12 novembre 2009

Radio online USA, fanno discutere i rilevamenti di Ando

Nei giorni scorsi negli Stati Uniti Ando Media, la Arbitron della radio online, la società cioè che misura il successo delle emittenti su Web (incluse quelle che appartengono alla Katz Online Network, la più estesa del paese), ha convocato un "webinar", una conferenza stampa su Internet, per commentare la pubblicazione dei dati di ascolto da maggio a settembre. Ci sono state parecchie discussioni nel settore perché questi rilevamenti introducono, come era prevedibile, nuove metriche basate (come dice il commento di Taylor-on-Radio) sul censimento piuttosto che sul campione di ascoltatori. Non c'è niente da fare, conclude Taylor, la radio online è un'altra cosa e sta velocemente maturando. Lo dice chiaramente il consulente scrivendo che la radio online "avverte la sua adolescenza e vuole rompere i legami" con la radio tradizionale. Per questo dovremo abituarci - gli inserzionisti pubblicitari in testa - a metriche come le "session start", il numero di stream di almeno un minuto attivati in un dato arco di tempo, o le Average Active Sessions nell'intervallo di tempo. Tutti dati che possono essere misurati con precisione, alla fonte, e non vengono proiettati statisticamente sulla base del presunto comportamento degli ascoltatori. I numeri di Ando Media sono, di fatto, molto più oggettivi, e non deve certo stupire se le reazioni negative davanti alle sue classifiche vengono proprio da aziende di "ad placement" come TargetSpot. E' il bello della pubblicità su Internet, bellezza. Per leggere il report di Ando Media cliccate qui. Interessante osservare che i rilevamenti includono anche i canali di Pandora.

Ando Media – apologies, but no mea culpas.

Patrick Reynolds of the online measurement service tells yesterday’s hastily-called webinar “if we’ve created confusion” by adding new metrics such as “Session Starts” - “I apologize. That wasn’t our intention.” But he’s not saying they screwed up with the new-look online ratings that were issued last Friday. He’s dealing with some upset “publishers” of content and clients, including TargetSpot. That large ad-placement company came on board with Ando in April. But it asked not to be included in last Friday’s release of data from May through September. (At least that’s the clear inference from Reynolds’ answer during the Q&A – “The customer has to give permission” for their data to be included.) I told you in yesterday’s T-R-I that Triton-owned Ando Media was moving swiftly to address the gripes, and Reynolds says overall, the feedback’s been more positive than negative. Give him credit for going solo and live during a 45-minute webinar during which he addressed some pretty tough questions. He even gave out his cell phone number, and says Ando will begin holding regular conference calls and will keep talking with customers, whether at a “brown-bag lunch” with an agency or on a webinar. So what’s all the fuss about?
Senior VP Patrick Reynolds says the traditional-looking Average Quarter Hour (AQH) and cume figures “still exist” - but “we’re adding some new metrics that we think are more meaningful in a digital world.” Such as “Session Starts” (defined as “the number of streams of one minute or more that are started in a time period”). “Average Active Sessions.” And “ATSL”, or Average Time Spent Listening. Those are the metrics that Ando Media used for its controversial May-September numbers (see them here.) And they’re the categories it intends to continue highlighting with the upcoming October Webcast Metrics and beyond, because – Online radio is feeling its adolescence and starting to break away from the terrestrial radio way of thinking about its consumption and its measurement. That’s really the underlying story with Ando – there’s a new paradigm for the growing universe of online radio. (Ando’s Patrick Reynolds says that some 8,000 streams are part of his world.) Traditional AM/FM radio and this newer digital offshoot are different in a lot of ways, and that’s what Reynolds keeps coming back to. Ando’s measuring the listening using what researchers call a “census-based” methodology as opposed to “panel-based.” Ando is getting actual usage data from its customers. There are bugs to be worked out (somebody muting a stream at work or leaving the computer unattended). But Reynolds says the census-based approach provides “objective measurement, no sampling errors, no audience bias, real time measurement.” They don’t yet know a lot about individual listeners, compared to a diary keeper. They don’t have a complete handle on “uniques”, since more than one person might be using the same computer or mobile device. But that’s coming. So is ethnic-identified measurement. And station-specific ratings (“very, very soon”). So Ando’s forging ahead, despite the pushback, because they think it’s where online radio needs to go.


Media interculturali: meeting a Bologna

Domani e sabato 13-14 novembre si riunisce a Bologna l'associazione dei media interculturali dell'Emilia Romagna per Giovani ad Altr(r)a Voce, Meeting dei media multiculturali. Appuntamento in centro a Palazzo D'Accursio. Organizzano COSPE, rete MIER e altri organismi e istituzioni. Per il programma dettagliato in PDF cliccate qui.

Bologna, 13 - 14 novembre 2009
“GIOVANI AD ALT(r)A VOCE”, IL MEETING DEI MEDIA MULTICULTURALI

COSPE, assieme alla rete MIER (Media Interculturali Emilia Romagna), il Comune di Reggio Emilia, il centro Interculturale di Mondinsieme e la rete ToghethER, organizza il meeting “Giovani ad alt(r)a voce”, con il finanziamento della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Bologna.
“Giovani ad alt(r)a voce” si terrà a Bologna, venerdì 13 e sabato 14 novembre 2009, presso il Palazzo D’ Accursio, in P.zza Maggiore. Al centro del meeting i media interculturali e i giovani: risorse, idee, sguardi da un territorio che cambia e parla con voci e accenti nuovi. Non solo parole, immagini e musiche della società interculturale: si partirà coi giovani delle realtà associative interculturali, protagonisti con le loro esperienze e le loro proposte per una nuova cittadinanza plurale.
A seguire, giovani reporter di una redazione interculturale animeranno una trasmissione TV in diretta con esperti, giornalisti, rappresentanti di organismi locali, nazionali e internazionali.

11 novembre 2009

Parigi val bene una post radio (2) e Festival dell'ascolto


A cavallo tra novembre e dicembre la Francia ospiterà due eventi di grande interesse per i cultori del linguaggio radiofonico, dell'arte del suono e della parola e delle fertili contaminazioni tra vecchi e nuovi media. Il primo appuntamento sarà a Parigi dal 26 al 28 novembre, dove il GRER, Groupe de recherches et d'études sur la radio, organizza un convegno intitolato "Vers la post radio". Sto scorrendo il programma in PDF e sono ammirato per la ricchezza dei temi trattati e la qualità dei relatori chiamati a discutere sul presente della programmazione radiofonica e sulle relazioni tra radio e Internet. Posso anche vantarmi di avere, tra i moderatori che animeranno le tavole rotonde di Vers la post radio, un fedele lettore di Radiopassioni: l'amico ticinese Albino Pedroia, docente della Sorbona e grande studioso di radio, presiederà alla discussione sul tema Présent et futurs de la radio, la vision des professionnels. Potete leggere le anticipazioni dell'evento su sito GRER e sul blog della manifestazione.
Da Parigi alla piovosa Bretagna, a Brest, proprio dove secondo Prévert il pleuvait sans cesse, per la settima edizione di Longueur d'Ondes, il "festival della radio e dell'ascolto", organizzato dal 3 al 6 dicembre. La locandina completa della manifestazione è già disponibile sul sito ufficiale e si può scaricare in PDF qui. Di che cosa di parla a Longueur? Di testi e elaborazioni musicali e sonore per la radio, ovviamente, attraverso uno schema che intreccia seminari e sessioni di ascolto. Associato al festival c'è anche un premio per le migliori produzioni indipendenti: l'obiettivo esplicito è privilegiare i lavori forniti da radio locali, associative e persino Web radio.

10 novembre 2009

Niente stregoni alle radio ugandesi

James Buturo è uno di quegli ineffabili funzionari governativi africani che non sfigurerebbero in una compagine ministeriale italiana. Le cronache internazionali seguono da tempo le bislacche decisioni del ministro ugandese dell'etica e dell'integrità (oh, yes). L'ultima - di cui Francesco Delucia mi ha dato conto oggi - riguarda il divieto per giornali e televisioni di pubblicazione di materiale pornografico. Divieto, scrive nella sua corrispondenza la testata online New Vision, che include nella definizione di pornografia anche le foto di genitali di individui adulti. Per qualche ragione nota solo al solerte ministro, insieme al decreto antiporno è arrivata una regola che vieterà agli stregoni l'accesso alla pubblicità radiofonica. Gli spot acquistati per propagandare filtri, cure e pozioni sono in crescita sulle stazioni ugandesi e questo non va bene, lede l'integrità e la reputazione della nazione, ha dichiarato Buturo ai giornalisti.
Del resto, per il ministro dell'Etica anche l'omosessualità è un flagello da debellare ex lege. Il parlamento di Kampala sta discutendo una sua proposta di legge che potrebbe portare gli omosessuali in galera e perfino sul patibolo (qui una corrispondenza della BBC che ha intervistato un attivista gay ugandese). Non oso pensare che cosa accadrebbe a un giornale che pubblicasse la foto di uno stregone omosessuale nudo mentre conduce una trasmissione di medicina tribale alla radio.
Durante gli scontri che il settembre scorso hanno agitato la capitale, il governo aveva fatto chiudere quattro stazioni "ree" di aver trasmesso dibattiti e telefonate in diretta. Due di queste stazioni, Sapientia e Akaboozi/Radio Two, sono state riaperte in questi giorni, dopo due mesi di silenzio forzato. Altre due, CBS e Ssuubi (sul sito leggo "siamo spenti ma saremo sempre online"), sono ancora imbavagliate. Del resto, leggo proprio adesso sullo Uganda Media Center, il sito dei portavoce del governo, che il presidente Yoweri Museveni invita apertamente le stazioni radio a "dire la verità" e a smetterla di imitare i media occidentali “I do not know what culture you are promoting now by using your radios. You should reflect on this”, ha ammonito - berlusconianamente - l'illuminato presidente, l'uomo che ha preso il potere dopo la guerra che ha destituito il simpatico dittatore Idi Amin.
Buturo to crack down on porn
Friday, 30th October, 2009 BY MILTON OLUPOT

THE Government is going to crack down on media houses that publish pornography, ethics minister James Buturo announced on Thursday.
Radio stations that advertise services of witchdoctors will also face actions as they contravene the Witchcraft Act 1957, he warned. “They are promoting witchcraft-related activities to the detriment of Uganda’s integrity,” Buturo said.
The minister told journalists at the Media Centre in Kampala that the Cabinet had restated its determination to take action against promoters of immorality in the country. He noted that a new law on pornography was in the offing.
“While the law is awaited, the Cabinet has directed that action should be taken against those sections of the media where it is a shareholder. The Bukedde newspaper (a Luganda daily) has been singled out for its persistent promotion of pornographic material,” he said.
Buturo complained that almost every other day, pictures of naked men and women adorn the newspaper. Radio stations are also popularising services of witchdoctors at a rate that is increasing, he said. “The Government expects immediate retraction from publishing pornographic materials by the Editor (of Bukedde). If this is not done, Kulubya Geoffrey will be arrested and other measures taken to assert moral credentials of Ugandans,” he said.
Buturo stated that the Cabinet had already approved the Pornography Bill and he would soon table it before Parliament. The new law, he noted, comprehensively addresses the issue. Asked for a reaction, the Bukedde editor, Geoffrey Kulubya, said the paper does not promote pornography. “We are guided by New Vision Board guidelines which define pornography as exposure of naked adult genitalia. Ssenga (Bukedde sex columns) are written by acknowledged experts and are purely for education purposes,” he said
Kulubya added that Bukedde’s sales growth is not as a result of pornography but the paper’s editorial policy of crusading against domestic violence, child abuse and focusing on community related stories with a focus on human interest angles.

Ginevra, ultimo treno per Digital Radio Mondiale?


Si terrà a Ginevra, nella sede della European Broadcasting Union, il prossimo 26 novembre, la giornata (qui il PDF del programma) dedicata a Digital Radio Mondiale, lo standard di radio digitale pensato per sostituire le modulazioni analogiche in media-alta frequenza e, più recentemente, nella banda I-II delle VHF. DRM non è una sigla nuova e da anni viene sperimentato sulle onde corte e, in Europa, sulle onde medie e lunghe. Come al solito sulla natura di questi infiniti test, fatti consumando soldi e corrente elettrica di broadcaster finanziati dalle tasse dei contribuenti, nutro personalmente diversi dubbi. Ma seri dubbi deve nutrirli anche il mercato, visto che allo stato attuale, a distanza di parecchi anni, esistono pochissime marche di ricevitori commerciali e l'ascolto delle trasmissioni DRM avviene nella vasta maggioranza dei casi grazie ai programmi di decodifica per pc. Quest'anno era stata annunciata l'uscita di un ricevitore, della francese Uniwave, che sembrava molto promettente proprio in vista di una eventuale massificazione delle possibilità di ascolto. Doveva uscire nei negozi prima dell'estate, poi nel mese di luglio. Poi a metà settembre. Finora il D100, questa la sigla del ricevitore Uniwave, è stato protagonista di presentazioni in occasioni di eventi internazionali come l'IFA di Berlino, l'IBC di Amsterdam e, nel gennaio del 2010, al CES di Las Vegas. La testardaggine da parte dei fautori del DRM nel non saper prendere in considerazione l'idea che forse la radio è un mezzo che ha bisogno di ascoltatori oltre che di encoder digitali costosi e capaci di generare spiacevoli interferenze in bande occupate da trasmissioni analogiche, è l'aspetto che mi fa pensare che questo sistema, nato nei laboratori di ingegneria, abbia pochissime chance di successo. Sentiremo che cosa avranno da dirci i relatori della giornata ginevrina. Tra le cui fila spicca Claudio Re, CTO del network di Radio Maria, che parlerà di impiego del DRM su scale locali nel segmento dei 26 MHz.

09 novembre 2009

Nielsen/CRE: sorpresa, la radio domina l'audio

Ho letto la notizia oggi su Giornaleradio.info ma ho ricevuto direttamente un approfondimento che voglio condividere qui, insieme al report che lo ha originato. Una ricerca Council for Research Excellence/Nielsen, afferma che i consumatori americani non hanno voltato affatto le spalle al mezzo radiofonico, che rimane una fonte maggioritaria per soddisfare i propri gusti musicali. In termini di minuti dedicati al mezzo la radio è ancora molto utilizzata, il 77% delle persone che ascoltano musica ogni giorno (90% della popolazione) ascolta la radio contro il 37% dei CD. Se la fascia di età dai 18 ai 34 anni è la più incline a servirsi di player MP3 (usato dall'11% della popolazione), anche queste persone ascoltano la radio.
Questo il commento riassuntivo apparso su sito del Center for Media Research mentre qui c'è il link al report di 38 pagine.


Monday, November 9, 2009
Radio Dominant Audio Device

According to a Nielsen analysis of a media study conducted by the Council for Research Excellence, 77% of adults are reached by broadcast radio on a daily basis, second only to television at 95%. The study found that Web/Internet (excluding email) reached 64%, newspaper 35%, and magazines 27%.

And, in a deeper analysis of audio media titled "How U.S. Adults Use Radio and Other Forms of Audio," Nielsen found that:

* 90% of consumers listen to some form of audio media per day
* The 77% who listen to broadcast radio surpass the 37% who listen to CDs and tapes and the 12% who listen to portable audio devices.
* Almost 80% of those aged 18 to 34 listening to broadcast radio in an average day.

While the recent emergence of portable audio devices like the iPod and other MP3 players was considered a threat to traditional forms of audio, this study's evidence suggests that the new technology has had a positive effect on radio consumption. Radio was found to have a higher reach (82%) among those who listen to portable audio devices, compared to the average reach for all audio consumers.
Jeff Haley, President and CEO of the Radio Advertising Bureau (RAB), concludes that "... this... observational study of today's consumer proves that the primary source of new music is the radio."
Another key takeaway from the reports is that broadcast radio is the dominant form of audio media at home, work, and in the car. Exposure to audio listening falls into four tiers in terms of level of usage among listeners:

* Broadcast & satellite radio (79.1% daily reach; 122 minutes daily use among users)
* CDs and tapes (37.1% daily reach; 72 minutes)
* Portable audio [ipods/MP3 players] ( 11.6% daily reach; 69minutes), digital audio stored on a computer such as music files downloaded or transferred to and played on a computer (10.4% daily reach; 65 minutes average use), and digital audio streamed on a computer (9.3% daily reach; 67 minutes)
* Audio on mobile phones (

Other findings highlighted in the report include:

* Audio media exposure has the highest reach among those with higher levels of education and income
* Approximately 12% of study participants listened to MP3s and iPods for an average of 69 minutes per day, yet eight-in-ten of these individuals also listened to broadcast radio for an average of 97 minutes per day
* 90% of adults are exposed to some form of audio media on a daily basis, with broadcast radio having by far the largest share of listening time

Considering Portable Audio Devices:

* MP3 and iPod players averaged only 8 minutes of listening per day among the entire observed sample, with just under 90% of the sample not listening at all .
* Among listeners of portable audio devices (11.6%), the highest reach was among those aged 18 to 34 years (20.8%), singles (18.5%), and those who tend to be more technology-savvy (18.2%)
* Among those who also listened to portable audio devices such as MP3 players or iPods, broadcast radio had a daily reach of 81.6% reach and 97 minutes of average listening time among those who listen to radio Broadcast radio reaches those aged 18-34 at rates equivalent to the general adult population, with 79.2% of younger adults listening to broadcast radio for an average of 104 minutes a day among listeners. On average, individuals spend almost identical amounts of time during weekdays (454 minutes) as they do on weekends (458 minutes) using one of the five key media sources. And, among key "advertising-based" media platforms:

* Live television had the highest reach and daily usage among users (95.3%, 331 minutes)
* Broadcast radio (77.3% reach, 109 minutes)
* Web/Internet [excluding use of email] (63.7%, 77 minutes)
* Newspapers (34.6%, 41 minutes)
* Magazines (26.5%, 22 minutes)



08 novembre 2009

La rimonta di Sirius XM: conti a posto e iPhone alleato

Mel Karmazin ha vinto, almeno per il momento. Ed è più o meno come se una squadra di calcio fosse riuscita a rimontare un sei a zero vincendo sette a sei con due espulsi al primo tempo e l'unica punta chiamata a sostituire due portieri infortunati. La radio satellitare di Sirius XM è stata protagonista in questi nove mesi di un formidabile turnaround, una delle aziende più derelitte della borsa, sovraccarica di debiti e con un titolo sceso sotto i 10 centesimi di dollaro, ha registrato il miglior trimestre della sua storia e, per la prima volta, un flusso di cassa positivo. Il tasso di crescita del numero di abbonamenti torna anch'esso positivo (nuovi abbonati e rinnovi superano il numero di disdette). E come osserva Brandon Matthews di Seeking Alpha, testata online specializzata nella finanza delle startup, Sirius XM ha fatto capire una volta per tutte che la radio digitale satellitare non ha nulla a che fare con quella sfigata della radio commerciale terrestre "free to air" finanziata da spot pubblicitari che portano sempre meno soldi nelle casse delle varie Clear Channel e compagnia piangendo.
Nossignori, il brutto anatroccolo che tutti davano per spacciato, la tecnologia che avrebbe dovuto essere sopraffatta da Internet e iPhone è diventato di colpo un business finanziato dalla cosa più sicura che ci possa essere in questo momento: una base di abbonati fedeli, motivati ad acquistare e in costante espansione. E può permettersi il lusso di inseguire brand di successo come Apple sul loro stesso terreno, sfruttando possibili sinergie "comportamentali" degli ascoltatori ormai abituati a decidere quali programmi e musiche consumare. Altro che iPhone come killer di Sirius XM: il supertelefonino della Apple rischia di essere il migliore alleato della radio satellitare ora che da casa Sirius XM è arrivato SkyDock, rivoluzionario "cradle" per automobile con ricevitore satellitare integrato e software gratuito che trasforma iPhone in una perfetta centrale di controllo per la ricezione di centinaia di canali.
Il titolo in borsa è risalito oltre i 60 centesimi (chi a febbraio aveva investito mille dollari ora ne ha in tasca diecimila) e gli analisti, scrive Seeking Alpha, prevedono che possa presto arrivare a un dollaro, un dollaro e trenta. Con l'ottovolante delle trimestrali uno non può mai dire, ma se le tendenze attuali verranno confermate (e di mezzo ormai ci sono le festività e la voglia di fare regali), se Sirius XM è davvero riuscita nel miracolo di ribaltare una situazione disastrosa in una fase dell'economia da suicidio collettivo, si potrà affermare che qualunque "cosa" sia, è la radio digitale satellitare ad aver ucciso la radio.

Positive Cash Flow Signals New Era for Sirius XM

By Brandon Matthews

Yesterday, Sirius XM Radio (SIRI) reported its third quarter results, which can only be described as outstanding by any measure. Subscriber growth has returned, revenue has increased, costs continue to fall as any future liquidity questions have now been put to rest.
As critics attempt to spin the results, much like a sports fan would blame a referee for a favorite team’s loss, they ignore the most important facts that the company has now achieved positive free cash flow and cash flow break-even. This while beating earnings expectations by .02 per share. All of this has been achieved in just over 1 year since the merger of the two satellite radio giants, demonstrating the futility of betting against the future success of Sirius XM Radio.
Nothing worth having or doing ever comes easy. The N.Y. Yankees just won the World Series, but it took time to get there. There was doubt and fear earlier in the year. Injuries, losses and other obstacles that needed to be overcome. In the end, not a single critic nor their combined assaults were able to prevent the 2009 Yankees from realizing their destiny. Likewise, the verbal assaults that will no doubt come today from Sirius XM critics will have little in the way of fact and much in the way of misplaced negative speculation. Facts don’t lie. People Do.
We now begin a new era, as Sirius XM can no longer be justified as a radio company and compared to the likes of Clear Channel and other failing radio companies. The satellite radio provider has leapfrogged its way into a new weight class of subscription-based companies such as DirectTV and Comcast (CMCSA). Cash flow breakeven and free cash flow cannot be ignored. It cannot be denied. It means that all future growth will go directly to the bottom line, which means company shareholders will reap the rewards of victory.
As of Friday, shares of SIRI remain on sale at .62. Tuna Amobi of Standard & Poors has a 1.00 price target on the equity. Jim Goss of Barrington Research Associates has provided a target of 1.30. The current quarter looks to be the most promising quarter in the company’s history, as a new nationwide branding campaign is about to begin and retailers such as Apple (AAPL), Best Buy (BBY) and RadioShack (RSH) promote new satellite radio products. By December, everyone in America will know that Sirius XM Radio is here to stay. Demand will increase. Churn will drop. Retail will again be on the rise.
For the critics that remain, the game is about over. The clock is running out and they have no timeouts left. All they can do now is grab a face-mask and hurl insults as they cry of their misfortune. Enjoy the victory Sirius XM. You’ve earned it.




07 novembre 2009

Berlin, 1961-1989

Sono nato prima della costruzione del muro di Berlino e nel 1981, quando il muro "festeggiava" i suoi primi 20 anni, in agosto, visitavo per la prima volta quella città. Sono in tutti i sensi un figlio della guerra che quel muro si ostinava a ribadire, in quella città si incrociavano, nel bene e nel tragico male le vicende della mia famiglia paterna e per alcuni versi quelle dell'altra parte di famiglia. Berlino e il suo muro mi fecero una grande impressione perché la mia generazione, o almeno il mio caso personale e quello di tanti altri, porta dentro di sé, da sempre e per sempre, un piccolo pezzo di città divisa, di terra di nessuno, di filo spinato.
Otto anni dopo quella prima visita e diversi mesi dopo il crollo del muro nel novembre del 1989, ascoltavo alla radio la cronaca dalla riunione conclusiva del parlamento della DDR. Con il muro si sgretolò gradualmente tutto il resto, incluse Stimme der DDR e le altre emittenti del famoso "blocco orientale" o almeno quasi tutte le loro trasmissioni in lingua italiana. Quasi non mi sembra che sia trascorso tanto tempo, dopotutto sono poco più di 28 anni da quella mia prima visita berlinese. Eppure tutto è molto, molto cambiato, fuori di me.
Per riandare a quei tempi così vicini e lontani vi suggerisco tre siti realizzati dalle stazioni radiotelevisive tedesche. Mauerfall vor 20 Jahren di Rundfunk Berlin-Brandenburg, Damals in der DDR progetto congiunto di MDR e WDR e soprattutto Chronik der Mauer di Deutschlandradio e altri enti federali. Bellissimo l'archivio sonoro realizzato da quest'ultimo sito, nella sezione Materiali. Una fantastica raccolta di spezzoni classificati per anno e per mese dal 1961 al 1990. Forse la testimonianza più toccante sono i pochi secondi della conferenza stampa del 9 novembre del 1989 in cui Günther Schabowski annunciava, con un tono da burocrate appena incrinato dall'emozione, che le frontiere verso la Germania Ovest erano tutte aperte. E che per milioni di morti i figli della la Seconda guerra mondiale, forse, era arrivata un po' di pace.

NASA "Spinoff", la ricaduta dello spazio

Dal 1976 la NASA pubblica ogni anno un volume che illustra le ricadute della ricerca e della scienza aerospaziale nelle altre discipline. Tutte le edizioni sono accessibili online nell'archivio della pubblicazione, intitolata Spinoff. L'edizione 2009 è appena stata rilasciate e nelle sue 212 pagine viene per esempio raccontato il caso di WirldWinds, che sfrutta le immagini satellitari della NASA per offrire a 8.500 abbonati un servizio - veicolato attraverso il canale di WxWorx sul satellite radiofonico digitale XM - che individua le zone di mare più ricche di banchi di pesce (FishBytes, questo il nome del meteopesce). Ma anche la storia di SeaSpace Corporation e della sua antenna low cost che abbatte i costi della ricezione dei dati (sempre satellitari). Oppure ancora il caso di Xcom Wireless, che sempre per le comunicazioni dati ad altissime frequenze costruisce MEMS (microcomponenti elettromeccanici) in radiofrequenza da inserire nei front-end degli apparati. Il sito di Spinoff contiene l'archivio di tuttel le 33 edizioni del volume. Da qui si può prelevare il PDF dell'edizione 2009

06 novembre 2009

Programmi in riascolto: NPR app con registratore "live"



Ennesima applicazione per iPhone dedicata all'ascolto dei programmi di National Public Radio, il network radiofonico pubblico americano, celebrato sia per la qualità dei suoi contenuti, sia per l'attenzione nei confronti delle tematiche della Radio 2.0. La nuova app si chiama Public Radio App ed è stata sviluppata da Sky Blue Technologies. Si tratta di un ricevitore NPR con funzione di ricerca GPS della stazione locale più vicina, guida programmi integrata e, per la prima volta, funzione di digital voice recording attiva sullo streaming in tempo reale ricevuto al momento. Quando arriva una telefonata basta premere il pulsante, l'ascolto viene "congelato" e può essere ripreso al termine della pausa. Il "live pause" può servire anche per riascoltare quanto è appena stato detto in diretta.
Sky Blue Technologies è la stessa azienda che ha sviluppato, sempre in collaborazione con un certo numero di stazioni NPR il Radio Bookmark. Una chiavetta USB con due tasti che possono essere associati ad altrettante stazioni. Quando capita di ascoltare un programma interessante che non si ha il tempo di seguire, si preme uno dei pulsanti della chiavetta che registra un "time stamp". Alla fine della giornata si infila la chiavetta nel computer e la pagina Web personale di Radio Bookmark visualizza i palinsesti con le trasmissioni perse, consentendone il riascolto (Sky Blue ha anche realizzato un player "potenziato" che facilita la riproduzione audio dei programmi contrassegnati). Radio Bookmark viene distribuito attraverso le emittenti del circuito NPR che aderiscono all'iniziativa.