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21 maggio 2011

Lo streaming di Radio-Touch, al RadioTv Forum

La prossima settimana, dal 24 al 25 maggio, si tiene a Roma, il RadioTV Forum di Aeranti Corallo e tra le presentazioni è prevista quella di Radio-Touch. La ricordate? E' la piattaforma di mobile streaming italiana rivolta agli editori radiofonici e in grado di offrire loro un esteso servizio di presenza su Web e interattività con gli ascoltatori che utilizzano lo smartphone per sintonizzarsi sui programmi. L'avevo incontrata mesi fa in occasione del concorso (in palio un viaggio-stage nella Silicon Valley) tra giovani startup organizzato da Mind the Bridge, una organizzazione di innovatori italiani emigrati negli Stati Uniti high-tech. Radio-Touch non aveva vinto, ma aveva favorevolmente impressionato. La sua idea non è del tutto inedita, ma il prodotto confezionato è innovativo, soprattutto sulla nostra piazza. Ma Radio-Touch ha ambizioni più globali: se siete a Roma può essere interessante partecipare all'evento.

Rivoluzionare l’ascolto radiofonico su smart-phone, renderlo interattivo, multimediale e dinamico. E’ questa la mission proposta dall’innovativa tecnologia di Radio-Touch che sarà presentata il 24 e 25 maggio nel corso del RadioTV Forum di Roma.
Un nuovo concetto di radio app che permette all’ascoltatore di interagire con l’emittente radiofonica che sta ascoltando. Come? Attraverso l’invio di un flusso di dati e di immagini parallelo e contestuale a quello sonoro dell’emittente in ascolto. Pubblicità interattive, schede dei cantanti e dei brani in onda, presentazioni, video, link renderanno ricca di contenuti la radio, durante e dopo l’ascolto. I contenuti inviati sulla app possono essere infatti salvati dagli utenti, per essere rivisti anche in un secondo momento.
Il flusso inviato verso gli smart-phone dal software di Radio-Touch, in dotazione all’emittente, permetterà all’utente di partecipare a sondaggi, di inviare commenti, di effettuare acquisti o di prenotare direttamente un posto al ristorante di cui si sta vedendo ed ascoltando lo spot.
Queste sono solo alcune delle possibilità offerte da Radio-Touch. La stazione che ha in dotazione il software potrà svolgere infatti un’attività di marketing a 360°. La app di Radio-Touch permetterà di inviare banner pubblicitari degli inserzionisti in aggiunta agli spot audio. Un modo per rafforzare il brand di un cliente e per permettere agli ascoltatori di entrare direttamente in contatto con esso, con link al sito web, alla promozione in corso o tramite la possibilità di effettuare chiamate dirette verso l’inserzionista, che sarà anche raggiungibile con mappe interattive.
Dalla piattaforma di Radio-Touch ogni station manager potrà controllare con grafici dettagliati quanti utenti hanno scaricato la app della propria stazione, dove questi sono localizzati, quante persone si sono sintonizzate in un determinato periodo e quali contenuti, fra quelli inviati dal software, sono stati maggiormente cliccati dagli ascoltatori. L’audience della app è quindi sempre monitorata.

06 novembre 2010

Radio-Touch, un ponte tra radio e smartphone

I concorsi per startup tecnologiche sono situazioni in cui si discute di applicazioni, software, dispositivi della prossima generazione. In genere i protagonisti sono gli smartphone, i chip più avanzati, non le invenzioni dell'inizio del secolo scorso. Eppure non mi ha sorpreso del tutto trovare la case history di Radio-Touch nella documentazione stampa del "Venture Camp 2010" organizzato a Milano da Mind the Bridge, una fondazione creata da "expat" italiani nella Silicon Valley che ogni anno seleziona un gruppo di aziende high tech debuttanti e lo trasferisce per qualche tempo in California per facilitare i contatti tra i giovani imprenditori italiani e il mondo del venture capital.
Anche l'idea di Radio-Touch - si legge ancora nella cartella stampa - consiste in una piattaforma e una app personalizzata che serve gettare un ponte, tra l'ascolto della radio (e potenzialmente della televisione) e le informazioni e l'interattività di Internet mobile. Ho subito chiesto al fondatore Alberto Gasparini, uno sviluppatore Java indipendente, se ha mai sentito parlare di RadioDNS, lo standard per metadati che consente di dimensionare i flussi RDS per stabilire appunto una connessione tra un programma radiofonico e un servizio Web. Lui mi ha risposto che originariamente con i suoi soci Giovanni Agazzi e Paolo Portioli voleva orientarsi verso qualcosa del genere. Ma poi lo sviluppo della tecnologia di Radio-Touch ha preso una strada un po' diversa. Nel suo "sale pitch" di cinque minuti (il tempo riservato ai concorrenti di Mind the Bridge per presentare le loro iniziative ai giurati e al pubblico), Gasparini esordisce dicendo che pur essendo un mezzo molto diffuso la radio non ha nessun modo di stabilire se un brano trasmesso o un libro recensito possono stimolare nei loro ascoltatori il desiderio di acquistarli; o di misurare direttamente l'impatto di una campagna pubblicitaria. Con Radio-Touch la cosa diventa possibile grazie all'integrazione tra radio e cellulari.
Alla fine ho chiesto a Gasparini di spiegarmi meglio il funzionamento di questa integrazione. Invece di fare affidamento su dispositivi smart che possano combinare l'ascolto radio e la navigazione Web o su altri automatismi, il sistema si rivolge da un lato agli editori radiofonici, dall'altro agli utenti di smartphone. Questi ultimi sapranno (perché glielo dice la loro radio preferita) che quando sono all'ascolto troveranno grazie a una "app" sul cellulare un flusso parallelo di dati (per esempio delle informazioni real time sul traffico) e soprattutto la possibilità di interagire con il contenuto radiofonico, sempre sincronizzato con il flusso dati "ricevuto" dallo smartphone. Rispetto al RadioDNS, questo approccio richiede che l'utente si faccia parte attiva. Chi ascolta poniamo l'autoradio deve anche fare riferimento allo smartphone. Il vantaggio è che non occorre chiudere il cerchio con dispositivi "consci" del flusso di metadati RadioDNS. Anche se immagino che in futuro potranno essere apparecchi compatibili con la tecnologia.
Soprattutto gli editori radiofonici saranno più coinvolti, perché a loro spetta il compito di riempire il contenitore sincronizzato che Radio-Touch mette loro a disposizione con la sua piattaforma e le app personalizzate (per le stazioni che dispongono già di una loro app per smartphone è possibile "potenziare" queste ultime in modo che possano usufruire del sistema). Si tratterà tuttavia di un impegno che - è la scommessa di Gasparini & C. - le stazioni radio saranno più che disposte ad accollarsi per offrire ai loro ascoltatori e agli inserzionisti un servizio in più e per integrarsi meglio con gli altri media digitali. Per le radio più piccole Radio-Touch pensa già di offrire delle app "collettive" o una propria app che permetta di seguire i flussi di informazione/interazione dell'emittente.
I fondatori di Radio-Touch hanno già preso contatto con le radio del gruppo L'Espresso e con RDS, che a quanto sembra hanno manifestato un grande interesse per l'iniziativa, ancora in beta (verrà rilasciata a breve). Ma hanno discusso anche con i Centri Media, le società che pianificano le campagne pubblicitarie e anche questi ultimi hanno capito il potenziale della tecnologia come strumento analitico e misuratore dell'efficacia degli spot. In teoria l'interazione che Radio-Touch aggiunge all'ascolto della radio potrebbe servire, secondo me, anche per la misurazione dell'audience, basterebbe creare un campione di ascoltatori-tipo e dotare i componenti di smartphone. In ogni caso è un'idea intrigante e dimostra, come riconosce lo stesso Gasparini, che la "semplice" radio in FM continua ad avere una incredibile vitalità e riesce ad arrivare alle innovazioni prima di altri media.
Potete ascoltare l'audio dell'intervento di Alberto Gasparini al Mind the Bridge qui di seguito:



Qui invece c'è la breve intervista che ho raccolto subito dopo, con il sottofondo del rumore generato dal "networking" di imprenditori, venture capitalist, giornalisti e docenti di innovazione che hanno animato ieri e oggi l'evento milanese, organizzato nella sala Dino Buzzati della Fondazione Corriere della Sera. Tutte le presentazioni e la discussione si sono svolte in lingua inglese:



Radio-Touch aveva già conquistato il terzo posto a Simagine 2010, un'altra gara per applicazioni per la mobilità bandita nel giugno scorso a Roma dalla SimAlliance, l'alleanza mondiale dei fabbricanti di Sim Card per telefonini.