15 marzo 2013

Tensione in Corea: sulle onde corte ripartono i numeri segreti di V24 Tanshim'

Ci sarà la guerra tra le due Coree, ora che in seguito alle esercitazioni militari congiunte tra il Sud e gli Stati Uniti, la Corea del Nord ha annunciato la cessazione dell'armistizio? Forse dare una risposta a questa domanda è difficile quanto diradare la nebbia sulle prospettive di governo in Italia e del resto la situazione lungo la linea del 38esimo parallelo non è mai stata tranquilla da quel 27 luglio di 60 anni in cui era stato firmato l'armistizio della guerra che ha diviso la penisola.
L'unica cosa certa è che in una situazione tanto tesa è tornata a sentirsi la (presunta) stazione spionistica sud-coreana Tanshim', classificata come V24 nella lista compilata dal gruppo di ascoltatori-decifratori di Enigma 2000 (riportata a questo link per comodità). Delle frequenze monitorate per questa number station nel passato, 4500, 4600, 4900, 5115, 5715, 6215, 6330, e 6730 kHz, sembra essere tornata attiva in questi giorni quella di 4900 kHz. Eccola nell'impeccabile registrazione del DXer californiano Ron Howard, che l'ha segnalata ieri alle 13 UTC. Dopo le note di Beethoven (!) si può ascoltare l'inizio del messaggio cifrato in numeri coreani. Un altro DXer californiano ha pubblicato su You Tube questa registrazione che risale a due anni fa su 5115 kHz (allora V24 utilizzava una voce diversa):




Se non fosse un possibile sintomo di un conflitto capace di degenerare in scontro armato, c'è come sempre da restare affascinati dal suono che arriva, attraverso le onde corte, dalla penisola asiatica. Sarebbe forse il momento di cercare lumi nell'invenzione letteraria, andandosi a leggere un romanzo uscito a fine 2011, più o meno all'epoca della morte di Kim Jong Ill, per la penna di Adam Johnson, che insegna scrittura creativa a Stanford. The orphan's master son è un'incredibile lavoro di fiction che secondo Barbara Demick del Guardian è più realistico di un articolo di giornale e rappresenta il primo tentativo di raccontare una storia della Corea del Nord "dal di dentro", con gli occhi di uno dei suoi abitanti, non dell'occasionale viaggiatore. Il romanzo parla del figlio di un direttore di orfanotrofio che diventa agente buono per tutte le missioni e ha un inizio ambientato sulle barche da pesca coreane in cui la radio ha un ruolo importante.
Tra qualche settimana - è un'altra coincidenza - ci sarà anche un film, non sulle Coree ma sulle number stations. Interpretato da John Cusack "The number stations" esce a fine aprile ed è prodotto in Gran Bretagna da Matador Pictures e Furst Films ed è l'ennesima conferma che l'argomento delle stazioni spionistiche sulle onde corte esercita una irresistibile attrazione. Nell'estate del 2009, come ricorda il sito spagnolo di "aural culture" e sound art Mediateletipos,  il Palais de Tokyo parigino organizzò sulle "Spy Numbers" (sull'onda è il caso di dire del successo di una precedente esposizione ispirata a Nikola Tesla) una mostra che coinvolse numerosi artisti contemporanei. Altre informazioni su quella mostra (peccato, mi è sfuggita completamente) potete trovarle qui su We Make Money Not Art e su E-Flux.

 

Twitter pronta al lancio di una app per la musica social. I pro e i contro della music discovery


Nel 2009 scrivevo questo post dedicato ai servizi Web che aiutavano i visitatori a scoprire nuovi cantanti e gruppi musicali. Il Web è ovviamente diventato una opportunità formidabile per i musicisti e l'industria musicale. Talmente formidabile da far paura alle case discografiche, agli editori radiotelevisivi e agli stessi economisti, che spesso non riescono a misurare l'impatto della musica digitale incarnata da fenomeni come YouTube, Vevo, Pandora o Spotify. A questo proposito volevo condividere due bellissimi report presentati lo scorso anno a Milano, in occasione di un convegno organizzato dalla FIMI, l'associazione confindustriale della musica italiana; si tratta degli interventi del presidente di FIMI Enzo Mazza e dell'economista Carlo Alberto Carnevale Maffè sul presente e il possibile futuro della musica "liquida". Quel convegno milanese aveva coinciso con il lancio della piattaforma di streaming musicale Feezy.it, come dire lo Spotify italiano, con 11 milioni di brani e possibilità di accesso gratuito da computer Win e Mac, con applicazioni player off-browser sviluppate per la tecnologia Microsoft PlayReady. Feezy ormai funziona da quasi un anno, ignoro le cifre ufficiali ma temo che la notorietà sia molto bassa e non penso che i promotori - Sony, Emi, Warner e Universal - siano soddisfatti. Qui comunque c'è il pdf della cartella stampa dal sito e il comunicato ufficiale che mi era arrivato allora, a fine maggio 2012.
Ma accantoniamo per il momento Feezy e la situazione italiana per tornare al post del 2009 da cui siamo partiti. In quella occasione citavo un articolo di un giornale economico americano che elencava una serie di servizi di "music discovery", destinati - o almeno così sembrava - a risolvere il problema numero uno di un mezzo tanto potente e dispersivo: fare da ponte tra un pubblico potenzialmente molto vasto e i musicisti che proprio grazie al Web hanno la possibilità, un tempo neppure concepibile, di farsi ascoltare ovunque, ma che proprio per colpa del Web si trovano a essere nascosti in un mare di interferenze digitali e rischiano di naufragarvi senza lasciar traccia. Il classico individuo cancellato da una folla immensa. Nel giornale di soli quattro anni fa (ma sembrano dieci), si citava il nome di un sito, We Are Hunted, di scoperta musicale "sociale e condivisa". Già allora "social" era una parola magica che sembrava risolutiva per tutto.
Oggi CNet ha annunciato che We Are Hunted è stata acquisita (già l'anno scorso, si pensa) da Twitter, che starebbe pensando di costruirvi sopra una sua applicazione di music discovery da lanciare entro la fine di marzo, un servizio che sfruttando i tweet di amici e personaggi o organizzazioni possa guidare tutti verso la scoperta di tesori musicali sconosciuti. Il servizio dovrebbe assumere per il momento la forma di una app per iOS e i brani verrebbero distribuiti in streaming grazie alla piattaforma SoundCloud. Del resto, Twitter è già pieno di segnalazioni di brani musicali e  nel corso degli anni molti hanno provato a costruire delle app o dei siti Web che fungessero in pratica da apparecchio radio "sintonizzato" su queste segnalazioni (penso a siti come Song.ly o Blip.fm e a molti altri che non esistono neppure più), spesso identificate dall'hashtag #nowlistening. E fuori da Twitter, Facebook ha già messo in pratica una aggressiva strategia musicale, integrandosi in modo molto trasparente con Spotify, Rdio, Deezer e moltissime altre piattaforme musical in streaming. Guardate che cosa scriveva Evolver.fm a proposito delle strategie di Facebook già nel 2011, in un momento in cui venivano attivati oltre una dozzina di servizi di discovery su almeno 16 previsti.
Come andrà a finire con l'iniziativa di Twitter? Difficile dirlo adesso, senza neppure aver visto come verrà messa in pratica la sua idea di scoperta musicale. Quello che posso suggerire è la lettura di un formidabile editoriale apparso su Hypebot nel novembre scorso a firma di un autore di un blog molto, molto intelligente sul business della Web music, Sidewinder.fm. Il post si intitolava Music Discovery, la marcia verso il fallimento digitale e con argomenti molto semplici e razionali smontava il mito delle startup che in questi ultimi mesi cercano di cavalcare un fenomeno con la speranza, anzi la certezza di sfondare. L'anno scorso avevo trovato questo articolo di DailyTekk che catalogava addirittura un centinaio di servizi musicali, venti di quali di music discovery (se vi è venuto il malditesta qui trovate un distillato della lista di app musicali curata da Evolver.fm). In quel post Kyle Bylin scriveva che il vero punto debole della music discovery è il fatto di essere una falsa soluzione di un falso problema. Tutti amano ascoltare musica e scoprirne di nuova, ma quello che manca è il tempo per seguire con costanza tutti questi servizi di "scoperta". La gente scopre la musica molto spesso per caso, quando sta facendo altro, ascoltando la radio (meno male!) o parlando con gli amici: lo sforzo classificativo di tutti questi  servizi è insomma privo di senso, le startup che ci credono vanno sicuramente incontro al fallimento. Sullo stesso blog Sidewinder.fm pochi giorni dopo interveniva anche Sagee Ben-Zedeff, citando lo studio Music 360 che annualmente Nielsen pubblica negli Stati Uniti per analizzare gli stili di consumo della musica da quelle parti. A sua volta Ben-Zedeff citava un post scritto su Hypebot da Clyde Smith, che commentando i risultati pubblicati da Music 360 tracciava un semplice sistema di tre equazioni senza incognite:

scoperta = ascolto della radio (quasi la metà dei teenager americani continuerebbero a farlo, nonostante tutto, forse attraverso il Web)
ascolto = You Tube (non ci sono storie, il 64% dei teenager la musica la ascolta gratis su You Tube)
acquisto = sì, ma soprattutto su suggerimento degli amici

Quali sono le conclusioni di Ben-Zedeff? Che un elemento social nella fruizione della musica c'è, ma che la scoperta avviene di solito quando non devi fare nessuna fatica, cioè quando incontri un contenuto che qualcun altro ha selezionato al tuo posto. Oggi "selezionato" si dice "curato", il content deve essere curated oltre che king. La socialità va bene, scrive, ma deve essere estesa, del tutto normale in qualsiasi sito Web musicale. Non solo, deve essere condivisione, non semplice segnalazioni fatte agli amici. Lo stesso vale per la scoperta, che molti siti offrono in una modalità che obbliga comunque l'ascoltatore a farsi parte attiva e che non deve diventare "un lavoro" (adesso mi metto a fare della discovery), ma deve piuttosto essere parte integrale dell'esperienza di ascolto. 
Ma è davvero possibile offrire questo tipo di modalità. Ben-Zedeff è convinto di sì e forse è sincero visto che ha costruito la sua piattaforma di condivisione musicale, Serendip. Questo servizio fa parte di una nuova generazione di servizi di ascolto e discovery interpretato, oltre che dal servizio di Ben-Zedeff, anche da piattaforme fortemente social come Ex.fm e Tomahawk (e chissà che anche We Are Hunted e Twitter non vadano in direzioni analoghe). Ma anche da cataloghi in streaming come Spotify, Deezer e Rdio, capace di aprirsi al mondo social attraverso le loro API, che a loro volta permettono di sviluppare potenti estensioni e plug-in che consentono non solo di far sapere in giro quello che si ascolta ma di seguire le play list di esperti e amici che magari ne sanno più di noi e possono consigliare qualche novità anche mentre stiamo ascoltando la solita musica.
Serendip, ovvero "the sound of now", mescola gli elementi della curatela, della condivisione e dell'ascolto passivo di tipo radiofonico, in una piattaforma molto raffinata (sul sito potete scaricare un mediakit pieno di loghi e informazioni). Il login avviene direttamente con l'account di Facebook o di Twitter e poi tutto avviene (un po' come in Rdio o Spotify per la verità) attraverso modalità di ascolto di tipo radiofonico o seguendo le suggestioni che arrivano dalle proprie amicizie, anche se l'aspetto della curatela in Serendip è più accentuato che altrove. 
Forse meno elegante e avanzato graficamente parlando di Serendip, Ex.fm si propone come un servizio simile ma più essenziale e concreto, basandosi su tre modalità distinte di ascolto/scoperta: Trending, con i flussi musicali costruiti sulla base dei contenuti più seguiti al momento, sia a livello di comunità di utenti che di esperti Trendmaker; Explore, in cui la scoperta avviene sulla base di contenuti già selezionati attraverso blog, pagine personali, siti Web che la finestra di Explore mette a disposizione dell'utente di Ex.fm aprendo ogni giorno una risorsa diversa; e infine Sites, il catalogo di tutte queste risorse esplorabile tutto in una volta all'insegna del motto "Sites are the new CDs". Un altro punto a favore di Ex.fm è che l'aspetto social viene esaltato premendo molto sulla scoperta non solo musicale ma anche di nuove relazioni direttamente sul sito. Insomma Ex.fm cerca di funzionare anche come vero e proprio social network più che agganciarsi a Facebook (anche se ovviamente tutto ciò che si ascolta si può segnalare). Come Serendip, Ex.fm si può utilizzare su Web attraverso il browser o con app su smartphone. 
Infine c'è il discorso Tomahawk, che meriterebbe un approfondimento a parte. Il concetto di fondo non è quello del sito o dell'applicazione, ma del player. Tomahawk è un vero e proprio player multipiattaforma per Win, Mac e Linux. La tecnologia è stata sviluppata da The Echo Nest, la startup di tecnologie di Web music che pubblica anche il blog Evolver.fm. In questo articolo, uscito al momento del lancio di Tomahawk, viene spiegato bene il suo funzionamento. In sostanza il programma è un grande aggregatore, un iTunes finalmente aperto che raccoglie la musica residente sul vostro pc aggiungendovi quello che arriva dai vostri contatti social (non di Facebook però, solo Twitter, GoogleTalk e Jabber), o dalla vostra attività su Spotify, Soundcloud, Last.fm. In più Tomahawk essendo completamente aperto, può essere "raggiunto" da altri provider di contenuti musicali, ed è associato a un vero e proprio motore di ricerca, Toma.hk, alimentato, per esempio, da Shuffler.fm, una tecnologia presentata all'edizione 2011 del festival South by southwest che attinge i suoi contenuti da selezionati blog musicali.

14 marzo 2013

il Festival SXSW premia le tecnologie e le app musicali più innovative


Sono stati premiati ieri i finalisti e il vincitore della gara per le migliori tecnologie musicali presentate al "Music Accelerator 2013" award del festival texano dedicato alle arti e all'interattività, South by Southwest. Mi fa molto piacere annunciare che nella shortlist definitiva compare il nome di uno sviluppatore italiano, il livornese Davide Morelli, co-fondatore di BioBeats insieme al suo ideatore, il britannico David Plans. BioBeats ha sviluppato il concetto di musica, vera musica generata dal battito cardiaco attraverso una app che è in grado di leggere il dato biometrico semplicemente appoggiando il dito sulla fotocamera dello smartphone. Da qui parte tutta una serie di opportunità di crowdsourcing musicale in tempo reale, coinvolgendo gruppi di persone nella composizione, basata su sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale. I due "Davide" hanno entrambi una formazione musicale oltre che informatica.
Insieme a BioBeats erano state selezionate dall'insieme dei finalisti (qui di seguito l'elenco completo) le startup TastemakerX, un social game per la music discovery e  ROLI. Alla fine è stata premiata come vincitrice quest'ultima. ROLI è una giovane azienda londinese che con la sua tastiera musicale "touch", SEAboard, riesce a colmare il divario tra musica analogica e digitale offrendo a chi suona il pieno controllo su altezze, dinamiche e timbri. Tutto si basa sull'esclusiva tecnologia dei sensori SEA, "sensory, elastic, adaptive". Il fondatore e CEO di ROLI, Roland Lamb, ha studiato filosofia cinese classica e sanscrita a Harvard per poi acquisire un diploma in Designs Products al Royal College of Art di Londra. 


AudioCommon
Chelmsford, MA
AudioCommon is a team of musicians and hackers redefining the way music is created in today's interconnected world. Through our online platform,musicians and the greater audio production community can build decentralized teams, comment directly on multi-track waveforms, and collaborate in new ways during critical stages of the creative process.

BioBeats
Berkeley, CA
BioBeats is creating the future of adaptive media, a world where our apps and devices understand and adapt to the way we feel. We are creating technologies that leverage biometric data to react to our emotional and physiological states, dynamically creating and discovering music that is appropriate to that state.

CrowdSync
San Francisco, CA
Founded by lifelong friends Alex Fortunato and Laird Hayward, FoxSpring Labs has a passion for creating intuitive mobile applications to share multimedia. Their first release CrowdSync puts users in the director's chair, changing how people watch, share and edit user-generated content with its proprietary technology.

Molecule Synth
Portland, OR
Molecule Synth is a physical electronics modular synthesizer and experimenter's design set. It is an utterly unique musical instrument, combining LEGO-like interchangeability with Synthesizers & Physical Electronics. Design Your Own Instrument, configure and shape the Molecule Synth into entirely new combinations each time you play.

ROLI
London, UK
ROLI is a music technology start-up using intuitive design to createintegrated hardware and software interfaces that increase thebandwidth of interaction between humans and computers. We buildground-breaking products-based on our patent-pending SEA Interfacetechnology-that enhance the ways our customers physically engage withthe digital world.

TastemakerX
San Francisco, CA
TastemakerX is a social game for music discovery. The platform allows users to express musical tastes and preferences by building virtual collections of the artists they love, and connect with like-minded music fans. TastemakerX is free to join and is currently available on iOS.

Vela App
Aliso Viejo, CA
Vela App is a start-up company whose mission is to bring voice control to music. Vela (Voice Electronic Listening Assistant) is a music aggregator app for iPhone that allows you to voice control on demand music from Spotify, Rdio, and more soon.

WholeWorldBand
Dublin, Ireland
WholeWorldBand is a music-making platform that earns money for people who play their own music or add to other peoples' in audio and video. It's a virtual recording studio with cameras where anyone can collaborate with well-known and emerging artists and share the results on social media

Altri candidati

Playground.fm
San Francisco, CA
Playground finds handmade playlists just for you. Instantly listen to music you'll love from your friends, world famous DJs, and people who share your taste in music. Its super fun, ridiculously easy, and 100% free.

Pulselocker
San Francisco, CA
Pulselocker is the first on-demand streaming and subscription music service that gives DJs access to millions of tracks, playable on the most popular mixing apps, online or off. With Pulselocker, DJs can: Stream full-length tracks; Download and DJ tracks out - before they buy; and Buy only the ones they want.

Stereotypes
New York, NY
Stereotypes is a group chat app for people who enjoy music and need help keeping in touch with friends. With an interface optimized for sharing, talking about and listening to music, Stereotypes helps you keep in touch in a meaningful yet effortless way, and our users feel closer to friends whenever they listen to music.

13 marzo 2013

Nuovo palinsesto per il network RDS

Da lunedì 11 marzo il network RDS ha rinnovato i suoi palinsesti. Confermato l'impianto basato sul flusso musicale con innesti di notizie e altri contributi, ma il discorso viene ricondotto a sei coppie (rigorosamente miste) di conduttori, che si dividono le diverse fasce della seconda mattinata e del tardo pomeriggio nell'arco della settimana. La conduzione in altre fasce è a una sola voce o riprende, come nella prima mattinata, la formula di "Tutti pazzi per RDS".  Ecco il comunicato con tutti i nomi e le indicazioni orarie:


A RDS arriva la conduzione a due.                                                                

Tre coppie, sei voci, sei punti di vista, un solo punto fermo: la musica e l’intrattenimento

Roma, 8 marzo 2013. Primavera all’insegna del rinnovamento per RDS 100% Grandi Successi che ridisegna il palinsesto radiofonico. Il format di successo di “radio di flusso” rimane il punto fermo della programmazione radiofonica firmata RDS, ma, a partire da lunedì 11 marzo, ad arricchire e movimentare la diretta nelle fasce più importanti della giornata, arriva la conduzione a due voci: una femminile, l’altra maschile.
Dal lunedì al sabato, due le coppie protagoniste dalle 9.00 alle 18.00: Anna Pettinelli e Corrado Gentile, conduttore e giornalista della Redazione News del network, saranno on air dalle 9.00 alle 12.00 per parlare di informazione, di attualità e dei sogni degli italiani, mentre Claudio Guerrini e Rosaria Renna terranno compagnia agli ascoltatori dalle 14.00 alle 18.00 e, tra le tante tematiche del pomeriggio, aggiorneranno gli ascoltatori sul mondo del cinema. La terza ed ultima coppia è formata da Chiara Papanicolau e Filippo Firli, in diretta dal lunedì al giovedì, dalle 18.00 alle 22.00, per le interviste, le classifiche e le novità dal mondo musicale.
Ad annunciare le nuove fasce di conduzione, uno spot radiofonico che rispecchia un “gioco delle coppie” fresco, divertente, dinamico e coerente con la promessa “Trasmettiamo voglia di partecipare”: “Anna vorrebbe un uomo informato, informatissimo sull’attualità e capace di sorprendere mentre Corrado vorrebbe una donna affascinante, permalosa, polemica e con una forte personalità. Rosaria lo vuole ironico, brillante, imprevedibile e bellissimo (ma bellissimo non si può!) invece Claudio la vuole esplosiva, chiacchierona e sexy (ma sexy non si può!). Chiara vuole un uomo intelligente e curioso; Filippo una donna alta, bella e che sappia sorprendere”. Tre coppie, sei voci, ognuna con la propria opinione e personalità per dare agli ascoltatori punti di vista diversi.
La fascia serale-notturna prevede la conduzione di Paolo Piva che, dal lunedì al giovedì, sarà on air dalle 22.00 alle 02.00; di Beppe De Marco, venerdì e sabato in diretta dalle 18.00 alle 22.00; e di Renzo Di Falco, in radio dalle 22.00 alle 02.00, sempre il venerdì e il sabato. Rimane, invece, invariata la fascia di conduzione del morning show “Tutti Pazzi per RDS”, dal lunedì al venerdì dalle 05.00 alle 09.00 e il sabato dalle 07.00 alle 09.00 con “Il meglio di Tutti Pazzi per RDS”; quella di Marco Liorni (lunedì – sabato, dalle 12.00 alle 14.00) e quella della domenica (Corrado Trisoglio, dalle 05.00 alle 09.00; Filippo Firli, dalle 09.00 alle 13.00; Beppe De Marco, dalle 13.00 alle 17.00; Paolo Piva, dalle 17.00 alle 21.00; Renzo Di Falco, dalle 21.00 alle 01.00).
“RDS è e rimarrà una radio di flusso dedicata ai grandi successi musicali italiani ed internazionali – dichiara Alessandro Montefusco, station manager di RDS – La centralità del momento musicale non è messa in discussione, ma una conduzione a due voci – energica, fresca, imprevedibile e coinvolgente – capace di raccontare lo stesso mondo in continua evoluzione da due punti di vista diversi, quello maschile da una parte e quello femminile dall’altro, rappresenta un valore aggiunto per coinvolgere gli ascoltatori e “far star bene chi ascolta RDS”. A convincerci ancora più della scelta, il successo del morning show “Tutti Pazzi di RDS” condotto da Rossella Brescia, Max Pagani e Barty Colucci, con la regia di Claudio Cannizzaro, e del gioco condotto da questi ultimi “Maschi vs Femmine”.
“Il rinnovamento del palinsesto – dichiara Massimiliano Montefusco, direttore comunicazione di RDS – risponde alla nuova caratteristica di entertainment company dell’emittente di creare sempre più momenti di confronto e di contatto con gli ascoltatori. La doppia conduzione favorirà questa interazione e renderà così gli ascoltatori protagonisti dello sviluppo dei nuovi contenuti”.

Tecnologie e autismo, una discussione dal festival SXSW di Austin

Il libro di Gianluca Nicoletti sulla storia del suo essere padre di un ragazzo autistico ("Una notte ho sognato che parlavi"), ha contribuito a innalzare il livello di attenzione nei confronti di una patologia dalle forti implicazioni sociali, il cui peso, come troppo spesso accade dalle nostre parti, viene frettolosamente scaricato sulle spalle delle famiglie e della cerchia immediata dei terapisti, come se non fosse un problema di tutti.
Un esempio interessante di come si parla di autismo in altri contesti ci arriva in questi giorni da Austin, nel Texas, dove si è concluso il festival SXSW, l'evento a mio parere più bello e stimolante sull'interattività nell'espressione artistica e tecnologica. La sessione "Apps for autism"ha visto la partecipazione di tre esperti locali chiamati a intervenire, sotto la moderazione di Jennifer Miller, giornalista della testata culturale online Culture Map, sulla questione delle "tecnologie assistive" applicate a una forma di disordine neurologico che negli Stati Uniti, secondo il CDC di Atlanta, colpisce un americano su 88 con forme e varianti che ricadono nel cosiddetto "Autism Spectrum Disorder", o ASD. Gli ospiti di questo seminario, tenutosi domenica 10 marzo, sono stati:

Betsy Furler
Training and Therapy Coordinator


Dr Melissa, "Missy" Olive

e


Sami Rahman
Co-Founder BridgingApps.org

In teoria il sito ufficiale del festival dovrebbe riproporre la registrazione audio dell'incontro, ma ci deve essere stato un inghippo perché gli organizzatori hanno caricato quello riferito a un incontro con Joy Ito e John Perry Barlow ("The new serendipity"). In compenso sono riuscito a trovare sul sito di Bridging Apps, insieme a un breve resoconto dell'incontro, un pdf con le presentazioni, sperando che l'audio giusto venga inserito dopo la mia segnalazione. Sami Rahman è anche autore di un libro, "Ipad for special needs", che si può consultare gratuitamente online previa registrazione sul sito omonimo. La stessa organizzazione ha preparato una lunga lista di app rivolte alla problematica dell'autismo.

Seminario WorldDMB 15-16 aprile: a Riva del Garda tutto il mondo della radio digitale

WorldDMB, il consorzio che da anni sta conducendo una efficace lobby a favore della radio digitale DAB in Europa, ha scelto Riva del Garda per organizzare uno dei suoi convegni internazionali. E' la prima volta che gli operatori della radio, gli inserzionisti e indirettamente tramite la stampa anche il pubblico degli ascoltatori hanno l'opportunità di ascoltare, direttamente dal mondo dell'industria dei componenti, degli impianti, dei ricevitori (gli ospiti internazionali parleranno in inglese con traduzione simultanea), il racconto di che cos'è la radio numerica oggi nel mondo, quali sono i suoi vantaggi in termini di nuovi servizi di news, infotraffico, turismo, quali inedite opportunità di comunicazione si aprono (spot radiofonici associati a immagini dei prodotti, per esempio) e tutti i numeri delle success stories che in questi ultimi due o tre anni sono state pazientemente costruite in diverse nazioni europee (pensiamo alla Svizzera e al suo milione e duecentomila ricevitori DAB venduti), in Australia.
Il convegno, dallo schettinesco titolo "A Trento il futuro della radio è già a bordo", si avvale della collaborazione di Trentino Network con il supporto di Club Dab Italia (il consorzio di network privati nazionali che ci sta credendo di più in questo momento) e si svolge dal 15 al 16 aprile 2013, al Centro Congressi Parco Lido di Riva del Garda. La partecipazione per operatori e giornalisti è gratuita ma a numero chiuso, quindi è consigliabile registrarsi subito a questo indirizzo. Gli organizzatori mi dicono che a poco più di un mese dall'evento i partecipanti iscritti sono già una cinquantina, quindi è meglio affrettarsi. Tra l'altro entro questa settimana scadono anche i termini per la definizione dei contratti di sponsorizzazioni e per le aziende che vogliono essere presenti.

Per la prima volta in Italia, WorldDMB in collaborazione con Trentino Network organizza un convengo sulla radio digitale 

A TRENTO IL FUTURO DELLA RADIO È GIÀ A BORDO 

“La Radio Digitale sale a bordo” o meglio - vista l’internazionalità dell’evento - “Digital Radios gets on board”. È questo il titolo della due giorni organizzata per la prima volta in Italia da WorldDMB con la collaborazione della società di sistema Trentino Network. 
Fra i luoghi possibili si è scelta Trento perché è questa la prima provincia in Italia a essere stata coinvolta dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e dal Ministero dello Sviluppo Economico nel passaggio alla Radio Digitale secondo gli standard Eureka147. 
Questo evento rappresenta il momento conclusivo di una riflessione e conoscenza della nuova tecnologia digitale (DAB+) per la radio iniziata ad ottobre dello scorso anno. 
E proprio per concludere con un gran finale, il convegno vede il coinvolgimento attivo dell’organizzazione internazionale WorldDMB, ente coordinatore del progetto comunitario europeo Eureka 147, vale a dire il progetto che si occupa di favorire il passaggio della radio alla tecnologia digitale DAB+. 
La due giorni che si terrà presso il Centro Congressi – Parco Lido – a Riva del Garda TN l’15 e il 16 Aprile 2013, analizzerà tutti i temi collegati alla radio digitale e porterà direttamente in Italia le esperienze di successo europee. 
Il convegno vedrà così partecipare i più importanti team attivi nel concreto sviluppo della radio digitale dei vari paesi europei, rappresentati di case automobilistiche, fornitori di tecnologie, componenti e servizi per comprendere a fondo un fenomeno di evoluzione tecnologica e di consumo. 
L’evento si terrà in lingua italiana proprio per favorire gli oltre 2000 imprenditori italiani che operano nel settore della radio e che sono interessati ad approfondire gli impatti commerciali in termini di opportunità in un mercato che sta inesorabilmente cambiando e sempre più velocemente. 
Per salire a bordo dell’evento è però necessario prenotarsi per tempo. 
Il convegno infatti gratuito ma a numero chiuso per via della traduzione simultanea offerta a tutti i partecipanti. 
L'occasione è veramente di alto livello e si svolge nel cuore della provincia che in questo momento sta varando quello che potrebbe davvero essere più di un semplice, ennesimo, "progetto pilota". La regione intorno a Trento è stata scelta da AGCOM e dagli operatori come primo progetto di radio digitale DAB+ concreto, supportato dagli editori radiofonici pubblico e privati, dai costruttori di trasmettitori e antenne e soprattutto dai costruttori di apparecchi radio (tra questi ultimi non c'è solo il pioniere britannico Pure, ma anche marchi gloriosi come la stessa Sony, che ha presentato proprio in questi giorni una piccola, elegante, kitchen radio portatile DAB+, il modello XDR-S40DBP (ma perché si ostinano a usare queste sigle impossibili?): alimentabile con 4 pile AA con una autonomia di 13 ore, sarà disponibile da aprile.
Purtroppo non dobbiamo nasconderci che la radio digitale si è decisa a salire a bordo nel momento in cui è difficile dire se l'imbarcazione-Italia riuscirà a evitare il naufragio. E' addirittura verosimile che il 15 aprile al convegno di WOrldDMB non ci sarà il consueto saluto del ministro di un nuovo governo. La mia personale sensazione - molto pessimistica, lo ammetto - è che in Italia non ci saranno soldi per infrastrutture DAB+ per almeno due o tre anni, che la RAI subirà una drastica cura dimagrante e che il mercato pubblicitario radiofonico, colpito dalla crisi e certo non aiutato dalla mancanza di un sistema di rilevamento dell'audience ufficiale e riconosciuto, porterà ulteriori guai. La speranza  - se così posso dire perché le incognite, soprattutto per quanto riguarda la ricezione indoor del DAB non sono poche - a livello di governance complessiva, è che l'Europa si decida a indicare una strategia comune, basata come per la tv digitale sul concetto di graduale switch-off. Solo a quel punto l'Italia sarebbe costretta ad adeguarsi, ma non sarà comunque un adeguamento a costo zero, come insegna il triste caso delle tv locali messe fuori gioco dal digitale terrestre.
L'amore nei confronti di questo fantastico mezzo mi induce però a nutrire qualche speranza. È possibile che il clima, oggi poco favorevole, possa cambiare proprio in virtù delle informazioni che eventi come quello di aprile a Riva del Garda riusciranno a veicolare. Dopotutto i costi infrastrutturali del DAB non sono drammatici e la radio digitale potrebbe consentire la nascita di iniziative e operatori nuovi (ma bisogna cambiare un po' le regole di base, troppo prudenti e favorevoli agli incumbent), stimolando la vendita di apparecchiature e gli investimenti pubblicitari. Proviamo a salire a bordo, c...o!

MyriadRF e bladeRF, l'SDR abbraccia l'open hardware per lanciare l'RF fai-da-te

È ormai boom conclamato per il software defined radio e il fenomeno, inserito nel contesto dell'open hardware, potrebbe creare opportunità davvero interessanti per lo sviluppo di sistemi a radiofrequenza di ogni tipo. I settori interessati sono, a parte quello delle comunicazioni militari, che pervadono un po' tutto, le industrie della telefonia cellulare, di Internet wireless, del satellite. Ovunque l'approccio SDR comincia a pagare in termini di flessibilità in un mondo in cui devono convivere tanti tipi di modulazione e standard. Finora il discorso viene portato avanti in modo più o meno convenzionale se lo si guarda in un'ottica "imprenditoriale". Chi era abituato a progettare elettronica oggi guarda al software e al DSP, ma sono sempre le aziende grandi e le piccole startup, a popolare di soluzioni il mercato.
Una di queste aziende, la britannica Lime Microsystems, ha pensato di rimescolare un po' le carte mettendo insieme l'SDR con l'hardware-plastilina inaugurato dalla ormai mitica scheda di microcontrollo Arduino. L'obiettivo è stimolare la partecipazione di un'intera comunità di sviluppo, trasferendo nei territori della progettazione elettronica i concetti "open" che hanno rinnovato profondamento il software, moltiplicando le opportunità economiche. 

Lime, uno dei leader della cosiddetta field-programmable RF commercializza un chip molto particolare, definito come "transceiver configurabile digitalmente", in pratica una radio ricetrasmittente su singolo chip che al posto dei soliti oscillatori, circuiti di sintonia e mixer, mette a disposizione del progettista RF stadi ADC, DAC, near-zero IF mixer, insomma tutto l'armamentario che radioamatori e DXer ormai conoscono bene. Prima di mettere le mani al portafoglio, questi ultimi devono sapere che il componente Lime LMS6002D (qui il datasheet) è rivolto espressamente alle applicazioni dalle UHF in su, limite che esclude molte bande amatoriali, ma è pur sempre il segno di una tendenza che farà sicuramente vedere molte cose. Ma torniamo a Lime. Utilizzando il suo chip la società del Surrey ha creato il progetto no-profit MyriadRF, una schedina - prodotta dalla taiwanese Azio, che al centro ha il chip LMS6002D e tutto intorno quel poco hardware necessario per gestire l'I/O, le alimentazioni, le interfacce verso decoder o FPGA. In più MyriadRF prevede una dotazione di software che con un investimento molto contenuto (la scheda costa 300 dollari) consente di svilupparsi in proprio un progetto SDR per frequenze RF comprese fra 300 e i 3,8 GHz. 

La notizia di Myriad RF è stata ripresa da EeTimes e da altre testate specializzate attraverso il comunicato Lime che riporto qui. Ma la sfida sembra essere già stata raccolta da altri sperimentatori. Nuand, di Santa Clara, si definisce un "group of software, hardware, and RF engineers dedicated to making understanding and experimenting with RF more accessible to hobbyists and enthusiasts". Il suo progetto è una scheda, bladeRF, che oltre al chip LMS6002D integra un processore ARM9 a 200 MHz e una FPGA Altera Cyclone 4. Anche qui, considerando che la parte RF poggia sul chip Lime Microsystems, le applicazioni devono riguardare la finestra tra 300 MHz e 3,8 GHz, ma Nuand dice di aver pensato anche a possibili convertitori per consentire lo sviluppo di soluzioni HF-VHF. BladeRF sarà disponibile a giugno e costerà da 450 euro (a variare sono il numero delle celle della FPGA) e potrà essere interfacciata a schede di controllo come Raspberry (raffigurato con bladeRF nella foto) e BeagleBoard. Nuand ha tutta l'aria di essere una prestartup e per trovare i soldi per bladeRF è andata - come tutti, di questi tempi - su Kickstarter con una "offerta pubblica" rivolta ai microfinanziatori. Sapete come è andata? L'obiettivo di partenza era raccogliere 100 mila dollari e 500 persone ne hanno offerto un totale di 190 mila nel giro di   poco tempo. 

Open source RF hardware project to further innovation using wireless communications spectrum 
Non-profit initiative creates low cost, easy to use, fully configurable RF platform with pre-made boards and free editable design files available 
12 March 2012, Guildford, UK: Lime Microsystems has launched an open-source RF initiative to widen the community of developers and aid RF innovation.
Launched as a non-profit initiative, Myriad-RF aims to give both hobbyists and experienced design engineers a range of low-cost RF boards and free design files available for general use. Future board designs will come from the wider Myriad-RF community, with the first board (Myriad-RF 1) designed by Taiwanese distributor Azio Electronics.
Myriad-RF boards use field programmable RF (FP-RF) transceivers to operate on all mobile broadband standards – LTE, HSPA+, CDMA, 2G – including all regional variants; and any wireless communications frequency between 0.3 and 3.8GHz. This includes the regulated, licensed bands and unlicensed / whitespace spectra.
Lime has also beta-launched the Myriad-RF community website and forum, www.myriadrf.org. This resource will also house the board design files and example projects with how-to guides and the ability for users to contribute extra content.
Designs hosted on myriadrf.org will initially come from Lime and close partners, but Lime seeks to increase involvement and design contribution from the general RF design community – both hobbyists and professional system designers.
Azio’s Myriad-RF 1 board measure approximately 5x5cm, uses a 5V power supply and is software configurable to operate from 300MHz to 3.8GHz and on 2G, 3G and 4G communication networks. Pre-built boards will initially retail for $299 or less via the Azio online store.
“Innovation only really happens when a large number of minds tackle a problem, and by going open-source we can slash the hardware costs and open RF innovation up to as many people as possible,” said Ebrahim Busherhi, Lime CEO and Myriad-RF creator.
“We’re trying to create an Arduino for the RF sector; a board that’s low cost, powerful, exceptionally flexible and easy to use. And, most importantly, we’re trying to let the community determine what’s required, letting them add the functionality they need.”
A distribution network is already in place for pre-built boards and components with Azio Electronics and Eastel already on board. Links to all available pre-built boards can be found on the Myriad-RF board pages.




11 marzo 2013

Dal tracciamento radio al puntatore laser: la caccia al satellite diventa arte audiovisuale


Luis Bustamante, alias Protonumerique - designer e coder colombiano residente a Berlino - ha sparato una autentica cannonata di suggestioni ai lettori di Instructables, l'esclusiva community di "makers", gli appassionati di do it yourself del terzo millennio, quelli che hanno sostituito il meccano con Arduino, acquisita addirittura da Autodesk, il colosso del software per CAD. Il suo progetto riguarda la realizzazione di un cannone laser autoguidato in grado di sparare un raggio (green laser) verso i satelliti in orbita, satelliti che vengono tracciati via software partendo dalla posizione GPS del cannone e dai dati orbitali. Insomma, un puntatore pilotato da Arduino e da uno step motor, per fare del satellite tracking ottico. Poche ore dopo la pubblicazione del suo progetto Protonumerique ha pensato di modificare il titolo originario, "Satellite Laser Cannon", con qualcosa di più neutro, Satellite-spotting Laser, per evitare il ricorso a una terminologia troppo militare. La materia è in effetti un po' controversa. L'idea di sparare raggi laser per "illuminare" i satelliti in volo orbitale non è del tutto nuova (qui un "hack" presentato nel 2011), in questi ultimi anni ci sono stati diversi progetti, ma a parte le implicazioni per i costruttori di questi sistemi (i laser utilizzati potrebbero essere illegali in alcune nazioni), si potrebbero avanzare dubbi di natura tecnica (il laser può danneggiare la strumentazione di bordo?) e etiche. Di fatto la tecnica di tracciamento e "ranging" viene utilizzata ufficialmente, per esempio dalla stessa NASA, quindi si può ragionevolmente concludere che svolgere questo tipo di attività a livello hobbystico non sia pericoloso, sempre a patto di non interferire con gli aerei in volo!


Satellite - spotting laser from Protonumerique on Vimeo.

Il lavoro di Bustamante vale comunque un approfondimento attraverso i materiali che Protonumerique pubblica sul suo sito. L'interesse nei confronti della cosiddetta "satellistica" nasce come iniziativa scientifico-artistica, un esempio di interdisciplinare pop-culture, con l'idea di utilizzare gli strumenti di tracciamento in tempo reale degli oggetti orbitali come installazione visiva e sonora, grazie alla proiezione tridimensionale del suono corrispondente alla posizione dei satelliti nel cielo. 
Tutto comincia, scrive Protonumerique, «with the interest on the utopian works of satellite hunters and radio-aficionados around the world. The hours of satellite-pass recordings, the DIY  Antennae, and the thoughts on airspace and its invisible inhabitants, caused the impression of being a discipline in itself, a whole world of specialized knowledge and terminology.» Dopo l'incontro con diversi appassionati, Bustamante decide di sviluppare il concetto di un tracciamento satellitare non più riservato a pochi nerd ma a un pubblico più esteso, interessato al fascino di una disciplina difficile ma densa di implicazioni anche sociali (pensate all'importanza della meteorologia o al tema delicatissimo dei satelliti spia).  
Nasce così il progetto audiovisivo Birds/Nerds Within, presentato al MediaLab Prado di Madrid nel 2010 (in questa pagina trovate il video della presentazione, diverse fotografie e qualche campione del sonoro prodotto, tra cui l'esempio riportato qui sotto; ulteriori dettagli sono pubblicati su questo wiki), con l'obiettivo di costruire una sorta di planetario sonoro e luminoso con le scie delle centinaia di oggetti che popolano in ogni momento il nostro cielo, come una sorta di invisibile rete di lampioni invisibili.

 Tre anni dopo Madrid arriva il puntatore satellitare laser, presentato lo scorso febbraio da Satellistica, una manifestazione organizzata insieme agli astronomi dilettanti a Tunjuelito, un centro della periferia di Bogotà. Adesso l'equipaggiamento che Bustamante ha realizzato per quell'evento viene messo a disposizione di tutti attraverso Instructables, con tutte le istruzioni passo passo e il software necessario per programmare la scheda Arduino che alla base di questo incredibile sat-tracker ottico. Ulteriore documentazione si può trovare sul sito Protonumerique.net. 

Radiodays Europe, un continente studia la nuova radiofonia (anche senza radio)

Finalmente un convegno che non privilegia solo la via tecnologica (digitale) al cambiamento della radio. Un "cambiamento" che in Europa, visti gli orizzonti sempre più ristretti in cui l'emittenza pubblica deve ormai navigare, viene spesso e volentieri tradotto con "sopravvivenza". Comincia domenica prossima a Berlino la manifestazione Radiodays Europe, una vetrina di casi di studio ma soprattutto l'occasione per confrontare/confrontarsi e cercare di ricavarne una valida strategia di rinnovamento dei contenuti. La cosa di cui in questo momento la radio, almeno in Italia, ha più bisogno, schiacciata com'è tra un'offerta pubblica insufficiente dal punto di vista della ricchezza tematica e dell'informazione e un mondo dell'emittenza privata troppo legato a stili e linguaggi ormai desueti. Le stazioni al cento per cento musicali sembrano essere le meno attrezzate per affrontare la concorrenza di Spotify, Rdio e tutti i servizi di discovery e condivisione via Web: il loro è un puro arroccamento su posizioni più demografiche che contenutistiche, che non possono avere un lungo futuro. Non parliamo poi dell'incertezza sulle cifre dell'audience determinata dal fallimento di Audiradio e compensata solo in parte dalla nascita di iniziative private, ma non del tutto condivise, come Radiomonitor di GFK Eurisko. Senza contenuti la radio muore e quelli che si ascoltano oggi tendono a essere vecchi e inconsistenti.
Trattandosi di una platea continentale, Radiodays funziona sul principio della selezione dei casi più interessanti, portata avanti da consulenti che operano nelle diverse nazioni europee. Per l'Italia le storie selezionate sono due e una non è neppure radiofonica in senso stretto. A rappresentare la radio vera e propria ci sarà Alessio Bertallot con il suo programma Raitunes, in onda dal lunedì al venerdì su Radio 2 alle 22.40. Un'ora e venti minuti di esplorazione che non è solo musicale (Bertallot, aostano, membro della band Aeroplanitaliani, è in grado di parlarne in modo non banale) ma è anche molto aperta alle contaminazioni cross-mediali, soprattutto con il mondo delle arti visuali. Del resto il manifesto della trasmissione è abbastanza esplicito. Scrive infatti Bertallot: «mai mi sarei aspettato di riuscire ad accostare alla musica anche altre culture ma l’avvento di internet ha cambiato tutto. Sapere che c’è qualcosa oltre l’orizzonte ed essere uno dei primi ad andare a vedere mi fa avere sempre entusiasmo. La mia visione è questa: una radio nuova che sfruttando le innovazioni annulli le distanze fra i soggetti che, contaminando immagini e suoni, espanda i suoi argomenti all’arte e alle nuove culture, che si rivolga a degli ascolt-autori. Una radio d’avanguardia, una radio 2.0.» 

Insieme a Bertallot, a Berlino ascolteremo il contributo di Andrea Di Silvestri di Fonderia Mercury, la casa di produzione di Sergio Ferrentino che ha al centro l'articolato progetto di produzione e rappresentazione di audiodrammi Autorevole. Lo slot in cui il progetto verrà inserito a Berlino si intitola Outside the box, un cappello appropriato per raccontare due storie provenienti da esperienze "altre" rispetto alle tradizionali emittenti radiofoniche (co-relatore con Di Silvestri sarà Andrey Knyshev, una sorta di Monty Python russo, produttore della web-radio satirica e del sito Web "Chiplduk"). I lettori di questo blog conoscono già l'iniziativa di Ferrentino: l'idea è di far rientrare dalle finestre del teatro, del Web, persino dei libri il genere del radiodramma, quasi completamente dimenticato dalla radio italiana - che pure vantava una certa tradizione in materia. Fonderia Mercury parte da un innovativo concetto di "spettacolarizzazione" della fase produttiva di un radiodramma e dopo aver reclutato un gruppo di grandi firme letterarie - tra cui Carlo Lucarelli, Pino Corrias, Massimo Carlotto - ha messo letteralmente in scena (in questo caso al teatro Elfo Puccini di Milano), davanti agli spettatori, "audiodrammi" che lontano dalla ribalta diventano lo spunto per una ulteriore diffusione del contenuto via podcast a pagamento, mobile app, o in forma di script pubblicato dall'editore Feltrinelli. Proprio questo discorso di adattamento, travestimento di un modello antico come il radiodramma deve aver convinto gli organizzatori di Radiodays a dare spazio a un esempio di come, di fatto, la radio riesce a riaffermarsi negando sé stessa attraverso il potere di suggestione della parola declamata nel buio, senza effetti di luce, senza movimenti e gestualità degli attori. 

Per la sua partecipazione a Radiodays Europe Fonderia Mercury ha preparato un video che verrà proiettato nel corso della relazione, durante Outside the box. Video con cui ho collaborato per la sottotitolazione inglese e che spero di pubblicare qui a breve. Intanto ecco il comunicato che ho ricevuto in data 13 marzo:

Autorevole a Berlino


Selezionato come progetto di radiofonia sperimentale per la sezione “Outside the box” all'European Meeting Point of Radio


“AutoreVole: audiodrammi in teatro”, prodotto da Fonderia Mercury, è stato selezionato tra i due progetti italiani che parteciperanno alla terza edizione di Radiodays Europe, la più importante convention europea sulla radiofonia che si terrà a Berlino dal 17 al 19 marzo 2013.
Ha così la possibilità di presentarsi all’interno nella sessione “Outside the box“ dedicata alle avanguardie radiofoniche.
Radiodays è un punto di incontro che mette a confronto le esperienze radiofoniche private e pubbliche di tutta Europa; le precedenti edizioni (a Copenhagen e Barcellona) hanno registrato circa 800 partecipanti da 45 paesi e l’intervento di oltre 80 speaker suddivisi in una cinquantina di workshop, sessions e conferenze.                                                  
Alla stessa sessione parteciperanno i russi di Chiplduk, particolarissima web-radio che miscela esperienza su Internet, news, musica e humour. A rappresentarla a Radiodays Andrey Knyshev, chiamato spesso il Monty Python russo.
Fonderia Mercury produce il progetto AutoreVole, ideato e curato da Sergio Ferrentino, invitando alcuni importanti autori italiani come Lucarelli, Carlotto, Corrias, Dazieri, Bajani, Bucciarelli a scrivere un drammaturgia radiofonica. Fonderia si occupa dell'adattamento trasformandoli in racconti espressamente concepiti per l'oralità, allestendoli in teatro e offrendo  un'esperienza particolare a chi si trova in platea, munito di cuffie, ad ascoltare voci, effetti sonori, musiche dal vivo.
I radiodramma, poi, sono scaricabili dall'AUDIOCATALOGO per poter essere ascoltati in cuffia, al computer, sullo stereo: ma il loro percorso non finisce on air. Si trasformano in digitale, in un app dedicata, e in cartaceo, grazie a Feltrinelli Editore, che pubblica i testi originali e i copioni in e-book e in versione cartacea.
Tutti i radiodrammi in DOWNLOAD all'indirizzo www.fonderiamercury.it/autorevole/

GUARDA l'AUDIO, LEGGI la RADIO, CERCA l'APP
Disponibile l'applicazione per Apple e Android che permette di rivivere a 360° l'esperienza radiofonica in teatro. 

on air, on stage, on line 

10 marzo 2013

SDR su chiavetta, l'evoluzione della specie: da RTL a Mirics Dongle


Non sembra mai venir meno l'interesse di sperimentatori, radioamatori e DXer nei confronti delle chiavette USB commercializzate - a poco prezzo - per la ricezione sul computer dei segnali televisivi digitali. Con qualche trucchetto software il segnale RF catturato dai "tuner" di queste chiavette può essere facimente intercettato e passato direttamente al pc (Windows, Linux e persino Mac) e ai numerosi software SDR, trasformandosi così in un perfetto front end destinato alla ricezione software based delle frequenze comprese tra le VHF e le UHF, fino a 1,8 GHz o anche di più. Visto il predominio del decoder RTL2832U utilizzato dai produttori di queste chiavette, si parla in genere di RTL-SDR e sul Web il punto di riferimento principale, che raccoglie driver, software di base e applicazioni, è la pagina allestita dal progetto OsmocomSDR. 
Il chip di decodifica (che viene di fatto in parte bypassato) è più o meno lo stesso, ma il tuner no. Il chip Elonics E4000 che caratterizzava molte delle chiavette della prima ora, è diventato sempre più raro a causa dei guai finanziari della Elonics, ma è stato sostituito da altri componenti, in particolare della Rafael Micro (R820T). Per chi utilizza la chiavetta con applicazioni SDR le cose non cambiano troppo drasticamente, si tratta solo di impostare valori diversi nei driver. Una novità riguarda però la disponibilità di front end che usano lo stesso fattore di forma ma si affidano a chip più evoluti per la sintonia e il campionamento. Parlo in particolare della nuova chiavetta FunCubePro Plus, che è basata su componentistica Mirics e il cui costo è ancora abbordabile ma chiaramente superiore alla media di venti euro o anche meno che caratterizza i vari modelli RTL-SDR. 
Il mio amico esperto che viene citato piuttosto spesso su questo blog (anche se in forma anonima per sua espressa richiesta) mi ha recentemente inviato parecchio materiale prezioso derivato dalle sue esperienze SDR con dispositivi USB.  «Le chiavette basate RTL2832U sono un vero spasso - mi ha scritto qualche settimana fa. Ne possiedo una seconda, basata sul tuner R820T (17 euro!) e in frequenza arriva fino a 1.5 GHz.» 
L'amico mi ha inviato degli screenshot con alcuni  divertenti programmi elencati all'indirizzo fornito prima, quello della pagina "ufficiosa" del progetto RTL-SDR. Le schermate si riferiscono, in sequenza a:

1) "dump1090", un magnifico software sviluppato dall'italiano Salvatore Sanfilippo (aka Antirez) riceve e decodifica i segnali di posizionamento ADS-B che gli aerei civili emettono sulla frequenza di 1090 MHz:


2) "kalibrate" Un calibratore che aiuta a tarare il l'economico clock chiavette. Come si fà? Si osservano le frequenze delle stazioni GSM nella cella in cui è posizionata l' antennina. Nella videata si vedono i risultati. Altri esperimenti nelle bande GSM sono quelli condotti da Harald Welte, Steve Markgraf (qui il video di una loro presentazione http://www.youtube.com/watch?v=_0LCgxe24Po):


3) Display dello spettro dei segnali GSM con lo Spectrum-Viewer sviluppato per il software Linux e Windows SDR-J (ex jSDR) dall'olandese Jan van Katwijk:


4) Sempre SDR-J con una videata del decoder per stazioni FM «ancora il migliore, l'unico che dà PI code se la stazione è forte» specifica il nostro anonimo ma preparatissimo amico, che aggiunge anche di aver sentito Jan van Katwijk a proposito di un nuovo progetto. «Sembra di capire che sta attaccando il tostissimo problema del decoder DAB/DAB+, dice che è dura ma spera diriuscirci (almeno in parte) per questa estate.» Staremo a vedere:


La nostra inesauribile fonte passa a un argomento diverso ma strettamente correlato. «Qualcuno ha aperto il FunCubrePro+ e sai che cosa  ci ha trovato dentro? Il tuner Mirics001, ricordi?» Lo ricordo sì, Radiopassioni ha parlato diverse volte di questo tuner universale per ricevitori digitali multistandard. «Ci vorrebbe una chiavetta RTL2832U con tuner Mirics, diventerebbe adatto [senza convertitori] pure per  AM/SW (magari appena sufficiente)» A parte il FunCubePro questa chiavetta ancora non c'è, ma il nostro inviato sul fronte avanzato RTL-SDR ha fatto un'altra scoperta. «Apparentemente la stessa Mirics ora commercializza vende campioni e sistema di sviluppo per il suo chip, a prezzi abbastanza ragionevoli. Guarda qui: 


[Il form permette di ordinare a 50 sterline più spedizione un campione della SDR USB Dongle FlexiTV MSi3101]

«Non ho resistito - prosegue il racconto del mio amico, la curiosità era troppa, ho investito 80 euro nell' acquisto di una chiavetta USB Mirics direttamente da Mirics. Ho chiesto e senza ulteriori domande hanno accettato il pagamento, mi è stata inviata con software solo per radio (niente TV). Ho fatto questa scommessa anche perchè, guardando con attenzione il sito di OsmocomSDR, ho scoperto che [proprio Harald Welte e Steve Markgraf]  stanno costruendo una libreria per gestire l' hardware Mirics, parente di quello per gestire RTL2832U. Se vai a:


nella sezione SDR si trovano le seguenti lib:


  • gr-osmosdr, Gnuradio block to work with OsmoSDR and rtl-sdr
  • libmirisdr, Software for the Mirics MSi2500 + MSi001 SDR platform
  • osmo-sdr, Small form-factor / inexpensive USB SDR
  • rtl-sdr, Software to turn the RTL2832U into a SDR


Quindi a naso sia Jan con SDR-J sia l'autore di SDRsharp, Youssef Touil, dovrebbero essere in grado di portare il loro software su questa chiavetta, in teoria semplcemente sostituendo la libreria per RTL con quella Mirics, le API sembrano quasi uguali. Avremmo così un solo oggetto, economico, in grado di coprire dall'AM ai 2 GHz, magari collegato ad uno smartphone o tablet a sua volta collegato a WiFi  e a stazioni radio Web (hai visto SDRtouch per Android).
Mirics, in linea di principio, va da 150 kHz a 2 GHz. Inoltre sull'hardware ci sono solo filtri, nessuna decodifica come quelle implementate su RTL2832U. Infatti per le frequenze DVB-T butta fuori ben 8 MS/s. Ne consegue che devi avere, per decodificare la TV digitale terrestre, un computer alquanto potente. Nel suo caso RTL2832 fa una cucina preliminare e quindi richiede meno risorse di calcolo. Una cosa che potrebbe  essere importante che viene riportata nei data sheet Mirics  (alquanto sommari) è che l' ADC è di "circa 10 bit", meglio dei "circa 8bit" di RTL2832U ma uguale alla risoluzione  dei chip di FrontierSilicon, il meglio del DAB. Le aspettative sono buone ma per l'effettiva realtà bisognerà fare delle misure. Guardando il codice si scopre che la libreria dovrebbe girare  sulla chiavetta Mirics, ma anche su una chiavetta per la TV digitale "consumer" ma per il mercato giapponese, che usa uno standard diverso, il modello GV-TV100 della società I-o Data.»

Ecco a titolo esplorativo il prodotto giapponese cui si riferisce il nostro esperto al quale va il mio più sentito ringraziamento per aver reso possibile un post quanto mai ricco di informazioni e spunti: