28 maggio 2008

Le 56 sedi di Radio Maria a convegno in Umbria

A Collevalenza, in Umbria, è in corso il congresso mondiale della World Family di Radio Maria, una realtà mediatica ormai presente in 56 nazioni (e su una ventina di frequenze a Milano e ovunque in Italia). Ecco la cronaca dell'evento raccontata da Zenit:

La voce di Maria si diffonde nel pianeta
Riuniti a Collevalenza i direttori e i presidenti delle 56 "Radio Maria" del mondo

COLLEVALENZA, lunedì, 26 maggio 2008 (ZENIT.org).- Si è aperto questo lunedì a Collevalenza (Pg) l'incontro che vede riuniti tutti i direttori delle radio e i presidenti delle associazioni che promuovono e diffondono "Radio Maria" nel mondo.
Nata nel gennaio 1987 in Italia, "Radio Maria" si è diffusa nei cinque continenti ed è oggi presente in ben 56 Paesi.
Tutti i direttori sono sacerdoti, secolari e appartenenti a 15 differenti Ordini religiosi. L'incontro di Collevalenza mira ad approfondire l'identità cattolica di "Radio Maria", con l'obiettivo di riuscire nell'opera di rafforzamento e diffusione della fede cristiana.
I lavori sono stati aperti da padre Livio Fanzaga, presbitero italiano dell'ordine dei Padri Scolopi, direttore di "Radio Maria", che ha fatto riferimento a un intervento pronunciato a Lourdes dal Cardinale Ivan Dias per spiegare che il rischio di perdere la fede "rientra nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all'inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine".
Padre Livio ha sottolineato il ruolo della Vergine Maria, decisivo per le sorti del confronto tra bene e male. Il direttore di "Radio Maria" ha indicato il male nel "relativismo che vuole creare una società senza Dio" e che "erode i valori permanenti e immutabili del Vangelo".
(continua)

"La lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male". L'onnipresente spauracchio del "relativismo"... Mai nessuna esitazione, nessun dubbio, eh Padre Livio? Questa sera ho dovuto lavorare, ma con mezzo occhio seguivo la docufiction su don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia. Guardatevi oggi la seconda puntata, ne vale la pena. Era di Fossoli, don Zeno, un posto, in Italia, dove per diverso tempo il male assoluto aveva trionfato nel peggiore dei modi. Non lo sapevo, ma il primo nucleo dell'esperienza di Nomadelfia iniziò nel 1947, quando i giovani "apostoli" di quel prete scomodo strapparono il filo spinato del campo di concentramento di Fossoli. Cercavano, almeno loro, di cancellare l'abominio voluto tra gli altri dagli italiani che oggi ci vengono additati come esempio in nome di una conciliazione in cui non crede nessuno, con l'unica "arma" che don Zeno gli aveva insegnato a usare: l'amore. Avrebbero simpatizzato con la lotta permanente di Padre Livio?

Phoenix, la radio UHF ha fatto le bizze

Problemi di comunicazione per la sonda Phoenix, felicemente atterrata sul suolo marziano e ora pronta a perforarne la superficie alla ricerca di tracce biochimiche di rilievo. Il link UHF tra il modulo orbitante che agisce da relay tra le stazioni di terra e la sonda, non ha funzionato a dovere. Il modulo comunica a sua volta con mission control attraverso i link a 8 GHz nella X Band. Leggetevi la preziosa introduzione di Thierry.
Secondo Fuk Li, manager del Mars Exploration Program, l'episodio potrebbe essere dovuto a un transitorio provocato dai raggi cosmici.

Radio glitch hinders Mars lander mission

1 hour ago

WASHINGTON (AFP) — A communications glitch between the Phoenix Mars probe and Earth has delayed operations, two days after the spacecraft landed on the Red Planet in search of conditions to support life, NASA said Tuesday.
A "transient event" knocked out UHF radio transmissions between Phoenix and the Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), which relays data and instructions between the Phoenix and Earth, said Fuk Li, the Mars Exploration Program manager at NASA's Jet Propulsion Laboratory in Pasadena, California.
The problem forced the mission to delay starting the deployment of the spacecraft's 2.35-meter (7.7-foot) backhoe-like arm, to be used to dig into the icy soil of the Martian arctic to collect samples.
Li said a possible cause of the MRO radio failure -- which he said had never occurred before -- was high-speed cosmic ray particles colliding with it.
National Aeronautics and Space Administration scientists were actively working to repair the glitch, he said.
The problem was not with the Phoenix, Li emphasized. "We know for sure it is with MRO.... Phoenix is healthy," he added.
While the incident had delayed sending instructions to the Phoenix that would tell its equipment what to do, its three-month mission to probe the Mars arctic permafrost for habitable conditions was not in jeopardy, Li said, because another orbiter, the Odyssey, can serve as a communications backup.
NASA officials said meanwhile another small problem, of equipment potentially obstructing the robotic arm's deployment, had been cleared. "Phoenix has performed extremely well, beyond our expectations. Currently it is in great shape," Gary Napier, spokesman for Lockheed Martin Space Systems, which built the lander, told AFP earlier Tuesday. "We hope to start digging into the Martian soil sometime in about a week" after the arm is set up and programmed for the operation.
The mission's main aim is to see whether the frigid polar region has had or has had in recent history the conditions to support microbial life -- the presence of water in its liquid form, and key elements like carbon, nitrogen, phosphorus and hydrogen.
Researchers believe that under the dust coating of the Martian arctic, there lies an icy layer that hardens and softens with the planet's seasons that could give evidence of those conditions.
Photographs from Phoenix showed polygonal shapes on the surface that NASA scientists believe are evidence of the subsurface ice repeatedly thawing and refreezing. "All of this is prime digging area," Peter Smith, Phoenix principal investigator at the University of Arizona, told reporters Tuesday. "This is a place we are going to get to know very well over the next three months."
Once deployed, Phoenix's robotic arm has the ability to dig up to half a meter (20 inches) below the surface, the farthest point at which scientists think it will have to go to reach a permafrost-like layer and water ice. "We expect the ice to be somewhere in that five to 12 inches (13-30 centimeters) range below the surface," Napier said.
The arm will deliver samples of the soil and ice to equipment on board the Phoenix platform for detailed chemical and geological analysis.
The equipment includes the microscopy, electrochemistry, and conductivity analyzer (MECA) which combines a wet chemistry laboratory, a probe for thermal and electrical conductivity, and optical and atomic force microscopes.
The other key instrument is the thermal and evolved gas analyzer (TEGA), which combines a high-temperature furnace and a mass spectrometer instrument to assess the soil samples.
A second key goal of the Phoenix mission is to study the present and past climate of the polar region, never before visited by a probe from Earth, to better understand how wind, temperatures and water in all its forms have shaped the planet's geology.


27 maggio 2008

USA: voci autorevoli per l'immigrazione messicana

Qualche sera fa sogguardavo il programma televisivo Tatami, dove a un certo punto mi sono trovato a penare davanti a una discussione tra Moni Ovadia e un rappresentante leghista del consiglio comunale di Milano. Uno che non mi va di citare per nome ma che viene spesso invitato su RAI 3 per fare la parte del leghista da manuale e dare voce a quei sentimenti di destra che la sinistra viene accusata di trascurare. Per certi versi è un compito ingrato, ma il nostro se la cava benissimo. Tanto più che fare il mastino oggi paga, eccome, nel segreto delle urne elettorali.
L'argomento ovviamente era la "sicurezza", che nel nostro vocabolario politico-televisivo oggi serve solo a definire - e quel che è peggio giustificare - un forte sentimento di esclusione nei confronti del diverso, specie se poveraccio e originario dei Carpazi. Lasciamo stare i toni di disprezzo con cui il povero Ovadia, in collegamento da un suo viaggio in Florida, veniva liquidato come uno dei tanti radical chic così lontani dai problemi della gente. Andatevi a leggere L'irritante questione delle camere a gas di Valentina Pisanty e capirete molto della logica (e dei toni sprezzanti) del negazionismo. La tesi favorevole alle leggi draconiane delle espulsioni e dei centri di detenzione sono sempre quelle: il diverso di turno (e ormai la lista è lunghetta) ruba, delinque, non va a scuola. Insomma, "non si integra". Questo detto da uomini politici eletti che in sessanta e più anni di storia della Repubblica non hanno mai fatto neanche uno straccio di politica dell'integrazione. Di politica vera, fatta di strutture di accoglienza, lezioni di lingua italiana, uffici di collocamento, assistenti sociali, interpreti, leggi moderne sull'ingresso, in Italia, di persone che indossano gli stessi identici panni che gli italiani conoscono assai bene, per aver fatto parte di ondate migratorie che hanno dato enormi contributi all'economia, la storia, la cultura di altre nazioni (e guardate che l'argomento per cui gli italiani hanno portato con sé anche una criminalità forse peggiore di quei ladri di polli che oggi ci fanno tanto paura non lo sfioro neppure).
Dedico ai nostri illuminati ma pigri legislatori la storia del Piolìn, popolare conduttore radiofonico ispanico. Eduardo Sotelo ha fatto parte del gruppo di 18 mila immigrati (!) che pochi giorni fa, a Los Angeles, hanno giurato sulla bandiera a stelle e strisce. Con i suoi programmi, ascoltatissimi, Piolìn ha spinto molti suoi connazionali messicani a chiedere la cittadinanza americana. Con un preciso obiettivo: poter votare e portare in Parlamento rappresentati capaci di comprendere le istanze dell'immigrazione. Non sarà questo a far paura alla destra italiana? Eduardo è arrivato negli Stati Uniti da clandestino e precario, ma ha trovato lavoro nella radiofonia, ha conquistato un grande seguito, è diventato importante. E ora che si sente ed è americano a tutti gli effetti, grazie a una seria politica dell'immigrazione, non dimentica le sue origini e vuole che il suo esempio serva a qualcosa. Chissà, magari a fugare le eccessive paure di chi si sente assediato dai "diversi", dalle orde di barbari pronti a erodere presunti privilegi e falsi sensi di superiorità. La diversità è sempre un fattore destabilizzante, ma nove volte su dieci alla fine i risultti sono positivi (guardate per esempio quanto può essere positiva una ricca varietà di programmi radiofonici e televisivi, con buona pace dei profitti goduti da un pugno di oligopolisti).

LA welcomes 18,000 new citizens, a city record
By CHRISTINA HOAG Associated Press Writer
05/22/2008

LOS ANGELES—Record crowds of immigrants—more than 18,000 in all—took citizenship oaths here Thursday, a showing credited to rising fees, a heated debate over illegal immigration and one of the brand-new Americans raising their hands.
In becoming a citizen, radio host Eduardo "Piolin" Sotelo was taking the advice he has frequently dispensed on the nation's most popular Spanish-language radio show. "This is a new page in my life," the native of Mexico said as he was swarmed by well wishers and fans clamoring for a photo. "We have to make a difference."
Sotelo, who came to the country illegally 22 years ago in a car trunk, chronicled his own citizenship process as he urged fellow Hispanics to seek citizenship at a time when immigration is still a hot-button issue and a presidential election is underway. The need for three separate ceremonies at the Los Angeles Convention Center—a local record for the number of people sworn in one day—reflected a 350 percent increase in citizenship applications last summer before immigration fees jumped from $400 to $675 on Aug. 1.
On top of that, Spanish-language media, including Univision and Telemundo, launched massive campaigns to get more immigrants to become citizens and vote. Sotelo, the outspoken host of the Los Angeles-based morning show "Piolin por la manana," has used his syndicated soapbox to rally hundreds of thousands to march for immigration reform and encourage legal residents to become Americans. The show is aired in at least a dozen U.S. markets. "Now we have one more vote to defend our rights," Sotelo said of his citizenship. Sotelo went from collecting cans to working in radio but got fired because he was an illegal immigrant. He later got a work permit in Sacramento, where his radio career began to take off.
Maury Martinez, 32, who was born in El Salvador and emigrated 14 years ago, said the citizenship drives ultimately led him to the convention center where he was sworn in before a giant star spangled banner. "It was everywhere," Martinez said as he clutched a miniature flag in one hand and his citizenship certificate in the other. "I want to vote. It's time we take action to shape the way the country is being run."
New citizens hailed from some 100 countries, with the largest number, 7,770, from Mexico, followed by 1,882 from El Salvador and 1,477 from the Philippines. The government administered 468,878 oaths of citizenship in the U.S. from Oct. 1 through April 30, up 35 percent from 348,591 during the same period a year earlier, said Chris Rhatigan, a spokeswoman for U.S. Citizenship and Immigration Services.
Immigration officials could not immediately say if the number of new citizens set a record nationally. Los Angeles and Miami favor huge ceremonies while other cities administer oaths as soon as applications are approved. Miami has five ceremonies scheduled over two days next week to administer 15,000 oaths at the Miami Beach Convention Center.
While the Orange Bowl in Miami hosted a citizenship ceremony for 14,200 people on July 4, 1986, the Miami office typically has held four ceremonies over two days every three months, administering 12,000 oaths each round at the convention center, said CIS spokeswoman Ana Santiago.
Los Angeles normally has two ceremonies with about 6,000 people each. To the east in Pomona, another regularly held citizenship ceremony produced 10,500 new citizens last month, three times more than usual according to local immigration officials.
Rhatigan said congressional debate to overhaul immigration, which heated up in 2006, fueled an increase in citizenship applications. The plan that would have granted a path to citizenship for millions eventually failed, as did a proposal that would have made illegal immigration a felony.
Voting is a key reason people of all nationalities choose to become citizens, said immigration officials, who had set up voter registration tables inside the ceremony hall as well as a passport application and photo area. "I want to be part of America," said Jay Kim, 27, of South Korea. "I feel it's my home and I want my voice heard."

Parte il DAB+ Aeranti-Corallo da Campalto

Domani a Venezia, conferenza stampa di presentazione delle trasmissioni del nuovo multiplex dall'impianto RaiWay di Campalto, Venezia (grazie anche ad Antonio Tamiozzo).

Conferenza stampa per l'avvio della sperimentazione DAB+/DMB delle emittenti associate ad Aeranti Corallo attraverso il multiplex AERANTICORALLO1 irradiato dall'impianto RaiWay di Campalto, Venezia

Vi informiamo che mercoledì 28 maggio 2008, AERANTI-CORALLO e Ray Way organizzano una conferenza stampa di presentazione dell’avvio della sperimentazione radiofonica digitale DAB+/DMB VR realizzata da emittenti radiofoniche locali associate AERANTI-CORALLO, attraverso il multiplex “AERANTICORALLO1” irradiato dall’impianto Rai Way di Venezia, loc. Campalto, nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra AERANTI-CORALLO e Rai Way.
La conferenza si terrà presso la sede regionale Rai di Venezia, Palazzo Labia, Sala degli Specchi (Campo San Geremia 275, Venezia), con inizio alle ore 11.00.

Durante la conferenza stampa verrà ufficialmente attivato il multiplex “AERANTICORALLO1”.

Il Multiplex “AERANTICORALLO1” diffonde, in tecnica digitale, i programmi delle seguenti emittenti radiofoniche locali già operanti in tecnica analogica (in ordine alfabetico, l’indicazione che appare sul display dei radioricevitori):

4 YOU
BELLLA E MONELLA
BIRIKINARADIO BK
COMPANY
LATTEMIELE
NOVANTA
OTTANTA
PITERPAN
RADIO ADIGE
RADIO CHIOGGIA
RADIO KOLBE SAT
RADIO OREB
RADIO PICO
RADIO PUNTO ZERO
RADIO VERONA
RADIO VICENZA
VALBELLUNA

DAB+: è una tecnologia per la radiofonia digitale che, grazie all’adozione di un sistema di codifica audio molto efficiente (AAC+) consente di veicolare su un unico multiplex (ovvero su un’unica frequenza) oltre 20 diversi programmi audio con qualità superiore a quella delle normali trasmissioni analogiche in FM.

Channel 4 studia il dispositivo salva-DAB

Mentre la tiepida accoglienza rivolta al DAB dal consumatore britannico rallenta il lancio dell'offerta digitale di Channel 4, il Times rivela che il gruppo radiotelevisivo avrebbe commissionato all'industria dell'elettronica di consumo un dispositivo in grado di abilitare alla ricezione del DAB i telefoni cellulari e gli iPod. Costo previsto: 20 sterline. L'unica speranza per il DAB è attirare l'attenzione dei giovani dell'MP3 e degli automobilisti, sostengono i capi di Channel 4, ma finora si è visto poco Per esempio Robi, un modulo plug-in DAB/FM-RDS per iPod prodotto da Roberts Radio (50 sterline).
L'idea di un'offerta integrata fatta di contenuti esclusivi e dispositivi a basso costo potrebbe essere l'unica in grado di funzionare (è il senso generale della proposta che i miei amici di Visionee stanno studiando). Questo e la possibilità di abilitare alla ricezione DAB dispositivi non radiofonici, come i navigatori satellitari per auto. Ma bisogna fare in fretta, uno studio Enders Analysis di gennaio sostiene che la radio digitale Eureka 147 rischia di fare la stessa fine del Betamax. Nell'era di Internet è facilissimo oltrepassare le soglie del non ritorno...

May 27, 2008
Channel 4 hopes mobile gadget will save DAB

A new electronic device that enables mobile phone users to plug into digital radio will rescue digital audio broadcasting, Channel 4 Radio believes.
The broadcaster, set to launch digital station E4 Radio this year, is in talks with electronics manufacturers to create a branded plug-in DAB device for iPods and mobile phones. The move comes as DAB radio take-up has been slow with the device facing numerous challenges in recent months.
Sources told The Times that, while talks with manufacturers were at an early stage, the broadcaster is keen to create an E4 or Channel 4-branded device that will cost no more than £20. Channel 4 would market the plug-in to young people alongside its new digital stations.
Channel 4 – which headed the 4 Digital consortium that won the licence to launch the second national digital radio multiplex last year – has faced a number of setbacks since the launch of its digital radio stations.
Most notably, GCap, Britain’s largest commercial radio group, announced in February that it planned to leave digital radio, sending shockwaves through the industry and prompting a statement from the BBC and Channel 4 reinforcing their support for DAB. Separately, the broadcaster, which is to launch the second digital radio multiplex in a year, has been the subject of a funding crisis.
Although there are 6.5 million digital radio sets in Britain, there are more than 100 million analogue sets and only a small proportion of the country’s 30 million cars have the new technology. Enders Analysis recently published a report on the challenging future for DAB, suggesting it could become the new Betamax.
The launch of E4 Radio, Channel 4’s music station, has already been put back from its original start date of July, although Channel 4 has said it hopes to launch it later this year. Channel 4’s next two branded stations, Channel 4 Radio, a speech station, and Pure4, are to launch in 2009.
Channel 4 recently appointed Bob Shennan, the former BBC Radio 5 Live controller, to take up his new role as director of its radio in April.
In December, Channel 4 announced the appointment of Shennan to replace Nathalie Schwarz, who had been promoted to Channel 4’s board. 4 Digital is believed to have held talks with Global Radio – which will inherit the first DAB multiplex, Digital One, when it completes its £375 million takeover of GCap Media – about combining their two digital transmission services.
The Digital Radio Working Group was formed to discuss the future for DAB and ways of developing it. Members include representatives from the BBC, commercial radio, Ofcom, the Department for Culture, Media and Sport and the manufacturing industry.
The working group is understood to be keen for an increase in the types of DAB devices available to consumers. While it is thought to be particularly keen to encourage car manufacturers to make digital radios a standard feature in new cars, other solutions could include working with the satellite navigation industry to create DAB radio chips to sat nav devices.
While Roberts Radio has already produced a DAB plug-in for iPods, Channel 4 is hoping that it will be able to use the strength of its brand to market DAB to young people.

24 maggio 2008

La radio che cancella il parlato e salva la musica


Dite la verità, quante volte avete smadonnato dietro al deejay più spiritoso del mondo che straparlava sopra un bel brano musicale? PopCatcher, una piccola azienda svedese che lavora sulla piattaforma Analog Devices Blackfin ha l'oggetto che può risolvere la vostra voglia di musica alla radio priva di inutili chiacchiere, jingle e spot pubblicitari. Il sistema PopCatcher, recentemente adottato anche dalla britannica Intempo Digital (che lo commercializza con il nome di "Rebel"), è un apparecchio radio FM con funzioni congnitive, capace di separare la musica dal parlato. Funziona attraverso una costante analisi dei programmi ricevuti. L'andamento ritmico regolare di una canzone passa attraverso il filtro digitale intelligente elaborato da PopCatcher, tutto il resto no. La musica spogliata dal parlato viene direttamente salvata in formato MP3 su una schedina di memoria. Non ho idea di quale sia il risultato, le prime recensioni che ho trovato in giro su Web dicono che la qualità audio non è entusiasmante. Inoltre, non ho capito se il software è in grado anche di ricostruire un brano musicale nella sua interezza sovrapponendo diversi estratti catturati in tempi diversi. Sarebbe bellissimo ma anche molto complicato da realizzare. Dalle brochure disponibili sul sito PopCatcher sembra che l'apparecchio si limita ad applicare un fade a sfumare quando chiude una registrazione. Non è ottimale ma potrebbe essere accettabile. Il difetto principale è che il modulo realizzato da PopCatcher e venduto anche ad altri assemblatori integra solo la ricezione FM e non il DAB. Tuttavia è possibile filtrare anche la musica immessa nell'apparecchio tramite ingresso line-in, prendendola da altri ricevitori o da Internet.
Ho visto che il materiale informativo allegato con Intempo Rebel contiene qualche frase in lingua italiana, quindi presumo che prima o poi Rebel o chi per essa sbarcherà anche da noi se già non è successo. Il costo in UK (ma Intempo copre anche il mercato in Francia e Germania) è di 69 sterline, in Svezia di 99 euro.

Il Belgio francese mette ordine nell'FM

Ho scoperto molto in ritardo che la comunità francese del Belgio sta regolando uno spettro FM oggi completamente privo di ordinamento attraverso l'azione del locale CSA (Consiglio Superiore dell'Audiovisuale). Il piano dovrebbe essere annunciato il 22 giugno. L'operazione, evidentemente, comporta delle scelte che non saranno indolore e a essere minacciate sono soprattutto le stazioni radio indipendenti, per le quali potrebbero saltare molte frequenze. Sul sito Tuner.be trovate un fitto dossier di articoli sulla questione, con tanto di motore di ricerca sulla versione preliminare del piano. C'è anche un sito allestito dal CSA, FM2008.be
In questi giorni il deputato verde del Parlamento Yves Reinkin ha presentato una proposta
che mira appunto a garantire un certo equilibrio nell'assegnazione. Potete leggere qui il documento ufficiale.
Mi rendo conto che questa notizia è solo parziale. Che cosa sta succedendo nella parte fiamminga del Belgio? Lo spettro FM è già regolamentato? O è in corso un analogo processo di razionalizzazione? Ho girato le domande a Herman Boel, autore della EMWG list e sto aspettando una sua risposta.
Il Belgio è una nazione molto piccola, con una orografia alquanto diversa dalla nostra. Ma come sempre certi meccanismi possono essere un esempio prezioso per i regolatori italiani. Nella remota eventualità che finalmente si possa finalmente dare corso a un processo di regolamentazione dello spettro FM... Temo che sia molto più probabile veder costruito il ponte sullo Stretto e le prime cinque centrali nucleari promesse dal nuovo governo (sempre che la cosa non interferisca con i processo di beatificazione in corso).

UK, radiotv e online superano il CD. Ma in USA...


Due annunci di natura statistica sui consumi musicali tra canali fisici, broadcast e online. La britannica MCPS-PRS Alliance, organismo che raccoglie le royalties musicali e le gira verso gli artisti (autori di testi, compositori e editori) proprietari, ha appena pubblicato i dati relativi al 2007 e per la prima volta nella storia le entrate derivanti da esecuzioni musicali online o radiotelevisive superano quelle legate alla vendita di supporti fisici. Nel 2007 l'etere/internet batte il policarbonato 155 a 151 milioni di sterline. E' curioso osservare che se il mercato del CD frutta 155 milioni di royalties contro i 170 del 2006, questi 15 milioni di crollo non vengono spalmati sull'etere/internet, ma sui concerti e sui ricavi legati all'uso delle composizioni sulle piazze estere. Va detto che le royalties per il solo online sono ancora una quota minima, appena 10 milioni di sterline, anche se l'aumento percentuale rispetto allo scorso anno supera il 50%, sull'onda del successo del download legale dei negozi stile iTunes.
I dati sembrano combaciare con quelli ricavati da uno studio americano segnalato dal blog della trasmissione radiofonica Future Tense, della PBS. Il Pew/Internet & American Life Project ha svolto uno studio sui mezzi che influenzano le decisioni di acquisto degli americani, scoprendo che Internet gioca un ruolo importante ma non certo esclusivo. Prendendo in esame gli acquisti sul mercato discografico/musicale, è ancora fortissima (83%) la percentuale di chi risponde di acquistare un brano musicale dopo averlo ascoltato alla radio, in tv o nella colonna sonora di un film.
Nel complesso, lo studio prende in esame i comportamenti di chi ha acquistato un brano musicale, un telefono cellulare e una casa, scoprendo che di queste tre categorie merceologiche quella per cui Internet sembra avere un impatto minore sulla decisione finale è proprio la musica. Appena il 7% del campione ammette che il mezzo online ha avuto un impatto sostanziale sull'acquisto. Mi sembra che ci sia di che riflettere, no?


22 May 2008
MCPS-PRS Alliance pays half a billion pounds to the creators of music
The MCPS-PRS Alliance, which collects and pays music royalties, today announces record results for 2007 worth £1/2bn in royalties to songwriters, composers and music publishers.
The Alliance collected over £562 million for music creators from its customers, including broadcasters, online service providers, record companies and a wide range of other businesses that play music.

For the first time, income from broadcasting and online out-performed that of recorded physical product. Online royalties, although still a small proportion of the overall whole (at £10m), grew significantly by 54% year-on-year, largely due to the growth in the legal online music market led by iTunes.
Public performance income – the licensing of premises playing music – was driven by an increase in live pop concerts (delivering revenue up 20%) and improved licensing activity amongst leisure and industrial premises (up 13% and 20% respectively).
Top overseas territories for UK music in 2007 were the USA, Germany and France.
The recognised downturn in worldwide CD sales (revenues from the CD market were down 13%) was mitigated in part in the UK by improvements in licensing other new formats, including pre-loaded USB sticks and musical novelties.
The cost of processing the money collected and of distributing it was pegged at just over 10% of total revenues - one of the lowest in the world – in spite of a 40% increase in the number of transactions processed (due in part to the millions of music tracks included on new licensed services such as YouTube).
Chief Executive of the Alliance, Steve Porter, said, ‘Much is written about the state of the music industry, but these results show a healthy story about the increased use of music in almost all areas of our business.
‘The downturn of 11.1% in physical product was more than compensated by innovation and growth in licensing in other areas of the business.
‘Further overall growth is expected for 2008 which is fantastic news for the creators of music everywhere and helps fuel the long-term future of great music for all.’

23 maggio 2008

Radio, rock, giornali e un guru molto discusso

La società editoriale Tribune, proprietario del Chicago Tribune e del LA Times, fa discutere per aver assunto, con l'incarico di rilanciare i quotidiani del gruppo nell'era di Internet, l'ex direttore artistico di XM Satellite Radio, Lee Abrams, reputato (da alcuni) un guru dei new media. Abrams è una personalità importante nel mondo della radio americana, ma il suo ruolo all'interno di una azienda radicata nella vecchia tradizione dei giornali cartacei non è ben vista da tutti. Anzi. Sui siti Internet cominciano a circolare i memo che Abrams invia ai "suoi" giornalisti con la mail interna. Sono pieni di banalità spaventose e denunciano una scarsa dimestichezza con un medium che starà anche morendo, ma non ha mica l'Alzheimer.
Approfondendo la questione salta fuori che Lee Abrams gode di incerta reputazione anche nel mondo della radio. Secondo un critico molto autorevole, Joe Carducci, l'ex responsabile della programmazione di XM porterebbe la grave responsabilità della "uccisione" di alcuni format radiofonici importanti, a incominciare dal rock puro (mal comune, mezzo gaudio verrebbe da dire confrontando le parole di Carducci - "dopo aver ammazzato la radio adesso Abrams è stato incaricato di ammazzare i giornali; li rimpiangerò come oggi rimpiango la radio" - con la storia italiana di RockFM). Perché dico che Carducci è un esperto? Intanto perché lo scrive Business Week. Poi perché su Wikipedia ho letto con molto interesse del libro scritto da Carducci sull'estetica del rock, uno dei primi studi di questo tipo. Pubblicato nel 1991 Rock and the pop narcotic è un tomo di oltre cinquento pagine e ora non mi resta che attendere con ansia che Christian me ne faccia un ponderato riassunto.
Questa storia di generi che muoiono mi è sembrata suggestiva e ho voluto condividerla con voi. Qui di seguito ecco i testi di InformationWeek e il velenoso post anti-abramsiano firmato dallo stesso Carducci. Non so Abrams riuscirà a rilanciare il Chicago Tribune o lo farà affondare come ha fatto con il format rock (sostituito dallo scialbo "adult contemporary"), so solo che Carducci fa notare alcune incongruità dei "microformat" della radio satellitare che mi hanno fatto riflettere.

Old Media Looks To A Radio Guru

Richard Martin, May 19, 2008 06:44 PM

Right now, among the beleaguered employees of the Tribune Co., the prevalent question (besides "Will I still have a job tomorrow?") is, "Who the hell does Lee Abrams think he is?"
Officially, Abrams is the newly hired "chief innovation officer" at Tribune, which owns the Los Angeles Times, the Chicago Tribune, Newsday, and a bunch of other newspapers plus 23 TV stations, including the WGN "Superstation." Abrams came over from XM Radio several months ago to try and revive Tribune's daily newspaper business, which is plummeting faster than an Indian rocket. Unfortunately, what he's done so far is mostly written a bunch of inane e-memos, which have inevitably made their way to the blogosphere.
As it happens, I spent a few days with Abrams a few years ago, trailing him for a feature on XM for Wired magazine. He's a roly-poly fellow with a Groucho Marx moustache, and he's a pioneer in "alternative" radio -- some would say he killed off alternative radio with the programmatic "adult-oriented rock" format, which he helped create. He's a very sharp guy, with a penchant for telling war tales about his hazy days with superbands like Yes, in the glory days of the 1970s. Unfortunately, judging from his Tribune memos, he also has a penchant for new-media clichés, often presented in ALL CAPS with lots of EXCLAMATION MARKS!!!
(continua)

***

On Lee Abrams: Radio Down, Newspapers To Go

Posted Wed Mar 26 2:22pm PDT by Joe Carducci in The ARTHUR Blog

Lee Abrams introduced himself last week to the Tribune Company's employees as their new "innovation chief" with an all-caps headline:

NEWS & INFORMATION IS THE NEW ROCK N ROLL.
His formulation predictably echoes one by Jann Wenner at Rolling Stone in 1974, wherein, juiced by the excitement of McGovern's recent 49-state loss to Richard Nixon, he declared,

POLITICS WILL BE THE ROCK AND ROLL OF THE SEVENTIES.

Wenner was in essence admitting publicly his loss of interest in music (the mag soured on everything new but singer-songwriters by 1970), but he had already driven off the real politicos on the staff who'd wanted Rolling Stone to get behind the revolution of the Panthers, the Weathermen, et. al. That had been expressed as a defense of music (!?!). But Hunter S. Thompson's ability to revolutionize campaign reportage in 1972 led Rolling Stone from the west coast and rock and roll to New York in 1978, where Wenner rapidly devolved into just another clueless publisher trying to bell the cat--that beast out beyond the Hudson that kept electing Republicans and buying Rush albums.
Such bombast usually disguises its opposite. "It was the star trip all over again," Wenner's staff concluded according to Robert Sam Anson in his book, Gone Crazy And Back Again (Doubleday). Wenner's purpose had been to meet the Beatles, the Stones, and Bob Dylan and now his mind was wandering.
Lee Abrams' memo (posted at poynter.org) follows his abusive invocation of Rock with three bullet points headed: Soul, Art, and The economics.
He poses as coming from vital, innovative ROCK N ROLL!, when actually he was one of the handful of people who made their fortune destroying rock and roll radio and all but extinguishing vitality and innovation.
Beginning in January 1973 Burkhart-Abrams Inc. formatted, programmed, researched, and syndicated the music for nearly a thousand stations--Burkhart did the AM, Abrams did FM. In my first book I quoted Abrams from an interview he unwisely gave to Rolling Stone in 1977:

"We have about thirty-nine college students who worked 365 days of the year doing legwork distributing questionnaires about general music taste... They're distributed all over the country, mainly in shopping center type locations. We found that if we use music locations like concerts, we get a tremendous bias."

Yeah, a bias in favor of music: live rock and roll. This all dovetailed with the anxiety that punk rock was causing the now corporatized '60s ex-underground. Burkhart-Abrams simply deprived punk rock of oxygen and thereby all but killed rock and roll in the defense of established "Superstars"--their FM format's name. Today one hears the Ramones at major league sports events, but the Weirdos and hundreds more deserved airplay in that 17-year radio desert that ended briefly with Nirvana's breakthrough. With rock and roll safely underground once again, Abrams ditched music for Howard Stern, Steve Dahl and the morning zoo legions of guffawing drive-time buffoons.
(continua)


RockFM, ultimi giorni

E' davvero la legge Gasparri (incompatibilità tra proprietà di un network nazionale, in questo caso 101, e uno regionale) a costringere Monradio a chiudere RockFM? Oggi ViviMilano del Corriere ha parlato della festa d'addio che la stazione organizza metaforicamente attraverso una programmazione tutta speciale.
Sul sito di Sabina Guzzanti, invece, con la firma di Diego Pirovano c'è una lunga confutazione dell'ipotesi gasparriana. Lascio a voi giudicarne l'attendibilità. Da parte mia ribadisco che la chiusura di una radio capace di trasmettere musica di buona qualità è sempre una notizia pessima. Capisco che il veloce successo di Virgin Radio abbia complicato il quadro competitivo tra Monradio e Finelco, ma le due esperienze mi sembrano molto diverse. La cosa più probabile è che non ci sia sufficiente spazio di manovra pubblicitario per entrambe. Mi chiedo però perché non prendere una iniziativa coraggiosa, chessò trasferire RockFM sul DAB? Forse se si cominciasse a creare una prima, timida offerta di contenuti esclusivamente trasmessi in digitale, le cose si muoverebbero. Certo, bisogna investire qualcosa e rischiare. Il mestiere degli imprenditori.
Radio Rock Fm, addio in grande stile

Frequenze troppo care, il 31 maggio si chiude. Solidarietà da artisti come Brian May dei Queen. Un sito Internet per restare in contatto

Parla di «sconforto» la redazione di RockFm nell’annunciare che la storica emittente, fondata 18 anni fa da Gigio D'Ambrosio, sta per chiudere i battenti. Ancora una settimana di programmazione e poi, il 31 maggio, l’addio agli ascoltatori. Dati gli alti costi delle frequenze, la proprietà (di cui fa parte la Mondadori tramite Monradio) non ha trovato una soluzione per trasformare la radio locale in un network nazionale e nessun altro editore si è fatto avanti.
Non che mancasse il pubblico: secondo i dati Audiradio, nonostante l’esiguo numero di frequenze e in assenza di promozione, dal marzo 2007, mese in cui è stato lanciato il nuovo format «Classic Rock», RockFm ha raddoppiato gli ascolti, toccando quota 170 mila. Troppo poco, comunque, per convincere qualcuno a salvarla. Forse anche a causa del recente sbarco nell’etere di Virgin Radio, che, raggiungibile in tutta Italia, in pochi mesi ha conquistato oltre un milione e 600 mila ascoltatori.
Così tutto è pronto per la «festa» di chiusura: cinque giorni in grande stile, che dal 26 al 30 maggio vedranno approdare negli studi di via Locatelli alcuni dei più importanti artisti e gruppi nostrani (Baustelle, Marlene Kuntz, Pfm, Afterhours, Cristina Donà, Linea 77, Lacuna Coil, Bugo, Piero Pelù…), più una lunga diretta, tra le 18 del 30 maggio e le 18 del 31, condotta da tutti i dj della radio e da speaker e voci note provenienti da altre emittenti.
«La forza di Rock Fm – sostiene il direttore Marco Garavelli – era da un lato di trasmettere rock 24 ore su 24, senza tralasciare sottogeneri meno commerciali come il metal, dall’altro di fare tutto questo nella piena libertà e autonomia. Nel settore eravamo apprezzati anche all’estero, il che ci ha permesso di ospitare celebrità come i Van Halen, gli Iron Maiden, Ben Harper, Alanis Morissette, Lenny Kravitz» (ascolta l'intervista). Qualche soddisfazione Garavelli e soci se la sono tolta anche dopo l’annuncio della chiusura.
«Sapevamo che Brian May dei Queen si stava impegnando per salvare una piccola emittente inglese, così durante un concerto della RockFm All Stars Band abbiamo lanciato un appello per chiedergli di aiutarci. Era un gioco, naturalmente, ma il filmato è finito su YouTube, May l’ha visto e ci ha comunicato la sua solidarietà sul suo sito». Dispiaciuta dell’inatteso funerale anche Cristina Donà: «È un peccato perdere emittenti con una programmazione alternativa rispetto a quella mainstream», commenta la cantautrice milanese. Mentre Bugo ricorda: «La cosa che più mi rimarrà impressa di RockFm è la semplicità con cui si andava in onda. Di solito è difficile abbinare leggerezza e professionalità, informalità e approfondimento culturale, mentre lì ci riuscivano».
Il pubblico di RockFm non resta in silenzio. In questi giorni sono innumerevoli le dichiarazioni di affetto ricevute dall’emittente, tra le più incisive quella di un gruppo di fan che, durante la partita di calcio Livorno-Milan, si sono presentati allo stadio con uno striscione con la scritta «Grazie RockFm». Commossi da tanta attenzione, un mesetto fa Garavelli e compagni hanno aperto un sito Internet, www.rockfamily.it, per restare in contatto con gli ascoltatori più fedeli. «L’abbiamo creato a nostre spese, è un modo per non perdere di vista chi ci ha seguiti per anni».

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Vorrei portare alla Vs. attenzione l'imminente chiusura di una radio che da 18 anni irradia cultura musicale. Trattasi dell'emittente locale Rock FM, che, a pareri unanimi di ascoltatori e artisti, è da sempre la stazione di riferimento per i generi musicali legati al rock.
Dal 1990, i vari DJ che si sono susseguiti nella conduzione dei programmi hanno sempre dimostrato che la passione e la preparazione professionale vanno ben oltre alle belle voci ed alla simpatia che possono entusiasmare il pubblico delle innumerevoli radio commerciali presenti in Italia.
Gran parte dello staff è attivo sull'emittente dagli "albori" di questa attività.
A dispetto della scarsa copertura e della quasi totale assenza di pubblicità, la radio è rimasta "on air" per 18 anni, senza mai perdere il consenso del suo affezionato pubblico, forse considerato "di elite" e poco redditizio, ma sempre presente e riconoscente.
I numeri parlano di più di 600 mila ascoltatori settimanali, distribuiti nelle sole 13 province raggiunte dal segnale.
Il 19 marzo, dai microfoni di Rock FM è arrivato agli increduli ascoltatori il messaggio che annunciava la volontà dell'editore di chiudere la radio. La colpa di rock fm è di essere nata e di essere stata animata da persone appassionate, competenti, generose, ma prive di risorse sufficienti a reggersi finanziariamente sulle proprie gambe. Da sempre liberi e coraggiosi editorialmente nonostante la dipendenza da altri, da sempre in mano ad editori che non valevano tanta passione e competenza e che oggi hanno deciso di chiudere e stop.
Non di vendere, non di cedere, non di cambiare, non di rinnovare: semplicemente di chiudere. La decisione dell'editore non si è modificata neanche in presenza di compratori e peggio di tutto, chi ci lavora verrà semplicemente lasciato a casa.
L'editore in questione è Monradio, società che fa capo al gruppo Mondadori e che ha rilevato rockfm insieme a r101 4 anni fa, a seguito dei meritati provvedimenti penali a carico dei precedenti proprietari.
Il segnale verrà spento alle 18.00 del 31 maggio.
Da quando la brutta notizia ha preso a girare, è nato un sito internet parallelo a quello ufficiale, nel quale si riuniscono quotidianamente i DJ e gli ascoltatori, in uno scambio di opinioni e di idee, per la maggior parte indirizzate , non tanto al sempre meno probabile salvataggio dell'emittente, quanto a cercare di realizzare nuovi progetti pur in assenza di frequenze radio. TANTA COSTANZA, CREATIVITA' E VOGLIA DI FAR PARTECIPARE LA GENTE ANDREBBERO PREMIATE.
Tra le tante iniziative, quella che sta avendo piu risalto in rete è un videomessaggio girato durante un concerto della Rock FM All Stars Band (che vede parte dello staff tra i suoi componenti), postato su Youtube il 12 maggio e indirizzato al chitarrista dei Queen Brian May.
Meno di 24 ore dopo, sul sito del musicista inglese è apparso per risposta un messaggio di solidarietà, firmato dallo stesso "Dr. Bri".
Per il giorno della chiusura (che avverrà dopo una diretta di 24 ore di musica in gran parte in diretta con ospiti tutti gli artisti che decideranno di partecipare e sono molti, anche se piu eclatanti a noi ascoltatori sembrano le assenze di molti musicisti italiani sempre pronti per la promozione e che ora latitanosenza scusante alcuna) è in programma un grande raduno sotto la sede di Rock FM, in via Locatelli 1, a Milano, dove si riverseranno tutti gli ascoltatori che vorranno dare un grande ultimo saluto (che tutti sperano sia un arrivederci) agli amici (perchè è questo che sono diventati in tanti anni)i DJ.
Ritengo che l'argomento, sebbene non coinvolga l'intero paese, possa essere rappresentativo delle difficoltà di fare radio, se volete di fare cultura popolare.
Il motivo di questo mio messaggio è proprio chiederVi aiuto dato che i giornalisti contattati, così come molti musicisti, fanno finta di non sentire. Se voleste addirittura farne una piccola inchiesta, vi segnalo che tecnicamente la scusa addotta per giustificare (non pubblicamente, solo con chi ci lavora) la chiusura risiederebbe in un limite imposto dalla legge Gasparri, che a quanto pare, non consentirebbe ad un editore di possedere sia una radio locale (in questo caso Rock FM) sia un network nazionale (Radio 101). Dalle ricerche degli ascoltatori tale giustificazione non reggere neanche, ma se anche fosse ci sembra ridicolo per ovvie ragioni (quanti altri media appartenfono a Mondadori e al centro di potere che detiene Mondadori). Comunque, ci tenevo a farvi sapere che la Gasparri sta finalmente limitando il potere mediatico del neo presidente del consiglio, sottraendogli una radio che non sa di avere e che non ha MAI fatto politica in senso stretto.
La radio ha solo trasmesso, (senza seguire granchè le uscite discografiche se non degne di nota a discrezione dei dj, ma dedicandosi alla passione e alla qualità percepibile dietro ai dischi programmati), musica rock, blues country, sperimentale e non solo. Ho avuto il piacere e solo raramente la sorpresa di ascoltare sulle sue frequenze, in contesti specifici legati a special su determinati periodi o riferibili alla mescolanza con altri ambiti artistici, quali poesia letteratura e cinema, artisti quali Jannacci, Gaber, Dalla, Baglioni.
Vi sarei grato se segnalaste la vicenda di rock fm e la non volontà dell'editore di lasciar proseguire questa esperienza grazie ad altri, con il miope scopo di tenere le poche frequenze di rockfm per 101, in città dove 101 ha gia ampia copertura.
Vi sarei grato se voleste dare spazio al raduno festoso e pacifico degli ascoltatori in via locatelli 1 a Milano dalle 18 del 30 alle 18 del 31 maggio per salutarsi insieme ai DJ.
Ringrazio molto per l'attenzione e per la pazienza e riporto di seguito alcuni link che potrebbero risultarvi utili se decideste di interessarvene:

http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_RockFM per info generali
Rockfamily.it sito web autogestito che riunisce "La Famiglia": DJ e ascoltatori
http://www.youtube.com/watch?v=LGpW6LUeTPY http://www.youtube.com/watch?v=LGpW6LUeTY (videomessaggio a Brian May)
http://www.brianmay.com/brian/brianssb/brianssbmay08a.html#12 (risposta di Brian May)
http://www.radiorockfm.com (sito web ufficiale)