i piani e i forti, che potesse facilitare l'ascolto in condizioni molto rumorose:
If you were a talented audio engineer, you could listen to each track and then reprocess it using a sound program such as Audacity to create an in-car version. However, very few people have the talent, and nobody really has the time. However, if you have a lot of MP3 files that have different sound levels, then it might help if you normalised them all using MP3Gain software. For more information on the proposed Replay Gain standard implemented by MP3Gain and variants such as AACGain, see the Hydrogen Audio wiki.
In terms of reprocessing files, SoX, "the Swiss Army knife of sound processing programs", will certainly do what you want. However, SoX is a command line utility, which is unlikely to appeal to many ordinary users.
Stereo Tool is a user-friendly graphical Winamp plug-in that is available in free and registered versions, and claims to deliver "professional quality audio processing". One suggestion from the excellent Hydrogen Audio site is to use Foobar 2000 with the VLevel component: this is "a dynamic compressor which amplifies the quiet parts of music", which is what you want.
However, I reckon your best bet is Chris's Dynamic Compressor, which is sometimes called "Chris' compressor". The standalone version works either as a command line tool or as a graphical program. It probably works best with WAV files but the site says it does allow you to "compress to/from MP3s (LAME required)".

Ne ho parlato con un amico e lettore che se ne intende e mi piace riportare qui il suo parere. Aggiungo che la questione della compressione dinamica è un tema che domina negli studi di regia della radio. Quasi tutta la musica che siamo abituati ad ascoltare in radio ha una dinamica compressa, per adattarsi meglio ai requisiti di spettro, alla banda passante e alla dinamica dei ricevitori e far risaltare meglio i pianissimo evitando che i fortissimi possano creare distorsioni.
«A quanto pare il tipo paradossalmente si lamenta dell'eccessiva qualità della musica digitale; sì, perché ai tempi d'oro del vinile si spendevano ingenti somme per ottenere la più alta dinamica possibile tra i più deboli pianissimi e le cannonate della 1812 Overture, minimizzare il fruscio di fondo e contemporaneamente non distruggere gli altoparlanti. Ora con 16 bit hai a disposizione 96 dB di dinamica e pretendere di ascoltare musica sinfonica con pp e ff in auto dove il piedistallo di rumore ambientale è ben sopra la soglia di udibilità vorrebbe dire avere i fortissimi oltre la soglia del dolore o di distruzione di coni e timpani ;-)
Per musica pop-rock-disco no problem, è sempre più o meno a palla, regoli medio e va bene sempre. Per la sinfonica il mio parere è: lasciar perdere l'ascolto in car, a meno di viaggiare su asfalti speciali in una superlimo in territori semidisabitati; mi rifiuto di rovinare pregevoli registrazioni DDD con compressori di dinamica per mantenere il suono a medio livello, oppure dovrei sobbarcarmi la seccatura di una duplicazione dell'audioteca in formato compresso ad uso car, no grazie.
Tecnicamente parlando niente di nuovo sotto il sole, niente che non ci sia già in Audacity volendolo fare; i tools citati sono abbastanza noti da un po', ma comunque sarebbe interessante un assaggio del "Chris compressor" con qualche brano campione di dimamica, per sentire cosa ne risulta su strada. Fra l'altro è disponibile in forma di plugin per Audacity e quindi dovrebbe essere comodo da applicare.»



Montage, il Web magazine istantaneo di Microsoft


Con un ufficio a Redmond e uno a Cambridge, Regno Unito, i Fuse Labs sembrano fatti apposta per smentire anni di scetticismo sulle capacità innovative di Microsoft. Tra i tanti progetti molto stimolanti messi a punto dai Fuse Labs c'è Montage un meccanismo di mashup che può ricordare l'interfaccia dei quotidiani istantanei di Paper.ly, ma è decisamente più orientato al mondo dei tablet e non richiede l'identificazione di specifici flussi da impaginare. Montage consente in pratica di realizzare un "instant magazine" molto elegante e ricco di illustrazioni, mettendo insieme notizie, twitter e altro materiale estratto dal Web e dai siti Microsoft sulla base di una parola chiave. Le riviste possono essere ulteriormente personalizzate e condivise tra gli amici. Quelli che vedete qui sono i due risultati ottenuti con "radio" e con "shortwave". Provate anche voi Montage a questo indirizzo:


20 novembre 2010

Il promettente connubio tra analogico e digitale

Arrivano altre novità dall'amico Cédric e dal suo blog DxFm & DxTv, dove vengono periodicamente pubblicati filmati e snippet sulla sperimentazione di radio-on-chip come la Silicon Labs Si4735 e microcontrollori come Arduino. Recentemente Cédric è riuscito a collegare il 4735 a una scheda Seeeduino e in questo filmato YouTube c'è un esempio di semplice interfaccia grafica che permette di pilotare la sintonia del chip in banda FM e visualizzare le informazioni RDS.



Ha ancora senso impegnare tante energie su trasmissioni analogiche in questa fase di evidente ridiscussione della tecnologia su cui si sono basati circa 60 anni di radiofonia? Al di là degli aspetti hobbystici che dominano in questo tipo di esperimenti, sono convinto di sì. Se ammettiamo che la radio via etere, il modello radiofonico diffusivo ha ancora un ruolo, uno dei modi per affrontare gli evidenti limiti della modulazione analogica FM agendo da entrambi i lati. Sul fronte trasmissivo le sottoportanti RDS possono diventare un mezzo ancora più efficace per stabilire delle connessioni crossmediali tra le emissioni FM e i contenuti di Internet. Sul versante della ricezione mi sembra ci sia ancora molto spazio per ricevitori più evoluti, capaci di sfruttare meglio la qualità intrinseca della modulazione FM e ridurre gli effetti negativi dell'affollamento dell'etere o della rumorosità ambientale. Dentro al chip Silicon Labs sono in funzione gli stessi principi software defined radio che caratterizzano prodotti molto più evoluti ma a un costo assai più contenuto. L'abbinamento tra questa tecnologia, che ingloba di suo parecchio DSP e il microcontrollo, può sfociare in ricevitori molto più smart dal punto di vista delle interfacce utente e molto più robusti sul piano della fedeltà dell'audio.
Una piccola parentesi sulla scheda Seeeduino, che viene dal costruttore cinese Seeed Studio, di Shenzhen. Il suo catalogo prodotti è sorprendente, pieno di controller, sensori, strumenti di misura. C'è persino la possibilità di ordinare per 89 dollari il DSO Nano v2 un oscilloscopio 0-1 MHz poco più grande di una carta di credito, costruito intorno a un microchip ARM Cortex. A seconda delle versioni, con chip Atmega 328 o 328P, i prezzi di Seeeduino sono compresi tra i 22 e i 40 dollari. Ovviamente si parla di elettronica digitale da hobbysti, non di strumentazione o hardware professionale. Ma il potenziale esprimibile, anche in termini di apprendimento, mi sembra enorme.

18 novembre 2010

Podcasting, la scia sonora della navigazione

"Hold that sound" è un concept della londinese Mint Digital (lo sviluppatore di Pop Radio, la piattaforma per l'ascolto sociale della radio ideata dai BBC Radio Labs). L'idea fa parte di un gruppo di quattro progetti della cosiddetta "Android Challenge", una gara bandita per premiare le applicazioni più innovative. Da questo gruppo verrà selezionato quello da trasformare in una app per il sistema operativo Android. C'è da sperare che sia proprio Hold that sound, anche se Baseball Matchup, l'applicazione di augmented reality dedicata allo sport popolarissimo negli USA potrebbe avere un mercato molto più ampio.
Come funziona Hold that sound? Geniale: quando incontriamo sul Web un clip audio che ci piacerebbe ascoltare con più calma, basta un click per taggarlo. L'informazione finisce in un repository gestibile attraverso una app sul proprio telefonino Android. La stessa app permette di sincronizzare il download dei file taggati sul telefonino che diventa così un player per il riascolto in movimento dell'audio preferito. Un concetto - costruirsi brano per brano la propria Web radio in differita - che assomiglia alla proposta di DriveCast, anche se trovo quest'ultimo più pratico per la possibilità di registrare gli stream e le Web radio. Interessante però il fatto che con Hold that sound sia possibile assemblare un palinsesto di contenuti che in seguito vengono scaricati sul dispositivo Android o ascoltati direttamente in streaming. Hold that sound è un'idea di Kejia Zhu.
Nella minuziosa descrizione di questo progetto scopro il riferimento a un altro servizio Web based un po' meno completa ma altrettanto utile per taggare i contenuti audio. Il servizio si chiama HuffDuffer e questo per un appassionato di radio basta e avanza. Il termine ricalca la pronuncia dell'acronimo HF/DF, high frequency direction finding, la tecnica di triangolazione dei dei radiotrasmettitori di cui non si conoscono le coordinate geografiche. Anche qui quando incontriamo un file mp3 che ci piace, basta cliccare sul bookmarklet di Huffduffer salvato nella barra dei preferiti nel nostro browser. Si aprirà una finestra popup da completare con la URL del file, la descrizione e uno o più tag e... bum! il link finisce nel nostro spazio personale di HuffDuffer, una specie di podcast personalizzato. Il riascolto avviene in diverse modalità: o accedendo allo spazio associato al nostro account HuffDuffer e cliccando direttamente sui player integrato, o scaricando i singoli file, o infine sottoscrivendo con iTunes un abbonamento al feed RSS che viene generato automaticamente dal servizio. Decisamente da provare, peccato funzioni solo con i file con estensione .mp3. Un altro vantaggio di HuffDuffer sono i suoi risvolti social. Con il motore di ricerca interno si possono cercare i podcast realizzati dagli altri iscritti in base ai tag che identificano i contenuti. Un po' come succede con le piattaforme per la creazione di Web radio personali. HuffDuffer è stato sviluppato da Jeremy Keith (alias Adactio), un programmatore irlandese che vive a Brighton.